Chiedere per avere
scritto il 2026-10-23 tempo di lettura 7 min
di
Hotwriter83
genere
etero
cura
A
Basta.
Si era decisa, non poteva più stare in quel limbo, scossa dal desiderio e frenata dalla paura di fare un passo troppo avventato. Leonardo le piaceva, tanto, in certi momenti forse anche troppo considerando che era un suo collega e che probabilmente sarebbe stato un rischio, anche a livello professionale, fare un passo nella direzione che lei prospettava..beh sognava.
E desiderava.
Sin dal primo giorno in cui lui si era palesato nella postazione davanti alla sua, nello stesso ufficio, lei sapeva di essersi persa. Lui era un bel tipo per carità, ma non un classico "figo" inarrivabile, ne un fisicato clamoroso ne un volto che avrebbe sfondato al cinema. Però era simpatico, divertente, gentile e premuroso, aveva sempre la parola giusta per la situazione giusta e sapeva scherzare su tutto, su se stesso, sui colleghi, persino sul capo e addirittura con il capo! Stare vicino a lui la rendeva serena, sicura, positiva..apprezzata.
Ecco, il sentirsi apprezzata la riempiva di voglia di vivere e ben presto quella voglia diventò voglia di viverlo, di passare dall' apprezzamento ad una più alta considerazione ancora, all' essere vista con occhi differenti, ad essere desiderata e ..soddisfatta.
Ben presto il desiderio prese il sopravvento su tutto, lei si fece sempre più audace e indiscreta e la cosa non sembrava cambiare il rapporto fra i due, se non sulle battutine che si facevano via via sempre più esplicite e indirizzate su un unico argomento: il sesso anale. Lei nemmeno si ricordava come erano arrivati all' argomento, forse da una battuta con relativa risposta piccante, forse da qualche video scemo che lui riceveva da qualche amico. Fatto sta che la piccola provocazione pian piano prese sempre più le sembianze di una cosa verosimile e meno scherzosa.
E dunque basta.
Lei non voleva più stare sospesa fra scherzo e provocazione, fra ipotesi e realtà. Durante la pausa pranzo si avvicinò alla scrivania dove lui era solito consumare un pasto frugale e continuare a rispondere a qualche mail, portò la sedia vicino al tavolo e poggiò sulla scrivania il suo piattino di frutta mista dicendo: "Posso?" , ma in realtà già prendendo possesso dello spazio. Lui le sorrise e le disse: "Lo so perché sei qui"- e lei rispose d'acchitto- "Bene. Lo vuoi o no il mio culo?"
Senza cambiare minimamente espressione, mantenendo il sorriso amichevole e sereno con il quale l' aveva accolta, chiuse la questione rendendo tutto clamorosamente più eccitante di quanto lei avesse mai sperato. "Ovvio che lo voglio, ma non ora, e non solo io"..
L' istante di silenzio che ne scaturì sembro lunghissimo ma dalle labbra di lei uscirono rapidissime le parole:
"Che vuol dire non solo tu?" ,gli rispose facendosi rossa in viso.
Non che si scandalizzasse su certi temi ma quella risposta l'aveva colta di sorpresa, tanto da avvertire quella sensazione di calore montare non solo in volto ma anche nel basso ventre.
"Non pensare a chissà quali cose strane, non faccio film porno e non ti sto proponendo un'ammucchiata" , le disse lasciandosi andare ad una risata, sincera, divertita che andò ad alimentare ancora di più il suo stupore.
Vedendola così attonita proseguì: "vedi le nostre battutine hanno trovato un altro estimatore.. e sai com'è, una chiacchiera tira l' altra, una battuta, una fantasia.. e ci siamo ritrovati ad immaginare il tuo culo. Il tuo bel culo."
Quella frase la destò dallo stupore.
Se ne aveva parlato con qualcuno e la conosceva, beh era per forza qualcuno dell' ufficio.
La cosa solleticò sia una sorta di piccola gelosia, considerando che nelle sue fantasie c'era sempre stato un solo cazzo, il suo cazzo.
Ma fu pervasa anche una nuova sensazione di curiosità, con quella voglia di sentirsi apprezzata e desiderata che si era duplicata così in un istante.
