Erotici Racconti

Notte di fuoco a Mosca

Scritto da , il 2016-10-08, genere saffico

Mi sveglio dolcemente, e scopro che la realtà è meglio del sogno.
Sono nuda, ancora abbracciata a Eva, con cui ho fatto l’amore per buona parte della notte, e che dorme ancora placidamente fra le mie braccia, stesa con me nel lettone della cabina padronale della Serenissima.
E’ facile abituarsi a una routine invernale come questa.

La sera prima abbiamo festeggiato fra noi…
I clienti per le crociere turistiche in laguna sono quasi scomparsi a causa della stagione avanzata, ma ormai abbiamo un nutrito carnet di contatti e alcuni avventori affezionati che ci consentono di mantenere la nostra attività “alternativa” a livelli più che soddisfacenti. Soprattutto il Casinò ci offre un flusso costante di clienti in vena di festeggiare e in condizione di pagare sull’unghia per i “servizi” di lusso che offriamo a bordo della Serenissima.
I debiti sono tutti pagati, la manutenzione ordinaria e quella specialistica sono state completate, i serbatoi di carburante sono pieni e la cambusa trabocca di cibo.
La mia piccola agenzia immobiliare “virtuale” specializzata in ville sull’Adriatico stenta a decollare, ma gli affari coprono le spese e le tasse lasciandoci un piccolo margine per pagarci qualche sfizio.
Per completare il quadro, Eva ha appena passato l’ultimo esame del primo anno di università, ed è stata questa l’occasione per la festicciola della sera prima.
Ci siamo agghindate a festa, offrendoci una cenetta di lusso a Rialto, seguita dal digestivo al Bellini e una seratina al Casinò.
Non tanto per giocare d’azzardo (figuriamoci, spilorcia com’è Eva!), quanto per rimorchiare.
Per una volta, abbiamo scelto noi i compagni di letto fra i ricchi frequentatori del locale di perdizione, e invece di portarceli a bordo per spennarli ci siamo fatte offrire noi la notte in albergo.
Eva si è scelta l’affascinante figlio di uno sceicco, e io mi sono tolta lo sfizio di maschione nero di mezza età, proprietario di alcuni pozzi nel Golfo del Messico… Lo ho giudicato istintivamente superdotato (più per la sua sicurezza di sé che per la patta dei pantaloni, devo dire), e ho verificato con soddisfazione che il mio istinto funziona ancora a dovere.
Ci siamo fatte dare una bella ripassata, ciascuna nella suite del suo amante occasionale, e ci siamo ritrovate alle quattro del mattino nella hall per tornare a bordo insieme come d’accordo. La notte brava, naturalmente, doveva concludersi come sempre fra di noi, nel nostro letto, una fra le braccia dell’altra… E così è stato.
Non ci ricordiamo neanche i nomi dei tizi che ci hanno scopate: in fondo erano solo dei cazzi usa-e-getta.

Mi stiracchio e mi alzo con calma, avendo cura di non svegliare la mia compagna.
La guardo con affetto: ho ancora in bocca il suo sapore…
Ho quarant’anni e amo una diciottenne. Dopo una vita da bisessuale frustrata, ho finalmente scoperto l’amore vero, e non riesco a credere alla mia fortuna. Eva è dolce, intelligente e simpaticissima, ma soprattutto ha un corpo da sballo. Alta quasi quanto me (un metro e ottanta), magra, slanciata e femminile quanto io sono muscolosa e androgina, bionda platino dove io sono una bionda scura, una seconda abbondante di seno e una pelle chiara perennemente dorata dal sole dell’Adriatico…
Mai stata lesbica, si è innamorata di me quasi al primo colpo, come io di lei. Io di storie, anche serie, ne ho avute diverse… Alcune, forse le più importanti, con delle donne, in genere molto più giovani di me. Gli uomini per me sono sempre stati una questione di quantità, mai di qualità: anche mio marito (adesso, ex marito) non ha mai riempito molto spazio nella mia vita, a parte che in ambito sociale e per pura convenienza… Tradirlo è sempre stato parte del piacere di avere storie con altri.
Ma l’amore, non lo avevo ancora incontrato. Non prima di Eva.
Lei, i maschi li consumava come le noccioline, con entusiasmo ma senza passione. Eppure ci siamo innamorate con una naturalezza che ci ha stordito entrambe.
Continuiamo a consumare maschi in quantità, sia per divertimento che per convenienza, ma alla fine, torniamo sempre a letto una dall’altra; e una per l’altra.

Preparo la colazione, gettando appena uno sguardo fuori dal finestrino: pioviggina, come al solito.
Mentre il caffè si scalda, controllo la posta elettronica.
Oltre alle mail di lavoro, c’è una personale da un tipo che non ricordo. La apro, e con sorpresa riconosco che si tratta del nipote del Fabio.
