I Segreti di Mamma - Capitolo 6
di
Sera
genere
trio
Alessia si rigirava nel letto, stentando a riprendere sonno. Dalle persiane filtrava la luce grigia di una piovosa alba novembrina e, nonostante il confortante calore del piumone che la avvolgeva, si sentiva profondamente a disagio. Era passata quasi una settimana dall'episodio umiliante che aveva visto protagoniste lei e sua madre Mirella, pagate per avere un rapporto sessuale tra loro e poi insultate da uno dei clienti del loro sito, “Segreti di Mamma”. Se le intenzioni di lui erano di ferirle, ci era perfettamente riuscito. Le aveva chiamate puttane e, nonostante le giustificazioni che si erano date per rassicurarsi, sembrava proprio ad Alessia che l'uomo avesse ragione.
Si girò dall'altra parte, chiudendo gli occhi. Ma no, non era quella la vera ragione della sua angoscia, lo sapeva bene. Era già scesa a patti con la sua coscienza ed accettato quello che stava facendo. La vera rivelazione, che tornava sempre a tormentarla, era questa: “Mamma mi ha scopata”. Non riusciva a toglierselo dalla testa. Non l'aveva solo baciata o accarezzata, come le altre volte. Non era stata tenera, non amorevole. L'aveva presa con forza, con desiderio, nessuna recitazione nell'atto. Alessia strinse le cosce, sentendolo distintamente: si stava bagnando. Di nuovo. Non avevano parlato molto in quei giorni ed avevano evitato entrambe di far cenno al loro sito. Un mezzo silenzio imbarazzato era sceso su di loro e si chiedeva cosa ne pensasse sua madre dell'intera situazione.
Allungò la mano per tastarsi lì. Umida. “Cazzo! Ma perchè...” sbuffò mentalmente, mentre le dita, infilate nel pigiama, accarezzavano il tessuto degli slip. Sentiva ancora le spinte dello strap-on indossato da sua madre nel profondo del suo corpo. Il modo in cui l'aveva riempita, come la stringeva a sé mentre affondava con tutto il peso, l'urto della plastica contro la parte più intima di sé. Il suo grosso clitoride, la sua vergogna, era eretto e non resistette a stuzzicarlo. Un brivido di piacere le scese lungo la spina dorsale, mentre la familiare sensazione di calore andava espandendosi nel ventre.
Sentì aprirsi la porta della cameretta e si irrigidì. Nella penombra vide il viso di sua madre fare capolino. “Alessia... sei sveglia?” La ragazza non rispose, quasi trattenendo il fiato. Sfilò lentamente la mano dagli slip. Mirella entrò, chiudendosi la porta alle spalle. Si mise in ginocchio, a fianco del letto, e osservò il bel viso della figlia, avvolto dalla massa ribelle dei suoi riccioli neri.
Mirella si vergognava profondamente del modo in cui era finita la richiesta di Benefattore69 e dell’umiliazione che lui aveva inferto loro. Mai in vita sua avrebbe voluto far del male alla sua bambina, che era quello che di più prezioso aveva. L'aveva trascinata in un'avventura così sordida. L'aveva usata, ma l'esperienza le aveva fatto capire anche un'altra cosa, più profonda e pericolosa.
Provava qualcosa per sua figlia.
Qualcosa che si annidava della parte più oscura di lei e che aveva paura di risvegliare. Al momento non voleva ammetterlo, scoperchiare quel vaso di Pandora sarebbe stato troppo pericoloso. Ma sapeva anche che, prima o poi, avrebbe dovuto affrontarlo. Al momento, però, doveva occuparsi di recuperare il rapporto con sua figlia.
“Tesoro, svegliati”, le disse con la voce più dolce possibile. Alessia aprì gli occhi, ammiccando e simulando sorpresa.
“Mamma… ciao, cioè, buongiorno… che succede?”, le chiese.
Mirella alzò le coperte e si intrufolò sotto il piumone, costringendo Alessia a farsi più in là. Il letto singolo le costringeva a stare così vicine, pensò la ragazza un po’ infastidita.
“Scusa Alessia, non riuscivo a dormire e… comunque dobbiamo parlare di quello che è successo. Ci penso continuamente. Ma… ti ho costretta a fare cose che non volevi? Al momento non ho riflettuto, forse mi sono lasciata andare, non so. Scusami, ti prego”, le disse guardandola dritto negli occhi.
Alessia dapprima distolse lo sguardo, poi, trovate le parole, fissò la madre negli occhi: “Mi hai fatto male. Non me lo aspettavo da te.” Vide il dolore trasparire sul viso di Mirella e si pentì subito di quello che le aveva detto. “Ecco… la prossima volta... cerca di fare più piano”.
L’ultima frase non sapeva bene come le fosse uscita, perché non era proprio quello che avrebbe voluto dirle. Sua madre si avvinghiò a lei e la abbracciò stretta: “Oh Alessia, tesorino mio, perdonami. Ti prometto che non succederà più”, e le stampò un bacio sulla guancia. Avvicinandosi, la sua coscia aveva premuto (involontariamente?) contro il sesso della ragazza e ne aveva percepito l’umidore. Non interruppe l’abbraccio, ma continuò a stringere sua figlia e a strofinare la coscia contro la gemma di carne del clitoride, che sentiva duro attraverso il leggero tessuto che lo ricopriva. Il profumo dei loro capelli era inebriante ed il loro respiro si mescolava al calore che proveniva da sotto le lenzuola. Alessia, con un enorme sforzo di volontà, fermò sua madre: “Scusa mamma… devo andare in bagno”. Il desiderio era innegabile, ma non era ancora del tutto pronta a perdonare sua madre. Si alzò e andò in bagno, con una vistosa macchia bagnata visibile tra le gambe. Mirella la freddò prima che arrivasse alla porta: “Sai Tesoro, abbiamo una nuova proposta!”, le disse a bruciapelo come se, dopo tutto quello che era successo, non fosse che una notizia senza importanza.
Mirella non aveva più eseguito l’accesso al sito nei giorni passati e, una volta ricollegatasi, com’era prevedibile, aveva trovato la casella mail praticamente intasata. Il 99% delle chat non era altro che una lunga descrizione di cosa i loro followers avrebbero voluto fare loro, con una dovizia di particolari sconci che, almeno in parte, l’avevano divertita. Una in particolare, però, aveva catturato la sua attenzione. Era un'offerta allettante da parte di un fan devoto, uno dei tanti che erano diventati ossessionati dalle loro scene intime. L'uomo, che si faceva chiamare "VoyeurVic", offriva una bella somma in cambio del privilegio privato di vedere Alessia con qualcun altro oltre sua madre. Il cuore di Mirella aveva sussultato mentre leggeva la proposta. Era un’evenienza che sapeva si sarebbe potuta presentare, ma di cui non avevano ancora parlato.
Quando tornò dal bagno, Mirella la stava aspettando. Le prese la mano e la condusse nella camera matrimoniale, dove il pc portatile era acceso. Mirella le indicò lo schermo, senza dire una parola. Alessia si avvicinò e lesse la mail, dapprima con scarso interesse, ma spalancando sempre più gli occhi. Mirella osservò Alessia impallidire, il suo respiro si fece rapido e le sue labbra carnose si dischiusero per la sorpresa. Il silenzio tornò tra loro denso e pesante. Mirella fece un respiro profondo e disse, con voce ferma: "Cosa ne pensi, Tesoro?"
Le parole rimasero sospese nell’aria. Alessia fissò la mail per quella che le sembrò un'eternità. Il cuore le batteva forte, una sinfonia di dubbio e avidità le risuonava nel petto. Si era sempre fidata di sua madre, aveva sempre seguito alla lettera ciò che le diceva. Ma questo? Dove la stava trascinando? Eppure, quando guardò la cifra in fondo all'email, sentì qualcosa agitarsi dentro di lei, come una belva affamata. "Okay", sussurrò, con voce appena udibile. "Ma deve essere assolutamente sicuro."
