Oltre il tramonto (parte 6)

Scritto da , il 2019-04-03, genere feticismo

Nonostante l'ora tarda, Madame L. era molto attenta alle spiegazioni di Benedetta, la segretaria della scuola di danza che ci stava illustrando il funzionamento della vendita di mutandine usate all'interno della palestra. È probabile che la mistress, da vera professionista, stesse mettendo a fuoco qualche innovativa strategia di marketing per attirare nella sua rete di dominazione un nuovo target di maschi.

– Come vi dicevo – riprende il filo del discorso Benedetta – sul web abbiamo creato una nostra piattaforma interna, riservata solo ai soci del nostro... circolo "particolare". Molti maschietti della scuola si sono iscritti, pagando un paio di cento euro per essere registrati. In questo modo possono accedere in qualsiasi momento agli annunci delle ragazze "venditrici".
– Ma queste ragazze – chiedo interessato anch'io – lavorano all'interno della palestra?
– No caro, fra quelle che smerciano mutandine sono io l'unica a lavorare come segretaria. Le altre sono per lo più studentesse in cerca di soldini per finanziare i loro capricci: abiti, scarpe, borse... le solite cose da universitaria. Così guadagnano senza rischiare incontri dal vivo e senza dover mettere la propria faccia in qualche chat erotica.

Mentre Madame L. finiva di assaporare il suo champagne "corretto sperma", l'indispensabile Mike (il cameriere-autista dal deltoide definito e dal cazzo indefinibile) aveva deciso di scendere al piano di sotto per vedere cosa stesse accadendo al carabiniere mugolante chiuso in gabbia.
– Mentre parlavi – dico rivolto a Benedetta, che nel frattempo si era tolta le scarpe e si era accomodata sul divano di fronte, anche lei con le gambe sotto il sedere – stavo cercando di capire come incastrare quei tre bastardi della scuola di cui mi devo vendicare... Hai detto che gli iscritti a questo sito contattano le venditrici e poi si fanno spedire tanga e perizoma per posta?
– Di solito sì, ma nel nostro caso consegniamo direttamente nelle mani del destinatario. Hai visto prima il ragazzino che è passato nel locale degli aperitivi? Ecco lui è uno dei corrieri. Mi ha portato i trecento euro che gli ha dato il cliente come pagamento anticipato, ha preso la mia bustina sottovuoto contenente un bel perizoma rosso, molto impregnato, che ti sarebbe piaciuto tanto, porco di un pifferaio, e l'ha recapitato all'uomo che aspettava nel spogliatoio.
– Trecento euro..!! – esclamiamo all'unisono io e Madame L.
– Mi avevate sottovalutato eh... Dite la verità!

In effetti, con quel reggiseno nero in bella vista sotto la camicetta bianca, quella coda di cavallo nera un po' coatta, la gomma da masticare e i gesti atletici da ragazzetta di palestra, un po' l'avevamo sottovalutata. Però i pompini li sapeva fare da professoressa universitaria, e questo le forniva una vera e propria arma di persuasione fisica.
– Tesorino – è la mistress a intervenire – fammi qualche esempio di annuncio che mettete nei vostri profili...

