In vacanza con la zia 2

scritto il 2026-10-26 tempo di lettura 26 min

di
genere
etero
cura
A+

Prima di questo racconto sarebbe bene leggere il primo capitolo giusto per capire come è iniziata la storia

La vacanza in camper con la zia Mara era terminata, avevamo avvertito i miei genitori che contrariamente alle prime intenzioni sarei rimasto con lei per tutti i quindici giorni previsti e ormai eravamo pronti al rientro, dopo quello che era successo tra di noi qualche giorno prima i nostri atteggiamenti erano un pò cambiati.
Dopo averne parlato la sera in cui è accaduto non ne accennammo più, nonostante e non ci furono più alti contatti intimi, almeno fino alla sera prima di partire.
Si perché quella sera successe di nuovo qualcosa , un qualcosa che entrambi fino ad allora cercammo di evitare di proposito ma che alla fine si rivelò inevitabile.
Dovendo partire il giorno successivo al mattino andammo in spiaggia ma nel pomeriggio restammo in camper per cominciare i preparativi, una volta terminato ci rilassammo un pò e decidemmo per l’ennesima volta di andare a cena fuori per non dover cucinare.
Agli occhi di tutti ci facevamo passare per madre e figlio dato che io avevo poco meno di vent’anni e lei quasi cinquanta, non volevamo che qualcuno malignasse anche se ci sarebbe stato da malignare.
Si perché qualche giorno prima io e la zia attratti reciprocamente uno dall’altra ci abbandonammo in un incontro intimo, non arrivammo ad un rapporto completo ma ci limitammo se così si può dire ad un seppur appagante sesso orale durante il quale ci regalammo a vicenda sensazioni meravigliose.
Fu proprio per la nostra differenza d’età che un pò per i sensi di colpa, un pò forse per rispetto non solo non lo facemmo più ma nemmeno ne riparlammo.
Quella sera però accadde di nuovo qualcosa, dopo cena rientrando nessuno dei due aveva voglia di andare a letto per cui restammo un pò fuori nel fresco della sera provando ad organizzarci per il giorno successivo discutendo sull’orario della partenza e dei tragitti da fare.
Quello che era stato tra noi non aveva cambiato il fatto che ero attratto da lei, vicina di casa da sempre, fin dal tempo in cui ero proprio ragazzino e non smisi mai di contemplare la sua bellezza e di guardarla spesso anche con desiderio.
Quella sera aveva indossato una camicetta leggera sbracciata e una minigonna attillata che valorizzava le sue curve e le sue cosce, il suo fisico le permetteva quello e altro e mentre se ne stava seduta con le gambe accavallate io non potei fare a meno di ammirarle.
Probabilmente la guardai con troppa insistenza perché ad un certo punto mi chiese:
- Paolo che hai, ti vedo imbambolato, sei pensieroso?
- si Mara – dopo quello che c’era stato tra noi mi chiese di chiamarla per nome invece che “zia” come avevo sempre fatto in precedenza seppure lei non lo fosse realmente
- sono pensieroso, penso a quello che è stato, non ne abbiamo può parlato ma se vuoi saperlo io lo rifarei, la voglia di te non mi è passata anzi se possibile è aumentata, ecco te l’ho detto anche se non avrei voluto, sono sempre attratto da te e in questi giorno dopo quello che abbiamo fatto mi sono eccitato più volte sia ripensandoci che guardandoti, e più di una volta puoi immaginare cosa ho fatto
- ecco lo hai detto, lo immaginavo che non ti sarebbe bastata una sola volta, sei giovane e pieno di ormoni, ti sei masturbato pensando a me?
- si, e tu ci hai ripensato? Non ti è mai venuta voglia di rifarlo?
- anch’io non avrei voluto dirtelo ma ci ho ripensato e anche a me è preso un pò di desiderio, forse la colpa è del fatto che non facevo sesso da molto tempo e ho ancora una certa voglia repressa, tanto più che l’altra sera mi sono sentita molto appagata
- ti dà fastidio parlarne?
