Essere gay - parte 3° - affetto
di
Basco 1958
genere
gay
ESSERE GAY PARTE 3 - AFFETTO -
Da quando ho scoperto di essere gay, frocio e finocchio, ho sempre avuto pensieri solo per il cazzo e la sborra, e mai per le persone che me lo davano. E, i miei uomini, li ricercavo sempre sui siti gay. Fatta la scopata ognuno per i fatti suoi. Non sempre ho gradito questi incontri, perche sono solo finalizzati al godimento del momento. Comunque, con qualche persona che mi piaceva e che mi aveva fatto godere, ho avuto anche diversi rapporti. Poi ho sempre evitato di vincolarmi a qualcuno sotto l'aspetto affettivo, era il cazzo e la sborra che volevo.
Siccome la mia razionalità mi portava a tale comportamento, nel sesso mai dire mai, quando meno te l'aspetti ti coinvolge emotivamente seppur non lo vuoi. Avevo 38 anni, quando venni travolto dal sentimento emotivo dell'amore, senza rendermene conto. Avevo sempre evitato le persone che conosco e del mia area geografica perché intendevo rimanere riservato il mio essere frocio.
Conoscevo di vista un ragazzo che si chiama Pasqualino, di circa 28 anni. Corporatura esile, alto un po più di me capelli biondi scuri a boccoli un bellissimo viso, con le labbra tipiche di una donna. Non mi risultava essere fidanzato.
Abitava a un paio di chilometri dal mio paese, in una frazione del nostro stesso comune. La nostra conoscenza era dovuta al fatto che frequentavano lo stesso bar, vedevamo le partite assieme, parlavamo insieme ad altri avventori di sport politica e tanto altro. Un giorno era di venerdì pomeriggio venne al bar in bicicletta, anziché in auto, erano intorno alle 15. E chiese sia a me che ad altri amici che doveva andare a prendere l'auto dal meccanico in un paese vicino, e se qualcuno di noi era disponibile ad accompagnarlo. Gli diedi la mia disponibilità e prendemmo appuntamento dopo dieci minuti a casa sua. Mentre lui si avviava con la bicicletta verso casa, io lo seguii dopo 5 minuti. Giunto lì, sali in auto e andammo a prelevare l'auto. Era in estate avevamo i pantaloni corti e mezze maniche. Lungo il tragitto, la mia mente venne sopraffatta dalla mia frociaggine e nel mentre parlavamo del più e del meno, non mi controllai, come avrei dovuto, e gli misi la mano destra sulla sua coscia sinistra, accarezzandola, e lui sobbalzo sul sedile ed esclamò "whe non è che sei finocchio" io dalla vergogna tolsi la mano chiedendogli scusa e lo stronzo mi disse "lo sai che mi è piaciuto, hai una bella mano calda, se vuoi continuare fai pure" io affranto dalla figuraccia non seppi rispondergli, mi ero inceppato e lui "se ti piace puoi farlo non ti preoccupare"
A tale invito mi venne meno la ritrosia vergognosa, non potei fare a meno di accarezzargli la coscia muscolosa, tonica e morbida, pressoché priva di peluria. Le mie carezze, continuarono e girando la testa, verso di lui, scorsi che il suo viso era disteso e assorto e che evidenziava una sorta di piacere. Presi la palla al balzo e le mia carezze iniziai a farle dal ginocchio all'inguine. Non persi coraggio e gli misi la mano sotto al pantalone, all'altezza dell'inguine e constatai che la sua nerchia era dura e doveva essere anche bella grossa. Lui, ripresosi dal quel senso di torpore, dovuto al piacere che le carezze gli procuravano, esclamò
"mai sei frocio, non me l'aspettavo, ci sai fare. Allora sei finocchio o no!"
Non potevo piu nascondermi e gli dissi:
"SI sono frocio, mi piace il cazzo, e mi sento una troia"
E lui:
" hai capito Michele è un finocchio, allora vuoi il mio cazzo, ti va"
E io "Si"
Nel frattempo eravamo arrivati all'officina, lui scese dall'auto, aveva la patta dei pantaloni gonfia, andò dal titolare e dopo un breve conciliabolo Pasquale tornò, sali in auto e mi disse che era pronta fra un oretta e mezza. Subito dopo in modo sfrontato mi disse:
"E bravo Michele sei un pompinaro chi l'avrebbe mai detto. Mi hai fatto eccitare. Che ne dici, me lo faresti pompino?"
