Antonio, Sonia e Mark

di
genere
corna


Tutto era iniziato per colpa della migliore amica di Sonia, aveva avuto casualmente un’esperienza con un ragazzo di colore e ben dotato e da quel giorno ogni volta che poteva ne cercava uno diverso, ne aveva parlato così bene alla sua amica suscitando in Sonia una notevole curiosità, vedrai disse Giulia, non te ne pentirai, hanno un arnese in mezzo alle gambe che ti porta in paradiso, passando per l’inferno, aggiunse sorridendo.
All’inizio Sonia era titubante, ma col passare del tempo e l’incalzare dei racconti dell’amica con tanto di particolari e l’aggiunta di alcune foto e un paio di video, si era fatta convinta di voler vivere un’esperienza esotica.

Un giorno a tavola con il marito condivise quel desiderio di avere un'esperienza con un ragazzo di colore, Antonio, il marito era un uomo di quasi 65 anni e non la prese molto bene, ma era sempre stato un po’ succube della moglie che era più giovane di lui di 20 anni, e poi era anche consapevole che da tempo ormai non riusciva più a soddisfarla a letto, almeno come lei avrebbe voluto.
Dopo alcuni giorni a pensare sul da farsi, a malincuore prese la decisione di assecondarla in questa sua fantasia, ma pose due condizioni, lo avrebbero cercato insieme e lui doveva essere presente, ma soprattutto doveva farlo solo una volta con lo stesso ragazzo, anche se in cuor suo sperava che non ci fosse una prossima volta.
Sonia acconsentì, e così si misero alla ricerca, e aiutati da Giulia che ormai sapeva bene dove andare a “pescare”, non ci misero molto tempo a conoscere alcuni giovanotti da valutare.

Alla fine i papabili restarono solo in due, e la scelta finale sarebbe toccata a Sonia che decise per un ragazzotto ben piazzato fisicamente e con una notevole dotazione in mezzo alle gambe che nel momento della scelta Sonia lo volle vedere, e in effetti fu il gioiellino del giovane la ragione principale che determinò la scelta della donna.
Quando incontrò l’amica e gli fece il nome di Mark, il prescelto, Giulia la mise in guardia che nel giro aveva fama di essere molto irruento, oltre che molto dotato, guarda che quello è da fiche ben allenate a certi calibri, essendo la prima esperienza fossi in te ci penserei, poi fai come meglio credi, ci mancherebbe, aggiunse l’amica.
Sonia, prese quel suggerimento quasi come una sfida, non sono esile come te, disse a Sonia, ho un bel po’ di chili più di te, purtroppo, quindi penso che riuscirò a gestire il calibro, il discorso finì e si salutarono promettendo di aggiornarsi più avanti.

Dopo alcuni giorni si misero d’accordo con Mark per un sabato sera, e per rompere il ghiaccio e non far apparire per certi versi squallida una esperienza di quel tipo, almeno agli occhi di Antonio, che continuava a rimanere intimamente contrario anche se ormai aveva acconsentito, propose di uscire prima a mangiare tutti e tre insieme, giusto per fare due chiacchiere e conoscerci un po’, e poi proseguire la serata a casa loro, e Sonia disse che andava bene, che poi avrebbe acconsentito alla qualunque pur di ottenere quello che voleva.
Tornati a casa dal ristorante Antonio e Sonia non sapevano bene come gestire la situazione, in fin dei conti per entrambi era la prima esperienza di questo tipo, così Mark che ormai era esperto gestì quel primo momento di comprensibile imbarazzo e chiese ad Antonio se voleva essere presente, se voleva partecipare, o se aveva altri dubbi a riguardo.
L’uomo anche se poco convinto ma deciso di accontentare la moglie, decise per guardare ma defilato, allora Mark dopo aver dato una rapida occhiata alla casa, propose di rimanere nel salotto che aveva un paio di poltrone comode, oltre a un ampio divano decisamente adatto a certe situazione, ma soprattutto comunicava con la cucina che era parzialmente separata dalla sala e così disse ad Antonio che poteva mettersi di là a guardare, sembrò un buon compromesso, poi se cambi idea sai dove trovarci, aggiunse Mark strappando in effetti un sorriso a tutti e tre.
Sonia lasciò solo un paio di luci accese e mise della musica di sottofondo ma una volta arrivati al dunque manifestò un po’ d’impaccio su come dar inizio alla situazione, e si che fino a poco prima era sembrata molto sicura di sé, ma ancora una volta Mark venne in aiuto e con un approccio leggero e delicato, iniziò lui con a darle dei baci sul collo accarezzando il corpo di lei mentre la aiutava a spogliarsi.
Mark si levò la maglietta e i pantaloni rimanendo a torso nudo e con i soli boxer addosso, Sonia invece era tutta nuda, da prima in modo timido e poi con maggiore convinzione iniziò a toccare e ad accarezzare il corpo di Mark che era un ragazzone di quasi un metro e novanta di muscoli e nervi.