- fastidio no, quello che abbiamo fatto lo abbiamo voluto entrambi ma mi imbarazza un pò, mi vergogno più che altro con me stessa e mi sento in colpa.
Anche se fino a quel momento avevo cercato di reprimermi in quel momento qualcosa scattò in me
- Mara io ti desidero, ti ho sempre desiderata e ti desidero ancora
non resistetti oltre mi alzai e mi misi dietro la sua sedia e iniziai a massaggiarle le spalle, ebbe un brivido e di colpo si irrigidì
- cosa vuoi fare?
- accarezzarti e baciarti
Le posai le mani sulle braccia scoperte e sentii che le era venuta al pelle d’oca e vidi chiaramente che la stessa cosa le stava succedendo sulle gambe e probabilmente non era per il freddo
- lo sai che non dovremmo farlo
- non dovremmo o non dobbiamo?
Per tutta risposta prese un mollettone che stava sul tavolo e si raccolse alla bell’e meglio i capelli scoprendo completamente il collo che comincia a baciare passando poi ai lobi delle orecchie
- non dovremmo ma accidenti a me mi sto eccitando
- le feci piegare la testa all’indietro e le baciai il volto, gli occhi e delicatamente le labbra
Naturalmente mi stavo eccitando anch’io e qualcosa nei miei pantaloni iniziava a muoversi
Mi misi in ginocchio davanti a lei che nel frattempo aveva scavallato le gambe e glie le accarezzai delicatamente, iniziando dai polpacci poi su per le ginocchia soffermandomi sulle cosce andando fino a metterle sotto la minigonna
Devo precisare che eravamo in un punto buio per cui nessuno nei dintorni avrebbe potuto vederci
Sentii i brividi che le pervadevano le cosce che allargò lentamente, comincia a baciargliele cominciando dall’interno, mi mise una mano sulla testa mi accarezzò delicatamente
- sei un diavolo, il mio diavoletto tentatore
- lasciati tentare, è la nostra ultima notte qui e io ho tanta voglia di stare con te, il resto poi si vedrà
La invitai ad alzarsi e quando fummo entrambi in piedi la presi per i fianchi e la baciai, rispose subito al mio bacio mettendomi le braccia al collo facendomi sentire subito la sua lingua in bocca, limonammo per un pò mentre le mie mani arrivarono sotto la sua camicetta ad accarezzare la sua pelle , le slacciai il reggiseno e posi le mani sulle sue tette pizzicando i capezzoli, senza dire una parola mi prese per mano e ci dirigemmo verso l’interno del camper.
Andammo subito in camera accendendo la luce e chiudendo bene le tendine, iniziammo a spogliarci, tolse camicetta ,reggiseno e minigonna, restò con i soli slip neri, molto trasparenti che lasciavano intravedere il suo sesso coperto di peli ben curati.
Io tolsi maglietta e pantaloni e subito dopo anch’io gli slip in quanto ormai il mio membro ormai in piena erezione ne usciva fuori per metà.
Quando si sdraiò sul letto mi misi accanto a lei e riprendemmo a baciarci, le accarezzavo le cosce, i seni, il sedere e ogni parte del suo corpo dove la mia mano poteva arrivare
- non dovrei ma non riesco a resistere anche se so che dovrei
- zitta non resistere e baciami
Andammo avanti a limonare a tratti delicatamente a volte forsennatamente come se volessimo mangiarci le bocche e le lingue, infilai la mano nelle sue mutandine accarezzando il pelo morbido del suo sesso, muovendo il bacino allargò leggermente le gambe, in tal modo potei posare la mano sulla sua vulva iniziando a massaggiarla e a far scorrere le dita lungo le labbra di quel meraviglioso tesoro.