Io, a questo punto non potevo rifiutarmi, poi ero anche eccitato, persi ogni freno inibitori e gli dissi:
"Senti allora ti dico, che io sono 10 anni che piglio cazzi, mi sento una troia e tu mi piaci pure, certo che voglio il tuo cazzo in bocca. Ti dico pure che non solo ti faro un gran pompino ma mi puoi anche sborrare in bocca"
Lui senza ritegno e con l'eccitazione che traspariva dal viso e dal cazzo duro, ribatté:
"Voglio vedere quando sei puttana zoccola e troia"
Dopo 10 minuti di auto ci portammo in un bosco parcheggiamo l'auto, entrammo nel bosco e dopo breve tempo trovammo un posto idoneo ci sdraiammo per terra e gli dissi:
"tifarò godere come un porco e mi vorrai ancora dopo questo bocchino, mi devi solo lasciar fare"
Mi distesi a fianco a lui e iniziai a baciargli il collo, le orecchie e a profferire parole dolci e sensuali, nel frattempo la mia mano stava sotto i pantaloncini e potei tastargli il cazzo. Ebbi la sensazione che avesse un bel palo tra le gambe. Scesi giu inginocchiandomi tra le sue gambe gli sfilai slip e pantaloncini e i miei occhi rimasero meravigliati e affasvinati nel vedere quel cazzo che si erigeva duro e maestoso sui coglioni. Dopo averlo un po segato quel palo di carne, gli dissi:
"HAI un cazzo bellissimo e favoloso"
Lui di rimando :
" ti piace troia!!!, allora succhialo che sto scoppiando"
In un baleno, mi ci buttai sopra e iniziai a fargli un succoso e passionale pompino fatto ad opera d'arte, leccate alla capocchia, ingoio fino in gola della cappella, leccate di palle e dell'asta a lui piaceva per come gemeva e andimava:
Si...si... troia si..si... che gran bocchino, pompinara oddio che zoccola che sei ah...ah...che belloooo...puttana cavolo che puttana che sei...ti voglioooo..."
Dopo questi segni chiari e inequivocabili di un pompino con i fiocchi, allo gemere e all'ansimare iniziavava a contorcersi con il corpo, chiaramente ciò era il preludio alla sborrata. Infatti inizio ad emettere gridi di piacere:
"AH...continua bocchinaro...godoooo...bocchinaro. succhia ah....ah...ah... vengoooo.....vengooo che belloooo... ah...ah..."
Si rilasso' , e la mia bocca venne inondata da tantissima sborra che in parte ingoiai e parte attraverso i lati della bocca gli cadde sulle palle e nell'inguine. Che poi ripulii attentamente e la feci scendere nella gola.
E lui:
"Oddio che bocchino, sei proprio una puttana. Ho goduto da morire. Mai avuto un pompino cosi. Sei stato fantastico, spero che me ne farai ancora, troia"
Io di rimando:
"Certo Pasqualino se vuoi ti farò tanti bei pompini e non solo se vuoi mi puoi anche inculare. Ricordati che io sono 10 anni che prendo cazzi. Ho fatto anche sesso perverso e sadomaso e stai tranquillo che ti farò estasiare. Potrei essere la tua troia e potrai usarmi come vuoi"
Restammo ancora un po avvighiati su quell'erba verde e lo accarezzai ancora e lui rilassato e soddisfatto mi fece una carezza che voleva dire tutto. Ci ricomponemmo. Lo accompagnai a prendere l'auto e poi ognuno rientro a casa sua.
Per strada ebbi una strana sensazione, in me si stava svelando un senso di affetto per Pasqualino, mai avuto con nessun uomo in precedenza. Speravo tanto non di rivederlo, ma bensì di fare nuovamente non solo sesso ma anche amore.
Con Pasqualino ci vedemmo ancora e facemmo sesso con affetto.
La mia storia Continua...con Pasqualino ed altri.....
