Sesso a capodanno
di
Brucialenzuola
genere
tradimenti
Era la sera dell’ultimo dell’anno, stavo aspettando Marta nella piazzetta di una piccola cittadina di campagna dove ci eravamo dati appuntamento, faceva freddo come deve far freddo alla fine di dicembre e c'era una nebbia talmente fitta che si faceva fatica a scorgere il lato opposto della seppur piccola piazza, una nebbia così in città dove abito era da tempo che non si vedeva, mi piaceva la nebbia, mi piaceva quel senso di invisibilità delle cose, e mi piaceva quando la nebbia era tanto fitta da far mancare il fiato mentre la respiravo.
Era il primo nostro appuntamento da quando ci eravamo conosciuti in chat, ci eravamo scritti parecchio prima di poterci incontrare, per oltre un anno;
avevano scritto del più e del meno, delle nostre vite cominciando a conoscerci e a conoscere il carattere e i gusti l’uno dell'altra per poi arrivare ad argomenti piccanti fino a fare del sesso virtuale.
Per una serie di casi molto fortuiti che sarebbe troppo lungo raccontare eravamo riusciti ad organizzare il nostro incontro proprio la sera dell'ultimo dell'anno, una cosa che nessuno dei due avrebbe mai creduto fosse stato possibile.
La serata era molto fredda ed ero vestito di tutto punto per la festa, cominciavo a temere che lei non arrivasse dato che era in ritardo di una buona mezz’ora, io come mia abitudine ero arrivato un pò in anticipo e temevo che non sarebbe più arrivata, però non mi aveva avvertito, anzi circa un’ora prima mi aveva mandato un messaggio con scritto:
- parto adesso, un bacio.
Si faceva tardi e lei ancora non si vedeva, proprio mentre stavo per chiamarla per sapere cosa stesse succedendo vidi un'auto entrare nella piazzetta e dal rumore pensai che dovesse essere proprio lei a bordo del suo grosso SUV, o meglio del grosso SUV del marito che lei usava abitualmente lasciando a lui l’altra auto che avevano.
Vedendo avvicinarsi l'auto le andai incontro per farmi vedere meglio, quando la macchina mi si fermò accanto , ormai riconosciutala aprii la portiera e feci per salire, immediatamente la prima cosa che mi disse senza nemmeno salutarmi fu:
- scusami per il ritardo ma mi sono persa due volte con questa nebbia,per favore vorresti guidare tu?
- non dobbiamo andare tanto lontano ma comunque va bene
Nell'organizzare quella serata avevamo preventivato di dormire assieme, la voglia di farlo era tanta da parte di entrambi, alimentata dai consueti discorsi che ci scambiavamo in chat, però avevamo stabilito che se per qualche motivo uno dei due avesse cambiato idea ci saremmo limitati alla cena, al brindisi di mezzanotte e nient'altro e senza dover chiedere o dare spiegazione alcuna;
Mettendomi al volante mentre lei si sistemava sul sedile del passeggero senza scendere dall’auto, però mi sembrò proprio che lei fosse arrivata con le intenzioni migliori, era avvolta in un lungo soprabito nero più simile ad un mantello che ad un cappotto, era senza allacciatura sul davanti per cui quando si spostò il soprabito lasciò intravedere un pò come era vestita, vidi che portava una gonna di pelle anch'essa nera con la particolarità di avere sul davanti all'altezza delle cosce due cerniere che partivano dai fianchi e la tenevano chiusa, o per lo meno avrebbero dovuto tenerla chiusa perché una delle cerniere e precisamente quella sulla coscia sinistra aperta per metà lasciava intravedere l'orlo di una calza autoreggente, ai piedi portava un bel paio di stivaletti morbidi scamosciati con un tacco piuttosto alto.
Non vidi subito cosa indossasse nella parte superiore.
Spostai la macchina dalla piazza portandola una cinquantina di metri più avanti fermandomi in una piccola strada illuminata da fiochi lampioni, spensi il motore e la guardai
-ciao, temevo non venissi più, che avessi cambiato idea
-non ho mai avuto nemmeno un ripensamento, solo un pò di problemi per trovare la strada per arrivare in questo posto
-vedrai che ti piacerà
Avvicinai il viso al suo con l'intenzione di darle un bacio, non sapevo che bacio sarebbe stato il nostro primo bacio dato che le nostre limonate fino a quel momento erano state puramente virtuali e descritte solamente al computer, fu un bacio lieve dato sulle labbra appena socchiuse e leggermente umide, mi sembrò un pò imbarazzata e non volli per il momento andare oltre.
-allora andiamo? siamo già in ritardo per la cena
-andiamo, sono nelle tue mani.
quella frase mi sembrò un chiaro invito anche se per il momento non volevo farmi illusioni.
in dieci minuti arrivammo all'agriturismo dove avevo prenotato ed organizzato la serata, conoscevo bene il proprietario dato che spesso ero andato da lui a pranzo o a cena e proprio per il fatto di essere in confidenza con lui ero riuscito seppure quasi all'ultimo momento ad organizzare quello che avevo in mente per la nostra notte, aiutato anche dal fatto che gli avevo detto di non badare a spese.
Entrando nell'ingresso ci accolse Luisa la moglie del proprietario, l’avevo soprannominata “la cavalla” per via della sua notevole statura, era una donna molto bella, bionda con due grandi occhi verdi e un bel corpo che però spesso copriva con abiti eccessivamente larghi anche se per quella serata aveva scelto un abbigliamento molto più elegante seppur pratico per poter servire i clienti con più scioltezza;
Dopo esserci salutati ci aiutò a toglierci i soprabiti e ci condusse al nostro tavolo, attraversammo la sala principale già piena di gente seduta, addobbata come si deve per un veglione di capodanno con festoni e bandierine nella quale c’era un bellissimo albero di natale che con la punta arrivava fino al vecchio soffitto con travi a vista.
Quando Marta si levò il soprabito e il foulard che portava al collo scoprii il resto del suo abbigliamento, una camicetta rossa un pò scollata tenuta stretta in vita da una grossa cintura che appoggiava sui suoi fianchi abbondanti, al collo portava una collana di perle abbastanza lunga da insinuarsi dentro alla sua scollatura o per meglio dire in mezzo alle due grosse tettone che aveva.
Le avevo viste le sue tette dato che col tempo ci eravamo scambiati parecchie foto anche molto intime, mi aveva detto di portare una sesta abbondante di reggiseno e da sempre non vedevo l’ora di averne a che fare.
Avevo chiesto espressamente un tavolo riservato solo a noi due , abbastanza lontano dalla sala principale per evitare il frastuono ma abbastanza vicino da poter comunque percepire i suoni della festa.
Mentre seguivo le due donne nel tragitto che ci separava dal nostro tavolo indugiai con lo sguardo sui sederi di entrambe, uno stretto nella gonna in pelle, l'altro in un paio di pantaloni morbidi che seguivano perfettamente le curve che contenevano, entrambi mi parvero molto interessanti.
Per noi avevano fatto un'eccezione e avevano preparato un tavolo in un angolo di una sala separato dal resto dell'ambiente da un paravento, avevamo in questo modo il nostro angolino discreto nel quale cenare, il tavolo perfettamente imbandito con stoviglie di fattura molto fine e sul quale era accesa una candela era illuminato da un lampadario basso che pendeva dal soffitto e che emanava una luce calda molto discreta, quasi d'altri tempi.
Ci sedemmo e in attesa delle prime portate iniziammo a chiacchierare del più e del meno leggermente imbarazzati entrambi per quel primo incontro quando arrivò la figlia del proprietario con le prime portate, era Ornella una bella ragazzotta di poco più di vent'anni, bionda come la madre anche se un pò più bassa, la conoscevo da quando era bambina dato che frequentavo quel posto da almeno un decennio, col passare degli anni si era fatta una bellissima ragazza con un fisico da modella;
restai per un momento senza fiato, era se possibile più bella delle altre volte fasciata in una gonna stretta e con un maglioncino che le disegnava un seno perfetto.
Quando arrivò ci salutò cordialmente e mi regalò un sorriso, da sempre trovavo quella ragazza molto attraente e sapevo che da sempre aveva un debole per me dato che mi dedicava da sempre delle attenzioni che mi erano sempre sembrate forse un pò troppo particolari, non mi ero mai chiesto se facesse così con tutti i clienti e mi ero sempre limitato a pensare fosse il modo con cui una giovane donna può sfogare i suoi pruriti.
Iniziammo a cenare e dato che tra le altre cose sapevo che Marta era una salutista, praticamente vegetariana ed astemia avevo fatto preparare per lei un menù particolare mentre io preferii il menù con le specialità della casa
Nel mentre ricordammo le nostre chiacchierate in chat e tutto o quasi quello che ci eravamo detti compresi i discorsi osceni, la cosa ci divertiva e al contempo ci imbarazzava un pò dato che era la prima volta che ne parlavamo faccia a faccia, ma man mano che la serata proseguiva eravamo sempre più sciolti e disinvolti, io a tal punto che alla fine del primo mi sentii già in agitazione, con una lieve eccitazione e un pò di rigonfiamento nei pantaloni.
Anche Marta sembrava un pò eccitata dai quei discorsi e non faceva niente per nasconderlo, la vedevo dimenarsi continuamente sulla sedia e ad un certo punto con fare noncurante slacciò un bottone della camicetta già piuttosto aperta in modo da mostrarmi chiaramente oltre che la scollatura anche il reggiseno nero che portava, a quella vista la mia eccitazione si fece più intensa e il membro cominciò a gonfiarsi nei pantaloni tanto che dovetti sistemarmelo perché era arrivato al punto da farmi male premendo dentro gli slip.
Man mano prendevamo sempre più confidenza, sfiorandoci le mani e guardandoci negli occhi mentre cenavamo, ad un certo punto lei iniziò mangiare in modo sensuale accentuando i movimenti della bocca che io già immaginavo di riempire col mio membro.
Ma volle fare qualcosa di più per stuzzicarmi e quindi mise in pratica il vecchio trucco del tovagliolo caduto sotto al tavolo sicura che da buon cavaliere mi sarei chinato a raccoglierlo, quando lo feci mettendo la testa sotto al tavolo vidi che non solo aveva aperto completamente le due cerniere della gonna ma ne aveva sollevato la parte anteriore e divaricato le gambe girandosi nella mia direzione, vidi le sue cosce aperte, coperte solo fino ad un certo punto dalle calze autoreggenti, più su della balza delle calze intravidi la sua pelle bianca e più su tra le cosce il nero totale, istintivamente allungai una mano nel mezzo arrivando per un attimo a toccare contemporaneamente gli slip, le sue carni e qualcosa di morbido;
ritrassi quasi immediatamente la mano anche perché lei istintivamente richiuse le gambe e mi rimisi a sedere con l'impressione di avere le dita umide e di aver visto anche qualcosa di particolare, ma potevo anche essersi sbagliato dato che li sotto non c'era molta luce.
- sei un porco
mi disse Marta con un filo di voce
- mi pare che la maiala sia tu
scoppiammo entrambi in una bella risata
- sei bagnata ?
- si sono in un lago, sento che sto colando, e tu hai il cazzo duro?
-si è durissimo, talmente duro che non so più dove metterlo.
- me lo metteresti tra le tette, in bocca o tra le cosce?
- te lo metterei dappertutto, se potessi ti scoperei anche qui adesso sul tavolo.
iniziammo a darci alcuni degli epiteti che usavamo scambiarci in chat, alcuni molto pesanti ma lo facevamo naturalmente in tono scherzoso finita la sequela dei quali ridemmo di nuovo non senza trovarsi ancora più bagnata lei e io col cazzo ancora più duro.
Proprio mentre finivano le risate arrivò Ornella per iniziare a togliere i primi piatti vuoti quando in apparenza inavvertitamente fece cadere una forchetta a terra accanto a me, scusandosi si chinò velocemente a raccoglierla e prima che si rialzasse sentii distintamente la sua mano che saliva lungo la mia gamba e andava a sfiorarmi l'uccello da sopra i pantaloni, in quel momento pieno di stupore capii che tutte le sue attenzioni verso di non erano assolutamente innocenti, si allontanò poi senza dire una parola.
-hai visto come ti guarda quella ragazzina? non mi stupirei se da sotto il tavolo ti avesse messo una mano sul cazzo, perché da come ti guarda pare abbia una gran voglia che tu glie lo dia;
trasalii a quelle parole temendo che lei avesse capito cosa era successo, però in fondo non ne avevo colpa
- non mi pare abbia qualche interesse particolare per me e poi a me non interessano le ragazzine, a me piacciono le vere donne come te.