Fabio era l’amante di Eva prima che arrivassi io, un ricco cinquantenne di Brescia che era stato anche il primo proprietario della Serenissima. E’ stato anche il mio amante per un paio d’anni, forse uno dei maschi migliori con cui sia mai stata. E’ morto d’infarto fra le cosce di Eva l’estate scorsa, ed è stato così che Eva ha ereditato la barca. Io ne ho rilevato il 50% vendendo la mia casa, e così adesso abitiamo insieme, a bordo nel nostro castello galleggiante.
Questo tipo che mi scrive è il parente che ha ereditato la ditta del Fabio… Non lo abbiamo mai incontrato, ma ci siamo scambiati un po’ di documenti dopo la disgrazia.
Hmmm… Chiaramente il tipo non somiglia molto allo zio, che era sportivo e avventuroso. Questo è un borghesuccio pallido, smunto e timido, che ha paura del mondo e ama passare le giornate sui libri contabili mentre manda in giro altri di cui si fida per seguire i suoi affari.
Esattamente il contrario del Fabio, che aveva usato perfino me per controllare i libri e fargli da segretaria mentre andava in giro ad incontrare i soci.
Appunto. Il nipote ha bisogno di mandare qualcuno ad incontrare un socio importante, e ha pensato a noi.
Già, perché si tratta di Boris, il vecchio oligarca russo. Quello con cui sono andata a letto in diverse occasioni per conto del Fabio, e con cui abbiamo avuto quella dannata avventura in Dalmazia l’estate precedente. Quella al termine della quale il Fabio ha tirato le cuoia nel modo più piacevole possibile…
Si tratta di andare a Mosca a firmare dei documenti con lui per conto della ditta… Naturalmente saremo generosamente remunerate per il disturbo, e tutte le spese saranno coperte dalla ditta stessa.
L’idea mi piace. Con la provvigione potremo pagare l’attracco al Lido per l’intero anno a venire. E poi mi piace l’idea di rivedere il vecchio bastardo: Boris ha un cazzo di prim’ordine, e sa usarlo bene. E’ un maiale sciovinista e senza scrupoli, però ha il senso dell’onore, e con noi si è sempre comportato bene.
E poi c’è Tanya.
La splendida modella scampata insieme a noi al massacro in mare aperto che ha annientato la famiglia di Boris, l’equipaggio del suo yacht e tutti gli altri ospiti, in seguito alla folle rivolta del figlio e della nuora contro il boss.
Magari, questa volta Boris lo lascio a Eva, e io potrei godermi la Tanya…
Sorrido fra me mentre riempio la tazza del cappuccino.
- Qualcosa di eccitante? – mi chiede Eva, sorridendo nuda sulla porta del cucinino – Conosco quell’espressione…
Sorrido, prima di baciarla in bocca: - Forse…

Il volo Alitalia per Francoforte è in ritardo, e dobbiamo scapicollarci per il tunnel fra i due terminal tedeschi per arrivare in tempo a prendere quello Lufthansa per Mosca.
Ce la facciamo appena in tempo, e prendiamo posto in Business Class.
Siamo vestite per il clima rigido dell’inverno russo, e sia a Milano che a Francoforte siamo morte di caldo.
Io sono nel mio stile sadomaso: indosso i miei jeans di pelle nera con gli stivali sotto il ginocchio, il giaccone pesante nero con cintura alla vita, e un colbacco maschile bianco per rompere la monotonia.
Eva è più sportiva: lei praticamente è come se andasse a sciare, tutta in bianco e arancione: uno schianto.
Adoro viaggiare in Business Class, specie con la Lufthansa: mi piace essere coccolata e viziata un po’… Con Eva seduta accanto, poi, è sempre una festa.
Atterriamo a Sheremetjevo in perfetto orario, e naturalmente impieghiamo più di un’ora a passare tutti i controlli di sicurezza russi, macchinosi e inefficienti come al solito.
Quando finalmente usciamo dalle porte scorrevoli con i nostri trolley, Tanya è lì ad aspettarci, raggiante.
- Patty! Eva! Che bello rivedervi ragazze…
Ci abbraccia tutte e due, con calore tipicamente slavo.
Tanya è una modella; essendo intelligente, ambiziosa e senza scrupoli, ha preso la scorciatoia per il successo saltando nel letto di un uomo potente come Boris assieme alle sue due sfortunate amiche fatte a pezzi dai pirati la scorsa estate. Come noi, Tanya è sopravvissuta e ha riscosso il premio per il suo successo: adesso è l’unica donna al fianco del vecchio bastardo. Alta più di Eva e me, con i capelli corvini (ma non era bionda? Mah…) acconciati alla moda, la pelle chiarissima, magra ma con due tette stupende e occhi di un blu intenso, gambe da fare invidia a Eva e un culo da fare invidia al mio, a 23 anni Tanya è semplicemente perfetta.
Già: perché è anche molto simpatica, cosa che di solito non si accompagna molto con un fisico statuario, né con un’intelligenza affilata. Tanya mi piace da impazzire, se non fossi innamoratissima di Eva, per lei perderei sicuramente la testa.