Era il momento di andare all-in.
Non voleva lasciargli il comando completo del gioco ma non voleva nemmeno passare dei giorni a rimuginare o fantasticare troppo sulla cosa, oltrettutto non sapendo chi fosse il terzo protagonista di quella strana situazione.
"Va bene, ti facevo abbastanza disinibito ma non immaginavo che fossi un porco di questo livello" -disse lanciandogli uno sguardo deciso e maliziosi- "Ci vediamo a casa tua per cena, alle 20:00 in punto. Prepara qualcosa di sfizioso... per il dessert, se vuoi invitare il tuo amico.. mi sta bene"
"Non Vuoi sapere chi è?"
" No... mi piacciono le sorprese"
e così dicendo si girò mostrandogli bene l' oggetto del desiderio. Lui scoppiò a ridere ma lei considerò la cosa normale visto il suo carattere scherzoso.
Arrivata a casa il suo corpo si muoveva da solo mentre lei cercava di non pensare né a chi fosse l' amico misterioso né perché diavolo non aveva voluto sapere chi fosse! Perché si era buttata in quella situazione così a capofitto?
Perché aveva una voglia matta di godere e di essere desiderata, adorata.
Si spogliò in un lampo, fece un rapido ripasso di depilazione, doveva essere perfetta, liscia come una pesca.
Doveva prepararsi per bene quindi tirò fuori dal mobiletto del bagno il kit per il lavaggio rettale. Un clistere valeva bene quanto stava pregustando di vivere qualche ora più tardi.
E poi via, in doccia.
Ma l' acqua calda e i pensieri bollenti non andavano d'accordo, si alimentavano a vicenda come la benzina buttata sulle fiamme.
Si immaginava li, con lui e.. Marco? Si! il ragazzo dell' ufficio di fianco, era carino Marco e probabilmente aveva anche un gran membro... O era Giacomo? Quello appassionato di moto con il quale parlava sempre dopo le corse? Anche lui poteva essere una buona presenza... Il "toto-cazzo" ormai era partito e lei aveva passato in rassegna tutti quelli dell' ufficio senza quasi nemmeno vederne, nel suo fantasticare, i volti. Li passava in rassegna e vedeva solo i loro membri.
Ed erano tutti grossi e duri in quelle fantasie galoppanti.
Il desiderio stava ovviamente soppiantando la curiosità, e la mano che insaponava il suo corpo piano piano fu schiava di quei pensieri facendosi audace, accarezzando prima i seni, sfiorando i capezzoli ormai turgidi, per poi scendere sulla pancia, sull' inguine e fermarsi un istante apprezzando la qualità della depilazione sulle grandi labbra per poi aprirle delicatamente e scoprire un umidità che non dipendeva dall' acqua della doccia.
Un dito prese a sfiorare il clitoride, giocando monello su quel piccolo lembo di pelle che lo nascondeva e stuzzicandolo col giusto mix di velocità e pressione.
Non si era resa conto ma si stava mettendo sempre più piegata con le gambe aperte ed il sedere che andò ad appoggiarsi sul vetro della doccia. Quella sensazione fresca sulle natiche, a contrasto col caldo del getto della doccia, la scosse in un brivido e l' obbiettivo del momento cambiò in un istante.
Si mise col getto che le scendeva sulla schiena fino ai glutei, e la mano che prima dal davanti si stava soffermando sulla figa ora passava dietro e accarezzava il culo.
L' oggetto del desiderio di quei porci, il dessert per la loro e per la sua serata. Scostò le natiche per fare sentire al buchetto il calore rilassante, poi prese il sapone intimo e un profumo dolciastro riempì il box doccia. Ne verso' un po' sulla mano ed iniziò a sfiorare il suo ano delicatamente, rilassando i muscoli e lasciando che quel dito piano piano trovasse un comodo passaggio per insinuarsi dentro. E fuori.. e dentro..e fuori.. mentre l' altra mano era tornata sul clitoride. Non ci volle molto affinché il suo corpo fu scosso da un potente orgasmo.
