Il partigiano

di
genere
sentimentali

Sono seduta sul bordo del letto, la seta della mia camicia da notte mi sfiora leggermente la pelle a ogni respiro. Lui è di fronte, osserva la delicata curva delle mie spalle e il modo in cui i miei seni si sollevano dolcemente sotto il tessuto sottile.
I nostri sguardi si incrociano e nel mio scorge quel misto di attesa e vulnerabilità che precede sempre la resa. Si avvicina lentamente, assaporando questi momenti in cui tutto è ancora possibile, in cui ogni tocco sarà una scoperta.
Le sue dita sfiorano prima la nuca, sentendo il calore della mia pelle e il brivido che la percorre. Chiudo gli occhi, inclinando leggermente la testa per dargli un accesso migliore. È un invito silenzioso che comprende perfettamente. Le sue labbra seguono le dita, lasciando baci leggeri lungo il mio collo, fino dietro l'orecchio, dove mi sussurra il suo nome.
Mi volto verso di lui e le nostre labbra finalmente si incontrano. Il primo contatto è delicato, esplorativo, quasi esitante. Ma la bramosia prende presto il sopravvento e i nostri baci si fanno più profondi, più urgenti. La mia lingua trova la sua in una danza antica e nuova al tempo stesso, ogni movimento rivela un desiderio a lungo represso.
Le sue mani scivolano lungo la mia schiena, sentendo ogni vertebra sotto i palmi, fino a raggiungere la curva perfetta dei miei glutei. Mi stringe a se e io mi inginocchio sul letto, mettendoci allo stesso livello. La seta del mio vestito si impiglia tra noi, una fragile barriera che sta per dissolversi.
Le sue dita trovano la spalla del mio vestito e lo fa scivolare lentamente verso il basso, rivelando prima la spalla, poi la parte superiore del braccio. Rabbrividisco mentre le sue labbra seguono il percorso tracciato dalle sue mani, lasciando tracce calde sulla sua pelle nuda. Il vestito continua a scendere, raccogliendosi in vita e scoprendo i miei seni, che osserva per un istante prima di stringerli tra le mani.
Sono pesanti e perfetti, si adattano perfettamente ai palmi delle sue mani come se fossero sempre stati lì. I miei capezzoli si induriscono sotto i suoi pollici e io emetto un piccolo gemito quando li pizzica delicatamente. Inclina la testa per prenderne uno in bocca, sentendone la consistenza sulla lingua, il mio sapore delicato sulle papille gustative.
Le mie mani scivolano tra i suoi capelli, stringendolo a me mentre passa da un seno all'altro, alternando carezze e delicate succhiate. Il mio corpo si inarca contro il suo così da poter sentire il calore che emana, anche attraverso diversi strati di vestiti.
Mi spinge delicatamente di nuovo sul letto e io mi sdraio senza opporre resistenza, i capelli sparsi sul cuscino come un alone scuro. La camicia da notte è ancora avvolta intorno alla mia vita e si sofferma un attimo ad ammirare il contrasto tra la seta e la mia pelle nuda, tra l'ombra e la luce sul mio corpo.
Le sue mani risalgono lentamente lungo le mie gambe, sentendo la morbidezza della mia pelle sotto i palmi. Divarico leggermente le gambe mentre si avvicina alle mie cosce, un invito silenzioso che rispetta pazientemente. Vuole sentire la mia impazienza, desiderarla tanto quanto io desidero lui.
Le sue dita sfiorano il bordo delle mie mutandine, l'ultima barriera alla mia privacy. Il tessuto è leggermente umido, segno della mia crescente eccitazione. Le tira indietro lentamente, rivelando ciò che sta cercando.
Gemo quando le sue dita finalmente trovano il punto giusto, esplorando le delicate pieghe del mio sesso. Sono calda, bagnata, pronta. Si prende il suo tempo, imparando a conoscere la mia geografia, scoprendo i punti che mi fanno gemere, quelli che mi fanno tremare, quelli che mi fanno gridare.
I miei fianchi iniziano a muoversi con un ritmo primordiale, e sa che sono pronta. Ma non ancora. Non adesso. Ci sono ancora tanti preliminari da assaporare, tante scoperte da fare prima di abbandonarci completamente l'uno all'altra.
Risale lungo il mio corpo, lasciando una scia di baci sul suo ventre, tra i seni, fino a raggiungere di nuovo le mie labbra. Io lo accolgo con entusiasmo, le mie mani esplorano il suo corpo con una rinnovata urgenza. Voglio di più, voglio tutto.
E lui mi darà tutto. Ma non ancora. Non subito. Perché è in questi momenti sospesi, in questa tensione tra desiderio e appagamento, che risiede la vera magia del nostro fare l'amore. È in questi preliminari che costruiamo le fondamenta del nostro piacere, un piacere che ci porterà molto più in alto di quanto qualsiasi incontro veloce potrebbe mai fare.
I nostri corpi si abbracciano, le nostre lingue si trovano, le nostre mani esplorano. La notte è giovane e abbiamo tutto il tempo del mondo per scoprirci, per perderci l'uno nell'altra, per raggiungere le vette che ci attendono. Ma per ora c'è solo questo: questa squisita tensione, questa deliziosa anticipazione, questi preliminari che sono già un viaggio in sé.
L'alba giunse presto e così la sua fuga precipotosa, per raggiungere i suoi compagni in montagna.
Quel nostro tempo non venne mai, il nostro amore appena sbocciato fu strappato come un fiore di primavera. Il fiore della libertà da riconquistare.
scritto il
2026-04-24
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