A quel punto Marta mi fece un sorriso e allungò il piede sotto il tavolo mettendomelo tra le gambe
- attenta con quel tacco non vorrai castrarmi.
-non ti preoccupare non ne ho nessuna intenzione anche perché stanotte lo voglio tutto intero.
A questo punto era chiaro che entrambi eravamo decisi ad andare fino in fondo.
Ci calmammo un pò, del resto la serata continuava e mancava ancora parecchio alla mezzanotte per cui seguitammo a cenare chiacchierando non senza infilare ogni tanto nel discorso qualche battuta piccante che manteneva viva l’eccitazione.
Ad un certo punto lei ebbe bisogno di andare al bagno e le indicai dove si trovava, pochi istanti dopo mentre si dirigeva alla toilette arrivò nuovamente Ornella con un’altra portata, si avvicinò al tavolo con le sue solite movenze feline, il suo corpo morbido e sinuoso si muoveva leggero e ad un tratto mi disse sottovoce:
-te lo ha fatto diventare duro la tua porca? so che intenzioni hai, ho visto quello che hai fatto preparare a mio padre, se prima o poi non ti decidi a darlo anche a me dico tutto a tua moglie.
Perché c’è da dire avevo portato in quel posto anche mia moglie diverse volte e in quel momento decisi che non ce l'avrei più portata, Ornella si allontanò aggiungendo
- pensaci io ti voglio.
Restai in parte turbato a quelle parole e in parte lusingato, in fondo pur ritenendomi un uomo piacente mi sembrava molto strano che una ragazzina che col fisico che si ritrovava avrebbe potuto avere un sacco di ragazzi aitanti fosse interessata a me che avevo solo qualche anno in meno di suo padre.
Decisi di non pensare più alla cosa per quella sera riproponendomi però di andare a fondo della questione, stasera però avevo un'altra questione da sbrigare, quella per la quale avevo organizzato quella serata.
Marta tornò poco dopo dal bagno e si risedette, la cena volgeva al termine e la mezzanotte si avvicinava, mancava poco più di un quarto d'ora al nuovo anno e Luisa arrivò portando una bottiglia di spumante per me e un'altra di spumante analcolico per Marta, vedendo arrivare lei pensai per un momento che la figlia avesse deciso di abbandonare il colpo per quella sera o addirittura per sempre e in cuor mio lo speravo.
Dalla sala principale arrivavano le grida festose della gente che attendeva lo scoccare della mezzanotte, mancava ormai poco e iniziai a preparare per il brindisi togliendo la stagnola dal collo di entrambe le bottiglie ed iniziando a tirare un pò i tappi.
-ecco cosa ti farò dopo, quello che stai facendo a quelle bottiglie, solo che al posto della bottiglia io voglio in mano il tuo cazzo, sempre che tu abbia organizzato anche per la notte
- ovviamente ho organizzato anche per la notte e potrai fare tutto ciò che vorrai col mio cazzo a patto che io possa fare tutto quello che vorrò alla tua fica
-affare fatto,aspetta un attimo, manca un cosa
Si dimenò un pò sulla sedia chinandosi un pò, quando si raddrizzò teneva stretto in mano qualcosa che dapprima non riuscii a riconoscere, poi capii cosa fosse dal cordoncino nero che spuntava dal suo pugno stretto e ne fui sicuro quando lei infilò il suo perizoma nel mio bicchiere per lo spumante.
In quel momento passò Luisa
-forza ragazzi è quasi mezzanotte, preparate le bottiglie
In tutta fretta presi in mano il bicchiere cercando di nascondere quello che c'era dentro, non seppi mai però se ci riuscii
-si grazie, sentiamo il conto alla rovescia, dopo aver stappato verremo anche noi di la per farvi gli auguri.
Posai il bicchiere sul tavolo presi dal suo interno il perizoma e lo annusai per poi rimetterlo dentro apprestandomi a stappare.
-Meno dieci, nove, otto, sette, sei ,cinque. quattro , tre , due . uno, evvivaaaaaaaaaaaaaaa
Allo scoccare della mezzanotte decine di tappi saltarono compresi i nostri, riempii il bicchiere di Marta con quello strano liquido analcolico rosato e il mio con ancora all'intero il perizoma con lo spumante che seppur bianco prese anch'esso degli strani riflessi.
Appena riempiti i bicchieri ancora prima di bere ci facemmo gli auguri, ci abbracciammo e ci baciammo sulle guance, capimmo subito però che quello non era il modo giusto per festeggiare e guardandoci un momento negli occhi iniziammo a baciarci appassionatamente, fu un vero bacio, il nostro primo vero bacio, una limonata dapprima leggera poi sempre più forsennata che durò qualche minuto mentre dalla sala principale arrivava il rumore della festa.
Finalmente ci staccammo e brindammo sollevando il bicchieri e ridendo per il perizoma a bagno nello spumante, ancora adesso dopo diversi anni penso ancora che sia stato lo spumante più buono che abbia mai bevuto.
Passò ancora qualche minuto poi decidemmo di andare nella sala grande a fare gli auguri a tutti e partecipare un pochino ai festeggiamenti, avremmo avuto subito voglia di altro ma non volevamo fare del tutto gli asociali quindi andammo a tuffarci nella festa.
-aspetta un attimo
disse Marta
-non posso andare in sala senza mutande
Così dicendo mentre rideva infilò le dita nel mio bicchiere per recuperare il perizoma, le fermai la mano, presi io il perizoma e mettendo la testa all'indietro me lo strizzai direttamente in bocca per poi restituirglielo, prontamente lei gli diede una veloce rassettata e se lo infilò velocemente.
- non ti da fastidio stare con le mutande bagnate?
- non più di tanto, preferisco così che stare senza anche se credo non se ne accorgerebbe nessuno, poi è una bella sensazione di fresco e non sono solo le mutande ad essere bagnate.
Mi fece l’occhiolino, e con i bicchieri nuovamente riempiti andammo nella sala grande dove continuavano i brindisi e gli scambi di auguri, non conoscevano nessuno ovviamente ma dal tavolo più vicino si alzò una donna per farci gli auguri, fu così che iniziammo a chiacchierare con lei e la sua famiglia e poi con altri presenti nella sala.
Andai anche in cucina per fare gli auguri ad Alfredo il proprietario dell’agriturismo e alla sua famiglia, vi trovai lui, la moglie e il figlio che era lo chef del locale, stranamente non c'era la figlia e pensai che le avrei fatto gli auguri dopo anche se poteva essere che data al sua giovane età avesse avuto il permesso di andare a festeggiare con gli amici dopo la mezzanotte.
Quando tornai nella sala vidi che erano iniziati i balli e tutti schiamazzavano muniti di trombette e cappellini
Arrivò anche il fatidico momento del trenino, non mi è mai piaciuto né ballare né tanto meno il trenino, ma quando vidi che Marta vi si era infilata nel mezzo e si stava divertendo decisi di unirmi anch’io magari solo per poco al serpentone di gente che si snodava per la stanza,naturalmente mi misi dietro di lei e non mancai di toccarle il culo di tanto in tanto arrivando anche un paio di volte ad abbracciarla sfiorandole le tette ricevendo in cambio da lei sorrisetti maliziosi.
Ad un certo punto dalla porta in fondo alla sala che dava accesso alle stanze private apparve Ornella, come avevo immaginato prima doveva avere il resto della serata libera perché si era cambiata, ora indossava uno splendido vestitino corto color argento tutto luccicante che le fasciava il corpo, non lasciava molto all'immaginazione anche se comunque era molto accollato sul davanti, Nel frattempo il trenino si era scomposto e ricomposto più volte e quindi non stavo più dietro a Marta ma dietro ad una signora di mezza età, ad un certo punto però la fila passò accanto ad Ornella che prontamente si intrufolò guarda caso proprio davanti a me, mi guardò dritto negli occhi con aria di sfida mi prese la mano per staccarla dalla spalla della signora che mi stava davanti prendendo il suo posto, prima di appoggiare le mani sulle spalle della signora portò la mia all’altezza del suo fianco, se non fossi stato abbastanza pronto probabilmente la mano mi sarebbe finita proprio sul su sedere.
Ebbi quindi modo di vedere che dietro il vestito che davanti la copriva completamente dal collo alle cosce, le lasciava invece la schiena completamente nuda, le spalle erano coperte così come le braccia da lunghe maniche ampie, ma nella parte posteriore dal collo in giù era completamente scoperta quasi fino alle reni, era anche ovviamente senza reggiseno e quando cercai di posarle le mani sulle spalle lei me le riportò in fretta sui fianchi, addirittura la mano destra mi si infilò per un attimo lateralmente nel vestito andando a toccare così la sua pelle morbida.
Quella ragazzina si stava offrendo a me in un modo inequivocabile e sfacciato e seppur lusingato mi trovai in serio imbarazzo.
Per un pò tenni le mani là dove lei voleva le tenessi, ballava con movimenti ostentati dimenando di proposito il culo davanti a me, non passò molto tempo che mi staccai dalla fila, cercai Marta e la presi per mano e ci sedemmo ad un tavolo momentaneamente vuoto, vidi che Ornella mi cercava con uno sguardo deluso mentre continuava a girare per la sala
-quella ragazzina non ti molla, ha messo davvero gli occhi su di te, ho visto che è venuta a cercarti, ho visto come si è comportata e dove ti ha fatto appoggiare le mani
-già, sarebbe inutile nasconderlo, credo che almeno metà della gente presente qui abbia notato tutto, del resto non è colpa mia, come avrai visto ha fatto tutto lei, l'unica cosa che mi chiedo è che cosa ci trovi in me, ho più del doppio della sua età, potrebbe tranquillamente trovarsi un ragazzo più giovane.
-non è l'età che conta, quella ti vuole e sta facendo di tutto per averti, e credo che se continuerà così prima o poi ti farà capitolare, non mi verrai a dire che non ti piace, che non ti piacerebbe portartela a letto, ha un corpo stupendo e farebbe gola a chiunque, non come me che sono vecchia e grassa
-si è vero, è molto bella e attraente, qualunque uomo sarebbe un fesso a non approfittare della situazione, ma stasera sei tu la mia donna, ti desidero come sei, intanto non sei vecchia e quanto a grassa non vedo l’ora di poter mettere le mani nella tua ciccia, inoltre ho una sorpresa per te
-mi pare che la festa, il menù fatto fare apposta per me e quello che immagino faremo dopo sarebbero già abbastanza, cosa hai ancora per sorprendermi? Quanto alla ciccia come puoi vedere ne avrai in abbondanza, dovrai solo servirti.
-aspetta e vedrai, la sorpresa riguarda proprio quello che faremo dopo, anzi dove andremo dopo, hai bisogno di salire in camera per darti una sistemata?
-no io sarei anche a posto così anche perché ho già lavato le mutande
lo disse ridendo
- non andremo in camera? Intanto possiamo portare su le borse che abbiamo lasciato in macchina, prendi pure le chiavi nel mio soprabito se vuoi intanto portarle su
-non andremo subito in camera, prima ti porterò in un altro posto che spero ti piaccia
Uscii per rientrare poco dopo nel locale portando il nostro piccolo bagaglio contenente il necessario per trascorrere la notte fuori, mi avvicinai al bancone dietro al quale stava Alfredo, che senza bisogno che glie la chiedessi mi diede subito la chiave della nostra stanza.
- è tutto pronto?
-tutto prontissimo nei minimi dettagli proprio come mi hai chiesto.
Era una settimana che preparavo quella serata, gli avevo telefonato almeno una decina di volte per spiegargli cosa doveva preparare ed essere sicuro che tutto fosse organizzato alla perfezione.
se ne avessi avuto il tempo avrei anche voluto controllare di persona ma il lavoro mi occupava parecchio e in fondo sapevo che potevo fidarmi di lui e sopratutto della sua discrezione, purtroppo non di quella della figlia che era andata a curiosare.
Salii in camera per lasciare il bagaglio e una volta sceso tornai al guardaroba dove presi i soprabiti e mi avviai verso la sala grande dove trovai Marta che chiacchierava amabilmente con un paio di persone
-vogliamo andare?
-si andiamo anche se non so ancora dove mi porti.
-vedrai, in un posto che spero ti piacerà.
Uscimmo dal locale, il freddo era pungente e la nebbia se possibile più fitta di quando eravamo arrivati
-se vuoi che la sorpresa sia perfetta ti devi lasciar bendare,riaprirai gli occhi solo quando saremo arrivati, la sorpresa è qui alla fattoria a pochi passi.
