Marta e le sue fantasie. Parte 2

scritto il 2026-10-26 tempo di lettura 9 min

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Resto' così imbambolata, persa nei suoi pensieri per diversi minuti, il tema portato a galla così, in modo grezzo e scherzoso da Teresa in realtà era un tarlo che si era insinuato nella sua mente ripetutamente, e negli ultimi tempi con maggiore frequenza. E si sa, quando si pensa intensamente a qualcosa si finisce per averla sempre sott'occhio o a portata di mano.. che quei messaggi della sua migliore amica fossero il segnale che era ora di levarsi quel desiderio? o quantomeno di provarci no? Magari parlandone con Giorgio ci avrebbero ragionato su e avrebbero archiviato la cosa come una fantasia, da tenere li, della quale aver condiviso l'idea ma che non era realizzabile. Un po' come quando lui le confesso' di non aver mai avuto rapporti con una ragazza di colore e che ogni tanto la fantasia gli frullava in testa. Lei non escluse nulla a priori, ma la cosa apparve in quel momento non realizzabile e fu semplicemente messa da parte. Ma si, sarebbe stato così. Però, se lui avesse dimostrato interesse si poneva il problema di trovare la giusta donna per rendere la cosa reale come lei aveva desiderio e necessità che fosse. Una prostituta? ma assolutamente no, esclusero la cosa già per quella fantasia di Giorgio, non erano due che pensavano solo al piacere della carne, avevano entrambi bisogno di stimoli cerebrali, e anche importanti.
Nella mente di Marta inconsciamente si stava delineando un piano d' azione; semi disfattista, dall' alone di pessimismo, ma era lì, si stava delineando una linea temporale di azioni che erano mirare a cercare di dare vita a quella sua fortissima fantasia.
Teresa era già stata esclusa, Luisa? no, quella già aveva i suoi impegni nel tradire il marito, e poi non stava troppo simpatica a Giorgio, i due finivano sempre per beccarsi un po' quando passavano tempo insieme, se li avesse dovuti immaginare a letto assieme li vedeva di più uno con un frustino in mano e l' altra legata al letto con una pallina in bocca e delle stringhe di cuoio che la tenevano ben ferma chiudendosi dietro la sua testa... e non vedeva lei godersi la scena seduta sul sofà.
Vittoria? la ex di Giorgio? era una brava donna, che lei sapesse ancora single dopo averlo lasciato, e anche di bell'aspetto, con quelle due tettone esagerate, anche più grosse delle sue.. ma come poteva proporre una cosa del genere così dal nulla, non avevano alcun rapporto, avrebbe dovuto provarci Giorgio ma voleva dire parlare prima con lui e... Basta! Basta basta! "ferma Marta, stai viaggiando come un treno col cervello, fermati, rilassati e pensa, anzi non pensare che è meglio!"
presa com'era da quel turbinio di pensieri non si rese conto di due cose: uno che aveva pronunciato quelle ultime parole anziché pensarle e due che Giada era lì, sulla porta, con un sorrisino fra il beffardo ed il divertito.
"Biba!"
aveva sempre chiamato così la sua sorellina, lei aveva sei anni quando nacque Giada che quel nomignolo praticamente se lo portò dietro ancor prima di nascere.
"E dov'è che sta andando questo treno così veloce?" disse Giada entrando e avvicinandosi a Marta per abbracciare la sorella maggiore che non vedeva da oltre un mese.
"Lascia perdere vah stavo sbroccando un attimo, lo sai che io tengo, tengo e poi scoppio... quando sei arrivata? non sapevo che fossi in città"
" in realtà nemmeno io" -rispose sorridendo- " ma abbiamo un lavoro da chiudere e visto che conosco l' azienda hanno mandato me, per un paio di settimane sto qui"
chi fosse entrato in quella stanza sarebbe rimasto un po' sorpreso, le due avevano praticamente la stessa voce, la calata di Giada si era fatta un po' ibrida, influenzata dal suo viaggiare su e giù per lo stivale ma il timbro e la cadenza di certe parole erano pressoché identiche. E mica solo quello, le due sembravano la versione della stessa persona appartenenti a due linee temporali diverse ma li una di fianco all' altra. Alte uguale, o meglio, basse uguale come diceva sempre il loro papà. 163 cm di estrema femminilità per entrambe, Marta portava molto bene i suoi 41 anni, pelle liscia e luminosa, le uniche rughe che osavano rigare quel volto erano ai lati degli occhi, causate dalla sua naturale inclinazione al sorriso. Il fisico era ancora tonico, non andava in palestra ma le camminate in montagna aiutavano sicuramente a tenere quelle belle natiche rotonde sode e appetibili. Amava la buona cucina e le sue curve le portava con orgoglio, avendole poi al punto giusto probabilmente rendeva la cosa più facile.. la parte che amava di più di sé stessa era quel culo sodo e rotondo ma con l' età aveva fatto pace con quel seno prematuramente abbondante che in gioventù vedeva come un problema e che, invece, faceva da fiore all' occhiello alla sua procace femminilità, una quarta misura dalle forme perfette, un parco giochi che Giorgio aveva dimostrato apprezzare in modo entusiasta sin dal primo istante. I capelli neri, corvini, erano tendenti ad arricciarsi e solo il vezzo di nuovi look faceva sì che spesso venissero costretti a presentarsi lisci. E li si vedeva la prima differenza fra le due in quel momento, lei con le ciocche ribelli in attesa del nuovo appuntamento al salone mentre Giada tutta bella sistemata, con quel caschetto nero da "monella" liscio, lucido e perfettamente pettinato. L' altra principale differenza stava nei loro occhi, castani chiari , quasi verdi per Marta, azzurri come il mare quelli della sorella, per il resto, come detto, sembravano una la versione più giovane e "tirata" a lucido dell' altra, fisico abbastanza simile ma più asciutto per Giada, che qualche capatina in palestra la faceva, culetto fatto col compasso e bel davanzale, non ai livelli di Marta ma comunque una terza piena, due sfere perfette,sode, dritte e .. in mostra con quella magliettina attillata e scollata che si faceva largo in mezzo a quello sbarazzino giacchetto in denim. Stavano li,due inni alla femminilità, Marta con il suo fascino più maturo e sensuale, Giada con la sua freschezza e malizia.