Si vede che adesso è ricca: indossa una pelliccia di volpe argentata che deve valere una fortuna.
Fuori ci aspetta una limo. Decisamente, Boris ci riserva un trattamento da VIP che di solito delle poveracce come noi non si meriterebbero… Ma già, in fondo gli abbiamo salvato la pelle nell’avventura della scorsa estate, e il vecchio agente del KGB ha un radicato senso cameratesco di lealtà per i compagni d’armi.
Il traffico di Mosca è dieci volte peggio di quello di Milano; la limo avanza a passo d’uomo, ma noi nel salottino non ce ne curiamo, occupate come siamo ad aggiornarci l’una sull’altra. L’inglese di Tanya è migliorato moltissimo e chiacchiera abbastanza spigliata.
Noto alle sue dita un anello più importante degli altri.
Lei sorride, soddisfatta: - Già. Incredibile, vero?
Eva e io siamo stupefatte: - Vuoi dire che…
- Tatiana Ivanova Tzarovskaya – annuisce lei – Moglie a pieno titolo di Boris Alexieyevich Tzarkov… Sono una signora, adesso!
Sono senza fiato. Il vecchio maiale si è risposato! L’avventura in Adriatico deve aver lasciato un segno ancora più profondo di quanto pensassi…
Eva reagisce più velocemente di me e abbraccia l’amica con entusiasmo, facendola quasi piangere per la commozione.
Già, i due si sono sposati da un paio di mesi, con una cerimonia rapida e semplice fuori Mosca. Boris ha circa dieci anni più del padre di Tanya, che del resto è morto da quasi altrettanti, e dato il numero piuttosto notevole di nemici che si ritrova ha tenuto la cosa più discreta possibile. Però si sono fatti la luna di miele in un castello francese durata più di un mese, e adesso Tanya è occupata a placare il maturo ma focoso consorte, che vuole ad ogni costo un erede al più presto possibile.
Ci credo, dopo che l’avventura estiva lo ha liberato di un figlio pazzo e di una nuora psicopatica…
Dall’espressione di Tanya deduco che lei non è troppo entusiasta di fare un figlio così presto, ma posso capire le esigenze del vecchio: visto come mangia, beve, fuma e scopa, probabilmente non è che gli resti molto tempo per procreare.
Quando ci siamo riprese dalla sorpresa, Tanya si informa su di noi, ed è sorprendentemente diretta.
- Allora, ragazze, fatemi capire… Voi due siete una coppia, giusto?
Più scafata di me, Eva annuisce senza imbarazzo.
- Lo avevo immaginato ma non ero del tutto sicura… - riprende la signora Tzarovskaya (mi ci vorrà tempo per abituarmi all’idea che sia la moglie di Boris) – Non ho molta esperienza di coppie gay… Qui in Russia c’è una certa omofobia. Fatemi capire: chi è fra voi due che fa da marito?
Trasecolo.
Eva invece scoppia a ridere: - Sai che non ci avevo mai pensato! Ma, penso che se proprio dobbiamo spartirci i ruoli tradizionali, direi che Pat è quella più tagliata per un ruolo dominante… Prima di incontrarla, io mi ero sempre considerata assolutamente etero, anche se le ragazze non mi hanno mai fatto schifo. Mentre lei è sempre stata bisessuale, vero Pat?
Annuisco. In effetti io vedo Eva come mia moglie, quindi penso di essere un po’ suo marito…
Poi Eva mi spiazza di nuovo: - E poi di solito è lei quella che sta sopra e usa lo strapon.
Tanya rimane un istante gelata, poi scoppia a ridere a sua volta.
Mi sento un po’ come una vecchia acida ad ascoltare quelle due ragazzine così sboccate. Ma in fondo, è tutto vero.
- Scusate la sfacciataggine, ragazze – si giustifica Tanya, che deve aver notato la mia espressione un po’ seccata – E’ che sono curiosa di capire con chi di voi due passerò la notte.
Noi la fissiamo sorprese quanto e più di quando ci ha detto di essersi sposata Boris.
- Sì… Sapete quanto Boris sia attaccato a quelle che lui chiama tradizioni. Insomma, stasera a cena si parlerà di affari. E dopo una cena di affari felicemente conclusa…
- I magnati russi si scambiano le donne – concludo io ridendo – Siano segretarie, fidanzate o mogli. Avrei dovuto immaginarlo!
- Già. Immagino che Boris abbia un debole per entrambe, ma stasera si aspetta di godere delle grazie di quella fra voi che fa da moglie. E io verrò a letto con l’altra.
Sento una vampata di calore nel basso ventre. Hmmm… La serata promette davvero bene!
Eva mi scocca un’occhiata strana: so che a lei non dispiace per niente finire un’altra volta sotto il vecchio maiale, che in fondo è un superdotato… Ma è possibile che sia un po’ gelosa di Tanya? Sarebbe la prima volta che dimostra un atteggiamento possessivo nei miei confronti.
