Varigotti
scritto il 2026-10-24 tempo di lettura 13 min
di
PatrocloPiemontese
genere
gay
cura
A+
VARIGOTTI
Che Varigotti sia una mecca del mondo gay è noto da tempo. Per via della natura: incastonata tra la baia dei Saraceni e il molo c’è una spiaggetta accessibile o a nuoto o scendendo attraverso un impervio sentiero munito di malferme corde fisse. E’ proprio questa spettacolare spiaggetta che negli anni ‘60 ha cominciato a essere frequentata da quanti apprezzano il piacere della nudità: il mondo che una volta si diceva hyppie, sostenitore del libero amore, e il mondo gay, sempre affamato di sesso. Il primo negli anni è andato assottigliandosi mentre il secondo ha avuto una crescita impetuosa.
Io ci sono stato già parecchie volte: se vado al mare, visto che non so nuotare, voglio scopare, stordirmi di sesso. Ho 30 anni e ho nel mio archivio una discreta collezione di cazzi, meglio, di culi perché preferisco di gran lunga penetrare e darci giù con decisione. Certo se compare un cazzo superbamente eretto e duro come il marmo lo provo volentieri e godo a farmi sbattere mentre mi masturbo o magari una bocca gentile me lo succhia.
A me il sesso piace così, fatto con sconosciuti incontrati per caso; niente sentimentalismi, niente ti amo, ma solo sesso e piacere senza sosta.
Vogliono il matrimonio gay? Niente di più sbagliato. Perché avvitarsi in un loop nel quale le normali coppie etero finiscono per scopare poco o niente? Noi gay scopiamo molto più degli etero: perchè imprigionare il piacere in un sentimento ingiustamente chiamato amore?
Adoro le dark room: nel buio più assoluto ti fai una scorpacciata di un po’ di tutto senza chiederti a cosa sia attaccato il cazzo che stai succhiando.
Qualche volta quando sono stufo di incontrare dilettanti che vengono in pochi minuti, magari soltanto con un pompino, pago per farmi una bella scopata: su internet il catalogo degli escort e l’elenco delle loro prestazioni è sconfinato e se trovi quello giusto, bello e professionale che sa che cosa fare per farti perdere la testa, beh spendi bene il tuo denaro. E poi trovi bianchi, neri gialli, un mondo esotico. Ho scoperto di avere un debole per gli escort brasiliani. Secondo me sono i più bravi a farti godere. E hanno dimensioni superiori alla media. Da tempo sono cliente abituale di un ragazzo brasiliano di 25 anni, ha un cazzo grande e lungo e quando voglio godere i piaceri del ruolo passivo, vado a trovarlo. E ne esco sempre appagato.Siamo diventati amici. Ogni tanto lo accompagno in un buon ristorante, cibo buono, buona compagnia resa migliore dalle aspettative del dopo cene. Una volta dopo il ristorante mi sono fermato a dormire da lui: abbiamo scopato tutta la notte; mi è costato un occhio della testa, ma è stata la notte più bella che riesco a ricordarmi
E’ andata così che giovedì sera mi chiama un vecchio amico, mio compagno delle scuole medie; non mi risulta che lui sia gay, mentre a lui sicuramente risulta che lo sia io.
Andiamo a fare un week end a Varigotti? Mi messaggia.
In treno? Ma hai prenotato un posto per dormire?
No, porti la tua versatile canadese e dormiamo in spiaggia.
Saprai di certo che quella spiaggetta in cui vuoi mettere la mia tenda di notte non è il posto migliore per riposare: c’è un formicolio di attività favorite dal buio e benedette dalla luce azzurra argentata della luna piena nelle notti giuste che nessuno chiude occhio.
Certo che lo so; ma io dormo e tu puoi fare quello che ti pare.
Strana affermazione. Questo vuole venire a dormire con me in un luogo in cui tutti vanno per fare sesso, e stare chiuso in tenda a dormire.
