Come un hentai-Finale alternativo

Scritto da , il 2020-07-03, genere pulp


Finale alternativo di Come un Hentai

Qualcuno si farà male e non sono di certo io. Modalità attacco. Contraggo i muscoli, sento l’adrenalina pompare dentro di me, i naniti prendono a vibrare come api impazzite.
“Cazzo di puttana!” inveisce il torturatore reggendosi la mano ferita
“E’ una Chimera, non uccidetela” urla Maschera Nera
Esitazione. I muscoli si tendono, il metallo scricchiola. Gli uomini esitano ancora, armi in pugno. Afferrano delle spranghe decisi. Il metallo delle sbarre si spezzano. Mi libero come un novello Sansone contro i Filistei. Sono bloccata ancora al palo dove sono legata. Per poco. Il mio corpo ha cominciato a cambiare, i naniti hanno preso a modificare la mia struttura ossea.
Non uso armi. Metto a frutto le conoscenze applicate di difesa personale. Uso il Krav maga, letale e spezza ossa. Pochi secondi e gli armati sono a terra con le ossa frantumate. Il torturatore si avventa contro di me con un grosso coltello.
Mi abbasso e spazzo le sue gambe. Finisce a terra nella polvere, perde l’equilibrio e.. Rimane immobile. Lo rigiro con una pedata. Il coltello sporge dal suo petto. L’hai volto tu.
Mi giro verso Black MAsk ma lui non c’è più. Aziono i miei sensi. I suoi passi lungo il corridoio oltre la porta del posto dove sono stata condotta. Non ci penso due volte. Corro dietro al fuggitivo “Scusa Toshio” commento “Prima il dovere”
Sta salendo su un SUV grigio. Mi lancio in uno scatto stile ghepardo nella savana. Balzo sullo sportello prima che si chiuda. La furia, la rabbia, l’adrenalina. Lui è sorpreso e anche spaventato. Con un ringhio di rabbia scardino via lo sportello. BANG Un proiettile calibro 45 mi colpisce in mezzo alle tette.
Indietreggio di qualche passo. Lui mi guarda con rinnovata ferocia. Preme il grilletto. Scatto a destra, mentre il proiettile passa vicino alla mia spalla sinistra. Carico, palmo della mano destra aperta. L’urto lo manda a sbattere contro l’altro sportello, ammaccandolo. La pistola stretta ancora in mano.
Forse è meglio sfoderare le mie armi hentai. Petto in fuori, le punte dei capezzoli che diventano roventi “Molla quell’arma o ti trasformo in un hot dog” gli intimo
Lui esita per un po’, spaventato, o forse eccitato. Ma lascia cadere l’arma. Indietreggio e gli faccio cenno con la mano, stile Bruce Lee quando invitava un avversario a combattere “Vieni a avanti, Mani in vista. Ora, togliti la maschera”
Lui obbedisce, lentamente. Una faccia da schiaffi, barbetta e baffi che incorniciano la bocca, capelli castani ondulati. L’assistente del professor Ikaru, altrimenti noto come..”Agente 1”
“Cosa vuoi fare ora?”
“Non lo so. Dipende da quello che mi dirai”
“Cosa vuoi sapere?”
“Te l’ha detto Ikaru di rapirmi un’altra volta?”
“Sì e no. Lui voleva testare le tue armi hentai assoldando dei mercenari ma, che fossero all’oscuro della tua natura. In pratica, voleva sacrificare qualche idiota per testare le tue capacità”
“E ha assoldato te per farlo?”
“Ha chiesto me di assoldare qualcuno. Io gli ho detto che conoscevo qualcuno di sacrificabile”
“MA la tua idea era quella di testarmi e vendermi al migliore offerente, giusto?”
Una serie di bip dal suo orologio da polso “Direi che ha funzionato” guarda l’orologio “Abbiamo un’offerta di 20 milioni di dollari”
“Ah..quasi quasi mi faccio un pensierino”
“Posso abbassare le mani?”
“No.. C’è qualcun altro oltre a te?”
“No”
“Bene, allora, vedi che facciamo. Tu chiami Ikaru e gli dici che l’operazione Hentai è stata un successo. Poi dai le tue dimissioni e sparisci dalla mia vista”
“C’è un sacco di gente là fuori che non sarà contenta”
“Affari tuoi. Hai fatto tutto da solo” faccio cenno di muoversi “Vattene”
Lo guardo andare via. Dopo essermi accertata che se ne fosse veramente andato. Ritorno per recuperare Toshio. Per l’occasione, i miei naniti sfoggiano un altro trucco Hentai, fornendomi delle mutandine nere con una fibbia a forma di una ghiandaia stilizzata e un corpetto a fascia incrociata sulle tte che mi copre i capezzoli. Sì, anche un paio di stivaletti in simil cuoio nero.
Trovo Toshio in posizione fetale, sdraiato sul pavimento di paglia. Quando mi vede, in una specie di visione mistica masturbatoria, eiacula come un getto di rubinetto. E mi abbraccia “Ce l’hai fatta. Mi hai salvato”
“Ok, Toshio, sono felice anche io ma, è meglio levare le tende. Tra poco, questo posto sarà pieno di sbirri”
“MA cosa diavolo è successo?”
“Te lo spiego a casa, tra un pompino e l’altro”