Il ragazzo prese Sonia e la fece sedere nella poltrona e restando in piedi di fronte a lei, la testa della donna era a pochi centimetri dall'oggetto della sua fantasia che ancora rimaneva nascosto dentro ai boxer, ma poteva già notare il rigonfiamento che sporgeva da quel tessuto nero come la pelle di Mark, prese le estremità dei boxer iniziando a tirare verso il basso e nel mentre baciava il ventre scolpito color ebano del giovanotto, gli occhi socchiusi ammiravano quel fisico possente, ma quando lo vide nudo ebbe un attimo di incertezza che la bloccò per pochi istanti, subito dopo un fremito la colse nel vedere quel cazzo duro e completamente teso, era notevole e grosso, lo prese con entrambe la mani e iniziò a baciarlo partendo dalla base e salendo con la lingua fino a trovare la cappella gonfia dove appoggiò le labbra iniziando a segarlo con entrambe le mani e molto lentamente.
Sembrava una bambina con il suo nuovo giocattolo, provò a prenderlo in bocca ma fece fatica e dovette sforzare le mascelle e impegnarsi parecchio per riuscire a spalancare completamente la bocca e farci entrare la cappella e poco altro.
Intanto Antonio li guardava da seduto, poi però lo colse qualcosa di non previsto, era eccitato nel vedere Sonia succhiare quell’enorme gingillo, sentì l’esigenza di alzarsi in piedi e avvicinandosi un po’ per guardare meglio quello spettacolo.

Ora Sonia iniziava ad avere più confidenza con l’articolo che stava maneggiando, riuscendo a prenderne sempre un po’ in più in bocca, tenere tra le mani quel pezzo di carne nera la stava eccitando, se lo sbatteva sulle guance, riprendeva a segarlo e poi ancora dentro la bocca, era bagnata e sentiva la fica in subbuglio e aumentando il desiderio di sentirlo dentro di lei.
Continuò a giocare ancora un po’ con la lingua sulla cappella, poi non ce la fece oltre, si alzò e fece sedere Mark nella poltrona di pelle dove erano già visibili delle macchie biancastre dei suoi umori.

Una volta seduto, Sonia si mise con le gambe sopra quelle di Mark restando ancora sospesa, prese il cazzo con una mano e se lo portò a contatto della fica, muovendo quella grossa asta tra le grandi labbra per poi farlo entrare poco alla volta, provando un iniziale dolore, come se qualcosa le stesse trafiggendo le carni, allo stesso tempo era eccitata e sempre più bagnata dai suoi umori cremosi che scendevano lungo le cosce mentre sentiva quel cazzo farsi largo dentro di lei, ad ogni lento affondo riusciva a farne entrare un po’ in più.
Per ora era lei che stava conducendo il gioco, Mark lasciava fare assecondando tempi e modi, poi poco alla volta iniziò a partecipare con una crescente irruenza, man mano che Sonia prendeva confidenza con quella misura Mark premeva, spingeva, la stringeva per i fianchi fino a tenerla ferma e con lui che dava dei colpi forti e decisi affondando e poi spingendo sempre più in profondità nella fica di Sonia che si allargava sempre più per accogliere quel grosso cazzo e iniziando a gemere di piacere e a lanciare grida di eccitante dolore.
Stava terminando quel sesso soft dei primi momenti, chissà se le stavano tornando in mente le parole dell’amica, se non in quel momento sicuramente non mancava molto.
Antonio intanto si era avvicinato di più e ormai era in sala, ancora defilato e nascosto nella penombra, ma si stava godendo lo spettacolo tenendo il cazzo nella mano, sembrava aver ritrovato stimoli che pensava perduti.