Mirella annuì, la mente che già correva a cento all’ora pensando all’organizzazione. Dovevano trovare l'uomo giusto, qualcuno che non avrebbe rivelato il loro segreto al mondo. Qualcuno di cui fidarsi, che si esibisse davanti alla telecamera e se ne andasse senza lasciare traccia. Dovevano pianificare tutto meticolosamente, assicurandosi che ogni dettaglio fosse perfetto. L'eccitazione cresceva mentre discutevano dell'idea, con voci sommesse e cospirative. Era come se stessero progettando una rapina e non un film pornografico.
VoyeurVic venne informato che avrebbero accettato la sua offerta e lui rispose, con toni ben più che entusiastici. Mentre Mirella organizzava l’evento, lui pretendeva di essere messo al corrente di tutto: le sue e-mail si fecero più insistenti a ogni giorno che passava. Inviò i dettagli, con istruzioni precise e inflessibili. Per la loro sicurezza l’incontro si sarebbe potuto tenere dove più l’avessero ritenuto opportuno e Mirella scelse un motel elegante, a circa un’ora da casa sua, dove anche lei era stata portata nemmeno un anno prima da uno dei suoi amanti occasionali. Lo ricordava come un luogo pulito e discreto.
Con il palco pronto e la sceneggiatura dettata da VoyeurVic, mancava solo il protagonista. Esaminarono gli annunci locali di incontri per adulti, cercando qualcuno che potesse interpretare la parte, qualcuno che potesse offrire ad Alessia l'esperienza di cui avevano bisogno senza causare loro alcun danno. Lo trovarono in un giovane operaio edile dell’Est Europa di nome Serghei, che aveva il gusto dell'avventura e il bisogno di soldi facili. Scambiarono alcune mail conoscitive: alto e fisicato, verificarono prima tutte le sue qualità via chat e Alessia diede il suo benestare, arrossendo leggermente alla vista del membro che sfoggiava.
Il giorno delle riprese, Mirella installò due spycam che si era procurata dietro indicazione del loro cliente che, come si intuiva dal nickname, amava il genere. I loro video registrati avrebbero dovuto essere inviati a lui. Inoltre, Mirella sarebbe stata la regista della scena, utilizzando la piccola videocamera portatile che avrebbe trasmesso in diretta. Chissà perché, pensò che le sarebbe piaciuto fare la regista di uno spettacolo in stile candid camera, ma quello che stava per fare era tutt'altra faccenda.
Osservò Alessia, vestita con un abito succinto che lasciava poco all'immaginazione, entrare nella stanza, con gli occhi pieni di un misto di paura ed eccitazione. VoyeurVic aveva imposto che si vestisse come una teenager: sneakers, calzettoni bianchi, minuscoli shorts rosa abbinati ad un toppino aderente dello stesso colore. Indossava la maschera bianca, ma le era stato proibito di mettere l’intimo. Mirella le rivolse un sorriso rassicurante, catturando l'attimo con la telecamera. L'attesa era palpabile. Quando sentì bussare alla porta della camera, il cuore di Mirella fece un balzo in petto. Era arrivato. Il momento che stavano aspettando. Il momento che avrebbe cambiato tutto.
Serghei entrò nella stanza con disinvoltura. I suoi occhi, di un azzurro penetrante, osservavano la scena davanti a sé e si leccò le labbra con desiderio. Si spogliò impaziente. Il suo corpo era scolpito dal duro lavoro e dalla fatica, ogni muscolo definito sotto la pelle. Il suo cazzo premeva visibilmente contro la stoffa dei jeans e disegnava un bozzo di notevoli dimensioni. Alessia lo guardò con interesse ed imbarazzo. Era uguale alle foto che aveva inviato loro e prometteva anche di più dal vivo. A discapito dell’età, aveva un certo fascino maturo e rude che metteva un po’ in soggezione la ragazza.
Alessia fece un respiro profondo e iniziò a flirtare lui, con voce dolce e invitante, secondo il copione di VoyeurVic. Prese Serghei per mano e lo condusse sul letto: doveva impersonare la parte della liceale che si incontra con un ragazzo più grande di nascosto dai genitori. Alessia dimostrava di avere un talento naturale di seduttrice e, seppure ancora un po’ impacciata, stava dimostrando alla madre di essere la sua degna erede. Sapeva che ogni suo gesto, ogni sguardo, sarebbe stato immortalato per il piacere del loro cliente. Doveva esibirsi e doveva rendere tutto ciò il più possibile reale. Mentre gli confidava, recitando, di essere una ragazza molto timida ma anche tremendamente curiosa di sperimentare cosa si provasse con un vero uomo, si sporse verso di lui, sfiorandogli la coscia con una mano. I suoi occhi erano fissi in quelli di lui e sentì il suo uccello contrarsi in risposta. Era il momento della verità, il punto di non ritorno.
Con un'occhiata maliziosa alla telecamera, Alessia allungò il capo e baciò Serghei, la lingua già pronta e guizzante per assaporarlo. Lui emise un grugnito di approvazione e subito le sue mani si fecero strada verso i seni. Alessia si lasciò spingere sul letto, con lui sopra, i loro corpi intrecciati in una danza appassionata. Le istruzioni del cliente erano state chiare: non trattenersi e non fingere, tutto avrebbe dovuto essere reale, crudo e senza filtri.
Serghei infilò le mani sotto il toppino di Alessia, trovando subito i suoi piccoli capezzoli turgidi. Li pizzicò con forza, strappandole dei gridolini di dolore, ma eccitandola ancora di più. Le sollevò il top sulla testa e iniziò a baciare e mordere le sue deliziose tettine. L’altra mano era già tra le gambe della ragazza: i minuscoli shorts non coprivano affatto la zona inguinale ed il fatto che fosse senza intimo faceva sì che la sua giovane fighetta liscia si mostrasse in tutto il suo splendore. Serghei infilò il dito medio, reso calloso e ruvido dal suo lavoro di carpentiere, tra le piccole labbra rosa, trovandole già bagnate. Saggiò il passaggio ed introdusse un secondo dito, sentendo le contrazioni della vagina al suo passaggio. Masturbò Alessia in questo modo provocandole brividi di piacere che lei non nascondeva affatto, emettendo sospiri e ansimi del tutto reali. D’altronde, la sua abbondante lubrificazione non poteva mentire sul suo stato.
Gli shorts vennero ben presto fatti sparire, insieme al resto dei vestiti di lui. Si ritrovarono nudi: Serghei era sdraiato di fianco a lei, con il cazzo del tutto eretto. Alessia sentì il calore del membro contro la sua gamba e la promessa di ciò che sarebbe successo la fece ulteriormente bagnare di anticipazione. Sapeva che sua madre la stava guardando, filmando ogni momento, e non poteva controllare il desiderio che la inondava. Allungò la mano e afferrò il cazzo. Le sue piccole mani curate stringevano a mala pena la larga asta, lunga quasi venti centimetri. Lo segò, ma senza molta convinzione, distratta com’era dalle dita di Serghei che la esploravano. Allargò le snelle gambe e disse ad alta voce, facendosi sentire dal cliente all’altro capo dell’obiettivo: “Ti prego, scopami!”. Serghei non se lo fece dire due volte. Si mise sopra Alessia, il cazzo come una lancia puntata verso la stretta intimità della ragazza. Intervenne allora Mirella, secondo le istruzioni di VoyeurVic: posò la telecamera in modo che riprendesse bena la scena e, preso un profilattico, lo aprì e lo calzò non senza difficoltà sull’uccello del ragazzo. Lo masturbò in quella posizione per un po’, saggiandone l’erezione e invidiando un po’ quello che sua figlia avrebbe provato. Lo appoggiò al grosso clitoride di Alessia, strofinando la cappella violacea contro l’eccitazione di lei. Poi si staccò dalla coppia e riprese la camera, puntandola direttamente al sesso di sua figlia: era il segnale per Serghei, che, appoggiato il membro alla vulva della ragazza, spinse senza troppo cerimonie per aprirsi una strada nel suo ventre.
