Erotici Racconti

Lo stupro

Scritto da , il 2016-04-07, genere pulp

al termine della giornata Federica mi chiama chiedendomi di accompagnarla al centro commerciale, accetto, anche io ho voglia di fare shopping.
Entriamo e usciamo dai negozi con la tipica frenesia che hanno le donne in fase di acquisto, quasi un eccitamento...
Io ho comprato un paio di sandali e mi sono piaciuti così tanto che li ho già indossati, ora però dovrei trovare un tubino che si abbini perfettamente. Federica mi spinge ad entrare nel negozio dov'ero andata con Fabio, sono un po' riluttante...ricordo ancora il commesso intraprendente!
Ci aggiriamo tra i vestiti felici come due ragazzine e mentre scorgo il tubino perfetto, Federica incontra un suo ex, parlano per un po' e poi mi si avvicina chiedendomi se me la sarei presa ad essere lasciata li da sola. - Fede ma scherzi? Vai, tranquilla, me la posso cavare da sola! - sorrido e la saluto.
Mentre la guardo allontanarsi una voce conosciuta esclama - Madame! Che piacere rivederla! Posso esserle utile?-
È il solito commesso, mi sta mangiando con gli occhi... - Si vorrei provare questo!-
Mi accompagna ai camerini di prova, entrando mi sfiora il seno di proposito - Rimarrò qua fuori, se le servisse una mano, mi chiami!-
Mentre mi spoglio sono consapevole che sta sbirciando dalla tenda, mi sfilo anche l'intimo e dando le spalle alla tenda indosso il tubino.
È molto aderente e sottolinea le mie curve alla perfezione, la cerniera posteriore però è impossibile da chiudere da sola, così chiamo il commesso. Entra e mi strizza dentro il tubino, mi osservo allo specchio : perfetto!
Lui mi sussurra - ti strapperei di dosso il vestito per scoparti con violenza, che sesso che mi fai!-
Sorrido allungando la mano sul suo sesso. È duro e grosso, lo stringo forte dicendo - non te la darei nemmeno se fossi l'unico uomo sulla terra, stronzo!-
Lui esce incazzato. Io mi lascio il tubino addosso, prendo la mia roba e vado alla cassa. Mentre ripone i miei vestiti e la mia biancheria mi guarda con astio, pago con la carta di credito, ma lui vuole vedere anche il documento. che uomo fastidioso....
Una volta fuori, giro ancora un po' senza meta, ma è quasi ora di chiusura del centro commerciale, così mi dirigo verso l'auto e vado a casa.
Rimango bloccata nel traffico e mi tocca fare un bel po' di coda. Finalmente Posteggio, sono a casa!
Trovo il pianerottolo al buio ma la cosa non è una novità, afferro le chiavi e quando apro la porta, mi sento spingere con violenza dentro. Cerco di urlare ma un ceffone in pieno viso mi coglie impreparata.
Qualcuno mi copre la testa con un cappuccio, mi imbavaglia e mi lega. Sono completamente inerme!
Tutto si è svolto in pochissimo tempo, ora comincio ad avere paura...
L'aggressore mi spinge sul divano, inciampo e finisco riversa, brividi di paura mi scorrono per il corpo.
Sento l'uomo muoversi nella stanza, accendere la tv a volume piuttosto alto....mi sento in trappola. Mi ritrovo le sue mani addosso, mi stringe con violenza i seni, li morde... Gemo paralizzata dalla paura, ma lui prosegue, mi strattona per farmi rialzare e comincia a spogliarmi...
Il tubino cade ai miei piedi, mentre nuda, rimango in balia di quel delinquente.
Ho paura! Vorrei che prendesse ciò che vuole e poi mi lasciasse andare, vorrei riuscire a parlare per potergli dire di prendere le cose di valore...il bavaglio però m'impedisce.
All'improvviso le sue mani sono su di me, sobbalzo impaurita...la paura mi attanaglia lo stomaco.
Mi fa inginocchiare sul tappeto per poi legarmi rozzamente i polsi alle caviglie. La posizione è scomodissima, sono seduta sui talloni, le braccia immobilizzate, mi sento passare un legaccio sul collo, rabbrividisco...
La testa è riversa all'indietro, anch'essa legata ai polsi e caviglie. Completamente alla mercè del mio aguzzino mi rendo conto che non si tratta di una rapina ma di uno stupro!!!
La sua mano è subito tra le mie gambe, penetra con durezza, poi viene sostituita da qualcosa che non riesco ad identificare, più grande. La fica, nonostante la terribile situazione comincia a bagnarsi, vorrei che non fosse così, ma non posso impedirlo.
