Cubista

scritto il 2026-10-25 tempo di lettura 8 min

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IL CUBISTA


Sono bello e ballo da dio. E mi diverto a fare sesso.
Quando avevo 16 anni ho iniziato a frequentare le discoteche. E a ballare. Ballare mi libera di tutto, non esclusi i vestiti. Ed è così che è cominciato.
In discoteca mi facevo notare, sovente attorno a me si faceva il vuoto: si formava un cerchio e mi stavano a guardare. La cosa mi eccitava: essere guardato e ammirato mi faceva sciogliere, meglio, mi procurava un’erezione. E a volte ballando riempivo le mutande di sperma.
Allora ho cominciato a spogliarmi: restavo a torso nudo E ballavo.
Un’estate indossavo un pantaloncino cortissimo a vita bassa. Ballando restai solo con quello. Fu quella sera che feci la prima scopata: con una ragazza, un po’ più grande di me. In macchina (la sua) nel parcheggio della disco. La prima volta non è stato granché: ha fatto tutto lei e io sono venuto quasi subito. Cominciai a essere conosciuto e le ragazze mi avvicinavano, mi toccavano. Mi piaceva, da matti. Sovente concludevo la serata scopando qualche ragazza. Poi è stato un mio amico a dirmi: sei bellissimo e voglio fare sesso con te. E la cosa mi ha eccitato.Non ci avevo mai pensato. Così gli dico: sei bellissimo anche tu ma non ho mai pensato di fare sesso con un amico. Così mi invita a casa sua. La cosa mi intriga e al pensiero di spogliare il mio amico e di accarezzargli il corpo, di baciarlo, mi eccita. Quella prima volta non abbiamo scopato, ma abbiamo fatto tutto il resto: ci siamo baciati, spogliati, masturbati e abbiamo finito con un 69. E’ stato bello: diverso dal sesso che facevo con le ragazze, dove prevaleva la soddisfazione della conquista. Mentre scopavo una ragazza pensavo a come mi sarei raccontato la scopata dopo, quando avevo finito. Con Paolo invece non è stato così: mi godevo il momento.
Con lui ho iniziato la ricerca di un cammino verso il piacere fisico. Dopo quella prima volta abbiamo ripetuto: restare nudi, a lungo abbracciati, sussurrarci tenerezze, toccare ogni parte del corpo, leccare ogni centimetro di pelle. E un giorno l’ho penetrato. E’ stato bellissimo sentire lui che urlava di piacere mentre lo sbattevo e lo masturbavo. Le volte successive avrei voluto provare io a farmi penetrare, ma lui preferiva di no. Intanto continuavo a frequentare le discoteche e a mietere successi con le ragazze. E a ballare,
Una sera cambiai discoteca, su invito di una ragazza; nella nuova sala fui subito notato e a fine serata il proprietario mi propose di esibirmi sul cubo: avrei dovuto ballare, più o meno svestito e lui per iniziare mi avrebbe fatto entrare gratis e non mi avrebbe fatto pagare le consumazioni. In più disponevo di uno stanzino in cui cambiarmi e eventualmente truccarmi ( scopare, mi ha fatto capire). Accettai. La prima volta mi piacque subito. Ballare seminudo in alto con attorno ragazze eccitate che cercavano di toccarmi, di raggiungermi mi faceva sentire felice, realizzato. Quasi più delle scopate che portavo a casa a fine spettacolo.
La storia con Paolo e il piacere che derivava dal sesso restavano una cosa solo per noi: una parentesi di serenità. Non mi percepivo gay, anzi!
Così cominciai a portare a casa dei soldi: il proprietario della disco, visto il successo che riscuotevo, a fine serata mi allungava due biglietti da 50 €. Non male per divertirmi.
Poi cominciarono a mettere soldi infilandoli negli slip con cui restavo a fine spettacolo. Si, perchè poco per volta miglioravo, e la danza sul cubo si trasformò in uno spogliarello. Restavo con ai piedi degli anfibi militari e un paio di slip sempre più piccoli (avevo una vera e propria collezione di mutandine: dai boxer, agli slip al perizoma. Per lo più bianchi, ogni tanto gialli; mai neri).
Ero contento anche se ogni tanto avevo la sensazione di essere usato, che la mia bellezza e la mia maestria nel ballare e nello spogliarmi servisse agli altri per eccitarsi e non lasciasse niente per me, al di la del piacere del momento che derivava dall’essere ammirato.
Cominciai a essere avvicinato dagli uomini; subito la cosa mi dava fastidio, poi in alcuni di loro notavo una bellezza intrigante,
Fu così che una sera trovai ad aspettarmi sulla porta del camerino un bel ragazzo che poteva avere sui 25 anni.
