Max è Mia (capitolo 1)
di
Saburo Sakai
genere
dominazione
Max e Mia sono una coppia toscana sposata da diversi anni, ma sempre innamorati come la prima volta. Lui è un progettista di interni per yacht di lusso che, dopo tanti anni di duro lavoro, è finalmente riuscito a licenziarsi dal suo ex datore di lavoro Pasquale e ad aprire il suo studio di progettazione. Ha 46 anni ed è un bell’uomo dal fisico atletico i capelli biondi e corti e la barba lunga e nera. Sua moglie, Mia, è una donna bellissima di 42 anni, dal fisico atletico e longilineo, con gambe lunghe e affusolate, il seno piccolo e ben proporzionato, un viso meraviglioso con labbra carnose e occhi grandi e profondi, capelli biondi che porta con un caschetto rasente alle orecchie e rasati sui lati. Grazie alla sua bellezza e alla sua femminilità attira gli sguardi di tutti gli uomini che incontra. Alle spalle ha un passato di atleta semi-professionista e di fotomodella di discreto livello.
Pasquale è un uomo napoletano che ha superato la sessantina, molto ricco ed arrogante, trapiantato in Toscana perché a causa dei suoi loschi affari, per motivi di sicurezza, non poteva più rischiare di vivere nella sua Napoli, già nei primi anni della sua giovinezza aveva pestato troppi piedi. Arrivato in Toscana, grazie ai suoi fondi di dubbia provenienza, ha aperto un night club e due ristoranti che gli permettevano di riciclare i soldi provenienti dai loschi traffici della sua famiglia. Dopo qualche hanno era riuscito ad acquisire, vincendolo in una partita truccata a carte, l’azienda dove lavorava Max e che allestisce, appunto, yacht di lusso.
Da quando Max aveva lasciato l’azienda, Pasquale aveva perso diversi clienti importanti, Max era decisamente il suo miglior progettista, e a lui questa cosa non era proprio andata giù, in più c’era Mia, cosi bella e sexy che per anni aveva abilmente rifiutato le sue avance, non sempre velate. Aveva deciso che doveva fargliela pagare a quei due e quindi aveva messo in atto un’abile manovra di boicottaggio nei confronti dello studio di Max che lo aveva portato, in soli 2 anni, sull’orlo della banca rotta.
Consapevole di aver fatto soffriggere la situazione al punto giusto, decide che finalmente era arrivato il momento di convocarli nel suo ufficio e fargli il punto della situazione.
Pasquale: buonasera Signori piacere di rivedervi.
Max: buonasera a lei signor Esposito, mi dispiace non poter dire la stessa cosa.
Pasquale: non essere così scontroso Max, magari vi ho convocato per aiutarvi a risolvere la situazione debitoria del vostro studio.
Max: e lei cosa ne sa che abbiamo una situazione debitoria da dover risolvere?
Pasquale: dai Max non fare lo stupido, in questo ambiente tutti sanno tutto e un uccellino mi ha riferito che sei ormai sul punto di dichiarare fallimento, o sbaglio?
Max: Signor Esposito temo che le abbiano riferito cose non vere, secondo lei ci siamo vestiti così per venire a renderle omaggio? Certo che no, stiamo giusto andando ad un importante incontro per discutere un contratto molto grosso che risolverà le piccole difficoltà che stiamo incontrando.
Infatti Max e Mia erano vestiti per andare ad una importante cena di lavoro, lui indossava un abito grigio che ne risaltava le spalle larghe da ex nuotatore, sotto la giacca indossava una camicia bianca che evidenziava il fisico scolpito di un uomo che da la giusta importanza alla forma fisica. Mia aveva le belle gambe avvolte in una longuette ne esaltava le curve sinuose di cosce se fondo schiena, sotto la gonna aveva delle calze autoreggenti brasiliane (di quelle color carne e con la righina dietro tanto amate negli anni passati), ai piedi indossava un paio di decolté di vernice nera con un tacco vertiginoso che la facevano svettare sul marito come altezza. Sopra aveva un body dorato che le lasciava la schiena tatuata completamente scoperta. Pasquale non l’aveva mai vista così bella e provocante, non riusciva a staccarle gli occhi allupati di dosso, la sua bellezza gli provocava quasi una certa soggezione, sensazione che non aveva mai provato in vita sua.
