Max è Mia (capitolo 4)

di
genere
dominazione


Quando si sveglia si gira verso il suo lato del letto e la ammira dormire, è così bella e sembra così tranquilla li distesa nel suo lato del letto che era rimasto vuoto per troppe notti.
Pasquale, nella sua immensa bontà, le aveva concesso di dormire a casa dopo la serata al club, del resto con gli oltre quindici prive che aveva fatto, era stata la donna che aveva portato più guadagno della serata.
Appena saliti in macchina, dopo la chiusura del locale, Mia era crollata in un sonno profondo, tanto che a Max era dispiaciuto di doverla svegliare per salire in casa, appena entrata Mia si era fatta una lunga doccia calda e rigenerante, Max l’aveva ammirata per tutto il tempo attraverso il vetro temperato del box doccia che riusciva a vedere seduto sul loro letto.
Quando si era venuta a sdraiare vicino a lui, prima di dormire, avevano avuto finalmente la possibilità di parlare un po' e lui aveva trovato il coraggio di raccontarle dell’eccitazione che le dava vederla protagonista di certe situazioni, il suo monologo era durato un tempo che non sapeva quantificare, ma quando si era girato per guardare quale effetto stava sortendo la sua confessione sulla moglie, lei era crollata sotto il peso della stanchezza della serata al club e dei giorni precedenti, continua ad ammirarla per qualche minuto, poi anche lui si addormenta.
Vedendola dormire così profondamente, si alza dal letto con movimenti controllati per non svegliarla e si butta nella doccia, mentre l’acqua copre il suo corpo muscoloso, i pensieri e le immagini della sera precedente iniziano ad insinuarsi nella sua mente, la vede allontanarsi verso la zona dei prive praticamente nuda e mano nella mano con quel ragazzetto, sente in lontananza la voce di Elisa che gli dice parole che lui non ricorda in quel momento, sorseggia il suo drink senza togliere lo sguardo dalla porta dietro la quale i due erano spariti, finalmente riappaiono lei davanti e lui la segue, nota quella banconota infilata nella rete proprio davanti alla figa, si chiede cosa sia successo la dentro, poi la vede baciarlo sulla guancia in segno di saluto, nota la mano di lui che le strizza una natica, lei si allontana senza guardarlo, poi sente i commenti dei suoi amici che lo festeggiano come se fosse un eroe, qualcosa lo distoglie da questi pensieri, si ritrova duro ed eccitato dai quei ricordi.
Qualche minuto dopo sta finendo di vestirsi, mentre sorseggia un caffè scrive un biglietto, poi va in camera da letto, lo poggia sul suo cuscino, la ammira un’ultima volta e imbocca la porta d’uscita.

Quando apre gli occhi si rende conto che il sole è già alto, erano giorni che non dormiva così profondamente, si gira verso il lato del letto generalmente occupato da Max e non è una sorpresa per lei trovarlo vuoto, sa che lui è uno mattiniero e sa anche che doveva andare a lavorare presto, ma vede un biglietto sul suo cuscino, lo prende, si strofina gli occhi per schiarire la vista e lo legge, “mi è mancato guardarti dormire in queste notti, sei bellissima. Passo a prenderti alle 11 per portarti in villa. Ti amo”. Lei controlla l’ora, sono le 9, si alza dal letto si veste e va nella piccola palestra che si sono costruiti in casa, sale sul Tapis roulant e inizia a correre, dopo qualche minuto i pensieri iniziano ripercorrere la serata al club e tutti i giri che fanno, i suoi pensieri, finiscono sempre sulla frase di quel ragazzo “sono bastati venti euro per farti bagnare come una vacca, mi chiedo quanto serva per romperti il culo come una troia!”, poi i suoi pensieri vanno alla condizione economica in cui li aveva lasciati l’azione di boicottaggio attuata da quel bastardo negli ultimi due anni e alle condizioni del contratto che gli aveva imposto e che certamente non miglioravano la loro situazione, anzi… mi chiedo quanto serva per romperti il culo come una troia!...anche le parole dette da Max mentre si stava addormentando continuano a risuonarle nella testa e si sente stordita da quello che lui le aveva detto, possibile che abbia capito bene?, la cosa la lascia tanto disorientata da farle accelerare la corsa fino al massimo consentito dall’attrezzo per scacciare quei pensieri.
