Alla luce del sole ( I parte)

Scritto da , il 2020-09-13, genere incesti

Mi trovo spesso a riflettere, con amara ironia, quando guardo al cumulo di macerie che oggi sono la mia esistenza, che certe situazioni si pensa esistano solo nelle fantasie di persone malate, sempre pochi casi isolati, la maggior parte delle volte nel giro di quel business rivolto a compiacere una certa categoria di pubblico depravato, psicologicamente insano, niente più di questo. Personalmente neanche mi era mai capitato di pensare che nelle pieghe più profonde e oscure di una esistenza potessero nascondersi passioni degenerate, il desiderio morboso di vizi e piaceri così pervertiti che solo una immoralita' dissoluta ed estrema può offrire.
Almeno fino all'anno scorso, quando all'età di 45 anni, guardavo con gratitudine e soddisfazione a tutto quello che ero riuscita a costruire, se non proprio al principio con autentici sentimenti d'amore almeno con buoni propositi, un pizzico di calcolo e astuzia tutta femminile e lungimiranza. La mia una fortunata famiglia modello da fare invidia: una marito non bellissimo ma tutto sommato gradevole nell'aspetto con una inarrestabile carriera in ambito diplomatico, due figli, maschio e femmina, oggi adolescenti, e una vita fatta di ricevimenti, occasioni di rappresentanza nei migliori circoli della società, un tenore economico molto più che benestante. L' attico e superattico in città e la grande villa in stile moresco al mare, viaggi, alcuni lussi e conoscenze importanti. Poteva, anzi doveva continuare così fino alla fine dei nostri giorni, tutto faceva pensare a questo.
Onestamente non lo so, forse è stato il fatto che alle splendide ed eleganti serate molti occhi, dalla esplicita e chiara espressione, convergevano su di me, il mio corpo morbido e curvilineo, dal busto pieno, in abiti che invitano sguardi ambigui, i lunghi spacchi, il décolleté, i pesanti capelli rossi raccolti a incorniciare un volto ancora bellissimo, bianco diafano, i grandi occhi verdi e le labbra carnose sempre pronte al sorriso accattivante e malizioso; o forse non è stata colpa mia ma tutto questo è sempre esistito anche prima che mi sposassi, anzi probabilmente è proprio così, oppure mio marito per il fatto di avere tutto nella vita abbia maturato desideri che gli portassero emozioni forti e nuove; o forse la consapevolezza del suo aspetto un poco appesantito, i capelli radi, la sua stazza mastodontica e goffa da elefante in una cristalleria.
L 'estate è stata di quelle torride con venti caldi soffiati da terra. Le serate mondane nella villa in stile arabo a due passi dal mare si accavallavano in un successo dietro l'altro. I figli si perdevano in giornate di divertimento senza sosta ma senza mai darci preoccupazioni; mia suocera, da sempre una presenza ingombrante, in verità non si poteva disconoscere la sua abile capacità di governare una casa, curare e dirigere tutti gli aspetti domestici, il personale di servizio, soprattutto quando si organizzano brillanti serate mondane.
E il temporale estivo, inatteso, ruppe il silenzio. Lampi improvvisi squarciano il buio della notte e persiane sbattono, tuoni riempiono cielo e terra; un lampo livido illumina la sua parte del letto, vuota e fredda. Oscurità ringhiotte la grande stanza. Aria fredda entra da finestre rimaste aperte, mi alzo brancolando a tastoni e l'insieme è deltutto surreale. Un piede dietro l'altro cammino appoggiandomi con la mano sinistra al muro del corridoio, più lungo di come lo ricordavo, sfioro con i polpastrelli la porta socchiusa della camera da letto di mia suocera e due lampi successivi in un micromillesimo di secondo illuminano l'abisso della notte. La retina invertita della camera oscura dei miei occhi fotografa una stanza dalla finestra spalancata, tende bianche che si gonfiano col vento, un letto con lenzuola rese bianchissime dalla luce improvvisa, un corpo di donna matura, nudo, i lunghi capelli grigi sciolti in ciocche bagnate di sudore ricadono su spalle tese all'indietro in un tutt'uno con la testa reclinata su di esse e con la schiena arcuata rendendo tutta questa composizione anatomica drammatica e deliziosamente suggestiva. I grossi fianchi dall'aspetto cadente ma ancora sensuali, culo superbo e strabordante con il segno di un sottile triangolino lasciato dall' abbronzatura da un tanga, culo segnato marcatamente da cellulite, le sue chiappe erano dilatate, rilassate nella loro dimensione e non permettevano di vederne gli orifizi, si appoggiavano morbide sopra un cazzo anch'esso non visibile muovendosi ritmicamente come in un mantra religioso. Nella tensione quasi mistica dell'istante il corpo supino di un uomo era così montato dal corpo di questa donna di 72 anni, mia suocera. Buio. Le parole dell'uomo mi arrivano bisbigliate, incomprensibili, in un tono sommesso e umile, una litania infantile e piagnucolosa.
