Max e Mia Capitolo 2
di
Saburo Sakai
genere
dominazione
Quando apre gli occhi la mattina successiva, Mia trova la luce del sole che fa già capolino dalla finestra della camera, istintivamente allunga il braccio verso il lato del letto occupato da Max, ma lo trova vuoto, sorpresa da questa mancanza controlla la sveglia posta sul comodino e scopre che sono passate le 9 da qualche minuto, solitamente è una donna che si sveglia molto presto la mattina per allenarsi prima di colazione, ma quel giorno era stranamente andata lunga. Nel tentativo di risvegliarsi dal torpore mattutino, rimane ancora qualche minuto sdraiata nel letto vuoto, piano piano inizia a prendere coscienza del suo corpo, che trova stranamente nudo allora la sua testa vola immediatamente alla sera precedente, a tutto ciò che era successo nell’ufficio di quel porco di Pasquale, al suo inganno, allo spogliarello che aveva dovuto fare davanti a lui e quegli altri due, ma soprattutto, davanti a suo marito, al lavoretto di bocca preteso dal vecchio e alle pacche sul culo dei due bodyguard uscendo dal suo ufficio, ricorda perfettamente la sensazione di umiliazione che aveva provato, lei abituata ad essere una donna desiderata, ma irraggiungibile da tutti tranne che da Max, abituata ad essere corteggiata e alla vita agiata che la sua bellezza le aveva sempre consentito, anche se non era un ruolo che le apparteneva particolarmente, la vita agiata e i corteggiamenti, ad un certo punto della sua vita aveva pensato che non fosse poi così sbagliato approfittare di qualche vantaggio che la sua naturale bellezza le dava. Ma più di tutto stava ripercorrendo tutte le emozioni che la sera precedente le aveva riservato, l’umiliazione, l’impotenza ed una strana eccitazione che tutto quello aveva creato dentro di lei e, da come avevano fatto l’amore una volta tornati a casa, anche in Max. una domanda iniziava ad insinuarsi nella sua mente “possibile?” cercava di respingerla con tutte le sue forze, ma si sa la forza della mente non la può battere nessuno “possibile che tutto quello possa crearci…” non riusciva neanche a pensarlo ma “possibile che quella situazione di merda ci ecciti a tal punto?!”, per scalciare quel dubbio dalla sua mente decide di alzarsi e di fiondarsi sotto una doccia fredda gelata che avrebbe sicuramente spento quei pensieri riportandola alla vita reale.
Max si è svegliato di buonora per andare preparato all’appuntamento con quel bastardo di Pasquale. Mentre è sotto la doccia la sua mente ripercorre le parole e i gesti di quell’infame e nella confusione dei suoi pensieri si ritrova ad ammirare Mia che balla in quell’ufficio, così bella e sinuosa e così eccitante, si rende subito conto che ora come ieri sera qualcosa si sta muovendo senza il suo comando, la rabbia per quello che quel bastardo li stava costringendo a fare gli aggrediva il cervello con una violenza inaudita, ma l’eccitazione nel vederla ballare nuda in quella situazione gli trasmetteva un’eccitazione che non era in grado di trattenere e ancora di più l’immagine di lei inginocchiata tra le sue gambe, la sua mano paffutella che le preme la testa sul suo membro lei che fatica a prenderlo tutto in bocca gli provocano una reazione che non si aspettava, raramente nella sua vita era stato così duro ed eccitato, non ne capiva il motivo o forse voleva far finta di non capirlo, ma in fondo lo sapeva che stava solo mentendo a se stesso, cazzo a lui era piaciuto da morire vederla in quella situazione, lo aveva eccitato oltremodo e sospettava che avesse eccitato anche lei, la conferma era il modo in cui avevano fatto l’amore al rientro a casa, la cosa ancora più inaspettata era stato sentire un sapore che non riconosceva nel suo bacio, sapeva di chi era quel sapore, ma non si aspettava che lo avrebbe eccitato ancora di più. Mentre è immerso in questi pensieri così morbosi si accorge che sta eiaculando spontaneamente, senza essersi neanche sfiorato, la cosa lo stranisce, ma lo aiuta anche ad uscire da quel loop. Finisce di lavarsi, esce dalla doccia e avvolto in un asciugamano si affaccia in camera da letto, la ammira mentre dorme nuda, dopo tanti anni la fa ancora impazzire e dopo ieri sera ancora di più, poi si veste ed esce per andare al suo appuntamento.
La riunione era stata piuttosto veloce ed erano già ai saluti, ma prima di congedarsi Pasquale ci aveva tenuto a dirgli “vai a casa a prendere la mia nuova governante e la porti da me Max? così inizia subito con l’addestramento ahahah” sentendo quella frase detta davanti a tutti, Medecin compreso, Max lancia un’occhiataccia d’odio a Pasquale, ma la ricaccia subito da dove è venuta e non può fare altro che rispondere “certamente signor Esposito”…
Pasquale: lo so Max che tua moglie è una donna puntuale, per quello l’ho scelta.
Medecin ascolta queste battute incuriosito, ma la sua educazione gli impone di non far domande e si congeda dal gruppetto.
Anche Max esce dall’ufficio per andare a prendere Mia e portarla a casa di Pasquale per iniziare il suo nuovo lavoro.
Quando Max entra in casa trova Mia già vestita ad aspettarlo, è più forte di lei non sopporta fare tardi, anche se si tratta di un appuntamento con quel maledetto.