Marta era incuriosita e in lei a causa di quella richiesta strana e del pensiero di quello che poteva aspettarla si stava insinuando nuovamente l'eccitazione che l'aveva pervasa prima, a dire il vero l'eccitazione non l'aveva mai veramente abbandonata;
Si lasciò bendare con il suo foulard, la presi sottobraccio e ci incamminammo, percorsi circa cinquanta metri entrammo in una costruzione.
-sei pronta? siamo arrivati alla sorpresa, dobbiamo solo passare una porta.
-ok sono pronta, credo di aver capito dove mi hai portata ma non mi sembra vero.
-è verissimo le dissi aprendo la porta e accompagnandola all’interno.
Quando èntrò Marta si sentì avvolta da quell'odore che prima aveva percepito solo in parte ma che aveva riconosciuto subito, oltre all'odore l'ambiente aveva anche una temperatura più alta dell'esterno anche se non era paragonabile alla temperatura di una casa.
Quando furono dentro chiusi la porta a chiave e le tolsi il foulard dagli occhi.
Quando avevo detto ad Alfredo cosa avrebbe dovuto organizzare questi era rimasto a dir poco stupito, ma quando gli ebbi svelato il perché della cosa riuscii a convincerlo.
Ora devo spiegare che durante i nostri discorsi in chat Marta mi disse più volte di essere un tipo strano e che le piacevano cose strane, una di queste era l'odore delle stalle e che ogni volta che si era trovata dentro o anche solo nei pressi di una stalla non era riuscita ad evitare di eccitarsi;
Marta restò stupefatta, l'odore di quel luogo non fece che aumentare la sua eccitazione e capì subito che quella sera avrebbe esaudito il suo desiderio più particolare, quello che aveva raccontato solo a me perché non lo aveva mai confidato nemmeno a suo marito, quello di scopare in un posto del genere, si chiedeva però come sarebbe avvenuta la cosa, eccitata com’era pensò le sarebbe andata bene anche una sveltina in piedi, magari appoggiata al muro, oppure alla pecorina presa da dietro e in fretta senza nemmeno spogliarsi ma intuì che doveva esserci qualcosa di più.
Nella stalla vi erano circa una ventina di vacche , disposte ai lati della costruzione su due file, erano incatenate alle mangiatoie con il posteriore rivolto verso la corsia centrale, la stalla era stata pulita per bene, la presi per mano e la condussi attraverso la stalla, vacche bianche e nere molte sdraiate sui loro giacigli di paglia altre in piedi, intente per lo più a ruminare.
-che te ne pare ti piace come sorpresa,ti piace questo posto?
-è un posto stupendo, il più bel posto dove avresti potuto portarmi, lo sapevi che mi sarebbe piaciuto
così dicendo si alzò in punta di piedi e cingendomi il collo con le braccia e iniziò a baciarmi li in mezzo alla corsia delle vacche, non aspettò nemmeno che rispondessi al suo bacio, mi infilò la lingua in bocca iniziando una limonata furibonda.
Sentii la sua lingua infilarmisi in bocca, mi stava violentando con la lingua, dopo un attimo di stupore iniziai a partecipare anch’io e fu una delle limonate più intense della mia vita.
Quel bacio appassionato mi fece indurire nuovamente l'uccello e appoggiandomi a lei con foga feci scorrere le cerniere della sua gonna e iniziai a frugarla dappertutto, le cosce, il sedere fino ad arrivare alla fica, avevo una gran voglia di scoparla e lo avrei fatto anche li subito se non avessi avuto in serbo altro per lei
Marta sentiva il mio cazzo duro premerle contro la pancia, sentì le mie mani che iniziavano a toccarla e quando arrivarono ad infilarsi nel suo perizoma e tra le cosce per un attimo credette di venire.
la ripresi per mano e la portai dove c'era una stanza annessa alla stalla , quello che Marta vide la stupì ancora di più di quello che già aveva visto, lì dentro erano state sistemate delle balle di fieno a forma di parallelepipedo in modo da formare una base rettangolare, sopra questa base era stato sistemato un materasso gonfiabile a due piazze corredato di cuscini, lenzuola e trapunta.
-è meraviglioso questa è la più bella sorpresa che mi abbiano mai fatto, una cosa che non avrei mai immaginato, andò di corsa per quanto glie lo permisero gli stivaletti con i tacchi alti a buttarsi sul letto rimbalzando un pò, si sdraiò di traverso emettendo mugolii di piacere, l’odore della stalla, quell'alcova in quel luogo così particolare le misero addosso una fregola incredibile, subito si sentì bagnare sempre più tra le cosce, una mucca muggì e lei gli fece il verso
-muuuuuuuuuuu, vieni qui da me, stasera voglio essere la tua vacca
mi disse rotolandosi sulla trapunta.
Non me lo feci ripetere due volte, mi tolsi il cappotto e mi avvicinai a lei aiutandola a levarsi il soprabito e li misi sopra una cassapanca che Alfredo aveva messo a nostra disposizione accanto a quella specie di letto e mi levai le scarpe, a terra attorno al letto erano stati stesi spezzoni di moquette morbida che facevano da scendiletto, Alfredo aveva pensato proprio a tutto.
Marta intanto si sdraiò con le gambe a penzoloni dal letto e sollevò la gonna fin sui fianchi
Sapevo come era fatta, dapprima lei nelle nostre chattate si era descritta ma poi erano iniziati gli scambi di fotografie sempre più spinte e alla fine l’avevo vista quasi tutta nuda;
era però la prima volta che la vedevo di persona, non era certo magra anzi aveva un fisico piuttosto pienotto con le cosce abbondanti, un sedere importante e qualche rotolino di ciccia, non era certo una modella ma lei aveva il potere di eccitami e avevo organizzato quell’ incontro per portarmi a letto donna che per tante notti me lo aveva fatto diventare duro, volevo verificare se sarebbe stata la stessa cosa di persona o se la mia eccitazione fosse più un fatto dovuto alle fantasie erotiche.
Quello che mi stupì non furono tanto le sue curve generose delle quali già sapevo ma quello che poco prima sotto il tavolo avevo creduto di vedere e anche di toccare, adesso che lei si era scoperta ne ebbi la conferma, tra le gambe aveva tanto di quel pelo come non ne avevo mia visto a nessun’altra donna, era nero fitto e lungo ma la particolarità era al sua estensione perchè non formava il solito classico triangolo ma i peli si estendevano fin su verso la pancia, le ricoprivano completamente la fica e continuavano oltre gli inguini verso le gambe, era la foresta più folta ed estesa che avessi mai visto, restai un pò a guardarla contemplando il pelo che strabordava dalla stoffa del suo perizoma.
- di questa cosa non mi avevi detto!
-no, forse non sarà molto elegante dato che spunta da tutte le parti ma ho voluto anch'io farti una sorpresa, ti piace?
-mi piace moltissimo e mi eccita molto
Mi inginocchiai sulla moquette, le appoggiai le mani sulle ginocchia e le allargai le cosce, eccitata com’era ciò che le colava dalla fica aveva bagnato parte del suo pelo, feci per chinarmi e mettere il viso tra le sue cosce
-cosa stai facendo?
-voglio mettere la faccia in mezzo al tuo pelo, e te la voglio leccare
-quanto tempo abbiamo?
mi domandò chiudendo le cosce
- tutto il tempo che vorrai
-allora scopami subito, voglio farlo adesso, senza aspettare più nemmeno un momento voglio che mi monti, mi trombi, mi chiavi! è chiaro il concetto?
disse alzando un pò la voce in tono scherzoso
- è chiarissimo
Si sedette sul bordo del letto, mi slacciò la cintura, poi i pantaloni che caddero ai miei piedi e mi abbassò gli slip, il mio cazzo duro ne restò impigliato e facendo un effetto molla tornò subito dritto verso l’alto avrei voluto levarmi tutto per poi mettermi tra le sue gambe ma mi fermò
-no lascia così, mamma mia quanto è bello il tuo cazzo
mi disse prendendomelo in mano
-lo voglio subito così, adesso ancora mezzi vestiti, si girò e si inginocchiò sul bordo del letto porgendomi il culo, alla vista di quel culone grosso tondo non resistetti oltre, cercai il filo del perizoma completamente nascosto tra le sue belle chiappone, lo tirai e lo spostai di lato, lei si sporse ancora di più mostrandomi la fica gonfia di voglia e grondante di umori , le posai una mano su un fianco e brandendo l'uccello con l'altra glie lo puntai tra le labbra, la cappella si fece strada senza fatica in quel caldo ed accogliente nido.
- mettimelo dentro
con un colpo secco glie lo infilai tutto in un solo movimento arrivando fino in fondo, fu come entrare in un panetto di burro ammorbidito al sole tanto era bagnata la sua fica
-temo che per come abbiamo iniziato e per quanto sono eccitato potrei sborrare in trenta secondi
-per come sono eccitata io credo che in trenta secondi potrei venire almeno due volte
Cominciai a pomparla tenendola per i fianchi e andando avanti e indietro per qualche minuto, scivolavo dentro di lei senza fatica e ogni volta che indietreggiavo il mio membro era sempre più bagnato dai suoi umori;
Le allargai le chiappe per poter vedere bene come mi infilavo in lei e mi accorsi che aveva anche il buco del culo peloso, una cosa mai vista, la rosellina di quel buco era circondata da una peluria nera ma meno fitta di quella che ricopriva la sua fica, del resto pelosa com’era avrei dovuto immaginarlo.
Quando iniziò a gemere di piacere aumentai il ritmo afferrandola per le spalle alla base del collo tirandola verso di me, lei dal canto suo muoveva ritmicamente il sedere seguendo i miei movimenti;
poco dopo senttii il suo respiro farsi affanoso, stava già per venire come aveva predetto, tenendo il sedere sollevato appoggiò la faccia al cuscino aggrappandovisi spasmodicamente con entrambe le mani, ad un certo punto vi affondò dentro il viso per soffocare l'urlo che le stava per scappare, la sentivo mugolare dentro al cuscino mentre si muoveva sotto i miei colpi, ad un tratto emise un mugolio più forte e stramazzò sul letto sfilandosi il cazzo da in mezzo alle gambe, restai sorpreso col cazzo a mezz'aria ancora gonfio duro e bagnato, prontamente mi appoggiai addosso a lei per infilarglielo nuovamente tra le cosce riprendendo a scoparla, eravamo ancora mezzi vestiti, lei con la gonna che era salita fin sulle reni, con indosso le calze, le scarpe e la camicetta, io nel frattempo era riuscito a togliermi le scarpe e sfilare del tutto i pantaloni e gli slip, non ero riuscito a sfilare i calzini e per questo mi sentivo un pò ridicolo, ma pensai che in fondo in quel momento non stava vedendo nessuno, tranne forse le mucche alle quali i miei calzini probabilmente importavano ben poco.
Mi aveva detto di essere una donna molto sensibile ma non avrei mai immaginato che sarebbe bastato così poco tempo per farla godere, io non essendo ancora venuto continuai imperterrito a muovermi dentro di lei, la feci sollevare e si rimise a quattro zampe, ansimava e iniziava ad essere sudata, girò la testa
-baciami mentre mi scopi
Unimmo le nostre bocche che si aprirono assieme a si appiccicarono l'una all'altra, le infilai la lingua nel profondo della bocca come per scoparla mentre continuavo a penetrarla, sentii che la cosa le piaceva molto e la ripetei varie volte.
Proseguii con quel movimento, afferrandola saldamente per i fianchi muovendola avanti e indietro, decisi che era ora di spogliarla completamente, stando sempre dietro di lei le tolsi la camicetta e le slacciai il reggiseno, in quel momento esplose una cascata di tette , non avevo mai visto dal vero due tette così, sapevo che misura di reggiseno portava e le aveva viste in fotografia ma averle a portata di mano era altra cosa che immaginarle;
Mi sfilai momentaneamente da lei per permetterle di togliere la gonna, il perizoma e gli stivaletti, tenendo le calze si sdraiò sulla schiena divaricando completamente le cosce dicendo:
- vieni a mettere il tuo uccello al caldo del mio nido, mettilo dentro tutto
Mi spogliai completamente e mi posizionai sopra di lei e mantenendomi con un mano sul materasso con l’altra guidai il mio cazzo nella sua foresta nera, dovetti strofinare più volte la cappella sulla sua figa prima di potermi fare strada tra la sua folta peluria, non glie lo infilai subito ma indugiai un pò con la cappella appena introdotta tra le labbra, Marta però si muoveva verso di me facendomi capire che invece lo voleva dentro tutto e subito e per questo si avvinghiò ai miei fianchi tirandomi verso di lei, a quel punto spinsi lentamente penetrandola a fondo e mentre già cominciava ad emettere i primi sospiri di piacere comincia a scoparla a fondo;
mentre facevo avanti e indietro nel suo corpo mi chinai su di lei e limonammo un pò, mi occupai successivamente delle sue tettone che ad ogni colpo ballonzolavano mollemente su e giù, grosse com’erano era uno spettacolo vederle sbattere da tutte le parti, senza fermarmi glie le afferrai per palparle, strizzarle e succhiare alternativamente i capezzoli senza tralasciare di pizzicarli un pò.