L'oggetto mi stantuffa con violenza mentre il malvivente mi allarga le labbra del sesso con l'altra mano. Dopo poco lo sento alzarsi, si allontana... Ma non posso fare nulla sono completamente immobilizzata. Lo sento in cucina che apre e chiude i cassetti, i pensili... Che avrà in mente???
Le sue mani scorrono sulla pelle, rabbrividisco di paura ma i capezzoli inturgidiscono, la fica si bagna...
Ride... È il primo suono che pronuncia da quando è cominciato l'incubo, le sue mani afferrano i capezzoli, stringono da far male, mugolo nonostante il bavaglio, il dolore è tremendo!
Il dolore però diventa terribile quando sostituisce le dita con le mollette per stendere, ecco cosa cercava in cucina!!!!
I capezzoli stretti nella morsa vengono ulteriormente torturati quando scontra intenzionalmente le mollette, subito dopo sento le mollette sono anche sul mio sesso....il dolore è insopportabile, sento le lacrime scendermi sul viso....
Mentre subisco, il mio aguzzino ride compiaciuto, smuove le mollette provocandomi fitte terribili, ha ripreso a masturbarmi e ora il dolore viene mitigato dal piacere involontario. Sensazioni estreme si alternano senza tregua, appena mi passa il ghiaccio sulla pelle, sui seni, sul sesso. Mi toglie l'oggetto con cui mi masturbava e comincia a riempirmi di cubetti di ghiaccio, il freddo è insopportabile, ma non posso fare nulla.
Sento il rumore di un accendino....appena la cera calda mi tocca la pelle mi sembra di svenire. La cera cola sul sesso, sul ventre... L'aguzzino mi libera dalle mollette ma solo per vedere colare meglio la cera calda, cerco di divincolarmi, è tutto inutile... il piacere che prova a torturare il mio corpo dev'essere immenso.
Finalmente mi toglie il bavaglio - se fai un fiato, sei morta! Se proverai a mordere o gridare, sei morta! Hai capito bene?- sento un oggetto freddo e acuminato premere sul collo....credo che mi ucciderà.....
Una volta senza bavaglio comincio a tossire, ho sempre la testa riversa all'indietro, poi piango, poi gemo.. Le sensazioni si susseguono come la cera, le mollette, il ghiaccio..
Mi ritrovo soffocata dal cazzo duro di quell'uomo - cagna! Datti da fare!- cerco di leccarlo meglio che posso, probabilmente se farò tutto ciò che vuole mi lascerà vivere..
Lecco, succhio cerco di pensare a Manuel, Andrea, Marco, Fabio, Piero, per metterci più entusiasmo. Sento l'uomo gemere, il suo cazzo indurirsi, sta per godere, bene!
Lui però si allontana, torna a torturarmi, appena le mollette stringono di nuovo urlo, lui mi stringe la gola - che cazzo fai??? Ti avevo detto di non urlare!- mi penetra con la mano per farmi male, stringo i denti stavolta..-brava, stai imparando..- allenta la pressione sul collo mentre intensifica quella nella fica. Nonostante la situazione il mio corpo è eccitato, sento il piacere colare tra le cosce, lo sente anche lui... Ride di gusto e pompa con maggior vigore, toglie le mollette e comincia a schiaffeggiarmi i seni e il clito. Godo gemendo all'inverosimile, lui non rallenta, il mio piacere è amplificato dalla pelle torturata, godo ancora...non riesco a smettere.
Lui ride mentre ha il controllo del mio corpo, poi mi scioglie i polsi dalle caviglie,mi piega in avanti e mettendosi dietro di me m'incula selvaggio. Stringo i denti per il male, per fortuna questa sensazione è temporanea perché comunque il mio corpo risponde involontariamente ai segnali di eccitamento e sentirmi scopare il culo così intensamente mi fa bagnare da morire.
Lo stupratore mi violenta per tempo interminabile, il culo è dolorante nonostante i miei ripetuti orgasmi, finalmente lo sento perdere il controllo, si alza e mi sbatte il cazzo in gola, sento lo sperma spruzzarmi caldo sul palato, fiotti densi e corposi. Gode a lungo e io con lui.
Una volta goduto, mi libera le caviglie dicendo - se tu non fossi sempre così stronza... Ma ho vinto io e da porca quale sei, hai goduto fin troppo!-
Lo sento uscire e sbattere la porta, mi libero con fatica ma i miei muscoli fanno fatica a rispondere ai movimenti. Rimango sul tappeto, mi accorgo di avere ancora il legaccio che stringe il collo, lo tolgo rendendomi conto che è una cravatta, una cravatta che ho già visto, oggi pomeriggio.
Era il commesso!!!! Quello che ho rifiutato....mi abbandono al pianto indecisa se denunciarlo.

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