Max e Mia (capitolo 7)

scritto il 2026-11-03 tempo di lettura 3 min

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Dominazione
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Dopo due ore di attesa nell'auto parcheggiata davanti all'azienda, Max e Mia videro sbucare Francois dalla porta principale. Il ragazzo aveva un sorriso compiaciuto stampato in volto. Salì sui sedili posteriori, accomodandosi di fianco a Mia, e con voce ferma ordinò: «Max, portaci all'aeroporto!».
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Max eseguì l'ordine senza fiatare, stringendo il volante fino a far sbiancare le nocche. Giunti all'aeroporto privato, parcheggiò l'auto come gli era stato imposto. «Forza, andiamo. Muovetevi!» intimò Francois, aprendo lo sportello. «Come dite, Signore?» ribatté Max, confuso. «Torniamo a casa, e voi venite con me. Vi ho appena comprati da Pasquale. Da questo momento, siete miei!». «Ma dobbiamo almeno passare da casa a prendere le nostre cose!» esclamò Mia, sgranando gli occhi. «Tutto quello che vi serve lo avete già. Ho dato ordine ai miei uomini di svuotare casa vostra e spedire tutto alla mia villa a Monaco» concluse il ragazzo, incamminandosi. Max e Mia si scambiarono un lungo sguardo, un misto di terrore e di un'eccitazione inconfessabile. Senza aggiungere altro, seguirono Francois fuori dall'auto, incamminandosi verso la scaletta del suo jet privato.
L'interno del velivolo era un trionfo di pelle chiara e radica. Appena il portellone si chiuse, isolandoli dal resto del mondo,Francois si versò un bicchiere di champagne e si sedette sull'ampia poltrona, indicando il tappeto ai loro piedi. «In ginocchio. Entrambi.»
Eseguirono senza esitazione. L'umiliazione grezza e volgare di Pasquale era ormai un ricordo sbiadito; Francois emanava un potere freddo, elegante e assoluto, che risvegliava in loro una sottomissione viscerale.
«A Monaco le regole cambieranno» iniziò il ragazzo, sorseggiando il vino. «Max, lavorerai nel mio ufficio di progettazione. Avrai il successo che meriti, uffici lussuosi e il rispetto di tutti. Ma ogni sera tornerai nella mia dependance,sapendo che tua moglie è nel mio letto.»
Max deglutì. L'idea di riavere la sua dignità professionale in cambio della totale sottomissione privata lo faceva impazzire di lussuria. «Sì, mio Padrone.»
Francois spostò lo sguardo su Mia, accarezzandole il viso con la punta delle dita. «Tu, mia bellissima schiava, vivrai nel lusso più sfrenato. Sarai la mia ombra, la mia compagna agli eventi mondani, vestita con diamanti e abiti d'alta moda. Ma sotto quelle sete, apparterrai solo a me. E ogni volta che te lo ordinerò, ovunque saremo, ti metterai in ginocchio.»
Mia chiuse gli occhi, appoggiando la guancia sulla mano del ragazzo. «Sì, Padrone.»
Il volo verso la Costa Azzurra segnò l'inizio della loro nuova vita. Nei mesi successivi, Max divenne il capo progettista della Medecin Yachts, disegnando le imbarcazioni più belle del mondo. Di giorno era un professionista temuto e rispettato. Di notte, varcava i cancelli della tenuta di Francois, spogliandosi del suo ruolo per inginocchiarsi silenziosamente davanti al ragazzo che stava possedendo il corpo perfetto di sua moglie.
Mia sbocciò in quella gabbia dorata. L'eccitazione perversa che li aveva travolti nell'ufficio in Toscana si era trasformata in una solida, lussuriosa quotidianità. Avevano perso la loro libertà, ma in quel patto oscuro avevano trovato l'appagamento dei loro desideri più inconfessabili, legati per sempre al volere del loro giovane ed esigente Padrone.
“tutto quello che vi serve lo avete già, poi ho già dato ordine di andare a casa vostra e portare tutto alla villa!”
Max e Mia si guardano, poi seguono Francois fuori dalla macchina e fino al suo aereo privato.
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