Adoro il cazzo....
CONTINUA....
Da quando ho scoperto di essere gay, frocio e finocchio, ho sempre avuto pensieri solo per il cazzo e la sborra, e mai per le persone che me lo davano. E, i miei uomini, li ricercavo sempre sui siti gay. Fatta la scopata ognuno per i fatti suoi. Non sempre ho gradito questi incontri, perche sono solo finalizzati al godimento del momento. Comunque, con qualche persona che mi piaceva e che mi aveva fatto godere, ho avuto anche diversi rapporti. Poi ho sempre evitato di vincolarmi a qualcuno sotto l'aspetto affettivo, era il cazzo e la sborra che volevo.
Siccome la mia razionalità mi portava a tale comportamento, nel sesso mai dire mai, quando meno te l'aspetti ti coinvolge emotivamente seppur non lo vuoi. Avevo 38 anni, quando venni travolto dal sentimento emotivo dell'amore, senza rendermene conto. Avevo sempre evitato le persone che conosco e del mia area geografica perché intendevo rimanere riservato il mio essere frocio.
Conoscevo di vista un ragazzo che si chiama Pasqualino, di circa 28 anni. Corporatura esile, alto un po più di me capelli biondi scuri a boccoli un bellissimo viso, con le labbra tipiche di una donna. Non mi risultava essere fidanzato.
Abitava a un paio di chilometri dal mio paese, in una frazione del nostro stesso comune. La nostra conoscenza era dovuta al fatto che frequentavano lo stesso bar, vedevamo le partite assieme, parlavamo insieme ad altri avventori di sport politica e tanto altro. Un giorno era di venerdì pomeriggio venne al bar in bicicletta, anziché in auto, erano intorno alle 15. E chiese sia a me che ad altri amici che doveva andare a prendere l'auto dal meccanico in un paese vicino, e se qualcuno di noi era disponibile ad accompagnarlo. Gli diedi la mia disponibilità e prendemmo appuntamento dopo dieci minuti a casa sua. Mentre lui si avviava con la bicicletta verso casa, io lo seguii dopo 5 minuti. Giunto lì, sali in auto e andammo a prelevare l'auto. Era in estate avevamo i pantaloni corti e mezze maniche. Lungo il tragitto, la mia mente venne sopraffatta dalla mia frociaggine e nel mentre parlavamo del più e del meno, non mi controllai, come avrei dovuto, e gli misi la mano destra sulla sua coscia sinistra, accarezzandola, e lui sobbalzo sul sedile ed esclamò "whe non è che sei finocchio" io dalla vergogna tolsi la mano chiedendogli scusa e lo stronzo mi disse "lo sai che mi è piaciuto, hai una bella mano calda, se vuoi continuare fai pure" io affranto dalla figuraccia non seppi rispondergli, mi ero inceppato e lui "se ti piace puoi farlo non ti preoccupare"
A tale invito mi venne meno la ritrosia vergognosa, non potei fare a meno di accarezzargli la coscia muscolosa, tonica e morbida, pressoché priva di peluria. Le mie carezze, continuarono e girando la testa, verso di lui, scorsi che il suo viso era disteso e assorto e che evidenziava una sorta di piacere. Presi la palla al balzo e le mia carezze iniziai a farle dal ginocchio all'inguine. Non persi coraggio e gli misi la mano sotto al pantalone, all'altezza dell'inguine e constatai che la sua nerchia era dura e doveva essere anche bella grossa. Lui, ripresosi dal quel senso di torpore, dovuto al piacere che le carezze gli procuravano, esclamò
"mai sei frocio, non me l'aspettavo, ci sai fare. Allora sei finocchio o no!"
Non potevo piu nascondermi e gli dissi:
"SI sono frocio, mi piace il cazzo, e mi sento una troia"
E lui:
" hai capito Michele è un finocchio, allora vuoi il mio cazzo, ti va"
E io "Si"
Nel frattempo eravamo arrivati all'officina, lui scese dall'auto, aveva la patta dei pantaloni gonfia, andò dal titolare e dopo un breve conciliabolo Pasquale tornò, sali in auto e mi disse che era pronta fra un oretta e mezza. Subito dopo in modo sfrontato mi disse:
"E bravo Michele sei un pompinaro chi l'avrebbe mai detto. Mi hai fatto eccitare. Che ne dici, me lo faresti pompino?"
