Doveva accadere

Scritto da , il 2010-12-04, genere prime esperienze

A volte, vedendo i ragazzi che si muovono per le città  ripenso alla mia infanzia non con nostalgia ma non sempre con gioia. Ero, a detta di tutti, un bel ragazzino, forse un po’ cicciotto, ma molto bello e gentile. Abitavo in un paesotto del nordest, una bella famiglia, bravo a scuola e come tutti, credo, con i miei sogni segreti.
Una cosa è certa ed è che abitare in campagna ti sveglia presto e capisci le cose più in fretta dei ragazzini di città.
Avevamo tre caserme in paese, centinaia di ragazzi più grandi di noi che uscivano tutte le sere, discorsi nei pochi bar del paese, chiacchiere scherzi racconti a volte non proprio leciti.
Noi eravamo tenuti lontani, non dovevamo frequentare questi ragazzi quasi che fossero un pericolo, dei corpi estranei, se li frequentavi i carabinieri lo dicevano a casa e non potevi più uscire di sera, una brutta punizione ma era divertente stare a sentirli, dicevano cose che non sentivi a casa e molte di queste le collegavi a quello che vedevi nelle fattorie anche perché noi sapevamo il senso di certe cose da grandi, vedevamo dal cane al cavallo al toro, vedevamo la monta e quindi sapevamo cosa i maschi cercano dalle donne, ma in mezzo a tutti quei racconti cercavo di capire anche i miei sogni segreti; e cioè che anche dei ragazzi possono voler essere come le donne.
Allora non tutti stavano bene economicamente, molti stavano in case piccole e vedevano cosa facevano i genitori di notte, sentivano i litigi, le richieste dei mariti insomma non eravamo scemi.
Io e i miei segreti avevamo capito che erano soprattutto i ragazzi meridionali che parlavano dei femminielli, e ridevano e spiegavano cosa facevano e quanto erano bravi e quanto costavano; io pensavo a come doveva essere fare la ragazza ma non capivo ancora cosa era, cosa si provava e cosa avrebbe significato.
Certi termini facevi finta di capirli, godere, piacere non sapevo cos’era, cercavo di immaginarlo ma non era facile certo cercavo di spiare abitavo in una grande casa dove c’erano diverse famiglie, avevo visto anche la zia e lo zio un pomeriggio, avevo visto lei con la bocca e dopo lui che entrava in lei, avevo visto cosa lei faceva con le sue gambe aperte e questo affare dello zio sempre più grosso e come lo spingeva per entrare ma non capivo come poteva fare e mi convincevo che lei doveva patire un gran male e che i suoi gemiti erano di dolore e non certo perché gli piaceva.
Una cosa però mi piaceva ed era l’odore di uomo di mio zio dopo di questo, un odore forte che mi lasciava stordito e che mi attirava, ho sognato tante volte di essere al posto della zia, e il suo trace peloso con tutti quei peli che si appiccicavano alla pelle quando era sudato ma quello che mi piaceva di più era il sentire quell’odore da vicino e magari di essere io a provocarlo.
Ascoltavi o spiavi e basta, avevi paura e parlavi tra noi ragazzi del paese; non era facile parlare con questi più grandi anche perché parlavano più tra loro che con noi piccoli che forse poco potevamo dire loro, certo il desiderio di parlare anche con loro c’era ma più grande era la paura di quello che sarebbe successo a casa.
Ma poi, una sera che ero andato al bar per prendermi un gelato vinsi la paura ed essendovi trovato, per caso, da solo e senza altri del paese attorno presi coraggio e salutai questi soldati e  iniziai a parlare con alcuni di questi.
Cosa fai, che classe fai cose semplici, loro parlavano della nostalgia di casa, di fidanzate, di ragazze ma c’era uno di loro che non parlava di questo, parlava di poesia di scrittori e gli altri lo prendevano in giro gli dicevano intellettuale per far capire che non era ruvido e uomo come loro.
Forse non rappresentava la forza come loro, o come anche i nostri ragazzi più grandi, ma avevo notato che aveva sempre dei libri e leggeva, spiegava agli altri anche se forse non lo capivano.
