Una particolare amicizia

di
genere
saffico

Conobbi Greta per lavoro in occasione di un corso per un software commercializzato dalla mia azienda. Mi colpì il suo viso dai lineamenti fini, un sorriso dolce, i suoi occhi azzurri e i capelli biondi ben pettinati ed ordinati in una acconciatura perfetta. L’empatia fu immediata, mi sentivo a mio agio e, penso, fosse così anche lei perché stava filando tutto liscio e senza intoppi.
Per la pausa pranzo ci recammo in un bar del centro e camminando notai il suo fisico sorretto da gambe lunghe e la minigonna esaltava i suoi glutei sodi. Davanti ad un’insalata, iniziammo a parlare di noi, della nostra vita. Aveva otto anni meno di me anche se mi fece enormemente piacere quando lei mi disse che mi credeva sua coetanea, ne aveva ventisette, perché avevo il viso molto giovanile. Da qualche mese lavorava in quell'ufficio, dopo vari lavori saltuari ed a tempo determinato come segretaria, hostess nelle fiere e modella. Era single da quasi un anno e di uomini non ne voleva sapere, dopo una cocente delusione d'amore. Io la informai di essere sposata, felicemente, anche se con alti e bassi, il mio lavoro che mi stressava e m'impegnava anche più delle canoniche otto ore. Stavamo parlando come vecchie amiche, come se ci conoscessimo da anni ed avessimo vissuto insieme molte esperienze e mi sembrò strano tutto questo anche se mi faceva piacere.
Il pomeriggio trascorse velocemente e ci congedammo baciandoci sulle guance e scambiandoci i nostri numeri di cellulare e il nostro indirizzo e-mail. La strada del ritorno fu meno faticosa e noiosa nonostante il traffico cittadino perché continuavo a pensare a lei ed a come mi aveva colpito.
Nel parcheggio della ditta il mio cellulare mi avvertì della presenza di un sms; arrivava da lei e diceva: “GRAZIE PER LA BELLISSIMA GIORNATA...SEI UNA PERSONA MOLTO INTERESSANTE...SPERO CI RIVEDREMO PRESTO...BUONA SERATA”
Risposi: “LO SPERO TANTO ANCH'IO...GRAZIE ANCHE A TE”

Tornata a casa, Sergio era intento nei preparativi della cena. Ci salutammo con un bacio ed andai a farmi una doccia. Con una scusa lo chiamai ed una volta in bagno, lo trascinai sotto l'acqua con me, iniziai a baciarlo. Lui prese a toccarmi il seno, poi si mise a stuzzicare le labbra della mia vagina ed io cominciai a fremere mentre la voglia mi assaliva. Toccai il suo pene eretto che ben presto entrò dentro di me. Mi dava dei colpi energici ed ogni volta era un piacere sempre più intenso finché lui non riuscì a trattenersi e tutto il suo sperma si mischiò all'acqua che scivolava sulla mia schiena.

