Erotici Racconti

Una ninfomane in vacanza

Scritto da , il 2018-06-12, genere tradimenti

VENTITRE.
Si fa presto a parlare di ninfomania. Anche nei profili di tante coppie si legge lei ninfomane, e ninfomane su e ninfomane giù e ninfomane sopra e ninfomane sotto. Secondo me è un luogo comune.
Io sono una vera ninfomane: non mi basta mai il sesso! E’ una specie di ossessione e lo vedo dappertutto, anche quando sto facendo altro.
Il povero Riccardo rimase sorpreso quando scoprì che tutte le sante sere in basca mi masturbavo. E lo faccio ancora oggi. Senza ritegno. Mi strofino il clitoride talmente velocemente da rendere udibile il rumore dell’acqua in movimento. L’oggetto dei miei pensieri mentre mi masturbo non è un problema. Non ho che l’imbarazzo della scelta avendo provato di tutto!
Ma torniamo a pochi mesi dall’inizio dalla vita in comune. Quella domenica avrei dovuto scopare con due tori diversi. Uno lo avremmo ospitato nel primo pomeriggio e uno mi voleva tutta per se in motel la sera. Con entrambi era la prima volta.
Come di consueto io e il cornuto andiamo a fare colazione al bar. Mentre la facevamo giunge un messaggio da un certo “Xmel”. Con Xmel ci inseguivamo da tempo ma per un motivo o l’altro non eravamo mai riusciti a incontrarci.
Una coda di lavoro domenicale però lo porta nella nostra zona e si offre almeno per una conoscenza. Io accetto. Gli diamo indicazioni di dove siamo. Ci raggiunge al bar.
A distanza vedo un tipo molto carino e dico al cornuto che speravo fosse lui.
Ed era lui. Un gran bell’uomo!
Le foto non gli rendevano onore. I modi son garbati. Praticamente dialogano solo lui e Riccardo. Io sono già eccitata. Sono io a prendere iniziativa chiedendo se avesse tempo durante la mattinata. Lui conferma al che sbotto un e allora andiamo cosa aspettiamo?!
Il rientro a casa nostra in tre. Una domenica mattina nell’orario che tutti escono. Incontriamo il mondo intero ma la presenza del cornuto rende tutto più facile.
Entriamo in ascensore e ci buttiamo uno sull’altro. Siamo già lingua con lingua e io gli tasto il cazzo dall’esterno dei pantaloni.
Il tempo di entrare in casa e mentre il Riccardo cerca la videocamera io e lui limoniamo come porci lingua con lingua. In un attimo siamo entrambi nudi nel letto.
“Xmel” non solo è molto attraente ma èanche bravo. Mi fa godere i modi: di mano, di lingua, scopandomi e inculandomi. Ne facciamo due e arriviamo a mezzogiorno.
Quindi che se ne va.
Un pranzo veloce e arriva il secondo: un certo “Genova”. Questo è il classico bravo ragazzo che a letto si trasforma. Inoltre è superdotato. Gli piace il culo e me lo fa alla pecorina con molta decisione. Poi ci scateniamo e godiamo entrambi. Intorno alle 16 se ne va pure lui. Esco dalla seconda doccia e sul sito inaspettatamente si propone un terzo toro. Chiedo la foto del viso e me la invia al volo. Non è male, almeno visto così.
Inoltre la mia voglia di cazzo è sempre presente!
Ospitiamo il terzo della giornata. E’ inesperto e anche un poco emozionato. Ormai capisco i maschi con una sola occhiata. Però il suo cazzo è bello duro e allora decido di gustarmelo a cavallo.
Una lunga cavalcata. Lui non cambiò mai posizione anche quando decisi di farlo venire nella mia bocca.
Una cena frugale e mi aspetta il quarto incontro. Stavolta in motel. Mi eccita farmi allacciare il corsetto dal cornuto per poi salutarlo con un vado a godere amore!
Riccardo ha come consuetudine quella di chiamarmi durante la monta. Se lo fa quattro volte è statistica che mi becchi almeno una volta durante la pausa tra la prima e la seconda scopata.
Stavolta no. Il ragazzotto è giovane. Niente di particolare o perverso. Anzi non mi chiese nemmeno il culo. Ma non finiva mai di scoparmi la figa. Scopammo per due ore consecutivamente ed ecco il motivo per cui ogni volta che Riccardo mi chiamava mi sentiva godere!
Tornai a casa alle 23. Quel giorno scopai con quattro maschi diversi senza che uno incrociasse l’altro. E con tutti era una prima volta.
Penso che feci il record degli orgasmi: non meno di una quindicina!
Questo vuol dire essere ninfomani.