A me di scopare con Andrea non va; perchè gli sono amico e in lui non ho mai visto il lato erotico. E poi non è neanche bello, non mi intriga
Ma eccoci sul treno per Finale Ligure. Parliamo poco, Andrea è di buon umore e io sono curioso.
Non vi annoio con le vicissitudini del viaggio e con la difficoltà a trovare il sentiero che conduce alla nostra meta, Arriviamo che è pomeriggio inoltrato. Regna la calma: la maggior parte sono ragazzi, per lo più nudi o in slip da bagno. Qualche ragazza rigorosamente accoppiata. I cazzi che vedo sono tutti a riposo, intenti ad abbronzarsi e a ricaricarsi per la lunga notte.
Mi metto nudo mentre Andrea rimane in costume da bagno. Si tuffa e fa alcune bracciate: nuota pure bene. Io mi immergo per rinfrescarmi e per togliermi il sudore di dosso.
Mangiamo i panini che abbiamo preso in paese: adoro la focaccia che vende a caro prezzo e dopo una lunga coda il panettiere di Varigotti.
Montiamo la tenda e ci rilassiamo al sole. Dormicchio. Meglio, mi addormento, devo rifarmi della levataccia. Quando mi sveglio ho il cazzo duro ma non troppo. Andrea legge. Io mi faccio un giro per vedere la fauna del luogo.
Mi colpisce un ragazzo molto giovane, potrà avere si e no 20 anni. Non capisco a chi si accompagna; molto magro, bianco di carnagione, zero pancia ma nessun carapace. Ha un arnese piccolino che gli penzola tra le gambe. Sembra un buon boccone; i nostri sguardi di incrociano, lui accenna a un sorriso impacciato.
Faccio una rapida rassegna: ci saranno 24/25 maschietti, alcuni orgogliosamente accoppiati, altri mi sembrano alla ricerca di un senso alla propria vita e giustamente lo cercano nel sesso.
Mi colpisce da come si muove un ragazzo di carnagione piuttosto scura, potrebbe essere tanto di origini siciliane, quanto marocchine. Ha un cazzo molto più scuro del resto della pelle: a riposo anche il suo. Che bello sarebbe tenerlo in mano mentre si rizza. Incrocio una graziosa ragazza, avrà la mia età. Mi guarda con insistenza; è nuda e ha la figa depilata. Si avvicina, mi guarda fisso e inizia a masturbarsi, è in un anfratto di roccia in cui praticamente la vedo solo io. La cosa mi sorprende e il mio uccello inizia a risalire; saranno 5 o 6 anni che non scopo con una ragazza. Mi avvicino, sembra apprezzare: ha la figa bagnatissima, che gocciola. La tocco, trovo il clitoride e la masturbo. Infilo un dito col pollice stropiccio il clitoride e col medio vado su e giù. Però, che bello. Non ricordavo.Il mio cazzo è diventato duro. Ma dimmi te se devo venire su una spiaggia gay e vedermi venire il cazzo duro davanti a una mia coetanea vogliosa. Cha faccio? Ci vorrei provare. In fin dei conti penetrare una vagina è più confortevole che spingerlo dentro a un bel culetto che da solo non si lubrifica. La fighetta si lubrifica da sola, è scivolosa e calda. Adesso. ho una bella erezione. lei me lo prende in mano e mi masturba con dolcezza. Penetrare una figa mi piace, ma è l’insieme che in genere non mi intriga: le tette grosse me lo afflosciano, il corpo di un ragazzo è infinitamente più bello. Se voglio scopare una ragazza devo concentrarmi sul confort che prova il mio uccello, dimenticare il resto del suo corpo, che se lo guardo troppo mi sparisce l’eccitazione. Ci avviciniamo, mi mette un dito in bocca e sorride. Non so cosa fare: sento che mi scivola via l’eccitazione. O adesso, subito, o mai più. Lei continua a masturbarmi dolcemente, è brava e mi fa rimontare l’eccitazione. La spingo con delicatezza contro la parete rocciosa dell’anfratto in cui si trova la sollevo e la penetro. Che bello, lei viene subito, io no. Do ancora qualche colpo e tiro fuori il cazzo, lei riprende a masturbarlo ma sento che la durezza dà segni di cedimento. Mi guarda con curiosità, come dire: che fai? E io le dico: è stato bello, ma non me la sento di continuare. Subito sembra risentita, ma poi mi sciorina un bel sorriso e mi sussurra: mi hai fatto godere, e non poco. Se ne va camminando verso l’acqua e si tuffa.
