Melania 4 ed ultima parte.

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genere
confessioni

Il suono insistente del campanello tenne sospesa l’erezione, che ancora una volta rimase bloccata, Dora si ricompose e io andai ad aprire al ragazzo delle consegne, durante la cena “Regina dei bagni” mi parlò della possibilità di andare a lavorare da lei come magazziniere.
La proposta mi colse di sorpresa e allo stesso tempo, vista l’aria che tirava a lavoro, la stavo vedendo come una inaspettata boccata d’ossigeno, finito di mangiare ci bevemmo un caffè e un goccio di grappa, poi riprendemmo quella questione lasciata in sospeso, un paio di volte mentre la stavo fottendo a pecora, risi tra me e me al pensiero che se mi assumeva sarei diventato l’uomo del capo, ero tentato di farle la battuta, ma la tenni per me.
Il sesso fu vissuto da entrambi con lentezza, senza fretta, molte pause e tante chiacchiere, per me quella sera fu una doppia prima volta, intanto non ero mai stato con una donna molto più grande di me, e su questo c’avevo fantasticato da sempre, la seconda è che non ero mai venuto dentro senza il preservativo, è stata una esperienza bellissima, a dirla tutta con “poco di buono” lo facevamo sempre senza e quando sentivo che stavo per esplodere lo levavo ben prima di venire.
Quella sera alla seconda esplosione, la prima fu nella sua bocca e decisamente rapida considerata l’eccitazione che avevo, ad un certo punto quando era sopra di me si chinò all’orecchio invitandomi a godere dentro di lei, e di non preoccuparmi che non ci sarebbero state conseguenze, senza aggiungere altro, nel mentre continuava a muoversi su e giù sopra di me.
Quando divenne palese che non mi mancava molto ad esplodere, iniziò a montarmi con maggior foga, salendo e scendendo veloce lungo l’asta bagnata dei suoi umori, sentivo un intenso calore e il pulsare del cazzo si faceva più estremo tra le pareti della fica che lo accoglieva contratta, ed eccolo il primo fiotto e poi un secondo e un terzo, intanto Dora continuava stringendo le cosce e contraendo ancor di più la vagina regalandomi subito dopo il suo orgasmo.
La serata si concluse con una doccia insieme nel minuscolo bagno di casa mia, una sigaretta e ci mettemmo a dormire, il mattino seguente mi svegliai con l’aroma del caffè e la sua testa in mezzo alle gambe.

Arrivò il giorno che andai a prendere Melania e che nel frattempo aveva confessato a sua madre che era attratta dalle donne e questo le aveva fatte discutere animosamente tanto che mi chiese se per il momento poteva dormire a casa mia, il che per una questione di spazi era un problema, e così mi ritrovai a dormire insieme alla mia amica, che dire, anche questa una prima volta piena di tentazioni che repressi con delle gran seghe, insomma amici si ma vallo spiegare ai miei ormoni che dovevano convivere con una bella ragazza che spesso girava in casa mezza nuda.
Intanto con “La Regina dei bagni” non ci furono altre occasioni a parte le solite provocazioni nella pausa caffè davanti al distributore, mentre da fine mese sarei rimasto senza lavoro e senza mezzo per spostarmi, Antonello ci aveva comunicato che avrebbe chiuso la ditta, e per fortuna che c’era Melania con la quale continuavamo a dividere i miseri spazi ma anche le bollette. Insomma periodo in chiaro e scuro, più in scuro effettivamente.

Restai poco meno di un mese a casa senza lavoro dando fondo ai miei già miseri risparmi che avevo faticosamente messo da parte nella speranza di potermi comprare un auto, se continuava così sarei dovuto tornare a casa da mia madre, mi scocciava stare sulle spalle della mia amica, non era da me, poi la fortuna tornò a girare e la proposta di Dora si concretizzò una mattina di buon ora quando mi chiamò invitandomi a pranzare insieme a lei e a sua figlia Carolina, dopo il caffè firmai il primo contratto di prova e il giorno dopo alle 9 del mattino ero nel grande magazzino a sistemare water, lavandini, materiale idraulico di ogni tipo con il quale avrei dovuto prendere confidenza il prima possibile, insomma un nuovo inizio che mi fece tornare il buon umore.
Con Dora invece le cose era abbastanza cambiate, i caffè divennero sempre meno e il rapporto pur molto buono era diventato diverso lavorando per lei, ci capitò di finire a letto insieme un altro paio di volte nei mesi successivi, poi lei conobbe un uomo suo coetaneo che divenne il suo compagno, invece le confidenze con la “ la Principessa dei Bidet” continuavano, avevamo iniziato ad uscire insieme per locali e una sera mi aveva confessato di essere lesbica, mi misi a ridere pensando che ero una calamita per le lesbiche, lei mi chiese del perché avessi riso e gli raccontai della mia cara amica nonché coinquilina Melania.