Le mie narici si dilatano e inspirano aria di mare portata dal vento mista a odore di corpi nudi e uniti nel climax di un rapporto sessuale. Ghiandole secretive maschili e femminili rilasciano effluvi di sudore acre, inebriante nella notte ma l'odore di sesso li sovrasta, acuto, quasi solido, avverto distintamente e unitamente quello di cazzo e fregna bagnata, una fregna in calore, lubrificata, fluida e accogliente, odore di sborra già schizzata, tutto instilla languidamente i miei sensi e mi attira verso di loro nel buio più completo. Il buio si riaccende e un lampo squarcia l'oscurità per interminabili secondi; nello stato subliminale dell'istante, espressione lasciva e voluttuosa mia suocera si volta, rivelando un enorme seno che si allunga cadente al girovita, all'altezza dell'ombelico, floscio ma dalla irresistibile carica erotica, mostra due larghissimi, duri capezzoli rosa, l'abbronzatura presa in topless rende queste grosse tette volgarmente eccitanti. La fica è smontata dal cazzo e presenta un delicato e folto piumaggio castano su tutto il monte di Venere, che si propagava più rada e bagnata tutt'intorno le grandi labbra. La figura dell'uomo mi appare prima di tornare nel buio, poi un altro buio e non ricordo più nulla.
I giorni successivi sono stata ricoverata in ospedale. Tutta la famiglia mi stava vicino a turno con apprensione e mi parlava con voce vicina alle lacrime. Da quello che mi è stato riportato giorno per giorno dai medici, da mio marito, dai miei figli e da mia suocera ho compreso di aver subito un trauma a seguito di una caduta dalle scale, che solo per miracolo non si è rivelata fatale; con molta probabilità era stato un brutto sogno, e quando mi sono alzata ho perso l'equilibrio rovinosamente.
Al mio ritorno alla villa mi è stata organizzata una sontuosa festa di bentornata a casa e moltissimi amici del nostro gruppo hanno avuto parole di affetto sincero che ho apprezzato molto. Ho ricevuto anche moltissime telefonate da persone importanti dell'ambiente diplomatico. Piano piano la vita normale, la nostra splendida e luccicante vita di sempre ha ripreso il suo ritmo ed ero felice. Per un periodo di circa due settimane rimanevo riguardata in casa, il caldo avrebbe potuto debilitarmi ancora; i figli andavano e venivano, mio marito accompagnava mia suocera sulla spiaggia. Per distrarmi e passare il tempo sono entrata nello studio di mio marito e ho sfogliato distrattamente vecchi album fotografici: in molte foto una giovane suocera era in pose affettuose con mio marito e mio cognato. Traspariva molto chiaramente un grandissimo attaccamento, un forte legame d'affetto che li legava. Amiche venivano a trovarmi per un aperitivo e mi godevo la compagnia; parlando ho chiesto se mio marito la mattina in spiaggia fosse ora più rilassato ma loro tutte concordavano sul fatto che mio marito non c'era al mattino e nemmeno mia suocera. Ma al loro ritorno mi parlavano di come fosse bello e calmo il mare, di questo e quell'altro tizio allo stabilimento, di come i ragazzini fossero molesti quando giocavano a racchettoni. Il giorno dopo li ho seguiti a debita distanza,fino a giungergli da dietro, venendo dalla ferrovia e camminando nei campi. Era una sinfonia di cicale e odore di piante che fermentavano al sole. Alla vista della spiaggia, deserta, solo pochissime persone la occupavano tutte distanziate di molto tra loro, tutte coppie e tutte nude.