Max la guarda per un momento che sembra non finire, Mia è bellissima indossa dei jeans aderenti con degli stivali alti sopra al ginocchio, una maglietta nera con un accenno di scollatura. “Max ci sei? Forse meglio andare altrimenti faremo tardi”, senza fiatare Max riapre la porta di casa per andare a casa di Pasquale. ll viaggio in macchina è avvolto da un silenzio carico di tensione, arrivati nel parcheggio dell’enorme villa dell’uomo, prima di scendere dalla macchina si guardano ancora una volta negli occhi, si baciano e si dirigono verso la porta d’ingresso.
Pasquale: questa è una cosa che mi è sempre piaciuta di voi due, la puntualità e anche il culo di Mia…
Dicendo così rifila una bella pacca sul culo della bionda mentre varca la porta di casa.
La villa era davvero molto bella e grande arredata però in modo piuttosto pacchiano con grossi leoni di ceramica ai lati della porta d’ingresso dietro la quale si trovava un ingresso caratterizzato da un grosso specchio contornato da una cornice di riccioli dorati. L’ingresso si apriva poi su di un ampio salone per entrare nel quale era necessario scendere due scalini. Al centro del salone erano posti due enormi divani e quattro poltrone poste a cerchio al centro del quale c’era un tavolino di legno massello, mentre su un la del salone era posto un altro grande divano messo di fronte ad una parete sulla quale era appena una TV enorme. La parete di fronte all’ingresso era completamente di vetro e dava sulla piscina e sul giardino.
Senza perdere troppo tempo Pasquale indica una porta ai due “quella è la stanza della servitù, Mia sul letto trovi la divisa che devi indossare per servire a tavola e voglio che adesso la indossi subito, mentre nel cassetto trovi quella che ti serve per fare le pulizie, Max nell’armadio ci sono gli abiti che devi usare quando fai l’autista e quello che devi usare quando fai il maggiordomo, adesso Signora vatti subito a cambiare, mentre tu versami da bere, il bar è la”
Mia e Max si guardano furtivamente, poi uno va verso il bar e l’altra a cambiarsi, mentre Pasquale prende posto su una delle poltrone al centro della stanza, poi si gira verso Mia “ah devi indossare solo quello che trovi nella stanza, niente di tuo, chiaro bagasha?”
Senza neanche girarsi, ma semplicemente rallentando la camminata, Mia recepisce il messaggio e sparisce dietro la porta della stanza.
La stanza si presenta spoglia e arredata dozzinalmente, con un armadio di dimensioni contenute e un letto singolo al centro della stanza, Mia controlla i vestiti sul letto e vede un abito nero con una lampo per la chiusura che lo attraversa tutto e ne percorre tutta la parte anteriore, lungo fino sopra al ginocchio, con un profondo spacco proprio dietro lungo fino a subito sotto il sedere, la schiena nuda, poi trova delle calze autoreggenti nere e velate, vicino al letto ci sono delle decoltè nere con tacco a spillo di 12 cm, non c’è intimo.
Mia si spoglia completamente nuda e indossa prima le calze e poi il vestito allacciandolo si rende subito conto che chiudendo la lampo rimane anche nella parte anteriore un profondo spacco come nella parte posteriore e soprattutto il tessuto è semi trasparente. Prende coraggio, indossa anche le scarpe ed esce dalla stanza per tornare da Pasquale nel salone.
Quando si affaccia dalla porta vede Pasquale seduto comodamente che degusta un bicchiere pieno di un qualche distillato e parla con tre uomini che riconoscere essere i suoi scagnozzi, si guarda intorno e trova Max in piedi vicino al bar.
Pasquale: aah finalmente la mia nuova serva è pronta, avvicinati e fammi vedere la tua nuova divisa.
Mia cammina con passo incerto verso la poltrona su cui Pasquale è seduto fermandosi in piedi affianco a lui. L’uomo allunga una mano sul suo bel fondoschiena e la forza fino a portarla proprio davanti a lui, poi la infila in mezzo alle sue gambe e sale lentamente fino ad arrivare alla sua figa “molto bene noto che hai eseguito gli ordini che ti ho dato” poi insinua il pollice tra le labbra nascoste della donna, per poi infilarlo completamente con un colpetto deciso che le provoca un sussulto che tutti i presenti hanno ben notato.
Iniziando a muovere il dito dentro di lei, la guarda avidamente da testa a piedi “è proprio adatto alla zoccola questo vestito, voi che dite?” i tre uomini non riescono a toglierle gli occhi di dosso, attraverso la sottile stoffa del vestito si intravedono perfettamente tutti tatuaggi che disegnano il suo corpo, poi Gennaro, il capo delle sue guardie del corpo trova la forza di rispondere “già quando andava in giro agghindata da Signora era una grandissima rizza cazzi, ma con questa divisa che le avete regalato voi Signore, è proprio un gran troione da combattimento, viene voglia di sbartterla per ore!”.
Pasquale continua a muovere il pollice nel suo sesso, Mia si accorge che qualcosa si sta muovendo nei pantaloni dell’uomo, sempre continuando a percorrere il suo bel corpo con lo sguardo allupato dice ai suoi uomini “chissà quanto successo avrà al club”
Gennaro: secondo me finisce che qualche ragazzino arrapato te la scopa!
Pasquale: beh basta che paghi il giusto prezzo ahah
Al suono di queste parole a Mia sale un nodo alla gola, nella sua testa iniziano a girare pensieri sconnessi e preoccupati ma vengono subito interrotti dalle prossime parole che risuonano nella stanza “dai zoccola Sali sul tavolo e facci vedere come ti esibirai al club per i miei clienti!”
Mia, ormai rassegnata, si gira e sale sul tavolino di legno massello in mezzo ai divani e alle poltrone, intanto Pasquale con il telecomando fa partire la musica, Mia inizia subito a muoversi sinuosamente a tempo di musica, i quattro uomini si mettono comodi a godersi lo spettacolo.
