Max e Mia (capitolo 6)

di
genere
dominazione

“che fine ha fatto la nostra macchina” chiede Mia vedendolo arrivare con un mezzo che non è il loro
“si è rotta, ma adesso non riesco a portarla ad aggiustare, quel bastardo ha coperto i fornitori, ma mi sta passando solo il necessario per coprire le spese” risponde Max con un tono che va dalla rabbia all’umiliazione.

La serata al club è già iniziata e il locale è quasi pieno, Max è già seduto al suo posto vicino alla cassa, Elisa con un sorriso dolce gli passa un drink e gli fa cenno di guardare verso il palco, in quel momento si accendono le luci e parte la musica, Mia inizia a ballare, è vestita da Catwoman, con una tuta il lattice nera e lucida una mascherina sugli occhi che le avvolge la testa e le orecchie da gatta gli stivali e i guanti neri e la coda nera che le spunta da dietro, tutto il locale si paralizza a guardarla muoversi sensualmente, gruppetti di ragazzi si avvicinano al palco e la toccano quando si avvicina al bordo, poi slaccia la tuta e con movimenti sensuali la sfila, rimanendo completamente nuda, vestita solo degli stivali e dei guanti, quando si gira è evidente a tutti che la coda non è parte della tuta, ma del plug che le esce dal culo, il mormorio si fa più forte e l’interesse nei suoi confronti più insistente. Quando la musica finisce, come di consueto, lei scende dal palco per fare un giro in platea, tutti gli uomini si avvicinano le fanno battutine, la toccano, sente una presenza avvicinarsi da dietro, le accarezza la coda e le sussurra all’orecchio “voglio un prive con questa bella gattina”, Mia si gira e riconosce il ragazzo con cui aveva fatto il suo primo prive la prima sera in cui aveva lavorato al club “allora andiamo alla cassa caro” risponde lei cercando di nascondere il brivido di emozione che le attraversa il corpo. Durante il breve tragitto che li separa dalla cassa, tutti nel locale si aprono per farli passare e non staccano gli occhi di dosso da quella donna meravigliosa che cammina sensuale nuda, giunti al bancone Mia si sporge verso Elisa, “un prive” la cassiera sposta lo sguardo verso il ragazzo “30 euro” lui sfila dalla tasca un grosso rotolo di contanti sfila una banconota da 50 e la consegna alla ragazza “con il resto bevetevi qualcosa” le dice guardando lei e Max e senza attendere risposta si avvia alla zona prive.

Il ragazzo è seduto sul divanetto, Mia su di lui, di spalle, struscia la coda sui suoi pantaloni, con una mano stringe un seno della donna, mentre l’altra sta stimolando la figa, quando sente che prova ad insinuarsi dentro, Mia prova ad evadere da quella situazione, ma lui la trattiene per non farla allontanare e si avvicina al suo orecchio “sto ancora aspettando una risposta, quanto serve per aprirti il culo?”, Mia viene presa da un a stretta allo stomaco, in una frazione di secondo nella sua testa passano decine di pensieri, sa bene che se accettasse “l’offerta” supererebbe il sottile confine che le annullerebbe completamente la sua dignità trasformandola in una puttana nel senso più stretto del termine, l’avviso che sancisce la fine del tempo le viene in aiuto e ancora una volta riesce ad evitare la risposta.
Durante tutta la serata non riesce a togliersi dalla testa le parole di quel ragazzo, dopo l’ultimo spettacolo sul palco, scende come di consueto in platea, lui la ferma nuovamente per bere qualcosa, le infila un gruzzolo di banconote nello stivale “se ti fai aprire il culo dopo la serata, ne avrai altrettanti!” le dice, lei continua il suo giro in platea e appena riesce ad avere un attimo di tranquillità controlla quanto le ha dato, li conta sono 500 euro, subito ripensa alle parole del marito e decide che per aiutarlo è il momento di varcare quel confine, torna dal ragazzo le si appoggia davanti per dirgli qualcosa all’orecchio, lui le stringe una chiappa con una mano, “va bene” sussurra al suo orecchio, “fatti lasciare dal cornuto dopo la chiusura in viale Italia in mezzo alle altre puttane come te e aspettami!” lei annuisce e si allontana.