E così inizia a parlare, mi chiesero perché solo io parlava con loro e dissi loro che ci era proibito che era pericoloso e che forse alcuni non lo avrebbero mai fatto, mi presero come mascotte e io mi sentivo molto importante.
Iniziai a capire che venivano ed andavano e che solo alcuni si fermavano nella caserma del paese per un periodo lungo, parlavo con loro e spesso cercavo l’intellettuale.
Sapevo che dovevo capire e parlavo ma non sapevo come dire quello che volevo.
Poi un pomeriggio presto, mentre andavo a giocare incontrai due di questi in campagna, mi salutarono e richiesero cosa facevo in giro così presto, dissi loro che andavo a giocare e chiedi loro la stessa cosa. Mi fecero vedere che avevano dietro il pranzo e volevano, vista la giornata, mangiare all’aria.
Mi offrirono una sigaretta, come facevano tra loro, io non fumavo ma accettai.
Li vicino c’era uno dei miei posti segreti, un bel posto nascosto e li portai li, quello che si chiamava Giuseppe mi chiese perché avevo quel posto li, che da piccolo c’è l’aveva anche lui in Sicilia e ci portava le ragazze, ci fumava cose così. Gli dissi che non avevo la ragazza, mi chiese perché e io gli dissi che non lo sapevo ma che forse era presto o non avevo trovato quella che mi piaceva. L’altro allora si mise a ridere, si chiamava Bruno, mi ricordava mio zio forse per i peli che si vedevano dalla camicia verde semiaperta, era una bella giornata di primavera ma non pensavo che era il momento.
Bruno rideva e mi disse di sedermi vicino a lui, mi chiese se volevo un panino e io gli dissi di no, e lui continuava a ridere e disse a Giuseppe, vedi Giuseppe non è questo il panino che vuole, e rivoltosi a me disse “ti guardo dà un po’, sei sempre lì che ci giri attorno, io me ne intendo sai, le conosco quelle come te, le conosco bene, tu vuoi essere presa come la cagna dal cane”, io gli feci notare che io non ero una femmina ma lui mi guardò e mi disse” non ancora, ma se vuoi, ora di questa sera potrai scegliere cosa vuoi essere”, Giuseppe intervenne dicendo a Bruno”ma non vedi com’è giovane, lascia perdere, magari gli fa male” e Bruno”ma non vedi come ci gira attorno, stà bruciando dal desiderio, lui si sente già una donna deve solo capire se gli piace”. Giuseppe si rivolse a me “ ma è sul serio come dice Bruno? Tu vuoi provare se ti senti donna?, intanto avevano mangiato e fumavano, sai noi non vediamo donna da molto, e ti farà male, non per colpa nostra ma perché sei stretta, ma dimmi la verità ci vieni dietro per questo o Bruno ha sbagliato?”. Non sapevo cosa dire, ero tutto un fuoco, Bruno si era levato la camicia e il suo torace era come se brillasse; peli neri lisci e corti, un odore di uomo che sembrava lo zio, non sapevo cosa dire, tentennavo. Bruno mi chiamò “Lisa vieni qua se vuoi, vieni qua da me” Io gli feci notare ancora che era Luigi, ma lui ripetè”alla fine sarai Lisa perché tu sei già donna, devo solo accenderti”. Mi avvicinai a lui e mi sedetti, lui mi accarezzo e mi disse di togliermi la maglietta. Lo feci e lui disse”vedi Giuseppe ha anche le tettine, guarda come fa ora” e mi sentii le tette strette dalle sue mani e la sua bocca sul collo. Mentre Giuseppe gli diceva “stai attento che è piccola, non fargli male, fai piano” lasciala decidere.