Mia porta le mani alla lampo del vestito e la fa scorrere fino a slacciarla, lasciandolo poi sfilare e cadere sul tavolino rimanendo subito vestita solo delle calze e delle scarpe, ma il pezzo non è neanche arrivato a metà ancora, Mia inizia a muoversi in modo un po' incerto, allora interviene Pasquale “no no no così non va proprio bene, ormai sei una puttana professionista quindi vedi di darti una mossa!”
Sentendo quelle parole Mia si sente trafitta nell’orgoglio, ma sa che non può tirarsi indietro, allarga leggermente le gambe e flette un po' le ginocchia portando la mano sulla figa e strusciandola vogliosamente, l’altra mano passa sulla bocca, due dita si insinuano tra le labbra sfiorate leggermente dalla lingua, poi inumidite scivolano sul seno e stuzzicano un capezzolo. La mano sulla figa la trova stranamente umida e subito si rende conto di essersi eccitata.
Travolta da questa eccitazione si china davanti a Pasquale, ginocchia larghe, sguardo verso l’uomo, una mano passa sulla bocca, la lingua la bagna e poi la dirige lentamente verso la figa aperta e si infilano tra le grandi labbra, poi si sporge in avanti fino a mettersi a quattro zampe, poi abbassa la testa fino a poggiarla al tavolino, le ginocchia ancora più piegate il culo in bella vista, la mano continua a stimolare la sua figa, Gennaro, seduto proprio dietro di lei, non può fare a meno di lasciarsi scappare una frase ad alta voce “wanema che culo da puttana, chissà quant’è accogliente!!!” Pasquale la guarda in quella posizione “Zoccola vieni un po' qui a farmi vedere questo culo!” Mia, ormai soggiogata dalla situazione, si gira con il culo verso Pasquale “avvicinati di più che voglio testare l’articolo” Mia sente un vuoto allo stomaco che le blocca il fiato in gola, ma esegue l’ordine e si sposta sull’orlo del tavolino, Pasquale allunga una mano fino a toccarle la figa, ci passa dentro le dita, le infila dentro fino in fondo per inumidirle come si deve e poi le porta sul buco del culo, lo stimola un po' tutto intorno e poi ne infila una, Mia si irrigidisce leggermente ha un sussulto che Pasquale percepisce subito, ma sente anche che è particolarmente stretto e gli si accende uno strano ghigno sul viso “ops mio caro Gennaro, mi sa tanto che nessuno ha mai provato quanto sia accogliente questo bel culo!!!” Gennaro guarda Max con un riso di scherno “coglione e tu con un culo così affianco non ci sei mai entrato? L’ho sempre detto che sei un coglione!” Pasquale, senza togliere il dito dal culo di Mia, si gira verso Max “allora mi sa che toccherà a me essere il primo che se lo prende…il primo di una lunga serie!!!”
Al suono di quelle parole Max sente salirgli dallo stomaco una forte sensazione di rabbia e umiliazione, la faccia inizia a bruciare di un calore fortissimo, la fronte si aggrotta e sente i capelli che quasi si alzano, ma, contrariamente alla logica del suo volere, sente anche il suo membro che inizia a crescere nei pantaloni, quelle parole e la scena a cui sta assistendo gli crea un’eccitazione inaspettata che inizia a farsi spazio nella miriade di emozioni che pervadono il suo corpo pietrificato.
Pasquale si rivolge agli altri due uomini ordinandogli di prendere la donna e metterla sul divano appoggiata allo schienale, le ginocchia sulla seduta, la testa rivolta verso la grande vetrata che da sulla piscina, Pasquale si alza dalla sua poltrona, da l’ultima sorsata al suo bicchiere, lo appoggia sul tavolino di fronte a lui e inizia ad armeggiare con la patta dei pantaloni, non stacca gli occhi dal culo della bionda con lo sguardo di chi sa che tra poco sarà suo, senza guardarlo si rivolge al suo uomo di fiducia “Ginnà Te permetto ’e zittà ’a troia, in fondo si’ ’o mio ommo cchiù fedele e t’ ’o mmerite”, un sorrisetto maligno si stampa sulla bocca di Gennaro che immediatamente si alza dalla sua poltrona e va a mettersi davanti alla faccia di Mia e inizia ad armeggiare anche lui con la patta dei pantaloni.
Pasquale intanto, rimasto già senza pantaloni e mutande, il stimola il membro con la mano destra, si porta proprio dietro alla donna e con l’altra mano le schiaffeggia prima la figa e poi inizia ad infilarci le dita, la trova particolarmente umida, quindi insiste per poi iniziare a spostarsi tra figa e culo, prima infila le dita nella figa per umidirle degli umori della donna e poi le infila nel suo culo per lubrificarlo, Mia emette dei gemiti che cerca di soffocare, la cosa la eccita, anche se quando le dita entrano nel suo ano prova un certo dolore, ma non vorrebbe che gli uomini se ne accorgessero, non vuole che Pasquale e gli altri si accorgano che si sta eccitando sempre di più, ma soprattutto non vuole che Max pensi che la cosa che le sta succedendo in fondo le piace.
