Il Fratello del mio Compagno: Il Patto del Silenzio ,🤐
di
Alex.89
genere
gay
Ho sempre avuto un feticismo malato per gli uomini arabi. Quel colore di pelle bruciata, i corpi carichi di peli ispidi e quel loro odore intimo, un aroma muschiato e pesante che sembra trasudare direttamente dai pori. Sto con il mio compagno siriano da anni, ma suo fratello è diverso. È più asciutto, ha la pelle ancora più scura e uno sguardo aggressivo che ti scava dentro. Viene a trovarci due volte a settimana e io, ogni volta che gli passavo vicino, sentivo una scarica elettrica; cercavo di nascondermi dietro lo schermo del computer, ma il mio corpo lo chiamava.
Quel pomeriggio eravamo soli. Sullo schermo di Netflix passava una scena gay; io ho provato a fare il superiore, commentando quanto fosse effeminato quel ragazzo, ma lui non ha battuto ciglio. "Ognuno fa quello che vuole," ha risposto, senza staccare gli occhi dalla TV. Ho notato la sua mano che si grattava i coglioni sopra i jeans, il tessuto che si tendeva sotto la spinta di un’erezione improvvisa. Il cuore ha iniziato a battermi in gola. "Scene pericolose queste," ho sussurrato. Lui si è girato lentamente: "Sarei curioso di vedere te e mio fratello a letto."
Mi è mancato il fiato. Pensavo volesse denunciarmi alla famiglia, distruggerci. Invece si è alzato, emanando quell'odore di uomo che non si lava da due giorni, un mix di sudore acido e tabacco che mi faceva girare la testa. "Ho rovistato nel tuo comodino, Alex. Ho visto tutto. E quando eri in bagno o trovato il tuo account Twitter "Alex_Berlin_89" sul tuo Cell, sei una troia".
Mi ha spinto sul divano con una forza che mi ha lasciato senza fiato. "Se fai quello che dico, resterà un segreto. Ma non fare il finto tonto."
Mi ha ordinato di spogliarmi. Ho esitato e mi è arrivata una sberla secca sulla guancia; non fortissima, ma carica di autorità. Mi sono messo nudo, tremando, e lui mi ha tirato tra le sue braccia come se fossi un bambino, stringendomi in una posizione fetale contro il suo petto nudo e peloso. "Succhiami il capezzolo," ha ordinato con voce gutturale. Aveva la pelle calda, leggermente appiccicosa di sudore. Mentre succhiavo quel bocciolo scuro circondato dai peli, sentivo il profumo del suo petto, un odore di maschio selvaggio che mi ha fatto dimenticare che fosse suo fratello.
Mentre ero perso in quel contatto, ha spinto un dito con decisione verso il mio buco. Ho stretto i muscoli per lo shock e mi è arrivato un altro schiaffo sulla faccia già calda. "Muto. E continua a succhiare." Si è leccato il dito con un rumore umido e lo ha affondato dentro di me. Sentivo le sue unghie che mi graffiavano leggermente le pareti interne; il dolore mi ha fatto colare il cazzo all'istante. Mi usava con una prepotenza che mi faceva sentire una nullità, eppure godevo da morire.
"Alzati." Si è calato i pantaloni e sono rimasto senza parole. Il suo cazzo era enorme, di una tonalità quasi nera, carico di vene che sembravano pulsare di vita propria. Mi ha afferrato per la vita e mi ha piegato a pecora con uno strattone. È entrato di colpo, senza saliva, senza pietà. Il dolore della sua cappella a fungo che mi spalancava le viscere mi ha fatto vedere le stelle. A ogni spinta sentivo l'odore del suo cazzo sudato e sporco, un aroma di sesso stagionato che mi entrava nei polmoni a ogni respiro affannato.
Mi sfondava con colpi secchi, entrando e uscendo completamente per poi colpirmi di nuovo. Volevo che finisse perché il dolore era atroce, ma allo stesso tempo volevo che non smettesse mai. Sono venuto sul pavimento senza nemmeno toccarmi, scosso dai brividi. Lui si è staccato, mi ha girato con la forza e, dopo aver pulito il cazzo fracido sulla sua canottiera sudata, me lo ha schiaffato in bocca.
Era così largo che mi faceva male alle mascelle. Sentivo il suo cazzo vibrare, poi ha iniziato a pompare. Uno, due, tre schizzi densi e grumosi mi hanno colpito la gola. Lui urlava, svuotandosi completamente mentre mi teneva la testa bloccata per i capelli. Quando si è staccato, stavo per sputare quel seme amaro e denso, ma lui mi ha tappato la bocca con la mano che sapeva di sudore e pelle. "Ingoia, o ti arriva un'altra sberla, troia."
