Simona Bamba, la schiava "Trans".

Scritto da , il 2021-04-14, genere dominazione

Era un piacevole tardo pomeriggio di Giugno, con un venticello mite a rinfrescare l'aria. Simona era in uno stato di dormiveglia, come se fosse quasi incosciente. Era seduta a godersi il tramonto, e iniziando a viaggiare con la testa, ripercorse gli anni del liceo in cui conobbe la sua amica Mara.
Simona era una ragazza un po' grezza, decisamente ignorante e nemmeno molto intelligente. Non coltivava alcun'interesse per attività culturali o di studio e l'unico impegno che aveva era la danza, in cui eccelleva sin da bambina. Era alta circa 1.75 mt e la disciplina le esaltò ancora di più quel gran bel corpo, donandole spalle larghe, ventre e seno piatto (non raggiungeva la prima taglia) e un meraviglioso culo di pietra che non esitava a mettere in mostra, leggermente più grande rispetto alla media delle altre ballerine. Le gambe lunghe e affusolate, decisamente toniche e forti e non poco muscolose, terminavano in un 40 di piedi bellissimi che Simona curava maniacalmente tenendoli sempre smaltati con french. La pelle già mulatta di natura, veniva scurita con le lampade che Simona faceva spesso, sembrando sempre abbronzata. I capelli castani, avvolgevano un viso non eccellente per via dei lineamenti un po' sgraziati.
Anche Mara era una ragazza decisamente pigra e ignorante senza interessi, ma era molto intelligente, scaltra e affabulatrice e inoltre, godeva di una buona posizione sociale ed economica, che le avrebbe già dato lavoro appena uscita dal liceo. Lei era alta circa 1.65 mt, cappelli lunghi castano chiaro e un viso bellissimo con occhi verdi e labbra carnose. Fisico molto naturale con una quinta di seno da far girare la testa, e delle gambe non molto lunghe ma perfette. Culo purtroppo un po' piatto, ma piedi numero 38 meravigliosi e curatissimi, che teneva sempre smaltati di nero insieme alle mani.
Lei e Simona divennero subito migliori amiche, non litigavano mai e stavano sempre insieme a perdere tempo. Parrucchiere, estetiste, TV spazzatura e pettegolezzi erano le uniche cose che facevano. Mai uno spettacolo a teatro, mai un concerto o qualsiasi attività culturale di livello, e meno ancora lo studio, tant'è che si diplomarono a stento e col minimo dei voti.
Più il tempo passava e più diventavano amiche sempre più intime, andando anche in vacanza insieme e preferendosi ai loro fidanzati di turno. Adoravano raccontarsi nei dettagli ciò che facevano intimamente coi loro partner, scambiandosi consigli, esperienze e pratiche da adottare e soffermandosi sempre su quanto fossero entrambe molto feticiste dei piedi, a tal punto che spesso dovevano imporlo ai loro compagni di letto. Arrivavano addirittura a filmarsi mentre facevano seghe coi piedi, per poi scambiarsi video e commenti.
La loro intimità e complicità era tale che, una volta, si fotografarono nude una vicino all'altra, pubblicando le foto su dei siti porno a pagamento.
Più passava il tempo e più questo rapporto si rinforzava, e quando avevano 23 anni, successe una cosa che cambiò le loro vite. Simona non riusciva a lavorare, in quanto non era capace veramente in nulla se non nella danza, ma aprire una scuola di ballo richiedeva troppo impegno per lei, che aveva la testa solo per curare il suo corpo, scopare, fare la feticista dei piedi e passare le giornate con Mara. Avrebbe potuto attendere solo che qualcuno la sposasse facendosi mantenere, oppure fare al massimo la domestica in casa di qualcuno a pochi euro l'ora. D'altro canto Mara, invece, aveva un "lavoro" che per solo 2/3 ore al giorno, le assicurava almeno 6000/7000 euro al mese e in più era proprietaria di due case in centro. Durante uno dei loro quotidiani aperitivi, in una pausa dalle loro solite chiacchiere, Simona comunicò una leggera preoccupazione per il suo futuro, ma la soluzione al problema era ovvia ad entrambe, e subito Mara le disse "E che problema ci sta, vieni a vivere con me, fai tutto quello che dico io e stiamo sempre insieme. Ma devi fare proprio tutto tutto tutto eh!". Simona accettò senza pensarci su neanche un secondo, e subito dopo Mara stilò un inutile contratto di mezza pagina, in cui c'era scritto che Simona si sarebbe impegnata a vivere a vita con lei, facendo tutto ciò che lei ritenesse opportuno. Simona non lo lesse nemmeno e firmò all'istante.
