Un padre apprensivo.

di
genere
sadomaso

Capitolo nono. Passarono 32 giorni dove non mi fu risparmiato niente. 16 clisteri, 384 iniezioni, 96 termometri nel buco del culo, 4 dolorose visite controllo fatte da mio padre, 4 bagni di acqua gelata con relativa strigliatura come se fossi un cavallo e con relativa pelle irritata, 32 litri di acqua saponata nel mio intestino, 8 ore di atroci dolori di stomaco, all'incirca 260 bidet fatti da nonno Giulio sulle cui gambe avevo passato nuda, una ventina di ore. Passavo nuda parecchie ore, piangevo quasi tutto il giorno. L'undici maggio l'ennesima novità. Mi dovevano fare una flebo. Papà aveva letto su internet che era bene fare dei lavaggi del sangue o qualcosa del genere. Oh, no, vi prego, anche la flebo adesso. Senza pensarci un attimo mio padre inserì l'ago nel mio braccio destro. Il liquido scendeva con una lentezza esasperante, dopo 4 ore era calato di pochi centimetri e io non ce la facevo più. Nonna, aiutami, ti prego, non ce la faccio più, mi fa male il braccio. Papà, per favore staccala. Per piacere vi prego. Stai tranquilla amore, tra poco finisce disse la nonna. Alle 11 di sera dopo 14 ore era un po' più sotto della metà. Non avrei avuto tregua neanche durante la notte. Quella notte non riuscii a prendere sonno il braccio mi faceva troppo male e durante la giornata non mi era stato risparmiato niente. A letto mi avevano fatto anche il clistere. La flebo finì alle 9 dopo 26 ore. Mi fu staccata. Non ebbi il tempo di tirare un sospiro di sollievo che ne vidi entrare un'altra. Ancora? Dissi atterrita. Dopo pochi secondi un altro ago era nel mio braccio destro e ricominciai a soffrire. Verso le 2 del pomeriggio ne portarono un'altra. Te la dobbiamo mettere nel braccio sinistro disse mio padre. Nooo, nooo, noooooo nell'altro braccio no. Ti prego papà, sto soffrendo, non ce la faccio più. Il braccio mi fa male. Ho dolori da tutte le parti. Stai tranquilla amore mio, passeranno. Quella del braccio destro finì l'indomani verso le 11, l'altra verso le 16. Da quel momento il braccio sinistro fu quasi sempre risparmiato, ma un ago fu quasi in pianta stabile dentro il mio braccio destro. Quelle poche ore che avevo il braccio libero le passavo nuda sopra le gambe del nonno col termometro nel retto, acqua saponata nell'intestino e buchi nelle natiche.

scritto il
2026-05-20
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