Di nuovo, mi sento riscaldare dentro: è un altro segno del suo amore, e mi commuovo un po’.
Ma adoro anche l’idea di farmi la bellissima Tanya quella sera stessa.
La giovane slava sorride imbarazzata: - Così, immagino che stanotte sarò la tua ragazza, Pat! Spero non ti dispiaccia. Sai, dovrai avere un po’ di pazienza: per me sarà la prima volta… Intendo con una donna.
Immagino. Di uomini deve averne avuti un centinaio, ma le occasioni di offrirsi a femmine in posizioni di comando, in Russia devono essere poche.
Ci racconta che da quando sono tornati a Mosca, lei e Boris hanno già avuto un paio di cene d’affari di quelle “intriganti”, e che in entrambi i casi lei si è accoppiata col socio di Boris nella camera degli ospiti, mentre lui si godeva la sua signora (in un caso la sua segretaria, visto che la moglie doveva essere una vecchia babbiona).
- Immagino siano gli inconvenienti che vengono con il privilegio di essere la signora Tzarovskaya – sospira Tanya, per niente turbata – Ma questa volta almeno sarà con un’amica. Perché noi siamo amiche, vero Pat?
Mi scocca un’occhiata dolcissima, e io mi sciolgo dentro.
Poi vedo l’occhiataccia di Eva, e quasi mi viene da ridere.
Siamo due puttane peggio di Tanya, e lei fa la gelosa! Cazzo, quanto la amo…

L’appartamento di città di Boris è a neanche cento metri dalla Piazza Rossa: dalla finestra del soggiorno si vedono le torri del Cremlino, compresa la Spasskaya, ancora con la stella rossa sulla punta.
Un alloggio di lusso, ma Tanya ci spiega che si tratta di poco più di un pied-à-terre, e che la vera casa è la tipica dacia da oligarca a nordest della città.
- Ci andremo dopo – sorride, mostrandoci la nostra camera – Quando avremo finito con gli impegni di lavoro. Perché lavorare in dacia, per Boris è un peccato mortale.

Ci rilassiamo un po’, facciamo la doccia, si coccoliamo sul letto, scambiamo le nostre prime impressioni.
Sì, mi confessa Eva con una risatina imbarazzata, è davvero un po’ gelosa. Tanya è troppo bella, ben diversa dalle sciacquette che ci ripassiamo di solito fra un cazzo e l’altro. Un po’ le dà davvero fastidio, dall’altra parte mi invidia anche… Farsi scopare di nuovo da Boris per lei non è un problema, in fondo il vecchiaccio è simpatico e il suo bazooka lo sa anche usare davvero bene, ma tutto sommato anche lei preferirebbe la carne tenera di Tanya a quella tosta ma anche piuttosto stagionata del vecchio bastardo.
Io ho già le mutande bagnate all’idea di farmi finalmente la giovane modella, ma anche Boris mi attizza: a me, la carne stagionata piace, e molto. Il potere, poi, mi infoia ancora di più.
- Io non sono stagionata e neanche potente – protesta lei – Allora non ti eccito più?
- Ma cosa c’entra, scema! – esclamo, sculacciandola – Di te, sono innamorata!
Questo, naturalmente pone termine alla discussione, …

Ci vestiamo con cura, aiutandoci a vicenda.
Tanya è stata chiara, a me spetta un ruolo dominante, maschile… Indosso i jeans di pelle nera, con gli stivali da cavallerizza, una camicetta bianca scollata e un giubbino di pelle, sempre nero. Poca bigiotteria bianca ai polsi e al collo, niente alle orecchie: una mise un po’ SM, da Domina…
Eva invece è la mia dama, destinata al sacrificio rituale da consumare nel letto del padrone di casa. Lei indossa un abito da sera bianco, con uno spacco da paura che le espone le splendide gambe fasciate di nylon velato ed esaltate dalle scarpette a tacco alto (che purtroppo non sa portare, per l’abitudine di camminare sempre a piedi nudi). Ha le braccia scoperte, un decolté da infarto e lunghi orecchini dorati che fanno pandans con il girocollo. E’ splendida.
Quando raggiungiamo la sala da pranzo, Boris è appena arrivato e ci viene incontro, riservando ad entrambe (ma prima a me) un abbraccio da vero orso russo.
E’ un po’ imbarazzante: il padrone di casa è una spanna buona più basso di tutte noi ragazze, e soprattutto sua moglie lo sovrasta di tutta la testa. I tacchi alti di tutte e tre hanno un effetto un po’ deprimente per il senso di superiorità del vecchio porco, ma evidentemente lui non prevede di tenerci a lungo in posizione verticale…
Non è invecchiato per niente, e il suo inglese non è migliorato affatto, ma è sempre simpaticissimo.
- Patrizia, tu ancora più bella di questa estate… Avventura fa bene a te, tu diventa più giovane!
Che caro… Lo bacio, tre volte sulle guance e una dritto in bocca, mentre mi palpa pesantemente il culo.