Dopo qualche minuto cominciò ad ansimare
- mi stai facendo morire, così dai dai dai - sfondami, chiavami, sono la tua porca, fammi godere ancora
Queste ultime parole le disse quasi urlando
- prendilo tutto troia, godi, fammi sentire quanto ti piace il cazzo
solitamente non usavo termini del genere ma sapevo che a lei piaceva questo tipo di linguaggio mentre scopava
- mi piace da impazzire, non ti fermare sto per godere ancora
Aumentai il ritmo e sentii che stavo per godere anch’io e lei se ne accorse.
-attento a non venirmi dentro
-non ti preoccupare
ricordavo che col marito lei usava il preservativo e nessun'altro sistema anticoncezionale per cui seppur sul punto di venire cercai di trattenermi il più possibile aspettando che lei fosse pronta, non dovetti aspettare molto per il suo secondo orgasmo, tra mugolii e qualche gridolino cominciò ad agitarsi inarcando la schiena e quando fui sicuro che aveva raggiunto l’apice del piacere decisi di lasciarmi andare anch’io per porer godere con lei, perciò sfilai il cazzo continuando però a strofinarlo sul pelo del suo monte di venere, sborrai in un attimo schizzandole il pelo e la pancia, dato che ero eccitato da parecchio gli schizzi furono abbondanti e piuttosto violenti e qualcuno le arrivò fin sulle tette.
Mentre il suo orgasmo si stava concludendo Marta allungò la mano verso il mio cazzo menandomelo un pò e raccogliendo qualche goccia di sperma con le dita che subito si portò alla bocca per leccarle.
- è buona e mi piace anche averla addosso
Mentre io mi sollevavo un pò con entrambe le mani cominciò a spalmarsi la sborra che le avevo schizzato sul corpo spandendola sul ventre, sulle grosse tette fino alla base del collo, nuovamente si leccò le dita.
- pensi che io sia una porca?
- penso proprio di si, ma mi piace tanto che tu lo sia
- è colpa tua, con te mi sembra di non avere limiti
Mi tolsi da sopra di lei allungando la mano per prendere un fazzolettino per asciugarmi il membro che si stava afflosciando e dal quale stava fuoriuscendo ancora qualche goccia quando mentre ero in ginocchio sul letto lei prontamente sdraiandosi sulla pancia me lo prese delicatamente in mano.
- aspetta faccio io, non sprechiamo niente
Avvicinò la bocca iniziando a leccarlo e succhiarlo mungendo da me tutto il possibile, finita questa manovra trascorremmo qualche minuto accarezzandoci a vicenda senza parlare, ognuno con i propri pensieri mentre lo sperma sul suo corpo si era definitivamente asciugato.
Essendo entrambi nudi e passato l'accaloramento dovuto all'amplesso iniziammo ad avere un pò freddo, l'ambiente era parzialmente riscaldato ma non a sufficienza quindi ci infilammo sotto le coperte mettendoci sdraiati uno di fronte all’altra, subito lei si strinse a me appoggiando la mano sul mio petto per poi farla scendere lungo lo stomaco poi sulla pancia ed infine me la appoggiò sul membro accarezzandolo delicatamente
-hai proprio un bel cazzo, te lo devo proprio dire uno come il tuo non l' ho mai preso, era tanto che non godevo così, questa serata la ricorderò per tutta la vita, grazie
Mi diede un bacio sulle labbra sempre tenendo la mano li dove l'aveva posata.
- Non c’è bisogno che mi ringrazi, cerco di fare del mio meglio e anche per me questa serata sarà indimenticabile
Allungai le mani sul suo corpo palpandole i seni enormi, pizzicando i capezzoli grossi e scuri, feci scendere la mano sulla sua pancia dove mi soffermai un pò poi la toccai tra le gambe accarezzando il morbido e abbondante tappeto nero formato dal pelo
- sapevo della grandezza delle tue tette ma di tutto quel pelo perché non me ne avevi parlato? me lo hai tenuto nascosto anche nelle foto che mi hai mandato
- Ti ho detto che volevo farti una sorpresa,mi avevi detto che la passera ti piaceva pelosa e l' ho lasciata incolta, avrò tempo di darle una sistemata prima di andare al mare, spero ti piaccia davvero
-mi piace moltissimo
le risposi infilando delicatamente le dita tra i peli e tirandoli un pò
Restammo così vicini per un pò tra baci e carezze, a parlare di come era stata possibile quella serata, alle circostanze fortuite che ci avevano permesso di incontrarci.
Ad un tratto sentimmo un fragoroso scroscio, ci voltarono per guardare nella direzione da cui proveniva e vedemmo che una vacca stava urinando copiosamente, imitata forse per simpatia da altre due, probabilmente era già successo prima ma presi come eravamo a scopare non ce ne accorgemmo.
- che meraviglia, voglio farlo anch'io!"
Marta si mise a sedere sul bordo del letto e infilandosi in fretta gli stivaletti si precipitò vicino ad una delle vacche che stava terminando la sua funzione, si accovacciò accanto al bordo del canaletto di scolo della stalla e mettendosi una mano tra le gambe cominciò ad urinare anche lei, tenendo due dita ai lati delle labbra della vagina e movendole indirizzava il getto a suo piacimento
- che brava che sei
- hai visto come piscio bene, a te non scappa da pisciare? abbiamo bevuto un bel pò stasera.
In effetti anch’io iniziavo a sentire una certa pressione alla vescica quindi infilai le scarpe e mi diresse verso di lei, feci per prendermi il membro con una mano
- aspetta, faccio io
- e così dicendo me lo prese delicatamente in mano sollevandolo un pò per dirigere il getto, inizialmente mi sentii un pò a disagio,non era la prima volta che una donna mi aiutava a pisciare ma quella situazione era così strana e surreale che feci un pò fatica;
alla fine il getto arrivò, lungo e potente, lei sentendolo scorrere nell'uretra allentò un pò la presa per permetterne meglio la fuoriuscita che durò piuttosto a lungo.
- adesso è il momento di scrollare vero?
- già, vuoi vedere come faccio?
- ho di meglio
iniziò a tirarmelo come si munge una mammella di vacca avvicinò le labbra e scappellandolo iniziò a succhiarlo raccogliendo le ultime gocce rimaste
- devo dire che così è molto meglio di quando lo scrollo.
- sono contenta che ti piaccia, non l’ ho mai fatto a nessuno
- nemmeno a tuo marito?
- no figuriamoci, con lui non mi viene voglia di fare niente, del resto lui si è sempre limitato a mettermelo dentro e venire senza preoccuparsi se io godo, addirittura spesso mi prende solo nella posizione del missionario anche se sa che adoro la pecorina, ma con te è diverso, è stato diverso fin dall’inizio in chat
- me lo avevi detto e ho avuto la prova che ti piace farti scopare a pecora e non solo, se hai finito anche tu che ne dici di tornare a sdraiarci? O magari di andare in camera
- aspetta intanto ne faccio un altro pò
si alzò in piedi e tenendo le gambe ben larghe per non bagnare gli stivaletti e le calze, unico indumento che mai si era tolta, lasciò andare ancora un pò di pipì
- devo dire che fa effetto lo spumante analcolico
- né più né meno di quello normale, ma mi sono scolata tutta la bottiglia e da qualche parte deve uscire.
Detto questo fece per avviarsi verso il nostro letto improvvisato
- aspetta un attimo
- cosa vuoi fare?
- più o meno quello che hai fatto tu, non hai niente da scrollare ma da asciugare si
Mi accovaccia io stavolta e afferrandole i fianchi posai la bocca sul suo pelo cercando con la lingua di intrufolarmi tra le labbra della fica, mi bagnai la bocca e parte del viso in quel pelo ancora umido di umori e di urina, nel frattempo annusavo il suo odore che aveva un qualcosa di animalesco, la baciai e la leccai per quanto possibile cercando quando lei con le dita si aprì le labbra presentandomela in tutta la sua intimità
- così ti piace?
- mi piace da impazzire
continuai a leccarla per un pò poi pensai che fosse ora di salire in camera e glie lo dissi.
- si hai ragione, io resterei qui fino a domani mattina ma devo anche telefonare a mio marito, gli ho detto che sarei rientrata a casa verso quest’ora da una festa con delle amiche e che lo avrei chiamato appena tornata, però non mi sembra il caso di telefonargli da qui col rumore della stalla e delle mucche.
In effetti pensai che non avrebbe potuto giustificare i rumori di catene, qualche muggito, scalpitio di zoccoli e sbattimenti di code.
Iniziammo quindi a raccogliere le nostre cose e gli abiti
- è lontana la nostra camera?
- non molto, è più vicina della sala del ristorante
- ok, allora inutile che mi vesta, le calze e le scarpe le ho già, mi metterò addosso solo il soprabito ben chiuso e se incontriamo qualcuno non si accorgerà che sotto sono nuda
- si va bene, anche se credo non incontreremo nessuno non è il caso di uscire nudi
Lei fece come detto mentre io indossai pantaloni maglione e cappotto e con il resto degli abiti in mano ci avviammo verso l’uscita.
Prima di chiuderci la porta alle spalle Marta volle dare un ultimo sguardo alla stalla
- è un peccato andarcene, è stato meraviglioso stare qui.
Mi diede un bacio e salimmo in camera, come previsto durante il breve tragitto non incrociammo nessuno e vidi anzi che quasi tutte le auto che prima era non parcheggio erano sparite, segno che la festa doveva essere finita o quasi.
La camera era calda forse anche troppo, o forse ci fece quell’impressione perché venivamo da un ambiente parecchio più freddo, quindi appena entrati ci spogliammo di nuovo completamente, Marta tolse anche le calze restando completamente nuda e sedutasi sul letto iniziò ad armeggiare col cellulare per chiamare il marito;
anche per lasciarle un pò di riservatezza mi avviai verso il bagno con l’intenzione di fare una doccia velocissima prima di mettermi a letto
- non ti azzardare a lavarti
mi disse di getto mentre aspettava di prendere la comunicazione col marito
Una volta in bagno mi limitai a fare ancora un goccio di pipì e a darmi una sciacquata veloce al cazzo, compiaciuto e contento per come stava andando il nostro incontro:
Restai in bagno a cazzeggiare forse una decina di minuti trascorsi i quali sentii che Marta aveva finito di telefonare quindi tornai in camera dove la trovai già sotto le coperte.
- cosa ti ha detto tuo marito?
- ci siamo fatti gli auguri, dove sta lui sono tre ore indietro rispetto a noi e quindi lì non è ancora arrivata la mezzanotte, dice che è a festeggiare con i colleghi dell’azienda che sono in trasferta assieme a lui
- gli hai detto che la serata con le amiche è andata bene?
- si , gli ho anche detto una mezza verità, che siamo andate in un agriturismo e che quando prima di cena ci hanno fatto visitare la stalla sentendone l’odore mi sono eccitata e ho pensato a lui, lo sa che l’odore delle stalle mi eccita, che dici sono un pò puttana?
- direi di no
- un pò vacca? Muuuuuuuuuu! Sono la tua vacca?
- forse si, e mi piaci così vacca, mi ecciti
- e tu sai cosa sei?
- dimmi
- sei il mio toro, che scopa bene la sua vacca
Ridemmo di gusto
- sei stanca?
Le chiesi mettendomi anch’io sotto le coperte e avvicinandomi a lei, ci baciammo e ci accarezzammo un pò
- un pò si, non sono abituata a fare questi orari e nemmeno a fare due scopate in breve tempo, mi hai quasi sfinita, forse è meglio che ci riposiamo, magari potremo fare un ripassino domani mattina, che ne dici?
- sicuramente, perché non hai voluto che mi lavassi? Pensavo che anche tu volessi fare una doccia prima di dormire
- preferisco dormire col nostro odore addosso e non solo quello
disse riferendosi al fatto che aveva ancora sulla schiena i residui del mio sperma
- ti dispiace?