Questa la devo raccontare: vado in un ambiente gay e penetro una lussuriosa fighetta. Peccato che non sono riuscito a sborrare, ma è stato piacevole.
E così la mia voglia di palpeggiare un bel ragazzo, di succhiargli l’uccello e scoparlo con decisione è stata amplificata dalla breve parentesi etero.
Finisco il giro di ispezione della spiaggia e raggiungo Andrea che non si è accorto di nulla. Lo guardo, magari … ma non mi va di scopare con lui, non riesco a immaginarlo. Vediamo che cosa porterà la notte imminente.
Viene la sera e ceniamo mangiando la focaccia sulle roccette vicine alla nostra tenda.
Sono le 11 e nessuno ha acceso pile o luci varie: La luna è quasi piena e ci si vede abbastanza bene. Tutto è tranquillo, non si percepiscono rumori strani: solo dei bisbigli.
Mi rilasso un poco nella canadese, indosso solo un perizoma giallo che mi ha regalato un amico. Andrea indossa delle mutandine bianche che risplendono al chiaro di luna.
Ci addormentiamo.
Alle prime ore del mattino mi sveglio con la schiena indolenzita; penso: mi sarò perso qualcosa? Guardo fuori
Dalla tenda il paesaggio è meraviglioso. Due o tre ragazzi sono seduti sulla battigia: forse fanno Yoga, certo si godono la magia del momento. Poiché sono nudi, mi tolgo il perizoma ed esibisco il mio arnese in totale riposo. Il momento è spirituale. Vado anch’io a sedermi sulla battigia e saluto
Silenzio. Poi uno dopo l’altro si buttano in acqua e nuotano su e giù per la baia.
Dev’essere bello saper nuotare, prima o poi dovrò imparare.
Passano le ore, il sole picchia sulla spiaggia regna una lentezza nel fare le piccole cose che sono necessarie per ricavarsi lunghe pause di ozio.
.
Verso le 10 arrivano da Varigotti i primi mosconi e un paio di gozzi. Scaricano gente chiassosa che si spiaggia rigorosamente indossando costumi da bagno e guardano noi nudisti con diffidenza e sospetto. Chissà cosa pensano di noi. Qualcuno si infila un pantaloncino per evitare sguardi fastidiosi. Di scopare non se ne parla: manca l’atmosfera.
Propongo al mio amico di attrezzarci e salire a capo Noli dove conosco un posto segreto e incantevole. Camminiamo per circa un’ora e arriviamo alla caserma abbandonata dei Carabinieri. Panorama superbo.
Faccio da guida ad Andrea che non conosce il posto e ci infiliamo in mezzo a una boscaglia fitta per una decina di metri: poi compare un sentiero che con un po’ di sali e scendi ci porta su uno spuntone di roccia a picco sul mare. E’ bellissimo. Ci sediamo sullo spuntone e ci godiamo lo spettacolo. Non parliamo, restiamo a prendere il sole per un paio di ore.
Andrea propone: ti faccio delle foto. L’idea mi intriga così potrò aggiornare l’archivio delle foto che scambio nelle chat di incontri.
Nello zaino ho tutti i vestiti che mi sono portato per il weekend. Non li ho lasciati in spiaggia per evitare che qualche stronzo me li nasconda o li butti in mare obbligandomi ad andare a casa nudo.
Andrea decide dove e come devo mettermi e che cosa indossare. Costumi da bagno, vari tipi di mutande sia mie che sue, perizoma… Poi nudo: mi fa diverse foto col cazzo in vari gradi di erezione; alcune mentre mi masturbo. Poi di nuovo in mutande col cazzo duro che spinge per uscire. Alla fine mi sono eccitato davvero, Quasi quasi mi trombo il mio amico. Gli chiedo di farsi fotografare anche lui, ma si schermisce. Resta in mutande, col cazzo duro, impossibile da nascondere.