Pasquale guarda Gennaro “dai Ginnà dai, quando ti ricapita di scoparti una bocca così!” Gennaro guarda il suo capo con un’espressione sempre più infoiata e infila il suo membro nella bocca della donna, spingendolo fino in gola, Pasquale intanto puntella la cappella ormai durissima sull’ano e inizia a spingerla per violare quel pertugio vergine, Mia sente un dolore pungente e istintivamente inarca la schiena e stringe le chiappe per impedirgli di entrare e Pasquale la afferra subito per i fianchi dicendo “no no no non fare la puttanella indisciplinata e voi due tenetela ferma” rivolgendosi agli altri due uomini. Uno dei due, sentendo quelle parole, gira intorno al divano e va a mettersi affianco alla bionda, poi con le mani le apre le chiappe per impedirle di stringerle e rivolgendosi a lei “vedrai che ti piacerà che quando il capo ti romperà il culo!” intanto Gennaro mette una mano dietro alla testa di Mia e le preme il cazzo più affondo che può, stretta in questa lei non può fare altro che stendere la schiena e Pasquale con una botta decisa riesce finalmente a prendersi ciò che è suo entrando in quel buco tanto desiderato in passato con tutto il suo enorme membro, Mia dal dolore non riesce a trattenere un lamento che viene soffocato in gola dal cazzo di Gennaro, Max la sente lamentarsi, ma non riesce a muoversi paralizzato da emozioni contrastanti, il gonfiore nei pantaloni ora si è fatto ancora più forte, tanto che dalla pressione contro la patta inizia a fargli male, Pasquale torna indietro fino a fare uscire metà del suo cazzo dal culo della signora e poi assesta un’altra botta decisa per abbattere le ultime resistenze del canale mai violato da un altro uomo, Pasquale sente che finalmente la corsa dentro la donna diventa più fluida e quindi inizia a prendere un ritmo più piacevole, anche se inizialmente era molto stretto adesso sta diventando caldo ed accogliente e inizia a goderselo come non era mai successo con nessuna della donne che aveva violato prima, i colpi si fanno sempre più rapidi e decisi, l’uomo è travolto dal piacere, Max sempre più eccitato non riesce a muovere un dito, Gennaro scopa la bocca di quella donna come non aveva mai fatto prima con nessuna, Pasquale si fa sempre più pressante e i colpi sempre più profondi “Siente che culo, tene nu cazz’ accussì chillo strunz’ ‘e marito toje”, i due uomini che tengono ferma Mia guardano Max e si mettono ridergli in faccia, Max ricambia lo sguardo carico d’odio e umiliazione, Pasquale coglie lo sguardo dei due “Cornù pensi di poter rimanere a non fare niente mentre mi occupo del culetto di tua moglie, dai muoviti che tutto questo movimento mi sta seccando la gola, portaci subito da bere!!!”, Max rimane fermo nella sua posizione incapace di muoversi bloccato da tutte le emozioni che lo stanno aggredendo, non ultimo il rigonfiamento pulsante nelle mutante “OOOHH E MUOVITI CHE ROMPERE IL CULO A TUA MOGLIE E’ UN LAVORO DURO!!!”, quel parole gridate da Pasquale lo smuovono e dimesso dirige verso il bar. Mia è pervasa da una eccitazione incontrollata, il suo corpo inizia a vibrare, i gemiti sono strozzati in gola dall’azione di Gennaro, sente che sta per venire, ma cerca di trattenersi, Max si avvicina a Pasquale con un vassoio in mano, sopra quattro bicchieri colmi di rum pregiato, lo porge al porco “prego Signor Esposito, il vostro rum”, Pasquale prende il bicchiere e lo guarda con un’espressione di soddisfatta dominazione, Max passa uno a uno dagli altri tre “prego Signore, il vostro rum”, dopo aver servito Gennaro fa un passo indietro e si ferma ad ammirare la scena di quei porci che usano sua moglie, Pasquale alza il bicchiere sulla schiena di Mia “brindiamo alla nostra puttana!” gli altri tre sorridono meschini e sbattono il bicchiere contro quello del capo, a sentire quelle parole Mia non riesce più a trattenersi e vieni incontrollatamente, se ne accorgono tutti ovviamente, Pasquale scoppia in una sonora risata “O vire ca si’ na puttana!”, anche Max non può più trattenere l’eccitazione e il suo membro esplode in una copiosa venuta nelle mutande, Pasquale coglie qualcosa nel suo sguardo “ora muoviti cornuto, posa quel vassoio e vai in ufficio alla riunione di coordinamento, riferisci a tutti che vi raggiungo appena finisco di occuparmi del suo bel culo!”
“come volete signor Esposito” ciò detto si gira con passo incerto, posa ordinatamente il vassoio dove l’aveva preso ed esce dalla porta di casa diretto all’ufficio.
Gennaro finisce con un solo sorso il rum rimasto nel bicchiere, poi mette una mano dietro la testa della donna e la preme sul suo cazzo e inizia a eiacularle in gola copiosamente, poi si sposata lasciando spazio agli altri due e dicendo a Mia di aprire la bocca e tirare fuori la lingua che era addobbata con un piercing, i due scagnozzi del capo si mettono davanti a lei, il cazzo duro in mano, lo smanettano fino a che non finiscono il lavoro in bocca a Mia.
Pasquale sempre più eccitato e preso dalla foga, afferra i fianchi della donna e inizia ad assestare colpi decisi e rapidi fino a riempirle il culo di liquido caldo “wanema che scopata, erano anni che volevo romperti il culo!” così dicendo sfila il pene dalla donna e inizia a ricomporsi “adesso lavati e cambiati con quello che trovi in stanza, questa casa è molto grande e ha bisogno di essere pulita a dovere!”
Finalmente Mia può alzarsi da quella posizione, il sapore acido dello sperma dei uomini in bocca e quello di Pasquale che inizia a defluire dal culo, mette una mano per non spargerlo in giro, poi raccoglie il vestito e dirige nella stanza della servitù, li si sfila le calze e le scarpe e si infila in doccia, inizia a ripensare a tutto ciò che è appena successo, a rendere più vividi i suoi pensieri il bruciore che sente forte all’ano, l’eccitazione ricomincia a prendere piede, risente tutte le emozioni e la sensazione di impotenza che ha provato mentre quegli uomini la violavano come animali, ripensa a Max che la guardava e al momento in cui ha avuto quella strana espressione che lei tanto conosce, ne è certa si è eccitato anche lui e, addirittura, è venuto senza neanche togliersi i pantaloni e mentre si lava bene i suoi gioielli si ritrova a toccarsi avidamente raggiungendo nuovamente l’orgasmo in pochi minuti.