L’estate era ormai prossima, avevo proprio voglia di sole caldo e mare, anche perché il freddo mi piace poco e poi lo patisco, in questi ultimi mesi la mia vita aveva subito dei cambiamenti, tutto sommato positivi, a volte ripensavo a “Poco di buono”, un po’ mancava ed era un pezzo che non ci sentivamo e questo un po’ mi dispiaceva.
Dora mi aveva fatto un contratto a tempo indeterminato e anche con uno stipendio più che dignitoso, avevo i fine settimana liberi ed ero riuscito a comprare finalmente un’auto usata, meglio di niente, mentre con Melania, che nel frattempo aveva fatto pace con sua madre, ci eravamo trovati bene a convivere e avevamo deciso di cercare un appartamento più grande e con due camere da letto, anche perché le rare volte, io, e le molte volte, lei, che facevamo sesso era diventato complicato gestire gli spazi, e così grazie a una sua titolare trovammo ben più di un semplice appartamento, infatti andammo a dividere una casa singola e bella grande, con tanto di giardino e arredamento incluso ad un prezzo molto di favore.

Una domenica nel tardo pomeriggio avevo preso l’auto per andare al mare, l’idea era quella di stare in spiaggia fino al tramonto per poi mangiare qualcosa da qualche parte, il caso si mise in mezzo e incontrai “poco di buono” insieme ad altre persone tra queste il suo fidanzato, il dentista, stavano andando a prendere un aperitivo dopo aver passato la giornata al mare, io invece era appena arrivato.
Si fermò a scambiare due chiacchiere, mentre gli altri andarono verso un chioschetto ancora affollato vicino alla spiaggia, era proprio in forma e aveva cambiato anche il taglio dei capelli, la squadrai per bene, anzi la mangiai con gli occhi ad essere sincero, e ovviamente senza far niente per nasconderlo, abbasso lo sguardo abbozzando un timido sorriso, ma non di imbarazzo, era altro.
Indossava uno di quei vestiti estivi con le bretelline che le lasciavano la schiena scoperta ad esaltare l’abbronzatura, certamente senza costume ne reggiseno così da mettere in mostra il suo bellissimo seno. potevo ammirare i capezzoli pronunciati che spingevano contro il tessuto, ad occhio aveva perso anche un paio di chili dall'ultima volta che l’avevo vista, insomma stava proprio bene e glielo dissi a modo mio.
Devo andare, mi disse dopo alcuni minuti, e sembrava che volesse aggiungere altro che soffocò in gola, allora la incalzai, così si fece sfuggire un ma perchè non mi chiami uno di questi giorni?
Eh, ma cosa direbbe il tuo fidanzato, risposi con un ghigno da stronzo, “poco di buono” tornata quella che conoscevo mi rispose, devi chiamare me mica lui, rispose girandosi di scatto e facendo svolazzare il vestito regalandomi uno scorcio del suo bel culo, poi raggiunsi la spiaggia facendo un bel bagno in un mare ormai meravigliosamente solitario.

Di questa cosa ne parlai con Melania, intanto nella nuova casa la mia cara amica si stava divertendo, il suo voler restare single la lasciava libera di fare del buon sesso ogni volta che si presentava l’occasione e spesso mi trovavo ad ascoltare quello che non potevo guardare ma tanto bastava ad accendere la fantasia e a far volare l’immaginazione, sentirle genere e godere mi eccitava, anche perché finivo per pensare a quel mio desiderio che di tanto in tanto sfacciatamente le ricordavo e terminavo poi a farmi l’ennesima sega nel chiuso di camera mia.
Feci passare alcuni giorni e poi mandai un messaggio a “poco di buono”, non mi rispose subito perché stava lavorando, così scrisse nella risposta che arrivò dopo cena, quella sera continuammo a scambiarci numerosi messaggi fino a tarda notte, con la buona notte arrivò anche la proposta di organizzare un incontro, sorrisi e andai a dormire.