Pasquale: caro Max so molto bene perché te e la tua bella signora vi siete apparecchiati così stasera, pensi veramente che non abbia fatto le mie ricerche? Ma soprattutto, pensi veramente che non abbia preso le mie precauzioni e che sia casuale il fatto che vi abbia chiesto di passare proprio stasera?
Max: Signor Esposito non capisco, cosa vuole dire?
Pasquale: Max sei un povero illuso se credi che ti permetta di portarmi via il mio cliente più importante, mi è bastato fare un paio di telefonate, mi dispiace per voi, ma stasera non firmerete nessun contratto stasera, o almeno non lo firmerete con il signor Medecin.
Max e Mia si guardano negli occhi, sanno che Pasquale ha il potere di fargli saltare quel contratto con i suoi sotterfugi e le loro espressioni si fanno in un misto tra la rabbia e lo sconforto.
Il telefono sulla scrivania di prende a squillare rompendo l’attimo di silenzio che ha appena preso posto.
Pasquale: Signor Medecin puntuale come sempre.
La voce del monegasco esce dal vivavoce del telefono con quel marcato accento francese.
Medecin: Pasquale lo sai che per me la puntualità è un dovere imprescindibile.
Pasquale: ormai la conosco molto bene Signor Medecin ed è proprio per questo che mi sono preoccupato di chiamarla quando ho saputo del contratto che stava per firmare con Max, ah dimenticavo Max e la sua signora sono qua in ufficio da me che la sentono, mi sono permesso di metterla in vivavoce.
Medecin: buonasera Max e soprattutto buonasera a lei incantevole Signora Mia
Max e Mia ricambiano il saluto con voce incerta.
Medecin: Pasquale si è preoccupato di avvertirmi che a causa dello stato in cui versa il suo studio, signor Max, non può darmi garanzia che i lavori che le stavo per commissionare venissero consegnati in tempo, si è preoccupato si sentire i fornitori che gli hanno detto che non vi avrebbero più fatto credito.
Max: Signor Medecin vi assicuro che non è così, si è vero stiamo attraversando un periodo difficile, ma con l’anticipo lei ci verserà come abbia pattuito nel contratto preliminare, sarò in grado di coprire i fornitori e assicurare la consegna nei tempi previsti.
Medecin: lei è in grado di darmi delle garanzie tangibili?
Max: io, al momento, posso darle solo la mia parola che le assicuro non ho mai tradito.
Medecin: mi dispiace signor Max, ma al momento la sua parola non mi è sufficiente, ma visto che io voglio assolutamente che il lavoro di progettazione e messa in opera sia fatto da lei, Pasquale ha proposto una soluzione.
Max e Mia guardano Pasquale con aria preoccupata.
Pasquale: mi sono permesso di proporre al signor Medecin un nuovo contratto, lui affiderà il lavoro alla mia azienda ed io mi sono impegnato a darlo in subappalto a voi.
Max: mi scusi signor Esposito, non capisco e con quali termini me lo da in subappalto?
Medecin: questi particolari non sono di mia competenza o interessa, sono cose vostre, ma avete fino a domani per discuterli e per darmi conferma, quindi a questo punto vi lascio alle vostre discussioni e ci aggiorniamo a domani, buona serata.
Il click del riaggancio risuona dal vivavoce come una sentenza.
Max: Signor Esposito lei è un bastardo, ha saputo che abbiamo alcune difficoltà e ci ha dato il colpo finale, non l’ha proprio digerito che abbia deciso di andarmene dalla sua azienda per aprire il mio studio.
Pasquale: mio carissimo Max, primo devi imparare che ogni azione che fai ha delle conseguenze e voi mi avete pestato i piedi e io questo non lo posso accettare, secondo non correre troppo ho una proposta da farvi per non perdere il contratto e aiutarvi a rialzarvi.
Max: sentiamo quale sarebbe questa proposta??
Pasquale: io firmo il contratto con Medecin nei termini che lui ha detto prima, quindi lo do in subappalto al tuo studio che in collaborazione con il mio reparto produzione farà il lavoro e voglio il 15% del compenso più le spese di produzione…
Max: ma così ci rimarranno appena i soldi per coprire le spese!!!
Pasquale: non è finita, io mi farò carico di coprire i debiti che il tuo studio ha accumulato, ma ci sono un paio di condizioni…
Max: e quali sarebbero?
Pasquale: il tuo studio sarà legato alla mia azienda per i prossimi 5 anni rinnovabili e la bella Mia inizierà a lavorare per me.
Max: in che senso inizierà a lavorare per lei?
