La perfezione

scritto il 2026-10-22 tempo di lettura 6 min

di
genere
etero
cura
D−

Vorticando fra orbite della sensuale Agave (che ringrazio) mi sono ritrovato in questo spazio di condivisori di erotiche novelle.. non volendo sembrare ospite screanzato propongo un vecchio racconto, una piccole ode alla generatrice di piacere.


"Hai una figa perfetta!"- disse lui con un tono abbastanza neutro da fa capire che si trattava di una osservazione sullo stato delle cose, né un complimento gratuito né uno spunto per accendere la situazione.
Ma alle orecchie di lei il suono era giunto ovattato, vuoi perché distratta dal cellulare che stava smanettando, vuoi per un femminile senso di orgoglio che deve passare ad un molteplice vaglio qualsivoglia complimento.
Lei stava distesa sul letto, con addosso una canotta e un paio di slip bianchi, semplicissimi, una mise da relax estivo post prandiano. Senza alzare gli occhi dal piccolo schermo del telefono gli rispose -"lo dici solo per compiacere il mio ego, e potresti impegnarti un po' di più coi finti complimenti, la mia figa è come tutte le altre.. per voi rappresenta solo un buco dove volete ficcare qualsiasi cosa.. e poi perfetta? Che avrebbe di perfetto?"
Lui si aspettava una risposta di quel tipo quindi non si scompose più di tanto, uscì dal bagno con un asciugamano che gli cingeva la vita, i capelli già in ordine ma la barba ancora arruffata, si avvicinò al letto- " bene, allora dammi un po' della tua attenzione e ti spiego" - e mentre lo diceva si sedette sul letto, scostò le sue gambe aprendole leggermente per poi afferrare delicatamente l' elastico delle mutandine bianche sui suoi fianchi e portarle giù in un gesto rapido, vagamente sensuale ma soprattutto efficace allo scopo. Lei lo lasciò fare incuriosita e poggio il telefono sul comodino. "Mi dica signor esperto, sentiamo le lodi per questa figa che tanto le piace!" Sorrisero entrambi. Lui allora si mise fra le sue gambe col viso vicinissimo alla sua vagina, come un bimbo che osserva le formiche con una lente d'ingrandimento.. effettivamente era proprio una bella figa.
Il suo sguardo sembrava essersi perso per qualche istante su quel piccolo ciuffetto di peli scuri che faceva da anteprima al paesaggio sottostante, ben curato, non eccessivo né troppo minimal, faceva già capire che più giù la situazione era altrettanto curata e sistemata. La sua mano accarezzò leggermente quel ciuffo e iniziò a parlare.. " vedi non è vero che le fighe sono tutte uguali, anzi, ognuna è diversa dalle altre, è unica ed unicamente bella nelle sue peculiarità. Ma esiste la figa perfetta, o meglio quella che io definisco tale."- "ma smettila, stai solo facendo lo splendido per scoparmi e sai bene che non ce n'è bisogno'" . Quelle parole non arrivarono nemmeno alle sue orecchie, preso com'era dall' ammirare quella che per lui rappresentava realmente la perfezione. "È tutta una questione di proporzioni, dimensioni e proporzioni e ovviamente la cura che una gli dedica che rappresenta la cornice di uno splendido quadro". La sua mano scivolò leggera verso il basso e il dorso del suo indice e del medio accarezzavano con naturalezza le sue grandi labbra. "Vedi,le grandi labbra sono le prime a colpire il nostro sguardo, possono essere grandi, piccole, coprire completamente ciò che sta sotto alimentando il mistero oppure presentarsi un po' curve, un po' aperte all' apparenza e regalarci una piccola anteprima.. a volte una è un po' più lunga dell' altra.. vedi le tue sono simmetriche, proporzionate, ne grandi da fare l'effetto "petto di pollo" ne troppo piccole da lasciare scoperte le labbra sotto.. creano un unico triangolo con quella fessura in mezzo che rappresenta la porta del paradiso" e nel pronunciare quelle parole le sue dita accarezzarono le grandi labbra seguendone il contorno, per poi passare al centro lentamente fin sotto e poi tornare ritornare su. "Lei ormai ascoltava rapita, si era resa conto che lui stava realmente in una sorta di adorazione della sua figa, e la cosa iniziava a far salire la temperatura interna in modo considerevole. Le dita di lui, intanto, si fecero più intraprendenti, o meglio le mani. Le face aprire le gambe un po' di più e mise le sue mani ai lati della figa da entrambi i lati, aperte a poggiare sul suo pube con i pollici che, lentamente, iniziarono ad aprire quelle grandi labbra. Il fatto che lei fosse già poco pelosa di suo aiutava ma comunque la depilava costantemente e la teneva sempre curata. Quando le grandi labbra si aprirono un po' lei ebbe un sussulto, ormai il suo corpo era partito al ritmo delle parole e dei movimenti delle mani di lui. Riprese ad argomentare la sua teoria della perfezione, ovviamente anche il suo cuore iniziava a pompare sangue più velocemente ma manteneva il giusto distacco e la giusta finta freddezza per continuare senza che ciò si notasse troppo. "Vedi, quando si aprono le grandi labbra le piccole non sono invadenti, ne ripiegate su se stesse perché più lunghe di quelle esterne, sono proporzionate e simmetriche anche loro, si mostrano allo sguardo con timidezza ma appena le sfiori.." e nel pronunciare quelle parole con l' indice le accarezza e le apre delicatamente ".. appena le sfiori iniziano a commuoversi di gioia, tutto per colpa sua!" Il dito salì sul clitoride sfiorandolo appena ma regalando a lei un intenso brivido. Gli umori intanto iniziavano a farsi sentire, desiderosi di esplodere quando quei tocchi gentili sarebbero iniziati ad essere più decisi ed intensi. " Ecco lui completa la perfezione del quadro, sta lì nascosto, fintamente innocente ma appena lo cerchi.." e col dito sollevò leggermente il piccolo lembo di pelle che copriva quel bottoncino delicato che si era subito inturgidito e che già iniziava a mandare segnali potentissimi al cervello. "Ecco lui appena lo chiami in causa fa il suo lavoro e la perfezione si presenta nella sua forma più bella. Pronunciò quelle ultime parole per poi abbassare la testa su di lei ed iniziare a giocare con la lingua su quel clitoride pulsante e voglioso mentre le dita diventavano via via meno timide e delicate ed esploravano quella figa così perfetta da dover essere fatta godere ancora e ancora e ancora e ancora...
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