Gianna ricattata - XI parte - LEI
di
sexydurex
genere
dominazione
Gianna ricattata – XI parte (il fine settimana) – LEI
Dormii insieme con papà, come ormai eravamo soliti fare.
Mi svegliai e lo vidi nudo, al mio fianco, con un cazzo esageratamente duro.
Sorrisi e mi piegai per prenderlo in bocca; appena iniziai a leccarlo, lui si svegliò; glielo succhiai, gli leccai l’asta dal basso verso l’alto; era eccitatissimo, la cappella rosso fuoco; lo guardai e gli sorrisi, quindi me lo infilai in bocca, mettendomi a pompare, sino a farlo sborrare; ingoiai tutto, naturalmente, e gli dissi
- adoro fare colazione con la sborra
- e non solo, mi rispose, aspettami nel bagno, mi ordinò
Mi alzai e lo precedetti; mi feci trovare già accovacciata, con la bocca aperta; papà poggiò il cazzo tra le mie labbra e si mise a pisciare, utilizzando la mia bocca come suo personale cesso.
Suonarono alla porta.
Ci guardammo
- chi può essere? mi chiese
- credo Saverio, risposi
- e che cazzo vuole?
- farsi pulire il culo
Mi alzai, con la bocca ancora gocciolante di pipì; vidi dallo spioncino e, accertatami fosse Saverio, aprii la porta così come stavo, completamente nuda
- sei pronta? mi chiese il vicino
- hai già fatto?
- no, devo andare adesso
- ok, sto venendo, lascia la porta aperta
Saverio si girò ed entrò in casa sua, lasciando la porta di ingresso aperta. Mi voltai verso papà
- papi sto andando
- ti aspetto
Uscii completamente nuda.
Entrai in casa di Saverio, si spogliò e mi disse di seguirlo nel bagno.
Si sedette sulla tazza del water, mi ordinò di inginocchiarmi davanti a lui.
Prese il cazzo in mano e mi pisciò in faccia; appena terminò, iniziò a cagare. Mi prese la testa con una mano e mi obbligò a prendergli il cazzo in bocca ed a spompinarlo, mentre defecava e scorreggiava. C’era una puzza insopportabile.
Terminò di cagare, mi tirò i capelli e mi sollevò il viso. Mi guardò negli occhi e mi chiese
- sei pronta?
- si, risposi
Si alzò in piedi, abbassai lo sguardo verso il water, era completamente sporco di merda.
Non tirò lo scarico, mi dette le spalle, allargò le natiche con le mani. Tra le chiappe c’erano piccoli pezzi di cacca; li leccai, ormai non avevo più problemi a farlo. Ingoiai la merda e ripresi a leccarlo intorno al buco; lo inculai con la lingua, lo pulii completamente.
- puoi evitare di farti il bidet, gli dissi, provocandolo
- girati e mettiti a quattro zampe con la testa verso il cesso, mi ordinò
Mi misi come mi aveva indicato, con la testa sopra la tazza e le mani sul bordo, carponi, a pecorina. Saverio mi venne dietro, mi prese dai fianchi e mi penetrò nella figa.
Mi scopò violentemente, facendomi raggiungere, in breve tempo, un intenso orgasmo. Si allungò per mettermi una mano sulla testa e spingermela in fondo al cesso.
- Lecca, troia, lecca tutta la merda.
Premette il pulsante dello scarico e fui investita in faccia, dall’acqua putrida. Lo sentivo affondare nella figa, lo tirò fuori ed iniziò ad incularmi.
Godette nel mio culo. Sentii gli schizzi di sborra riscaldarmi lo sfintere. Lo tenne dentro e si mise a pisciare. Sentii bruciare le pareti del mio culo, sentivo il liquido riempirmi e quando sfilò il cazzo, mi disse di tenere chiuso l’ano, mi fece mettere a cavalcioni sul bidet e potetti liberarmi di quel miscuglio che fluttuava nel mio sfintere.
Vidi il bidet riempirsi di piscio e sperma.