Un pompino come si deve. La bocca scivola perfettamente sul cazzo rigido di Toshio, movimenti lenti e studiati. Lui, occhi chiusi, mugugna quasi in estasi. Procedo così per alcuni minuti, senza che lui emetta alcun suono, al di fuori dei suoi mugugni. Devo distrarlo dalla brutta esperienza che ha patito nel giorno appena passato.
Tolgo la bocca e, veloce, m’impalo sopra di lui. Incomincio a muovermi, a dimenare i fianchi. E’ così bello sentirselo dentro. Lui mi afferra per i fianchi e accompagni i miei movimenti frenetici.
Poi, liberatoria, la sua venuta, quasi un’esplosione. E io mi lascio cadere accanto a lui, abbracciandolo “Come stai?”
“Ora meglio” risponde lui. Rimaniamo in silenzio per un po’. Poi, è lui che rompe il ghiaccio “Insomma, cosa è successo veramente là?”
Sospiro. “Quelle persone volevano farmi del male”
“Questo l’ho visto… Ma è loro che si sono fatti male”
“Com’è potuto accadere? Perché ce l’avevano con te? E, soprattutto, perché non hai più nemmeno un graffio? O sul fatto che, ogni volta che scopiamo, la tua fica sembra sempre vergine?”
Sospiro. Difficile da raccontare ad un amico come Toshio che, il mio corpo, non è come quello di un semplice essere umano.
Ripenso all’attimo in cui, quel bastardo di un torturatore ha avvicinato quell’anguilla alla mia fica. Ho attivato il mio protocollo di sicurezza e…
“Sono una chimera” dico in un soffio
“Come la creatura mitologica?”
“Qualche anno fa ho avuto un incidente piuttosto grave. Ero con mio zio sul sedile del passeggero e.. l’attimo prima eravamo lì a cantare le canzoni del momento e, l’istante dopo..SBAMM! un camion che perde il controllo e ci centra in pieno.
Mi sono risvegliata in ospedale bendata e piena di cannule che si infilavano in ogni luogo. Un dottore mi disse che avevo la spina dorsale spezzata e diverse fratture in tutto il corpo. Più qualche organo collassato. Mio zio non ce l’ha fatta”
“Mi spiace.. MA, hai recuperato bene..”
“Questo perché, ricevetti la vista di un dottore particolare che mi fece una proposta per guarirmi. Vedi, io ero condannata a rimanere paralizzata per il resto della mia vita. A 18 anni, rimanere imprigionata nel proprio corpo, non è una condanna accettabile. Questo professore, venne da me e mi propose un’operazione all’avanguardia, ancora in fase sperimentale. Si potrebbe definire da fantascienza”
“Sei un robot?”
“No” sorrido “Potrei definirmi un essere umano potenziato. Loro chiamano quelli come me, bio cyborg, o chimere. Sono un essere umano, con una spina dorsale ricostruita grazie all’opera di naniti. Sono piccole macchine, che circolano libere nel mio organismo e che, mantengono sano il mio corpo in perpetua continuazione. Ogni volta che vengo ferita, loro entrano in azione e ripararono il mio corpo. Per questo le mie ferite sono scomparse così in fretta. Ed è per questo che sono sempre vergine”
“Uh wow!”
“Ho una forza potenziata. Sono in grado nascondere degli oggetti lunghi fino a venti centimetri all’interno del mio corpo. Posso crearmi delle placche metalliche sul corpo, simile ad un’armatura. Posso rendere la mia pelle più resistente ai tagli o ai proiettili. E, in più, ho delle piccole armi nascoste nel mio corpo. Ti ho detto che, quel dottor che mi trasformò, è un patito di Hentai” mi tocco i capezzoli, l’ombelico e la fica “Ci ha messo delle armi laser. Ho anche delle punte d’acciaio che posso far fuoriuscire dalla mia piccola fica. Tranquillo, non corri rischi di uscite involontarie” mi affretto a spiegare vedendo la sua faccia preoccupata”Potrei essere definita un bio cyborg”
Lui, una O prolungata della sua bocca, come un piccolo bambolotto gonfiabile “Spari le tette come Venus?”
“No”
“Laser dagli occhi?”
“No”
“Magli perforanti”
“Non sono un robot”
“Hai detto che sei come quei personaggi hentai..” si alza in piedi “Quindi.. Hai detto che hai delle armi nascoste addosso..”
Mi alzo a mia volta “Ok. Resta di stucco, è un barba trucco” indico le mie tette che prendono ad ingrossarsi, da misura tre a misura 4
“Urkalamiseriaputtana” e,come previsto, si avventa a piene mani sulle grosse tette “Uh, morbidissime. Lo sento eccitato”
“Ti prego, rimani così. Ho voglia di scoparti”