* * * * * *

Nelle settimane successive ci fu uno scambio con Greta di sms e email, non solo per lavoro, ma anche per cose personali, per una battuta o semplicemente per un saluto. Mi piaceva tutto questo, avevo trovato un’amica e desideravo iniziare un rapporto che non avevo mai avuto con altre donne.
Un giorno Greta mi contattò per un altro appuntamento di lavoro e la sua voce mi provocò una forte eccitazione. Due giorni dopo mi presentai da lei che mi accolse con un gran sorriso ed un complimento sul mio abbigliamento, visto che dopo tanto tempo avevo indossato ancora una minigonna, scarpe col tacco alto ed una camicetta scollata anche se coperta da un foulard di seta. Lei era bellissima, forse ancora meglio di come la ricordavo ed era radiosa in volto, col sorriso negli occhi. Ci mettemmo al lavoro anche se lei, casualmente o volutamente, a volte mi sfiorava la mano o la coscia e dei brividi mi salivano dalla schiena.
Eravamo sole in ufficio perché il suo titolare era uscito per un appuntamento e non sarebbe tornato che in serata. Io le spiegavo i vari passaggi e lei mi fissava commentando solo con un sorriso. Non mi ero mai sentita così frastornata nel parlare con una donna anche se riconoscevo sempre la bellezza che potevo incontrare nelle varie persone.
Prima di uscire per la pausa pranzo, lei mi prese la mano e, guardandomi fisso negli occhi, mi disse:
“Certo che sei veramente brava a spiegare, sei così interessante ed affascinante quando parli e … volevo ringraziarti … “ mi baciò sulle labbra delicatamente e la lasciai fare.
“Scusa – si staccò sorridendomi – forse non dovevo …”
“No – risposi – mi ha fatto piacere, non mi ha dato fastidio, sei così sensuale e dalla prima volta che ci siamo incontrate non riesco a non pensarti!” e le accarezzai il viso.
Lei mi baciò ancora, stavolta più appassionatamente, le nostre lingue si toccarono iniziando un gioco voluttuoso ed eccitante e la sua mano toccò il mio seno. Ci fermammo, non era certo il luogo per continuare o, forse, in quel momento bastava quello e proseguimmo con il nostro lavoro.
In pausa pranzo, al solito bar, non toccammo minimamente il discorso, forse per finto pudore o perché entrambe aspettavamo che fosse l’altra ad iniziare. Parlammo però di argomenti intimi, dei nostri amori e, nel mio caso, del rapporto con mio marito. Tornammo in ufficio e mi resi conto di come ero coinvolta ed affascinata da questa donna.
Il pomeriggio proseguì nel migliore dei modi con sguardi e carezze occasionali (o volute) da parte mia e da parte sua, carezze sulle mani, sulle cosce, le ginocchia e, quella che mi diede sul collo, mi fece perdere per un attimo la concentrazione. Mi frenava ancora qualcosa ma, in quel momento, avrei voluto infilarle la mia mano in mezzo alle sue cosce … ma mi fermai alla fantasia.
Ci salutammo con un abbraccio ed un bacio e, visto che eravamo ancora sole, il bacio fu sulle labbra, fuggente, quasi timoroso ma altrettanto bello come quello della mattina. Vista l’ora andai direttamente a casa e Sergio non era ancora arrivato. Andai in camera per spogliarmi e guardandomi allo specchio iniziai ad accarezzarmi il seno giocando coi capezzoli turgidi. Rimasi solo col perizoma, mi stesi sul letto e con la mano cominciai a toccarmi le parti intime e, sentendomi già bagnata, mi eccitai ancora di più e cominciai a masturbarmi infilando prima un dito e poi un secondo muovendoli dentro e fuori, lentamente poi velocemente pensando a Greta, alle sue mani, ai suoi baci, e raggiunsi un orgasmo molto appagante. Mi resi conto che non avevo considerato il fatto che potesse entrare mio marito da un momento all’altro ma, pensai che non gli sarebbe dispiaciuto trovarmi in quella situazione … ne avrebbe senz’altro approfittato!
Il cellulare mi segnalò la consegna di un sms, di Greta:
“NON HO POTUTO TENERE FERME LE MIE MANI ED HO GODUTO PENSANDO A TE … SEI BELLISSIMA E TREMENDAMENTE SEXY!!”
Risposi: “IDEM … IDEM … IDEM … QUANDO CI POSSIAMO RIVEDERE?”
Nel frattempo pensavo ad una reazione di Sergio se avesse saputo questa cosa, questo mio interesse per un’altra donna; probabilmente, come tutti gli uomini, si sarebbe arrapato ed avrebbe chiesto di partecipare anche se io sinceramente non lo consideravo. Avrei voluto parlargliene ma, forse, per il momento non era il caso.

In passato, avevo diciotto anni, fui corteggiata da una donna di quaranta, una mia insegnante di danza. Un pomeriggio dopo la lezione, dopo la doccia, mi spalmò la crema sulla schiena. Mi massaggiò i glutei e, mi ricordo, come le sue mani tremavano mentre in silenzio la lasciavo fare; maliziosamente, le sue dita scivolarono verso l’interno delle cosce, sfiorando il perineo e le labbra della mia vagina, poi lei improvvisamente si staccò. Forse se le avessi dato un segnale si sarebbe fatta avanti ma, dopo quella volta, non ci provò mai più.

Per il momento decisi di non parlarne con lui, volevo che fosse una cosa solo mia anche se l’idea di avere un rapporto a tre mi stuzzicava.
Le settimane successive ci fu uno scambio quotidiano di messaggi e e-mail a volte provocanti ed altamente erotici e scoprii di avere una parte di me molto sensuale che aiutava l’intimità con mio marito.

Un giorno Greta mi propose di festeggiare il suo compleanno invitandomi insieme a Sergio ad una cena in un locale della nostra città. Ovviamente accettai senza remore anche se, in cuor mio, avrei preferito essere sola con lei. Lui non chiese molte informazioni, quelle poche che gli avevo dato bastarono perché anche lui accettasse di buon grado.
Quella sera ero emozionata come un’adolescente al primo appuntamento. Curai ogni particolare, dal trucco all’abbigliamento. Completino con perizoma ridottissimo, praticamente un triangolo di seta sul davanti oltretutto trasparente, e reggiseno con una striscia di tessuto trasparente in corrispondenza dei capezzoli, coperto da un miniabito nero, elegante con scarpe tacco dodici.
Sergio, appena mi vide, mi fece un gran complimento e si avvicinò con l’intenzione di fare sesso talmente si sentiva eccitato, ma lo fermai anche se le sue carezze cominciavano a stuzzicare i miei pensieri e le mie voglie.