Boris è un tradizionalista ossessivo, per lui ogni occasione ricade in uno schema ben preciso, e il nostro è un incontro di affari, per quanto conviviale, dove io sono la sua diretta controparte, mentre Eva e Tanya sono le consorti da scambiare per buon augurio. Quindi a tavola io siedo davanti a lui e le ragazze sono ai nostri fianchi.
Ho con me i documenti da firmare, con cui il nuovo proprietario della ditta di Fabio (che ha già firmato in absentia) concede a Boris l’esclusiva per l’importazione del suo materiale high tech, e li offro alla firma dell’oligarca.
Boris firma cerimoniosamente, e io controfirmo quale fiduciaria.
Brindisi per festeggiare, con uno Champagne secco, e poi arriva l’antipasto.
Certo che fare affari così sembra abbastanza semplice… Mi domando quanto lavoro ci sia dietro.
All’arrivo della portata principale, Boris ha già bevuto tre bicchieri e la sua manaccia è già intrufolata sotto la gonna di Eva.
Tanya mi fa l’occhiolino, e io mi impegno nella mia parte, facendole piedino e dimostrandole di avere più classe di suo marito.
Flirtiamo pesantemente per il resto della serata, e al dessert mi rendo conto di essere l’unica non ubriaca. Eva non si tira indietro con l’alcol, e Tanya chiaramente si sta facendo coraggio in vista della sua iniziazione saffica, mentre per Boris inebriarsi prima di fare sesso è parte dello spasso.
In effetti, il vecchio porco è decisamente alterato quando infine si alza, annunciando rumorosamente l’inizio della seconda parte della serata.
Afferra Eva e la tira a sé per un bacio niente affatto romantico.
La mia ragazza, brilla a sua volta, non si tira indietro e gli si strofina contro come una cagnetta in calore, dimostrando apertamente la sua disponibilità a spalancare le gambe.
Per non essere da meno, io tendo una mano a Tanya, che mi si offre con un sorriso un po’ sbilenco; la abbraccio e la bacio in bocca con atteggiamento da padrona.
Un po’ sorpresa dalla mia irruenza, la padrona di casa mi si concede quasi di schianto, adagiandosi nelle mie braccia e offrendomi la lingua da succhiare.
L’alcol ha fatto il suo effetto di ammorbidimento dei freni inibitori delle dame, come previsto da copione.
Mentre si limona Eva con un entusiasmo degno dei nostri clienti del casinò di Venezia, Boris mi fa l’occhiolino con aria complice, proprio come farebbe con un socio maschio. In un certo senso, mi sento gratificata dalla considerazione e dal cameratismo del vecchiaccio.
- Tu diverte con mia moglie, Patrizia – mi sogghigna soddisfatto – E tu no preoccupa per dolce Eva… Lei in buone mani, da!
Detto questo, il porco prende Eva per la mano e se la trascina via senza troppi complimenti verso la sua stanza da letto.
Rimaste sole, io e Tanya ci guardiamo negli occhi e scoppiamo in una risatina divertita e un po’ imbarazzata.
- Immagino di doverti trascinare nella mia stanza, adesso… Magari prendendoti per i capelli?
Lei sorride, languida: - lo stile lo scegli tu, ma non dimenticare l’atteggiamento da padrone: io sono il dono di mio marito per il suo socio in affari…
Assumo un’aria adeguatamente arrogante, la afferro per il polso con finta cattiveria e con una smorfia divertita me la tiro dietro verso la nostra camera.
Mi chiudo la porta alle spalle, e mi volto per ammirare la mia preda per quella notte.
Tanya è stupenda.
Rispetto a Eva, che pure è molto bella ma ha lo stile di una monella da strada, lei ha il portamento e la gestualità di una modella professionista, che valorizza le sue grazie e nasconde i pochissimi difetti (come le braccia troppo sottili e le ginocchia un po’ ossute).
Ha un’acconciatura complicata che esalta i capelli corvini, la pelle chiara e gli occhi blu, e che è completata da pesanti orecchini d’oro, non certo di bigiotteria.
L’abito da sera è dorato a sua volta, senza decolté ma con schiena e spalle completamente esposte. Come Eva, ha anche lei uno spacco notevole che le scopre le gambe lunghe e snelle, fasciate di seta fumé ed esaltate da scarpe italiane con tacco dodici, sulle quali cammina benissimo (beata lei!).
Anche i miei stivali hanno un tacco notevole, così non sono troppo svantaggiata quando la abbraccio per baciarla.
- Questa volta non mi scappi – le sussurro con tono fintamente minaccioso – Non ci sono pirati che tengano!
- No – sorride lei, concedendosi graziosamente – Sono tutta tua…
E così, mi sono finalmente fatta la Tanya.
L’ho spogliata nuda, l’ho esplorata, palpata, baciata e leccata tutta, dalle orecchie profumate ai piedi velati di seta. L’ho fatta stendere sul letto, e ho ripetuto la procedura da capo, senza fretta, godendo delle crescenti vibrazioni del suo giovane corpo, progressivamente eccitato dalle mie attenzioni via via sempre più intime.