Ancora una volta, l’orgasmo arriva con l’impeto di un fiume in piena.
Lesta mi chino verso il suo cazzo e prendo a leccarglielo avidamente. Lui, in estasi, si lascia succhiare tranquillamente.
“Quindi, come abbiamo fatto a scappare da là?” chiede lui dopo un po’
“Ho disattivato i miei protocolli di sicurezza” mi stringo nelle spalle “Quando il torturatore ha avvicinato l’anguilla modificata, ho attivato il pussy stinger e ho trafitto la bestia e la mano del torturatore”
“Pussy stinger?”
Rido “Nella realtà si chiama St 777. Ma è più simpatico con Pussy Stinger”
“Quindi, hai colpito la mano del torturatore e ucciso l’anguilla. E poi?”
“E poi…Karate, Ju jitzu, Krav Maga. Li ho lasciati a terra con le ossa rotte. Poi sono venuto a liberarti ed eccoci qui”
“Ma l’uomo con la maschera è scappato”
“L’ho lasciato andare dopo avermi raccontato lo scopo del rapimento. Non credo torni più. Lo spero per lui”


La faccia di Toshio sprofondata tra le mie gambe. Ci si mette d’impegno, la lingua come quella di un rettile che scivola in profondità.
Sono passati tre giorni da quando Agente numero 1 ha dato le sue dimissioni come Agente 1 ed è sparito nel nulla.
Ikaru è passato da me, questa volta alla luce del sole e non nascosto nella penombra di casa mia. Non l’ho ancora perdonato per quel sequestro test dove mi ha fatto violentare come una troia in calore. “Sei pronta per scendere in campo” mi ha detto
Io l’ho mandato a fanculo
E con Toshio, più tardi, il meritato riposo di quella vicenda che mi ha lasciato solo delusione addosso. E disgusto.
Afferro Toshio per la testa e mi impalo su di lui. Lo faccio scivolare dentro, le unghie che si conficcano nelle spalle. Lui emette un mugugno, ma stringe i denti e sopporta il dolore, concentrandosi sul piacere. Incomincio a muovere i fianchi, a sfregare la mia fica sulla sua erezione. Mi muovo su di lui frenetica, come se stessi usando il palo della cuccagna. Lui, le mani sui fianchi, le dita affondate nella pelle, che sembra imprimere più forza alle mie discese.
E poi, liberatorio, l’orgasmo…

“Non ne ho mai abbastanza” mormora lui con un sorriso beato
“Meglio così” dico io baciandolo
“E’ finita?”
“Ti riferisci ai sequestri e le torture?”
“Sì. Sai,non vorrei essere rapito un’altra volta da qualche maniaco pervertito e, ritrovarmi nudo e legato dentro uno stanzino pieno di paglia”
“No. Niente più scocciature. Almeno spero”
“Ecco, potevi evitare di dirlo”

Suona il cellulare. Una voce nota chiede “Ho una missione per te”
“Te la puoi scordare”
“50 mila come anticipo e altri 50 mila a missione finita”
Accidenti. Mi ha preso per la gola
“Dove, quando e chi?”

((ecco, ho preferito modificare il finale ma, se qualcuno vuole comunque scrive una sua personale versione di Chimera, è ben accetto. Ricordatevi però, da chi avete preso la fonte))



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