Ma Bruno era eccitato come lo stallone, vedevo sotto la stoffa il bozzo, e sentii la sua bocca sulla mia e la sua lingua che spingeva sui denti, aprii quasi automaticamente e mi sentii violato, per un attimo, da quella lingua che mi frugava, non sapevo cosa fare, era il primo bacio, il suo viso mal rasato e la mia pelle delicata, mi disse piano ”Lisa ora decidi tu, vidi, come al rallentatore, che si levava le scarpe, si sbottonava e si sfilava i calzoni, si toglieva le mutande, mi sentivo come intontito ma mi piaceva, mi sentivo desiderato anzi desiderata, e mentre si toglieva le mutande sentivo il suo odore, un odore pregnante, e lo vidi peloso come lo zio ma Bruno lo era anche sulla pancia e sul pene un triangolo ricciuto. Il suo cazzo mi sembrava enorme, mi si avvicinò e mi disse “Lisa decidi, vuoi essere la nostra donna oggi e domani di altri? Se vuoi essere donna succhialo come fai con i gelati”, mi avvicinai a lui e aprii la bocca lui mi si avvicino e diceva con dolcezza”dai Lisa, succhialo bene. Hai già stata di un uomo?” io gli dissi di no e sentii Giuseppe che mi chiedeva “Lisa non sei mai stata sborrata? Sei vergine?”, io dissi di si e vidi che anche lui si stava spogliando.
Volevo dire altre cose ma sentii la mano di Bruno sulla nuca e lo sentivo spingere il cazzo nella mia bocca. Io non sapevo cosa fare, leccavo la punta, lui lo tirava fuori mi faceva leccare le gambe, le palle, le cosce e dopo ancora in bocca, mentre mi spogliava. Scarpe, pantaloni, calze, slip, tutto a terra alla rinfusa, ero nuda tra loro due nudi e sentii Giuseppe vicino. Bruno mi fece girare la testa e vidi il cazzo di Giuseppe, sentii Bruno dirmi” dai Lisa succhia anche il cazzo a Giuseppe che ne ha voglia”, e Giuseppe “ si Lisa succhiamelo, voglio sborrarti per primo”. Succhiai, non so chi mi sborrò per primo, so che mandai giù tutto e dopo ancora, e le loro mani su di me mi facevano impazzire.
Poi Bruno disse”Lisa ora devi essere donna, voglio prenderti”, mi fece sdraiare con la schiena  a terra e disse a Giuseppe di aiutarmi a tenere le gambe aperte e il culo alto.
Lo vidi di fronte a me in ginocchio, era come lo zio, sudato con la peluria incollata alla pelle, mi alzai e come avevo visto fare alla zia lo leccai, gli leccai il torace e le ascelle mentre lui diceva a Giuseppe”vedi Giuseppe, ora si scatena la donna, ora Lisa è eccitata e tra un po’, quando sarà donna sarà anche meglio” e Giuseppe “vedi di non romperla voglio gustarmi questa strada stretta”, mi spinse giù mi alzò le gambe Giuseppe mi teneva le gambe aperte allargando le caviglie e io che avevo ancora in bocca il sapore della pelle di Bruno lo vidi che mi guardava come lo zio guarda la zia, con desiderio.
Si avvicino a me, vidi che prendeva il suo cazzo in mano e si piegava verso di me guardava il buco e iniziava a spingere con la cappella. Piccoli colpi e mi diceva “Lisa guardami sono il tuo primo maschio, sono quello che ti svergina, sono quello che ti fa donna”, giocava poi mi fissò e mi disse “Lisa orta entro, ti farò male ma poi ti piace, muoviti però quando sono dentro fammi godere Lisa” Io gli risposi di si che lo avrei fatto.
Lo vidi irrigidirsi e sentii come un peso nel buco, un peso enorme e dopo urlai, urlai per il dolore, mi sentivo squarciata, lui spingeva ancora, mi sentivo allargare, non avevo più spazio per allargare le gambe e lui mi teneva il culo alto per entrare tutto, lo spingevo con le mani per allontanarlo ma era troppo pesante continuava.
Mi disse” tocca Lisa ora è tutto dentro di te, ora sei donna” e si avvicino per mettermi la lingua in bocca, risposi mi faceva male ma mi piaceva. Inizio a spingere dentro e fuori dentro e fuori, era come una raspa. Quando entrava urlavo quando usciva piangeva, continuò a lungo poi mi disse “Lisa ti voglio sborrare, ora sei una donna” e iniziò a spingere forte, aritmicamente, potente io lo graffiavo lo volevo allontanare ma era sempre più eccitato, lo sentivo anche dall’odore.
