Un nuovo gioco - Comando io

Scritto da , il 2017-05-08, genere dominazione

Premesso che non mi sono mai sentito un cuckold, mi meravigliò non poco il fatto che proprio Paolo, che credevo ormai di conoscere bene in quanto amico di mille avventure, mi chiedesse così senza alcun gioco in atto di concedergli la mia Y.
Io mi sento come quel bambino col pallone che va al campetto a giocare con gli altri, scegliendo partecipanti, regole e tempi... E soprattutto il mio pallone non lo presto a nessuno se non sono presente...

Nello specifico successe che mi telefonò due volte per chiedermi di scopare con Y.
Ambe volte rifiutai facendogli notare che non funzionava così, seguì una terza telefonata molto più esplicita che mi fece capire il reale stato delle cose...

Paolo si era invaghito di Y. e desiderava farla sua...

Colsi un occasione che non mi lasciai sfuggire...

Ne parlai con Y. ed insieme concordammo la scena da attuare...

Chiamai Paolo offrendogli una serata a tre... Non ci pensò due volte e accettò cadendo nella mia trappola...

Perchè parlo di trappola? Perchè crebbe in me la convinzione che, dopo il fatto tra me e lui narrato nelle precedenti "puntate", lui si sentisse in una posizione di vantaggio su di me, come se si sentisse superiore... Forse mi sbagliavo, ma volevo comunque quantomeno pareggiare i conti...
Inoltre meritava una lezione solo per il fatto che avesse pensato di potermi soffiare la donna...

Cenammo a casa mia, poi ci trasferimmo nel salotto...
Y. era al top come sempre, tolta la vestaglia mise in mostra la sua pelle liscia e morbida, tacco 15 fluo come lo smalto, un babydoll viola scuro che esaltava la sua quinta di seno, calze a rete autoreggenti da autentica troia di strada, capelli a coda alta e trucco leggero, di eccessivo solo il rossetto color viola...
A Paolo brillavano gli occhi era palese... Si spogliò velocemente e io feci segno a Y. di andare da lui...

La baciò a lungo con passione, poi passò a leccare il seno... Y. lo assecondava lanciadomi sguardi di complicità...

Dopo l'esperienza a casa di Paolo Y. si era ulteriormente sciolta, ed il fatto di aver studiato a tavolino il gioco che stavamo realizzando la motivò a fare bene il suo ruolo...

Paolo accompagnò il viso di Y. sul suo cazzo... Lo succhiò con maestria, lo si capiva dal volto di Paolo... Mi avvicinai anch'io e salii in piedi sul divano mettendo il cazzo a portata di bocca di Paolo... Mi guardò stordito e incredulo... Gli dissi di prendermelo in bocca... Esitò... Poi eseguì...

E' incredibile cosa era disposto a fare quell'uomo pur di godere della mia donna... Avevo sempre pensato che fosse come me, in grado di scindere il gioco da tutto il resto, ma non era così... Si era lasciato trasposrtare... Paolo dopo quella sera sarebbe stato escluso dalla lista degli amici da chiamare perchè se esci dalle regole del mio gioco quella è la fine...

Avevo messo a segno il punto del pareggio... Tornai sul divano difronte e lascia a loro due l'iniziativa...

Y. salì sopra Paolo... Lui le succhiava i seni, lei lo cavalcava con veemenza fino all'orgasmo... Che bella quando veniva...

Ora la mise a pecora e la prese da dietro... Con un crescendo d'intensità arrivò anche lui all'orgasmo... Le schizzò sulla schiena...

Gli dissi che se voleva continuare avrebbe dovuto pulirla leccando... Lo fece...
Poi si concesse qualche minuto di pausa bevendo qualcosa...

Y. era stata brava, ci guardammo soddisfatti del risultato raggiunto... Il piano aveva funzionato...

Y. distesa a gambe aperte sul divano era un invito a nozze... Paolo riprese da dove aveva lasciato... Con la limgua gli lubrificò l'ano... La penetrò piano, poi, sempre per gradi, aumentò il ritmo...

La baciava spesso mentre la pompava, poi le venne dentro... Un rivolò di sperma scivolò fuori la mia donna... Paolo lo prese con due dita e glielo mise in bocca...

Paolo si distese sul divano vicino Y., allora io mi alzai e la presi con forza dai fianchi, la girai e glielo misi in culo senza troppi preamboli...

La pompai con forza fino a svuotarmi... L'ultimo colpo doveva essere il mio... Era la parola fine alla serata e non solo...

Paolo non era uno stupido, credo avesse capito che non lo avremmo più rivisto, almeno in quelle circostanze...

Baciai Y. come sempre alla fine della prestazione, lessi nei suoi occhi una rinnovata consapevolezza che mi fece capire che avevo vinto io e che lei era solo mia...

Il giorno dopo contattai l'unica persona che consideravo affidabile per continuare a giocare... A modo mio...

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