Francesco
scritto il 2026-10-25 tempo di lettura 5 min
di
PatrocloPiemontese
genere
cura
A+
Gli slip giusti
Mi sono sempre piaciuti i ragazzi. Soprattutto quelli belli. Preferivo la compagnia di ragazzi a quella delle ragazze. Le trovavo noiose; mentre coi maschi, quelli belli, mi trovavo perfettamente a mio agio. Poiché sono un bel ragazzo non feci fatica a trovare ragazze facili con cui nascondere la mia omosessualità. La prima ragazza con cui feci sesso era piccoletta di statura ma graziosa e sexy. Mi eccitava l’idea che fosse una ragazza facile che tutti i miei amici avevano scopato. Non fu facile perchè avevo il terrore di fare cilecca, che l’uccello non diventasse abbastanza duro da poter entrare. Così rinviavo e quando si prospettava la possibilità di stare soli e provare, trovavo scuse. Finché una sera lei mi mise di brutto una mano nelle mutande e cominciò a masturbarmi. Lo prese in bocca e sborrai quasi subito. Ma mi diede il coraggio di tentare la penetrazione: così mi stesi a pancia in su e lei mi montò a cavalcioni infilandosi in un batter d’occhio il mio cazzo che stava riprendendosi dalla prima sborrata. L’orgasmo che ne seguì fu decisamente appagante. Visto il successo della prima volta, provai con altre ragazze e la cosa funzionò. Giunsi a pensare che l’essermi innamorato di ragazzi fosse dovuto alla incertezza della adolescenza. Che non fossi per nulla gay. E poi con un ragazzo che si faceva? Nelle mie fantasie mi limitavo a spogliare, a masturbare magari anche a succhiare, ma soprattutto mi intrigava la bellezza del corpo maschile.
Fu così che quando la relazione con una ragazza andò storta riaffiorò il dubbio. Che in fretta divenne certezza: a me piacciono i ragazzi, devo assolutamente provare a fare sesso con un ragazzo. Del giro di conoscenze maschili che frequentavo nessuno mi sembrava percorribile. Inoltre avevo fama di uno che “carica” e non volevo rivelare a nessuno la mia omosessualità. Dovevo provare con uno sconosciuto. Ero sulla soglia dei 30 anni, cerco su internet, frugo nei vari siti di incontri, finché mi imbatto nella foto di un ragazzo che poteva avere la mia età, sudamericano, carnagione più scura della mia, indossa un paio di slip bassi, bianchi, non griffati di quelli che si trovano nelle bancarelle del mercato ammucchiati alla rinfusa che costano al più un paio di euro (ma perché i ragazzi gay portano mutande Calvin Klein? detesto le divise). Il particolare delle mutande è decisivo. Lo voglio| Chiamo, sono agitatissimo; la cosa mi intriga e mi spaventa nello stesso tempo. Nessuna risposta. Riprovo più tardi. Niente. Mi impunto, ho scelto e non voglio accontentarmi di un altro. Stavo quasi per cercare una alternativa quando mi suona il cellulare e vedo che è lui. Ciao, dice con voce sensuale, ho visto che mi hai cercato, sono Francisco, e tu? Posso fare qualcosa per te? Spiego: finora ho scopato solo con ragazze, ma mi piacciono gli uomini, e voglio provare. Posso venire da te o preferisci raggiungermi? Vieni da me abito in un piccolo appartamento molto accogliente. Ti aspetto. Sono in borgo san Paolo, facile da raggiungere. Una doccia veloce, sono agitato e arrapato insieme. Mi infilo uno slip di “intimissimi", bianco, un paio di jeans e una maglietta e via. Quando sono sotto casa messaggio: “sono qui”, “Apro 4.p”, e scatta la serratura elettrica del portoncino. Arrivato al 4. piano ci sono 4 porte, una è socchiusa e come mi avvicino si apre facendomi entrare. Francisco è dietro alla porta con solo gli slip bianchi. E’ bellissimo! molto più bello che nelle foto. Non mi par vero di poter toccare, baciare, abbracciare, masturbare una cosa così bella. Altroché le ragazze con cui scopavo.