Mia suocera era stesa al sole in topless, i capelli grigi raccolti in una coda di cavallo,
Indossava un tanga rosso e guardava appoggiata sui gomiti mio marito che faceva il bagno in mare. Le sue ginocchia erano alzate e le gambe aperte, io non potevo vedere da dietro ma mio marito aveva la visuale di sua madre a gambe larghe con un filo infilato tra le labbra della fica. Si passava le mani con un gesto meccanico come a togliere sabbia dai seni per poi carezzarseli, con un movimento molto provocante e sexy.
Sono corsa alla villa in uno stato vicino all'isteria, respiravo con affanno e le mani mi tremavano vistosamente. Quella sera avevamo un party importante in onore del console britannico e il suo seguito; dovevo ricompormi immediatamente e non potevo certo fare a meno del tocco di stile e della regia sapiente di mia suocera nell'organizzare l'evento, nessuno come lei sapeva disporre l'illuminazione artificiale intorno alla piscina, la disposizione dei tavoli, la ripartizione delle mansioni ai domestici. La mia ansia quel pomeriggio e quella sera fu attribuita appunto al ricevimento dei nostri importanti ospiti e la serata fu un successo; salutando gli invitati uno ad uno alla porta di casa tutti mostravano di aver passato una indimenticabile sera di una calda d'estate. Indimenticabile e calda lo era soprattutto per me.
Quando la notte stava trapassando nell'alba e il silenzio era assoluto mi sveglio come al richiamo di qualcuno o qualcosa, mio marito non è a letto, l'aria è carica di attesa e premonizioni, e una forte, irresistibile attrazione emanata da presenze vicine che percepisco ma non vedo né sento, mi guidano verso il mistero.
Il portoncino della dependance per gli ospiti vicino la piscina e' stata lasciato accostato. Una luce debole filtra da sotto la porta della stanza in fondo, poi si spegne. La luce della luna piena inonda ogni millimetro quadrato.
Raggiungo la stanza e con due dita apro la porta.
Lei era seduta su un divano vicino la finestra. Indossava un bodystockings nero, ovvero una calza retata nera integrale a motivi geometrici e floreali che ricopriva tutto il corpo e ne esaltava le abbondanti forme. Presenta aperture ai seni che ricadono enormi sul ventre e una apertura ovale stretta nelle parti intime. Tutto il resto del corpo è coperto da questa sottile seconda pelle di nylon nero. Scarpe nere dai tacchi altissimi ai piedi. Seduta in questo stato, gambe accavallate, mani appoggiate ai braccioli della poltrona, scavalla le gambe e le divarica e agganciato alla sommità dell'apertura ovale sulla fica un unico filo di perle scendeva, sfiorandola, lungo tutta la lunghezza della fica fino ad appoggiarsi con due perle sul divano. Io la osservo, con un assurdo misto di ammirazione, devozione e attrazione, e di nuovo ricado in quello stato subliminale della prima volta. Io la guardo, le statuine sulla mensola la guardano, mio marito sul divano opposto, nudo, il fisico da energumeno e lo stomaco protuberante, la guarda e si tocca. Lei si alza dalla poltrona, ci sale con le ginocchia e fa vedere il culo interamente ricoperto dallo stockings dove l'ovale dell'apertura mostra le parti più succose, fica e buco del culo; mio marito inizia a masturbarsi. La suocera si risiede nella posizione originaria e si compiace della presenza della solitaria spettatrice. Tocca il filo di perle e se lo passa sulla e dentro la fica, ci gioca carezzandoci le grandi e piccole labbra, sfiorandoci il clitoride, e presto le perle bagnate luccicano alla luce della luna. Apre le braccia al figlio che si alza e si inginocchia ai piedi della poltrona e prende a leccare quel filo di perle e a succhiarle come pillole di piacere. La lussuria e la forza centrifuga della carica erotica di questa donna matura ha un ascendente anche su di me e comprendo la sottomessa docilità di mio marito davanti alla sua persona. Mi stacco a forza dalla scena e scappo in casa. Al mattino congedo i domestici, entro nello studio di mio marito e attendo madre e figlio per un confronto.











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