Sentiamo dei passi avvicinarsi; ci rivestiamo velocemente e abbandoniamo la postazione. Dopo un rapido passaggio in paese per fare rifornimenti, eccoci di ritorno alla spiaggetta. E’ già tardi e il sole è tramontato. Mangiamo, chiacchieriamo, guardiamo.
Faccio un giro. C’è meno gente della notte scorsa e mi pare di percepire una atmosfera più elettrica. Sento movimento. Mi avvicino a dove ieri ho incontrato la mia coetanea vogliosa. Non vedo ma sento. Scopano. Mi fermo e cerco di abituare gli occhi all’oscurità. E’ il ragazzo marocchino/ siciliano che sta scopandosi alla pecorina un biondino che geme e sembra contento, parecchio. Guardo, aspetto, mi vedono. Si fermano interrompono e si avvicinano; siamo tutti tre in piedi coi cazzi puntati al cielo e il biondino mi bacia con sensualità mentre il marocchino mi masturba. Lascio il biondino e metto la lingua in bocca al marocchino, mentre il biondo si abbassa e me o succhia, con maestria, devo dire. Prendo io l’iniziativa: faccio appoggiare le mani alla roccia al biondo e lo penetro di brutto. Il marocchino non perde tempo e mi infila un dito in culo, mentre io scopo il biondo. Con una mano gli tolgo il dito e lui, chi l’avrebbe detto, mi mette il suo uccello in mezzo alle natiche. Non capisco più niente, a questo punto non mi dispiacerebbe un bel cazzo in culo, anzi, sarebbe bellissimo. Sfilo l’uccello dal culo del biondo, mi chino a succhiare il suo mentre il marocchino mi penetra e scopa con decisione e professionalità. Sbatte con furia, quasi e ogni colpo quando arriva in fondo mi fa impazzire di piacere. Appoggiando le mani alla roccia mi metto in piedi mentre lo scuro continua a pomparmi. Guardo il biondo che capisce al volo e mi prende in mano l’uccello, masturba un po’ e se lo rimette in bocca. Un paradiso. Ma dalla posizione eretta il cazzo non arriva più fino in fondo e non è più cosi piacevole. Voglio scoparmi il marocchino. C’è un momento di confusione . Ne approfitto per girare il marocchino e incularlo a sorpresa. Mentre io pompo con decisione il biondo mi caccia la sua lingua in bocca e mi bacia con lussuria mentre con la mano mi masturba. Non c’è che dire: i due sono molto bravi e preparati. L’eccitazione è un po’ diminuita e l’orgasmo si è un po’ allontanato. In questa situazione potrei scopare per un’ora intera senza sborrare ma godendo di quel piacere che precede l’eiaculazione. Pompo da 10 minuti il marocchino che da segni di cedimento: allora aumento il ritmo e la potenza mi sputo sulla mano e lo masturbo concentrandomi sul suo glande. Urla e mi borra in mano. E io non ancora niente. Abbraccio il biondo e ci baciamo. C’è un sasso piano su cui mi stendo col cazzo che punta al paradiso. Chiedo al biondo di sedersi a cavalcioni e di infilarsi il mio attrezzo. Fatto: adesso è lui a dover pompare, e lo fa con un certo impegno. Uso pure con lui il trucco del glande. Gode, ma resiste. Gli tiro la faccia verso di me e riprendo a limonarlo mentre lui mi scopa e io gli masturbo il glande. Finalmente sborra anche lui, deve aver goduto come un dio. E io? Niente orgasmo.
Ritorno nella tenda, Andrea dorme e mi faccio una bella sega. Quando sto per venire una idea pazza mi frulla in testa: di sborrare sulla faccia di Andrea. Sarebbe bellissimo, ma lo sperma finalmente schizza sul mio ombelico.
Il mattino successivo dobbiamo tornare a Torino, e mentre smontiamo la tenda Andrea mi chiede della sera precedente: hai scopato? E io: niente di che.