Ecco l' aperitivo l' aveva gustato, ora doveva vestirsi e andare a vedere le portate principali.
Si era decisa, non poteva più stare in quel limbo, scossa dal desiderio e frenata dalla paura di fare un passo troppo avventato. Leonardo le piaceva, tanto, in certi momenti forse anche troppo considerando che era un suo collega e che probabilmente sarebbe stato un rischio, anche a livello professionale, fare un passo nella direzione che lei prospettava..beh sognava.
E desiderava.
Sin dal primo giorno in cui lui si era palesato nella postazione davanti alla sua, nello stesso ufficio, lei sapeva di essersi persa. Lui era un bel tipo per carità, ma non un classico "figo" inarrivabile, ne un fisicato clamoroso ne un volto che avrebbe sfondato al cinema. Però era simpatico, divertente, gentile e premuroso, aveva sempre la parola giusta per la situazione giusta e sapeva scherzare su tutto, su se stesso, sui colleghi, persino sul capo e addirittura con il capo! Stare vicino a lui la rendeva serena, sicura, positiva..apprezzata.
Ecco, il sentirsi apprezzata la riempiva di voglia di vivere e ben presto quella voglia diventò voglia di viverlo, di passare dall' apprezzamento ad una più alta considerazione ancora, all' essere vista con occhi differenti, ad essere desiderata e ..soddisfatta.
Ben presto il desiderio prese il sopravvento su tutto, lei si fece sempre più audace e indiscreta e la cosa non sembrava cambiare il rapporto fra i due, se non sulle battutine che si facevano via via sempre più esplicite e indirizzate su un unico argomento: il sesso anale. Lei nemmeno si ricordava come erano arrivati all' argomento, forse da una battuta con relativa risposta piccante, forse da qualche video scemo che lui riceveva da qualche amico. Fatto sta che la piccola provocazione pian piano prese sempre più le sembianze di una cosa verosimile e meno scherzosa.
E dunque basta.
Lei non voleva più stare sospesa fra scherzo e provocazione, fra ipotesi e realtà. Durante la pausa pranzo si avvicinò alla scrivania dove lui era solito consumare un pasto frugale e continuare a rispondere a qualche mail, portò la sedia vicino al tavolo e poggiò sulla scrivania il suo piattino di frutta mista dicendo: "Posso?" , ma in realtà già prendendo possesso dello spazio. Lui le sorrise e le disse: "Lo so perché sei qui"- e lei rispose d'acchitto- "Bene. Lo vuoi o no il mio culo?"
Senza cambiare minimamente espressione, mantenendo il sorriso amichevole e sereno con il quale l' aveva accolta, chiuse la questione rendendo tutto clamorosamente più eccitante di quanto lei avesse mai sperato. "Ovvio che lo voglio, ma non ora, e non solo io"..
L' istante di silenzio che ne scaturì sembro lunghissimo ma dalle labbra di lei uscirono rapidissime le parole:
"Che vuol dire non solo tu?" ,gli rispose facendosi rossa in viso.
Non che si scandalizzasse su certi temi ma quella risposta l'aveva colta di sorpresa, tanto da avvertire quella sensazione di calore montare non solo in volto ma anche nel basso ventre.
"Non pensare a chissà quali cose strane, non faccio film porno e non ti sto proponendo un'ammucchiata" , le disse lasciandosi andare ad una risata, sincera, divertita che andò ad alimentare ancora di più il suo stupore.
Vedendola così attonita proseguì: "vedi le nostre battutine hanno trovato un altro estimatore.. e sai com'è, una chiacchiera tira l' altra, una battuta, una fantasia.. e ci siamo ritrovati ad immaginare il tuo culo. Il tuo bel culo."
Quella frase la destò dallo stupore.
Se ne aveva parlato con qualcuno e la conosceva, beh era per forza qualcuno dell' ufficio.
La cosa solleticò sia una sorta di piccola gelosia, considerando che nelle sue fantasie c'era sempre stato un solo cazzo, il suo cazzo.
Ma fu pervasa anche una nuova sensazione di curiosità, con quella voglia di sentirsi apprezzata e desiderata che si era duplicata così in un istante.