Gli anni passavano e loro due vivano benissimo insieme, non avendo mai nessuno screzio. Durante le 2/3 ore al giorno in cui Mara "lavorava", Simona faceva da domestica ed era anche diventata brava, e una volta tornata la sua proprietaria, passavano tutto il giorno come piaceva a loro: Tv spazzatura, cura maniacale del corpo e shopping. Arrivata la sera guardavano video porno sadomaso insieme e passavano la nottata a leccarsi i piedi e fare sesso lesbo che non avevano mai fatto prima di sancire contrattualmente il loro nuovo rapporto. A Mara andava più che bene tutto ciò, perché continuava comunque a frequentare altri uomini e donne fuori, ma raramente li condivideva con Simona, di cui era comunque un po' gelosa, in quanto sua proprietà. A Simona invece mancavano un po' gli uomini, ma non tanto il cazzo, (che Mara aveva provveduto a sostituire comprando dei bellissimi strap-on) quanto la sborra, che lei tanto adorava. Ma questo era l'unico scotto che doveva pagare per quel rapporto idilliaco che andava ben oltre le sue migliori aspettative future.
Passarono 3 anni sempre più belli, e quando erano entrambe ventiseienni, Mara volle fare una confessione a Simona: "Amò..." (si chiamavano spesso, grezzamente così) "mi manca uno schiavo maschio. Ma uno schiavo vero anche da torturare e umiliare, più di quanto già faccio con te. Però voglio che questo schiavo sia tu". Simona non poteva rifiutare e si limitò solo a chiedere come potesse realizzare tutto ciò, e Mara le disse che aveva conosciuto un chirurgo donna che praticava una nuovissima tecnica di modifica del sesso. Non era ancora una tecnica ufficiale, ma aveva lo 0% di rischio e costava molto, ma questo non era un problema per Mara, che avrebbe pagato senza accusare la spesa. L'operazione consisteva nel fornire un apparato maschile perfettamente funzionante, capace anche di eiaculare, e si poteva perfino scegliere la misura che si desiderava.
Un mese dopo, emozionatissime, Mara e Simona partirono per raggiungere l'obbiettivo concedendosi prima dei giorni di vacanza per consacrare le ultime ore di Simona femmina. La notte prima dell'intervento, Mara la passò tutta a leccare la fica di Simona e massaggiargliela coi piedi. Le augurò una buonanotte dicendole "Amo, sai quante seghe coi piedi ti farò da domani?!". Risero, si baciarono e si addormentarono.
Dopo due giorni Simona uscì dalla clinica, l'intervento andò alla perfezione e lei si sentiva bene come non mai. Mara prese per lei una scelta particolare, quella di farle avere un cazzo di soli 12 cm. Giustificò la cosa dicendo che, in quel modo, avrebbe potuto umiliarla per le sue ridotte dimensioni, che sarebbero comunque bastate per scopi sessuali. A Simona la cosa non turbava proprio, e l'unica cosa che chiese a Mara, era quella di poter avere un pompino quella sera stessa. Arrivata a casa Mara le fece un meraviglioso pompino, facendosi venire in bocca per poi baciarla con la bocca piena di sborra. I primi giorni passarono così, tra pompini, feetjob e scopate, e a Simona non pareva vero che poteva anche segarsi guardando Mara leccarsi i piedi, sborrarsi sui suoi, e leccare insieme via la sborra.
Mara diede anche un nuovo nome a Simona, modificando persino quel ridicolo contratto firmato da entrambe anni prima. Il nuovo nome era Simona Bamba, e ad entrambe piaceva tantissimo.