Alle undici meno qualche minuto sente aprirsi la porta d’ingresso “ciao amore mio, scusa per ieri notte, sono crollata mentre parlavamo” gli dice appena lo vede apparire dalla porta, forse la sua speranza è che lui riprenda il discorso della notte precedente, ma vuole che sia lui a farlo, senza chiederglielo, “tranquilla amore mio, lo so che sei stanca, nulla di importante comunque possiamo parlarne venerdì quando finisci al locale!” la sua risposta sentenzia che quello non è il momento per certi discorsi “sei pronta per andare?” lei si avvicina a lui lo bacia profondamente e insieme imboccano la porta di casa.

Quando appare dalla porta della cucina con i piatti in mano, i due uomini non la degnano di uno sguardo e continuano a parlare tra di loro, lei si avvicina a Pasquale e appoggia il piatto davanti a lui accennando un inchino “prego signor Esposito” poi si porta vicino a Gennaro “prego signor Iovine” solo a quel punto Pasquale senza alzare la testa dal piatto “zoccolò avvicinati” Mia si avvicina al lato dell’uomo che con la mano destra continua a mangiare e insinua la sinistra nello spacco posteriore del suo vestito toccandole iniziando ad accarezzare la coda che le esce dal culo attaccata al pulg “M’hanno ditto ca ieri sera ô club t’he cumpurtata bbuono e m’ hê fatto guadagnà ‘e bbelle sorde.” Lei risponde dimessa “si signor Esposito”
“‘O sapevo ca, comme zoccola, m’avesse potuto essere utile.”
“grazie signor Esposito”
“Prepàrame ‘na bella cenetta pe’ stasera, ca tengo duje ospite e voglio ca te faje truvà completa ‘e coda. M’aggio spiegato?”
“certamente signor Esposito”
“E brava ‘a mia zoccolona… mo vattenne, ca avimma parlà ‘e cose serie.”
“come desiderate Signor Esposito”
Si gira si avvia per tornare in cucina, mentre si allontana Pasquale trattiene leggermente la coda come se volesse sfilarla, ma ha solo l’effetto di farle sentire un po' la pressione.

La tavola è già apparecchiata e la cena quasi pronta, quando dalla telecamera vede aprirsi il cancello e le due auto che entrano, quella davanti è di Pasquale, quella che segue non la conosce, si affretta per andare all’ingresso ad aprire la porta, mentre Pasquale varca l’entrata lei abbassa la testa e accenna un rispettoso inchino “ben tornato a casa Signor Esposito” lui non risponde, Mia mantiene la posizione per rendere omaggio anche ai suoi ospiti “buonasera Signori” e vede entrare prima una donna con tacchi e calze a nere velate, il vestito lungo appena sotto al ginocchio che ne esalta i polpacci e le meravigliose caviglie, seguita da un uomo, scarpe eleganti e pantaloni con le pence, una volta dentro Mia chiude la porta e finalmente può alzare il capo, l’uomo è molto alto, spalle larghe e capelli curati corti, indossa un vestito nero elegante, la donna è un po' più bassa di lei indossa un vestito lungo appena sotto il ginocchio che la avvolge stretta e ne evidenzia le curve perfette, metà schiena e le spalle scoperte che lasciano intravedere una muscolatura finemente lavorata in palestra, lunghi capelli neri e lisci che cadono ordinati sulle spalle, colore della pelle e lineamenti tipicamente mediterranei “posso prendere i vostri cappotti e la borsetta della signora?” gli Mia con tono rispettoso “grazie” rispondono all’unisono girandosi verso di lei.. quando la vede l’uomo assume un’espressione sorpresa, come se avesse visto un persona che non si aspettava di vedere in quel, in quel momento ed in quel ruolo, la squadra dalla testa ai piedi, anche Mia lo guarda e lo riconosce subito, è Luca, il più stretto collaboratore di Max quando era in azienda, l’uomo che aveva preso il suo posto dopo che se n’era andato, anche la donna si gira porgendole la borsetta e il cappotto, lei invece la riconosce subito, cazzo era proprio Mia, la donna che aveva invidiato sin dal giorno che l’aveva incontrata, prima per la sua bellezza travolgente, l’unica in grado di rubarle l’attenzione di tutti i maschi che incontrava e poi perché era la moglie dell’uomo che aveva rubato il posto a suo marito costringendolo ad un incarico di secondo posto, la guarda con aria altezzosa, fa finta di non conoscerla e le lascia incurante le sue cose per fargliele mettere a posto.