Provata da quelle scariche ma tenace nel continuare a godersi quel grande cazzo, si era messa a carponi sul divano, le ginocchia che sprofondavano nella morbida pelle e le braccia protese verso lo schienale a tenersi in equilibrio, pronta a ricevere il cazzo di Mark che era in piedi dietro di lei.
Il giovanotto le infilò due dita nella fica iniziando a masturbarla mentre con l’altra mano le dava degli schiaffi sulle natiche lasciando le impronte delle dita sulla pelle bianca di Sonia che aveva un culo generoso messa a pecora, poi Mark puntò l’attrezzo e iniziò a sbatterla forte riuscendo ad infilare poco meno di metà del cazzo, ma tanto è bastato a farla nuovamente gridare di piacere, Sonia non resistette ancora molto e quando Mark affondò maggiormente quel grosso attrezzo lei si levò ritraendosi su se stessa con lo sguardo intimorito e il respiro affannato e pesante.
Gli occhi di Mark ora erano indiavolati, non si sarebbe fermato, mentre Antonio era sempre più coinvolto dalla situazione, esortando la moglie a continuare.

La donna riprese fiato tenendosi lei stessa le natiche aperte mentre e Mark infilò nuovamente il cazzo dentro prendendola forte per i fianchi, ora un po’ meno irruento, almeno all’inizio, ma poco dopo cominciò nuovamente a pompare forte, con Sonia che ora era totalmente in balia del giovane stallone che le stava dando numerosi colpi, era un continuo urlare ma allo stesso tempo voleva continuare a sentire quel doloroso piacere che le entrava dentro nel cervello, e finalmente arrivò un poderoso ed intenso orgasmo che le fece tremare le gambe che cedettero facendola cadere sul divano.

Mark andò a bere dell’acqua, Sonia recuperò le forze sdraiata sul divano, la fica iniziava a bruciare, era piena zeppa dei suoi umori che scendevano dalle grandi labbra giù sulle cosce, si alzò e con passo incerto andò in bagno a darsi una rinfrescata, poi ritornò nella sala incrociando lo sguardo compiaciuto del marito e che un po’ la sorprese.
Poco dopo decisero di andare nella stanza da letto, quella per gli ospiti, Mark la sdraiò sul letto e iniziò a baciare e a leccare il corpo della donna per poi salire su trovando il seno morbido di Sonia, Mark con le sue labbra carnose iniziò a succhiare i grossi capezzoli e palpeggiando i seni molli con le mani fino a stringerli sempre più in una forte presa, poi scese e si dedicò alla fica dilatata di Sonia iniziando a succhiarle il clitoride gonfio e arrossato dalla scopata che stava facendo con il giovane.
Antonio li aveva seguiti e si era seduto nudo nella poltroncina della camera dove erano presenti due ampi specchi così da poter vedere da più angolazioni quello spettacolo che, inaspettatamente, stava apprezzando sempre di più.

Le labbra carnose di Mark e la sua avidità nel succhiare clitoride e fica stavano facendo godere Sonia per la seconda volta, era eccitata e non riusciva a rimanere ferma, poi venne riempiendo la bocca del giovane coi suoi umori, che non si fermò e continuando a succhiarle il clitoride finì per far squirtare Sonia che non riuscì a trattenere il getto che uscì dalla sua fica come fosse una fontanella che zampillava ad intermittenza.

