Profumo-Lingerie-Eleganza

scritto il 2026-10-22 tempo di lettura 9 min

di
genere
etero
cura
D−

Altro breve racconto sullo schema dell' input di tre parole e la sfida di scrivere un racconto partendo da quelle, in un ora di tempo. Questa volte le parole di partenza sono state Profumo-Lingerie-Eleganza


L' arrivo di quel pacchetto in ufficio lo sorprese un po', si capitava che quando faceva qualche ordine su Amazon si facesse recapitare i pacchetti direttamente lì ma stavolta non ricordava di aver fatto nessun acquisto. Mentre si avvicinava alla scrivania dopo la pausa pranzo rimuginava su cosa potesse essere senza sapere ancora che qualche istante dopo sarebbe stato molto molto più importante per lui cercare di capire chi l' avesse mandato. Era una busta gialla scura di quelle classiche imbottite internamente con un leggero strato di pluriball, nessun mittente. La apri e intravide subito un delicato pizzo nero ricamato. Si fermò, si guardò intorno per evitare sguardi indiscreti e poi estrasse dalla busta una mutandina nera da donna in pizzo, stretta dietro in un impalpabile filo che scompariva certamente in mezzo alle natiche e davanti una lavorazione che lasciava tutto lo spazio del mondo al vedo non vedo... Con parecchio vedo. Arrossì senza accorgersene e le infilo rapidamente dentro la busta. Pensò subito ad uno scherzo ma i suoi amici e ancora meno i suoi colleghi erano avvezzi a certi scherzi, i primi, ed ad un tale livello di confidenza i secondi. Guardò ancora l' etichetta alla ricerca di qualche indizio e provò anche, senza successo, a cercare sul sito del corriere. L' indirizzo era giusto, il nome era il suo, non era una consegna errata. Eppure non c'era traccia di chi lo avesse mandato. Quando torno' a casa apri la busta e mise le mutandine sopra il tavolo, la luce diversa e soprattutto il fatto che poteva guardarle meglio lontano da possibili sguardi in ufficio gli fece notare una cosa... Erano usate! Erano chiaramente usate. La curiosità si impadronì del suo cervello e senza nemmeno accorgersene le aveva portate al viso e le aveva annusate..prima delicatamente, quasi timido, poi un altra bella sniffata piena.. e un altra ancora. Un profumo sensualissimo, misto fra un delicato e leggero profumo con note fruttate e dolci e l' inconfondibile fragranza di una figa appena umida di voglia. Ma chi diamine poteva avergli mandato delle mutande?! Trascorse il resto della settimana con quell' interrogativo. Il week end passato con gli amici al mare servì a malapena ad alleggerire la curiosità ma poi.. il lunedì mattina un altro pacchetto uguale al primo. Resistette alla tentazione fortissima di aprirlo e provo ancora, invano a scoprire qualcosa dall' etichetta. Niente. Quando arrivò a casa non poteva più resistere, strappo' la busta e all' interno trovo' un perizoma verde scuro, stavolta di banale cotone ma con un' apertura sul davanti simile a quella di un paio di boxer. Le portò subito al naso e quel profumo gli salì nuovamente al cervello. Si scervellò ancora e ancora passando al vaglio qualsiasi possibilità, anche quelle più strane. Ma niente. Nessuna possibilità era convincente. Il lunedì successivo quasi incredulo la storia si era ripetuta nuovamente. Stessa busta, niente sull' etichetta che fosse utile sul sito del corriere. Corsa a casa a fine lavoro e dentro una finissima mutanda in raso viola scuro, molto più morigerata nelle dimensioni e coprente delle prime due, ma che emanava sensualità da ogni millimetro di tessuto se immaginato delicato al contatto con la pelle liscia e calda dei una donna vogliosa. Il profumo gli arrivò alle narici e lo fece impazzire, le rigirò sul lato interno e si ritrovo' a leccare in modo quasi animalesco, col cazzo che era diventato subito durissimo tanto da necessitare una sega epocale per calmare un po' lo spirito. Stava letteralmente impazzendo. Non poteva essere uno scherzo, ma non riusciva ad attribuire tale azioni a nessuna che conoscesse, nemmeno a qualche collega un po' libertina che probabilmente sarebbe stata più capace di fargli un bocchino sotto la scrivania piuttosto. Nella mancanza di piena lucidità però gli venne un idea, cercare di scoprire almeno che profumo fosse.. non quello di figa ovviamente ma l' altro. Ma come fare? Beh prese coraggio e rincoglionimento a due mani e si recò in una profumeria al centro. Quando la commessa si avvicino' per chiedere come potesse aiutarlo stava per scappare a gambe levate, ma la curiosità era troppa. "Senta io sto cercando un profumo che usa la mia fidanzata, è il suo preferito ma l' ha terminato e vorrei farle una sorpresa" - " certo, mi dica pure che profumo e'" ... E li si sarebbe voluto sotterrare ma ormai il dado era tratto. " Ecco ha buttato la confezione, e io non ricordo assolutamente il nome però se lei fosse così gentile magari se lo sente riesce a riconoscerlo..." - " ma certo