Mentre si avviano verso il salone Miranda, questo il nome della donna, pensa “hai capito quella puttanella, sembrava la regina di sto cazzo e ora è la cameriera del vecchio grassone!!!” e un ghigno malefico le si dipinge in viso, “vogliamo accomodarci sul divano prima di cena? Stimoliamo l’appetito con un aperitivo, ti va bella Miranda?” così dicendo, Pasquale, fa cenno alla donna di sedersi su un divano, lui si siede alla sua sinistra e al marito Fabio indica il divano di fronte.
I tre prendono posto, Mia arriva dopo aver sistemato i giacconi e si ferma alle spalle del divano dove è seduto Fabio e di fronte a Pasquale “posso servirvi qualcosa da bere Signor Esposito”
“sì ovvio altrimenti perché ci saremmo seduti qua, fai tre bicchieri del solito” gli risponde bruscamente”
“subito Signor Esposito” risponde Mia chinando il capo e prima di girarsi per andare verso il mobiletto del bar.
Mentre si allontana Miranda si gira a guardarla e nota subito la coda che le esce dallo spacco del vestito, anche Fabio si gira a guardarla e mentre sta per chiedere a Pasquale se quella donne fosse veramente Mia, vede anche lui la coda e si ricaccia le parole in gola, Miranda nota immediatamente l’espressione sorpresa del marito e ci pensa lei a fare la domanda che lui non è riuscito a pronunciare “mi scusi Signor Esposito, ma quella non è la moglie del suo ex dipendente, come si chiamava…ah già Max?”
“non era solo un mio ex dipendente, era il mio ex vice presidente, l’uomo che andandosene ha lasciato il posto a tuo marito, mia cara, certamente non l’avrebbe mai ottenuto se Max fosse rimasto” risponde Pasquale ridicolizzando Fabio agli occhi della moglie “comunque si, è proprio lei, sapete ho saputo delle difficoltà economiche della loro azienda e famigliari, quindi ho deciso di dargli una mano prendendola a servizio da me e dando al marito un contratto per i lavori a Medecin” alla donna le si dipinge in viso un ghigno maligno, finalmente aveva la possibilità di vendicarsi di quella sgualdrina.
“prego Signor Esposito il vostro Negroni” dice Mia accennando il solito inchino, poi fa il giro del divano e si mette affianco di Miranda “prego Signora il vostro Negroni” dice con lo stesso rituale
“Signor Esposito un Negroni a stomaco vuoto mi farete ubriacare” dice con un sorrisino Miranda
“ho pensato che una donna come te apprezzasse i Negroni” ribatte Pasquale con tono allusorio
“prego Signore il vostro Negroni” intanto Mia dall’altra parte del divano, Fabio ci mette qualche secondo a smuoversi dall’attimo di paralisi che gli aveva provocato la battutina del suo capo.

I tre iniziano a sorseggiare il Negroni chiacchierando di svariati argomenti, principalmente sono Pasquale e Miranda che chiacchierano, infatti Fabio ha la netta sensazione che al padrone di casa non importassero un granché le sue opinioni e i suoi punti di vista, considera solo la moglie come se lui non esistesse e in più occasioni gli appoggia una mano sul ginocchio e addirittura su una coscia senza neanche curarsi che lui non se ne accorga, inizia anche ad insinuarsi nella sua testa che la cena per discutere di argomenti di lavoro sia stata solo una scusa per chissà quale fine.