- così mi fai impazzire – mi sussurrò all’orecchio
- io sono pazzo di te – le risposi
Sentii che appoggiava la mano sul mio membro, senza stringerlo ma accarezzandolo per tutta la sua lunghezza premendolo contro la mia pancia e soffermandosi a volte sul glande, la cosa mi provocava un piacere intenso e qualche spasmo che non faceva che aumentare se possibile la mia già poderosa erezione
Fra un bacio e l’altro senza smettere di accarezzarmelo ebbe modo di dirmi:
- sai devo farti i complimenti
- per cosa
- per il tuo pisello, è bello, duro e ha una notevole dimensione
avrei voluto chiederle come erano gli altri che aveva sperimenta ma non lo feci, fu lei a dirmelo
- sai quello di mio marito era più piccolo anche se mi ha sempre dato piacere ma non è stato mai duro come il tuo nemmeno quando eravamo giovani, prima di lui ho avuto altri due ragazzi, uno lo aveva piccolissimo tanto che riuscivo a metterlo in bocca tutto anche quando era duro, l’altro lo aveva brutto tutto storto, ma il tuo è proprio bello
- grazie sono contento che ti piaccia, anche a me piace molto la tua , come potrei definirla?
- intendi in termini soft o volgari? potrebbe essere patata, prugna, passera, figa, fregna, come preferisci
- tu hai detto pisello e allora diciamo patata, è bellissima come sei bellissima tu
- e allora giochiamo al fruttivendolo
si chinò sul mio membro leccandolo e baciandolo per tutta la sua lunghezza, diversamente dalla prima volta in cui se lo era fatto arrivare subito in gola, arrivando sulla punta la strinse tra le labbra e la succhiò delicatamente, la sua bocca era calda anzi bollente e pensai che se fosse andata avanti sarei durato ben poco, si girò e senza staccare le labbra si mise sopra di me con il bacino all’altezza del mio viso con le ginocchia ben allargate al punto che ebbi la sua bellissima passera molto vicina alla bocca, non si era tolta ancora gli slip per cui inizialmente mi limitai a baciargliela attraverso la stoffa che sentivo calda e umida, poi mettendo le braccia dietro le sue gambe glie li spostai e presi a leccargliela come si deve, era eccitatissima e presto mi trovai la bocca bagnata dei suoi umori, dedicarmi a quella leccata mi fece perdere un pò la concentrazione sul pompino che mi stava facendo e questo mi aiutò a non godere subito.
Accortasi di avere ancora gli slip Mara si affrettò levarli per poi riprendere la posizione dicendo nel frattempo:
- scusa me ne ero dimenticata
- non ti preoccupare andava bene anche così
riprendemmo quindi quel bellissimo sessantanove, leccavo, baciavo e mangiavo il suo sesso cercando di capire quando la mia bocca le dava il piacere maggiore, lo intuivo dal fatto che quando la mia lingua raggiungeva alcuni punti particolari lei muoveva i fianchi seguendo il ritmo delle mie leccate, un paio di volte tenendole le natiche allargate arrivai a stuzzicarle l’ano, certamente ancora non potevo sapere se avrebbe gradito, andai anche a un pò oltre bagnandomi un dito nei suoi umori e puntandoglielo contro al buchetto e massaggiandolo un pò, sentendo che non si scomponeva immaginai che anche quello le piacesse.
Ben presto le cose diventarono più frenetiche poiché per entrambi stava arrivando l’orgasmo, lei si muoveva sempre di più sopra di me tanto che faticavo a tenere la bocca incollata alla sua vulva, dal canto suo lei smise di succhiare il mio membro e afferratolo saldamente cominciò a masturbarmi velocemente, godemmo assieme, lei si abbassò ulteriormente premendo la fica sopra la mia bocca strofinandomela sulle labbra, non vedevo cosa stesse facendo ma nel momento in cui eiaculai sentii che appoggiava la bocca sulla punta del mio cazzo, stava succhiando e ingoiando tutto come la prima volta.
