Maria nell'ufficio dei piaceri

di
genere
etero

Il mito di Maria non si ferma all'asfalto della statale. Questa volta, la "Regina" decide di portare il suo carico di esperienza e i suoi 75 kg di curve peccaminose dentro le mura asettiche di un ufficio di consulenza fiscale a Quattromiglia. Fuori piove, ma dentro l'aria è rovente e puzza di fumo e sesso.

Il ragioniere, un uomo di mezza età con la camicia sudata e la cravatta allentata, non riesce a staccare gli occhi da Maria. Lei è seduta sulla scrivania, tra faldoni dell'IVA e calcolatrici, con la gonna sollevata e le gambe spalancate che invitano all'evasione totale.

Maria afferra il ragioniere per la cravatta e lo tira a sé. "Dottore, le mie tasse sono troppo alte," gracchia con la sua voce rauca, "ma ho un modo molto naturale per abbassarle." Senza aspettare risposta, si libera del reggiseno, offrendo il suo petto abbondante e vissuto alla luce fredda dei neon. Lui non resiste: sbottona i pantaloni e libera un cazzo turgido che Maria accoglie subito con una bava densa e sapiente.

Il ragioniere la spinge contro lo schienale della sedia girevole. Maria viene posseduta con una foga burocratica: ogni spinta fa volare fogli e timbri sul pavimento.

Il rumore della carne di Maria che sbatte contro la pelle della sedia è ritmico e violento. Lei grida il nome del ragioniere mentre si tocca freneticamente, bagnando i documenti contabili con i suoi umori acidi. Il ragioniere le morde le labbra, mischiando il sapore del tabacco a quello del piacere proibito.

L'apice arriva sulla scrivania. Maria viene messa a pecora sopra il computer. Mentre lui la sfascia da dietro con colpi che fanno tremare il monitor, lei continua a godere guardando la propria immagine riflessa nel vetro della finestra. Quando il ragioniere raggiunge il limite, le afferra i capelli biondi e le inonda la schiena e il sedere con una scarica di seme denso, che scivola tra le natiche e macchia irrimediabilmente l'ultima dichiarazione dei redditi.

Maria si ricompone con calma olimpica. Si pulisce con un foglio protocollo e si accende una sigaretta. "Pratica chiusa, Dottore," dice lasciando un'impronta di rossetto sulla sua guancia sudata.
scritto il
2026-03-02
7 7
visite
1
voti
valutazione
1
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.