Esce dalla doccia stremata e confusa, vuole andare oltre quei pensieri, allora si mette subito a cercare gli abiti che avrebbe dovuto indossare, trova un leggings nero lucido molto stretto e con bande di nylon lungo tutta la gamba, lo indossa e per sopra trova una canottiera sempre nera, corta da lasciare scoperto l’ombelico.
Esce dalla stanza, il salone ora è vuoto, quindi inizia a sistemare tutto il disordine che hanno lasciato.
Passa il pomeriggio a pulire e sistemare tutta casa, cercando di mandare via le immagini di quello che è successo qualche ora prima, ma il bruciore le fa tornare in mente tutto puntualmente.
Per osservazioni e consigli TG @Saburo_sakai1
Max si è svegliato di buonora per andare preparato all’appuntamento con quel bastardo di Pasquale. Mentre è sotto la doccia la sua mente ripercorre le parole e i gesti di quell’infame e nella confusione dei suoi pensieri si ritrova ad ammirare Mia che balla in quell’ufficio, così bella e sinuosa e così eccitante, si rende subito conto che ora come ieri sera qualcosa si sta muovendo senza il suo comando, la rabbia per quello che quel bastardo li stava costringendo a fare gli aggrediva il cervello con una violenza inaudita, ma l’eccitazione nel vederla ballare nuda in quella situazione gli trasmetteva un’eccitazione che non era in grado di trattenere e ancora di più l’immagine di lei inginocchiata tra le sue gambe, la sua mano paffutella che le preme la testa sul suo membro lei che fatica a prenderlo tutto in bocca gli provocano una reazione che non si aspettava, raramente nella sua vita era stato così duro ed eccitato, non ne capiva il motivo o forse voleva far finta di non capirlo, ma in fondo lo sapeva che stava solo mentendo a se stesso, cazzo a lui era piaciuto da morire vederla in quella situazione, lo aveva eccitato oltremodo e sospettava che avesse eccitato anche lei, la conferma era il modo in cui avevano fatto l’amore al rientro a casa, la cosa ancora più inaspettata era stato sentire un sapore che non riconosceva nel suo bacio, sapeva di chi era quel sapore, ma non si aspettava che lo avrebbe eccitato ancora di più. Mentre è immerso in questi pensieri così morbosi si accorge che sta eiaculando spontaneamente, senza essersi neanche sfiorato, la cosa lo stranisce, ma lo aiuta anche ad uscire da quel loop. Finisce di lavarsi, esce dalla doccia e avvolto in un asciugamano si affaccia in camera da letto, la ammira mentre dorme nuda, dopo tanti anni la fa ancora impazzire e dopo ieri sera ancora di più, poi si veste ed esce per andare al suo appuntamento.
La riunione era stata piuttosto veloce ed erano già ai saluti, ma prima di congedarsi Pasquale ci aveva tenuto a dirgli “vai a casa a prendere la mia nuova governante e la porti da me Max? così inizia subito con l’addestramento ahahah” sentendo quella frase detta davanti a tutti, Medecin compreso, Max lancia un’occhiataccia d’odio a Pasquale, ma la ricaccia subito da dove è venuta e non può fare altro che rispondere “certamente signor Esposito”…
Pasquale: lo so Max che tua moglie è una donna puntuale, per quello l’ho scelta.
Medecin ascolta queste battute incuriosito, ma la sua educazione gli impone di non far domande e si congeda dal gruppetto.
Anche Max esce dall’ufficio per andare a prendere Mia e portarla a casa di Pasquale per iniziare il suo nuovo lavoro.
Quando Max entra in casa trova Mia già vestita ad aspettarlo, è più forte di lei non sopporta fare tardi, anche se si tratta di un appuntamento con quel maledetto.
Max la guarda per un momento che sembra non finire, Mia è bellissima indossa dei jeans aderenti con degli stivali alti sopra al ginocchio, una maglietta nera con un accenno di scollatura. “Max ci sei? Forse meglio andare altrimenti faremo tardi”, senza fiatare Max riapre la porta di casa per andare a casa di Pasquale. ll viaggio in macchina è avvolto da un silenzio carico di tensione, arrivati nel parcheggio dell’enorme villa dell’uomo, prima di scendere dalla macchina si guardano ancora una volta negli occhi, si baciano e si dirigono verso la porta d’ingresso.
Pasquale: questa è una cosa che mi è sempre piaciuta di voi due, la puntualità e anche il culo di Mia…
Dicendo così rifila una bella pacca sul culo della bionda mentre varca la porta di casa.
La villa era davvero molto bella e grande arredata però in modo piuttosto pacchiano con grossi leoni di ceramica ai lati della porta d’ingresso dietro la quale si trovava un ingresso caratterizzato da un grosso specchio contornato da una cornice di riccioli dorati. L’ingresso si apriva poi su di un ampio salone per entrare nel quale era necessario scendere due scalini. Al centro del salone erano posti due enormi divani e quattro poltrone poste a cerchio al centro del quale c’era un tavolino di legno massello, mentre su un la del salone era posto un altro grande divano messo di fronte ad una parete sulla quale era appena una TV enorme. La parete di fronte all’ingresso era completamente di vetro e dava sulla piscina e sul giardino.