E come la prima volta dopo l’apice del piacere leccò tutto il possibile, restammo così un paio di minuti, lei sopra di me si era sollevata un pò forse temendo di soffocarmi e con il viso appoggiato sul mio membro che ancora non perdeva la sua erezione.
Infine si tolse e si abbandonò sul letto accanto a me e prendendomi la mano disse
- è stato bellissimo come l’altra volta, forse di più perché siamo venuti assieme
Per tutta risposta la baciai mentre la accarezzavo
- sei contento?
- molto e tu?
- anch’io, cosa pensi che succederà una volta a casa?
- non lo so, sicuramente nessuno dovrà sapere ma quello che facciamo mi piace molto e non mi dispiacerebbe poter continuare se sei d’accordo
- vedremo, anche a me piace molto nonostante tutti i dubbi che ho, ma anche ammesso come potremmo fare? Non potremmo certo farlo a casa mia senza destare sospetti o da te con i tuoi genitori
- chissà il modo si trova, forse un sistema ci sarebbe ma al momento ancora non saprei, ci penseremo se sarà il caso, che ne dici di andare un pò fuori? Mi è venuto caldo e sete
Io infilai gli slip, lei si mise addosso una camicia da notte semi trasparente senza niente sotto e uscimmo in veranda.
Ci mettemmo seduti quasi uno di fronte all’altra bevendo una bibita, non riuscivo a staccarle gli occhi di dosso, il vederla così con quella camicia da notte che lasciava trasparire le sue curve, i contorni del seno, il rigonfiamento dei capezzoli e le cosce quasi completamente scoperte continuava ad eccitare la mia mente sebbene il corpo fosse stato appena appagato.
- a cosa pensi? Mi chiese
- ti guardo e più ti guardo e più sei bella e più mi piaci, e tu?
- io penso che nonostante tutto a questo punto abbiamo fatto bene a lasciarci andare, mi hai convinta che non facciamo niente di male e con te sto bene, torniamo dentro mi è venuto un pò freddo
In effetti adesso aveva i brividi ed erano a causa dell’aria della notte, ci rimettemmo sul letto dopo esserci nuovamente denudati e ci coprimmo con il lenzuolo, la abbracciai per cercare di scaldarla un pò
- è una follia ma stavo pensando che se solo tu avessi dieci anni di più e io dieci di meno avremo anche potuto fare le cose alla luce del sole ma purtroppo tra noi la differenza di età è troppa e sarebbe impossibile
- già ma se vogliamo possiamo continuare così senza dirlo a nessuno almeno fino a quando farà piacere ad entrambi.
- ma io ti piaccio davvero o la tua è solo voglia di andare con una donna matura?
- te l’ho già detto che mi piaci da sempre e ti ho sempre trovata bellissima
- se lo dici tu
- non lo dico io lo sei davvero, non fare la modesta perché basta che ti guardi allo specchio per vederlo
- sarà ma ho cinquant’anni e non sono certo com’ero alla tua età
- a proposito ho spesso immaginato come potessi essere alla mia età, secondo me una gran gnocca
- scemo, diciamo che mi presentavo bene, non ne ho molte ma quando saremo a casa ti farò vedere qualche mia foto
Restammo così a parlare un pò, mi raccontò un pò della sua vita anche di come era stata quella coniugale, cose che già sapevo, cose che non sapevo e cose che avevo intuito, dal canto mio avevo ben poco da raccontare, lei mi conosceva bene dato che mi aveva visto crescere e praticamente sapeva tutto di me. Ad un tratto cambiando discorso mi disse:
- prima ho sentito che mi hai leccata e toccata anche dietro
- si mi è piaciuto farlo e a te è piaciuto?
- non mi è dispiaciuto se è questo che intendi, i ragazzi che ho avuto in gioventù e mio marito non me lo avevano mai fatto, i primi perché non c’è stata neanche la possibilità mentre a mio marito non è venuto mai in mente
- e a te è mai venuto in mente?