Alessia emise un grido, a metà tra il dolore e il godimento, ma lo accolse abbastanza facilmente dentro di sé. Dopo le prime spinte di assestamento, i loro corpi presero a muoversi all’unisono, una danza di carne così affascinante e depravata. I gemiti di Alessia si fecero più forti, le sue grida di piacere echeggiavano nella stanza. Serghei la reclamava con una ferocia tanto sorprendente quanto per lei elettrizzante. Era una forza della natura, ogni sua spinta un’affermazione di dominio che le trasmetteva onde d'urto attraverso il corpo. Gettò la testa all'indietro, spalancando la bocca in un rantolo di estasi mentre lui la riempiva completamente. Nella mente vedeva il suo stesso sesso dall’interno, rosso e palpitante, aperto senza pietà dal grosso cazzo di lui. Ogni colpo che riceveva era come una rivelazione e non si vedeva più come una semplice ragazzina, la figlia amata, ma un essere sessuale, desiderato e usato per il piacere degli altri.
Mirella, con la mano tra le gambe, li osservava da dietro la telecamera. Sentiva il familiare desiderio pulsarle nella figa mentre si masturbava lentamente, senza mai staccare lo sguardo dallo schermo. La vista di sua figlia scopata da uno sconosciuto era un inebriante cocktail di emozioni, un mix di orgoglio ed eccitazione che non aveva mai provato prima. Sapeva che ogni sussulto, ogni sospiro, ogni goccia di sudore che cadeva dai loro corpi veniva catturato per il loro ospite che le aveva comperate e questo la eccitava oltre ogni limite.
Mentre Serghei usciva da Alessia e la faceva voltare, Mirella sentì il suo orgasmo crescere. Si accarezzò più velocemente con il respiro affannoso. Messa a quattro zampe, l’inquadratura era magnifica. Alessia stava con il suo piccolo e sodo culetto completamente esposto e Serghei le allargava le natiche per non nascondere nulla alla vista. La figa era tutta arrossata per lo sfregamento con il grande membro e le stesse piccole labbra non sembravano già più chiudersi del tutto. Era completamente fradicia e disponibile: perfino lo stretto buchetto del culo era tutto lucido di umori. Serghei la infilò di nuovo: la vista della figa stretta di sua figlia che si allargava per accogliere l'enorme cazzo dell’uomo era quasi insopportabile per Mirella. Non l’avrebbe voluto per sua figlia, ma continuò a filmare, mentre il corpo di Alessia si contorceva sotto colpi rapidi e possenti, in un orgasmo che sembrava scuoterla nel profondo. La telecamera catturò ogni fremito, ogni goccia di sudore, ogni sussulto di piacere. I piccoli seni di Alessia sobbalzavano a ogni spinta, i capezzoli, duri ed eretti, imploravano attenzione. Le mani di Serghei erano ovunque, le afferravano i fianchi, i seni, il sedere, lasciando lividi che sarebbero stati una testimonianza della loro esperienza condivisa. La mano di Mirella si muoveva più velocemente, le sue dita danzavano sul sesso e più giù, sentendo l’umidità bagnarle i peli, mentre osservava il corpo della figlia inarcarsi ad ogni ondata di piacere.
Le grida di Alessia si fecero più forti: le sue braccia cedettero e rimase con il culo in aria mentre il suo corpo implorava di essere liberato. Serghei, percependo il suo bisogno, accelerò il ritmo, penetrandola con una ferocia quasi violenta. E mentre l'orgasmo di Alessia raggiungeva l'apice, soffocato dalle lenzuola nelle quali aveva sprofondato la testa, Mirella sentì il proprio godimento travolgerla.
Serghei se ne venne con un urlo, pronunciando un insulto incomprensibile nella sua lingua. Restò per alcuni instanti dentro Alessia, continuando le sue spinte come una marea che si ritrae lentamente. Poi, estrasse il suo uccello ancora avvolto nel profilattico, che luccicò nella penombra bagnato com’era dai succhi della ragazza. Mirella poté vedere l'eccitazione ancora viva nei suoi occhi. Serghei sapeva di aver fatto bene, di aver dato alle donne e al misterioso cliente esattamente ciò che volevano. Alessia cadde di lato sul letto, il corpo tremante, la figa arrossata e oscenamente aperta, ancora in preda agli spasmi per l'intensità dell'orgasmo. Mirella posò la telecamera, che continuò a riprendere, e si avvicinò alla coppia, seguendo il copione imposto da VoyeurVic. Indossava ancora la maschera nera, ma si era liberata di tutti i vestiti, eccetto le mutandine di pizzo nero, ora inzuppate dal suo piacere. Con le cosce umide della sua stessa voglia, si inginocchiò al bordo del letto e Serghei le porse l'uccello che andava perdendo l'erezione. Il serbatoio del profilattico era pieno oltre il limite della sborra dell'uomo, una crema densa e bianca che dondolava raccolta nel lattice. Mirella gli preso il cazzo e, delicatamente, gli sfilò il condom, stando bene attenta a non versare il prezioso contenuto. Con gli occhi fissi nella camera, alzò il profilattico e si fece colare lo sperma di Serghei in bocca. Bevve tutto, avidamente, ed inghiottì come aveva fatto centinaia di volte con i suoi amanti. Il sapore dello sperma non le dava fastidio e, anzi, quella di Serghei aveva un certo gusto affatto sgradevole. Gettò poi il profilattico e, con un sorriso malizioso, si sporse e gli prese il membro in bocca.
Iniziò a praticargli una fellatio da vera professionista. La lingua le roteava intorno alla cappella bagnata, assaporando il sapore salato del suo desiderio. Sapeva che succhiarlo al naturale era una mossa rischiosa, affatto igienica, ma il brivido che provava era inebriante. Serghei gemette, le sue mani si fecero strada tra i capelli della donna, guidandone i movimenti. Mirella era sempre stata una gran succhiacazzi, come la chiamavano scherzosamente i suoi partner, e si sentiva così potente, così in controllo ora mentre lo divorava. L'eccitazione di entrambi aumentava ad ogni spinta della grande asta di lui contro la sua lingua. Mentre lo ingoiava profondamente, massaggiandogli i coglioni gonfi con la mano, osservava il viso di Alessia, in cerca di un qualsiasi segno di riprovazione. Ma tutto ciò che vide fu un'espressione di stupefatto fascino, un accenno di desiderio che rendeva Mirella ancora più desiderosa di continuare. Sentiva Serghei eccitarsi di nuovo, il suo membro gonfiarsi nella sua bocca come una bestia che si risvegli dal sonno.
Il bastone di carne era di nuovo eretto e le gonfiava le guance. Non paga di quello che aveva ottenuto, Mirella artigliò con le mani le natiche di Serghei, attirandolo a sé. Usando ogni trucco che aveva imparato sin da ragazzina, Mirella lo lavorò, danzando con la bocca lungo il suo membro, le labbra serrate e desiderose. Sapeva che VoyeurVic li stava guardando, molto probabilmente masturbandosi nel godere lo spettacolo. Era una sensazione inebriante, sapere di avere il potere di eccitare un uomo che non aveva mai incontrato, di farlo venire solo con la vista della sua bocca sul cazzo di un altro. E mentre Serghei si avvicinava di nuovo all'orgasmo, con i suoi respiri affannosi, sapeva di averlo in pugno. Con un'ultima, profonda suzione, lo sentì esplodere nella sua bocca, il fiotti del suo sperma schizzarle giù in gola. Deglutì di nuovo, assaporando il sapore della vittoria.
Mirella si tirò indietro, asciugandosi la saliva ai lati della bocca con il dorso della mano. Guardò Alessia, che ora si era seduta, con gli occhi incollati alla scena davanti a sé. "Ti è piaciuto?" chiese Mirella, con la voce carica di lussuria. Alessia annuì, con la mano ora tra le gambe, gli occhi ipnotizzati dal desiderio. "Bene", disse Mirella, con voce bassa e seducente. "Perché c'è dell'altro." Si voltò di nuovo verso Serghei, con gli occhi che brillavano di malizia. "Ce la fai a farne un’altra?"
Serghei, con il respiro ancora corto, riuscì ad annuire. "Cazzo sì", disse con voce carica di eccitazione. Mirella rise, maliziosa e deliziata. Si alzò, il corpo che ondeggiava con la sicurezza di una donna che sapeva di avere in mano tutte le carte. "Allora cominciamo", disse, allungando la mano verso il flacone del lubrificante. "Abbiamo un'intera notte davanti a noi ed un pubblico molto impaziente."