L’occasione non tardò ad arrivare, pochi giorni dopo mi scrisse che il dentista sarebbe andato a un convegno e sarebbe stato fuori città per tutto il fine settimana, concluse con, e così mi farai vedere la casa nuova dove convivi con la tua amica, lasciando una serie di puntini di sospensione.
Risposi con, beh se è a casa te la faccio anche conoscere, magari gli piace e scopri di essere bisessuale, lasciando a mia volta una discreta serie di puntini.
Arrivò in fretta quel sabato sera e guarda caso Melania, alla quale ormai confidavo tutto senza nessuna remora, sarebbe rimasta a casa, forse di proposito, chi lo sa.
Con ”poco di buono” ci eravamo messi d’accordo di mangiare da me, avere Melania a casa se da una parte un po’ mi scocciava dall’altra stuzzicava fantasia ed immaginazione, non avevo idea di come gestire la situazione mi sarebbe dispiaciuto se per la sua presenza fossi andato in bianco, era un po’ che non battevo chiodo e avevo una notevole voglia di scopare, detto senza troppi giri di parole.
Questi timori sono aumentati quando ho visto la mise di Melania, porca troia era in tiro, truccata e con un vestito sexy, ma allora esci, le chiesi, no no, ma visto che hai ospiti importanti mi sono vestita bene per l’occasione, che stronza che sei amica mia, e si mise a ridere, guarda che se mi fai andare in bianco me la paghi, aggiunsi con un tono serio, poi però scoppiai a ridere proprio quando suonò il campanello.
Fatta accomodare e presentate le due ora ero io a trovarmi in un leggero imbarazzo, me la cavai prendendo una bottiglia di vino rosso proponendo un brindisi alla serata, al primo ne seguì un altro e un altro ancora, e questo contribuì a rilassarmi, ma si sa che l’alcol ha molte altre peculiarità, una è abbassare i freni inibitori facendo dire e a volte anche a fare cose che non si crede possibili e quella sera andò molto oltre a quel possibile.

Ormai si stava facendo buio, la temperatura molto calda e non solo per il clima estivo, ad un certo punto con la seconda bottiglia ho sentito l’esigenza di andare in bagno e una volta tornato ho trovato “poco di buono” in perizoma intenta a cucinare con indosso solo un grembiule da cuoca e Melania a fianco che la aiutava con il solo intimo, la situazione poteva o promettere molto bene o precipitare.
Una volta seduti a tavola viene fuori che le due si erano conosciute tempo prima quando Melania dovette cercare un dentista e il caso la portò proprio in quello studio dove le due tra una chiacchiera e l’altra scoprirono di avere qualcosa in comune, iniziava a farsi strada dentro di me il pensiero che quella serata non era nata per caso, ma intanto i discorsi che stavano uscendo erano sempre più piccanti, le due non si risparmiavano nelle battute dai doppi sensi e io non mi tiravo indietro.
Finito di mangiare e sgombrato il tavolo alla buona, dopo aver preso un caffè accompagnato da grappa e amari e dalle immancabili sigarette, la serata si accese diventando incandescente quando le due ragazze si baciarono davanti a me, cazzo come mi stavano provocando.
Melania ad un certo punto guardandomi di disse, amico mio, ogni promessa è un debito, e oggi pago questo debito, ma tu ricordati cosa esattamente mi avevi domandato, poi scese con la testa in mezzo alle gambe aperte di “poco di buono” che mi fissava con un cazzo di sorriso stampato sul viso, e si, lasciandomi completamente senza parole, anche se porca puttana di quella troia, avevo appena realizzato che non avrei scopato neppure quella sera, forse.

Finimmo tutti e tre nella camera di Melania, le due si stesero sul letto, comparve anche tutta una serie di giochi che Melania teneva in un cassetto, mentre io mi ero seduto in disparte su una sedia e non mi restava altro che sfiorare l’erezione che mi era salita, le guardavo fottersi a vicenda, con “poco di buono” messa a carponi sul letto che si faceva scopare da Melania che indossava uno strap on dalle misure generose e deflorava la mia ex ragazza che continuava a guardarmi e godere sempre con quel fottuto sorriso stampato sul viso.
Mi sarei alzato per metterle il cazzo in bocca, ma le promesse sono promesse, e così continuavo a sfiorare delicatamente l’asta, eh si, delicatamente e piano, quello al quale stavo assistendo era uno spettacolo molto eccitante ed estremamente stimolante che poteva farmi venire in poco tempo, molto poco tempo in effetti.
Le immagini più meravigliose erano quando entrambe erano impegnate a divorarsi le rispettive fiche, lì non ce l’ho più fatta e sono esploso, ero così eccitato che dalla sedia dov’ero seduto a godere dello spettacolo, i primi due getti copiosi raggiunsero le due che non fecero una piega e continuarono a fottersi con la bocca.
Oltre a guardarle, e a non perdermi nessuna scena, quello che mi eccitava maggiormente era ascoltarle, mi era capitato molte altre volte con Melania e qualche sua amica occasionale, ma averla davanti, averle davanti, era qualcosa di diverso, infatti dopo poco che ero venuto sentii crescere nuovamente l’eccitazione e poco dopo un’altra erezione che aumentava man mano che mi toccavo con più insistenza ascoltandole gemere in un crescente piacere fino a sentirle esplodere e vederle godere quasi insieme.

Le due mi regalarono delle emozioni mai vissute prima, io venni un'altra volta, loro un paio di volte in più e la serata, e questa storia, sono giunte alla fine….per ora.
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2026-02-17
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