Poi si irrigidì senti il caldo nella pancia, il suo seme e mi disse”Lisa ora sei veramente donna, ora puoi decidere”.
Lo estrasse e mi guardndomi mi dsse”Lisa sei piccola ma sei decisa, sei la migliore che ho trovato” e Giuseppe “Dai Bruno aiutami ora tocca a me” io ero stanca ma a Giuseppe non interessava era già pronto, mi disse” Lisa doversti vedere che buco ti ha fatto Bruno, hai la sua sborra che cola, ora tocca a me poi ci dirai chi è più bravo, dai Lisa lecca anche me prima della monta” io mi alzai e lo leccai e lui
“ sei una splendida cagna Lisa, lecchi meglio delle puttane”, dopo mi fece sdraiare e dando le caviglie a Bruno si preparò per montarmi. Mentre era lì per entrare gli sentii dire” Hei Bruno l’hai aperta bene, si scivola che è un piacera, dai Lisa stringi troia stringi che questo ti ha spannata” Bruno rideva e mi disse” dai che poi si chiude non preoccuparti, adesso che hai iniziato lo farai spesso perché si sente che vuoi essere donna e lo sei solo con un uomo dentro”, sentivo invece, lo sentii appoggiarsi, strisciare sul buco e dopo spingere dentro, vedevo il suo viso e sentivo il suo desiderio “ lo tiene tutto dentro Bruno e non si lamenta, guarda come si agita mentre entro” in effetti mi muovevo, mi piaceva sentirlo che entrava, mi piaceva molto, e Bruno piano”non toccarti mai mentre un uomo vero ti prende, ai maschi non piace, tu sei una donna ora devi pensare al piacere che stai dando al maschio”, Giuseppe mi torceva le tettine i fianchi mi baciava e lo sentii irrigidirsi presto, un gran fiotto caldo nella pancia e lui”era un mese che non sborravo, sei una bella cagna Lisa, quando vuoi ti monto adesso che so che sei donna”.
Si alzo e io non ci riuscivo, mi faceva male tutto, non c’era un muscolo che non mi faceva male, con le dita toccai il buco era umido guardai era seme e sangue e mi misi a piangere.
Bruno capì e mi disse” Lisa è naturale, ti ho sverginata un po’ di sangue esce, vedrai che passa2, mi diede una bottiglia di acqua per pulirmi dicendo “dai Lisa lavati che non è finita, c’è ancora luce e noi rientriamo per le 22, e io ho ancora voglia di te e credo anche Giuseppe”.
Mi aiutarono ad alzarmi, camminavo a gambe aperte dal male, mentre loro ridevano, e andai un po’ più in là per lavarmi, mentre mi lavavo Bruno mi disse “ allora Lisa ti è piaciuto? Ti piace essere donna? Ricordati però che tu hai sempre bisogno di un maschio dentro e che spesso non possiamo venire fino a qua per chiamarti, devi trovare un posto vicino alla caserma”
Alzai il viso per rispondere e me lo trovai vicino con il cazzo quasi eretto, mi prese la testa e mi disse “ dai Lisa succhia che ho voglia”, mi tirò la testa e me lo mise in bocca, io succhiavo e lui mangiava biscotti e continuava “hai visto Giuseppe che non ho sbagliato, la nostra lisa mangia la sborra e le piace, dai che gliene diamo un altro paio di bicchieri”.
Continuò così fino alle otto, dopo io dovevo andare a casa, ma Bruno mi disse chiaramente “ Lisa, se non ci sei quando abbiamo voglia ti sputtano in tutto il paese, sapranno tutti quanto sei troia e donna e non credo che tu voglia questo” Io piangevo e gli dissi che non c’era bisogno di dirmi questo che ci sarei stata e lui ancora” dimmi come ti chiami” e io”Lisa, mi chiamo lisa “ e lui”e cosa fai?” e io “faccio la vostra donna quando avete voglia e mi volete” e lui “brava Lisa a mercoledì allora” e non pensarci il buco si chiude e si apre ogni volta che dai piacere al tuo maschio”.

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