- affatto, mi va benissimo
- allora buonanotte, a te e a lui
Diede un ultimo bacio a me e infilando la testa sotto le coperte lo diede anche al mio cazzo aggiungendo una leccatina veloce
Io rispondendo al suo bacio le misi una mano sul pelo della passera per un’ultima carezza e le diedi una succhiatina ai capezzoli
- buonanotte
- lo sarà sicuramente
Erano circa le tre di notte e ci addormentammo presto stanchi e soddisfatti .
Era il primo nostro appuntamento da quando ci eravamo conosciuti in chat, ci eravamo scritti parecchio prima di poterci incontrare, per oltre un anno;
avevano scritto del più e del meno, delle nostre vite cominciando a conoscerci e a conoscere il carattere e i gusti l’uno dell'altra per poi arrivare ad argomenti piccanti fino a fare del sesso virtuale.
Per una serie di casi molto fortuiti che sarebbe troppo lungo raccontare eravamo riusciti ad organizzare il nostro incontro proprio la sera dell'ultimo dell'anno, una cosa che nessuno dei due avrebbe mai creduto fosse stato possibile.
La serata era molto fredda ed ero vestito di tutto punto per la festa, cominciavo a temere che lei non arrivasse dato che era in ritardo di una buona mezz’ora, io come mia abitudine ero arrivato un pò in anticipo e temevo che non sarebbe più arrivata, però non mi aveva avvertito, anzi circa un’ora prima mi aveva mandato un messaggio con scritto:
- parto adesso, un bacio.
Si faceva tardi e lei ancora non si vedeva, proprio mentre stavo per chiamarla per sapere cosa stesse succedendo vidi un'auto entrare nella piazzetta e dal rumore pensai che dovesse essere proprio lei a bordo del suo grosso SUV, o meglio del grosso SUV del marito che lei usava abitualmente lasciando a lui l’altra auto che avevano.
Vedendo avvicinarsi l'auto le andai incontro per farmi vedere meglio, quando la macchina mi si fermò accanto , ormai riconosciutala aprii la portiera e feci per salire, immediatamente la prima cosa che mi disse senza nemmeno salutarmi fu:
- scusami per il ritardo ma mi sono persa due volte con questa nebbia,per favore vorresti guidare tu?
- non dobbiamo andare tanto lontano ma comunque va bene
Nell'organizzare quella serata avevamo preventivato di dormire assieme, la voglia di farlo era tanta da parte di entrambi, alimentata dai consueti discorsi che ci scambiavamo in chat, però avevamo stabilito che se per qualche motivo uno dei due avesse cambiato idea ci saremmo limitati alla cena, al brindisi di mezzanotte e nient'altro e senza dover chiedere o dare spiegazione alcuna;
Mettendomi al volante mentre lei si sistemava sul sedile del passeggero senza scendere dall’auto, però mi sembrò proprio che lei fosse arrivata con le intenzioni migliori, era avvolta in un lungo soprabito nero più simile ad un mantello che ad un cappotto, era senza allacciatura sul davanti per cui quando si spostò il soprabito lasciò intravedere un pò come era vestita, vidi che portava una gonna di pelle anch'essa nera con la particolarità di avere sul davanti all'altezza delle cosce due cerniere che partivano dai fianchi e la tenevano chiusa, o per lo meno avrebbero dovuto tenerla chiusa perché una delle cerniere e precisamente quella sulla coscia sinistra aperta per metà lasciava intravedere l'orlo di una calza autoreggente, ai piedi portava un bel paio di stivaletti morbidi scamosciati con un tacco piuttosto alto.
Non vidi subito cosa indossasse nella parte superiore.
Spostai la macchina dalla piazza portandola una cinquantina di metri più avanti fermandomi in una piccola strada illuminata da fiochi lampioni, spensi il motore e la guardai
-ciao, temevo non venissi più, che avessi cambiato idea
-non ho mai avuto nemmeno un ripensamento, solo un pò di problemi per trovare la strada per arrivare in questo posto
-vedrai che ti piacerà
Avvicinai il viso al suo con l'intenzione di darle un bacio, non sapevo che bacio sarebbe stato il nostro primo bacio dato che le nostre limonate fino a quel momento erano state puramente virtuali e descritte solamente al computer, fu un bacio lieve dato sulle labbra appena socchiuse e leggermente umide, mi sembrò un pò imbarazzata e non volli per il momento andare oltre.
-allora andiamo? siamo già in ritardo per la cena
-andiamo, sono nelle tue mani.
quella frase mi sembrò un chiaro invito anche se per il momento non volevo farmi illusioni.
in dieci minuti arrivammo all'agriturismo dove avevo prenotato ed organizzato la serata, conoscevo bene il proprietario dato che spesso ero andato da lui a pranzo o a cena e proprio per il fatto di essere in confidenza con lui ero riuscito seppure quasi all'ultimo momento ad organizzare quello che avevo in mente per la nostra notte, aiutato anche dal fatto che gli avevo detto di non badare a spese.
Entrando nell'ingresso ci accolse Luisa la moglie del proprietario, l’avevo soprannominata “la cavalla” per via della sua notevole statura, era una donna molto bella, bionda con due grandi occhi verdi e un bel corpo che però spesso copriva con abiti eccessivamente larghi anche se per quella serata aveva scelto un abbigliamento molto più elegante seppur pratico per poter servire i clienti con più scioltezza;
Dopo esserci salutati ci aiutò a toglierci i soprabiti e ci condusse al nostro tavolo, attraversammo la sala principale già piena di gente seduta, addobbata come si deve per un veglione di capodanno con festoni e bandierine nella quale c’era un bellissimo albero di natale che con la punta arrivava fino al vecchio soffitto con travi a vista.
Quando Marta si levò il soprabito e il foulard che portava al collo scoprii il resto del suo abbigliamento, una camicetta rossa un pò scollata tenuta stretta in vita da una grossa cintura che appoggiava sui suoi fianchi abbondanti, al collo portava una collana di perle abbastanza lunga da insinuarsi dentro alla sua scollatura o per meglio dire in mezzo alle due grosse tettone che aveva.
Le avevo viste le sue tette dato che col tempo ci eravamo scambiati parecchie foto anche molto intime, mi aveva detto di portare una sesta abbondante di reggiseno e da sempre non vedevo l’ora di averne a che fare.
Avevo chiesto espressamente un tavolo riservato solo a noi due , abbastanza lontano dalla sala principale per evitare il frastuono ma abbastanza vicino da poter comunque percepire i suoni della festa.
Mentre seguivo le due donne nel tragitto che ci separava dal nostro tavolo indugiai con lo sguardo sui sederi di entrambe, uno stretto nella gonna in pelle, l'altro in un paio di pantaloni morbidi che seguivano perfettamente le curve che contenevano, entrambi mi parvero molto interessanti.
Per noi avevano fatto un'eccezione e avevano preparato un tavolo in un angolo di una sala separato dal resto dell'ambiente da un paravento, avevamo in questo modo il nostro angolino discreto nel quale cenare, il tavolo perfettamente imbandito con stoviglie di fattura molto fine e sul quale era accesa una candela era illuminato da un lampadario basso che pendeva dal soffitto e che emanava una luce calda molto discreta, quasi d'altri tempi.
Ci sedemmo e in attesa delle prime portate iniziammo a chiacchierare del più e del meno leggermente imbarazzati entrambi per quel primo incontro quando arrivò la figlia del proprietario con le prime portate, era Ornella una bella ragazzotta di poco più di vent'anni, bionda come la madre anche se un pò più bassa, la conoscevo da quando era bambina dato che frequentavo quel posto da almeno un decennio, col passare degli anni si era fatta una bellissima ragazza con un fisico da modella;
restai per un momento senza fiato, era se possibile più bella delle altre volte fasciata in una gonna stretta e con un maglioncino che le disegnava un seno perfetto.
Quando arrivò ci salutò cordialmente e mi regalò un sorriso, da sempre trovavo quella ragazza molto attraente e sapevo che da sempre aveva un debole per me dato che mi dedicava da sempre delle attenzioni che mi erano sempre sembrate forse un pò troppo particolari, non mi ero mai chiesto se facesse così con tutti i clienti e mi ero sempre limitato a pensare fosse il modo con cui una giovane donna può sfogare i suoi pruriti.
Iniziammo a cenare e dato che tra le altre cose sapevo che Marta era una salutista, praticamente vegetariana ed astemia avevo fatto preparare per lei un menù particolare mentre io preferii il menù con le specialità della casa
Nel mentre ricordammo le nostre chiacchierate in chat e tutto o quasi quello che ci eravamo detti compresi i discorsi osceni, la cosa ci divertiva e al contempo ci imbarazzava un pò dato che era la prima volta che ne parlavamo faccia a faccia, ma man mano che la serata proseguiva eravamo sempre più sciolti e disinvolti, io a tal punto che alla fine del primo mi sentii già in agitazione, con una lieve eccitazione e un pò di rigonfiamento nei pantaloni.
Anche Marta sembrava un pò eccitata dai quei discorsi e non faceva niente per nasconderlo, la vedevo dimenarsi continuamente sulla sedia e ad un certo punto con fare noncurante slacciò un bottone della camicetta già piuttosto aperta in modo da mostrarmi chiaramente oltre che la scollatura anche il reggiseno nero che portava, a quella vista la mia eccitazione si fece più intensa e il membro cominciò a gonfiarsi nei pantaloni tanto che dovetti sistemarmelo perché era arrivato al punto da farmi male premendo dentro gli slip.
Man mano prendevamo sempre più confidenza, sfiorandoci le mani e guardandoci negli occhi mentre cenavamo, ad un certo punto lei iniziò mangiare in modo sensuale accentuando i movimenti della bocca che io già immaginavo di riempire col mio membro.
Ma volle fare qualcosa di più per stuzzicarmi e quindi mise in pratica il vecchio trucco del tovagliolo caduto sotto al tavolo sicura che da buon cavaliere mi sarei chinato a raccoglierlo, quando lo feci mettendo la testa sotto al tavolo vidi che non solo aveva aperto completamente le due cerniere della gonna ma ne aveva sollevato la parte anteriore e divaricato le gambe girandosi nella mia direzione, vidi le sue cosce aperte, coperte solo fino ad un certo punto dalle calze autoreggenti, più su della balza delle calze intravidi la sua pelle bianca e più su tra le cosce il nero totale, istintivamente allungai una mano nel mezzo arrivando per un attimo a toccare contemporaneamente gli slip, le sue carni e qualcosa di morbido;
ritrassi quasi immediatamente la mano anche perché lei istintivamente richiuse le gambe e mi rimisi a sedere con l'impressione di avere le dita umide e di aver visto anche qualcosa di particolare, ma potevo anche essersi sbagliato dato che li sotto non c'era molta luce.
- sei un porco
mi disse Marta con un filo di voce
- mi pare che la maiala sia tu
scoppiammo entrambi in una bella risata
- sei bagnata ?
- si sono in un lago, sento che sto colando, e tu hai il cazzo duro?
-si è durissimo, talmente duro che non so più dove metterlo.
- me lo metteresti tra le tette, in bocca o tra le cosce?
- te lo metterei dappertutto, se potessi ti scoperei anche qui adesso sul tavolo.
iniziammo a darci alcuni degli epiteti che usavamo scambiarci in chat, alcuni molto pesanti ma lo facevamo naturalmente in tono scherzoso finita la sequela dei quali ridemmo di nuovo non senza trovarsi ancora più bagnata lei e io col cazzo ancora più duro.
Proprio mentre finivano le risate arrivò Ornella per iniziare a togliere i primi piatti vuoti quando in apparenza inavvertitamente fece cadere una forchetta a terra accanto a me, scusandosi si chinò velocemente a raccoglierla e prima che si rialzasse sentii distintamente la sua mano che saliva lungo la mia gamba e andava a sfiorarmi l'uccello da sopra i pantaloni, in quel momento pieno di stupore capii che tutte le sue attenzioni verso di non erano assolutamente innocenti, si allontanò poi senza dire una parola.
-hai visto come ti guarda quella ragazzina? non mi stupirei se da sotto il tavolo ti avesse messo una mano sul cazzo, perché da come ti guarda pare abbia una gran voglia che tu glie lo dia;
trasalii a quelle parole temendo che lei avesse capito cosa era successo, però in fondo non ne avevo colpa
- non mi pare abbia qualche interesse particolare per me e poi a me non interessano le ragazzine, a me piacciono le vere donne come te.
A quel punto Marta mi fece un sorriso e allungò il piede sotto il tavolo mettendomelo tra le gambe
- attenta con quel tacco non vorrai castrarmi.
-non ti preoccupare non ne ho nessuna intenzione anche perché stanotte lo voglio tutto intero.