Quando ho tuffato il capo fra le sue cosce velate di seta, era ormai cotta a puntino.
Ho affondato il viso nel suo cespuglio nerissimo e scarmigliato, e con la lingua ho dischiuso le sue labbra umide e pulsanti, cominciando a scavare all’interno della sua intimità.
Non ci ho messo molto a rendermi conto che Tanya non è un tipo clitorideo, e che giocare col suo bottoncino serve a eccitarla ma non a farla esplodere, così mi sono impegnata a fondo all’interno della vagina, alla ricerca del suo punto G: con la lingua ho schiuso la magica conchiglia, e con le dita ne ho esplorato i misteri, fino a generare una secrezione sempre più abbondante di umori perlacei che oltre a soddisfare la mia sete mi davano anche il sentore del piacere che montava nel ventre della mia compagna.
Ho sentito le lunghe dita di Tanya afferrarmi per i capelli e premermi il viso contro il suo sesso in bollore, come per farsi penetrare dalla mia faccia, e la sua voce roca levarsi sempre più alta man mano che i sospiri si trasformavano in gemiti di piacere e poi in grida di sollazzo.
- Hmmm… Oh, sì, Patty… Così… Così… Aahhh!
Ho trovato il centro del suo piacere, e comincio a giocarci in punta di dita, mentre continuo a lappare di gusto il succo di femmina che ormai sgorga copioso dalla fica di Tanya.
- Continua così, Patty… Così… Sto per godere…
Spingo la lingua in profondità nelle viscere della ragazza, inseguendo le mie stesse dita all’interno della vagina ormai spalancata, fino a raggiungere il punto G.
Tanya esplode: - Hmmm…Sì! Godo!! Aahhh!!!
Mi sborra in faccia, quasi come fosse un maschio. Mai vista tanta sbroda in vita mia, questa ragazza è una forza della natura…
Bevo come un’assetata, gustandomi il suo sapore dolce e perlaceo, mentre lei mi graffia il viso con le unghie e mi stringe la testa fra le cosce, contorcendosi in preda a un orgasmo convulso e incontrollato.
Continuo a leccare finché non ho raccolto anche l’ultima goccia di piacere, e lei è collassata sul letto, stremata dal godimento. Poi mi sollevo e vado a cercare le sue labbra per baciarla.
Per un istante non sembra reagire, poi la sua bocca si schiude e le nostre lingue si incontrano in un bacio appassionato e umido, in cui lei assaggia i suoi stessi umori sottili, che ancora permeano il mio palato.
Mi abbraccia con gratitudine, e ci rotoliamo sul letto, ansimando e grufolando come due troie in amore.
Ma siamo soltanto all’inizio, e io ci tengo a fare fino in fondo la mia parte.
Mi spoglio a mia volta, rimanendo nuda con addosso soltanto la bigiotteria e gli stivali neri, che aiutano a rimarcare il mio ruolo dominante.
Quando mi convinco che Tanya si è momentaneamente ripresa, allungo la mano sotto il letto e recupero il mio giocattolo preferito.
Tanya sgrana gli occhi quando vede lo strapon.
- Patty! – esclama sconvolta – Ma cosa…
- Questo, tesoro – le spiego – è il nostro migliore amico. Adesso vedrai…
Indosso lo strapon, introducendomi il dildo interno nella fica e allacciandomi le cinghie sui fianchi, poi riporto lo sguardo negli occhi della mia compagna di letto e le punto minacciosamente contro il viso il grosso fallo esterno.
Con un sorriso ambiguo, comincio lentamente a masturbarmi come farebbe un uomo: massaggio con la mano il dildo in lattice, e così facendo mi manovro quello interno all’interno della vagina, alla ricerca del mio centro di piacere.
Lo trovo quasi subito, e rabbrividisco di godimento.
Tanya mi osserva, rapita: i nostri sguardi rimangono agganciati mentre mi masturbo lentamente, e ben presto anche Tanya comincia a giocare col suo corpo. Una mano va ad accarezzarsi il seno, mentre l’altra scivola fra le gambe ad accarezzare il suo sesso ancora aperto e bagnato.
Ci masturbiamo una davanti all’altra per un po’, senza smettere di fissarci negli occhi.
Poi le sussurro: - Lo vuoi?
Come inebetita, lei annuisce lentamente.
Sorrido, e mi stendo di schiena accanto a lei.
- Montami sopra – la invito – Impalati su di me…
Lo strapon è di taglia extralarge. Boris è dotato di un arnese asinino, e Tanya è sicuramente abituata alle misure abbondanti, ma è probabilmente comunque una buona idea offrirle l’opportunità di gestire da sola la prima penetrazione.
La ragazza apprezza: si solleva con un sorriso, mi scavalca e si accomoda lentamente a sedere sul mio grembo. Poi alza i fianchi, impugna il fallo di gomma e se lo punta fra le valve spalancate della fica prima di abbassarsi lentamente su di me.