Che Varigotti sia una mecca del mondo gay è noto da tempo. Per via della natura: incastonata tra la baia dei Saraceni e il molo c’è una spiaggetta accessibile o a nuoto o scendendo attraverso un impervio sentiero munito di malferme corde fisse. E’ proprio questa spettacolare spiaggetta che negli anni ‘60 ha cominciato a essere frequentata da quanti apprezzano il piacere della nudità: il mondo che una volta si diceva hyppie, sostenitore del libero amore, e il mondo gay, sempre affamato di sesso. Il primo negli anni è andato assottigliandosi mentre il secondo ha avuto una crescita impetuosa.
Io ci sono stato già parecchie volte: se vado al mare, visto che non so nuotare, voglio scopare, stordirmi di sesso. Ho 30 anni e ho nel mio archivio una discreta collezione di cazzi, meglio, di culi perché preferisco di gran lunga penetrare e darci giù con decisione. Certo se compare un cazzo superbamente eretto e duro come il marmo lo provo volentieri e godo a farmi sbattere mentre mi masturbo o magari una bocca gentile me lo succhia.
A me il sesso piace così, fatto con sconosciuti incontrati per caso; niente sentimentalismi, niente ti amo, ma solo sesso e piacere senza sosta.
Vogliono il matrimonio gay? Niente di più sbagliato. Perché avvitarsi in un loop nel quale le normali coppie etero finiscono per scopare poco o niente? Noi gay scopiamo molto più degli etero: perchè imprigionare il piacere in un sentimento ingiustamente chiamato amore?
Adoro le dark room: nel buio più assoluto ti fai una scorpacciata di un po’ di tutto senza chiederti a cosa sia attaccato il cazzo che stai succhiando.
Qualche volta quando sono stufo di incontrare dilettanti che vengono in pochi minuti, magari soltanto con un pompino, pago per farmi una bella scopata: su internet il catalogo degli escort e l’elenco delle loro prestazioni è sconfinato e se trovi quello giusto, bello e professionale che sa che cosa fare per farti perdere la testa, beh spendi bene il tuo denaro. E poi trovi bianchi, neri gialli, un mondo esotico. Ho scoperto di avere un debole per gli escort brasiliani. Secondo me sono i più bravi a farti godere. E hanno dimensioni superiori alla media. Da tempo sono cliente abituale di un ragazzo brasiliano di 25 anni, ha un cazzo grande e lungo e quando voglio godere i piaceri del ruolo passivo, vado a trovarlo. E ne esco sempre appagato.Siamo diventati amici. Ogni tanto lo accompagno in un buon ristorante, cibo buono, buona compagnia resa migliore dalle aspettative del dopo cene. Una volta dopo il ristorante mi sono fermato a dormire da lui: abbiamo scopato tutta la notte; mi è costato un occhio della testa, ma è stata la notte più bella che riesco a ricordarmi
E’ andata così che giovedì sera mi chiama un vecchio amico, mio compagno delle scuole medie; non mi risulta che lui sia gay, mentre a lui sicuramente risulta che lo sia io.
Andiamo a fare un week end a Varigotti? Mi messaggia.
In treno? Ma hai prenotato un posto per dormire?
No, porti la tua versatile canadese e dormiamo in spiaggia.
Saprai di certo che quella spiaggetta in cui vuoi mettere la mia tenda di notte non è il posto migliore per riposare: c’è un formicolio di attività favorite dal buio e benedette dalla luce azzurra argentata della luna piena nelle notti giuste che nessuno chiude occhio.
Certo che lo so; ma io dormo e tu puoi fare quello che ti pare.
Strana affermazione. Questo vuole venire a dormire con me in un luogo in cui tutti vanno per fare sesso, e stare chiuso in tenda a dormire.
A me di scopare con Andrea non va; perchè gli sono amico e in lui non ho mai visto il lato erotico. E poi non è neanche bello, non mi intriga
Ma eccoci sul treno per Finale Ligure. Parliamo poco, Andrea è di buon umore e io sono curioso.