Senza perdere troppo tempo Pasquale indica una porta ai due “quella è la stanza della servitù, Mia sul letto trovi la divisa che devi indossare per servire a tavola e voglio che adesso la indossi subito, mentre nel cassetto trovi quella che ti serve per fare le pulizie, Max nell’armadio ci sono gli abiti che devi usare quando fai l’autista e quello che devi usare quando fai il maggiordomo, adesso Signora vatti subito a cambiare, mentre tu versami da bere, il bar è la”
Mia e Max si guardano furtivamente, poi uno va verso il bar e l’altra a cambiarsi, mentre Pasquale prende posto su una delle poltrone al centro della stanza, poi si gira verso Mia “ah devi indossare solo quello che trovi nella stanza, niente di tuo, chiaro bagasha?”
Senza neanche girarsi, ma semplicemente rallentando la camminata, Mia recepisce il messaggio e sparisce dietro la porta della stanza.
La stanza si presenta spoglia e arredata dozzinalmente, con un armadio di dimensioni contenute e un letto singolo al centro della stanza, Mia controlla i vestiti sul letto e vede un abito nero con una lampo per la chiusura che lo attraversa tutto e ne percorre tutta la parte anteriore, lungo fino sopra al ginocchio, con un profondo spacco proprio dietro lungo fino a subito sotto il sedere, la schiena nuda, poi trova delle calze autoreggenti nere e velate, vicino al letto ci sono delle decoltè nere con tacco a spillo di 12 cm, non c’è intimo.
Mia si spoglia completamente nuda e indossa prima le calze e poi il vestito allacciandolo si rende subito conto che chiudendo la lampo rimane anche nella parte anteriore un profondo spacco come nella parte posteriore e soprattutto il tessuto è semi trasparente. Prende coraggio, indossa anche le scarpe ed esce dalla stanza per tornare da Pasquale nel salone.
Quando si affaccia dalla porta vede Pasquale seduto comodamente che degusta un bicchiere pieno di un qualche distillato e parla con tre uomini che riconoscere essere i suoi scagnozzi, si guarda intorno e trova Max in piedi vicino al bar.
Pasquale: aah finalmente la mia nuova serva è pronta, avvicinati e fammi vedere la tua nuova divisa.
Mia cammina con passo incerto verso la poltrona su cui Pasquale è seduto fermandosi in piedi affianco a lui. L’uomo allunga una mano sul suo bel fondoschiena e la forza fino a portarla proprio davanti a lui, poi la infila in mezzo alle sue gambe e sale lentamente fino ad arrivare alla sua figa “molto bene noto che hai eseguito gli ordini che ti ho dato” poi insinua il pollice tra le labbra nascoste della donna, per poi infilarlo completamente con un colpetto deciso che le provoca un sussulto che tutti i presenti hanno ben notato.
Iniziando a muovere il dito dentro di lei, la guarda avidamente da testa a piedi “è proprio adatto alla zoccola questo vestito, voi che dite?” i tre uomini non riescono a toglierle gli occhi di dosso, attraverso la sottile stoffa del vestito si intravedono perfettamente tutti tatuaggi che disegnano il suo corpo, poi Gennaro, il capo delle sue guardie del corpo trova la forza di rispondere “già quando andava in giro agghindata da Signora era una grandissima rizza cazzi, ma con questa divisa che le avete regalato voi Signore, è proprio un gran troione da combattimento, viene voglia di sbartterla per ore!”.
Pasquale continua a muovere il pollice nel suo sesso, Mia si accorge che qualcosa si sta muovendo nei pantaloni dell’uomo, sempre continuando a percorrere il suo bel corpo con lo sguardo allupato dice ai suoi uomini “chissà quanto successo avrà al club”
Gennaro: secondo me finisce che qualche ragazzino arrapato te la scopa!
Pasquale: beh basta che paghi il giusto prezzo ahah
Al suono di queste parole a Mia sale un nodo alla gola, nella sua testa iniziano a girare pensieri sconnessi e preoccupati ma vengono subito interrotti dalle prossime parole che risuonano nella stanza “dai zoccola Sali sul tavolo e facci vedere come ti esibirai al club per i miei clienti!”
Mia, ormai rassegnata, si gira e sale sul tavolino di legno massello in mezzo ai divani e alle poltrone, intanto Pasquale con il telecomando fa partire la musica, Mia inizia subito a muoversi sinuosamente a tempo di musica, i quattro uomini si mettono comodi a godersi lo spettacolo.
Mia porta le mani alla lampo del vestito e la fa scorrere fino a slacciarla, lasciandolo poi sfilare e cadere sul tavolino rimanendo subito vestita solo delle calze e delle scarpe, ma il pezzo non è neanche arrivato a metà ancora, Mia inizia a muoversi in modo un po' incerto, allora interviene Pasquale “no no no così non va proprio bene, ormai sei una puttana professionista quindi vedi di darti una mossa!”
Sentendo quelle parole Mia si sente trafitta nell’orgoglio, ma sa che non può tirarsi indietro, allarga leggermente le gambe e flette un po' le ginocchia portando la mano sulla figa e strusciandola vogliosamente, l’altra mano passa sulla bocca, due dita si insinuano tra le labbra sfiorate leggermente dalla lingua, poi inumidite scivolano sul seno e stuzzicano un capezzolo. La mano sulla figa la trova stranamente umida e subito si rende conto di essersi eccitata.