Quando tutti i bicchieri sono ormai vuoti, Pasquale fa suonare la campanella che è appoggiata sul tavolo e pochi secondi dopo appare Mia “signor Esposito, mi avete chiamato”
“certo che ti ho chiamato, facci accomodare a tavola che abbiamo fame”
Mia si sposta leggermente di lato mantenendo l’accenno di inchino, i tre gli passano davanti e lei si affretta per andare a scostare prima la sedia di Pasquale, poi quella di Miranda, che non manca di lanciarle un’occhiata di scherno, infine fa accomodare anche Fabio, come ordinato da Pasquale a pranzo, il tavolo era apparecchiato con due posti ad un capotavola e quello affianco e il terzo all’atro capo del tavolo, ovviamente aveva voluto Miranda vicino a lui.
Mia si affretta a recuperare i bicchieri vuoti dal tavolino in mezzo ai divani, piegandosi per raccoglierli, Fabio e Miranda, che sembravano ipnotizzati dalla coda che usciva dallo spacco, vedono che la bionda non indossa mutandine e che le esce direttamente dal culo, Fabio a questa visione ha un brivido di eccitazione, mentre Miranda non riesce a trattenere una risatina, Pasquale coglie subito che la causa di quella risatina era la coda piantata nel culo della sua serva e si avvicina all’orecchio di Miranda sussurrandole “mi piace avere una gattina obbediente che mi gira per casa” e intanto ne approfitta per dare una generosa occhiata non troppo velata nella scollatura della donna che ha un bel seno prosperoso e sembra anche bello sodo.

Durante tutta la cena la conversazione è limitata tra Miranda e Pasquale, sebbene a più battute Fabio ha cercato di portare l’argomento sul tema del lavoro, ma sembra proprio che il suo capo sia molto più interessato a sua moglie che a ciò che lui ha da dire.
Il campanellino suona nuovamente e Mia riappare puntuale “servici gli amari nel salotto” gli dice lui senza trotti riguardi, lei con il solito rituale li fa accomodare sul divano nelle stesse posizioni di prima e subito porta il vassoio con i bicchieri di rum e il sigaro per il suo capo.
Mentre la puzza del sigaro inizia a inondare l’ambiente, Pasquale riporta l’argomento della discussione sulle lezioni di ballo che Miranda gli ha detto aver preso in passato “con un corpo del genere dev’essere uno spettacolo vederti ballare, perché non ci fai una dimostrazione”
“ma Signor Esposito non mi sembra appropriato” ribatte Fabio senza neanche essere considerato dal suo capo
“Signor Esposito questo vestito non è comodo per ballare e poi dove dovrei mettermi?”
“Miranda il vestito non è un problema ed è comunque facilmente risolvibile e poi puoi ballare su questo tavolino, ti assicuro che è solido e non sarai la prima che ci ha ballato sopra” gli risponde lui toccandogli una coscia a mano aperta e arrogante
Lei istintivamente guarda il marito, nel loro sguardo c’è tutto il peso della consapevolezza che se non farà quello che Pasquale vuole, lui probabilmente non sarà il vice presidente per molto…
Rassegnata Miranda si alza dal divano e mentre Pasquale le guarda il culo con sguardo vorace, sale sul tavolino, Pasquale suona il campanellino e Mia appare, quando la donna vede arrivare la serva realizza che stando in quella casa ne avrà viste molte di donne in quella situazione e una morsa di imbarazzo le aggredisce lo stomaco, “dai subito a Miranda il tablet per scegliere la musica”
“come desiderate Signor Esposito”
Mia prende il tablet e lo porge alla donna ormai in piedi sul tavolino, Miranda sceglie la canzone e fa un cenno alla serva di andare via, mentre si gira e se ne va Pasquale la ferma “portami ancora da bere, veloce”
“sì signor Esposito”
La musica inizia diffondersi dalle casse e Miranda inizia a ballare girata verso il padrone di casa, Fabio la guarda da dietro nervoso ed umiliato, Pasquale la mangia con gli occhi pensando che si divertirà parecchio con la moglie del suo nuovo vice presidente.