Mi vede agitato, sente le mie mani gelide, mi sveste con calma e mi fa stendere sul letto; nudo con il cazzo in tiro. Mi fa mettere a pancia in giù, mi cosparge di olio profumato e comincia a massaggiarmi; poco per volta mi rilasso. Mi fa girare e comincia a massaggiarmi davanti. Passa più volte vicino al mio cazzo bello duro, mi piacerebbe me lo toccasse, ma mi fa aspettare. Poi si sfila gli slip e una volta rimasto nudo come me, versa un po’ di olio tiepido sul mio pisello e comincia a masturbarlo. Godo, non mi par vero. Gli chiedo di smettere perchè sento che sto per sborrare e non voglio sprecare l’occasione. Gli dico che avrei piacere di scambiarci i ruoli, io che ungo e accarezzo il suo corpo per succhiarne la bellezza e per togliermi la voglia dopo tanta attesa e dissimulazione. Lo masturbo: ha un cazzo più grande del mio, bello in tiro. Mentre con una mano masturbo con l’altra, lubrificata, gli apro le gambe e gli infilo un dito nel culo dopo avere giocato un po’ attorno all’ano. Prendo in bocca il suo uccello: che bello! lecco la cappella mentre con una mano masturbo. Non smetterei mai. Allunga una mano sul comodino e si mette il profilattico; lubrifica versando olio sul preservativo e unge accuratamente il mio buco. Lui è disteso sulla schiena, io sono a cavalcioni, mi dice: siediti sopra. Con una mano guido il suo cazzo e lentamente comincia a entrare: fa male, ma man mano che penetra sembra che si allentino degli anelli, quando arriva al fondo il dolore è passato prevale un piacere localizzato su in alto dove finisce la punta del suo uccello. Comincia scoparmi con decisione e ritmo. Che bello! poi mi titilla il glande, delicatamente; sento salire lo sperma. Vengo mentre lui spinge più in fondo che può: un orgasmo lunghissimo che spruzza lo sperma sul suo petto. Ho provato un piacere intenso e sono felice.
Sono io, quello vero, senza finzioni nè bugie. Finalmente E per soli 70€!
Mi sono sempre piaciuti i ragazzi. Soprattutto quelli belli. Preferivo la compagnia di ragazzi a quella delle ragazze. Le trovavo noiose; mentre coi maschi, quelli belli, mi trovavo perfettamente a mio agio. Poiché sono un bel ragazzo non feci fatica a trovare ragazze facili con cui nascondere la mia omosessualità. La prima ragazza con cui feci sesso era piccoletta di statura ma graziosa e sexy. Mi eccitava l’idea che fosse una ragazza facile che tutti i miei amici avevano scopato. Non fu facile perchè avevo il terrore di fare cilecca, che l’uccello non diventasse abbastanza duro da poter entrare. Così rinviavo e quando si prospettava la possibilità di stare soli e provare, trovavo scuse. Finché una sera lei mi mise di brutto una mano nelle mutande e cominciò a masturbarmi. Lo prese in bocca e sborrai quasi subito. Ma mi diede il coraggio di tentare la penetrazione: così mi stesi a pancia in su e lei mi montò a cavalcioni infilandosi in un batter d’occhio il mio cazzo che stava riprendendosi dalla prima sborrata. L’orgasmo che ne seguì fu decisamente appagante. Visto il successo della prima volta, provai con altre ragazze e la cosa funzionò. Giunsi a pensare che l’essermi innamorato di ragazzi fosse dovuto alla incertezza della adolescenza. Che non fossi per nulla gay. E poi con un ragazzo che si faceva? Nelle mie fantasie mi limitavo a spogliare, a masturbare magari anche a succhiare, ma soprattutto mi intrigava la bellezza del corpo maschile.
