Maledetto COVID

Scritto da , il 2021-01-27, genere etero

È strano questo assoluto silenzio mentre saliamo le scale del palazzo. Il palazzo, con i suoi dodici appartamenti su quattro piani, è normalmente vivace anche grazie alla presenza di sole famiglie giovani. Siamo io e mia moglie, con i nostri 47 e 42 anni gli anziani. Ma oggi è l’ultimo dell’anno e sono tutti partiti per festeggiare a casa di qualche amico - alla faccia dei divieti! - Tutti tranne noi e la coppia che ci ha invitato. È nato tutto per caso - non ci conosciamo se non per i soliti buongiorno e buonasera quando ci si incontra per le scale, anche perché loro sono venuti ad abitare nel palazzo solo da un paio di mesi – due giorni fa quando sono venuti a chiedere a mia moglie informazioni sul nido dove lavora essendo la ragazza al settimo mese di gravidanza. E li tra una cosa e l’altra è uscito che saremmo stati gli unici a festeggiare l’ultimo dell’anno a casa. Il loro invito è stato insistente ed ora eccoci qua, un poco a disagio a salire le scale. Mi distraggo un poco guardando il culo di mia moglie fasciato da un paio di jeans aderenti e le lunghe gambe slanciate ancor più dal tacco dodici delle scarpe - è l’ultimo dell’anno, un tocco glamour ci vuole! – se non avessi da reggere un paio di bottiglie di ottimo Franciacorta saprei io dove metterle le mani…
-pronta amore?
-come sto? Forse avrei dovuto mettere qualcosa di più elegante, il vestito verde…
-sei bellissima così, non siamo ad una cena di gala, poi con quei jeans… e anche il lupetto senza maniche col body di pizzo è perfetto
Busso alla porta
-prego accomodatevi, benvenuti
È Michele che ci accoglie e ci accompagna in soggiorno dove troviamo Anna indaffarata a finire i preparativi. Si scusano per l’abbigliamento ma tra una cosa e l’altra è venuto tardi e non sono ancora riusciti a cambiarsi.
-nessun problema, potete stare così, siete a casa vostra e anche noi non siamo così eleganti
C’è da dire che in quella casa fa veramente molto caldo, inoltre la mia risposta è più furba di quanto possa sembrare perché la corta vestaglietta che indossa Anna lascia scoperte le sue belle gambe e dalla scollatura si intravede il seno gonfio. Perché negarsi questo piacere?!
Nell’attesa che tutto sia pronto Michele stappa una bottiglia di Franciacorta giusto come aperitivo e con i calici in mano brindiamo a questa particolare serata poi Anna accompagna mia moglie a vedere l’appartamento mentre noi uomini provvediamo agli ultimi preparativi.
Il chiacchiericcio delle donne che giunge dall’altra stanza mi rivela l’ottima sintonia che si è creata tra di loro e questo mi rasserena. Giulia, mia moglie, è sempre restia nei rapporti interpersonali e questa cena l’ha resa nervosa, inoltre non è amante del vino e mi ha stupito vederla col calice in mano. Forse quel goccio di spumante l’ha aiutata a sciogliersi un po’ e la cosa mi è gradita.

L’ottima cena preparata da Anna scorrere piacevole anche grazie alla loro capacità di metterci a nostro agio. Ci parlano di loro e scopriamo che hanno rispettivamente 32 anni lui e 36 anni lei, che lui è elettricista e lei impiegata in banca. Si sono conosciuti grazie alla lavatrice di Anna che ha mandato in corto l’impianto e Michele è stato il prode paladino accorso in suo aiuto.
-è stato il classico colpo di fulmine al punto che, scusate se lo dico e potrei scandalizzarvi, non mi sono limitato a sistemare il problema, non so se mi spiego…
L’uscita di Michele ci mette un poco in imbarazzo e guardo mia moglie che è arrossita visibilmente. Giulia è molto riservata in tema “sesso” anche se a letto non si tira indietro ma ha troppi tabù e sostiene che quel che succede tra marito e moglie in camera da letto è cosa privata e non deve uscire dalla camera da letto.
Cerco di stemperare la tensione col classico stereotipo
-ma non è l’idraulico il fortunato ospite delle case altrui?
-no, credimi, sono otto anni che faccio questo lavoro e quel che si dice delle casalinghe è vero. Certo non sono tutte delle assatanate bramose di sesso ma qualche lavoretto in giro capita di farlo
Giulia guarda la coppia stupita
-scusa, ma vuoi dire che tu, tu…
-tu cosa? mi chiedi se soddisfo qualche cliente? Certo
Giulia è scioccata
-ma tu Anna?