Pasquale: sai io sono un uomo solo e ho una casa molto grande e al giorno d’oggi è così difficile trovare una servitù all’altezza, quindi lei diventerà la mia domestica a tempo pieno e so che oltre ad essere così bella, la signora sa ballare davvero molto bene e sta entrando nell’età più apprezzata dei giovani che frequentano il one-eight, quindi dovrà ballare al club il martedì, il venerdì e il sabato. Ah dimenticavo, anche tu dovrai tenerti a disposizione quando ho bisogno dell’autista o di un maggiordomo!!!
Max: non se ne parla minimamente, credo che i soldi e la rabbia per averla abbandonata le abbiano dato alla testa!!!
Pasquale: Max non correre e soprattutto non dire cose di cui poi potresti pentirti amaramente, facciamo un punto della situazione insieme, allora il tuo studio è sull’orlo del fallimento e voi ci avete investito tutto ciò che avevate, compresa la casa che vi siete comprati con i soldi dello stipendio che io ti davo, l’unico modo per salvarlo è il contratto con Medecin, ma come hai potuto appurare personalmente lui vuole garanzie che tu non puoi dargli, ma io sì e sarò ben lieto di farlo, ma esigo un giusto compenso in cambio, in fondo vi sto salvando dal precipizio, mi rendo conto che quello che voglio possa sembrare esagerato, ma come ben sai il nostro mondo è pieno di squali, ma io sono disposto a darvi la giusta protezione, non vorrei succedesse qualcosa a te o alla tua bella signora.
Al termine di quella frase facevano capolino dalla porta secondaria dell’ufficio di Pasquale, posta proprio dietro la sua scrivania, 2 uomini molto muscolosi vestiti in giacca e cravatta neri che si piazzavano proprio dietro la sedia di Pasquale con le braccia incrociate e che guardavano Max con aria minacciosa.
Max e Mia si guardano con preoccupazione e con la sensazione di essere due pesci intrappolati nella rete, ormai sanno di non avere via d’uscita da quella situazione così scomoda.
Max: ma lei un figlio di puttana, non se ne…
Mia interrompe Max
Mia: aspetta amore temo che il Signor Esposito abbia ragione e che non abbiamo molte vie d’uscita, voglio sapere però per quanto tempo dovrà perdurare questa situazione.
Pasquale: cara Mia non credo che voi siate nella posizione di poter volere qualcosa “dice Pasquale alzandosi dalla sedia della sua scrivania e andandosi a sedere su una delle poltrone del salottino posto in fondo al suo grande ufficio” in tanto devo verificare che tu sia veramente all’altezza di poter lavorare al club, poi delle tempistiche avremo modo di discuterne in un altro momento, adesso ho proprio voglia di rilassarmi un po' guardando quanto sei zoccola!!!
Mia: cosa? Non capisco, cosa devo fare?
Pasquale: mi sembra chiaro, adesso mi fai un bel provino per vedere se sei idonea a lavorare al one-eight, non penserai mica che ti assumo senza verificare se sei all’altezza dei miei clienti??? Dai non fare l’ingenua alzati e fammi vedere quanto sei zoccola che tanto lo so che lo sei!!!
Max guarda Mia preoccupato, lei senza guardarlo per la vergogna si alza dalla sedia e si mette in mezzo alla stanza con lo sguardo basso…
Pasquale: e brava zoccola…
Così dicendo preme play sullo stereo dell’ufficio e la musica di earned it inizia a diffondersi nell’ambiente, Max guarda la scena senza riuscire a reagire bloccato dal nervoso che gli fa battere il cuore in gola, Mia inizia a cercare di prendere il ritmo della canzone che ben conosce perché era la loro preferita quando ballava per il suo amato, ma l’imbarazzo, il nervoso e la tensione la fa muovere in modo incerto…
Pasquale: dai muoviti oh saccio cà si chiù zoccola di così!!!
Sentendo quelle parole Max si risveglia dal suo stato di paralisi momentaneo e fa per alzarsi per far cessare tutto questo, ma i due scagnozzi dietro di lui gli appoggiano le mani sulle spalle spingendolo giù e reinsaccandolo nella sua sedia…
Pasquale: ragazzi non siate così impulsivi sono certo che Max si stava alzando per prendermi da bere, vero Max?
Lui guarda Pasquale con uno sguardo d’odio, ma capendo di non aver via d’uscita si alza dalla sedia e si dirige verso il mobiletto bar versando in un bicchiere una cospicua quantità di rum, poi dirige verso Pasquale e gliela serve.