A questo punto era chiaro che entrambi eravamo decisi ad andare fino in fondo.
Ci calmammo un pò, del resto la serata continuava e mancava ancora parecchio alla mezzanotte per cui seguitammo a cenare chiacchierando non senza infilare ogni tanto nel discorso qualche battuta piccante che manteneva viva l’eccitazione.
Ad un certo punto lei ebbe bisogno di andare al bagno e le indicai dove si trovava, pochi istanti dopo mentre si dirigeva alla toilette arrivò nuovamente Ornella con un’altra portata, si avvicinò al tavolo con le sue solite movenze feline, il suo corpo morbido e sinuoso si muoveva leggero e ad un tratto mi disse sottovoce:
-te lo ha fatto diventare duro la tua porca? so che intenzioni hai, ho visto quello che hai fatto preparare a mio padre, se prima o poi non ti decidi a darlo anche a me dico tutto a tua moglie.
Perché c’è da dire avevo portato in quel posto anche mia moglie diverse volte e in quel momento decisi che non ce l'avrei più portata, Ornella si allontanò aggiungendo
- pensaci io ti voglio.
Restai in parte turbato a quelle parole e in parte lusingato, in fondo pur ritenendomi un uomo piacente mi sembrava molto strano che una ragazzina che col fisico che si ritrovava avrebbe potuto avere un sacco di ragazzi aitanti fosse interessata a me che avevo solo qualche anno in meno di suo padre.
Decisi di non pensare più alla cosa per quella sera riproponendomi però di andare a fondo della questione, stasera però avevo un'altra questione da sbrigare, quella per la quale avevo organizzato quella serata.
Marta tornò poco dopo dal bagno e si risedette, la cena volgeva al termine e la mezzanotte si avvicinava, mancava poco più di un quarto d'ora al nuovo anno e Luisa arrivò portando una bottiglia di spumante per me e un'altra di spumante analcolico per Marta, vedendo arrivare lei pensai per un momento che la figlia avesse deciso di abbandonare il colpo per quella sera o addirittura per sempre e in cuor mio lo speravo.
Dalla sala principale arrivavano le grida festose della gente che attendeva lo scoccare della mezzanotte, mancava ormai poco e iniziai a preparare per il brindisi togliendo la stagnola dal collo di entrambe le bottiglie ed iniziando a tirare un pò i tappi.
-ecco cosa ti farò dopo, quello che stai facendo a quelle bottiglie, solo che al posto della bottiglia io voglio in mano il tuo cazzo, sempre che tu abbia organizzato anche per la notte
- ovviamente ho organizzato anche per la notte e potrai fare tutto ciò che vorrai col mio cazzo a patto che io possa fare tutto quello che vorrò alla tua fica
-affare fatto,aspetta un attimo, manca un cosa
Si dimenò un pò sulla sedia chinandosi un pò, quando si raddrizzò teneva stretto in mano qualcosa che dapprima non riuscii a riconoscere, poi capii cosa fosse dal cordoncino nero che spuntava dal suo pugno stretto e ne fui sicuro quando lei infilò il suo perizoma nel mio bicchiere per lo spumante.
In quel momento passò Luisa
-forza ragazzi è quasi mezzanotte, preparate le bottiglie
In tutta fretta presi in mano il bicchiere cercando di nascondere quello che c'era dentro, non seppi mai però se ci riuscii
-si grazie, sentiamo il conto alla rovescia, dopo aver stappato verremo anche noi di la per farvi gli auguri.
Posai il bicchiere sul tavolo presi dal suo interno il perizoma e lo annusai per poi rimetterlo dentro apprestandomi a stappare.
-Meno dieci, nove, otto, sette, sei ,cinque. quattro , tre , due . uno, evvivaaaaaaaaaaaaaaa
Allo scoccare della mezzanotte decine di tappi saltarono compresi i nostri, riempii il bicchiere di Marta con quello strano liquido analcolico rosato e il mio con ancora all'intero il perizoma con lo spumante che seppur bianco prese anch'esso degli strani riflessi.
Appena riempiti i bicchieri ancora prima di bere ci facemmo gli auguri, ci abbracciammo e ci baciammo sulle guance, capimmo subito però che quello non era il modo giusto per festeggiare e guardandoci un momento negli occhi iniziammo a baciarci appassionatamente, fu un vero bacio, il nostro primo vero bacio, una limonata dapprima leggera poi sempre più forsennata che durò qualche minuto mentre dalla sala principale arrivava il rumore della festa.
Finalmente ci staccammo e brindammo sollevando il bicchieri e ridendo per il perizoma a bagno nello spumante, ancora adesso dopo diversi anni penso ancora che sia stato lo spumante più buono che abbia mai bevuto.
Passò ancora qualche minuto poi decidemmo di andare nella sala grande a fare gli auguri a tutti e partecipare un pochino ai festeggiamenti, avremmo avuto subito voglia di altro ma non volevamo fare del tutto gli asociali quindi andammo a tuffarci nella festa.
-aspetta un attimo
disse Marta
-non posso andare in sala senza mutande
Così dicendo mentre rideva infilò le dita nel mio bicchiere per recuperare il perizoma, le fermai la mano, presi io il perizoma e mettendo la testa all'indietro me lo strizzai direttamente in bocca per poi restituirglielo, prontamente lei gli diede una veloce rassettata e se lo infilò velocemente.
- non ti da fastidio stare con le mutande bagnate?
- non più di tanto, preferisco così che stare senza anche se credo non se ne accorgerebbe nessuno, poi è una bella sensazione di fresco e non sono solo le mutande ad essere bagnate.
Mi fece l’occhiolino, e con i bicchieri nuovamente riempiti andammo nella sala grande dove continuavano i brindisi e gli scambi di auguri, non conoscevano nessuno ovviamente ma dal tavolo più vicino si alzò una donna per farci gli auguri, fu così che iniziammo a chiacchierare con lei e la sua famiglia e poi con altri presenti nella sala.
Andai anche in cucina per fare gli auguri ad Alfredo il proprietario dell’agriturismo e alla sua famiglia, vi trovai lui, la moglie e il figlio che era lo chef del locale, stranamente non c'era la figlia e pensai che le avrei fatto gli auguri dopo anche se poteva essere che data al sua giovane età avesse avuto il permesso di andare a festeggiare con gli amici dopo la mezzanotte.
Quando tornai nella sala vidi che erano iniziati i balli e tutti schiamazzavano muniti di trombette e cappellini
Arrivò anche il fatidico momento del trenino, non mi è mai piaciuto né ballare né tanto meno il trenino, ma quando vidi che Marta vi si era infilata nel mezzo e si stava divertendo decisi di unirmi anch’io magari solo per poco al serpentone di gente che si snodava per la stanza,naturalmente mi misi dietro di lei e non mancai di toccarle il culo di tanto in tanto arrivando anche un paio di volte ad abbracciarla sfiorandole le tette ricevendo in cambio da lei sorrisetti maliziosi.
Ad un certo punto dalla porta in fondo alla sala che dava accesso alle stanze private apparve Ornella, come avevo immaginato prima doveva avere il resto della serata libera perché si era cambiata, ora indossava uno splendido vestitino corto color argento tutto luccicante che le fasciava il corpo, non lasciava molto all'immaginazione anche se comunque era molto accollato sul davanti, Nel frattempo il trenino si era scomposto e ricomposto più volte e quindi non stavo più dietro a Marta ma dietro ad una signora di mezza età, ad un certo punto però la fila passò accanto ad Ornella che prontamente si intrufolò guarda caso proprio davanti a me, mi guardò dritto negli occhi con aria di sfida mi prese la mano per staccarla dalla spalla della signora che mi stava davanti prendendo il suo posto, prima di appoggiare le mani sulle spalle della signora portò la mia all’altezza del suo fianco, se non fossi stato abbastanza pronto probabilmente la mano mi sarebbe finita proprio sul su sedere.
Ebbi quindi modo di vedere che dietro il vestito che davanti la copriva completamente dal collo alle cosce, le lasciava invece la schiena completamente nuda, le spalle erano coperte così come le braccia da lunghe maniche ampie, ma nella parte posteriore dal collo in giù era completamente scoperta quasi fino alle reni, era anche ovviamente senza reggiseno e quando cercai di posarle le mani sulle spalle lei me le riportò in fretta sui fianchi, addirittura la mano destra mi si infilò per un attimo lateralmente nel vestito andando a toccare così la sua pelle morbida.
Quella ragazzina si stava offrendo a me in un modo inequivocabile e sfacciato e seppur lusingato mi trovai in serio imbarazzo.
Per un pò tenni le mani là dove lei voleva le tenessi, ballava con movimenti ostentati dimenando di proposito il culo davanti a me, non passò molto tempo che mi staccai dalla fila, cercai Marta e la presi per mano e ci sedemmo ad un tavolo momentaneamente vuoto, vidi che Ornella mi cercava con uno sguardo deluso mentre continuava a girare per la sala
-quella ragazzina non ti molla, ha messo davvero gli occhi su di te, ho visto che è venuta a cercarti, ho visto come si è comportata e dove ti ha fatto appoggiare le mani
-già, sarebbe inutile nasconderlo, credo che almeno metà della gente presente qui abbia notato tutto, del resto non è colpa mia, come avrai visto ha fatto tutto lei, l'unica cosa che mi chiedo è che cosa ci trovi in me, ho più del doppio della sua età, potrebbe tranquillamente trovarsi un ragazzo più giovane.
-non è l'età che conta, quella ti vuole e sta facendo di tutto per averti, e credo che se continuerà così prima o poi ti farà capitolare, non mi verrai a dire che non ti piace, che non ti piacerebbe portartela a letto, ha un corpo stupendo e farebbe gola a chiunque, non come me che sono vecchia e grassa
-si è vero, è molto bella e attraente, qualunque uomo sarebbe un fesso a non approfittare della situazione, ma stasera sei tu la mia donna, ti desidero come sei, intanto non sei vecchia e quanto a grassa non vedo l’ora di poter mettere le mani nella tua ciccia, inoltre ho una sorpresa per te
-mi pare che la festa, il menù fatto fare apposta per me e quello che immagino faremo dopo sarebbero già abbastanza, cosa hai ancora per sorprendermi? Quanto alla ciccia come puoi vedere ne avrai in abbondanza, dovrai solo servirti.
-aspetta e vedrai, la sorpresa riguarda proprio quello che faremo dopo, anzi dove andremo dopo, hai bisogno di salire in camera per darti una sistemata?
-no io sarei anche a posto così anche perché ho già lavato le mutande
lo disse ridendo
- non andremo in camera? Intanto possiamo portare su le borse che abbiamo lasciato in macchina, prendi pure le chiavi nel mio soprabito se vuoi intanto portarle su
-non andremo subito in camera, prima ti porterò in un altro posto che spero ti piaccia
Uscii per rientrare poco dopo nel locale portando il nostro piccolo bagaglio contenente il necessario per trascorrere la notte fuori, mi avvicinai al bancone dietro al quale stava Alfredo, che senza bisogno che glie la chiedessi mi diede subito la chiave della nostra stanza.
- è tutto pronto?
-tutto prontissimo nei minimi dettagli proprio come mi hai chiesto.
Era una settimana che preparavo quella serata, gli avevo telefonato almeno una decina di volte per spiegargli cosa doveva preparare ed essere sicuro che tutto fosse organizzato alla perfezione.
se ne avessi avuto il tempo avrei anche voluto controllare di persona ma il lavoro mi occupava parecchio e in fondo sapevo che potevo fidarmi di lui e sopratutto della sua discrezione, purtroppo non di quella della figlia che era andata a curiosare.
Salii in camera per lasciare il bagaglio e una volta sceso tornai al guardaroba dove presi i soprabiti e mi avviai verso la sala grande dove trovai Marta che chiacchierava amabilmente con un paio di persone
-vogliamo andare?
-si andiamo anche se non so ancora dove mi porti.
-vedrai, in un posto che spero ti piacerà.
Uscimmo dal locale, il freddo era pungente e la nebbia se possibile più fitta di quando eravamo arrivati
-se vuoi che la sorpresa sia perfetta ti devi lasciar bendare,riaprirai gli occhi solo quando saremo arrivati, la sorpresa è qui alla fattoria a pochi passi.
Marta era incuriosita e in lei a causa di quella richiesta strana e del pensiero di quello che poteva aspettarla si stava insinuando nuovamente l'eccitazione che l'aveva pervasa prima, a dire il vero l'eccitazione non l'aveva mai veramente abbandonata;
Si lasciò bendare con il suo foulard, la presi sottobraccio e ci incamminammo, percorsi circa cinquanta metri entrammo in una costruzione.