Dopo qualche secondo “mi sembra che questo vestito si un po' stretto per lasciarti muovere liberamente, perché non provi ad alzarlo un po'”
Miranda lo guarda e senza rispondere esegue alzandolo fino a metà coscia, adesso riesce a muoversi decisamente più liberamente e Pasquale “lo vedi che balli molto meglio e io da qua posso anche avere una vista meravigliosa delle tue meraviglie” Fabio sentendo quelle parole ha un nodo alla gola, la donna continuando a ballare si gira verso il marito per guardarlo e lo trova interdetto per quello sta vedendo e immaginando già cosa succederà dopo, poi si rigira verso il padrone di casa e lo vede fare un cenno a qualcuno, con la coda dell’occhio cerca il destinatario di quel gesto e vede apparire entrare 2 uomini che riconosce essere le sue guardie, poi la guarda sempre più allupato “wow sei molto provocante, ma mi sembra che questo vestito continui ad impedirti i movimenti, perché non te ne liberi, tanto siamo tra amici, vero Fabio”
Lui lo guarda “mah veramente Signor Esposito…” viene interrotto dalla mano di Gennaro che gli si poggia su una spalla “…certo signor Esposito” risponde alla fine
“hai visto Miranda, anche il tuo marito è d’accordo, faccia ammirare questo bel corpo da zoccolona matura”
Miranda continuando a ballare sensualmente fa scivolare il vestito e lo sfila dalla testa lasciando uscire il suo culo sodo e tondo coperto solo da una mutandina effetto nudo e una alla volta le sue belle tette sode
“ah lo vedi Gennaro, era tutta la sera che mi chiedevo se aveva le mutande oppure no, ormai non ci si può più fidare”
Gennaro scoppia in una sonora risata “pero è una gran bel culo Signor Pasquale” ribatte stringendo la mano sulla spalla di Fabio
“Eh sì Gennà, ’a zoccola tene proprio nu bellu culone… da pruvà!”
Sentendo quelle parole Miranda viene attraversata da un brivido immaginando cosa le riserverà il resto della serata.
Pasquale si sporge sul divano verso il tavolino e allunga una mano iniziando a toccare una gamba della moglie di Fabio, sale piano fino al ginocchio “Viene cca, zoccolò”, Miranda si avvicina e lui “scinne” lei si abbassa e si inchina davanti a lui che con la mano sale voglioso lungo la coscia e afferra la mutandina di tessuto sottile “Chistu tipo ’e mutanne m’è sempe state ’ncopp’ ’e cuglione” e tira forte fino a strapparle su un lato, istintivamente Miranda si alza e porta una mano sullo slip per non farlo cadere “Spicciate, llevate ’e llevate, zoccolò” la incita Pasquale suonando la campanella, Mia appare puntuale dalla porta della cucina, proprio mentre Miranda sta lasciando cadere le mutandine sul tavolino “avete chiamato Signor Esposito?”
“portami da bere, muoviti” Mia si inchina e lancia uno sguardo compassionevole alla donna ormai nuda sul tavolino, Miranda ricambia lo sguardo con un’espressione umiliata e imbarazzata
“Viene cca, zoccolò” le dice Pasquale bruscamente
Lei scende dal palco improvvisato e si ferma in piedi proprio davanti all’uomo, lui inizia a toccarla avidamente pregustando quello che si prenderà di quel corpo, le sue mani paffutelle salgono lungo le cosce fino alle natiche e le sue dita si insinuano la in mezzo sfiorando i pertugi che a breve violerà con veemenza, proprio in quell’istante Mia porge un bicchiere colmo di rum a Pasquale
“abbassati zoccolò” dice alla donna continuando ad esplorare il suo corpo tornito con le mani che adesso indugiano sulle tette “Ué Gennaro, t’ ’o avevo ditto ca erano belle sode” dice al suo collaboratore
“signor Pasquale io ho sempre sostenuto che è un puttanone da combattimento” ribatte guardando Fabio di traverso
“lo sai Miranda cosa mi piace dopo una lunga giornata di lavoro quando mi siedo sul divano e mentre mi fumo il sigaro e mi gusto il mio rum?”
Lei lo guarda dal basso dal basso “a dire il vero no signor Esposito”
Lui posa il sigaro nel posacenere e porta la mano alla cintura iniziando ad armeggiare per slacciarla “ora hai capito zoccolò” lei abbassa lo sguardo umiliata e sommessa sostituisce la mano di Pasquale con le sue, slaccia cintura e pantaloni e da sotto la pancia dell’uomo estrae un cazzo che non pensava potesse essere di quelle dimensioni anche se ancora non completamente duro.