Posso entrare? mi chiede. Resto perplesso un istante e poi vista l’avvenenza dico: ma si. Io indossavo ancora slippino e anfibi. Come chiudo la porta questo mi attira a sé e comincia a baciarmi. Non male, sta a vedere che mi viene il cazzo duro, penso. Mentre mi bacia si toglie la camicia e si slaccia i jeans. Non resisto e infilo una mano: ha un cazzo non grande, durissimo, scoperto. Masturbo e mi eccito subito. Mi abbassa gli slip e mi succhia l’uccello. Provo sempre più piacere. Mi volta, si infila un preservativo e mi penetra: è stata la prima volta. Ho sentito un po’ di dolore all’inizio, poi comincia a scoparmi e mi accorgo di godere: sento una specie di dolcezza lassù dove arriva appena si suo uccello, E’ bello. Non pensavo. Poi mentre mi sbatte, con una mano mi titilla il glande. VENGO! e viene anche lui, lo sento lassù, dentro. Senza dire una parola, si riveste, mi bacia e mi lascia 200 € infilati sotto agli slip posati sulla sedia.
Segue un periodo di esaltazione: scopo ragazze bellissime e disinibite, che osano a chiedere e a fare. E comincio a fare sesso con ragazzi sempre più frequentemente, E mi pagano senza che io chieda.
Come ho già detto coi ragazzi è diverso, e mi piace di più. E’ per me, da tenere segreto, non da raccontare ma da gustare nei giorni seguenti. Mi sento libero di godere dei frutti di ogni pianta. E’ piacere, puro piacere.
Frequento altre disco, e comincio essere conosciuto.
Mi esibisco anche in una discoteca di provincia e il proprietario, Sandro, propone di pagarmi regolarmente alla fine di ogni serata. E’ stato lui dopo un po’ a chiedermi se me la sentivo di fare una spettacolo di nudo integrale con un altro ragazzo e di fare sesso davanti a un centinaio di persone in una saletta separata dalla sala da ballo e riservata a clienti paganti. Mi offre 300 € a spettacolo. Mi presenta il partner con cui dovrei lavorare. Proviamo, ma non gira. Il mio compagno è troppo checca, è impacciato e mi blocca. Non riesco a scoparlo in privato, immaginate in pubblico. Poiché la cosa mi intriga - mi piacciono le sfide - propongo di scegliere io il mio collaboratore. Così contatto Paolo e gli faccio la proposta. Accetta, ma vorrebbe provare prima lo spettacolo davanti a un gruppo ristretto di persone per vincere il primo imbarazzo.
Sandro accetta. Io e Paolo impieghiamo un paio di settimane a progettare lo spettacolo e a provarlo, a scegliere la musica giusta. Poi lo mostriamo in privato alla presenza del proprietario e di 4 o 5 suoi amici che ci danno suggerimenti e consigli. Arriva la grande sera della prima. Ci impasticchiamo con 50 mg di sildenafil, non si sa mai. Ce l’ha consigliato un degli spettatori che hanno partecipato all’anteprima privata.
L’effetto è strabiliante. Mi viene in poco tempo un cazzo duro che non riesco a farlo stare negli short che indosso. Salgo sul cubo e parte la musica. Con lentezza ed eleganza ci spogliamo e restiamo in slip che a fatica contengono l’erezione. Danziamo, poi mi sfilo gli slip che lancio agli spettatori, calzo un preservativo e inizio a scopare Paolo restando in piedi e prendendolo da dietro. Lui indossa ancora un piccolo perizoma da cui esce il suo uccello in piena erezione. Cambiamo diverse posizioni e lo spettacolo termina con me che un po’ succhio e un po’ masturbo il cazzo del mio amico che eiacula con una serie di spruzzi che mandano in delirio gli spettatori. Un successone! Io non sono ancora venuto e il mio cazzo resta ancora durissimo. Il proprietario mi consiglia di farmi un giro al piano di sopra, riservato. Ci vado con Paolo, ci saranno una decina di maschi nudi e arrapati nel buio rotto da rari e rapidi flash, con musica adatta. Tocco, succhio, penetro mi lascio scopare e alla fine raggiungo a fatica un orgasmo liberatorio. Tra mance e paga porto a casa un bel gruzzolo. E’ l’alba quando arriviamo da Paolo. Salgo da lui e mi viene il cazzo duro. Paolo ride e a me viene voglia di scoparlo. Lo spoglio lo bacio e lo scopo con costanza e ritmo, ci vuole non poco prima che un orgasmo lunghissimo ponga fine agli effetti del sildenafil. Mi fermo a dormire da Paolo: ci addormentiamo abbracciati e appagati. Quant’è bella la vita!
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