Raggiunge il marito nel parcheggio dopo la chiusura “ma non ti sei cambiata?”
“no, stasera no, devi lasciarmi in viale Italia”
“come scusa? Quello è un posto pieno di puttane”
“lo so”
“e cosa devi andare a fare li vestita così?”
“ho trovato un modo per darti un po' di respiro” le risponde lei e subito a Max viene in mente la scena di lei che sussurra qualcosa all’orecchio di quel ragazzo
“ma cosa vuoi fare? Non se ne parla!”
“Max, abbiamo altra scelta? Vuoi sapere quanto mi ha dato? Mi ha infilato 500 euro nello stivale e me ne ha promessi altrettanti per avermi!”
“non se ne parla, troverò un altro modo”
“Max ormai ho accettato e poi sii onesto, al momento non abbiamo altra scelta, dai muoviti che è tardi!”
Durante il viaggio verso il punto dell’appuntamento, l’atmosfera in macchina è elettrica e carica di tensione “io sarò sempre dietro di voi, ti tengo d’occhio se hai bisogno fammi solo un cenno ed io intervengo” le dice Max prima di scaricarla, lei lo guarda negli occhi e lo bacia profondamente, poi scende dall’auto e si mette in attesa.
Le passeggiatrici che occupano il marciapiede la guardano con sospetto “chi cazzo è questa??? Guarda quanto è bella, ci ruberà tutti i clienti” si trovano a pensare.
Max è parcheggiato poco distante e nota che una delle donne, forse il capo, si avvia minacciosa verso Mia, ma proprio in quel momento una Porsche si accosta alla bionda, lei si infila nel finestrino, scambia qualche parola con il conducente e sale, la scena gli trasmette un brivido di paura ed eccitazione.

“Ciao troietta, sapevo che avresti accettato, Sali, muoviti!”
Mia sale in macchina e subito il ragazzo le mette una mano su una coscia, poi parte sgommando, dopo pochi minuti si ferma nel parcheggio di un albergo, attraversano la hall, tutti i presenti la guardano con quegli stivali neri che sputano sotto lo spolverino di pelle.
Arrivati in camera lui si sfila la giacca e va in bagno, Mia si siede su un divanetto “posso sapere almeno come ti chiami?”
“non ti pago per parlare, ma romperti il culo!” risponde lui tornando dal bagno coperto solo da un asciugano “cosa fai li seduta, dai spogliati e mettiti a quattro zampe sul letto come una cagna” Mia si alza e si sfila lo spolverino, sotto indossa solo gli stivali e i guanti, esegue l’ordine e si mette sul letto “che bella coda da puttana” dice il ragazzo accarezzando la coda che le esce dal culo e rifilandole una sonora pacca su una chiappa, poi si sposta affianco a lei e stende una striscia di polvere bianca nel solco al centro della schiena inarcata della donna poi ci affonda le narici aspirandola in un solo colpo “AAAH si cazzo!!!” esclama con la botta che gli dà, poi si sposata dietro a Mia e senza usare troppe cortesie, tira la coda fino a sfilarla, lei emette un gemito intriso di godimento e dolore, la afferra per i fianchi e si insinua con un colpo deciso nel buco già dilatato iniziando subito a darle colpi decisi e veloci, i gemiti della donna e la sostanza in circolo non fanno altro che aumentare la foga del ragazzo che la tira a se sempre più violentemente, poi si ferma per sistemare i piedi affianco a lei, vuole entrare sempre più profondamente nel culo di Mia e ricomincia a incularla con ancora più vigore, poi lei sente che la tira dai fianchi sempre più su, ormai il giovane è in piedi e lei piegata in due davanti a lui che continua a scuoterla con forza, in quella posizione lo sente entrare completamente dentro di lei, poi estrae il cazzo e la spinge sul letto facendola cadere, “vieni qua puttana muovi inginocchiati e apri la bocca” le dice ormai preso da una pericolosa mani di onnipotenza dettata dalla sostanza che ha raggiunto il cervello, lei esegue e lui la prende per i capelli con la mano sinistra e le infila il cazzo fino in gola tenendole la faccia schiacciata sul suo ventre, poi lo estrae e le rifila un ceffone con la mano destra per poi rinfilarle il cazzo in gola, va avanti così per 7 o 8 ceffoni, ormai lei ha le guance completamente rosse, poi tirandola per i capelli la trascina giù dal letto e la fa sdraiare sulla scrivania, lei pensa che voglia anche la sua figa, ma lui glielo infila nuovamente nel culo anche in quella posizione e la scopa forte per un tempo che lei vorrebbe solo che finisse, fino a che non sente fiotti di sborra inondarle lo sfintere anale e mentre sta ancora venendo lo tira fuori sporcandole la figa con gli ultimi schizzi!
Quando tutta la sborra finisce di schizzare dal suo cazzo ancora duro, si sposta e prende i suoi pantaloni, rovista un po' in una tasca ed estrae un mazzetto di banconote, gliele lancia addosso “e adesso sparisci puttana!”
Mia si alza dalla scrivania, si china a raccogliere le banconote che sono cadute e lui le rifila un’altra sonora pacca sul culo “che bel culo rotto da troia che hai, lo consiglierò ai miei amici, soldi ben spesi, però ora muoviti!!!”
Mia si affretta a raccogliere i soldi e a mettersi lo spolverino e senza neanche potersi pulire lascia la stanza, mentre attraversa la hall sente lo sperma che piano le scende dal culo, spera che nessuno se ne accorga, quindi si affretta, giunta nel parcheggio si guarda un po' intorno e vede il marito, si avvia nella sua direzione quando un uomo la ferma “hey puttana, che bel bocconcino che sei, quanto costa un giretto sulla giostra?” lei lo guarda, è distrutta da quella serata e si sente la faccia scoppiare con i ceffoni che ha ricevuto “lasciami stare!” gli dice, poi si divincola dalla presa e corre in macchina dal marito, che senza dire niente parte per tornare a casa.

