Pecorina a colazione
scritto il 2026-10-19 tempo di lettura 3 min
di
Marco1973
genere
etero
cura
C
Mattina d’estate. Temperatura appena sopportabile. Sono seduto in cucina a bere il caffé. Mia moglie al lavello, immersa nei suoi pensieri, sta risciacquando alcune stoviglie.
Indossa una lunga maglietta di cotone leggero che scende morbidamente sui fianchi mettendo piacevolmente in risalto le gambe nude. E’ da un po’ che non scopiamo. Afa e figli non lo permettono. Nella frescura mattutina lascio il caffè sorseggiato a metà, sfilo i boxer e mi porto dietro di lei, abbracciandola in vita. Presa alla sprovvista mi allontana con un colpo di sedere. Io però ce l'ho duro ed ho voglia di scopare. Mi riavvicino è le sollevo lentamente la maglietta mettendo in mostra le sue belle natiche. Inizio ad accarezzarle i fianchi e questa volta lei è più condiscendente. La bacio sul collo, risalgo sotto la maglietta fino ad trovare i piccoli seni. I capezzoli sono turgidi, Dio solo sa perché quelle piccole ciliegine mi eccitino così tanto. Li pizzico lievemente, facendola sussultare.
Sospirando, appoggiata sul lavello, porge piano il bacino. Le mie dita s’intrufulano tra le gambe fino a raggiungere il suo bocciolo. L’accarezzo piano. Individuo col polpastrello il punto più sensibile, sfiorandolo dolcemente con movimenti circolari. Sento le sue labbra inumidirsi.
Mani sui fianchi la penetro lentamente, col solo glande. Mi fermo. Sospiri. L’afferro per i capelli provocandole un leggero dolore che ben accompagna quell'irrefrenabile desiderio. Le le giro la testa di lato e la bacio.
Mi sorride. Prende la mia mano libera e la appoggia su una tetta. I nostri corpi fremono. La temperatura aumenta. Un lieve colpo di reni ed il membro scivola interamente dentro di lei lasciando i miei testicoli aggrappati al suo sedere.
Con le lingue intreciate muoviamo i bacini in perfetto controritmo. Probabilmente le sue aspettative erano più ambiziose: al mio orgasmo il suo sguardo è piuttosto contrariato. Il cazzo dentro di lei e la mano che le costringe il capo, la obbligano ad una posa plastica piuttosto sensuale che mette in risalto le tette: "Porco" mi sussurra all'orecchio: "Mi consideri solo quando hai voglia di svuotarti i coglioni". Effettivamente non ha tutti i torti ma come ammetterlo? "Non è colpa mia se il caldo mi rilassa" le rispondo di rimando stampandole un bacio sulle labbra. Sempre col cazzo tra le gambe ed il capo inarcato mi sorride sarcastica: "Vuoi dirmi che devo accontentarmi di sveltine fino all'autunno?". Lo sguardo è provocante. Purtroppo non c'è tempo per un secondo round: "Adesso fai la brava" le rispondo: "Devo prepararmi per andare al lavoro. Stasera se i bambini si addormentano presto, e se sarai abbastanza carina con me (soffocotto ndr), ti prometto una bella ripassata! Che ne dici ?”.
Questa volta è lei, sorridente, a stamparmi un bacio sulle labbra: "Affare fatto! Ora però toglimi il tuo coso dalle gambe che la tua schiavetta sessuale deve ancora finire di sciacquare le stoviglie..."
Indossa una lunga maglietta di cotone leggero che scende morbidamente sui fianchi mettendo piacevolmente in risalto le gambe nude. E’ da un po’ che non scopiamo. Afa e figli non lo permettono. Nella frescura mattutina lascio il caffè sorseggiato a metà, sfilo i boxer e mi porto dietro di lei, abbracciandola in vita. Presa alla sprovvista mi allontana con un colpo di sedere. Io però ce l'ho duro ed ho voglia di scopare. Mi riavvicino è le sollevo lentamente la maglietta mettendo in mostra le sue belle natiche. Inizio ad accarezzarle i fianchi e questa volta lei è più condiscendente. La bacio sul collo, risalgo sotto la maglietta fino ad trovare i piccoli seni. I capezzoli sono turgidi, Dio solo sa perché quelle piccole ciliegine mi eccitino così tanto. Li pizzico lievemente, facendola sussultare.
Sospirando, appoggiata sul lavello, porge piano il bacino. Le mie dita s’intrufulano tra le gambe fino a raggiungere il suo bocciolo. L’accarezzo piano. Individuo col polpastrello il punto più sensibile, sfiorandolo dolcemente con movimenti circolari. Sento le sue labbra inumidirsi.
Mani sui fianchi la penetro lentamente, col solo glande. Mi fermo. Sospiri. L’afferro per i capelli provocandole un leggero dolore che ben accompagna quell'irrefrenabile desiderio. Le le giro la testa di lato e la bacio.
Mi sorride. Prende la mia mano libera e la appoggia su una tetta. I nostri corpi fremono. La temperatura aumenta. Un lieve colpo di reni ed il membro scivola interamente dentro di lei lasciando i miei testicoli aggrappati al suo sedere.
Con le lingue intreciate muoviamo i bacini in perfetto controritmo. Probabilmente le sue aspettative erano più ambiziose: al mio orgasmo il suo sguardo è piuttosto contrariato. Il cazzo dentro di lei e la mano che le costringe il capo, la obbligano ad una posa plastica piuttosto sensuale che mette in risalto le tette: "Porco" mi sussurra all'orecchio: "Mi consideri solo quando hai voglia di svuotarti i coglioni". Effettivamente non ha tutti i torti ma come ammetterlo? "Non è colpa mia se il caldo mi rilassa" le rispondo di rimando stampandole un bacio sulle labbra. Sempre col cazzo tra le gambe ed il capo inarcato mi sorride sarcastica: "Vuoi dirmi che devo accontentarmi di sveltine fino all'autunno?". Lo sguardo è provocante. Purtroppo non c'è tempo per un secondo round: "Adesso fai la brava" le rispondo: "Devo prepararmi per andare al lavoro. Stasera se i bambini si addormentano presto, e se sarai abbastanza carina con me (soffocotto ndr), ti prometto una bella ripassata! Che ne dici ?”.
Questa volta è lei, sorridente, a stamparmi un bacio sulle labbra: "Affare fatto! Ora però toglimi il tuo coso dalle gambe che la tua schiavetta sessuale deve ancora finire di sciacquare le stoviglie..."
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Marco1973
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