Non vi annoio con le vicissitudini del viaggio e con la difficoltà a trovare il sentiero che conduce alla nostra meta, Arriviamo che è pomeriggio inoltrato. Regna la calma: la maggior parte sono ragazzi, per lo più nudi o in slip da bagno. Qualche ragazza rigorosamente accoppiata. I cazzi che vedo sono tutti a riposo, intenti ad abbronzarsi e a ricaricarsi per la lunga notte.
Mi metto nudo mentre Andrea rimane in costume da bagno. Si tuffa e fa alcune bracciate: nuota pure bene. Io mi immergo per rinfrescarmi e per togliermi il sudore di dosso.
Mangiamo i panini che abbiamo preso in paese: adoro la focaccia che vende a caro prezzo e dopo una lunga coda il panettiere di Varigotti.
Montiamo la tenda e ci rilassiamo al sole. Dormicchio. Meglio, mi addormento, devo rifarmi della levataccia. Quando mi sveglio ho il cazzo duro ma non troppo. Andrea legge. Io mi faccio un giro per vedere la fauna del luogo.
Mi colpisce un ragazzo molto giovane, potrà avere si e no 20 anni. Non capisco a chi si accompagna; molto magro, bianco di carnagione, zero pancia ma nessun carapace. Ha un arnese piccolino che gli penzola tra le gambe. Sembra un buon boccone; i nostri sguardi di incrociano, lui accenna a un sorriso impacciato.
Faccio una rapida rassegna: ci saranno 24/25 maschietti, alcuni orgogliosamente accoppiati, altri mi sembrano alla ricerca di un senso alla propria vita e giustamente lo cercano nel sesso.
Mi colpisce da come si muove un ragazzo di carnagione piuttosto scura, potrebbe essere tanto di origini siciliane, quanto marocchine. Ha un cazzo molto più scuro del resto della pelle: a riposo anche il suo. Che bello sarebbe tenerlo in mano mentre si rizza. Incrocio una graziosa ragazza, avrà la mia età. Mi guarda con insistenza; è nuda e ha la figa depilata. Si avvicina, mi guarda fisso e inizia a masturbarsi, è in un anfratto di roccia in cui praticamente la vedo solo io. La cosa mi sorprende e il mio uccello inizia a risalire; saranno 5 o 6 anni che non scopo con una ragazza. Mi avvicino, sembra apprezzare: ha la figa bagnatissima, che gocciola. La tocco, trovo il clitoride e la masturbo. Infilo un dito col pollice stropiccio il clitoride e col medio vado su e giù. Però, che bello. Non ricordavo.Il mio cazzo è diventato duro. Ma dimmi te se devo venire su una spiaggia gay e vedermi venire il cazzo duro davanti a una mia coetanea vogliosa. Cha faccio? Ci vorrei provare. In fin dei conti penetrare una vagina è più confortevole che spingerlo dentro a un bel culetto che da solo non si lubrifica. La fighetta si lubrifica da sola, è scivolosa e calda. Adesso. ho una bella erezione. lei me lo prende in mano e mi masturba con dolcezza. Penetrare una figa mi piace, ma è l’insieme che in genere non mi intriga: le tette grosse me lo afflosciano, il corpo di un ragazzo è infinitamente più bello. Se voglio scopare una ragazza devo concentrarmi sul confort che prova il mio uccello, dimenticare il resto del suo corpo, che se lo guardo troppo mi sparisce l’eccitazione. Ci avviciniamo, mi mette un dito in bocca e sorride. Non so cosa fare: sento che mi scivola via l’eccitazione. O adesso, subito, o mai più. Lei continua a masturbarmi dolcemente, è brava e mi fa rimontare l’eccitazione. La spingo con delicatezza contro la parete rocciosa dell’anfratto in cui si trova la sollevo e la penetro. Che bello, lei viene subito, io no. Do ancora qualche colpo e tiro fuori il cazzo, lei riprende a masturbarlo ma sento che la durezza dà segni di cedimento. Mi guarda con curiosità, come dire: che fai? E io le dico: è stato bello, ma non me la sento di continuare. Subito sembra risentita, ma poi mi sciorina un bel sorriso e mi sussurra: mi hai fatto godere, e non poco. Se ne va camminando verso l’acqua e si tuffa.