-che problema c’è? Micha le sposa, anzi, quando capita poi mi racconta tutto e allora sì che è festa…
Un altro bicchiere di Franciacorta è il modo di Giulia per assorbire l’uscita di Anna
La cena prosegue ma qualcosa è cambiato, non so cosa, ma ho come l’impressione che Michele sia interessato a mia moglie. Parlano molto tra di loro, finanziamenti, costi bancari, sembra quasi che Michele voglia ingraziarsi mia moglie, bella sfida che si è scelto, ma noto che Giulia non è formale nel rispondere, non è così controllata come solitamente fa, è più rilassata, quasi disponibile… inoltre non rifiuta il pur poco vino che puntualmente le viene versato nel bicchiere. Oddio non è che stia bevendo come una spugna, messo tutto insieme saranno forse tre flut di spumante, ma rispetto ai suoi standard è un’esagerazione.

Terminata la cena sistemiamo la cucina e in attesa della mezzanotte ci accomodiamo nel bel soggiorno. Moderno, essenziale, come piace a noi, con pochi elementi che lo caratterizzano come la scultura di un nudo di donna posto tra il grande divano e una delle due poltrone e la stampa di un’opera di Miró appeso alla parete. Una tenda raffigurante lo skyline di New York nasconde la grande porta finestra che si affaccia sul balcone e sui palazzi intorno. Sono degli ottimi padroni di casa e la musica di sottofondo ne è la conferma, calda, avvolgente, rilassante. Per non creare eventuale disagio ci chiedono prima se possono accendere dell’incenso per coprire gli odori della cucina. Perfetti. Chiacchieriamo tranquillamente fino a quando Michele si scusa allontanandosi per tornare poco dopo con due buste
-questo sembra il momento migliore. È un semplice pensiero ma è doveroso.
E porge ad Anna una busta
-questo invece è per te. Spero ti piaccia
Rimaniamo spiazzati dal gesto
-ma noi non abbiamo pensato a nulla, non serve che vi disturbiate, non è il caso
Anna è in evidente imbarazzo ma io prendo la busta da cui tolgo uno smart box per un weekend alle terme.
-spero che vi piaccia, noi andiamo spesso alle terme, è molto rilassante e ci aiuta molto come coppia, il pancione di mia moglie è il risultato di una di queste uscite.
-si certo anche a noi piacciono ma ormai sono sempre troppo piene. Non riesci ad avere un angolo di privacy come si deve…
Guardo Giulia e le schiaccio l’occhio. Lei sa perché.
intanto Anna ha tolto il suo regalo dalla busta e ce lo mostra. Un abito nero, corto, di quelli a corpetto senza spalline e un completino intimo estremamente sexy con perizoma, reggiseno e reggicalze anche questi neri.
-quando l’ho preso pensavo potessi usarli questa sera ma questo maledetto virus ci ha costretti a casa. Peccato, sarà per un’altra occasione.
-amore sei una continua sorpresa ma se vuoi farmi un grande regalo ho bisogno di un massaggio rilassante ai piedi e alle gambe, quando arrivo a sera mi fanno sempre male. Non vi disturba se Michele mi massaggia, è veramente bravo
-a chi lo dici, anche io ho sempre dolore alle gambe e ai piedi, d'altronde questa mia passione per i tacchi alti non mi aiuta di certo ma mio marito proprio con le mani non ci sa fare
-allora è l’occasione per provare il massaggio rilassante di mio marito, vedrai, ti scioglie tutte le tensioni e…
Anna e Michele si scambiano uno sguardo furbo che nasconde mille segreti
-è vero Giulia, devi provare il mio massaggio, sarà una bellissima sorpresa
La risposta di Giulia mi stupisce
-davvero? Non ti creo problemi? Mi piacerebbe un massaggio anche perché comincio a sentire una certa stanchezza… e non so voi, ma io ho particolarmente caldo
In effetti anche io mi sento strano, come leggermente stordito ma tra aperitivo e cena abbiamo bevuto più del solito, Giulia in particolare.
-nessun problema, anzi… però con quei jeans… non sono proprio adatti per un massaggio
-faccio un salto a casa a cambiarmi e torno subito
-perché? Sei matta! Occhio e croce abbiamo la stessa taglia, non serve che scendi a casa, ti presto io qualcosa.
e, senza darle tempo di ribattere Anna prende per mano Giulia e la porta a cambiarsi. Mentre le donne sono nell’altra stanza Michele mi invita a bere un goccio di amaro che prepara un suo zio che abita in montagna
-è un vero portento, dopo una cena così è quel che ci vuole, assaggialo e dimmi che ne pensi
Cavoli quanto è forte, però non è male, con note legnose, di noce, liquirizia… meglio non esagerare altrimenti rischio di perdere il controllo. Mentre assaporo il liquore ripenso a come Giulia abbia accettato senza remore a farsi massaggiare i piedi da quello che fino a poche ore prima era un perfetto sconosciuto. Non ho mai visto mia moglie, solitamente refrattaria se non contraria, così disponibile. Sono stupito.