non c'è problema! Ha una maglia, una sciarpa della signora?" . "Ecco in realtà no.. la prima cosa che ho trovato sono queste.." disse rosso in viso mentre tirava fuori dalla tasca della giacca il perizoma verde. La commessa fece una faccia fra l'allibito e il "mo lo mando fuori a calci questo porco" però si rese conto dell' innocenza di quel gesto e con fare molto professionale porto le mutandine vicino al viso sentendo la fragranza.. ovviamente mista a quella di un altra figa, che il capo emanava. La scena colpì lui destandolo dall' imbarazzo, e solo allora si rese conto che la commessa era una gran bella ragazza, con un bel seno prosperoso ed un viso dolce e gentile...e stava annusando delle mutandine usate di una donna. Per lui. "Ma che cazzo sto facendo?" Si chiese. Ma la commessa lo svegliò pronunciando queste parole " Calda estate #3 di Luis de bruit" . "Eh? Rispose lui d'istinto". " Il profumo, è Calda estate numero 3 ..glielo prendo? " Concluse l' acquisto più imbarazzante della sua vita e corse a casa. Appena arrivato aprì la confezione e spruzzo una nuvoletta di fragranza nell' aria per poi annusare con decisione. Era proprio lui, ma ovviamente mancava qualcosa. Il lunedì successivo entrò in ufficio e corse alla scrivania.. ma non c'era niente, tranne.. quel profumo. E non "Calda estate numero 3" ma proprio quel profumo, tutto! Si avvicino' alla sedia e noto' subito. Quel delicato segno, una striscia leggera di residuo umido che sta finendo di evaporare.. si fiondò sulla sedia per annusare e non c'erano dubbi, era lei, profumo e fragranza di figa uniti in quel mix che lo stavano mandando fuori di testa. Ma allora?! Era li!! Era stata lì, e anche da pochissimo! Si girò alla ricerca di uno sguardo, di un indizio ma niente. Fu interrotto' solo dal collega Francesco che gli disse "ma che cazzo fai? Hai scorreggiato sulla sedia e hai paura che te la rubino?" Mentre rideva alla sua stessa banale battuta si ricompose e riferi' "senti quando hai finito di annusare devi salire su dalla Terenzi che ha richiesto un colloquio sul reparto facendo espressamente il tuo nome... E mo so cazzi sai?, buona fortuna!" . "Merda, ci mancava solo un cazziatone dalle alte sfere.." probabilmente quelle ultime settimane la sua produttività era crollata terribilmente ed era in arrivo un resoconto al quale non era pronto a rispondere in modo decente. E poi la Terenzi? Non l' aveva mai manco vista quella vecchia arpia, ma quando aveva licenziato il suo collega Bernardo si raccontò che lo avesse ridotto ai minimi termini durante il colloquio. Si avviò all' ascensore svuotato nell' animo, con quel pallino maledetto di quella fragranza e il problema pesantissimo del richiamo in dirigenza. Arrivò davanti all' ufficio e bussò con timore. "Prego entri pure" gli rispose una voce calma e pacata. Aprì la porta ed entro' classificandosi timidamente. Davanti a lui non c'era una vecchia arpia, ma una donna distinta sui 55 anni, il quale aspetto dominante veniva accentuato dalla scrivania in legno di noce massello e soprattutto dal tailleur elegante e raffinato che ne cingeva il corpo.Corpo che, a ben vedere, era in piena forma, magro ma non troppo e sul quale due seni ancora allegri e belli pieni facevano discreta mostra di sé fra i bottoni della camicetta. Lui era troppo frastornato per percepire nell' aria "Calda estate numero 3" ma vedendo il flacone in bella mostra dietro la scrivania gli arrivò come un fulmine addosso. Non fece in tempo a formulare un pensiero che lei lo incalzò "lei sa per quale motivo l'ho fatta chiamare?" Lui balbettò qualcosa ma lei non gli diede tempo.. "lei ha qualcosa che mi appartiene!" E nel dirlo fece cadere a terra una busta gialla chiusa che stava sulla scrivania. "Me la raccoglie per cortesia?" Lui era in bambola, il suo cervello stava ricollegando mille segnali ma non era in grado di dargli lucidità, si chino per prendere la busta e alzando gli occhi al di sotto della scrivania tutto si schiarì in un istante e nella meravigliosa immagine di due gambe aperte che offrivano la vista di una figa splendida,curata e depilata che era stata evidentemente già scaldata poco tempo prima.. lui apri la busta mentre si alzava e sapendo già cosa contenesse ne estrasse un perizoma nero, lo porto al viso annusandolo e le disse "si queste credo che siano sue .. ma dovrei verificare" lei si alzò mostrandosi in tutta la sua sensualità e gli disse solo "prego, faccia pure". Lui le si avvicinò, le annusò il collo poi lasciò che il suo dito medio si insinuasse fra le sue gambe, e poi in mezzo a quelle labbra umide e vogliose.. porto il dito vicino al naso diede una bella sniffata e sorrise. Poi lecco il dito e lo porse sulle labbra di lei che prese a succhiarlo con avidità. "Torna nel tuo ufficio adesso, magari lunedì riceverai un altro pacco"..
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