Mentre Antonio cambiava le lenzuola bagnate, Sonia ritornò nuovamente in bagno a lavarsi con un getto di acqua fredda, la fica le bruciava sempre di più, non sapeva se avrebbe resistito ancora, ritornando in camera camminava con le gambe leggermente divaricate e guardandosi allo specchio aveva il volto sfatto, però il pensiero di quel cazzo evidentemente era più forte del dolore che provava.
Mark la prese per un braccio spingendola nel letto, la girò nuovamente a pecora, no no disse Sonia, mi brucia, mi brucia, esclamò, non curante il giovane proseguì come se Sonia non avesse detto nulla, poi con la mano spinse la schiena di lei in basso, Sonia intanto continuava a imprecare, ora te lo metto nel culo nel culo, esclamò con un incerto Italiano Mark.
Quelle parole gelarono il sangue alla donna che provò a liberarsi dalla presa, Antonio diglielo tu, Antonio, l'uomo la zittì, taci Puttana, adesso gli dai il culo che voglio vederti lacrimare dal piacere, troia.
Ma quale piacere, stronzo, questo mi spacca tutta, ribatté la donna alzando la voce.
Hai voluto la bicicletta e adesso sono cazzi tuoi, replicò con un tono sadico il marito che forse con questo si stava prendendo una “piccola” rivalsa sulla moglie, pur apprezzando tutta questa nuova situazione.
Si, ma il culo mica è il tuo, figlio di puttana che non sei altro, ringhiò Sonia quasi con rabbia, poi però finì per acconsentire.
Mark prese dell’olio e iniziò a massaggiare l’orifizio della donna, penetrandola prima con un dito e poi con due, non la prese in modo violento, ma con calma, massaggiando anche il ventre per rilassarla maggiormente, dopo alcuni minuti di apparente tranquillità la prese alzandole il culo e allargandole le gambe, poi si mise dell’olio lungo tutta l’asta e lo puntò nel buco chiuso e stretto di Sonia.
I primi due tre tentativi non andarono a buon fine, la donna appena sentiva la grossa cappella spingere dentro e iniziare a deflorare l’ano si ritraeva timorosa.
Intanto Antonio sempre più nella parte del marito cornuto ma coinvolto, la esortava a lasciarsi andare, prendendosi la sua dose di parolacce.

Poi Mark trovò la posizione giusta, e infilò la cappella e un po’ di cazzo nel culo di Sonia che era a lacrime stringendo i pugni e mordendo le lenzuola, stronzo, bastardo, pezzo di merda, non era dato sapere con chi ce l’avesse, ma intanto Mark allargandole per bene le chiappe continuava a spingere il cazzo sempre più dentro, ad ogni conquista si fermava ed erano grida, piacere e imprecazioni, mentre Antonio vedendo la moglie sodomizzata e ascoltando quei lamenti, si stava segando in piedi di lato a loro due.
Dai spingi Mark, spingi, prendila, spacca il culo a questa cagna di una troia, fallo per me, l’uomo era come impazzito.
Mark iniziò a pompare, un dentro e fuori che stava seriamente devastando il buco di Sonia allargato come non mai che ormai aveva il viso rigato dalle lacrime ma ciò nonostante un momento implorava di smettere urlando di dolore, l’altro lo esortava a continuare a scoparle il culo.
Mark le diede una serie di forti colpi prima di godere venendo con una copiosa sborrata nel corpo di Sonia che si afflosciò sul letto sfinita e distrutta, raggiunta subito dopo nel viso da un’altra sborrata di Antonio.
Mark si vestì dopo essersi dato una veloce lavata al cazzo, chiuse la porta della stanza dando uno sguardo veloce a Sonia ancora distesa nel letto, nel corridoio c’era Antonio che lo stava aspettando con una busta in mano che gli diede, il ragazzone ci guardò dentro, sorrise e se ne andò, Ciao Mark e grazie, questa volta se la ricorderà la lezione quella puttana di mia moglie.

Sonia era rimasta a lungo al buio e sul letto, rannicchiata su se stessa lamentandosi e tenendosi il ventre, aveva dolori ovunque, fica e culo in fiamme, il volto sfatto con il trucco che era colato sul viso mescolandosi con le lacrime che aveva versato e alla sborra del marito ma continuando a pensando a Mark che l’aveva devastata per un’ora con quel meraviglioso cazzo, lo stava maledicendo e allo stesso tempo fantasticava su una prossima volta.
C’est la vie!!


di
scritto il
2026-02-14
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