Ho ingoiato tutto in due sorsi, sentendo quella consistenza quasi solida scivolare giù. Era molto più amaro di quello di suo fratello. "Quale è più buono?" mi ha sfidato. "Il tuo," ho risposto con un filo di voce. Mi ha dato un buffetto sprezzante sulla faccia: "Sei proprio una cagna. Ora fila a lavarti prima che torni lui."
Quel pomeriggio eravamo soli. Sullo schermo di Netflix passava una scena gay; io ho provato a fare il superiore, commentando quanto fosse effeminato quel ragazzo, ma lui non ha battuto ciglio. "Ognuno fa quello che vuole," ha risposto, senza staccare gli occhi dalla TV. Ho notato la sua mano che si grattava i coglioni sopra i jeans, il tessuto che si tendeva sotto la spinta di un’erezione improvvisa. Il cuore ha iniziato a battermi in gola. "Scene pericolose queste," ho sussurrato. Lui si è girato lentamente: "Sarei curioso di vedere te e mio fratello a letto."
Mi è mancato il fiato. Pensavo volesse denunciarmi alla famiglia, distruggerci. Invece si è alzato, emanando quell'odore di uomo che non si lava da due giorni, un mix di sudore acido e tabacco che mi faceva girare la testa. "Ho rovistato nel tuo comodino, Alex. Ho visto tutto. E quando eri in bagno o trovato il tuo account Twitter "Alex_Berlin_89" sul tuo Cell, sei una troia".
Mi ha spinto sul divano con una forza che mi ha lasciato senza fiato. "Se fai quello che dico, resterà un segreto. Ma non fare il finto tonto."
Mi ha ordinato di spogliarmi. Ho esitato e mi è arrivata una sberla secca sulla guancia; non fortissima, ma carica di autorità. Mi sono messo nudo, tremando, e lui mi ha tirato tra le sue braccia come se fossi un bambino, stringendomi in una posizione fetale contro il suo petto nudo e peloso. "Succhiami il capezzolo," ha ordinato con voce gutturale. Aveva la pelle calda, leggermente appiccicosa di sudore. Mentre succhiavo quel bocciolo scuro circondato dai peli, sentivo il profumo del suo petto, un odore di maschio selvaggio che mi ha fatto dimenticare che fosse suo fratello.
Mentre ero perso in quel contatto, ha spinto un dito con decisione verso il mio buco. Ho stretto i muscoli per lo shock e mi è arrivato un altro schiaffo sulla faccia già calda. "Muto. E continua a succhiare." Si è leccato il dito con un rumore umido e lo ha affondato dentro di me. Sentivo le sue unghie che mi graffiavano leggermente le pareti interne; il dolore mi ha fatto colare il cazzo all'istante. Mi usava con una prepotenza che mi faceva sentire una nullità, eppure godevo da morire.
"Alzati." Si è calato i pantaloni e sono rimasto senza parole. Il suo cazzo era enorme, di una tonalità quasi nera, carico di vene che sembravano pulsare di vita propria. Mi ha afferrato per la vita e mi ha piegato a pecora con uno strattone. È entrato di colpo, senza saliva, senza pietà. Il dolore della sua cappella a fungo che mi spalancava le viscere mi ha fatto vedere le stelle. A ogni spinta sentivo l'odore del suo cazzo sudato e sporco, un aroma di sesso stagionato che mi entrava nei polmoni a ogni respiro affannato.
Mi sfondava con colpi secchi, entrando e uscendo completamente per poi colpirmi di nuovo. Volevo che finisse perché il dolore era atroce, ma allo stesso tempo volevo che non smettesse mai. Sono venuto sul pavimento senza nemmeno toccarmi, scosso dai brividi. Lui si è staccato, mi ha girato con la forza e, dopo aver pulito il cazzo fracido sulla sua canottiera sudata, me lo ha schiaffato in bocca.
Era così largo che mi faceva male alle mascelle. Sentivo il suo cazzo vibrare, poi ha iniziato a pompare. Uno, due, tre schizzi densi e grumosi mi hanno colpito la gola. Lui urlava, svuotandosi completamente mentre mi teneva la testa bloccata per i capelli. Quando si è staccato, stavo per sputare quel seme amaro e denso, ma lui mi ha tappato la bocca con la mano che sapeva di sudore e pelle. "Ingoia, o ti arriva un'altra sberla, troia."
Ho ingoiato tutto in due sorsi, sentendo quella consistenza quasi solida scivolare giù. Era molto più amaro di quello di suo fratello. "Quale è più buono?" mi ha sfidato. "Il tuo," ho risposto con un filo di voce. Mi ha dato un buffetto sprezzante sulla faccia: "Sei proprio una cagna. Ora fila a lavarti prima che torni lui."
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Mamuka. Sottomissione Croata 🤤
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