-sei pronta? siamo arrivati alla sorpresa, dobbiamo solo passare una porta.
-ok sono pronta, credo di aver capito dove mi hai portata ma non mi sembra vero.
-è verissimo le dissi aprendo la porta e accompagnandola all’interno.
Quando èntrò Marta si sentì avvolta da quell'odore che prima aveva percepito solo in parte ma che aveva riconosciuto subito, oltre all'odore l'ambiente aveva anche una temperatura più alta dell'esterno anche se non era paragonabile alla temperatura di una casa.
Quando furono dentro chiusi la porta a chiave e le tolsi il foulard dagli occhi.
Quando avevo detto ad Alfredo cosa avrebbe dovuto organizzare questi era rimasto a dir poco stupito, ma quando gli ebbi svelato il perché della cosa riuscii a convincerlo.
Ora devo spiegare che durante i nostri discorsi in chat Marta mi disse più volte di essere un tipo strano e che le piacevano cose strane, una di queste era l'odore delle stalle e che ogni volta che si era trovata dentro o anche solo nei pressi di una stalla non era riuscita ad evitare di eccitarsi;
Marta restò stupefatta, l'odore di quel luogo non fece che aumentare la sua eccitazione e capì subito che quella sera avrebbe esaudito il suo desiderio più particolare, quello che aveva raccontato solo a me perché non lo aveva mai confidato nemmeno a suo marito, quello di scopare in un posto del genere, si chiedeva però come sarebbe avvenuta la cosa, eccitata com’era pensò le sarebbe andata bene anche una sveltina in piedi, magari appoggiata al muro, oppure alla pecorina presa da dietro e in fretta senza nemmeno spogliarsi ma intuì che doveva esserci qualcosa di più.
Nella stalla vi erano circa una ventina di vacche , disposte ai lati della costruzione su due file, erano incatenate alle mangiatoie con il posteriore rivolto verso la corsia centrale, la stalla era stata pulita per bene, la presi per mano e la condussi attraverso la stalla, vacche bianche e nere molte sdraiate sui loro giacigli di paglia altre in piedi, intente per lo più a ruminare.
-che te ne pare ti piace come sorpresa,ti piace questo posto?
-è un posto stupendo, il più bel posto dove avresti potuto portarmi, lo sapevi che mi sarebbe piaciuto
così dicendo si alzò in punta di piedi e cingendomi il collo con le braccia e iniziò a baciarmi li in mezzo alla corsia delle vacche, non aspettò nemmeno che rispondessi al suo bacio, mi infilò la lingua in bocca iniziando una limonata furibonda.
Sentii la sua lingua infilarmisi in bocca, mi stava violentando con la lingua, dopo un attimo di stupore iniziai a partecipare anch’io e fu una delle limonate più intense della mia vita.
Quel bacio appassionato mi fece indurire nuovamente l'uccello e appoggiandomi a lei con foga feci scorrere le cerniere della sua gonna e iniziai a frugarla dappertutto, le cosce, il sedere fino ad arrivare alla fica, avevo una gran voglia di scoparla e lo avrei fatto anche li subito se non avessi avuto in serbo altro per lei
Marta sentiva il mio cazzo duro premerle contro la pancia, sentì le mie mani che iniziavano a toccarla e quando arrivarono ad infilarsi nel suo perizoma e tra le cosce per un attimo credette di venire.
la ripresi per mano e la portai dove c'era una stanza annessa alla stalla , quello che Marta vide la stupì ancora di più di quello che già aveva visto, lì dentro erano state sistemate delle balle di fieno a forma di parallelepipedo in modo da formare una base rettangolare, sopra questa base era stato sistemato un materasso gonfiabile a due piazze corredato di cuscini, lenzuola e trapunta.
-è meraviglioso questa è la più bella sorpresa che mi abbiano mai fatto, una cosa che non avrei mai immaginato, andò di corsa per quanto glie lo permisero gli stivaletti con i tacchi alti a buttarsi sul letto rimbalzando un pò, si sdraiò di traverso emettendo mugolii di piacere, l’odore della stalla, quell'alcova in quel luogo così particolare le misero addosso una fregola incredibile, subito si sentì bagnare sempre più tra le cosce, una mucca muggì e lei gli fece il verso
-muuuuuuuuuuu, vieni qui da me, stasera voglio essere la tua vacca
mi disse rotolandosi sulla trapunta.
Non me lo feci ripetere due volte, mi tolsi il cappotto e mi avvicinai a lei aiutandola a levarsi il soprabito e li misi sopra una cassapanca che Alfredo aveva messo a nostra disposizione accanto a quella specie di letto e mi levai le scarpe, a terra attorno al letto erano stati stesi spezzoni di moquette morbida che facevano da scendiletto, Alfredo aveva pensato proprio a tutto.
Marta intanto si sdraiò con le gambe a penzoloni dal letto e sollevò la gonna fin sui fianchi
Sapevo come era fatta, dapprima lei nelle nostre chattate si era descritta ma poi erano iniziati gli scambi di fotografie sempre più spinte e alla fine l’avevo vista quasi tutta nuda;
era però la prima volta che la vedevo di persona, non era certo magra anzi aveva un fisico piuttosto pienotto con le cosce abbondanti, un sedere importante e qualche rotolino di ciccia, non era certo una modella ma lei aveva il potere di eccitami e avevo organizzato quell’ incontro per portarmi a letto donna che per tante notti me lo aveva fatto diventare duro, volevo verificare se sarebbe stata la stessa cosa di persona o se la mia eccitazione fosse più un fatto dovuto alle fantasie erotiche.
Quello che mi stupì non furono tanto le sue curve generose delle quali già sapevo ma quello che poco prima sotto il tavolo avevo creduto di vedere e anche di toccare, adesso che lei si era scoperta ne ebbi la conferma, tra le gambe aveva tanto di quel pelo come non ne avevo mia visto a nessun’altra donna, era nero fitto e lungo ma la particolarità era al sua estensione perchè non formava il solito classico triangolo ma i peli si estendevano fin su verso la pancia, le ricoprivano completamente la fica e continuavano oltre gli inguini verso le gambe, era la foresta più folta ed estesa che avessi mai visto, restai un pò a guardarla contemplando il pelo che strabordava dalla stoffa del suo perizoma.
- di questa cosa non mi avevi detto!
-no, forse non sarà molto elegante dato che spunta da tutte le parti ma ho voluto anch'io farti una sorpresa, ti piace?
-mi piace moltissimo e mi eccita molto
Mi inginocchiai sulla moquette, le appoggiai le mani sulle ginocchia e le allargai le cosce, eccitata com’era ciò che le colava dalla fica aveva bagnato parte del suo pelo, feci per chinarmi e mettere il viso tra le sue cosce
-cosa stai facendo?
-voglio mettere la faccia in mezzo al tuo pelo, e te la voglio leccare
-quanto tempo abbiamo?
mi domandò chiudendo le cosce
- tutto il tempo che vorrai
-allora scopami subito, voglio farlo adesso, senza aspettare più nemmeno un momento voglio che mi monti, mi trombi, mi chiavi! è chiaro il concetto?
disse alzando un pò la voce in tono scherzoso
- è chiarissimo
Si sedette sul bordo del letto, mi slacciò la cintura, poi i pantaloni che caddero ai miei piedi e mi abbassò gli slip, il mio cazzo duro ne restò impigliato e facendo un effetto molla tornò subito dritto verso l’alto avrei voluto levarmi tutto per poi mettermi tra le sue gambe ma mi fermò
-no lascia così, mamma mia quanto è bello il tuo cazzo
mi disse prendendomelo in mano
-lo voglio subito così, adesso ancora mezzi vestiti, si girò e si inginocchiò sul bordo del letto porgendomi il culo, alla vista di quel culone grosso tondo non resistetti oltre, cercai il filo del perizoma completamente nascosto tra le sue belle chiappone, lo tirai e lo spostai di lato, lei si sporse ancora di più mostrandomi la fica gonfia di voglia e grondante di umori , le posai una mano su un fianco e brandendo l'uccello con l'altra glie lo puntai tra le labbra, la cappella si fece strada senza fatica in quel caldo ed accogliente nido.
- mettimelo dentro
con un colpo secco glie lo infilai tutto in un solo movimento arrivando fino in fondo, fu come entrare in un panetto di burro ammorbidito al sole tanto era bagnata la sua fica
-temo che per come abbiamo iniziato e per quanto sono eccitato potrei sborrare in trenta secondi
-per come sono eccitata io credo che in trenta secondi potrei venire almeno due volte
Cominciai a pomparla tenendola per i fianchi e andando avanti e indietro per qualche minuto, scivolavo dentro di lei senza fatica e ogni volta che indietreggiavo il mio membro era sempre più bagnato dai suoi umori;
Le allargai le chiappe per poter vedere bene come mi infilavo in lei e mi accorsi che aveva anche il buco del culo peloso, una cosa mai vista, la rosellina di quel buco era circondata da una peluria nera ma meno fitta di quella che ricopriva la sua fica, del resto pelosa com’era avrei dovuto immaginarlo.
Quando iniziò a gemere di piacere aumentai il ritmo afferrandola per le spalle alla base del collo tirandola verso di me, lei dal canto suo muoveva ritmicamente il sedere seguendo i miei movimenti;
poco dopo senttii il suo respiro farsi affanoso, stava già per venire come aveva predetto, tenendo il sedere sollevato appoggiò la faccia al cuscino aggrappandovisi spasmodicamente con entrambe le mani, ad un certo punto vi affondò dentro il viso per soffocare l'urlo che le stava per scappare, la sentivo mugolare dentro al cuscino mentre si muoveva sotto i miei colpi, ad un tratto emise un mugolio più forte e stramazzò sul letto sfilandosi il cazzo da in mezzo alle gambe, restai sorpreso col cazzo a mezz'aria ancora gonfio duro e bagnato, prontamente mi appoggiai addosso a lei per infilarglielo nuovamente tra le cosce riprendendo a scoparla, eravamo ancora mezzi vestiti, lei con la gonna che era salita fin sulle reni, con indosso le calze, le scarpe e la camicetta, io nel frattempo era riuscito a togliermi le scarpe e sfilare del tutto i pantaloni e gli slip, non ero riuscito a sfilare i calzini e per questo mi sentivo un pò ridicolo, ma pensai che in fondo in quel momento non stava vedendo nessuno, tranne forse le mucche alle quali i miei calzini probabilmente importavano ben poco.
Mi aveva detto di essere una donna molto sensibile ma non avrei mai immaginato che sarebbe bastato così poco tempo per farla godere, io non essendo ancora venuto continuai imperterrito a muovermi dentro di lei, la feci sollevare e si rimise a quattro zampe, ansimava e iniziava ad essere sudata, girò la testa
-baciami mentre mi scopi
Unimmo le nostre bocche che si aprirono assieme a si appiccicarono l'una all'altra, le infilai la lingua nel profondo della bocca come per scoparla mentre continuavo a penetrarla, sentii che la cosa le piaceva molto e la ripetei varie volte.
Proseguii con quel movimento, afferrandola saldamente per i fianchi muovendola avanti e indietro, decisi che era ora di spogliarla completamente, stando sempre dietro di lei le tolsi la camicetta e le slacciai il reggiseno, in quel momento esplose una cascata di tette , non avevo mai visto dal vero due tette così, sapevo che misura di reggiseno portava e le aveva viste in fotografia ma averle a portata di mano era altra cosa che immaginarle;
Mi sfilai momentaneamente da lei per permetterle di togliere la gonna, il perizoma e gli stivaletti, tenendo le calze si sdraiò sulla schiena divaricando completamente le cosce dicendo:
- vieni a mettere il tuo uccello al caldo del mio nido, mettilo dentro tutto
Mi spogliai completamente e mi posizionai sopra di lei e mantenendomi con un mano sul materasso con l’altra guidai il mio cazzo nella sua foresta nera, dovetti strofinare più volte la cappella sulla sua figa prima di potermi fare strada tra la sua folta peluria, non glie lo infilai subito ma indugiai un pò con la cappella appena introdotta tra le labbra, Marta però si muoveva verso di me facendomi capire che invece lo voleva dentro tutto e subito e per questo si avvinghiò ai miei fianchi tirandomi verso di lei, a quel punto spinsi lentamente penetrandola a fondo e mentre già cominciava ad emettere i primi sospiri di piacere comincia a scoparla a fondo;
mentre facevo avanti e indietro nel suo corpo mi chinai su di lei e limonammo un pò, mi occupai successivamente delle sue tettone che ad ogni colpo ballonzolavano mollemente su e giù, grosse com’erano era uno spettacolo vederle sbattere da tutte le parti, senza fermarmi glie le afferrai per palparle, strizzarle e succhiare alternativamente i capezzoli senza tralasciare di pizzicarli un pò.