“mi ha scritto Francois mentre ti aspettavo” le dice lui dopo qualche minuto “mi ha detto che ha trovato il modo per tirarci fuori da questa situazione, ma prima vuole parlarci da solo, arriverà domani con la scusa di controllare l’avanzamento dei lavori” continua, ma Mia è troppo stanca ed umiliata per rispondere, Max lo capisce e continua a guidare fino a casa.

Lo squillo del telefono di Max rompe il silenzio della casa, lui controlla l’ora, sono le 0545 e si rende conto che stavano dormendo da meno di un’ora, poi prende il telefono
“buongiorno Signor Esposito è successo qualcosa per chiamare a quest’ora?”
“io chiamo quando cazzo mi pare” risponde nervoso l’uomo dall’altra parte “alle 0730 il moccioso arriva in aeroporto e vuole che siate tu e la mia serva ad andarlo a prendere, non fate tardi!”
“si Signor Esposito, saremo puntuali”
“cosa succede?” chiede Mia assonnata
“Francois arriva alle 0730 in aeroporto e ha detto a Pasquale che vuole che siamo noi a prenderlo”
I due si alzano e si preparano per andare in aeroporto.

Alle 0730 precise vedono Francois uscire puntuale dal terminal dei voli privati, entrambi accennano un inchino “buongiorno e ben arrivato Padrone”
“buongiorno a voi schiavi”
Si dirigono in macchina Max guida Francois e Mia seduti dietro “non farò molti giri di parole e andrò subito al sodo” rompe il silenzio del viaggio “voglio che voi siate i miei servi personali, dovrete trasferirvi nella mia villa, avrete la depandance a vostra disposizione e vi pagherò a sufficienza per avere una vita molto più che agiata, tu Max farai il tuo lavoro nella mia azienda e tu Mia dovrai solo occuparti di te stessa, ma ogni volta che voglio voi dovrete essere ami disposizione senza alcun limite, se accettate oggi vi comprerò da Pasquale e sarete liberi da quel porco”
Max e Mia si guardano attraverso lo specchietto retrovisore, nei loro sguardi passa tutto quello che hanno dovuto subire negli ultimi mesi ed entrambi percepiscono le emozioni che hanno provato durante la festa in piscina.
Francois guarda quegli sguardi e, senza che nessuno proferisca parole “ok è tutto chiaro…”

Per osservazioni e consigli TG @Saburo_sakai1
scritto il
2026-04-07
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