-eccoci qua, così dovrebbe andare meglio
Ora Giulia indossa una gonna nera con un leggero spacco sui fianchi da cui si intravede parte delle sue bellissime cosce. È uno spettacolo
-mettiamoci qua, così sei più comoda.
Dicendo così Anna si siede sul divano con una gamba su e l’altra giù e invita mia moglie a sedersi tra le sue gambe appoggiandosi a lei
-ma così ti schiaccio
-non preoccuparti, se mi dai fastidio te lo dico.
Giulia viene così a trovarsi semi sdraiata sul divano con la testa appoggiata tra i seni di Anna e le gambe sul bracciolo del divano. Una scena decisamente interessante.
-ora rilassati, dimmi solo se ti faccio male
Michele, aiutandosi con un olio profumato comincia il massaggio come un vero professionista mentre Anna accarezza delicatamente i capelli a mia moglie. Anna, con lo sguardo al soffitto, sembra gradire il trattamento commentando come le piaccia il massaggio. Ogni tanto si lascia andare a veri e propri sospiri di piacere la qual cosa mi eccita.
-ti dispiace se ti massaggio anche i polpacci?
-…
-ok, chi tace acconsente
e sposta l’attenzione verso le gambe di Giulia. Le mani corrono sicure dal collo del piede fino al ginocchio e dal tallone fino alla piega delle gambe donandole un bel riflesso lucido di olio. Una volta, due volte, molte volte. Poi torna a concentrarsi sui piedi. Ma si concentra solo su un punto specifico
-vediamo se anche Giulia…
E non termina la frase. Vediamo se anche Giulia cosa? La curiosità mi assale mentre l’eccitazione sale. I sospiri di Giulia si fanno sempre più frequenti e intensi, sembra quasi che stia godendo
-cosa mi stai facendo? È bellissimo
Intanto Anna si è fatta più audace e passa un dito sul viso di Giulia, ne percorre l’ovale poi il naso e le palpebre, infine si sofferma sulle labbra e quando mia moglie apre leggermente la bocca per l’ennesimo sospiro lo spinge dentro. È quanto di più erotico abbia mai visto. A questo punto Michele abbandona nuovamente i piedi e torna a occuparsi delle gambe ma dalle ginocchia in su. Si versa una spruzzata di olio nel palmo delle mani e comincia il rituale fino a circa metà cosce dove la gonna glielo permette. Giulia lascia fare. Io lascio fare. Anna si fa ancor più audace e guida le dita sul collo giù verso lo sterno arrivando quasi alla valle del seno, una delle parti più sensibili di Giulia. A questo punto Michele si ferma e mi guarda in attesa. Al momento non capisco ma la luce nei suoi occhi illuminano la mia mente. E il mio assenso è naturale. Aiutato da Anna che le slaccia la gonna libera alla vista il ventre di Giulia protetto ormai solo dalle mutandine. Le mani dell’uomo si fanno più audaci e risalgono lungo le cosce di mia moglie che colta alla sprovvista trattiene il fiato ma non protesta. È persa in un limbo di piacere con gli occhi fissi sul soffitto come se guardasse un film solo suo. Intanto gli unici rumori sono la musica di sottofondo e i sospiri di mia moglie. Dopo qualche minuto Anna, come se conoscesse perfettamente lo stato di Giulia, le sfila il lupetto lasciandola cosi solo col body trasparente da cui si intravede benissimo il seno stretto nel reggiseno di pizzo. La sua quinta piena e soda è sempre stata una calamita per tutti gli uomini e anche Michele rimane colpito manifestandomi il suo apprezzamento con una strizzata d’occhio. Guardo la scena in trance col cuore che pompa a mille e il cazzo che spinge prepotente nei pantaloni. Sono rapito dal su e giù del ventre di Giulia che testimonia lo stato di eccitazione che sta vivendo e che ogni tanto si interrompe per un sospiro più profondo. Anna si fa sempre più audace e accarezza a mani aperte il seno di mia moglie anche se da sopra il reggiseno. È eccitata e i capezzoli che premono da sotto il tessuto ne sono l’evidenza. Ad un certo punto Anna prende la testa di Giulia e la gira verso di me. Veniamo così a guardarci negli occhi e nei suoi leggo mille sentimenti, piacere, gioia, senso di colpa, abbandono, paura, ma chiara, più di tutto, la muta richiesta di poter continuare in quel gioco perverso. Che con un bacio le concedo. A questo punto si rilassa completamente mentre le mani di Michele sono ormai arrivate a lambire le mutandine. Molte volte le sfiora il sesso ma senza mai arrivare a toccarlo completamente e questo la lascia sospesa in uno stato di tensione continua. Quando ormai sono convinto che passerà allo step successivo, le dà un paio di colpi sulle cosce e termina il massaggio.
-ok, contenta?