Mi prese per i capelli e mi fece mettere in ginocchio davanti al bidet, mi spinse la testa verso quell’immondo liquido e mi costrinse a succhiarlo tutto.
Lo guardai esausta e gli chiesi da bere; avevo sapori immondi in bocca.
Quello stronzo prese il contenitore dello scopino, lo immerse nel fondo del water e me lo porse da bere; lo afferrai quasi stizzita e bevvi tutto il contenuto.
Mi alzai
- sei contento, adesso?
- sei una gran troia
Sorrisi, mi alzai e barcollando tornai a casa.
Entrai e vidi papà
- ma i pervertiti tutti voi li trovate? chiesi con tono visibilmente incazzato
- cosa ti ha fatto fare?
- guarda papi, mi viene lo schifo anche solo a pensarci
- addirittura? peggio che leccare la merda?
- direi…al pari
- e che ti ha fatto fare?
- mi ha inculato, ha sborrato dentro e poi, non contento, mi ha pisciato nel culo; mi ha fatto sedere sul bidet ed ho scaricato quel miscuglio; ovviamente lo stronzo aveva tappato il bidet, ti devo raccontare il prosieguo?
- ti ha obbligato a leccare tutto?
- bravo, perspicace; ma non è finita. Gli ho chiesto l’acqua e sai cosa mi ha fatto bere?
Mio padre si mise a segarsi mentre gli raccontavo tutto
- dimmelo tu, troia, mi disse
- l’acqua del cesso; ha preso un bicchiere lo ha immerso nel fondo del gabinetto e me l’ha fatto bere tutto. Papi un’ora fa ti ho svuotato le palle, di nuovo duro ti è venuto
- sì, tutto merito tuo, vatti a stendere sul letto
Andai in camera e mi stesi sul letto. Papà mi raggiunse, si sedette sulla mia bocca e mi ordinò di leccarli gli culo.
Si aprì le chiappe ed inizia a leccarlo per bene
- apri la bocca, presto, mi disse
lo feci e lui lasciò andare un peto direttamente nella mia bocca; tossii, insieme all’aria di sparò in bocca un po’ di merda; mi spostai
- papi che cazzo…
mi alzai di corsa per andare nel bagno.
- non basta che lecco la merda? Me la devi anche far ingoiare scorreggiandomi in bocca?
- mi eccito ad usarti come cesso
- lo vedo, sei incontentabile
Mi eccitava da morire, quello stronzo di mio padre; più mi umiliava, più desideravo accontentarlo. Mi inginocchiai e ripresi e leccargli il cazzo. Mi fece un soffocone, urlando di piacere e riempendomi la gola di calda sborra.
- siete tutti porci, ma io sono più porca di voi, gli dissi, asciugandomi le labbra
Pranzammo insieme, con relativa calma
In serata mi rifugiai nella mia camera, volevo stare un po’ sola per riposarmi, ma non fu possibile.
Venne a farci visita lo zio Piero, ma non era solo. Entrarono anche tre uomini, sembravano barboni, anche abbastanza anziani; non so dove lo zio li avesse raccattati; li fece entrare nella camera da letto.
Ero stesa, completamente nuda e quando li vidi, mi uscì un urlo
Puzzavano terribilmente, erano trasandati e molto vecchi.
Si spogliarono e si avvicinarono.
Mi spaventai.
Mi afferrarono per i capelli e mi trascinarono sul pavimento
- ahiaaaaa…mi fate male…ahiaaaaa
Mi infilarono, a turno, il cazzo puzzolente in bocca, sino alla gola, scopandomi violentemente la bocca; mi torsero i capezzoli, mi schiaffeggiarono le tette ed il viso; mi fecero mettere carponi, uno di loro mi ficcò il cazzo in bocca, mentre gli altri due mi allargarono la figa e, soprattutto, il culo; si erano portati una mazza da baseball e me la infilarono dalla parte più grossa. Iniziai a piangere per il dolore; con la mazza nel culo, mi infilarono un’intera mano nella figa; strabuzzai gli occhi ed iniziai, questa volta, a gemere.