Lo guarda impressionata mentre lo maneggia con le mani “pensi che lui si accontenti delle tue mani, dai su Piglia ’o pesce ’mmocca!”, lei scorre la lunga e larga mazza con la lingua fino alla punta per poi accogliere la grossa cappella nella sua bocca, sulla faccia di Pasquale si dipinge una bella espressione di goduria, poi riprende il sigaro da una bella boccata e si rivolge a Fabio “allora hai voluto questa cena perché volevi parlarmi di una cosa, un aumento se non sbaglio?”, l’uomo è pietrificato dalla scena che gli si sta consumando davanti, Gennaro lo riscuote con una sonora gomitata nel costato, lui si scuote “si Signor Esposito” risponde con voce incerta “e quanto pensavi di meritarti di aumento?” risponde Pasquale con tono deciso “signor Esposito pensavo che poteva pagarmi almeno quanto pagava Max quando lavorava per lei”
“sarebbe un bel aumento e la differenza tra te e lui, è che lui se li meritava, mentre tu conti poco più di niente, ma ti salva la zoccola di tua moglie che per ora si sta comportando proprio bene” poi afferra la donna per i capelli e le tira su la testa fino a sfilarle la lunga mazza dalla bocca “e tu che dici zoccolò, te lo meriterai l’aumento per quel coglione di tuo marito?” senza aspettare la risposta della donna le muove la testa fino a farle riprendere il cazzo in bocca e la spinge fino a fargliela arrivare in gola, poi da un’altra corposa boccata al suo sigaro “allora lo vuoi ancora questo aumento?” la moglie cerca di girare la testa per guardare il marito, ma Pasquale le blocca la blocca contro la sua mazza “ferma tu, voglio che decida il coglione” poi si rivolge ancora a lui “allora?”, Fabio ci pensa un po', guarda la moglie intenta a succhiare il cazzo del suo capo, poi guarda Gennaro che lo fissa e infine Mia in piedi in un angolo che osserva la scena e pensa che magari era stata fatta la stessa offerta anche a Max e guarda com’erano finiti, quindi alla fine risponde con tono dimesso “si Signor Esposito”
“come scusa? Non ti ho sentito”
“ho detto di si Signor Esposito”
“ah bene, allora Gennaro sembra proprio che stasera ci divertiamo con sto puttanone!”
Miranda cerca di sollevare la testa, ma Pasquale le tiene una mano premuta sulla testa per impedirglielo “ferma è ancora lunga la serata se vuoi veramente che tuo marito si meriti un aumento” Miranda si abbandona all’idea che da quella casa ne è entrata signora, ma ne uscirà puttana.
“hey serva vieni qua” dice Pasquale rivolgendosi a Mia che subito si avvicina e chinando la testa “ditemi Signor Esposito”
Poi il padrone di casa si rivolge a Fabio “lo sai che quando lavorava ancora per me, Max mi ha riferito più volte che tu eri un buono a nulla, devo ammettere che all’inizio non gli avevo creduto, ma dopo che se n’è andato ho visto che aveva ragione, a te stava sul cazzo lui vero?”
“si, mi trattava sempre con sufficienza e ordinava sempre di fare cose di basso livello, dovevo vivere nella sua ombra, a stento mi chiamava per nome!”
“e di sua moglie cosa pensi?”
“beh è una bellissima donna”
“quante volte hai pensato che avresti voluto spaccarle il culo, di la verità”
“ma Signor Esposito”
“dai a me lo puoi dire, non ci sente nessuno”
“beh ovviamente, come tutti in azienda la guardavo quando era presente Signor Esposito”
“e te la saresti voluta fare, di la verità? Così bella, fine e sensuale, mentre tua moglie è solo un troione!”
“mah Signor Esposito…”
“lo vedi Gennà che ho ragione?”
“signor Esposito mi sa che ha sempre ragione!”
“ma tu che dici se lo merita?”