Giulia non risponde ancora persa nell’abbraccio del piacere, qualche secondo e si mette a sedere con le mani a proteggersi il sesso e le gambe serrate.
-wow, cosa? cosa?...
-amore, come ti senti?
-…bene… si credo… bene, no, no non sto bene… come… come posso star bene dopo… dopo tutto questo?
È risentita ma più con sé stessa che con Michele o con Anna o con me. Ma è anche chiaro che quel che è successo le è piaciuto, le è piaciuto molto al punto che ha lasciato fare ben oltre il lecito. È combattuta tra scappare e restare, tra tornare nelle sicure stanze della sua controllata vita o lasciarsi trasportare dalle onde di un mare infinito di piacere.
-non sentirti in colpa, non devi, il tuo corpo ha il diritto di ricevere tutte le attenzioni possibili e tu devi goderne appieno. Mio marito ha questo dono nelle mani e molte nostre amiche ne approfittano. E credimi, non ne godono solo loro, anche i loro compagni ne traggono beneficio
Mi alzo dal mio posto e vado a darle un bacio. Mi siedo accanto a lei e la tiro a me cingendole le spalle. Sta tremando. Il bacio da leggero, casto diventa presto appassionato quasi violento ed è lei che conduce il gioco. Come se volesse con quel bacio superare il muro di perbenismo che ci ha sempre protetti. Una lunghissima ed intensissima frazione di tempo, pochi secondi, poi Anna prende per mano Giulia e la invita a seguirla
-vieni, mi è venuta in mente una cosa
-cosa?...
-non preoccuparti, facciamo una sorpresa a questi stupendi uomini che tanto bene ci vogliono
Guardo Michele cercando una spiegazione ma quel che ottengo è solo l’invito a bere un altro bicchiere di amaro.
L’attesa è snervante riempita solo dal battito del mio cuore. Ho perso la cognizione del tempo, ho perso la cognizione di me stesso ho solo la certezza di un amore infinito verso Giulia e desidero, voglio vederla felice.
-signori ecco a voi la nuova Giulia
La voce di Anna mi riporta alla realtà e rimango scioccato da quel che vedo. Sugli altissimi tacchi di sandali argentati la mia Giulia è bellissima. L’abito nero che doveva essere di Anna fascia perfettamente il suo corpo evidenziandone le forme armoniche. La gonna corta rivela alla vista le bellissime e toniche gambe inguainate dalle calze velate la cui balza si intravede dall’orlo del vestito. Ma che cattura letteralmente gli occhi è il seno trattenuto con difficoltà dal corpetto che lo costringe e lo spinge verso l’alto. È un’immagine erotica violenta che mi riporta alla mente le prostitute d’alto bordo di certi film francesi. Come una sberla in faccia invece di ferirmi però mi sveglia dal torpore di una vita vissuta tra le paure di un’educazione antica e capisco che quel giorno fino ad oggi solo sognato è finalmente arrivato. Voglio abbracciarla, baciarla toccarla ma quando faccio per avvicinarmi a lei Anna mi ferma
-fermo li, solo guardare… la nostra Giulia non è ancora pronta… questo è solo l’antipasto, il piatto forte viene dopo.
Faccio fatica a rimanere fermo al mio posto anche perché Anna perpetua questo gioco di leggere carezze al corpo di mia moglie passandole le punte delle dita su tutto il corpo.
-allora, che ne dite, vi piace?
-è uno schianto! L’ho notata subito quando siamo venuti ad abitare qui. Con quell’aria rigorosa, perbene, e quell’abbigliamento sempre controllato, che non lascia trasparire alcuna emozione… ho sperato molto in qualche cambiamento e oggi la mia, la nostra attesa è stata premiata…
-è vero amore, e te lo dico sempre, se qualcosa deve accadere non bisogna avere fretta, prima o poi accadrà, al massimo puoi cercare di favorire gli eventi ma senza mai forzare troppo la mano
Anna dice questo mentre Michele accende un nuovo incenso, più dolce e intenso del precedente.
-manca poco alla mezzanotte, voi maschietti preparatevi, noi andiamo a prepararci per i fuochi d’artificio.
E sono fuochi d’artificio indimenticabili quelli che esplodono pochi minuti dopo. Le due donne si presentano tenendosi per mano, prima Anna e dietro, quasi trascinata, Giulia, timida e vergognosa. Non so chi delle due guardare, Anna con quel grande pancione lucido e il completino regalatole dal marito o Giulia vestita di una tuta di pizzo e rete che la copre dalle caviglie al collo ma che nulla lascia all’immaginazione
-allora ragazzi che ne dite, non è uno spettacolo? Questo bodystocking sembra fatto apposta per lei.