- diciamo solo pensieri fugaci, so che si può usare anche quello per fare sesso, l’ho anche visto tanti anni fa in un film porno ma sinceramente non ho mai pensato di sperimentarlo tanto più che non mi è stato mai proposto, e a te come è venuto in mente di leccarmi e toccarmi lì?
- mi è venuto spontaneo, anch’io so che si può fare e l’ho visto nei film e su qualche giornale ma mi è venuto naturale, forse perché di te mi piace tutto, mi diresti cosa hai provato in quel momento?
- non saprei di preciso ero concentrata su quello che stavamo facendo ma quando mi sono sentita bagnare e toccare lì dietro come ti ho detto non i è dispiaciuto, l‘unica cosa che ho temuto per un attimo è che mi infilassi dentro un dito perché non so come poteva essere.
- non lo avrei mai fatto senza il tuo consenso e se mai lo avessi fatto sarei stato attento alle tue reazioni.
- sei un bravo ragazzo- mi disse con un sorriso.
Passò così più di un’ora fra i discorsi più disparati quando ad un certo punto mi venne voglia di baciarla di nuovo, avvicinai il viso al suo e restando appoggiati ai cuscini unimmo le bocche, furono baci lievi dati a stampo o con le labbra appena dischiuse o ancora con le lingue che si toccavano appena, mentre ci accarezzavamo delicatamente.
Non trascorse molto tempo che mi ritrovai nuovamente con il membro in erezione, cominciai a darle dei baci sempre più profondi e anche le carezze si fecero più decise, le toccai un seno e avvicinando la bocca iniziai a succhiarle un capezzolo che seppur non molto sporgente si inturgidì subito, segno che anche lei si stava eccitando nuovamente.
- sei già di nuovo eccitato?
- io si e tu?
- mi stai eccitando di nuovo, non mi era mai successo così presto dopo aver goduto una volta, tu sei giovane ma io non più
- forse non si tratta di età ma di desiderio e io per te ne ho sempre tanto
- mi stupisco di averlo anch’io di nuovo, e quindi cosa vuoi fare adesso?
Per tutta risposta la baciai di nuovo e prendendole la mano la portati sul mio membro già tornato di dimensioni notevoli.
- mamma mia è di nuovo in forma
- e lei com’è?
- si sta bagnando di nuovo, senti
Fu la sua volta di prendermi la mano e di portarsela tra le cosce, come prima glie la accarezzai e glie la toccai andando subito in profondità, le scappò un sospiro e un mugolio di piacere
- ti ho detto che mi fai impazzire, con te faccio cose che non avrei mai immaginato, ma stavolta vorrei che fosse diverso, vorrei farlo completamente, vuoi?
togliendosi le lenzuola da dosso si mise sdraiata bene sulla schiena e allargò completamente le gambe tendendo le braccia verso di me e dicendomi:
- vieni
Non me lo feci ripetere due volte e fui subito sopra di lei facendole sentire il mio cazzo, si mise le mani tra le cosce e inaspettatamente si allargò le labbra della fica. Per la prima volta glie la potevo vedere bene aperta e trovai che come tutto di lei fosse bellissima, mentre le teneva ben allargate e tirate le grandi labbra mi sembrarono le ali di una farfalla e quelle piccole ancora chiuse ne erano il corpo, era rosa e alla luce le gocce dei suoi umori mi sembrarono rugiada.
- prendila
glie lo appoggiai appena su quelle labbra aperte ma quando fece per prenderlo in mano per indirizzarlo dentro le afferrai delicatamente i polsi e le bloccai le braccia contro al materasso.