Era il momento di andare all-in.
Non voleva lasciargli il comando completo del gioco ma non voleva nemmeno passare dei giorni a rimuginare o fantasticare troppo sulla cosa, oltrettutto non sapendo chi fosse il terzo protagonista di quella strana situazione.
"Va bene, ti facevo abbastanza disinibito ma non immaginavo che fossi un porco di questo livello" -disse lanciandogli uno sguardo deciso e maliziosi- "Ci vediamo a casa tua per cena, alle 20:00 in punto. Prepara qualcosa di sfizioso... per il dessert, se vuoi invitare il tuo amico.. mi sta bene"
"Non Vuoi sapere chi è?"
" No... mi piacciono le sorprese"
e così dicendo si girò mostrandogli bene l' oggetto del desiderio. Lui scoppiò a ridere ma lei considerò la cosa normale visto il suo carattere scherzoso.
Arrivata a casa il suo corpo si muoveva da solo mentre lei cercava di non pensare né a chi fosse l' amico misterioso né perché diavolo non aveva voluto sapere chi fosse! Perché si era buttata in quella situazione così a capofitto?
Perché aveva una voglia matta di godere e di essere desiderata, adorata.
Si spogliò in un lampo, fece un rapido ripasso di depilazione, doveva essere perfetta, liscia come una pesca.
Doveva prepararsi per bene quindi tirò fuori dal mobiletto del bagno il kit per il lavaggio rettale. Un clistere valeva bene quanto stava pregustando di vivere qualche ora più tardi.
E poi via, in doccia.
Ma l' acqua calda e i pensieri bollenti non andavano d'accordo, si alimentavano a vicenda come la benzina buttata sulle fiamme.
Si immaginava li, con lui e.. Marco? Si! il ragazzo dell' ufficio di fianco, era carino Marco e probabilmente aveva anche un gran membro... O era Giacomo? Quello appassionato di moto con il quale parlava sempre dopo le corse? Anche lui poteva essere una buona presenza... Il "toto-cazzo" ormai era partito e lei aveva passato in rassegna tutti quelli dell' ufficio senza quasi nemmeno vederne, nel suo fantasticare, i volti. Li passava in rassegna e vedeva solo i loro membri.
Ed erano tutti grossi e duri in quelle fantasie galoppanti.
Il desiderio stava ovviamente soppiantando la curiosità, e la mano che insaponava il suo corpo piano piano fu schiava di quei pensieri facendosi audace, accarezzando prima i seni, sfiorando i capezzoli ormai turgidi, per poi scendere sulla pancia, sull' inguine e fermarsi un istante apprezzando la qualità della depilazione sulle grandi labbra per poi aprirle delicatamente e scoprire un umidità che non dipendeva dall' acqua della doccia.
Un dito prese a sfiorare il clitoride, giocando monello su quel piccolo lembo di pelle che lo nascondeva e stuzzicandolo col giusto mix di velocità e pressione.
Non si era resa conto ma si stava mettendo sempre più piegata con le gambe aperte ed il sedere che andò ad appoggiarsi sul vetro della doccia. Quella sensazione fresca sulle natiche, a contrasto col caldo del getto della doccia, la scosse in un brivido e l' obbiettivo del momento cambiò in un istante.
Si mise col getto che le scendeva sulla schiena fino ai glutei, e la mano che prima dal davanti si stava soffermando sulla figa ora passava dietro e accarezzava il culo.
L' oggetto del desiderio di quei porci, il dessert per la loro e per la sua serata. Scostò le natiche per fare sentire al buchetto il calore rilassante, poi prese il sapone intimo e un profumo dolciastro riempì il box doccia. Ne verso' un po' sulla mano ed iniziò a sfiorare il suo ano delicatamente, rilassando i muscoli e lasciando che quel dito piano piano trovasse un comodo passaggio per insinuarsi dentro. E fuori.. e dentro..e fuori.. mentre l' altra mano era tornata sul clitoride. Non ci volle molto affinché il suo corpo fu scosso da un potente orgasmo.
Ecco l' aperitivo l' aveva gustato, ora doveva vestirsi e andare a vedere le portate principali.
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