Bodystocking, mai saputo esistessero ed è una piacevolissima scoperta, vederlo indosso a mia moglie poi è oltremodo eccitante, così come lo è Anna con quel completino nero, ma Giulia, Giulia, mia moglie… vederla così, pensare che in tanti anni non ha mai ceduto alla trasgressione, anche quella più semplice, protetta dalle mura domestiche del guardare un film erotico… ed ora è lì , esposta, timorosa e desiderosa, il capo chino, il respiro affannoso, e i capezzoli che sbucano imperiosi dalla trama del tessuto testimoni di un’eccitazione incontrollabile.
-guardatela, non è bellissima? sembra la vittima sacrificale di un rito antico così spaventata…
Anna ha cambiato tono, parla sottovoce mentre gira intorno a Giulia e la carezza delicatamente. Scorre le dita sul suo corpo, i fianchi, la pancia, il sedere, il ventre poi le solleva il capo e la guarda dritta negli occhi
-lo vuoi vero? I tuoi occhi lo dicono, il tuo corpo lo dice… dillo a tuo marito cosa vuoi, dillo
-no… no…
-perché neghi l’evidenza? Cosa credi di ottenere? È tutta sera che ti guardo, che studio i tuoi movimenti, la posizione del tuo corpo, la luce dei tuoi occhi… l’incenso, il vino… hanno solo reso evidente quello che il tuo perbenismo ha sempre tenuto nascosto, ma il tuo corpo è più sincero della tua educazione… guarda… cosa sono questi?
Anna prede tra le dita i capezzoli di mia moglie tirandoli e strizzandoli e questo la fa trasalire e gemere di dolore
-dimmi allora cosa sono questi?
-… i miei capezzoli…
-brava, e come sono?
-… duri…
-e perché sono duri?
-…perché…
-di a tuo marito perché sono duri
-… non posso…
-si che puoi, non è difficile… forse hai vergogna di noi? Ma io e mio marito sappiamo già perché i tuoi capezzoli sono così duri… forse hai vergogna di tuo marito? Non dirmi che non ti ha mai visto i capezzoli così… o forse hai vergogna di te stessa? Ma prima, quando eravamo sole non hai avuto problemi a dirmelo. Su forza, di a tutti noi perché i tuoi capezzoli sono così duri
-…sono eccitata
-cosa? di bene ad alta voce perché i tuoi capezzoli sono così duri
-perché sono eccitata…
È un grido liberatorio quello di mia moglie accompagnato da grosse lacrime che sciolgono il mascara e le rigano il volto.
-brava, e quando una donna è eccitata cosa vuole?
-… voglio godere, voglio godere
-allora chiedi a tuo marito il permesso di godere, sei sua moglie e queste cose dovete deciderle insieme
-ti prego amore, fammi godere
Mi alzo e l’abbraccio forte, con gli occhi gonfi di gioia, cerco la sua bocca e la bacio
-si amore godi, godi come non hai mai fatto… ma non con me…
Lascio mia moglie e la cedo ad Anna
-la lascio a te Anna, sono sicuro che saprai farla godere, non ha mai provato con una donna, sarà la prima volta… la prima volta della nuova Giulia… e poi tocca a te Michele… è la sera dei regali, ecco questo è il mio per te… e per te amore… godi amore, godi come non hai fatto mai
Mi siedo mentre Anna cinge mia moglie per i fianchi e la bacia… è un bacio lungo, appassionato, e le mani vagano libere sui corpi guidate dal piacere, alla ricerca del piacere. Poi Anna porta Giulia alla portafinestra dove la fa appoggiare con le mani in alto e le gambe divaricate. Come pronta ad una perquisizione Giulia è così esposta agli sguardi dei vicini di casa che dovessero affacciarsi alle finestre in quel momento.
-questa è un’altra cosa che devi imparare… provare ogni situazione per capire cosa ti dà più piacere…
Le mani di Anna corrono sul corpo di mia moglie che freme e vibra come una foglia nella brezza. Ogni tanto qualche bacio. Sul collo, sulle spalle, sulla schiena… un gioco di infinita tenerezza…
-s-chaff!
e una sonora sberla sul culo…
-ahi
Giulia accusa il colpo ma non si toglie dalla posizione
-s-chaff! S-chaff! S-chaff!
I colpi continuano a cadenza regolare sette otto nove… dieci colpi sulle natiche che Giulia subisce senza protestare, senza togliersi da quella prova oltremodo oltraggiosa
-brava, così mi piaci
Anna continua il gioco perverso di carezze e baci poi fa girare Giulia facendola appoggiare di schiena alla porta e torna a baciarla, carezzarla. Ora sono i capezzoli, che sporgono prepotenti dalla trama del bodystoking, il suo obiettivo, che prende tra le labbra e succhia avidamente mentre con una mano si infila tra le gambe cercandone il sesso. Mi accorgo solo ora che questa “tuta” è aperta al cavallo e le dita raggiungono facilmente l’obiettivo. Come raggiunta da una scarica elettrica Giulia inarca la schiena irrigidendosi e serrando le gambe. Pochi attimi e le gambe tornano ad aprirsi e il dito di Anna scompare tra le pieghe del sesso di mia moglie. Cerco di controllarmi ma il cazzo rigido comincia a farmi male e faccio fatica a rimanere seduto. Michele invece sembra tranquillo, quasi distaccato dalla scena. Mi trovo a pensare quali e quante storie potrebbero raccontare questi due
-hai mai assaggiato il sapore di una donna?