Finalmente mi liberarono della mazza e della mano e raggiunsi a fatica il materasso; mi stesi ed a turno si misero a cavalcioni, infilandomi il cazzo in bocca, mentre gli altri si alternavano nella figa.
Stanchi di quelle vessazioni, mi fecero girare prona sul letto, mi allargarono le cosce e mi incularono senza difficoltà, nel culo dilatato.
Cambiammo ancora; mi fecero girare ed a turno si sedettero sulla mia bocca; era sporchissimi, ma leccai il culo di tutti e tre…
Mi ritrovai a leccare quei culi completamente sporchi; non si lavavano da tempo, si alternarono sulla mia bocca e li leccai e li inculai con la lingua.
Dopo un tempo interminabile, finalmente mi fecero alzare; mi inginocchiai in mezzo a loro, si segarono e mi sborrarono in faccia.
Con il viso completamente pieno di sperma, mi aiutarono ad alzarmi, traballavo e mi appoggiai a loro per uscire dalla camera.
Andammo nel bagno e lì fu terribile.
Mi fecero mettere in ginocchio ed iniziarono a pisciarmi in faccia ed in bocca, ridendo tra loro ed insultandomi in ogni maniera.
Quel che accadde dopo fu riprovevole.
Mi dissero di stendermi sul pavimento, uno di loro si accovacciò sulla mia faccia.
Vedevo il suo culo e pensai volesse farsi leccare di nuovo.
Gli allargai le chiappe, stavo per iniziare a leccarlo, quando capii, ma era troppo tardi, non riuscii nemmeno ad urlare che si mise a cagarmi in faccia.
Fu terribile; sentire ed avere in faccia tutta la cagata di quel barbone, fu il punto più basso di quel mese.
Mi buttarono un’asciugamani per levarmi il grosso della cagata.
Mi raggiunse lo zio Piero, vedendomi, prese il cazzo e si mise a pisciarmi addosso
- sei solo un cesso, buona a prendere piscio e merda
Dormii insieme con papà, come ormai eravamo soliti fare.
Mi svegliai e lo vidi nudo, al mio fianco, con un cazzo esageratamente duro.
Sorrisi e mi piegai per prenderlo in bocca; appena iniziai a leccarlo, lui si svegliò; glielo succhiai, gli leccai l’asta dal basso verso l’alto; era eccitatissimo, la cappella rosso fuoco; lo guardai e gli sorrisi, quindi me lo infilai in bocca, mettendomi a pompare, sino a farlo sborrare; ingoiai tutto, naturalmente, e gli dissi
- adoro fare colazione con la sborra
- e non solo, mi rispose, aspettami nel bagno, mi ordinò
Mi alzai e lo precedetti; mi feci trovare già accovacciata, con la bocca aperta; papà poggiò il cazzo tra le mie labbra e si mise a pisciare, utilizzando la mia bocca come suo personale cesso.
Suonarono alla porta.
Ci guardammo
- chi può essere? mi chiese
- credo Saverio, risposi
- e che cazzo vuole?
- farsi pulire il culo
Mi alzai, con la bocca ancora gocciolante di pipì; vidi dallo spioncino e, accertatami fosse Saverio, aprii la porta così come stavo, completamente nuda
- sei pronta? mi chiese il vicino
- hai già fatto?
- no, devo andare adesso
- ok, sto venendo, lascia la porta aperta
Saverio si girò ed entrò in casa sua, lasciando la porta di ingresso aperta. Mi voltai verso papà
- papi sto andando
- ti aspetto
Uscii completamente nuda.
Entrai in casa di Saverio, si spogliò e mi disse di seguirlo nel bagno.
Si sedette sulla tazza del water, mi ordinò di inginocchiarmi davanti a lui.
Prese il cazzo in mano e mi pisciò in faccia; appena terminò, iniziò a cagare. Mi prese la testa con una mano e mi obbligò a prendergli il cazzo in bocca ed a spompinarlo, mentre defecava e scorreggiava. C’era una puzza insopportabile.