Travolta da questa eccitazione si china davanti a Pasquale, ginocchia larghe, sguardo verso l’uomo, una mano passa sulla bocca, la lingua la bagna e poi la dirige lentamente verso la figa aperta e si infilano tra le grandi labbra, poi si sporge in avanti fino a mettersi a quattro zampe, poi abbassa la testa fino a poggiarla al tavolino, le ginocchia ancora più piegate il culo in bella vista, la mano continua a stimolare la sua figa, Gennaro, seduto proprio dietro di lei, non può fare a meno di lasciarsi scappare una frase ad alta voce “wanema che culo da puttana, chissà quant’è accogliente!!!” Pasquale la guarda in quella posizione “Zoccola vieni un po' qui a farmi vedere questo culo!” Mia, ormai soggiogata dalla situazione, si gira con il culo verso Pasquale “avvicinati di più che voglio testare l’articolo” Mia sente un vuoto allo stomaco che le blocca il fiato in gola, ma esegue l’ordine e si sposta sull’orlo del tavolino, Pasquale allunga una mano fino a toccarle la figa, ci passa dentro le dita, le infila dentro fino in fondo per inumidirle come si deve e poi le porta sul buco del culo, lo stimola un po' tutto intorno e poi ne infila una, Mia si irrigidisce leggermente ha un sussulto che Pasquale percepisce subito, ma sente anche che è particolarmente stretto e gli si accende uno strano ghigno sul viso “ops mio caro Gennaro, mi sa tanto che nessuno ha mai provato quanto sia accogliente questo bel culo!!!” Gennaro guarda Max con un riso di scherno “coglione e tu con un culo così affianco non ci sei mai entrato? L’ho sempre detto che sei un coglione!” Pasquale, senza togliere il dito dal culo di Mia, si gira verso Max “allora mi sa che toccherà a me essere il primo che se lo prende…il primo di una lunga serie!!!”
Al suono di quelle parole Max sente salirgli dallo stomaco una forte sensazione di rabbia e umiliazione, la faccia inizia a bruciare di un calore fortissimo, la fronte si aggrotta e sente i capelli che quasi si alzano, ma, contrariamente alla logica del suo volere, sente anche il suo membro che inizia a crescere nei pantaloni, quelle parole e la scena a cui sta assistendo gli crea un’eccitazione inaspettata che inizia a farsi spazio nella miriade di emozioni che pervadono il suo corpo pietrificato.
Pasquale si rivolge agli altri due uomini ordinandogli di prendere la donna e metterla sul divano appoggiata allo schienale, le ginocchia sulla seduta, la testa rivolta verso la grande vetrata che da sulla piscina, Pasquale si alza dalla sua poltrona, da l’ultima sorsata al suo bicchiere, lo appoggia sul tavolino di fronte a lui e inizia ad armeggiare con la patta dei pantaloni, non stacca gli occhi dal culo della bionda con lo sguardo di chi sa che tra poco sarà suo, senza guardarlo si rivolge al suo uomo di fiducia “Ginnà Te permetto ’e zittà ’a troia, in fondo si’ ’o mio ommo cchiù fedele e t’ ’o mmerite”, un sorrisetto maligno si stampa sulla bocca di Gennaro che immediatamente si alza dalla sua poltrona e va a mettersi davanti alla faccia di Mia e inizia ad armeggiare anche lui con la patta dei pantaloni.
Pasquale intanto, rimasto già senza pantaloni e mutande, il stimola il membro con la mano destra, si porta proprio dietro alla donna e con l’altra mano le schiaffeggia prima la figa e poi inizia ad infilarci le dita, la trova particolarmente umida, quindi insiste per poi iniziare a spostarsi tra figa e culo, prima infila le dita nella figa per umidirle degli umori della donna e poi le infila nel suo culo per lubrificarlo, Mia emette dei gemiti che cerca di soffocare, la cosa la eccita, anche se quando le dita entrano nel suo ano prova un certo dolore, ma non vorrebbe che gli uomini se ne accorgessero, non vuole che Pasquale e gli altri si accorgano che si sta eccitando sempre di più, ma soprattutto non vuole che Max pensi che la cosa che le sta succedendo in fondo le piace.
Pasquale guarda Gennaro “dai Ginnà dai, quando ti ricapita di scoparti una bocca così!” Gennaro guarda il suo capo con un’espressione sempre più infoiata e infila il suo membro nella bocca della donna, spingendolo fino in gola, Pasquale intanto puntella la cappella ormai durissima sull’ano e inizia a spingerla per violare quel pertugio vergine, Mia sente un dolore pungente e istintivamente inarca la schiena e stringe le chiappe per impedirgli di entrare e Pasquale la afferra subito per i fianchi dicendo “no no no non fare la puttanella indisciplinata e voi due tenetela ferma” rivolgendosi agli altri due uomini. Uno dei due, sentendo quelle parole, gira intorno al divano e va a mettersi affianco alla bionda, poi con le mani le apre le chiappe per impedirle di stringerle e rivolgendosi a lei “vedrai che ti piacerà che quando il capo ti romperà il culo!” intanto Gennaro mette una mano dietro alla testa di Mia e le preme il cazzo più affondo che può, stretta in questa lei non può fare altro che stendere la schiena e Pasquale con una botta decisa riesce finalmente a prendersi ciò che è suo entrando in quel buco tanto desiderato in passato con tutto il suo enorme membro, Mia dal dolore non riesce a trattenere un lamento che viene soffocato in gola dal cazzo di Gennaro, Max la sente lamentarsi, ma non riesce a muoversi paralizzato da emozioni contrastanti, il gonfiore nei pantaloni ora si è fatto ancora più forte, tanto che dalla pressione contro la patta inizia a fargli male, Pasquale torna indietro fino a fare uscire metà del suo cazzo dal culo della signora e poi assesta un’altra botta