Alessia osservava, con il cuore che le batteva forte nel vedere Mirella condurre il gioco. Era un lato di sua madre che non aveva mai visto prima, un lato terrificante ed esaltante al tempo stesso. Mentre Mirella spalmava il gel fresco sull'uccello arrossato di Serghei, sentì una scossa di eccitazione attraversarle il corpo. Il cazzone di Serghei faticava però a riprendersi e così decise di avvicinarsi a lui, tentando uno dei suoi famosi trucchetti. Abbracciò l'uomo strettamente, strofinando il corpo nudo contro quello di lui. I suoi seni maturi si schiacciarono contro il suo petto muscoloso. Lentamente, circondò le natiche di lui con una mano e spinse un dito nel suo ano. Serghei non fu più di tanto sorpreso, evidentemente già avvezzo a quell'espediente. L’uomo strinse i morbidi seni della donna attorno alla sua asta, sfregandola in mezzo. Pochi minuti e le cure di Mirella rimisero di nuovo il cazzo in tiro. Alessia si era alzata in piedi sul letto e si avvicinò alla coppia. Attese che la madre si scostasse e saltò letteralmente addosso all'uomo, abbracciandolo e allargando le sue cosce sui fianchi dell’uomo, impalandosi sul suo uccello. La fighetta, bagnatasi nell'attesa, si infilzò di colpo sul membro. La sensazione era indescrivibile e la fece urlare.
Le mani di Serghei l'afferrarono per le chiappe e la sorresse con tutta la sua forza, i suoi occhi fissi nei suoi mentre iniziava a muoversi. La videocamera girava, catturando ogni secondo, ogni contrazione dei loro corpi. Mirella girò dietro Serghei, masturbandosi e solleticandogli i capezzoli. Gli sussurrò all'orecchio oscene parole di incoraggiamento, spingendolo al limite: “Dai, così, con più forza, fotti mia figlia!” Il corpo di Alessia ricominciava a tremare di piacere. Serghei, con il pene unto di lubrificante e stimolato dalla penetrazione a pelle non sarebbe durato molto. Aveva ovviamente il divieto di eiaculare dentro la ragazza, ma poteva fare altro. Rivolse la sua attenzione a Mirella., che nel frattempo si era spostata sul letto e stava a gambe spalancate, con la passera, scura e pelosa, fradicia di umori. Serghei, ad un passo dall’orgasmo, sfilò Alessia e si diresse verso il letto. La ragazza si rimise in piedi, non senza disappunto, e barcollando raggiunse la videocamera per filmare il seguito
Serghei penetrò Mirella, che mandò un gemito sommesso. Il suo cazzo scivolò nel suo calore accogliente con facilità. La trovò stretta, probabilmente contratta per il troppo desiderio. Ci volle ogni grammo di autocontrollo per non venire immediatamente. Lui iniziò a muoversi, i suoi colpi profondi e decisi, ognuno dei quali spingeva la donna, già eccitatissima, sempre più vicina al limite. Alessia osservava, la sua mano che giocava con il clitoride mentre filmava. La vista di sua madre scopata da uno sconosciuto era più eccitante di quanto avesse mai immaginato, e provò uno strano senso di orgoglio nell’essere sua figlia. Aveva del tutto dimenticato il brutto episodio della volta precedente.
Gli occhi di Mirella rotearono all'indietro, i suoi gemiti più forti a ogni spinta. Le sue mani stringevano le lenzuola mentre il corpo si contorceva di piacere. Alessia si avvicinò, la sua telecamera zoomava sull'intima danza della carne. Poteva sentire il calore emanare dal corpo di sua madre, poteva vedere il modo in cui la sua figa stringeva il cazzo di Serghei come una morsa. L'orgasmo di Mirella si avvicinava: sapeva che doveva catturarlo, immortalare quel momento di pura, sfrenata passione. Le grida della donna si fecero più insistenti, il suo corpo si dimenava contro quello di Serghei mentre cercava di godere il più possibile. E quando arrivò, non assomigliò a nulla che avesse mai sperimentato prima. Il suo orgasmo fu come una supernova, un'esplosione accecante di sensazioni che la lasciò tremante e senza fiato. Alessia catturò tutto con la videocamera, compresa l'espressione di pura estasi sul volto di sua madre.
Mentre Mirella giaceva lì, ansimante ed esausta, Serghei rivolse di nuovo la sua attenzione ad Alessia. Era stata finora la star del loro spettacolo ed era tempo che lo show si concludesse. Lei lo guardava, con gli occhi spalancati per un misto di eccitazione e trepidazione, mentre lui si spostava dal corpo di sua madre al suo, entrambe sdraiate sul letto. "Tocca a te", mormorò, con la voce carica di desiderio. Alessia sentì un brivido attraversarla mentre porgeva la videocamera a Mirella. Si mise di nuovo a pecora, guardando sua madre supina di fianco a lei, la figa pulsante di desiderio. Serghei si posizionò dietro, tra le sue cosce, il suo gran cazzo duro e lucido degli umori di sua madre. Tutti e tre potevano sentire gli occhi del loro pubblico invisibile su di loro, ma erano pronti, pronti a dare loro lo spettacolo per cui avevano pagato.
Il primo tocco del cazzone contro la sua fregna bagnata le trasmise una scossa di piacere. Era così bagnata, così pronta, che non poté fare a meno di gemere. E mentre lui spingeva dentro di lei, riempiendola completamente, sapeva che gli avrebbe dato ciò che aveva. Mirella, ora dietro la videocamera, osservava con occhio critico, assicurandosi che ogni momento fosse catturato per il loro cliente
Serghei scopava violentemente Alessia, dominandola. I suoi fianchi un movimento confuso, il suo uccello gonfio al massimo che scompariva dentro di lei più e più volte. Lei gridò, il suo corpo si inarcò dal letto, i suoi occhi chiusi ad assaporare ogni spinta, la sua mente che volava e pensava... a sua madre!
Mirella, osservando la scena, provava invece uno strano senso di distacco. Guardava la figlia usata per il loro tornaconto, e la invidiava per la sua giovanile bellezza. Avrebbe voluto... non volle ammetterlo e cancellò subito il pensiero dalla testa. Serghei afferrò i ricci di Alessia, tirandole indietro il capo e usandoli come briglie mentre cavalcava la sua puledra. Se anche gli fece male, alla ragazza non importò. Contava solo quel martello di carne dentro di lei, che la stava portando verso una nuova vetta di piacere.
Mentre i colpi di Serghei si facevano più rapidi, Mirella si toccava e sentì il suo orgasmo crescere di nuovo. Non era mai stata così eccitata in vita sua, guardando sua figlia farsi scopare da quello sconosciuto, sapendo che era tutto per il loro futuro. Affondò le dita nella sua vagina, così aperta dopo il rapporto di prima e tre delle sue dita scivolarono dentro senza difficoltà. La sensazione era travolgente, un crescendo di piacere che sembrava aumentare ad ogni battito del suo cuore.
E poi fu troppo. Serghei ruggì, il suo corpo si irrigidì e riuscì a sfilarsi appena in tempo da Alessia per evitare di riempirla con i getti della sua calda crema. La ragazza sentì il calore dello sperma colpirle il culo e la schiena. Era una sensazione potente, primordiale. Guardò sua madre, sull'orlo del piacere, e la vide avvicinarsi a lei per donarle l'appagamento finale. Serghei prese a fatica la videocamera che la donna gli porgeva.
Mirella leccò la sborra dell'uomo dal corpo di sua figlia, mentre le titillava il grosso clitoride eretto, donandole infine il meritato piacere. L'orgasmo di Alessia si abbatté su di lei, un'ondata di piacere che spazzò via ogni ultima traccia di dubbio o paura. Ce l'aveva fatta, era diventata ciò che non avrebbe mai pensato di essere. Ogni scrupolo era stato spazzato via e, mentre sentiva il calore della lingua di sua madre ripulirla, seppe di aver trovato il suo posto nel mondo. Questa era chi era ora, una donna che avrebbe dato tutto per la loro arte contorta. La camera continuava a girare, catturando ogni secondo, e Mirella guardava con un misto di orgoglio e desiderio sua figlia che si offriva a lei. Si guardarono negli occhi, la madre e la figlia, le amanti. Ce l'avevano fatta, avevano davvero lasciato il segno. E mentre giacevano lì, sudate e tremanti, sapevano che quello sarebbe stato solo l'inizio della loro depravazione.
