Gianna - XI parte - LUI

di
genere
dominazione

il fine settimana – LUI

Mi svegliai con Gianna che mi stava succhiando il cazzo; mi leccò l’asta dal basso verso la cappella; era durissima; lei mi guardò e sorrise, quindi se lo infilò in bocca, mettendosi a pompare, sino a farmi sborrare; ingoiò tutto, lo sfilò dalla bocca e mi disse
- adoro fare colazione con la sborra
- e non solo, le risposi, aspettami nel bagno
Si alzò e mi precedette; entrai in bagno e la trovai già accovacciata, con la bocca aperta; poggiai il cazzo tra le sue labbra e mi misi a pisciare, utilizzando la sua bocca come cesso.

Suonarono alla porta.
Ci guardammo
- chi può essere? chiesi
- credo Saverio
- e che cazzo vuole?
- farsi pulire il culo
Gianna scrollò le spalle, dicendolo; si alzò, con la bocca ancora gocciolante di pipì; vide dallo spioncino e, accertatasi fosse Saverio, aprì la porta come stava, completamente nuda
- sei pronta? le chiese il vicino
- hai già fatto?
- no, devo andare adesso
- ok, sto venendo, lascia la porta aperta
Saverio si girò ed entrò in casa sua, lasciando la porta di ingresso aperta. Gianna si voltò verso di me
- papi sto andando
- ti aspetto
Gianna uscì così, completamente nuda.

Andai a cagare e mi venne un’idea per quando Gianna sarebbe tornata.
Mi pulii grossolanamente ed attesi.
Trascorse, forse, mezzora, e, finalmente, fece ritorno.
Era sempre nuda, completamente sfatta
- ma i pervertiti tutti voi li trovate? mi chiese visibilmente scossa
- cosa ti ha fatto fare?
- guarda papi, mi viene lo schifo anche solo a pensarci
- addirittura? peggio che leccare la merda?
- direi…al pari
- e che ti ha fatto fare?
- mi ha inculato, ha sborrato dentro e poi, non contento, mi ha pisciato nel culo; mi ha fatto sedere sul bidet ed ho scaricato quel miscuglio; ovviamente lo stronzo aveva tappato il bidet, ti devo raccontare il prosieguo?
- ti ha obbligato a leccare tutto?
- bravo, perspicace; ma non è finita. Gli ho chiesto l’acqua e sai cosa mi ha fatto bere?
Iniziai a masturbarmi davanti a lei e le dissi
- dimmelo tu, troia
- l’acqua del cesso; ha preso un bicchiere lo ha immerso nel fondo del gabinetto e me l’ha fatto bere tutto. Papi un’ora fa ti ho svuotato le palle, di nuovo duro ti è venuto
- sì, tutto merito tuo, vatti a stendere sul letto
La raggiunsi, mi sedetti sulla sua bocca
- leccami il culo
Mantenevo, con le mani, le chiappe larghissime. Sentii la sua lingua leccarmelo tutto.
- apri la bocca, presto, le dissi
Lei lo fece e lasciai andare un peto direttamente nella sua bocca; tossì, mi spostò
- papi che cazzo…
si alzò di corsa e andò nel bagno.
La raggiunsi, si stava lavando la bocca e la lingua
- non basta che lecco la merda? Me la devi anche far ingoiare scorreggiandomi in bocca?
- mi eccito ad usarti come cesso
- lo vedo, sei incontentabile

Si inginocchiò e me lo leccò nuovamente. Si aggrappò ai miei fianchi, lo ficcai in bocca sino in gola e venni.
Ingoiò l’ennesima sborrata
- siete tutti porci, ma io sono più porca di voi

Pranzammo insieme, con relativa calma

In serata venne a farci visita Piero, ma non era solo. Entrarono anche tre uomini, sembravano barboni, anche abbastanza anziani; non so dove mio fratello li avesse raccattati; li fece entrare nella camera da letto di Gianna.

Gianna era stesa sul letto, completamente nuda e quando li vide, si mise ad urlare.
Piero ed io rimanemmo in cucina a mangiare qualcosa, mentre sentivamo Gianna prima urlare, poi supplicare ed infine gemere.
Guardammo sul telefono ed in principio la vedemmo davvero in difficoltà, tanto che pensammo di intervenire.
I tre uomini erano non solo anziani, ma anche trasandati e molto brutti.
Mi avvicinai alla stanza, si sentiva un tanfo terribile.
“Piero, ma dove li hai raccattati questi tre?”
“Alla stazione; sono dei senza tetto, credo non si lavino da giorni”
“Cazzo, si sente. Povera Gianna”
Piero si sedette sul divano a guardare le immagini di Gianna dal telefono, mentre io rimasi sulla porta, socchiusa, spiando attraverso la fessura aperta.

Gianna era stesa sul letto ed a turno si misero a cavalcioni su di lei, ficcandole il cazzo in bocca, e chi rimaneva se la scopava selvaggiamente.
La girarono prona sul letto, le allargarono le gambe e la incularono con forza, sino a sfondarla completamente.
Si fecero leccare il culo, e dall’espressione di Gianna, dovevano essere molto sporchi.
Trascorse forse un’ora e finalmente uscirono dalla camera da letto.
Erano tutti e quattro distrutti.
Gianna aveva il volto coperto di sperma.
Camminava traballante, la portarono nel bagno e la fecero mettere in ginocchio sul pavimento.
I tre vecchi senzatetto, iniziarono a pisciarle in faccia ed in bocca, ridendo tra loro per come, Gianna, si facesse usare da cesso.
Non contenti, uno di loro ebbe un’idea terribile.
La fece stendere sul pavimento e si accovacciò sulla sua faccia.
Gianna non fece in tempo ad urlare il suo terrore, che l’uomo si mise a cagare direttamente sulla sua faccia.
Uscii dal bagno schifato e quella volta mi dispiacque davvero per mia figlia; non credevo si arrivasse a tanto degrado
scritto il
2026-03-23
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