La domanda che Anna pone a mia moglie è un ulteriore scarica di adrenalina alla già surreale situazione.
-vieni, adesso tocca a me godere
Si sfila le mutandine e torna a sedersi sul divano a gambe divaricate rivelando una figa gonfia scura perfettamente depilata e con le labbra molto sporgenti. Con molto timore Giulia si inginocchia davanti a lei e dopo un attimo di esitazione posa le labbra sul sesso di Anna. Come fosse la cosa più naturale al mondo Giulia trova subito i punti giusti da stimolare e la lingua guizza veloce sul clitoride che si è gonfiato a dismisura e sporge come un fagiolo maturo. L’orgasmo di Anna arriva veloce e il nettare bianco e vischioso scende copioso nel solco delle natiche. A questo punto Michele si alza dalla sua poltrona e va a sedersi sul divano.
-vediamo se sei brava anche con questo
Michele estrae dai pantaloni un cazzo di discrete dimensioni e tira a sé mia moglie che, forse presa da un ritorno di pudore si volta a guardarmi. Come riposta mi slaccio i pantaloni ed estraggo anch’io il cazzo che finalmente svetta libero. È la risposta che attendeva. Senza ulteriori ripensamenti mia moglie imbocca il sesso dell’uomo, il cazzo di un altro uomo, succhiandolo avidamente. Non l’ho mai vista così presa da un pompino, normalmente non le piace molto farli ma quel che vedo ora è completamente diverso. Lo lecca, lo bacia in punta, cerca di prenderlo completamente in bocca al punto di farsi venire dei rigurgiti mentre una copiosa quantità di saliva scende sull’asta e sulle palle dell’uomo.
-cazzo, ci sai fare! È una piacevolissima sorpresa, non avrei mai immaginato che la nostra cara vicina fosse così brava a fare i pompini, beato te che l’hai sposata…
Per essere più comodo Michele si spoglia completamente rivelando un fisico curato con un unico piccolo tatuaggio. Una corona di Re mi fa capire subito che è lui a comandare.
-non preoccuparti, solo se siete voi a chiedermelo indosso la corona anche se, confesso, mi viene spontaneo comandare. Ma con tua moglie credo non ce ne sia bisogno, è una di quelle donne predisposte al sesso, mi sta letteralmente aspirando il cazzo… credo che tra poco le riempirò la bocca di sborra
-non credo proprio, le fa schifo. Le rare volte che mi fa un pompino conclude sempre segandomi poi corre a lavarsi le mani
Per tutta risposta Giulia accelera il movimento del capo mentre Michele si contrae nel tentativo di prolungare il piacere
-così puttana, così ecco… ecco… brava…
Pochi secondi e vedo mia moglie chiudere gli occhi e serrare le labbra su quel palo di carne mentre Michele grida tutto il suo piacere
-sborro puttana, così bevi tutto… cazzo che pompinara che sei… puttana…
Vedere mia moglie prendere tutta la sborra in bocca, sentirla chiamare puttana è… è scioccante e non riesco a trattenermi dal segarmi
-cosa fai stupido, ti fai le seghe con due donne in calore? Adesso io ti preparo poi la tua cara mogliettina assaggerà finalmente il sapore della tua sborra… Ehi, anche tu non scherzi… e brava la nostra Giulia che si gode questo palo…
Chiude le labbra sul cazzo e sono in paradiso. Non so che cosa abbia fatto Giulia a Michele ma quel che sta facendo Anna a me è indescrivibile. Non credo che resisterò a lungo e glielo dico.
-Giulia vieni, il tuo uomo è pronto a farti un bellissimo regalo, non deluderlo
Senza farselo ripetere Giulia viene a mettersi davanti a me ginocchia e mani a terra e dopo avermi guardato negli occhi si imbocca il cazzo
-un attimo aspetta…
La fermo
-spogliati, ti voglio nuda davanti a me
Senza protestare si sfila il bodystoking rivelando a tutti la dolcezza del suo corpo, in particolare delle sue grosse tette con, al centro delle grandi areole, i puntuti capezzoli eccitati. Torna ad inginocchiarsi davanti a me e riprende in bocca il cazzo. È una stupenda sorpresa. Varie volte mi ha fatto un pompino ma questo è completamente diverso dagli altri come se lo facesse prima per sé e poi per me. Come se volesse prendere tutto il piacere possibile da questo corpo vivo che è nella sua bocca. Intanto Michele si è piazzato dietro di lei
-adesso bambina proverai il cazzo di un altro uomo
E senza tante preoccupazioni le infila il cazzo in figa.