Si girò dall'altra parte, chiudendo gli occhi. Ma no, non era quella la vera ragione della sua angoscia, lo sapeva bene. Era già scesa a patti con la sua coscienza ed accettato quello che stava facendo. La vera rivelazione, che tornava sempre a tormentarla, era questa: “Mamma mi ha scopata”. Non riusciva a toglierselo dalla testa. Non l'aveva solo baciata o accarezzata, come le altre volte. Non era stata tenera, non amorevole. L'aveva presa con forza, con desiderio, nessuna recitazione nell'atto. Alessia strinse le cosce, sentendolo distintamente: si stava bagnando. Di nuovo. Non avevano parlato molto in quei giorni ed avevano evitato entrambe di far cenno al loro sito. Un mezzo silenzio imbarazzato era sceso su di loro e si chiedeva cosa ne pensasse sua madre dell'intera situazione.
Allungò la mano per tastarsi lì. Umida. “Cazzo! Ma perchè...” sbuffò mentalmente, mentre le dita, infilate nel pigiama, accarezzavano il tessuto degli slip. Sentiva ancora le spinte dello strap-on indossato da sua madre nel profondo del suo corpo. Il modo in cui l'aveva riempita, come la stringeva a sé mentre affondava con tutto il peso, l'urto della plastica contro la parte più intima di sé. Il suo grosso clitoride, la sua vergogna, era eretto e non resistette a stuzzicarlo. Un brivido di piacere le scese lungo la spina dorsale, mentre la familiare sensazione di calore andava espandendosi nel ventre.
Sentì aprirsi la porta della cameretta e si irrigidì. Nella penombra vide il viso di sua madre fare capolino. “Alessia... sei sveglia?” La ragazza non rispose, quasi trattenendo il fiato. Sfilò lentamente la mano dagli slip. Mirella entrò, chiudendosi la porta alle spalle. Si mise in ginocchio, a fianco del letto, e osservò il bel viso della figlia, avvolto dalla massa ribelle dei suoi riccioli neri.
Mirella si vergognava profondamente del modo in cui era finita la richiesta di Benefattore69 e dell’umiliazione che lui aveva inferto loro. Mai in vita sua avrebbe voluto far del male alla sua bambina, che era quello che di più prezioso aveva. L'aveva trascinata in un'avventura così sordida. L'aveva usata, ma l'esperienza le aveva fatto capire anche un'altra cosa, più profonda e pericolosa.
Provava qualcosa per sua figlia.
Qualcosa che si annidava della parte più oscura di lei e che aveva paura di risvegliare. Al momento non voleva ammetterlo, scoperchiare quel vaso di Pandora sarebbe stato troppo pericoloso. Ma sapeva anche che, prima o poi, avrebbe dovuto affrontarlo. Al momento, però, doveva occuparsi di recuperare il rapporto con sua figlia.
“Tesoro, svegliati”, le disse con la voce più dolce possibile. Alessia aprì gli occhi, ammiccando e simulando sorpresa.
“Mamma… ciao, cioè, buongiorno… che succede?”, le chiese.
Mirella alzò le coperte e si intrufolò sotto il piumone, costringendo Alessia a farsi più in là. Il letto singolo le costringeva a stare così vicine, pensò la ragazza un po’ infastidita.
“Scusa Alessia, non riuscivo a dormire e… comunque dobbiamo parlare di quello che è successo. Ci penso continuamente. Ma… ti ho costretta a fare cose che non volevi? Al momento non ho riflettuto, forse mi sono lasciata andare, non so. Scusami, ti prego”, le disse guardandola dritto negli occhi.
Alessia dapprima distolse lo sguardo, poi, trovate le parole, fissò la madre negli occhi: “Mi hai fatto male. Non me lo aspettavo da te.” Vide il dolore trasparire sul viso di Mirella e si pentì subito di quello che le aveva detto. “Ecco… la prossima volta... cerca di fare più piano”.
L’ultima frase non sapeva bene come le fosse uscita, perché non era proprio quello che avrebbe voluto dirle. Sua madre si avvinghiò a lei e la abbracciò stretta: “Oh Alessia, tesorino mio, perdonami. Ti prometto che non succederà più”, e le stampò un bacio sulla guancia. Avvicinandosi, la sua coscia aveva premuto (involontariamente?) contro il sesso della ragazza e ne aveva percepito l’umidore. Non interruppe l’abbraccio, ma continuò a stringere sua figlia e a strofinare la coscia contro la gemma di carne del clitoride, che sentiva duro attraverso il leggero tessuto che lo ricopriva. Il profumo dei loro capelli era inebriante ed il loro respiro si mescolava al calore che proveniva da sotto le lenzuola. Alessia, con un enorme sforzo di volontà, fermò sua madre: “Scusa mamma… devo andare in bagno”. Il desiderio era innegabile, ma non era ancora del tutto pronta a perdonare sua madre. Si alzò e andò in bagno, con una vistosa macchia bagnata visibile tra le gambe. Mirella la freddò prima che arrivasse alla porta: “Sai Tesoro, abbiamo una nuova proposta!”, le disse a bruciapelo come se, dopo tutto quello che era successo, non fosse che una notizia senza importanza.
Mirella non aveva più eseguito l’accesso al sito nei giorni passati e, una volta ricollegatasi, com’era prevedibile, aveva trovato la casella mail praticamente intasata. Il 99% delle chat non era altro che una lunga descrizione di cosa i loro followers avrebbero voluto fare loro, con una dovizia di particolari sconci che, almeno in parte, l’avevano divertita. Una in particolare, però, aveva catturato la sua attenzione. Era un'offerta allettante da parte di un fan devoto, uno dei tanti che erano diventati ossessionati dalle loro scene intime. L'uomo, che si faceva chiamare "VoyeurVic", offriva una bella somma in cambio del privilegio privato di vedere Alessia con qualcun altro oltre sua madre. Il cuore di Mirella aveva sussultato mentre leggeva la proposta. Era un’evenienza che sapeva si sarebbe potuta presentare, ma di cui non avevano ancora parlato.
Quando tornò dal bagno, Mirella la stava aspettando. Le prese la mano e la condusse nella camera matrimoniale, dove il pc portatile era acceso. Mirella le indicò lo schermo, senza dire una parola. Alessia si avvicinò e lesse la mail, dapprima con scarso interesse, ma spalancando sempre più gli occhi. Mirella osservò Alessia impallidire, il suo respiro si fece rapido e le sue labbra carnose si dischiusero per la sorpresa. Il silenzio tornò tra loro denso e pesante. Mirella fece un respiro profondo e disse, con voce ferma: "Cosa ne pensi, Tesoro?"
Le parole rimasero sospese nell’aria. Alessia fissò la mail per quella che le sembrò un'eternità. Il cuore le batteva forte, una sinfonia di dubbio e avidità le risuonava nel petto. Si era sempre fidata di sua madre, aveva sempre seguito alla lettera ciò che le diceva. Ma questo? Dove la stava trascinando? Eppure, quando guardò la cifra in fondo all'email, sentì qualcosa agitarsi dentro di lei, come una belva affamata. "Okay", sussurrò, con voce appena udibile. "Ma deve essere assolutamente sicuro."
Mirella annuì, la mente che già correva a cento all’ora pensando all’organizzazione. Dovevano trovare l'uomo giusto, qualcuno che non avrebbe rivelato il loro segreto al mondo. Qualcuno di cui fidarsi, che si esibisse davanti alla telecamera e se ne andasse senza lasciare traccia. Dovevano pianificare tutto meticolosamente, assicurandosi che ogni dettaglio fosse perfetto. L'eccitazione cresceva mentre discutevano dell'idea, con voci sommesse e cospirative. Era come se stessero progettando una rapina e non un film pornografico.