Pasquale: PREGO!!!
Max lo guarda con aria interrogativa
Pasquale: prego Signor Esposito, il vostro rum, devi essere più educato con il padrone e i suoi ospiti e mò assettati e goditi lo spettacolo della bagasha. E tu datti na mossa, come puoi sperare di lavorare nel mio locale muovendoti così!!!
Mia lo guarda umiliata, poi chiude gli occhi e inizia a ballare con più disinvoltura, si muove con gesti sinuosi, il suo bel corpo e la sua femminilità traspare da ogni suo gesto emanando un aurea erotica che riempie la stanza obbligando tutti gli uomini presenti a non staccarle gli occhi di dosso pervadendoli di un calore che inevitabilmente gli colore le facce di un rosso paonazzo innaturale, le loro fronti si imperlinano di gocce di sudore che iniziano ad emergere incontrollate dalla pelle dei loro visi, perfino Max non può fare altro che ammirarla e pensare che sia la donna più bella ed eroticamente più carica che possa incontrare. Lentamente si gira dando le spalle al salottino e porta le mani alla lampo della gonna proprio sul suo sedere, lentamente la abbassa, poi alza le braccia sopra la testa muovendo i fianchi a destra e a sinistra per lasciare che la gonna scivoli lungo le sue gambe sinuose fino a posarsi sul pavimento, la scavalca delicatamente, si gira verso i presenti e continua a ballare leggera a tempo della musica che esce dalle casse, abbassa piano le braccia e porta la mano destra ai bottoni che chiudono il body, un gesto delle dita li fa saltare e girandosi nuovamente solleva l’indumento per farlo scivolare lungo il suo bel torace fino a farlo sfilare dalla testa, lasciando finalmente vedere il suo bel sedere, adornato solo da un piccolo perizoma a filo che le si insinua tra le natiche scelto appositamente per festeggiare la firma del contratto con il suo amato, ma che ora arrapa occhi che non immaginava si sarebbero mai appoggiati sul suo corpo seminudo. Tenendo le mani sul seno si gira nuovamente verso l’inaspettato pubblico e, facendole scivolare lentamente verso l’alto, lascia scoprire un bel seno piccolo e sinuoso, ben proporzionato, completato da capezzoli duri e inturgiditi dall’aria non proprio calda e dalla strana emozione che quella situazione le sta trasmettendo su tutto il corpo.
Pasquale: O’ sapevo ca ere na grandissima zoccola!!!
Mia continua a muoversi sinuosa ed eccitante fino a che la canzone non diventa silenzio poi si ferma senza riuscire a guardare nessuno.
Dopo un breve periodo di empasse…
Pasquale: Bagascia, piense ca chesto basta pe’ ‘o club mio? He ‘a leva’ tutt’ quant’, voglio vede’ ‘a fessa toja.
Mia sempre più umiliata da quella situazione imbarazzante, sfila il perizoma mettendo in mostra a tutti i suoi gioielli.
Sono tutti pietrificati dalla sua bellezza, nessuno riesce a credere di avere davanti agli occhi quella donna che li ha fatti impazzire per anni, vestita solo delle calze autoreggenti e delle decoltè di vernice nera.
Pasquale: Aah, che bella fessa ca tiene! Mò sbrigate, zoccola, avvicinate ca voglio sentì si oltre a essere bella si pure soda!
Sentendo quelle parole, Mia abbassa nuovamente lo sguardo imbarazzata e si avvicina alla poltrona dove è seduto Pasquale che allunga subito le mani per toccare con arroganza quelle cosce e quel culo che aveva sempre e solo potuto ammirare, poi le rifila un paio di pacche sulle chiappe e porta la mano sinistra in mezzo alle gambe di Mia per insinuarle nella sua figa, mentre la destra le porta sulla patta dei pantaloni iniziando a trastullare il pene che a quella vista si era inevitabilmente inturgidito. Dopo un lungo periodo nel quale aveva continuato a strusciare la sua mano in mezzo alle gambe di Mia, la estrae la annusa inebriato e la porta alla bocca della donna infilandole le dita tra le labbra.
Pasquale: Siente che sapore ’e troia che tiene. Dai, succhia ’e dditte, bagascia, e famme sentì quanto si’ brava cu ’a vocca.