- volevo aiutarti a metterlo dentro
- credo non occorra, se mi dai un bacio vedrai che entra da solo
e così fu, dapprima glie lo strofinai un pò contro la vulva e sul monte di venere , sapevo che le mani non sarebbero servite poiché lo avevo talmente duro che mi bastò cercare il punto esatto dove puntare la cappella per poterlo facilmente spingerlo dentro, lo feci molto lentamente in modo che potesse godere di quel momento memore delle confidenze di un’amica che mi aveva detto che per lei il momento della penetrazione iniziale era forse il più bello a parte quello dell’orgasmo, non feci nessuna fatica data la sua abbondante lubrificazione e fino a quando non fui completamente dentro di lei emise un lungo gemito.
Spinsi ancora di più nonostante il mio membro fosse già tutto dentro e come una specie di gancio provocava l’effetto di spingerla un pò sul letto, a quel punto sollevò il busto appoggiandosi sui gomiti e rovesciando la testa all’indietro
- è bellissimo sentirlo così, adesso svelto muoviti,scopami, voglio godere
Mi meravigliai un pò del suo linguaggio che non le avevo mai sentito usare
Cominciai a muovermi dentro di lei che con in bacino seguiva i miei movimenti spingendolo verso di me quando il mio membro le affondava dentro e tirandosi indietro quando mi ritraevo.
Ad un tratto si bloccò afferrandomi per i fianchi per fermarmi
- non hai preservativi?
- no, non immaginavo mi potessero servire
- non sono ancora in menopausa e non prendo contraccettivi dato che non faccio sesso da anni, quindi stai attento a non….
- ho capito non ti preoccupare e ti avvertirò quando sarà il momento
Ovviamente intendeva che non dovevo venirle dentro e questo lo avevo già immaginato
Ripresi a scoparla lentamente e lei tranquillizzata mi attirò a sé guidando il mio movimento, il mio membro le scorreva nella vagina e sentivo un gran calore, mi sembrò piuttosto stretta ma non avendo avuto fino ad allora delle grandi esperienze forse fu solo una mia sensazione.
Man mano che andavamo avanti a scopare a tratti aumentavo il ritmo per poi diminuirlo e così via diverse volte, spesso mi ritrassi da lei fino quasi ad estrarre tutto il membro dalle sue profondità e ogni volta che glie lo spingevo nuovamente dentro Mara emetteva sospiri e mugolii, ad un certo punto lo tirai fuori completamente tenendolo con la punta appena appoggiata alla sua vagina
- è crudele quello che stai facendo
mi disse spingendo il bacino verso di me come per cercare di averlo nuovamente dentro
- cosa è crudele?
- il fatto che lo tiri fuori
- però poi te lo rimetto dentro
- è meraviglioso sentirlo entrare ma una sofferenza sentirlo uscire, ti prego
A questa preghiera smisi di giocare e cominciai a scoparla seriamente se così si può dire
Eccitata e stuzzicata dal mio indugiare dentro e fuori cominciò a provare piacere, i sospiri divennero più intensi e a tratti tratteneva il respiro, sentivo che cominciava a provare piacere e quindi non mi fermai più, continuai con un ritmo sempre più crescente baciandola sulle labbra, sul collo, toccandole i seni e succhiandole i capezzoli fino a quando ad ogni affondo Mara cominciò a sospirare e mugolare sempre più intensamente a pronunciare delle parole per me incomprensibili.
Arrivò ben presto il culmine del piacere e a quel punto avvinghiò le gambe attorno al mio bacino incrociandole dietro di me tanto forte che sentivo i suoi talloni contro le mie natiche e nel movimento arrivai anche a sollevarla un pò.
Si strinse ancora più forte a me con gambe e braccia e raggiunse l’orgasmo praticamente sollevata dal letto.
Andai avanti ancora un pò fino a quando non si calmò abbandonando braccia e gambe sul letto, mi appoggiai a lei baciandola e restando un pò così, io non raggiunsi l’orgasmo anche se ci arrivai vicino, dato che lo avevo già fatto da non molto riuscii a resistere, però essendo ancora eccitato volevo concludere anch’io perciò non le diedi tregua quindi facendola girare sempre sdraiata e appoggiandomi dietro di lei glie lo feci sentire tra le natiche
- continuo a pensare che siamo due pazzi ma Dio quanto è bello!