Terminò di cagare, mi tirò i capelli e mi sollevò il viso. Mi guardò negli occhi e mi chiese
- sei pronta?
- si, risposi
Si alzò in piedi, abbassai lo sguardo verso il water, era completamente sporco di merda.
Non tirò lo scarico, mi dette le spalle, allargò le natiche con le mani. Tra le chiappe c’erano piccoli pezzi di cacca; li leccai, ormai non avevo più problemi a farlo. Ingoiai la merda e ripresi a leccarlo intorno al buco; lo inculai con la lingua, lo pulii completamente.
- puoi evitare di farti il bidet, gli dissi, provocandolo
- girati e mettiti a quattro zampe con la testa verso il cesso, mi ordinò
Mi misi come mi aveva indicato, con la testa sopra la tazza e le mani sul bordo, carponi, a pecorina. Saverio mi venne dietro, mi prese dai fianchi e mi penetrò nella figa.
Mi scopò violentemente, facendomi raggiungere, in breve tempo, un intenso orgasmo. Si allungò per mettermi una mano sulla testa e spingermela in fondo al cesso.
- Lecca, troia, lecca tutta la merda.
Premette il pulsante dello scarico e fui investita in faccia, dall’acqua putrida. Lo sentivo affondare nella figa, lo tirò fuori ed iniziò ad incularmi.
Godette nel mio culo. Sentii gli schizzi di sborra riscaldarmi lo sfintere. Lo tenne dentro e si mise a pisciare. Sentii bruciare le pareti del mio culo, sentivo il liquido riempirmi e quando sfilò il cazzo, mi disse di tenere chiuso l’ano, mi fece mettere a cavalcioni sul bidet e potetti liberarmi di quel miscuglio che fluttuava nel mio sfintere.
Vidi il bidet riempirsi di piscio e sperma.
Mi prese per i capelli e mi fece mettere in ginocchio davanti al bidet, mi spinse la testa verso quell’immondo liquido e mi costrinse a succhiarlo tutto.
Lo guardai esausta e gli chiesi da bere; avevo sapori immondi in bocca.
Quello stronzo prese il contenitore dello scopino, lo immerse nel fondo del water e me lo porse da bere; lo afferrai quasi stizzita e bevvi tutto il contenuto.
Mi alzai
- sei contento, adesso?
- sei una gran troia
Sorrisi, mi alzai e barcollando tornai a casa.
Entrai e vidi papà
- ma i pervertiti tutti voi li trovate? chiesi con tono visibilmente incazzato
- cosa ti ha fatto fare?
- guarda papi, mi viene lo schifo anche solo a pensarci
- addirittura? peggio che leccare la merda?
- direi…al pari
- e che ti ha fatto fare?
- mi ha inculato, ha sborrato dentro e poi, non contento, mi ha pisciato nel culo; mi ha fatto sedere sul bidet ed ho scaricato quel miscuglio; ovviamente lo stronzo aveva tappato il bidet, ti devo raccontare il prosieguo?
- ti ha obbligato a leccare tutto?
- bravo, perspicace; ma non è finita. Gli ho chiesto l’acqua e sai cosa mi ha fatto bere?
Mio padre si mise a segarsi mentre gli raccontavo tutto
- dimmelo tu, troia, mi disse
- l’acqua del cesso; ha preso un bicchiere lo ha immerso nel fondo del gabinetto e me l’ha fatto bere tutto. Papi un’ora fa ti ho svuotato le palle, di nuovo duro ti è venuto
- sì, tutto merito tuo, vatti a stendere sul letto
Andai in camera e mi stesi sul letto. Papà mi raggiunse, si sedette sulla mia bocca e mi ordinò di leccarli gli culo.
Si aprì le chiappe ed inizia a leccarlo per bene
- apri la bocca, presto, mi disse
lo feci e lui lasciò andare un peto direttamente nella mia bocca; tossii, insieme all’aria di sparò in bocca un po’ di merda; mi spostai
- papi che cazzo…
mi alzai di corsa per andare nel bagno.