Benedetta inizia a guardare verso l'alto come per ripescare il dettaglio di qualche ricordo. Non so bene come mai ma il suo profilo inizia a sedurmi, il disegno delle labbra traccia linee erotiche senza volerlo. Anche il seno vorrebbe uscire da sotto la camicetta per interrompere la conversazione e passare alle vie di fatto. Facendo sesso con lei in auto poco prima, nella berlina privata di Madame L., non avevo considerato l'intelligenza istintiva e l'energia emotiva messa in campo dalla ragazza. Era tutto sommato antipatica, ma lo consideravo un buon punto di partenza per future scorribande e progetti borderline.
– Mah... un annuncio-tipo potrebbe essere questo. "Ciao a tutti! Ho 20 anni e frequento la facoltà di Giurisprudenza e da alcuni anni ho scoperto di essere una Sniffer anche io... Sono fidanzata con un ragazzo che non condivide i miei gusti: a me eccita tantissimo guardare e sapere che qualcuno annusi i miei vestitini ma soprattutto le mie mutandine. Adoro annusare i boxer del mio ragazzo quando torna dalla palestra ma lui non vuole e quindi devo farlo di nascosto prima che le lavi... Siccome sono molto carina ma non ho molti mezzi economici, ho pensato di vendere le mie mutandine per pagarmi gli studi e arraparvi allo stesso tempo (come faccio io)... Sono disposta a profumarvi la lingerie su richiesta. A portarla anche per tre o quattro giorni di seguito, giorno e notte... A toccarmi la patatina facendo entrare il tessuto dentro la mia fighetta umida e vogliosa. Se ti piace qualcosa che vedi o vuoi chiedermi qualcosa di speciale, scrivimi subito!"

Per la prima volta percepisco Madame L. presa in contropiede.
– Una Sniffer...?!? Siete dei geni del male, anzi del bene... C'è sempre da imparare.

La segretaria prende coraggio e continua nel racconto.
– Immagino che per voi può sembrare impossibile, ma io stessa frequento l'università. Biologia... Hai capito Piffera', la Benedetta tua non sa solo succhiare cazzi o prenderlo nel culo sotto la doccia. Qualche idea ce l'ho pure io. Una settimanella fa ho messo un annuncio più o meno così: "Lo sai che quando vado all'università e parlo con i professori, mi sento bagnata immaginando la persona che riceverà il mio perizoma? C'è un professore, molto bello e atletico: ogni volta che sono lì puntualmente mi capita di bagnarmi tantissimo, e realmente più penso a quanto mi sto bagnando e più mi eccito, perché l'idea che qualcuno in un paio di giorni potrà avere proprio quelle mutandine tra le mani mi fa impazzire... Se vuoi farmi qualsiasi domanda per carpire particolari in più sono qui..!!"
– Immagino le domande – riesco a dire, con la salivazione azzerata.
– Immagino le risposte – aggiunge Madame L. con il suo senso pratico.

E qui Benedetta sale in cattedra e tira fuori il lato filosofico, fino a quel momento ben celato.
– Siete d'accordo con me? Per gli uomini, l'acquisto di mutandine usate è un modo per conoscere le donne, di saperne di più su di loro e di informarsi sull'inebriante aroma che ognuna lascia nei suoi indumenti più intimi. È uscire dai limiti... La registrazione è solo il primo passo, la seduzione, i messaggi e le conversazioni con ciascuna delle ragazze... E tutto un percorso sulla strada per soddisfare i desideri inconfessabili.

Il cerchio si chiude. Nella mia mente il piano inizia a prendere corpo.
– Ascolta tesoro – dico io – tu devi trovare il modo di invitare quei tre stronzi nella suite di un hotel di lusso che sta in centro, vicino piazza di Spagna. Poi ti dirò. A questi gli prospetti una serata dove potranno incontrare dal vivo le ragazze che vendono le mutandine. Potranno scegliere loro direttamente che cosa annusare, cosa leccare e via dicendo. Insieme a tre-quattro ragazze della palestra, ci sarà Madame L. che sa bene come far partire un'orgia. Ovviamente il tutto sarà ripreso da videocamere ben nascoste. Devo capire in che modo poi far arrivare ai tre infami la notizia del video in nostro possesso. Ho già una mezza idea, devo fare delle verifiche.
– Si chiama ricatto – butta lì la mistress senza troppa convinzione.
– Forse sì, ma io la chiamo giustizia. Non è solo per i milioni che ci hanno fatto perdere, truccando la gara e mettendo fuori gioco la nostra azienda in maniera illegale. I fatturati vanno e vengono nel bilancio di una multinazionale. Io penso alle decine di famiglie delle persone che abbiamo dovuto licenziare. A gente che sta in mezzo a una strada, letteralmente. Non mi sento un Robin Hood che ruba ai Parioli per fare felici quelli dei quartieri bassi. Ma quei tre, cazzo, la devono pagare. Dovranno trovare il modo, con i loro agganci ad altissimi livelli, di infilarci in qualche gara nuova, così potremo riassumere un po' di persone. E poi devono trovare il sistema di fare un bel regalo a voi due.
– Cosa intendi pifferaio? – chiede interessata Benedetta.
– Qualcosa ci inventeremo. Io credo che anche il titolare della scuola di danza avrà tutto l'interesse per tenere nascosta questa storia.
– Beh, lui stesso ogni tanto qualche mutandine se la fa dare gratis...
– Ecco appunto, ognuno è ricattabile a modo suo. Ti piacerebbe diventare direttrice della scuola di danza con contratto a tempo indeterminato? Diecimila euro puliti al mese ti vanno bene, tanto per iniziare?

