Da LIMZ a LIRJ

Scritto da , il 2021-06-15, genere etero

Tutto è ancora immerso nel silenzio, rotto ora dal cigolio del pesante cancello di ferro dell’hangar. Il mio amico è li, mi aspetta. Rimuovo i fermi delle ruote, controllo che qualche fesso non abbia scordato le chiavi nel cockpit e poi inserisco la barra nell’alloggiamento del carrello anteriore. Il papa golf si muove sornione. Sono certo che avrebbe dormito ancora un po’, ma non è la giornata. Ti aspetta un bel volo mio caro!
Eseguo i controlli esterni, accarezzando la pelle di metallo. Ne muovo le lunghe braccia per controllarne la motilità. Si lascia fare docile, godendosi il fresco del mattino e la carezza leggera del vento.
È ora di colazione mio caro. A turno riempio i due serbatoi, richiudo i tappi e verifico l’assenza di acqua nel carburante.
Non resta che salire. Prima io, al posto di sinistra. Poi lei, a destra.
Inizia la lista dei controlli per accensione. Prima di fare vivere il suo cuore di metallo apro il finestrino e grido
“ ELICA!!” anche se mi sento un coglione: chi vuoi che ci sia alle sei del mattino su questa sperduta pista nel mezzo della campagna cuneese?
Il motore borbotta, sembra far resistenza, poi grida con voce tonante. Mi sa che gli abitanti delle cascine vicine mi manderebbero volentieri a quel paese.
Controlli post accensione Ok.
Chiamiamo il torraiolo.
“Cuneo buongiorno, india Charlie november papa golf”
“Papa Golf avanti” non sento il che minchia volete, ma sono certo che sia partito ancora prima della risposta
“India Papa Golf papa alfa ventotto, VFR per Marina di Campo, piazzola aeroclub, pronto per il rullaggio”
“Papa Golf rulli posizione attesa zero tre, vento al suolo 2 nodi direzione variabile, visibilità orizzontale 1400 metri, ceiling 700 piedi. Scattered a 1000, libero al disopra, QNH 1012”
Ecco, appena sotto le minime cazzo.
Vabbè, chi se ne frega. Appena ci alzeremo il cielo sarà sgombro.
Rullo nella posizione indicata mentre eseguo gli ultimi controlli.
Flap una tacca, trim per decollo, pompa carburante on, luci navigazione on, aria calda al carburatore chiusa, comandi liberi fino a fine corsa.
Lei ha tutte le cartine appoggiate in grembo, in ordine di uso.
“India Papa Golf pronto per la partenza”
“Autorizzato decollo pista zero tre, finale libero”
Mi allineo, controllo bussola e direzionale , spingo la manetta a fondo. L’elica squarcia l’aria immobile del mattino, la velocità aumenta, piede destro per tenere l’allineamento. La velocità sale, 20…30…50..70 nodi, trazione lenta al volantino e…siamo nati!
“India Papa Golf, decollo ai 33, riporti Fossano 1500 piedi”
“Farà Papa Golf”
Trimmo la salita a 85 nodi. Pochi secondi e siamo nel sole. Uno spettacolo fantastico si presenta ai nostri occhi. I paesi emergono dalla bruma del mattino, le case brillano nel sole, in un mare di nebbia impalpabile che avvolge ogni cosa. Lei sorride, incantata dallo spettacolo.
250 via flap
500 pompa carburante off.
Giù l’assetto, la velocità sale, regolo trim e manetta per 150 nodi.
Saliamo ancora, superiamo l’appennino ligure. Il mare luccica santi a noi.
Imposto prua e quota sull’autopilota. Regolo le radiali del VOR per la navigazione, le frequenze dei controlli che ci saluteranno durante il volo.
Ora è il momento di rilassarsi.
Attorno il paesaggio è bellissimo. Valeva la pena alzarsi presto per godere di tutto questo. Anche rinunciare a qualche piacere mattutino, anche se a malincuore.
Abbiamo superato Genova, sotto di no il mare e, in lontananza, l’Isola d’Elba, ancora lontana.
Si stiracchia sul piccolo sedile di fianco, facendo risaltare il seno e le gambe abbronzate negli shorts.
Mi piaci di morire e lo sai. Adoro come mi torturi con il tuo corpo da Dea.
Ora che fai? Metti le cartine nella tasca laterale, mantenendone l’ordine.
Ti giri verso di me. Cosa hai in mente?
Hai uno sguardo languido e caldo che mi induce pensieri lascivi, pensieri che ti scivolano addosso seguendo le tue forme.
Come per caso la tua mano sfiora una gamba, solleticando appena la peluria che reagisce alzandosi. E non è la sola. Ma che te lo dico a fare? Lo sai bene, era questo il tuo piano.
Risali lenta, scivolando sotto la stoffa del bermuda. Premi la mano sulla coscia. Sei così morbida amore mio, morbida e calda.
La salita mi dà i brividi, una vertigine ad alta quota. Ancora più su, fino a lambire la stoffa che copre i testicoli.
Mio Dio, che fai? Lo sai che non tornerò indietro, mi porti fino al limite della mia resistenza.
Ma ora la mano non si accontenta più, scivola decisa sulla patta, se ne impadronisce. La stringe, prima di abbassare con movimento perentorio la zip. La cintura cede sotto le tue dita esperte. Spingo indietro il sedile, ti assecondo docile. Il desiderio di questa mattina è rimasto sopito, ma non se n’èandato. Rieccolo ora, prepotente, nella tua mano leggera. Ora solo il boxer separa il tuo e il mio desiderio. Ma cede facilmente, si abbassa alla volontà della Dea. Mi afferri, con decisione e dolcezza. Stringi appena l’asta tesa, scoprendo la cima lucida del piacere che provo. Solo tu sai farmi questo, solo tu.
Il movimento è lento, ritmico, sale e scende come le scosse che mi attraversano la spina dorsale. Ho liberato il mio corpo da inutili orpelli consegnandomi completamente al tuo desiderio, e tu ci giochi, ora accelerando ora rallentando. Mi tieni sospeso ben sopra la quota a cui voliamo, mi fai precipitare e appena un attimo prima dello schianto mi freni.
La tensione aumenta, appoggio la testa al sedile abbandonando ogni resistenza. Voglio quello che vuoi tu. Aumenti la stretta e il ritmo fino a che senti le pareti spingere nella tua mano, pulsare la carne e la sensazione di un fiume sotto le dita.
Zampilli rapidi si innalzano per poi ricadere caldi sulle tue mani, sul mio ventre. Non ho più cognizione del tempo, del luogo, il piacere invade ogni parte di me. La sensazione che provo non posso , forse è la porta del Paradiso che mi appare davanti.
Porti alla bocca il seme che ha bagnato le tue mani, lo gusti, per poi passare a quello che porto su di me. Sei lenta, metodica, dolce e assetata allo stesso tempo.
L’impudicizia che solo a me riservi è un dono prezioso. Questa sera saprò ripagare tanta dedizione, vedrai.
La radio gracchia.
“India Papa Golf, riporti a 30 miglia da Marina di Campo. Autorizzato avvicinamento pista 34”
“Fará Papa Golf” risponde la tua voce suadente alla radio
Non avrei potuto rispondere.
Ora ridi e mi dici
“Che potevi dirgli tu? Riporto venuto?”
Sei terribile, e ti amo.




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