Disse questo mentre mettendo una mano in mezzo alle gambe mi afferrò l’uccello portandolo all’ingresso della sua passera mentre sollevava un pò il sedere verso di me per farlo entrare, andai a fondo cominciando a muovermi, stavolta volevo godere anch’io ma mi chiesi se lei avrebbe potuto farlo ancora, la risposta la ebbi quando si staccò da me e si mise a quattro zampe
- vuoi così?
Senza risponderle le andai dietro penetrandola di nuovo, la afferrai per i fianchi cominciando a sbatterla, aggrappato così le aprii le natiche, avevamo sempre la luce accesa e potevo vedere il mio membro che le scorreva dentro, le labbra della sua fica incollate all’asta del mio cazzo che andava avanti e indietro bagnato dei suoi ancora abbondanti umori dato che il suo primo orgasmo non era bastato per sopire il suo desiderio.
- si dai ancora così, adoro la pecorina
lo disse mentre io aumentavo il ritmo accarezzandola, baciandole la schiena e il collo e afferrando le sue meravigliose tette strizzando i suoi capezzoli duri all’inverosimile.
sentivo che da lì a poco sarei venuto anch’io, prima di terminare incantato dal suo bel sedere le afferrai nuovamente le natiche allargandole e fui attratto irresistibilmente dal suo ano, senza pensarci troppo e senza interrompere i miei movimenti dentro di lei, glie lo accarezzai con la punta di un dito, Mara non si scompose ma mi disse invece che stava per godere nuovamente
stavo per venire anch’io ma cercai di resistere ancora un pò fino a quando sperando le potesse piacere mentre raggiungeva nuovamente l’orgasmo le infilai la punta del dito nel buco del culo cercando seppur nella concitazione di essere più delicato possibile.
Mara stava godendo ancora tra gemiti e sospiri e arrivai a godere anch’io, mi ritrassi da lei e le tolsi il dito da dietro e mentre lei si accasciava sul letto le schizzai il mio sperma sul fondoschiena mettendomi a cavalcioni sulle sue cosce.
- spalmala per favore
- come?
- spalmami la tua sborra sul sedere
Non era tanta come prima ma feci come mi disse, glie la spalmai fino a quando non si asciugò sulla sua pelle, il mio membro intanto si andava afflosciando appoggiato alla fessura delle sue natiche.
Mi fese alzare e ci mettemmo sdraiati
ci baciammo poi Mara disse che doveva andare in bagno, la sentii fare pipì e quando tornò aveva in mano una spugna inumidita
- mi daresti una pulita dietro?
- certo- le risposi prendendo la spugna e passandola dove le avevo eiaculato addosso, poi la usai anche per pulire il mio cazzo ormai completamente molle dal quale stava gocciolando un pò di sperma
Riportò la spugna in bagno e ci mettemmo nuovamente sdraiati stando per un pò abbracciati in silenzio, venne quindi il momento di parlare
- sono sempre convinta che quello che facciamo è una pazzia ma è stato meraviglioso
- lo è stato anche per me, ti è piaciuto proprio tutto?
- intendi il tuo dito dietro? Mi sa che te ne sei approfittato mentre stavo venendo e non capivo più niente- lo disse con un sorriso
- scusa è stato istintivo
- non ti preoccupare, non mi ha dato fastidio, anzi se proprio te la devo dire tutta sei stato delicato e non ero così sconvolta da non sentirlo, mi è anche piaciuto, mi spiace invece che tu non mi sia potuto venire dentro, immagino che ti sarebbe piaciuto e sarebbe piaciuto anche a me sentire dentro la tua sborra
- ho notato che stasera ti esprimi diversamente dal solito
- intendi quando ho detto “scopami” e “sborra”?