- non basta che lecco la merda? Me la devi anche far ingoiare scorreggiandomi in bocca?
- mi eccito ad usarti come cesso
- lo vedo, sei incontentabile
Mi eccitava da morire, quello stronzo di mio padre; più mi umiliava, più desideravo accontentarlo. Mi inginocchiai e ripresi e leccargli il cazzo. Mi fece un soffocone, urlando di piacere e riempendomi la gola di calda sborra.
- siete tutti porci, ma io sono più porca di voi, gli dissi, asciugandomi le labbra
Pranzammo insieme, con relativa calma
In serata mi rifugiai nella mia camera, volevo stare un po’ sola per riposarmi, ma non fu possibile.
Venne a farci visita lo zio Piero, ma non era solo. Entrarono anche tre uomini, sembravano barboni, anche abbastanza anziani; non so dove lo zio li avesse raccattati; li fece entrare nella camera da letto.
Ero stesa, completamente nuda e quando li vidi, mi uscì un urlo
Puzzavano terribilmente, erano trasandati e molto vecchi.
Si spogliarono e si avvicinarono.
Mi spaventai.
Mi afferrarono per i capelli e mi trascinarono sul pavimento
- ahiaaaaa…mi fate male…ahiaaaaa
Mi infilarono, a turno, il cazzo puzzolente in bocca, sino alla gola, scopandomi violentemente la bocca; mi torsero i capezzoli, mi schiaffeggiarono le tette ed il viso; mi fecero mettere carponi, uno di loro mi ficcò il cazzo in bocca, mentre gli altri due mi allargarono la figa e, soprattutto, il culo; si erano portati una mazza da baseball e me la infilarono dalla parte più grossa. Iniziai a piangere per il dolore; con la mazza nel culo, mi infilarono un’intera mano nella figa; strabuzzai gli occhi ed iniziai, questa volta, a gemere.
Finalmente mi liberarono della mazza e della mano e raggiunsi a fatica il materasso; mi stesi ed a turno si misero a cavalcioni, infilandomi il cazzo in bocca, mentre gli altri si alternavano nella figa.
Stanchi di quelle vessazioni, mi fecero girare prona sul letto, mi allargarono le cosce e mi incularono senza difficoltà, nel culo dilatato.
Cambiammo ancora; mi fecero girare ed a turno si sedettero sulla mia bocca; era sporchissimi, ma leccai il culo di tutti e tre…
Mi ritrovai a leccare quei culi completamente sporchi; non si lavavano da tempo, si alternarono sulla mia bocca e li leccai e li inculai con la lingua.
Dopo un tempo interminabile, finalmente mi fecero alzare; mi inginocchiai in mezzo a loro, si segarono e mi sborrarono in faccia.
Con il viso completamente pieno di sperma, mi aiutarono ad alzarmi, traballavo e mi appoggiai a loro per uscire dalla camera.
Andammo nel bagno e lì fu terribile.
Mi fecero mettere in ginocchio ed iniziarono a pisciarmi in faccia ed in bocca, ridendo tra loro ed insultandomi in ogni maniera.
Quel che accadde dopo fu riprovevole.
Mi dissero di stendermi sul pavimento, uno di loro si accovacciò sulla mia faccia.
Vedevo il suo culo e pensai volesse farsi leccare di nuovo.
Gli allargai le chiappe, stavo per iniziare a leccarlo, quando capii, ma era troppo tardi, non riuscii nemmeno ad urlare che si mise a cagarmi in faccia.
Fu terribile; sentire ed avere in faccia tutta la cagata di quel barbone, fu il punto più basso di quel mese.
Mi buttarono un’asciugamani per levarmi il grosso della cagata.
Mi raggiunse lo zio Piero, vedendomi, prese il cazzo e si mise a pisciarmi addosso
- sei solo un cesso, buona a prendere piscio e merda
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