Dopo i primi giorni di ambientazione e di eccitazione irrefrenabile per la novità, Mara comunicò a Simona Bamba che doveva compiere un altro step per completare il suo fisico. Le disse che l'avrebbe voluta più tonica e più muscolosa, un po' più mascolina. Le comprò quindi un sacco di attrezzi e macchinari di ultima generazione, che spostò nel garage adibito appositamente a palestra per Simona Bamba. Le fece anche prescrivere una dieta e degli integratori per velocizzare e ottimizzare il processo.
Dopo soli 6 mesi, Simona raggiunse una forma fisica da far paura, guadagnando persino un cm in altezza. Non era gonfia, non era grossa, ma aveva tutti i muscoli del corpo evidenti, sempre visibili anche quando non li fletteva ed era diventata fortissima, raggiungendo un peso di 76 kg per 176 cm. Mara era talmente eccitata dalla nuova forma fisica di Simona Bamba, e ogni sera si faceva dedicare danze con pose culturiste, chiedendole di ballare in modo buffo, ridicolo ma eccitante. Non c'era sera in cui non scopavano, e a Simona Bamba faceva impazzire farsi scopare mentre veniva presa a pugni, frustate, bacchettate e percosse in generale su tutto il suo corpo forte e resistente.
Col tempo, si fece sempre più evidente per entrambe, la volontà di praticare torture sempre più violente per sfruttare al massimo le nuove capacità fisiche di Simona Bamba. Mara la legava sempre più spesso, in tutti i modi che le andava. Adorava tenerla imbavagliata per ore, affogarla coi suoi piedi e soprattutto adorava torturarle quel cazzo in qualsiasi modo, passando da semplici ginocchiate, a scuoterlo con delle scariche elettriche mentre era attorcigliato con dei pesi. Spesso Simona Bamba veniva usata anche come pony, come ceneriera e gabinetto umano (solo per l'urina però), ma anche a Mara a volte, non dispiaceva prendere l'uccello di Simona e farsi pisciare per tutto il corpo. Era chiaro che Mara era la padrona, ma era altrettanto chiaro che il loro rapporto base, quello di amicizia, complicità e rispetto, non era mai stato messo da parte.

Simona Bamba si ridestò, seduta sulla sedia fuori a godersi il tramonto in quel tardo pomeriggio di giugno. Si ricordò che Mara l'aveva lasciata lì fuori da circa tre ore, e che in realtà non era comodamente seduta, ma interamente legata alla sedia e imbavagliata con due paia di calzini su cui Mara aveva prima pisciato, poi fissato nella bocca di Simona con moltissimo nastro isolante, come piaceva a lei. In quel momento sentiva particolarmente il plug anale 3x12 cm che la sua amica le aveva lasciato in culo ed ebbe un'erezione. Si ricordò che Mara era in camera da letto a scopare con la loro spacciatrice da cui doveva acquistare cocaina ed erba. Poco dopo le sentì salutarsi e Mara uscì fuori al terrazzo dove aveva lasciato Simona Bamba circa 3 ore prima, all'arrivo della spacciatrice. Esordì con: "Oh amò scusa, ci ho messo un po' ma Gabriella m'ha praticamente sfondato il culo con lo strap-on e poi aveva da poco fatto la pedicure, quindi ne ho un po' approfittato dei suoi piedi". Simona Bamba le sorrise con gli occhi, ancora più eccitata, mentre Mara chiudeva uno spinello d'erba. Iniziò a fumarlo lentamente, appoggiando i suoi piedi sulle gambe di Simona e accarezzandola un po' ovunque. Fece diversi tiri di canna e poi si avvicinò al volto di Simona e, dopo averglielo leccato tutto, le mise il filtro dello spinello in una narice, tappandole l'altra col dito e obbligandola a tirare come se fosse cocaina. Ripeté altre 3 volte, poi le tolse lo strettissimo nastro isolante e i calzini da bocca, dandole un bacio lunghissimo e appassionato al sapore del suo stesso piscio. Non staccò la bocca fin quando Simona Bamba non esplose in una sborrata enorme per la sega che le stava facendo durante quel meraviglioso bacio pieno di sentimento.


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