Mia esegue l’ordine senza riuscire a guardarlo in faccia, intanto Pasquale con l’altra mano si è slacciato i pantaloni lasciando uscire il suo arnese di dimensioni inaspettatamente molto generose.
Pasquale era un uomo di media altezza, molto corpulento, con una grossa pancia gonfia di tutti i vizi che avevano caratterizzato la sua vita.
Pasquale: ah sei proprio zoccola, guarda Max come succhia le dita, meh ora abbassati e prendi il pesce in bocca e tu cornuto prendimi ancora da bere, non vedi che ho il bicchiere vuoto!!!
Sentendo quelle parole Max vorrebbe reagire, ma i scagnozzi lo redarguiscono con lo sguardo, quindi non può fare altro che alzarsi e dirigere verso il mobiletto del bar per versare un altro bicchiere di rum generoso, intanto Mia si inginocchia tra le gambe di Pasquale che con la mano le indirizza il cazzo in bocca, mentre con l’altra le spinge la testa per farglielo arrivare subito fino in fondo.
Max si gira con il bicchiere in mano, alla vista di quella scena le sue braccia iniziano a tremare, nell’estremo tentativo di bloccare reazioni sconvenienti dirige verso Pasquale e gli porge il bicchiere.
Pasquale: cornuto allora non hai capito un cazzo, come ti devi rivolgere al padrone e ai suoi amici??
Max umiliato dalla scena e da quelle parole risponde con voce tesa
Max: prego Signor Esposito, il vostro rum.
Pasquale prende il bicchiere e fa cenno a Max di andarsi a mettere in piedi vicino alla porta, facendogli capire che quella sarà la sua posizione quando dovrà essere il suo maggiordomo.
Mia continua nel suo lavoro di bocca mentre Pasquale si gusta il suo rum e si fuma il suo sigaro puzzolente, ogni tanto si rivolge ai suoi scagnozzi con frasi del tipo “vi avevo detto che era una gran zoccola” o “guardate come mi succhia il pesce sta troia” e ogni tanto si rivolge a lei dicendole “ lo vedi che era inutile fare tanto la preziosa, alla fine ottengo sempre ciò che voglio e ora si la mi puttana!!!”.
Dopo un lungo periodo di questo teatrino, Pasquale poggia il bicchiere ormai vuoto sul tavolino e preme la mano ora libera sulla testa della donna tenendola premuta sul suo pene e inizia a eiacularle in bocca copiosamente. “ora pulisci tutto come si deve, non vorrai mica che mi sporchi le mutande!!!” Mia pulisce con la lingua il cazzo e di Pasquale e finalmente si può rialzare, mentre Pasquale rimane seduto con l’uccello di fuori che ormai si sta faticosamente ammosciando, la libido rimane alta, erano anni che aspettava quel momento.
Pasquale: allora mi sembra che i termini della nostra nuova collaborazione siano ben definiti, con te Max ci vediamo qua domani mattina alle 9 per la firma del contratto con Medecin, mentre con la bagassa ci vediamo a casa mia prima di pranzo così prendi servizio! E adesso levatevi di mezzo che ho delle cose importanti da fare!!
Mia inizia a raccogliere i suoi vestiti e accenna a rivestirsi “no no putta ti puoi rivestire fuori da qua, ora ti go detto che ho fretta!” quindi finisce di raccogliere tutto e si avviano alla porta, Max apre la fila, Mia dietro e i due scagnozzi sullo stipite, al passaggio della donna quello più grosso, rifila una pacca sul culo di Mia e dice all’altro “mmm senti com’è bello sodo il culo della Signora!” allora il suo collega allunga una mano e stringe forte una chiappa della bionda “lo sapevo io che la Signora era un bel parco giochi su cui divertirsi!!!”
Arrivati nell’atrio dell’ufficio, finalmente Mia si può rivestire e senza proferire parola la coppia imbocca la via d’uscita, mentre se ne vanno i due energumeni dicono con tono di scherno “a presto Signori…”
Durante il viaggio in macchina verso casa, il silenzio e la tensione tra i due è palpabile e dirompente, anche l’ingresso nel loro appartamento non viene rotto da alcuna parola, fino a quando i due non si guardano negli occhi e d’istinto si baciano profondamente, Max sente un sapore che non riconosce nella bocca della moglie, ma la passione e l’eccitazione li travolge e fanno l’amore per tutta la notte con una intensità che non avevano mai raggiunto in tanti anni!!!
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Commenti dei lettori al racconto erotico