La segretaria sgrana gli occhi, immaginandosi nel suo nuovo ufficio di responsabile della palestra. Già si vede servita a colazione da maschietti muscolosi e personal trainer adoranti. Con tanto di toy boy a rotazione per non annoiarsi in pausa pranzo. Sorride. È evidente che il piano incontrerà i suoi favori.
– Per me ho in mente un'altra cosa, come premio di consolazione – aggiunge Madame L. con sorrisetto perfido – Sai bene, Piff, che nel profondo del mio cuore batte un animo da imprenditrice...
– Lo so lo so, ma chérie. So che tu guardi lontano. Per questo ti adoro!
– Ma noi sappiamo guardare anche vicino, anche dentro i pantaloni – ribatte seducente la padrona di casa, strizzando l'occhio a Benedetta e facendole cenno di avvicinarsi – Qui dobbiamo festeggiare in anticipo il tuo piano diabolico.

Nell'arco di un istante me le ritrovo entrambe a pochi centimetri dalle mie orecchie. Come in una soffusa sinfonia di coppia, tutte e due iniziano a mugolare all'indirizzo dei miei timpani. Sottovoce, a tratti soffiando per l'eccitazione, iniziando a leccare il mio lobo come fosse un sorbetto alla panna. Madame L. si interrompe solo un attimo.
– Mike..!! Mon puissant écuyer... viens ici, vieni qui e portaci lo schiavetto che sta strisciando giù nella gabbia.
– Sì signora, come desidera – risponde il suo scudiero, con tono deferente ma tranquillo.

Nel frattempo Benedetta estrae dalla sua borsa un oggetto che farà aumentare la temperatura nella stanza. Distinguo un paio di coulotte in pizzo nero elasticizzato, che prima lei allarga con due mani tenendole davanti al mio naso. E poi inizia a indossare, guardando fissa nei miei occhi e sculettando. Fino a quando, su su, piano piano, risalgono le cosce avvolgendo la fregnetta infreddolita.

In contemporanea Madame L., ça va sans dire, da qualche segreto ripiano ha invece estratto un paio di interessanti sex toys in lattice, turgidi come il mio cazzo. Che lei manipola con la destrezza di uno sceriffo nel gesto di roteare le pistole d'ordinanza.

Appena mi siedo per bene sul divano, la giovane segretaria si gira di spalle e viene indietro con il suo culetto per strusciare il pizzo della coulotte sui miei testicoli roventi. Posati per un attimo i dildo (che immagino scenderanno in campo per il ko finale), la mistress si erge in piedi sul divano a gambe larghe, con la nobile figa parigina a sfiorare la mia bocca. Labbra su labbra.
– Lecca per bene ragazzo, sei sempre uno schiavetto che stasera dovrai obbedire a due padroncine esigenti, molto esigenti e fantasiose. Eee non pensare di ribellarti... Potrei sempre farti arrestare da un...
– Ecco il carabiniere, madame – afferma perentorio Mike, come un corazziere al Quirinale.

[CONTINUA / 6]

Questo racconto di è stato letto 1 2 9 1 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.