“secondo me no, ma alla fine lei è solo una troia, quindi perché no”
“anche tu hai spesso ragione” poi rivolgendosi a Mia “dai vai ad intrattenere il mio ospite mentre mi occupo della moglie”
“come desiderate Signor Esposito” e si dirige verso Fabio inginocchiandosi tra le sue gambe e iniziando ad armeggiare con l’allacciatura dei suoi pantaloni, lui per qualche ragione cerca a divincolarsi, pur avendo desiderato quella bocca per anni, ma Gennaro lo ferma “eddai divertiti con la puttana, mentre noi ci divertiamo con tua moglie!” quindi cerca di rilassarsi e lascia che Mia inizi a succhiargli finalmente il cazzo.
Intanto Pasquale si alza bruscamente senza lasciare che prima Miranda si sposti, poi la prende per i capelli e la trascina fino a fare il giro del divano e arrivare dietro allo schienale, le impone di appoggiarsi e le allarga le gambe, accarezza un po' po' le natiche rifilandole delle sonore pacche che lasciano il segno, il sigaro stretto fra i denti, lo sguardo affamato su quella meraviglia, si allontana leggermente e si sfila i pantaloni, poi con una mano allarga i pertugi della donna e con l’altra le rifila una serie di schiaffoni sulle grandi labbra, lei prova un misto di dolore ed eccitazione, lui si toglie il sigaro dalla bocca e si sputa su una mano spalmando bene la saliva sulla grossa cappella ormai dura come il marmo, poi la puntella sull’ano della signora che d’istinto ha uno scatto della testa, Fabio osserva la scena eccitato dal pompino che Mia gli sta facendo “la prego signor Esposito faccia piano che…”il cazzo di Pasquale si sta già insinuando nel culo della moglie che lo accoglie senza troppe resistenze, con voce rotta dall’eccitazione “che è vergine volevi dire? Temo che tu e la tua signora avrete molto di cui parlare, ha preso più schizzi questo culo che la costiera amalfitana” dice ridacchiando il porco
Fabio guarda la moglie incredulo che ricambia con un’occhiata compassionevole, poi abbassa la testa e inizia a gemere di dolore ed eccitazione, il marito, sempre più umiliato e nervoso, afferra Mia per i capelli e inizia a muoverle la testa con veemenza sul suo cazzo “e bravo il cornutello, scopre che la moglie dal il culo a tutti tranne che a lui e si sfoga nella bocca della nostra puttana!” gli dice Gennaro osservando la scena, sentendo queste parole l’uomo scopa la bocca della bionda con ancora più arroganza
“Ué Gennà, vien’ a pruvà che bella vocca che tene ‘sta bagascia”
Gennaro si alza dal divano e si spoglia completamente, Fabio e la moglie lo guardano impressionati dai più di cento chili di muscoli che vanta l’uomo, il cazzo barzotto ha dimensioni che la donna stima sfiorino i 20 centimetri e il diametro è ancora più impressionante, Gennaro si avvicina all’altro divano e sale con i piedi sulla seduta presentando il suo enorme cazzo proprio davanti alla faccia di Miranda, lui inizia a muoverlo a destra e a sinistra per schiaffeggiare la donna con la sua mazza, poi lo afferra alla base e glielo sbatte in bocca con forza spingendolo da subito fino alla gola.
Pasquale continua a dare colpi sempre più forti nel culo della donna che non riesce ad emettere gemiti perché l’arnese di Gennaro glieli soffoca in gola, Fabio continua a scopare la bocca di Mia con forza e quando sta per esploderle in gola Pasquale le ordina di sputare il cazzo del cornuto, che arriva proprio al limite.