Non che la sorella maggiore fosse stata una Santarellina in gioventù, ma da quando si era messa con Giorgio ebbe una fase di maturazione, una sorta di affinamento come il buon vino, che la portò a diventare la donna decisa e piacente che era. La sorellina invece aveva sempre vissuto certe cose in modo più palese , senza mai avere paura di essere giudicata per le sue scelte e le sue azioni, anche per merito di Marta che si era sempre prodigata come figura dalle molteplici sfaccettature, essendo guida, sostegno, confidente, amica. Sapevano tutto una dell' altra quasi che la differenza di età non esistesse e fossero legate anche per vie eteree come due gemelle che avessero condiviso il grembo materno.
Giada fece per sedersi e si alzò un po' la stretta gonna che completava il suo look, nel farlo espose alla sorella una fugace visione del fatto che non indossasse le mutandine.
Forse ancora sotto la confusione del suo pensiero precendente, forse a causa della botta ormonale che la aveva pervasa dopo lo scambio di messaggi con Teresa.. ma per una frazione di secondo non vide la sua sorellina ma una donna dalla sensualità dirompente, che pareva contornata da un aura di erotismo quasi tangibile.
Fu un istante, un lampo nel suo cervello
del quale si senti quasi colpevole ed in immediato imbarazzo. Cercò di sviare quel flash mentale con una battuta..
"we chi è che ti ha ordinato di andare in giro con la ciccia all' aria? mica hai pure uno di quei fermacarte in acciaio nel culo?"
ma si rese conto che probabilmente era stata un elefante in un negozio di cristalli.
Giada sbottò in una spontanea risata, si accomodò e fece "ahi! " mentre poggiava il sedere sulla sedia prendendola bonariamente in giro.
"Hai paura che prenda il raffreddore?" le rispose, "e comunque al momento non ho frequentazioni, le mutande stanno a casa perché oggi avevo voglia di godermi questa gonnellina attillata e no, non ho un plug a spingere nel mio deretano, ero in giro per lavoro non per divertimento te l' ho detto"
"dai era per ridere, ti stai facendo suscettibile?... come me? guarda che è segno che stai invecchiando bimba! "
" come te? beh è un complimento, lo sai che sei sempre stata un modello per me.."
lo sguardo di Giada si fece più serio, sapeva che la Marta era in difficoltà e le stava nascondendo qualcosa, ma non era mai stata brava a mentirle e lei invece era sempre stat bravissima a strapparle di bocca ogni più intimo segreto.
" Dai dimmi che sta succedendo, a cosa devi smettere di pensare? hai qualche problema?"
e in quelle parole dal tono quasi materno i ruoli sembravano invertirsi, la sorellina diventava quella più matura che prestava la spalla alle necessità della meditabonda sorella.
Marta non vide più la sorella su quella sedia, ma una donna più matura, decisa, sensuale ed intrigante nella sua figura. Vide se stessa.
Le labbra facevano fatica ad aprirsi ma si fece coraggio ..
"ecco, vedi... io... io avrei una grossa fantasia.."
"sesso?" -la incalzò Giada
"beh... si .. anzi no. Di più."
" Beh direi che è il momento che tu faccia una bella pausa caffè, qui, a quanto pare c'è da parlare con calma..."
Si alzò, prese la sorella per un braccio e le porse il giacchetto dall' appendi abiti vicino alla porta. La guido' fuori e già iniziava a far balenare ipotesi, adorava quando Marta si lasciava andare in racconti o condivisioni e quella circostanza sembrava veramente qualcosa di grosso...
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