Marta e le sue fantasie. Parte 3

scritto il 2026-10-26 tempo di lettura 6 min

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trio
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Aveva un groppo alla gola, veramente aveva pensato, se pur per un' istante, a sua sorella in certi termini? quel lampo velocissimo si era insinuato come un tarlo supersonico nel suo meditabondo cervello e le aveva lasciato un' istantanea dai contenuti irrazionali: lei nuda sul sofà ad accarezzare il suo corpo caldo e fremente mentre Giorgio possedeva alla pecorina, in un misto di dominanza ed erotismo estremo Giada, piegata con la schiena arcuata ed il culo all' insu' per favorire l'ingresso di quel cazzo durissimo che si faceva strada dentro di lei, mentre le mani di lui facevano salda presa sulle natiche sode e lisce.
Furono il trillo insolente di un cellulare, e la voce di Giada a riportarla in questa dimensione.
"Pronto? ciaoooo bella! no, non disturbi figurati... sono al bar sotto l' ufficio di mia sorella stiamo prendendo un caffè.. no no figurati, vieni dai ti aspettiamo!.. baci "
Marta sembrava appena sbarcata sulla luna, frastornata da quel pensiero del quale si sentiva contemporaneamente eccitata ed in colpa.
"We zombie, dai dimmi tutto! , ah, era Giselle, una mia amica, non ti dispiace se ci raggiunge vero? "
" Giselle? eh .. no ..no figurati" -rispose Marta cercando di riconnettersi al presente- "Chi è Giselle?"
" Un amica, dai, poi ti dico, ma ora dimmi cos'è che ti sta divorando quella testolina!"
E sia. Da qualche parte doveva pur cominciare a dar le gambe a quella fantasia e parlare con Giada l'avrebbe aiutata sicuramente, ovviamente tenendo quel fermo immagine tentatore chiuso in un meandro di pudore.
Le raccontò tutto, le parole sgorgavano come un fiume in piena, ma Giada non ne veniva travolta, ascoltava,non interruppe quel flusso di informazioni nemmeno per un istante, sapeva bene che era un momento catartico che era necessario far scorrere. Nemmeno il suo viso tradi' emozioni come lo stupore o la curiosità, semplicemente in quel momento lei era l' oracolo del tempio alla quale quella donna dinanzi a sé si stava rivolgendo in una sorta di richiesta di indicazioni per una via da percorrere.
Quando Marta finì di parlare le due vennero avvolte da un silenzio surreale, sembrava che qualcuno avesse persino silenziato i rumori del bar e della strada fuori, anche il tintinnio del cucchiaino dentro una tazzina giungeva ovattato,irreale.
Giada stava per aprir bocca ma ecco che una figura in lontananza si fa sempre più vicina, e ad ogni passo è seguita dal ritorno dello scorrere del tempo che pareva essersi bloccato e dai suoni che riprendevano ad avere corpo e intensità.
Era bellissima. Di una bellezza talmente pulita e semplice da apparire quasi sfacciata, una bellezza di un altro tempo, quasi eterea, proveniente da un tempo e da una dimensione che non apparteneva a quel flusso temporale. Il suo passo sembrava quello leggero ed elegante di una tigre, o meglio di una pantera viste le circostanze.. la sua pelle scura brillava baciata dal sole ed il gioco di luci mentre lei avanzava regalavano un caleidoscopico ritratto di un corpo suadente, armonico in forme perfettamente simmetriche e bilanciate.
Quando fu vicina alle due le sue labbra carnose si piegarono in un sorriso solare -"Giada!"- esclamò accelerando gli ultimi passi e lanciandosi a braccia aperte verso la sorellina di Marta.
Eh niente il fatto non voleva concederle un istante di pace interiore quella mattina, stava lì seduta ancora stordita per aver fatto certi pensieri e quasi svuotata dallo sforzo di aver condiviso quella sua fantasia per la prima volta .. e le compariva davanti una visione che, cazzarola, poteva fare vacillare l' eterosessualità di qualsiasi donna.
Lei non aveva mai avuto problemi a fare complimenti ad altre donne, era abbastanza sicura di sé da non soffrire di gelosie o paturnie da confronto.. sapeva di essere una bella donna, sua sorella la considerava anche più bella di lei, ma quella che aveva davanti sembrava una visione non qualcosa di reale.
"Marta ti presento Giselle, Giselle lei è Marta mia sorella, te ne ho parlato ricordi?"
"Piacere!"
dissero le due all' unisono, -"Così son famosa eh?" disse Marta mentre si risiedeva lanciando uno sguardo ed un sorriso alla sorella.
Giselle fu rapida a rispondere prima dell' amica -" Beh si, Giada non può fare a meno di vantarsi di avere una sorella così in gamba .. e così bella!"
Italiano perfetto ma sporcato da reminiscenze di francese, la voce calda e sicura la rendevano tremendamente sensuale.
"Ma così arrossisco"- disse Marta mentre effettivamente il suo viso prendeva toni più caldi.
"Siete colleghe?" domandò Marta cercando di sviare l' attimo di imbarazzo.
Le due si guardarono e scoppiarono in una sonora risata spontanea e incontrollabile.
Giada indugiò un attimo con lo guardo sul viso dell' amica quasi a chiedere in modo silenzioso "posso dirlo?" e in ritorno gli occhi di Giselle risposero "ma si, è tua sorella".
"In realtà abbiamo condiviso un uomo"
Marta perse i toni del rossore precedente e assunse quelli dello stupore curioso e prima che potesse parlare Giada proseguì..
" Però senza saperlo. In pratica eravamo entrambe convinte di stare con un tizio, ci siamo insospettite sulla possibilità che ci tradisse e.... beh avevamo entrambe ragione!" stavolta la risata contagio' anche Marta che non pote' fare a meno di sorridere a quel curioso racconto.
"Praticamente ci siamo conosciute come compagne ed amanti dello stesso stronzo.. e abbiamo iniziato a parlare, a parlare, Giselle è una chiacchierona come noi sai? e niente siamo diventate amiche, quel tipo sarà fra le braccia di altre sette donne al momento ma noi abbiamo trovato una bellissima amicizia...
Ambra. Ecco di che colore erano quegli occhi! mentre Giada finiva il racconto Marta si era persa in quei due bellissimi occhi dai riflessi melliflui, quasi incantata cercava di capire se quelle sfumature di luce tendessero più ad un verde o ad un castano chiaro ma in realtà quando Giselle ricambiò quello sguardo e pote' vedere quegli occhi puntati su di sé Marta ebbe la risposta. Erano color ambra.
E si stavano abbassando dalla linea di sguardo del suo viso , scendendo più in basso , fermandosi maliziosi sul suo seno svettante.. proseguendo il percorso e facendole percepire una sensazione particolare, come se quegli occhi d'Ambra la stessero pian piano spogliando, come delle mani curiose che scorrevano sul suo corpo e pian piano scendevano facendosi più intraprendenti .
Chi era quella Giselle veramente? o meglio cos'èra ? sembrava un mix fra una divinità egizia e un demone tentatore, succube, desideroso di nutrirsi del suo desiderio.
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