Io, a questo punto non potevo rifiutarmi, poi ero anche eccitato, persi ogni freno inibitori e gli dissi:
"Senti allora ti dico, che io sono 10 anni che piglio cazzi, mi sento una troia e tu mi piaci pure, certo che voglio il tuo cazzo in bocca. Ti dico pure che non solo ti faro un gran pompino ma mi puoi anche sborrare in bocca"
Lui senza ritegno e con l'eccitazione che traspariva dal viso e dal cazzo duro, ribatté:
"Voglio vedere quando sei puttana zoccola e troia"
Dopo 10 minuti di auto ci portammo in un bosco parcheggiamo l'auto, entrammo nel bosco e dopo breve tempo trovammo un posto idoneo ci sdraiammo per terra e gli dissi:
"tifarò godere come un porco e mi vorrai ancora dopo questo bocchino, mi devi solo lasciar fare"
Mi distesi a fianco a lui e iniziai a baciargli il collo, le orecchie e a profferire parole dolci e sensuali, nel frattempo la mia mano stava sotto i pantaloncini e potei tastargli il cazzo. Ebbi la sensazione che avesse un bel palo tra le gambe. Scesi giu inginocchiandomi tra le sue gambe gli sfilai slip e pantaloncini e i miei occhi rimasero meravigliati e affasvinati nel vedere quel cazzo che si erigeva duro e maestoso sui coglioni. Dopo averlo un po segato quel palo di carne, gli dissi:
"HAI un cazzo bellissimo e favoloso"
Lui di rimando :
" ti piace troia!!!, allora succhialo che sto scoppiando"
In un baleno, mi ci buttai sopra e iniziai a fargli un succoso e passionale pompino fatto ad opera d'arte, leccate alla capocchia, ingoio fino in gola della cappella, leccate di palle e dell'asta a lui piaceva per come gemeva e andimava:
Si...si... troia si..si... che gran bocchino, pompinara oddio che zoccola che sei ah...ah...che belloooo...puttana cavolo che puttana che sei...ti voglioooo..."
Dopo questi segni chiari e inequivocabili di un pompino con i fiocchi, allo gemere e all'ansimare iniziavava a contorcersi con il corpo, chiaramente ciò era il preludio alla sborrata. Infatti inizio ad emettere gridi di piacere:
"AH...continua bocchinaro...godoooo...bocchinaro. succhia ah....ah...ah... vengoooo.....vengooo che belloooo... ah...ah..."
Si rilasso' , e la mia bocca venne inondata da tantissima sborra che in parte ingoiai e parte attraverso i lati della bocca gli cadde sulle palle e nell'inguine. Che poi ripulii attentamente e la feci scendere nella gola.
E lui:
"Oddio che bocchino, sei proprio una puttana. Ho goduto da morire. Mai avuto un pompino cosi. Sei stato fantastico, spero che me ne farai ancora, troia"
Io di rimando:
"Certo Pasqualino se vuoi ti farò tanti bei pompini e non solo se vuoi mi puoi anche inculare. Ricordati che io sono 10 anni che prendo cazzi. Ho fatto anche sesso perverso e sadomaso e stai tranquillo che ti farò estasiare. Potrei essere la tua troia e potrai usarmi come vuoi"
Restammo ancora un po avvighiati su quell'erba verde e lo accarezzai ancora e lui rilassato e soddisfatto mi fece una carezza che voleva dire tutto. Ci ricomponemmo. Lo accompagnai a prendere l'auto e poi ognuno rientro a casa sua.
Per strada ebbi una strana sensazione, in me si stava svelando un senso di affetto per Pasqualino, mai avuto con nessun uomo in precedenza. Speravo tanto non di rivederlo, ma bensì di fare nuovamente non solo sesso ma anche amore.
Con Pasqualino ci vedemmo ancora e facemmo sesso con affetto.
La mia storia Continua...con Pasqualino ed altri.....
Adoro il cazzo....
CONTINUA....
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