Giulia spalanca gli occhi per la sorpresa e si lascia sfuggire un piccolo verso poi riprende il lavoro di bocca. È incredibile vederla carponi col mio cazzo in bocca e uno sconosciuto che la penetra da dietro. Il suo corpo comincia a vibrare, inarca la schiena e spinge il bacino a favorire la penetrazione. Le grosse tette ballano avanti e indietro come fossero campane in giorno di festa, il rumore dei corpi che si colpiscono si fonde con quello del mio cuore che batte all’impazzata.
Non riesco a resistere e dopo pochi secondi scarico tutto il mio seme nella sua bocca con un urlo.
-scusa amore, scusa non volevo
Faccio per toglie il cazzo dalla sua bocca ma lei me lo impedisce anzi, continua a succhiarlo come a volerlo svuotare completamente. Poi, quando finalmente è soddisfatta apre la bocca per farmi vedere il prezioso seme.
-aspetta, fammelo assaggiare
È Anna a reclamare la sua parte e mia moglie, liberatasi dal cazzo di Michele si alza e porge la bocca alla donna che la bacia avidamente. Rivoli di sperma escono dalle loro bocche che prontamente raccolgono con le dita per rimetterselo in bocca.
-sei uno spettacolo bambina, ma ora ho voglia di sentire il cazzo di tuo marito nel culo
Rimango impietrito a quelle parole. “Metterlo nel culo”, il più grande sogno della mia vita. Giulia non ha mai voluto che glielo mettessi in culo e oggi potrò farlo con una donna appena conosciuta. Mi libero velocemente degli ultimi vestiti e mi pongo dietro ad Anna che nel frattempo si è inginocchiata sul divano col culo pronto alla penetrazione. Per dar tempo al mio giocattolino di riprendersi gioco un poco con la lingua su quel buchetto scuro, grinzoso ma morbido e cedevole al punto che non fatico a spingerla dentro per un paio di centimetri
-avanti, mettimelo dentro, mi piace la tua lingua ma voglio sentirmi il cazzo nel culo…
Non me lo faccio ripetere due volte e punto la cappella sul buco… sembra di spingere un dito nel burro. Il cazzo mi scivola dentro senza alcuna fatica anzi sembra che più entro e più vengo risucchiato all’interno
-wow, niente male… Giulia vi inviteremo più spesso adesso che ci siamo conosciuti
-giusto amore, questa signora è proprio una sorpresa, ha una figa da urlo e chissà il culo…
Mi giro e vedo mia moglie seduta di schiena su Michele che la sta pompando per bene. Il cazzo entra ed esce con ritmo cadenzato e ad ogni affondo Giulia sospira di piacere. Una gran quantità di umori vaginali lo ricoprono e questo mi dice come mia moglie stia godendo. Sembra drogata di sesso. Ritorno a concentrarmi su Anna che pare chiusa in un mondo tutto suo fatto di assoluto pacere e asseconda le spinte muovendo su e giù il bacino emettendo una sorta di rantolo continuo, soffocato. Mia moglie invece, contrariamente a come esprime il suo piacere con me, continua ad incitare Michele a sfondarla, a farle sentire il cazzo sempre di più, lo invita a strizzarle le tette, a tirarle i capezzoli, urla grida geme ringraziando lui e il mondo per quel che sta provando
-ok, sei pronta… mettiti in parte ad Anna, prendo una cosa e arrivo.
Michele si allontana mentre mia moglie si mette in parte a noi. La guardo, è bellissima nonostante sia stravolta dalla cavalcata. Sulle tette gli evidenti segni delle mani di Michele, i capezzoli eccitati svettano prepotenti in mezzo alle grandi areole di un bel colore rosa antico. Un attimo e Michele è di ritorno con alcuni oggetti. Due cunei di acciaio con la punta arrotondata e che terminano con una specie di impugnatura con incastonato una pietra blu, delle palline nere di varie misure legate tra loro, e delle pinzette con attaccato dei pesi. Consegna il cuneo più grande a sua moglie.
-questo è per te amore, questo più piccolo invece è per la nostra cagnetta…
Lo lubrifica bene con del gel così come anche l’ano di mia moglie poi lo poggia sullo stretto buco e comincia una lenta penetrazione.
-cosa… ahi… fermo, mi fa male
-rilassati e spingi come se volessi scaricarti, adesso senti un po’ di dolore poi ti abitui subito e non vorrai più farne a meno
-mi fai male… basta…
Le urla di mia moglie però ottengono solo l’effetto di rallentare la penetrazione. Sembra che Michele voglia protrarre più possibile questa sorta di tortura, da parte mia sono incantato a guardare quel cuneo lucido allargare sempre più l’anello grinzoso e scuro del culo di Giulia mentre millimetro dopo millimetro scompare nel buco vergine fino a quando, come risucchiato, si blocca in posizione. Ora un bel diamante blu spicca tra le natiche di mia moglie che si quieta.