Dopo qualche minuto cominciò ad ansimare
- mi stai facendo morire, così dai dai dai - sfondami, chiavami, sono la tua porca, fammi godere ancora
Queste ultime parole le disse quasi urlando
- prendilo tutto troia, godi, fammi sentire quanto ti piace il cazzo
solitamente non usavo termini del genere ma sapevo che a lei piaceva questo tipo di linguaggio mentre scopava
- mi piace da impazzire, non ti fermare sto per godere ancora
Aumentai il ritmo e sentii che stavo per godere anch’io e lei se ne accorse.
-attento a non venirmi dentro
-non ti preoccupare
ricordavo che col marito lei usava il preservativo e nessun'altro sistema anticoncezionale per cui seppur sul punto di venire cercai di trattenermi il più possibile aspettando che lei fosse pronta, non dovetti aspettare molto per il suo secondo orgasmo, tra mugolii e qualche gridolino cominciò ad agitarsi inarcando la schiena e quando fui sicuro che aveva raggiunto l’apice del piacere decisi di lasciarmi andare anch’io per porer godere con lei, perciò sfilai il cazzo continuando però a strofinarlo sul pelo del suo monte di venere, sborrai in un attimo schizzandole il pelo e la pancia, dato che ero eccitato da parecchio gli schizzi furono abbondanti e piuttosto violenti e qualcuno le arrivò fin sulle tette.
Mentre il suo orgasmo si stava concludendo Marta allungò la mano verso il mio cazzo menandomelo un pò e raccogliendo qualche goccia di sperma con le dita che subito si portò alla bocca per leccarle.
- è buona e mi piace anche averla addosso
Mentre io mi sollevavo un pò con entrambe le mani cominciò a spalmarsi la sborra che le avevo schizzato sul corpo spandendola sul ventre, sulle grosse tette fino alla base del collo, nuovamente si leccò le dita.
- pensi che io sia una porca?
- penso proprio di si, ma mi piace tanto che tu lo sia
- è colpa tua, con te mi sembra di non avere limiti
Mi tolsi da sopra di lei allungando la mano per prendere un fazzolettino per asciugarmi il membro che si stava afflosciando e dal quale stava fuoriuscendo ancora qualche goccia quando mentre ero in ginocchio sul letto lei prontamente sdraiandosi sulla pancia me lo prese delicatamente in mano.
- aspetta faccio io, non sprechiamo niente
Avvicinò la bocca iniziando a leccarlo e succhiarlo mungendo da me tutto il possibile, finita questa manovra trascorremmo qualche minuto accarezzandoci a vicenda senza parlare, ognuno con i propri pensieri mentre lo sperma sul suo corpo si era definitivamente asciugato.
Essendo entrambi nudi e passato l'accaloramento dovuto all'amplesso iniziammo ad avere un pò freddo, l'ambiente era parzialmente riscaldato ma non a sufficienza quindi ci infilammo sotto le coperte mettendoci sdraiati uno di fronte all’altra, subito lei si strinse a me appoggiando la mano sul mio petto per poi farla scendere lungo lo stomaco poi sulla pancia ed infine me la appoggiò sul membro accarezzandolo delicatamente
-hai proprio un bel cazzo, te lo devo proprio dire uno come il tuo non l' ho mai preso, era tanto che non godevo così, questa serata la ricorderò per tutta la vita, grazie
Mi diede un bacio sulle labbra sempre tenendo la mano li dove l'aveva posata.
- Non c’è bisogno che mi ringrazi, cerco di fare del mio meglio e anche per me questa serata sarà indimenticabile
Allungai le mani sul suo corpo palpandole i seni enormi, pizzicando i capezzoli grossi e scuri, feci scendere la mano sulla sua pancia dove mi soffermai un pò poi la toccai tra le gambe accarezzando il morbido e abbondante tappeto nero formato dal pelo
- sapevo della grandezza delle tue tette ma di tutto quel pelo perché non me ne avevi parlato? me lo hai tenuto nascosto anche nelle foto che mi hai mandato
- Ti ho detto che volevo farti una sorpresa,mi avevi detto che la passera ti piaceva pelosa e l' ho lasciata incolta, avrò tempo di darle una sistemata prima di andare al mare, spero ti piaccia davvero
-mi piace moltissimo
le risposi infilando delicatamente le dita tra i peli e tirandoli un pò
Restammo così vicini per un pò tra baci e carezze, a parlare di come era stata possibile quella serata, alle circostanze fortuite che ci avevano permesso di incontrarci.
Ad un tratto sentimmo un fragoroso scroscio, ci voltarono per guardare nella direzione da cui proveniva e vedemmo che una vacca stava urinando copiosamente, imitata forse per simpatia da altre due, probabilmente era già successo prima ma presi come eravamo a scopare non ce ne accorgemmo.
- che meraviglia, voglio farlo anch'io!"
Marta si mise a sedere sul bordo del letto e infilandosi in fretta gli stivaletti si precipitò vicino ad una delle vacche che stava terminando la sua funzione, si accovacciò accanto al bordo del canaletto di scolo della stalla e mettendosi una mano tra le gambe cominciò ad urinare anche lei, tenendo due dita ai lati delle labbra della vagina e movendole indirizzava il getto a suo piacimento
- che brava che sei
- hai visto come piscio bene, a te non scappa da pisciare? abbiamo bevuto un bel pò stasera.
In effetti anch’io iniziavo a sentire una certa pressione alla vescica quindi infilai le scarpe e mi diresse verso di lei, feci per prendermi il membro con una mano
- aspetta, faccio io
- e così dicendo me lo prese delicatamente in mano sollevandolo un pò per dirigere il getto, inizialmente mi sentii un pò a disagio,non era la prima volta che una donna mi aiutava a pisciare ma quella situazione era così strana e surreale che feci un pò fatica;
alla fine il getto arrivò, lungo e potente, lei sentendolo scorrere nell'uretra allentò un pò la presa per permetterne meglio la fuoriuscita che durò piuttosto a lungo.
- adesso è il momento di scrollare vero?
- già, vuoi vedere come faccio?
- ho di meglio
iniziò a tirarmelo come si munge una mammella di vacca avvicinò le labbra e scappellandolo iniziò a succhiarlo raccogliendo le ultime gocce rimaste
- devo dire che così è molto meglio di quando lo scrollo.
- sono contenta che ti piaccia, non l’ ho mai fatto a nessuno
- nemmeno a tuo marito?
- no figuriamoci, con lui non mi viene voglia di fare niente, del resto lui si è sempre limitato a mettermelo dentro e venire senza preoccuparsi se io godo, addirittura spesso mi prende solo nella posizione del missionario anche se sa che adoro la pecorina, ma con te è diverso, è stato diverso fin dall’inizio in chat
- me lo avevi detto e ho avuto la prova che ti piace farti scopare a pecora e non solo, se hai finito anche tu che ne dici di tornare a sdraiarci? O magari di andare in camera
- aspetta intanto ne faccio un altro pò
si alzò in piedi e tenendo le gambe ben larghe per non bagnare gli stivaletti e le calze, unico indumento che mai si era tolta, lasciò andare ancora un pò di pipì
- devo dire che fa effetto lo spumante analcolico
- né più né meno di quello normale, ma mi sono scolata tutta la bottiglia e da qualche parte deve uscire.
Detto questo fece per avviarsi verso il nostro letto improvvisato
- aspetta un attimo
- cosa vuoi fare?
- più o meno quello che hai fatto tu, non hai niente da scrollare ma da asciugare si
Mi accovaccia io stavolta e afferrandole i fianchi posai la bocca sul suo pelo cercando con la lingua di intrufolarmi tra le labbra della fica, mi bagnai la bocca e parte del viso in quel pelo ancora umido di umori e di urina, nel frattempo annusavo il suo odore che aveva un qualcosa di animalesco, la baciai e la leccai per quanto possibile cercando quando lei con le dita si aprì le labbra presentandomela in tutta la sua intimità
- così ti piace?
- mi piace da impazzire
continuai a leccarla per un pò poi pensai che fosse ora di salire in camera e glie lo dissi.
- si hai ragione, io resterei qui fino a domani mattina ma devo anche telefonare a mio marito, gli ho detto che sarei rientrata a casa verso quest’ora da una festa con delle amiche e che lo avrei chiamato appena tornata, però non mi sembra il caso di telefonargli da qui col rumore della stalla e delle mucche.
In effetti pensai che non avrebbe potuto giustificare i rumori di catene, qualche muggito, scalpitio di zoccoli e sbattimenti di code.
Iniziammo quindi a raccogliere le nostre cose e gli abiti
- è lontana la nostra camera?
- non molto, è più vicina della sala del ristorante
- ok, allora inutile che mi vesta, le calze e le scarpe le ho già, mi metterò addosso solo il soprabito ben chiuso e se incontriamo qualcuno non si accorgerà che sotto sono nuda
- si va bene, anche se credo non incontreremo nessuno non è il caso di uscire nudi
Lei fece come detto mentre io indossai pantaloni maglione e cappotto e con il resto degli abiti in mano ci avviammo verso l’uscita.
Prima di chiuderci la porta alle spalle Marta volle dare un ultimo sguardo alla stalla
- è un peccato andarcene, è stato meraviglioso stare qui.
Mi diede un bacio e salimmo in camera, come previsto durante il breve tragitto non incrociammo nessuno e vidi anzi che quasi tutte le auto che prima era non parcheggio erano sparite, segno che la festa doveva essere finita o quasi.
La camera era calda forse anche troppo, o forse ci fece quell’impressione perché venivamo da un ambiente parecchio più freddo, quindi appena entrati ci spogliammo di nuovo completamente, Marta tolse anche le calze restando completamente nuda e sedutasi sul letto iniziò ad armeggiare col cellulare per chiamare il marito;
anche per lasciarle un pò di riservatezza mi avviai verso il bagno con l’intenzione di fare una doccia velocissima prima di mettermi a letto
- non ti azzardare a lavarti
mi disse di getto mentre aspettava di prendere la comunicazione col marito
Una volta in bagno mi limitai a fare ancora un goccio di pipì e a darmi una sciacquata veloce al cazzo, compiaciuto e contento per come stava andando il nostro incontro:
Restai in bagno a cazzeggiare forse una decina di minuti trascorsi i quali sentii che Marta aveva finito di telefonare quindi tornai in camera dove la trovai già sotto le coperte.
- cosa ti ha detto tuo marito?
- ci siamo fatti gli auguri, dove sta lui sono tre ore indietro rispetto a noi e quindi lì non è ancora arrivata la mezzanotte, dice che è a festeggiare con i colleghi dell’azienda che sono in trasferta assieme a lui
- gli hai detto che la serata con le amiche è andata bene?
- si , gli ho anche detto una mezza verità, che siamo andate in un agriturismo e che quando prima di cena ci hanno fatto visitare la stalla sentendone l’odore mi sono eccitata e ho pensato a lui, lo sa che l’odore delle stalle mi eccita, che dici sono un pò puttana?
- direi di no
- un pò vacca? Muuuuuuuuuu! Sono la tua vacca?
- forse si, e mi piaci così vacca, mi ecciti
- e tu sai cosa sei?
- dimmi
- sei il mio toro, che scopa bene la sua vacca
Ridemmo di gusto
- sei stanca?
Le chiesi mettendomi anch’io sotto le coperte e avvicinandomi a lei, ci baciammo e ci accarezzammo un pò
- un pò si, non sono abituata a fare questi orari e nemmeno a fare due scopate in breve tempo, mi hai quasi sfinita, forse è meglio che ci riposiamo, magari potremo fare un ripassino domani mattina, che ne dici?
- sicuramente, perché non hai voluto che mi lavassi? Pensavo che anche tu volessi fare una doccia prima di dormire
- preferisco dormire col nostro odore addosso e non solo quello
disse riferendosi al fatto che aveva ancora sulla schiena i residui del mio sperma
- ti dispiace?
- affatto, mi va benissimo
- allora buonanotte, a te e a lui
Diede un ultimo bacio a me e infilando la testa sotto le coperte lo diede anche al mio cazzo aggiungendo una leccatina veloce
Io rispondendo al suo bacio le misi una mano sul pelo della passera per un’ultima carezza e le diedi una succhiatina ai capezzoli
- buonanotte
- lo sarà sicuramente
Erano circa le tre di notte e ci addormentammo presto stanchi e soddisfatti .
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