- si
- diciamo che con te mi sento libera di dire tutto quello che voglio e come voglio perché sento che non mi giudichi, con mio marito non mi sentivo di farlo lui era sempre così educato anche in certi momenti, quindi aggiungo e correzione di quello che ho detto prima che mi hai scopata benissimo, mi hai fatta godere come mai mi era successo e che mi è piaciuto anche quando mi hai infilato il dito nel buco del culo, ecco ho detto tutto
- bene, mi piace la tua sincerità e anche quando usi certi termini
- a parte tutto è stato davvero bello, ho provato sensazioni mai provate prima, almeno così intense e ho avuto due orgasmi uno dopo l’altro, cosa che non mi era mai successa
- mai con tuo marito?
- no mai, lui si è sempre limitato a farlo una volta alla volta, non so se mi spiego
- si ho capito benissimo, insomma mai due volte nella stessa sera
- sempre e solo una volta anche se era abbastanza appagante per me, ma non come stasera e una cosa mi ha stupita
- cosa?
- quando me lo hai infilato senza usare le mani
- lo avevo talmente duro e tu eri talmente bagnata che immaginavo di poterlo fare
- non sapevo si potesse, con mio marito ci siamo sempre aiutati con le mani, le mie o le sue, pensandoci adesso lo abbiamo fatto come gli animali
- in che senso?
- come quando lo stallone va sopra la giumenta, come quando il toro monta la vacca, loro le mani non le hanno, lo puntano e lo infilano, ecco sei il mio toro
Le sorrisi senza dire niente solo pensando che se io ero il suo toro lei poteva essere la mia vacca. Le chiesi invece:
- pensi che avrai voglia di rifarlo una volta a casa?
- a questo punto visto quanto mi è piaciuto e nonostante la pazzia ti posso dire di si, ma sai che potremmo avere dei problemi sul dove poterlo fare, a casa rischieremmo di dare troppo nell’occhio
- forse una soluzione ci sarebbe
- ok ci penseremo se e quando sarà il momento, una volta a casa potremmo anche cambiare idea
- io sicuramente no
- che ne dici di dormire un pò adesso? Domani dobbiamo partire e dobbiamo essere in forma
- dormiamo assieme
- si se lo vuoi anche tu
Ben presto spossati e appagati ci addormentammo entrambi tenendoci abbracciati senza non prima esserci baciati ancora un pò
Mi svegliai il mattino dopo abbastanza presto naturalmente nudo come mi ero addormentato ma non con la solita erezione mattutina, nonostante l’orario Mara era già fuori a preparare la colazione, mi alzai uscii dal camper e dandole il buongiorno prima di andare ai bagni le diedi un bacio sulla guancia
Tornato dai bagni facemmo colazione qualcosa tra noi dopo quella notte era nuovamente cambiato adesso non avevamo più vergogna l’uno dell’altra
- ha dormito bene il mio torello
- io si e tu?
- benissimo, stamattina quando mi sono svegliata ti ho guardato un pò e ti ho baciato, dormivi come un angioletto ma a dire il vero non ho baciato proprio te, eri completamente scoperto e ho dato un bacetto al tuo pisello, era così piccolino rispetto a stanotte e così tenero che non ho resistito
- non me ne sono accorto
- ho fatto pianissimo per non svegliarti
- avresti potuto farlo
- avrei voluto ma non oso pensare cosa sarebbe potuto succedere e oggi abbiamo parecchio da fare
Avevamo proprio da fare per prepararci per la partenza per cui mettemmo da parte il resto e quando fumo pronti lasciammo il campeggio, io guidando il camper e Mara la sua auto che ci eravamo portati al seguito quando inizialmente pensavamo che con quella sarei rientrato dopo due giorni invece che quindici.
Durante il viaggio mi fu impossibile non pensare a tutto quello che era successo, con un misto di contentezza e di tristezza perché quella splendida vacanza era finita, pensai anche a cosa sarebbe potuto succedere una volta a casa ma quella è un’altra storia
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