La guardo negli occhi, e assaporo la sua espressione di godimento mentre il dildo penetra lentamente dentro di lei, allargandole la vagina in profondità.
Tanya emette un lungo sospiro di soddisfazione sentendosi riempire la fica: - Oohhh! Sì, è tutto dentro…
Lei si alloga il cazzone finto nella pancia, e io sento il mio dildo che si muove in profondità dentro di me, strappandomi un brivido di lussuria.
Lo spettacolo che mi offre Tanya, impalata sopra di me, è superbo. Il viso stravolto dal piacere, i capelli corvini scarmigliati, la pelle madida di sudore, e le splendide tette che ondeggiano al ritmo che la ragazza comincia a imprimere alla nostra scopata, tutto mi appare perfetto come in un film porno.
Passo le mani sulle cosce dure e frementi della mia amante, inguainate di seta grigia, poi le sollevo per afferrarle i fianchi e imprimerle il ritmo che dico io.
Sottomessa, Tanya si adegua subito.
Io comincio a spingere dal basso e lei sgrana nuovamente gli occhi, sentendo il glande in lattice che le preme contro la bocca dell’utero.
- Hmmm…
Allungo una mano per raccogliere un seno colmo nel palmo: sfrego lentamente il capezzolo eccitato, poi spremo dolcemente quelle splendide polpe sode, strappando alla proprietaria un nuovo gemito di piacere.
Ormai abbiamo preso il ritmo: Tanya mi cavalca all’amazzone, impalandosi sul mio cazzone finto, e io mi godo il suo corpo stupendo, possedendolo non solo con lo strapon, ma anche con gli occhi e con le mani.
La ragazza ansima sempre più velocemente, e stavolta anche io ho il cuore in gola per il piacere di quell’accoppiamento contro natura che ci sta accompagnando entrambe verso l’estasi sessuale.
Ancora una volta, Tanya arriva prima: il dildo che le scava le viscere è più grosso del mio e la dilata maggiormente in corrispondenza del suo punto G.
La vedo arrossire violentemente dalla vita in su, mentre chiude gli occhi e rovescia la testa all’indietro; io ne approfitto per strizzarle con forza le tette.
Lei s’irrigidisce, interrompe il moto coitale e s’inarca tutta con un rantolo, travolta dall’onda di piena dell’orgasmo.
- Godo… Godo… - singhiozza, il giovane corpo flessuoso scosso dai sussulti.
Ho il cuore in gola: lo spettacolo lubrico cui assisto mi compensa per il mancato raggiungimento del mio piacere.
Tanya mi si affloscia addosso come una bambola rotta.
Per un momento mi godo il tepore del suo corpo caldo e sudato che sussulta ancora sopra di me, ma poi mi riscuoto: io sono ancora sull’orlo dell’estasi, e pretendo la mia parte di piacere.
La rovescio sotto di me con un gesto deciso.
- Adesso mettiti a pecora – le ordino seccamente – Adesso tocca a me cavalcarti!
Obbediente, Tanya si mette a quattro zampe, offrendomi i suoi splendidi quarti posteriori per la monta.
Io mi piazzo dietro alla mia femmina, punto lo strapon all’ingresso della vagina, spingo dentro di lei tenendola saldamente per i fianchi, e le trafiggo il cuore.
- Aahhh! – strilla lei, ricevendo il robusto arnese dentro di sé fino in fondo alla fica.
La penetrazione, in realtà, è duplice: non solo il dildo esterno riempie la vagina di Tanya, ma quello interno spinge a sua volta dentro la mia, e anch’io lo ricevo fino alla cervice.
- Ouch! – ansimo, colta di sorpresa mio malgrado – Ti piace, così?
- Hmmm… - annaspa lei – Da impazzire! Scopami, ti prego…
Non mi faccio pregare una seconda volta.
La afferro per le ossa iliache, sentendo sotto le dita l’elastico della guepière, e comincio a fottere come un’invasata.
La scopo senza riguardi, senza curarmi più del suo piacere ma soltanto del mio: in fondo lei è già venuta due volte, e adesso tocca a me…
Tanya incassa i miei colpi gemendo a ogni affondo, mentre io mi assesto sulle ginocchia in modo da sentire il dildo dentro di me con l’inclinazione migliore per sollecitare il mio punto G. Allungo le mani per afferrarle entrambi i seni e spremerli con gusto, strappandole uno strillo acuto mentre continuo a spingere più a fondo e più forte che posso.
Sento l’orgasmo montare nuovamente dentro di me, risalirmi dall’inguine verso l’alto fino alla testa facendomi indurire i capezzoli e dilatare le narici, e questa volta niente lo può fermare. Come un fiume in piena, mi riempie il cuore per poi esplodermi nel cervelletto come una bomba da fucile.
- AAHHH… Vengo… Oohhh!
- Vengo anch’io… - ansima Tanya, seguendomi a ruota – Aahhh!