-brava, vedi che non fa così male… adesso alzati che finisco di prepararti
Con sguardo interrogativo Giulia si alza ma non mi sembra molto convinta
-allarga bene le gambe e metti le mani dietro la testa
-cosa mi vuoi fare?
-nulla, solo farti provare ancora tanto piacere
Giulia nonostante il fastidio del plug e riluttante all’ordine assume la posizione ordinata da Michele. Viene così a trovarsi completamente esposta con le grandi tette in bella mostra e il sesso ancora aperto e grondante di umori. L’uomo le infila due palline nere legate tra loro e con una sorta di antennina che spunta tra le labbra poi si china su di lei e si dedica ai capezzoli che succhia avidamente generandole nuove scariche di piacere
-… e ora il tocco finale… stai ferma
Prende le pinzette e le applica ai capezzoli che si allungano tirati dai piccoli pesi. Una smorfia di dolore attraversa il volto di mia moglie che però resiste nella posizione ordinatale mentre Michele le gira intorno ammirandola beato
-bellissima… sei una donna magnifica che può far impazzire ogni uomo… vai fino alla portafinestra e fermati li mantenendo questa posizione
Giulia mi guarda come a chiedermi il permesso, poi ricevuto il mio assenso si avvicina lentamente al vetro
-tutto bene?
-si
-le palline
-è strano, le sento ma non mi danno fastidio, anzi…
-bene, devi abituarti a portarle sempre, anche al lavoro e ne trarrai grande beneficio
-ma… non mi sembra il caso e…
Uno ronzio soffocato riempie la stanza e Giulia si irrigidisce e stringe forte le gambe per poi piegarsi su sé stessa
-cosa?... cosa mi stai facendo
-la tecnologia che stupenda cosa
Michele mi porge un piccolo telecomando
-con questo piccolo telecomando attivi la vibrazione delle palline quando vuoi, certo devi essere abbastanza vicino, diciamo non oltre i venti metri, ma, come vedi, il risultato è piacevolissimo. Quando invece è spento è il movimento dei passi che fanno vibrare le palline e per la donna che le indossa camminare diventa… irrinunciabile
-dimenticavo, più i tacchi delle scarpe sono alti più l’effetto è dirompente
Guardo mia moglie incantato incapace di spingere il piccolo tastino “OFF”. È piegata su sé stessa e cerca di resistere al nuovo orgasmo che monta. Quando mi decido a spegnere è Giulia stessa che mi prega di riattivarlo. Vuole godere ancora! La tengo così sospesa al limite di un orgasmo che non voglio concederle facilmente
-affacciati ancora alla finestra, voglio che tutti ti vedano… voglio che tu goda per loro… e urla, non trattenerti, mi piace sentirti godere
Giulia obbedisce e poggiate le mani al vetro torna a mostrarsi nuda ai fortunati spettatori della città. Poi pigio “ON”



La pioggia cade opprimente mentre il traffico lento cerca varchi di sfogo lungo le vene della città. Il tac tac ipnotico del tergicristallo mi riporta con la mente alla sera dell’ultimo dell’anno. Da quel giorno tutto è cambiato e nulla è cambiato. Giulia è la stessa di sempre, allegra, positiva, disponibile ma le palline e il plug giacciono nel cassetto del suo comodino mai più usati e quando torno a parlare di quella sera cerca di sviare il discorso; ci sono momenti però in cui si perde in pensieri solo suoi e a nulla valgono i miei tentativi di conoscerli e anche quando facciamo l’amore non è più come prima, non so dire cosa ma è come se una presenza invisibile la distragga. Anche la proposta di invitare Anna e Michele per una cena è stata accolta con un iniziale entusiasmo senza poi però rimandare tutto a “quando questo maledetto virus sarà passato”. Un ultimo indizio che mi dice del suo cambiamento è nell’abbigliamento, da rigoroso e controllato che era adesso ha riscoperto una gonna corta che portava appena sposati e ai saldi ha comprato una minigonna di jeans e una gonna lunga ai piedi ma con un profondo spacco laterale che ad ogni passo libera alla vista la gamba ma quando usciamo insieme torna ad indossare le solite cose da donna perbene. Mi consolo con l’entusiasmo che mette nel far l’amore e che si traduce in sguardi più o meno compiaciuti degli inquilini del palazzo.
Parcheggio la macchina. La rampa di scale mi riporta alla mente quella sera, Giulia davanti a me col suo bel culo fasciato dai jeans, le mani occupate dal vino. Ricordi, solo bei ricordi.
-ciao amore, sono arrivato tutto bene?
-si… ma c’è un problema, si è bruciata la lampada in camera… devo chiamare l’elettricista.

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