VoyeurVic venne informato che avrebbero accettato la sua offerta e lui rispose, con toni ben più che entusiastici. Mentre Mirella organizzava l’evento, lui pretendeva di essere messo al corrente di tutto: le sue e-mail si fecero più insistenti a ogni giorno che passava. Inviò i dettagli, con istruzioni precise e inflessibili. Per la loro sicurezza l’incontro si sarebbe potuto tenere dove più l’avessero ritenuto opportuno e Mirella scelse un motel elegante, a circa un’ora da casa sua, dove anche lei era stata portata nemmeno un anno prima da uno dei suoi amanti occasionali. Lo ricordava come un luogo pulito e discreto.
Con il palco pronto e la sceneggiatura dettata da VoyeurVic, mancava solo il protagonista. Esaminarono gli annunci locali di incontri per adulti, cercando qualcuno che potesse interpretare la parte, qualcuno che potesse offrire ad Alessia l'esperienza di cui avevano bisogno senza causare loro alcun danno. Lo trovarono in un giovane operaio edile dell’Est Europa di nome Serghei, che aveva il gusto dell'avventura e il bisogno di soldi facili. Scambiarono alcune mail conoscitive: alto e fisicato, verificarono prima tutte le sue qualità via chat e Alessia diede il suo benestare, arrossendo leggermente alla vista del membro che sfoggiava.
Il giorno delle riprese, Mirella installò due spycam che si era procurata dietro indicazione del loro cliente che, come si intuiva dal nickname, amava il genere. I loro video registrati avrebbero dovuto essere inviati a lui. Inoltre, Mirella sarebbe stata la regista della scena, utilizzando la piccola videocamera portatile che avrebbe trasmesso in diretta. Chissà perché, pensò che le sarebbe piaciuto fare la regista di uno spettacolo in stile candid camera, ma quello che stava per fare era tutt'altra faccenda.
Osservò Alessia, vestita con un abito succinto che lasciava poco all'immaginazione, entrare nella stanza, con gli occhi pieni di un misto di paura ed eccitazione. VoyeurVic aveva imposto che si vestisse come una teenager: sneakers, calzettoni bianchi, minuscoli shorts rosa abbinati ad un toppino aderente dello stesso colore. Indossava la maschera bianca, ma le era stato proibito di mettere l’intimo. Mirella le rivolse un sorriso rassicurante, catturando l'attimo con la telecamera. L'attesa era palpabile. Quando sentì bussare alla porta della camera, il cuore di Mirella fece un balzo in petto. Era arrivato. Il momento che stavano aspettando. Il momento che avrebbe cambiato tutto.
Serghei entrò nella stanza con disinvoltura. I suoi occhi, di un azzurro penetrante, osservavano la scena davanti a sé e si leccò le labbra con desiderio. Si spogliò impaziente. Il suo corpo era scolpito dal duro lavoro e dalla fatica, ogni muscolo definito sotto la pelle. Il suo cazzo premeva visibilmente contro la stoffa dei jeans e disegnava un bozzo di notevoli dimensioni. Alessia lo guardò con interesse ed imbarazzo. Era uguale alle foto che aveva inviato loro e prometteva anche di più dal vivo. A discapito dell’età, aveva un certo fascino maturo e rude che metteva un po’ in soggezione la ragazza.
Alessia fece un respiro profondo e iniziò a flirtare lui, con voce dolce e invitante, secondo il copione di VoyeurVic. Prese Serghei per mano e lo condusse sul letto: doveva impersonare la parte della liceale che si incontra con un ragazzo più grande di nascosto dai genitori. Alessia dimostrava di avere un talento naturale di seduttrice e, seppure ancora un po’ impacciata, stava dimostrando alla madre di essere la sua degna erede. Sapeva che ogni suo gesto, ogni sguardo, sarebbe stato immortalato per il piacere del loro cliente. Doveva esibirsi e doveva rendere tutto ciò il più possibile reale. Mentre gli confidava, recitando, di essere una ragazza molto timida ma anche tremendamente curiosa di sperimentare cosa si provasse con un vero uomo, si sporse verso di lui, sfiorandogli la coscia con una mano. I suoi occhi erano fissi in quelli di lui e sentì il suo uccello contrarsi in risposta. Era il momento della verità, il punto di non ritorno.
Con un'occhiata maliziosa alla telecamera, Alessia allungò il capo e baciò Serghei, la lingua già pronta e guizzante per assaporarlo. Lui emise un grugnito di approvazione e subito le sue mani si fecero strada verso i seni. Alessia si lasciò spingere sul letto, con lui sopra, i loro corpi intrecciati in una danza appassionata. Le istruzioni del cliente erano state chiare: non trattenersi e non fingere, tutto avrebbe dovuto essere reale, crudo e senza filtri.
Serghei infilò le mani sotto il toppino di Alessia, trovando subito i suoi piccoli capezzoli turgidi. Li pizzicò con forza, strappandole dei gridolini di dolore, ma eccitandola ancora di più. Le sollevò il top sulla testa e iniziò a baciare e mordere le sue deliziose tettine. L’altra mano era già tra le gambe della ragazza: i minuscoli shorts non coprivano affatto la zona inguinale ed il fatto che fosse senza intimo faceva sì che la sua giovane fighetta liscia si mostrasse in tutto il suo splendore. Serghei infilò il dito medio, reso calloso e ruvido dal suo lavoro di carpentiere, tra le piccole labbra rosa, trovandole già bagnate. Saggiò il passaggio ed introdusse un secondo dito, sentendo le contrazioni della vagina al suo passaggio. Masturbò Alessia in questo modo provocandole brividi di piacere che lei non nascondeva affatto, emettendo sospiri e ansimi del tutto reali. D’altronde, la sua abbondante lubrificazione non poteva mentire sul suo stato.
Gli shorts vennero ben presto fatti sparire, insieme al resto dei vestiti di lui. Si ritrovarono nudi: Serghei era sdraiato di fianco a lei, con il cazzo del tutto eretto. Alessia sentì il calore del membro contro la sua gamba e la promessa di ciò che sarebbe successo la fece ulteriormente bagnare di anticipazione. Sapeva che sua madre la stava guardando, filmando ogni momento, e non poteva controllare il desiderio che la inondava. Allungò la mano e afferrò il cazzo. Le sue piccole mani curate stringevano a mala pena la larga asta, lunga quasi venti centimetri. Lo segò, ma senza molta convinzione, distratta com’era dalle dita di Serghei che la esploravano. Allargò le snelle gambe e disse ad alta voce, facendosi sentire dal cliente all’altro capo dell’obiettivo: “Ti prego, scopami!”. Serghei non se lo fece dire due volte. Si mise sopra Alessia, il cazzo come una lancia puntata verso la stretta intimità della ragazza. Intervenne allora Mirella, secondo le istruzioni di VoyeurVic: posò la telecamera in modo che riprendesse bena la scena e, preso un profilattico, lo aprì e lo calzò non senza difficoltà sull’uccello del ragazzo. Lo masturbò in quella posizione per un po’, saggiandone l’erezione e invidiando un po’ quello che sua figlia avrebbe provato. Lo appoggiò al grosso clitoride di Alessia, strofinando la cappella violacea contro l’eccitazione di lei. Poi si staccò dalla coppia e riprese la camera, puntandola direttamente al sesso di sua figlia: era il segnale per Serghei, che, appoggiato il membro alla vulva della ragazza, spinse senza troppo cerimonie per aprirsi una strada nel suo ventre.
Alessia emise un grido, a metà tra il dolore e il godimento, ma lo accolse abbastanza facilmente dentro di sé. Dopo le prime spinte di assestamento, i loro corpi presero a muoversi all’unisono, una danza di carne così affascinante e depravata. I gemiti di Alessia si fecero più forti, le sue grida di piacere echeggiavano nella stanza. Serghei la reclamava con una ferocia tanto sorprendente quanto per lei elettrizzante. Era una forza della natura, ogni sua spinta un’affermazione di dominio che le trasmetteva onde d'urto attraverso il corpo. Gettò la testa all'indietro, spalancando la bocca in un rantolo di estasi mentre lui la riempiva completamente. Nella mente vedeva il suo stesso sesso dall’interno, rosso e palpitante, aperto senza pietà dal grosso cazzo di lui. Ogni colpo che riceveva era come una rivelazione e non si vedeva più come una semplice ragazzina, la figlia amata, ma un essere sessuale, desiderato e usato per il piacere degli altri.