Mi gira la testa per la violenza di quell’orgasmo travolgente: il cuore mi romba nelle orecchie mentre m’irrigidisco a mia volta, senza fiato, toccando il cielo con un dito.
Stramazziamo sul letto ancora strettamente accoppiate, esauste e soddisfatte.
L’appagamento dei sensi è completo: rimango immobile, aggrappata alle tette di Tanya, col volto affondato nell’incavo del suo collo e le gambe a cucchiaio contro le sue.
In lontananza, prima di addormentarci, sentiamo le grida di Eva, scopata selvaggiamente nel lettone di Boris, che gode pure lei.

Io e Tanya ci svegliamo quasi contemporaneamente il mattino dopo: siamo ancora abbracciate sul fianco. Ho le mani sui suoi seni, e lo strapon ci congiunge ancora saldamente.
E’ quasi istintivo riprendere da dove avevamo interrotto: scopo Tanya a cucchiaio, con forza.
Lei ansima, grugnisce, geme… Risponde colpo su colpo, rinculando contro di me mentre la impalo da dietro con tutta l’energia che mi sento dentro.
- Oh, Patty… - ansima la mia giovane amante – Patty… Patty… Patty… Aahhh!
Gode, e io con lei.
- Oohhh…
- Hmmm…
Rimaniamo lì, incavicchiate una all’altra, cercando di recuperare il fiato.
Poi Tanya gira il capo sorridendo, e mi bacia in bocca.
- Buongiorno.
Ci alziamo in piedi, liberandoci dello strapon e stiracchiandoci per bene, e ci baciamo in bocca una seconda volta, più a lungo, con le tette schiacciate e i capezzoli che si sfregano fra loro…
Quando ci stacchiamo, le sussurro: - Allora: com’è stata, la tua prima volta con una donna?
Lei sorride contenta: - Potrei farci l’abitudine…
Mi dà appuntamento a colazione, poi sparisce per andare a farsi un bagno.
Io mi sfilo finalmente gli stivali (spero di non averle fatto troppi lividi durante la notte) e mi butto sotto la doccia.
Quando torno in camera, trovo Eva stesa sul letto, nuda. E’ piena di segnacci rossi, specie sulle natiche e sui seni… Boris c’è andato pesante.
- Sono morta… - sospira, ancora senza fiato – Ogni volta che pensavo avesse finito, mandava giù un’altra dannata pillola e ricominciava da capo a scoparmi. Alla fine ne ha prese tre in una volta, e mi ha trapanata come un martello pneumatico finché non sono svenuta. Ma cosa c’è in quelle cazzo di pillole?
Non ne ho la minima idea. Mi siedo accanto alla mia ragazza e la abbraccio affettuosamente.
- Era da un pezzo che non godevo tanto con un uomo – ammette poi dopo avermi baciato in bocca – Sono davvero sfinita. Ti dispiace se non facciamo l’amore, adesso? Ho proprio bisogno di riprendere fiato...
Le carezzo teneramente la splendida groppa abbronzata e schiudo le chiappe per stimare i danni: la fica di Eva è slabbrata da far paura, tutta rossa e gonfia. Mi abbasso per vedere meglio e annuso l’afrore tipico di una fica scopata di fresco; apro le valve con le dita, e vedo due goccioloni di sborra colare lentamente fuori.
Non resisto alla tentazione degli sloppy seconds, e accosto la faccia per ripulire con la lingua il casino lasciato da Boris nel sesso della mia compagna.
- Hmmm… - mugola lei nel cuscino, mentre le lecco la fica raccogliendo il seme residuo nella peluria bionda – Che troia che sei… Com’è andata con Tanya?
- Benissimo – ammetto, continuando a vellicarla in punta di lingua per riprendere possesso di lei dopo averla concessa al maschio – Ma lo sai che preferisco il pelo biondo…
Lai sospira di piacere, poi ammette: - Sai? Penso davvero di essere un po’ gelosa di lei… Non mi era mai capitato prima.
E’ vero, Eva non conosce la gelosia… O forse non la conosceva. Ammetto che la cosa, un po’, mi lusinga.
- Hmmm… A giudicare dall’evidenza che ho sott’occhio, forse io dovrei essere gelosa di Boris, non credi?
Eva fa una smorfia.
La consolo con un lungo bacio, e non la lascio andare finché non risponde al mio abbraccio.
- Ti amo – le sussurro piano – Amo solo te.

Patrizia V. © Copyright All Rights Reserved - L’utilizzazione, totale o parziale, di questa storia e delle precedenti e correlate caricate nel presente portale, incluse la riscrittura, la memorizzazione, riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti attraverso qualunque supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione dell'autore, sono vietati in quanto protetti dalla normativa sul diritto d'Autore. E’ consentito lo scaricamento della storia unicamente ad uso personale. Sono escluse dal divieto di cui sopra eventuali raccolte digitali promosse dal sito ospitante "Erotici Racconti". Ogni violazione verrá segnalata e perseguita a norma di Legge.

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