VENTIQUATTRO.
Venne estate e andammo per una decina di giorni al mare. Oltre che una vacanza era anche l’occasione per scopare con qualche porco con il quale non avrei avuto modo di farlo durante anno.
In una foto mi si vede sulla veranda dell’albergo mentre sto leggendo un libro. Chi la guarda pensa ad una donna in pieno relax. In realtà ero in attesa che arrivasse un porco per prendermi e portarmi in un motel della zona. Appena arrivò Riccardo tornò in camera. Poco dopo mi avrebbe sentito godere al telefono.
Passano un paio di giorni e andiamo (stavolta con la presenza di Riccardo) ad un incontro. Un certo Alessandro. Giovane che potrebbe essere mio figlio ma di una bellezza da togliere il fiato. Porta anche un suo amico e andiamo in motel. Riccardo ha il compito di filmare e fotografare. Alessandro ha una fidanzata. Mi fa vedere la sua foto. Molto carina ma mi apre un poco una figa di legno. Inoltre è titubante se dare il culo al suo ragazzo. Risultato: sto ragazzo si trova tra le mani una puttana come me sulla quale può sfogare tutte le sue voglie di culo. E lo fa bene. Il suo amico invece è un complemento. Niente di che ma almeno lo uso come cazzo in bocca mentre Alessandro ci da dentro alla grande!
Il penultimo giorno di vacanza ci propongono una gang. Non avendo con noi il pc siamo un poco disorganizzati, quindi accettiamo con un poco di superficialità.
Andiamo all’incontro. La location era un appositamente attrezzato.
Arriviamo. Sono in quattro, ma inorridisco. Tre sono veramente brutti e in sovrappeso. Solo uno è veramente ok.Il cornuto mi propone di simulare un malore per andarcene senza imbarazzi. Io ci penso ma gli dico di bendarmi. Avrei succhiato i loro cazzi da bendata, pensando ad altro. E li avrei mollati solo quando li avrei sentiti esplodere nella mia bocca.
Mi misi in ginocchio e iniziai a spampinare come solo io so fare. Sentii i loro gemiti mentre il cazzo di turno si gonfiava e iniziava a schizzare. Prima uno, poi il secondo, poi il terzo.
Ma il quarto non ne voleva sapere. Mi sentii sbattere sul letto e uno che mi pompava da sopra.
Mi tolsi la benda e….ero stata fortunata. Era quello carino!
Me lo gustai tutto !
Quando uscimmo mi feci offrire dal cornuto una crepes. Postai su Facebook la foto che mi ritrae mentre la mangiavo.
Le amiche commentarono parlando di noi come due piccioncini. Se sapessero!


Per chi è stato veramente intrigato dai miei racconti. Ogni racconto ha il suo corrispettivo in foto e video.
Le foto e i video sono indicati con lo stesso numero del racconto. Esempio al racconto numero SEI del racconto corrisponde la foto del video in questione. Se vi ha intrigato questo racconto avete l’occasione di vedermi e di verificare con i propri occhi quanto sono zoccola. Certo non è per tutti ma solo per chi mi dimostra vero interesse. Gli altri alla larga!!!
Mail: fantasticzoccola@virgilio.it.








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