Questa la devo raccontare: vado in un ambiente gay e penetro una lussuriosa fighetta. Peccato che non sono riuscito a sborrare, ma è stato piacevole.
E così la mia voglia di palpeggiare un bel ragazzo, di succhiargli l’uccello e scoparlo con decisione è stata amplificata dalla breve parentesi etero.
Finisco il giro di ispezione della spiaggia e raggiungo Andrea che non si è accorto di nulla. Lo guardo, magari … ma non mi va di scopare con lui, non riesco a immaginarlo. Vediamo che cosa porterà la notte imminente.
Viene la sera e ceniamo mangiando la focaccia sulle roccette vicine alla nostra tenda.
Sono le 11 e nessuno ha acceso pile o luci varie: La luna è quasi piena e ci si vede abbastanza bene. Tutto è tranquillo, non si percepiscono rumori strani: solo dei bisbigli.
Mi rilasso un poco nella canadese, indosso solo un perizoma giallo che mi ha regalato un amico. Andrea indossa delle mutandine bianche che risplendono al chiaro di luna.
Ci addormentiamo.
Alle prime ore del mattino mi sveglio con la schiena indolenzita; penso: mi sarò perso qualcosa? Guardo fuori
Dalla tenda il paesaggio è meraviglioso. Due o tre ragazzi sono seduti sulla battigia: forse fanno Yoga, certo si godono la magia del momento. Poiché sono nudi, mi tolgo il perizoma ed esibisco il mio arnese in totale riposo. Il momento è spirituale. Vado anch’io a sedermi sulla battigia e saluto
Silenzio. Poi uno dopo l’altro si buttano in acqua e nuotano su e giù per la baia.
Dev’essere bello saper nuotare, prima o poi dovrò imparare.
Passano le ore, il sole picchia sulla spiaggia regna una lentezza nel fare le piccole cose che sono necessarie per ricavarsi lunghe pause di ozio.
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Verso le 10 arrivano da Varigotti i primi mosconi e un paio di gozzi. Scaricano gente chiassosa che si spiaggia rigorosamente indossando costumi da bagno e guardano noi nudisti con diffidenza e sospetto. Chissà cosa pensano di noi. Qualcuno si infila un pantaloncino per evitare sguardi fastidiosi. Di scopare non se ne parla: manca l’atmosfera.
Propongo al mio amico di attrezzarci e salire a capo Noli dove conosco un posto segreto e incantevole. Camminiamo per circa un’ora e arriviamo alla caserma abbandonata dei Carabinieri. Panorama superbo.
Faccio da guida ad Andrea che non conosce il posto e ci infiliamo in mezzo a una boscaglia fitta per una decina di metri: poi compare un sentiero che con un po’ di sali e scendi ci porta su uno spuntone di roccia a picco sul mare. E’ bellissimo. Ci sediamo sullo spuntone e ci godiamo lo spettacolo. Non parliamo, restiamo a prendere il sole per un paio di ore.
Andrea propone: ti faccio delle foto. L’idea mi intriga così potrò aggiornare l’archivio delle foto che scambio nelle chat di incontri.
Nello zaino ho tutti i vestiti che mi sono portato per il weekend. Non li ho lasciati in spiaggia per evitare che qualche stronzo me li nasconda o li butti in mare obbligandomi ad andare a casa nudo.
Andrea decide dove e come devo mettermi e che cosa indossare. Costumi da bagno, vari tipi di mutande sia mie che sue, perizoma… Poi nudo: mi fa diverse foto col cazzo in vari gradi di erezione; alcune mentre mi masturbo. Poi di nuovo in mutande col cazzo duro che spinge per uscire. Alla fine mi sono eccitato davvero, Quasi quasi mi trombo il mio amico. Gli chiedo di farsi fotografare anche lui, ma si schermisce. Resta in mutande, col cazzo duro, impossibile da nascondere.