Mirella, con la mano tra le gambe, li osservava da dietro la telecamera. Sentiva il familiare desiderio pulsarle nella figa mentre si masturbava lentamente, senza mai staccare lo sguardo dallo schermo. La vista di sua figlia scopata da uno sconosciuto era un inebriante cocktail di emozioni, un mix di orgoglio ed eccitazione che non aveva mai provato prima. Sapeva che ogni sussulto, ogni sospiro, ogni goccia di sudore che cadeva dai loro corpi veniva catturato per il loro ospite che le aveva comperate e questo la eccitava oltre ogni limite.
Mentre Serghei usciva da Alessia e la faceva voltare, Mirella sentì il suo orgasmo crescere. Si accarezzò più velocemente con il respiro affannoso. Messa a quattro zampe, l’inquadratura era magnifica. Alessia stava con il suo piccolo e sodo culetto completamente esposto e Serghei le allargava le natiche per non nascondere nulla alla vista. La figa era tutta arrossata per lo sfregamento con il grande membro e le stesse piccole labbra non sembravano già più chiudersi del tutto. Era completamente fradicia e disponibile: perfino lo stretto buchetto del culo era tutto lucido di umori. Serghei la infilò di nuovo: la vista della figa stretta di sua figlia che si allargava per accogliere l'enorme cazzo dell’uomo era quasi insopportabile per Mirella. Non l’avrebbe voluto per sua figlia, ma continuò a filmare, mentre il corpo di Alessia si contorceva sotto colpi rapidi e possenti, in un orgasmo che sembrava scuoterla nel profondo. La telecamera catturò ogni fremito, ogni goccia di sudore, ogni sussulto di piacere. I piccoli seni di Alessia sobbalzavano a ogni spinta, i capezzoli, duri ed eretti, imploravano attenzione. Le mani di Serghei erano ovunque, le afferravano i fianchi, i seni, il sedere, lasciando lividi che sarebbero stati una testimonianza della loro esperienza condivisa. La mano di Mirella si muoveva più velocemente, le sue dita danzavano sul sesso e più giù, sentendo l’umidità bagnarle i peli, mentre osservava il corpo della figlia inarcarsi ad ogni ondata di piacere.
Le grida di Alessia si fecero più forti: le sue braccia cedettero e rimase con il culo in aria mentre il suo corpo implorava di essere liberato. Serghei, percependo il suo bisogno, accelerò il ritmo, penetrandola con una ferocia quasi violenta. E mentre l'orgasmo di Alessia raggiungeva l'apice, soffocato dalle lenzuola nelle quali aveva sprofondato la testa, Mirella sentì il proprio godimento travolgerla.
Serghei se ne venne con un urlo, pronunciando un insulto incomprensibile nella sua lingua. Restò per alcuni instanti dentro Alessia, continuando le sue spinte come una marea che si ritrae lentamente. Poi, estrasse il suo uccello ancora avvolto nel profilattico, che luccicò nella penombra bagnato com’era dai succhi della ragazza. Mirella poté vedere l'eccitazione ancora viva nei suoi occhi. Serghei sapeva di aver fatto bene, di aver dato alle donne e al misterioso cliente esattamente ciò che volevano. Alessia cadde di lato sul letto, il corpo tremante, la figa arrossata e oscenamente aperta, ancora in preda agli spasmi per l'intensità dell'orgasmo. Mirella posò la telecamera, che continuò a riprendere, e si avvicinò alla coppia, seguendo il copione imposto da VoyeurVic. Indossava ancora la maschera nera, ma si era liberata di tutti i vestiti, eccetto le mutandine di pizzo nero, ora inzuppate dal suo piacere. Con le cosce umide della sua stessa voglia, si inginocchiò al bordo del letto e Serghei le porse l'uccello che andava perdendo l'erezione. Il serbatoio del profilattico era pieno oltre il limite della sborra dell'uomo, una crema densa e bianca che dondolava raccolta nel lattice. Mirella gli preso il cazzo e, delicatamente, gli sfilò il condom, stando bene attenta a non versare il prezioso contenuto. Con gli occhi fissi nella camera, alzò il profilattico e si fece colare lo sperma di Serghei in bocca. Bevve tutto, avidamente, ed inghiottì come aveva fatto centinaia di volte con i suoi amanti. Il sapore dello sperma non le dava fastidio e, anzi, quella di Serghei aveva un certo gusto affatto sgradevole. Gettò poi il profilattico e, con un sorriso malizioso, si sporse e gli prese il membro in bocca.
Iniziò a praticargli una fellatio da vera professionista. La lingua le roteava intorno alla cappella bagnata, assaporando il sapore salato del suo desiderio. Sapeva che succhiarlo al naturale era una mossa rischiosa, affatto igienica, ma il brivido che provava era inebriante. Serghei gemette, le sue mani si fecero strada tra i capelli della donna, guidandone i movimenti. Mirella era sempre stata una gran succhiacazzi, come la chiamavano scherzosamente i suoi partner, e si sentiva così potente, così in controllo ora mentre lo divorava. L'eccitazione di entrambi aumentava ad ogni spinta della grande asta di lui contro la sua lingua. Mentre lo ingoiava profondamente, massaggiandogli i coglioni gonfi con la mano, osservava il viso di Alessia, in cerca di un qualsiasi segno di riprovazione. Ma tutto ciò che vide fu un'espressione di stupefatto fascino, un accenno di desiderio che rendeva Mirella ancora più desiderosa di continuare. Sentiva Serghei eccitarsi di nuovo, il suo membro gonfiarsi nella sua bocca come una bestia che si risvegli dal sonno.
Il bastone di carne era di nuovo eretto e le gonfiava le guance. Non paga di quello che aveva ottenuto, Mirella artigliò con le mani le natiche di Serghei, attirandolo a sé. Usando ogni trucco che aveva imparato sin da ragazzina, Mirella lo lavorò, danzando con la bocca lungo il suo membro, le labbra serrate e desiderose. Sapeva che VoyeurVic li stava guardando, molto probabilmente masturbandosi nel godere lo spettacolo. Era una sensazione inebriante, sapere di avere il potere di eccitare un uomo che non aveva mai incontrato, di farlo venire solo con la vista della sua bocca sul cazzo di un altro. E mentre Serghei si avvicinava di nuovo all'orgasmo, con i suoi respiri affannosi, sapeva di averlo in pugno. Con un'ultima, profonda suzione, lo sentì esplodere nella sua bocca, il fiotti del suo sperma schizzarle giù in gola. Deglutì di nuovo, assaporando il sapore della vittoria.
Mirella si tirò indietro, asciugandosi la saliva ai lati della bocca con il dorso della mano. Guardò Alessia, che ora si era seduta, con gli occhi incollati alla scena davanti a sé. "Ti è piaciuto?" chiese Mirella, con la voce carica di lussuria. Alessia annuì, con la mano ora tra le gambe, gli occhi ipnotizzati dal desiderio. "Bene", disse Mirella, con voce bassa e seducente. "Perché c'è dell'altro." Si voltò di nuovo verso Serghei, con gli occhi che brillavano di malizia. "Ce la fai a farne un’altra?"
Serghei, con il respiro ancora corto, riuscì ad annuire. "Cazzo sì", disse con voce carica di eccitazione. Mirella rise, maliziosa e deliziata. Si alzò, il corpo che ondeggiava con la sicurezza di una donna che sapeva di avere in mano tutte le carte. "Allora cominciamo", disse, allungando la mano verso il flacone del lubrificante. "Abbiamo un'intera notte davanti a noi ed un pubblico molto impaziente."