Fu così che quando la relazione con una ragazza andò storta riaffiorò il dubbio. Che in fretta divenne certezza: a me piacciono i ragazzi, devo assolutamente provare a fare sesso con un ragazzo. Del giro di conoscenze maschili che frequentavo nessuno mi sembrava percorribile. Inoltre avevo fama di uno che “carica” e non volevo rivelare a nessuno la mia omosessualità. Dovevo provare con uno sconosciuto. Ero sulla soglia dei 30 anni, cerco su internet, frugo nei vari siti di incontri, finché mi imbatto nella foto di un ragazzo che poteva avere la mia età, sudamericano, carnagione più scura della mia, indossa un paio di slip bassi, bianchi, non griffati di quelli che si trovano nelle bancarelle del mercato ammucchiati alla rinfusa che costano al più un paio di euro (ma perché i ragazzi gay portano mutande Calvin Klein? detesto le divise). Il particolare delle mutande è decisivo. Lo voglio| Chiamo, sono agitatissimo; la cosa mi intriga e mi spaventa nello stesso tempo. Nessuna risposta. Riprovo più tardi. Niente. Mi impunto, ho scelto e non voglio accontentarmi di un altro. Stavo quasi per cercare una alternativa quando mi suona il cellulare e vedo che è lui. Ciao, dice con voce sensuale, ho visto che mi hai cercato, sono Francisco, e tu? Posso fare qualcosa per te? Spiego: finora ho scopato solo con ragazze, ma mi piacciono gli uomini, e voglio provare. Posso venire da te o preferisci raggiungermi? Vieni da me abito in un piccolo appartamento molto accogliente. Ti aspetto. Sono in borgo san Paolo, facile da raggiungere. Una doccia veloce, sono agitato e arrapato insieme. Mi infilo uno slip di “intimissimi", bianco, un paio di jeans e una maglietta e via. Quando sono sotto casa messaggio: “sono qui”, “Apro 4.p”, e scatta la serratura elettrica del portoncino. Arrivato al 4. piano ci sono 4 porte, una è socchiusa e come mi avvicino si apre facendomi entrare. Francisco è dietro alla porta con solo gli slip bianchi. E’ bellissimo! molto più bello che nelle foto. Non mi par vero di poter toccare, baciare, abbracciare, masturbare una cosa così bella. Altroché le ragazze con cui scopavo.
Mi vede agitato, sente le mie mani gelide, mi sveste con calma e mi fa stendere sul letto; nudo con il cazzo in tiro. Mi fa mettere a pancia in giù, mi cosparge di olio profumato e comincia a massaggiarmi; poco per volta mi rilasso. Mi fa girare e comincia a massaggiarmi davanti. Passa più volte vicino al mio cazzo bello duro, mi piacerebbe me lo toccasse, ma mi fa aspettare. Poi si sfila gli slip e una volta rimasto nudo come me, versa un po’ di olio tiepido sul mio pisello e comincia a masturbarlo. Godo, non mi par vero. Gli chiedo di smettere perchè sento che sto per sborrare e non voglio sprecare l’occasione. Gli dico che avrei piacere di scambiarci i ruoli, io che ungo e accarezzo il suo corpo per succhiarne la bellezza e per togliermi la voglia dopo tanta attesa e dissimulazione. Lo masturbo: ha un cazzo più grande del mio, bello in tiro. Mentre con una mano masturbo con l’altra, lubrificata, gli apro le gambe e gli infilo un dito nel culo dopo avere giocato un po’ attorno all’ano. Prendo in bocca il suo uccello: che bello! lecco la cappella mentre con una mano masturbo. Non smetterei mai. Allunga una mano sul comodino e si mette il profilattico; lubrifica versando olio sul preservativo e unge accuratamente il mio buco. Lui è disteso sulla schiena, io sono a cavalcioni, mi dice: siediti sopra. Con una mano guido il suo cazzo e lentamente comincia a entrare: fa male, ma man mano che penetra sembra che si allentino degli anelli, quando arriva al fondo il dolore è passato prevale un piacere localizzato su in alto dove finisce la punta del suo uccello. Comincia scoparmi con decisione e ritmo. Che bello! poi mi titilla il glande, delicatamente; sento salire lo sperma. Vengo mentre lui spinge più in fondo che può: un orgasmo lunghissimo che spruzza lo sperma sul suo petto. Ho provato un piacere intenso e sono felice.
Sono io, quello vero, senza finzioni nè bugie. Finalmente E per soli 70€!
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