Arrivati al ristorante, Greta era già seduta al tavolo, bellissima come non mai, anch’essa con un miniabito, sembrava ci fossimo messe d’accordo, però bianco che faceva risaltare le sue gambe abbronzate, il suo sedere e il suo seno sodo che mi pareva essere più grosso di come me lo ricordavo. Iniziammo dialoghi su vari argomenti, molto leggeri e notai che, quando Sergio parlava, lei lo guardava estasiata ed attratta da lui.
Mio marito faceva sempre questo effetto, non era il classico “bello da copertina”, lui ammaliava le persone col suo sguardo profondo, la voce carnosa ed a tratti molto sexy e con un’intelligenza molto acuta che traspariva dalle sue parole.
A metà cena, lei mi chiese di accompagnarla in bagno ed io la seguii senza esitare.
“Interessante tuo marito – esordì mentre ci rifacevamo il trucco – molto affascinante!”
Acconsentii con un pizzico di gelosia che però lei mi fece dimenticare subito con una carezza ed un complimento:
“D’altronde con una donna come te non potrebbe essere altrimenti … sei terribilmente sexy stasera … “ mi baciò incurante di essere in un luogo pubblico.
La ringraziai ricambiando con un bacio e con lo stesso complimento. Lei mi propose:
“Cosa ne dici se dopo cena andiamo a casa mia o a casa vostra … se tuo marito ci vedesse amoreggiare, pensi che se ne risentirebbe? “
“Non lo so, non credo – risposi – anche perché mi da l’impressione che abbia capito qualcosa.”
“Ho voglia di far l’amore con te! Solo con te! – uscì di punto in bianco lei, lasciandomi senza parole – Se tuo marito vuole guardare per me va bene … pensi si possa fare? “
“Proviamo” feci io e stavolta la baciai appassionatamente con tutta la mia passione.
La cena proseguì senza intoppi, come se ci conoscessimo da anni, con battute spiritose e doppi sensi che facevano ingolosire tutti e tre. Dopo aver pagato il conto, ci alzammo ed io proposi di andare a casa nostra per continuare la serata “con una piccola sorpresa” aggiunsi guardando con occhi maliziosi sia Sergio che Greta.

Una volta in casa, cominciammo a chiacchierare, ridere e scherzare, quando Greta, senza mezzi termini, chiese a Sergio:
“Hai mai pensato di come tua moglie potrebbe stupirti e di come potrebbe eccitarti, che ne so, magari accarezzando il corpo di una donna oppure baciando un’altra donna …” ed iniziò a farmi quello che aveva appena pronunciato.
Sergio sul momento rimase sbalordito, incredulo, ma quando vide che io la stavo lasciando fare, mi sembrò interessato.
Mi stavo eccitando ancora di più ed i nostri baci diventavano sempre più appassionati, le nostre lingue ormai s’incrociavano e passavano dalle nostre bocche a dietro le orecchie, sul collo e la passione ebbe il sopravvento.
Andammo in camera, io la spogliai e lei mi spogliò rimanendo entrambe solo in intimo. Lei mi accarezzò il seno ed io feci altrettanto e sotto il reggiseno sentivo i suoi capezzoli sempre più duri e non riuscii più a desistere dal leccarli. Eravamo ormai stese sul letto in un intreccio di gambe mentre i nostri seni si toccavano procurandoci un intenso piacere. Cominciai ad accarezzarle l’ombelico e poi il minuscolo triangolo del perizoma quasi con timore fino a quando lei con la sua mano accompagnò il mio dito medio tra le labbra della sua vagina. Era tremendamente bagnata e sentivo solamente una sottilissima striscia di peli sul pube. Muovevo il mio dito dall’interno all’esterno prima lentamente poi con maggiore frequenza, inserendo anche il secondo. Lei si dimenava e gemeva cercando i miei baci, la mia lingua e sospirando un continuo e frenetico “Si”.
Mi voltai solo un attimo per veder dov’era finito Sergio e lei riuscì a prendermi i glutei e girarmi. In un attimo mi tolse il perizoma e iniziò a leccarmela prima fuori, poi imitò quello che avevo appena fatto io con le mie dita. Non avevo mai provato una sensazione del genere anche perché ero sempre stata un po’ restia al rapporto orale … ma, Greta era davvero brava!
Vidi Sergio seduto davanti a noi che si stava masturbando e, forse, aveva capito che volevamo fare sesso solo tra noi due oppure gli piaceva guardare quello spettacolo inatteso ed eccitante.
Greta ad un certo punto si girò e mi mise la sua vagina in faccia invitandomi a leccarla e, così, provai questa nuova esperienza e mi piacque, mi piacque tantissimo.
Poi continuammo ancora con le dita, uno, due anche tre, non capivo più niente, lei era in preda ad un’eccitazione quasi animalesca. Sergio probabilmente era già venuto perché nel frattempo lo sentii gemere sempre più intensamente, finché anche noi due quasi all’unisono raggiungemmo un meraviglioso ed appagante orgasmo.

Ci sdraiammo tutti e tre nudi ed i nostri corpi vibravano sotto le carezze che ad intervalli ci scambiavamo.
“Complimenti a tutte e due – esordì Sergio – però, la prossima volta, posso partecipare anch’io?”
Ridemmo insieme non perché sarebbe rimasta una battuta o una richiesta di un uomo voglioso ed eccitato ma perché, probabilmente, era quello che volevamo tutti e tre, un’intensa e particolare amicizia.

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2026-01-21
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