decisa per abbattere le ultime resistenze del canale mai violato da un altro uomo, Pasquale sente che finalmente la corsa dentro la donna diventa più fluida e quindi inizia a prendere un ritmo più piacevole, anche se inizialmente era molto stretto adesso sta diventando caldo ed accogliente e inizia a goderselo come non era mai successo con nessuna della donne che aveva violato prima, i colpi si fanno sempre più rapidi e decisi, l’uomo è travolto dal piacere, Max sempre più eccitato non riesce a muovere un dito, Gennaro scopa la bocca di quella donna come non aveva mai fatto prima con nessuna, Pasquale si fa sempre più pressante e i colpi sempre più profondi “Siente che culo, tene nu cazz’ accussì chillo strunz’ ‘e marito toje”, i due uomini che tengono ferma Mia guardano Max e si mettono ridergli in faccia, Max ricambia lo sguardo carico d’odio e umiliazione, Pasquale coglie lo sguardo dei due “Cornù pensi di poter rimanere a non fare niente mentre mi occupo del culetto di tua moglie, dai muoviti che tutto questo movimento mi sta seccando la gola, portaci subito da bere!!!”, Max rimane fermo nella sua posizione incapace di muoversi bloccato da tutte le emozioni che lo stanno aggredendo, non ultimo il rigonfiamento pulsante nelle mutante “OOOHH E MUOVITI CHE ROMPERE IL CULO A TUA MOGLIE E’ UN LAVORO DURO!!!”, quel parole gridate da Pasquale lo smuovono e dimesso dirige verso il bar. Mia è pervasa da una eccitazione incontrollata, il suo corpo inizia a vibrare, i gemiti sono strozzati in gola dall’azione di Gennaro, sente che sta per venire, ma cerca di trattenersi, Max si avvicina a Pasquale con un vassoio in mano, sopra quattro bicchieri colmi di rum pregiato, lo porge al porco “prego Signor Esposito, il vostro rum”, Pasquale prende il bicchiere e lo guarda con un’espressione di soddisfatta dominazione, Max passa uno a uno dagli altri tre “prego Signore, il vostro rum”, dopo aver servito Gennaro fa un passo indietro e si ferma ad ammirare la scena di quei porci che usano sua moglie, Pasquale alza il bicchiere sulla schiena di Mia “brindiamo alla nostra puttana!” gli altri tre sorridono meschini e sbattono il bicchiere contro quello del capo, a sentire quelle parole Mia non riesce più a trattenersi e vieni incontrollatamente, se ne accorgono tutti ovviamente, Pasquale scoppia in una sonora risata “O vire ca si’ na puttana!”, anche Max non può più trattenere l’eccitazione e il suo membro esplode in una copiosa venuta nelle mutande, Pasquale coglie qualcosa nel suo sguardo “ora muoviti cornuto, posa quel vassoio e vai in ufficio alla riunione di coordinamento, riferisci a tutti che vi raggiungo appena finisco di occuparmi del suo bel culo!”
“come volete signor Esposito” ciò detto si gira con passo incerto, posa ordinatamente il vassoio dove l’aveva preso ed esce dalla porta di casa diretto all’ufficio.
Gennaro finisce con un solo sorso il rum rimasto nel bicchiere, poi mette una mano dietro la testa della donna e la preme sul suo cazzo e inizia a eiacularle in gola copiosamente, poi si sposata lasciando spazio agli altri due e dicendo a Mia di aprire la bocca e tirare fuori la lingua che era addobbata con un piercing, i due scagnozzi del capo si mettono davanti a lei, il cazzo duro in mano, lo smanettano fino a che non finiscono il lavoro in bocca a Mia.
Pasquale sempre più eccitato e preso dalla foga, afferra i fianchi della donna e inizia ad assestare colpi decisi e rapidi fino a riempirle il culo di liquido caldo “wanema che scopata, erano anni che volevo romperti il culo!” così dicendo sfila il pene dalla donna e inizia a ricomporsi “adesso lavati e cambiati con quello che trovi in stanza, questa casa è molto grande e ha bisogno di essere pulita a dovere!”
Finalmente Mia può alzarsi da quella posizione, il sapore acido dello sperma dei uomini in bocca e quello di Pasquale che inizia a defluire dal culo, mette una mano per non spargerlo in giro, poi raccoglie il vestito e dirige nella stanza della servitù, li si sfila le calze e le scarpe e si infila in doccia, inizia a ripensare a tutto ciò che è appena successo, a rendere più vividi i suoi pensieri il bruciore che sente forte all’ano, l’eccitazione ricomincia a prendere piede, risente tutte le emozioni e la sensazione di impotenza che ha provato mentre quegli uomini la violavano come animali, ripensa a Max che la guardava e al momento in cui ha avuto quella strana espressione che lei tanto conosce, ne è certa si è eccitato anche lui e, addirittura, è venuto senza neanche togliersi i pantaloni e mentre si lava bene i suoi gioielli si ritrova a toccarsi avidamente raggiungendo nuovamente l’orgasmo in pochi minuti.
Esce dalla doccia stremata e confusa, vuole andare oltre quei pensieri, allora si mette subito a cercare gli abiti che avrebbe dovuto indossare, trova un leggings nero lucido molto stretto e con bande di nylon lungo tutta la gamba, lo indossa e per sopra trova una canottiera sempre nera, corta da lasciare scoperto l’ombelico.
Esce dalla stanza, il salone ora è vuoto, quindi inizia a sistemare tutto il disordine che hanno lasciato.
Passa il pomeriggio a pulire e sistemare tutta casa, cercando di mandare via le immagini di quello che è successo qualche ora prima, ma il bruciore le fa tornare in mente tutto puntualmente.
Per osservazioni e consigli TG @Saburo_sakai1
2
voti
voti
valutazione
5.5
5.5
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Max è Mia (capitolo 1)
Commenti dei lettori al racconto erotico