Sentiamo dei passi avvicinarsi; ci rivestiamo velocemente e abbandoniamo la postazione. Dopo un rapido passaggio in paese per fare rifornimenti, eccoci di ritorno alla spiaggetta. E’ già tardi e il sole è tramontato. Mangiamo, chiacchieriamo, guardiamo.
Faccio un giro. C’è meno gente della notte scorsa e mi pare di percepire una atmosfera più elettrica. Sento movimento. Mi avvicino a dove ieri ho incontrato la mia coetanea vogliosa. Non vedo ma sento. Scopano. Mi fermo e cerco di abituare gli occhi all’oscurità. E’ il ragazzo marocchino/ siciliano che sta scopandosi alla pecorina un biondino che geme e sembra contento, parecchio. Guardo, aspetto, mi vedono. Si fermano interrompono e si avvicinano; siamo tutti tre in piedi coi cazzi puntati al cielo e il biondino mi bacia con sensualità mentre il marocchino mi masturba. Lascio il biondino e metto la lingua in bocca al marocchino, mentre il biondo si abbassa e me o succhia, con maestria, devo dire. Prendo io l’iniziativa: faccio appoggiare le mani alla roccia al biondo e lo penetro di brutto. Il marocchino non perde tempo e mi infila un dito in culo, mentre io scopo il biondo. Con una mano gli tolgo il dito e lui, chi l’avrebbe detto, mi mette il suo uccello in mezzo alle natiche. Non capisco più niente, a questo punto non mi dispiacerebbe un bel cazzo in culo, anzi, sarebbe bellissimo. Sfilo l’uccello dal culo del biondo, mi chino a succhiare il suo mentre il marocchino mi penetra e scopa con decisione e professionalità. Sbatte con furia, quasi e ogni colpo quando arriva in fondo mi fa impazzire di piacere. Appoggiando le mani alla roccia mi metto in piedi mentre lo scuro continua a pomparmi. Guardo il biondo che capisce al volo e mi prende in mano l’uccello, masturba un po’ e se lo rimette in bocca. Un paradiso. Ma dalla posizione eretta il cazzo non arriva più fino in fondo e non è più cosi piacevole. Voglio scoparmi il marocchino. C’è un momento di confusione . Ne approfitto per girare il marocchino e incularlo a sorpresa. Mentre io pompo con decisione il biondo mi caccia la sua lingua in bocca e mi bacia con lussuria mentre con la mano mi masturba. Non c’è che dire: i due sono molto bravi e preparati. L’eccitazione è un po’ diminuita e l’orgasmo si è un po’ allontanato. In questa situazione potrei scopare per un’ora intera senza sborrare ma godendo di quel piacere che precede l’eiaculazione. Pompo da 10 minuti il marocchino che da segni di cedimento: allora aumento il ritmo e la potenza mi sputo sulla mano e lo masturbo concentrandomi sul suo glande. Urla e mi borra in mano. E io non ancora niente. Abbraccio il biondo e ci baciamo. C’è un sasso piano su cui mi stendo col cazzo che punta al paradiso. Chiedo al biondo di sedersi a cavalcioni e di infilarsi il mio attrezzo. Fatto: adesso è lui a dover pompare, e lo fa con un certo impegno. Uso pure con lui il trucco del glande. Gode, ma resiste. Gli tiro la faccia verso di me e riprendo a limonarlo mentre lui mi scopa e io gli masturbo il glande. Finalmente sborra anche lui, deve aver goduto come un dio. E io? Niente orgasmo.
Ritorno nella tenda, Andrea dorme e mi faccio una bella sega. Quando sto per venire una idea pazza mi frulla in testa: di sborrare sulla faccia di Andrea. Sarebbe bellissimo, ma lo sperma finalmente schizza sul mio ombelico.
Il mattino successivo dobbiamo tornare a Torino, e mentre smontiamo la tenda Andrea mi chiede della sera precedente: hai scopato? E io: niente di che.
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