The camera eye

Scritto da , il 2020-08-31, genere gay

Entro nel foyer del cinema, penombra, odore stantio di fumo di sigaretta, due addetti un uomo e una donna dietro il bancone, pago, prendo il biglietto e cammino verso una pesante tenda rossa, la scanso, spingo la porta in legno che cigola ed entro. Il buio mi avvolge, guardo lo schermo, una donna matura sta succhiando un cazzo nero, gemiti artefatti e non realistici nel doppiaggio, l'occhio si abitua al buio, ombre accostate al muro, lento andirivieni ai lati della sala e tra le file di poltrone, via vai ai bagni, situazione ancora calma. Filtra una luce all'altra estremita' della sala, la raggiungo, una porta sulla destra si apre e salgo 2 rampe di scale. Entro in una galleria, salgo le scale in direzione dell'ultima fila di poltrone, prendo posto al 4°sedile sulla sinistra. Lento movimento, le persone si studiano, guardano, la ricerca è continua.
Dietro di me, da una finestra quadrata il fascio di luce della proiezione, ombre camminano, si appoggiano al muro, ridiscendono le scale. Nessuno guarda il film veramente, è l'attesa. Venti minuti dopo qualcosa sfiora e tocca la mia testa. Da dietro qualcuno che sta in piedi mi ha appoggiato il cazzo sulla testa e lo lascia così. Non mi muovo.
Passano minuti, mi passa il cazzo sulla guancia, poi sul collo. Non mi muovo. Avverto la presenza lì vicino di persone che guardano la scena attendono gli sviluppi. Una persona entra nella mia fila di poltrone, si siede vicino a me. Da dietro il cazzo mi viene passato sull'altra guancia. È duro, avverto le venature tese e gonfie, la cappella è turgida e umida. La persona vicino a me si apre la cerniera, lo tira fuori e si masturba lento guardando il film. Allungo la mano, lui allontana la sua, lo prendo in mano e lo masturbo lentamente. Lui mi guarda farlo. Non mi toglie gli occhi di dosso mentre lo sego. Il cazzo dell'uomo in piedi dietro di me spinge con più forza sulla guancia e la cappella arriva a toccarmi l'estremità delle labbra. Giro la testa e lo prendo in bocca. Con la mano continuo a masturbare l'uomo che mi guarda farlo. Persone si fanno vicino, guardano, si toccano, se lo tirano fuori e si masturbano. Altri guardano chi sta loro vicino e tentativamente allungano le mani. Forte odore di cazzo comincia a saturare l'aria. Nella galleria e in platea i giochi sono in uno stato avanzato. Continuo a succhiare e a masturbare. Mi prende la testa fra le mani e mi spinge il cazzo in bocca con movimenti più bruschi, me lo spinge in fondo, mi tiene la testa ferma, tira fuori il cazzo dalla bocca e me lo passa su tutta la faccia. Smetto di masturbare l'uomo accanto a me e mi giro per bene, chiudo gli occhi e sento il cazzo schiaffeggiarmi la faccia. Un secondo uomo accosta il suo, apro la bocca e comincio a spompinare. Quando comincia a piacermi mi toglie il cazzo di bocca e riprendo quello di prima. A turno lavoro entrambi i cazzi. Sono eccitato e se ne accorgono. Mentre succhio l'altro me lo passa in faccia, la mia faccia odora di cazzo. Intorno colgo appena sfocata l'immagine della galleria nel pieno dell'azione. Ho caldo. Quello che mi passa il cazzo in faccia all'improvviso sborra e dall'occhio destro una colata di sperma scende fino al mento e gocciola a terra. Si tira indietro e se ne va. L'altro mi riprende la testa fra le mani e mi spinge il cazzo fino in gola con movimenti veloci e più violenti. Poi sborra e me lo tiene dentro tutto con la forza. Rantolando ingoio una massa densa e calda. Gode, lo tiene fermo dentro la bocca poi anche lui si ritira e se ne va. L'uomo vicino a me continua a guardarmi in faccia ed è eccitato. Mi alzo, vado al cesso, mi lavo la faccia e mi sciacquo la bocca. Mi giro e in un bagno, la porta aperta, un vecchio si fa inculare da un giovane straniero. Osservo tutto fino alla fine, il giovane viene, si toglie il preservativo, il vecchio si inginocchia e glielo lecca. Gli piace che li guardo. Scendo in platea, in giro l'ambiente si è fatto fumoso e fa troppo caldo. È un campo di battaglia e l'azione è tutta ancora in divenire. Esco veloce nel foyer, lascio il cinema, entro in macchina e vado a casa.



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