Il padrone di casa ordina a Mia di portare Fabio nella stanza delle puttane, come piaceva chiamarla a lui, che altro non era che una camera con un grande letto circolare al centro, il soffitto e le pareti di specchi, la donna esegue, i due uomini e Miranda li raggiungono dopo pochi secondi, lei cammina tremante dopo i colpi presi dai due uomini nel culo e in bocca e i tacchi vertiginosi, Gennaro prende Fabio per un braccio e lo trascina verso il letto, lui cammina impacciato con i pantaloni che gli sono caduti alle caviglie, il cazzo di Gennaro gli sbatte su una gambe bagnandola della saliva della moglie, lo fa stendere a pancia in su, Pasquale fa mettere la moglie a pecora sopra di lui con la figa a pochi centimetri dalla sua faccia, poi lascia che adesso sia Gennaro ad occuparsi del culo della donna, lui infila il suo cazzo in quel pertugio ormai ancora più dilatato dal trattamento già ricevuto in precedenza e inizia a dare colpi decisi, lo scroto sotto di lui si muove a ritmo strisciando sulla faccia del marito, intanto Pasquale sale in piedi sul letto, le gambe allargate con in mezzo il corpo di Fabio, pianta il cazzo in bocca a Miranda e le ordina di pomparlo al ritmo imposto dal suo collaboratore, poi ordina a Mia di spogliarsi e di dedicarsi a leccargli il culo, la donna si spoglia, sale a cavalcioni di Fabio, il suo cazzo ancora duro struscia sulla figa della bionda, la coda gli stimola i coglioni, e prende a leccare il culo del suo capo.
“Dai Gennà, fa’ assaggià ‘o cornuto che sapore tene ‘o culo d’’a mugliera”
Gennaro sfila il cazzo dal culo della moglie e lo infila in bocca al marito con arroganza
“Cornù, t’ piace ‘a verità?” Fabio cerca di rispondere, ma l’uomo gli preme l’enorme mazza in bocca soffocando le sue parole, poi lo estrae e riprende ad inculare la donna.
Dopo diversi cambi di posizione tra i due uomini che durano un tempo incalcolato, Pasquale sente che finalmente sta per venire e assesta gli ultimi colpi nel culo di Miranda prima di esplodergli nel culo, poi estrae il cazzo e lo infila in bocca al marito per farselo pulire adeguatamente, poi si toglie e lascia che il suo sperma che inizia a defluire dall’ano rotto di Miranda, goccioli sulla faccia di Fabio, poi rivolgendosi a Mia “Puttà, mo ‘o puo’ fa’ trasì” quindi lei, senza smettere di leccare il culo a Gennaro, prende il cazzo di Fabio con una mano e lo inserisce nella sua figa iniziando un lento movimento, ma nel giro di pochi secondi e quasi contemporaneamente, Gennaro inonda la gola di Miranda con il suo seme copioso e caldo e Fabio sborra nella figa della donna che aveva desiderato in tante occasioni
“neanche il tempo di goderti la figa della puttana” gli dice Pasquale ridendo, poi rivolgendosi a Mia “mo vieni con me che ho voglia di fare un bagno rigenerante”
“come desiderate Signor Esposito” si alza e il poco sperma di Fabio defluisce dalla sua figa, la coda sempre piantata nel culo, e si affretta per andare a preparare l’idromassaggio al suo padrone.
Gennaro intanto invita i signori ad alzarsi e li accompagna verso la porta d’uscita
“devo almeno rivestirmi” dice Miranda stravolta
“no adesso dovete solo andarvene” ribatte bruscamente Gennaro
Quindi i due imboccano la porta di casa, lui con i pantaloni ancora alle caviglie e lei vestita solo delle scarpe e delle calze autoreggenti ormai colate dello sperma dei due uomini.
Giunti nel parcheggio sottocasa, Fabio scende dalla macchina per controllare che non ci sia nessuno e poi fa cenno alla moglie di seguirlo, ma proprio in quel momento un gruppo di ragazzetti spuntano dal cancello condominiale e iniziano a inveire contro di le “hey puttana dove vai? Vieni qua facci vedere quanto sei zoccola” lei li guarda e ne riconosce due che sono i figli maleducati dei vicini, anche loro la riconoscono, si avvicinano e iniziano a toccarle il culo e le tette, “ho sempre pensato che sei una puttana” gli dice uno dei due
“quante seghe mi sono fatto spiandola dalla finestra!”
Lei sempre più umiliata, aiutata dal marito, finalmente, evade dalla situazione e si rifugiano nell’ascensore per arrivare in casa stanchi e umiliati da quella terribile “cena di lavoro”.

Per osservazioni e consigli TG @saburo_sakai1
scritto il
2026-03-31
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