Alessia osservava, con il cuore che le batteva forte nel vedere Mirella condurre il gioco. Era un lato di sua madre che non aveva mai visto prima, un lato terrificante ed esaltante al tempo stesso. Mentre Mirella spalmava il gel fresco sull'uccello arrossato di Serghei, sentì una scossa di eccitazione attraversarle il corpo. Il cazzone di Serghei faticava però a riprendersi e così decise di avvicinarsi a lui, tentando uno dei suoi famosi trucchetti. Abbracciò l'uomo strettamente, strofinando il corpo nudo contro quello di lui. I suoi seni maturi si schiacciarono contro il suo petto muscoloso. Lentamente, circondò le natiche di lui con una mano e spinse un dito nel suo ano. Serghei non fu più di tanto sorpreso, evidentemente già avvezzo a quell'espediente. L’uomo strinse i morbidi seni della donna attorno alla sua asta, sfregandola in mezzo. Pochi minuti e le cure di Mirella rimisero di nuovo il cazzo in tiro. Alessia si era alzata in piedi sul letto e si avvicinò alla coppia. Attese che la madre si scostasse e saltò letteralmente addosso all'uomo, abbracciandolo e allargando le sue cosce sui fianchi dell’uomo, impalandosi sul suo uccello. La fighetta, bagnatasi nell'attesa, si infilzò di colpo sul membro. La sensazione era indescrivibile e la fece urlare.
Le mani di Serghei l'afferrarono per le chiappe e la sorresse con tutta la sua forza, i suoi occhi fissi nei suoi mentre iniziava a muoversi. La videocamera girava, catturando ogni secondo, ogni contrazione dei loro corpi. Mirella girò dietro Serghei, masturbandosi e solleticandogli i capezzoli. Gli sussurrò all'orecchio oscene parole di incoraggiamento, spingendolo al limite: “Dai, così, con più forza, fotti mia figlia!” Il corpo di Alessia ricominciava a tremare di piacere. Serghei, con il pene unto di lubrificante e stimolato dalla penetrazione a pelle non sarebbe durato molto. Aveva ovviamente il divieto di eiaculare dentro la ragazza, ma poteva fare altro. Rivolse la sua attenzione a Mirella., che nel frattempo si era spostata sul letto e stava a gambe spalancate, con la passera, scura e pelosa, fradicia di umori. Serghei, ad un passo dall’orgasmo, sfilò Alessia e si diresse verso il letto. La ragazza si rimise in piedi, non senza disappunto, e barcollando raggiunse la videocamera per filmare il seguito
Serghei penetrò Mirella, che mandò un gemito sommesso. Il suo cazzo scivolò nel suo calore accogliente con facilità. La trovò stretta, probabilmente contratta per il troppo desiderio. Ci volle ogni grammo di autocontrollo per non venire immediatamente. Lui iniziò a muoversi, i suoi colpi profondi e decisi, ognuno dei quali spingeva la donna, già eccitatissima, sempre più vicina al limite. Alessia osservava, la sua mano che giocava con il clitoride mentre filmava. La vista di sua madre scopata da uno sconosciuto era più eccitante di quanto avesse mai immaginato, e provò uno strano senso di orgoglio nell’essere sua figlia. Aveva del tutto dimenticato il brutto episodio della volta precedente.
Gli occhi di Mirella rotearono all'indietro, i suoi gemiti più forti a ogni spinta. Le sue mani stringevano le lenzuola mentre il corpo si contorceva di piacere. Alessia si avvicinò, la sua telecamera zoomava sull'intima danza della carne. Poteva sentire il calore emanare dal corpo di sua madre, poteva vedere il modo in cui la sua figa stringeva il cazzo di Serghei come una morsa. L'orgasmo di Mirella si avvicinava: sapeva che doveva catturarlo, immortalare quel momento di pura, sfrenata passione. Le grida della donna si fecero più insistenti, il suo corpo si dimenava contro quello di Serghei mentre cercava di godere il più possibile. E quando arrivò, non assomigliò a nulla che avesse mai sperimentato prima. Il suo orgasmo fu come una supernova, un'esplosione accecante di sensazioni che la lasciò tremante e senza fiato. Alessia catturò tutto con la videocamera, compresa l'espressione di pura estasi sul volto di sua madre.
Mentre Mirella giaceva lì, ansimante ed esausta, Serghei rivolse di nuovo la sua attenzione ad Alessia. Era stata finora la star del loro spettacolo ed era tempo che lo show si concludesse. Lei lo guardava, con gli occhi spalancati per un misto di eccitazione e trepidazione, mentre lui si spostava dal corpo di sua madre al suo, entrambe sdraiate sul letto. "Tocca a te", mormorò, con la voce carica di desiderio. Alessia sentì un brivido attraversarla mentre porgeva la videocamera a Mirella. Si mise di nuovo a pecora, guardando sua madre supina di fianco a lei, la figa pulsante di desiderio. Serghei si posizionò dietro, tra le sue cosce, il suo gran cazzo duro e lucido degli umori di sua madre. Tutti e tre potevano sentire gli occhi del loro pubblico invisibile su di loro, ma erano pronti, pronti a dare loro lo spettacolo per cui avevano pagato.
Il primo tocco del cazzone contro la sua fregna bagnata le trasmise una scossa di piacere. Era così bagnata, così pronta, che non poté fare a meno di gemere. E mentre lui spingeva dentro di lei, riempiendola completamente, sapeva che gli avrebbe dato ciò che aveva. Mirella, ora dietro la videocamera, osservava con occhio critico, assicurandosi che ogni momento fosse catturato per il loro cliente
Serghei scopava violentemente Alessia, dominandola. I suoi fianchi un movimento confuso, il suo uccello gonfio al massimo che scompariva dentro di lei più e più volte. Lei gridò, il suo corpo si inarcò dal letto, i suoi occhi chiusi ad assaporare ogni spinta, la sua mente che volava e pensava... a sua madre!
Mirella, osservando la scena, provava invece uno strano senso di distacco. Guardava la figlia usata per il loro tornaconto, e la invidiava per la sua giovanile bellezza. Avrebbe voluto... non volle ammetterlo e cancellò subito il pensiero dalla testa. Serghei afferrò i ricci di Alessia, tirandole indietro il capo e usandoli come briglie mentre cavalcava la sua puledra. Se anche gli fece male, alla ragazza non importò. Contava solo quel martello di carne dentro di lei, che la stava portando verso una nuova vetta di piacere.
Mentre i colpi di Serghei si facevano più rapidi, Mirella si toccava e sentì il suo orgasmo crescere di nuovo. Non era mai stata così eccitata in vita sua, guardando sua figlia farsi scopare da quello sconosciuto, sapendo che era tutto per il loro futuro. Affondò le dita nella sua vagina, così aperta dopo il rapporto di prima e tre delle sue dita scivolarono dentro senza difficoltà. La sensazione era travolgente, un crescendo di piacere che sembrava aumentare ad ogni battito del suo cuore.
E poi fu troppo. Serghei ruggì, il suo corpo si irrigidì e riuscì a sfilarsi appena in tempo da Alessia per evitare di riempirla con i getti della sua calda crema. La ragazza sentì il calore dello sperma colpirle il culo e la schiena. Era una sensazione potente, primordiale. Guardò sua madre, sull'orlo del piacere, e la vide avvicinarsi a lei per donarle l'appagamento finale. Serghei prese a fatica la videocamera che la donna gli porgeva.
Mirella leccò la sborra dell'uomo dal corpo di sua figlia, mentre le titillava il grosso clitoride eretto, donandole infine il meritato piacere. L'orgasmo di Alessia si abbatté su di lei, un'ondata di piacere che spazzò via ogni ultima traccia di dubbio o paura. Ce l'aveva fatta, era diventata ciò che non avrebbe mai pensato di essere. Ogni scrupolo era stato spazzato via e, mentre sentiva il calore della lingua di sua madre ripulirla, seppe di aver trovato il suo posto nel mondo. Questa era chi era ora, una donna che avrebbe dato tutto per la loro arte contorta. La camera continuava a girare, catturando ogni secondo, e Mirella guardava con un misto di orgoglio e desiderio sua figlia che si offriva a lei. Si guardarono negli occhi, la madre e la figlia, le amanti. Ce l'avevano fatta, avevano davvero lasciato il segno. E mentre giacevano lì, sudate e tremanti, sapevano che quello sarebbe stato solo l'inizio della loro depravazione.
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