Grazie zia Graziana! (parte 3)

scritto il 2026-10-21 tempo di lettura 5 min

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Già ai tempi del fidanzamento con zio Arturo la moglie Graziana era alquanto “chiacchierata” e ricordo che ai miei e al resto della famiglia non piaceva affatto: disinvolta e disinibita, molto sexy, di famiglia modesta, scuola dell’obbligo finita a stento e scarsa voglia di lavorare, secondo loro era più interessata al cospicuo patrimonio di famiglia di mio zio che a lui, sovrappeso e afflitto da miopia e calvizie, insomma non certo un adone…
In breve lei era riuscita a farsi mettere incinta e a farsi sposare, convincendo mio zio ad andare in affitto in un quartiere costoso e nel giro di un paio d’anni si era mangiata il tesoretto del marito tra pellicce, vestiti firmati, vacanze di lusso, attività commerciali fallimentari, etc.!
Il parentame era ovviamente disperato, anche perché nel frattempo era nata pure la secondogenita e zio Arturo era senza lavoro… grazie alle conoscenze di qualche parente alla fine era riuscito a trovare un modesto impiego ma ovviamente di fare la bella vita di prima non se ne parlava più!
Sicuramente mio zio era molto innamorato della moglie di cui era succube, consapevole forse di non esserne fisicamente all’altezza.
Purtroppo dopo il matrimonio, con le preoccupazioni economiche che ne seguirono, aveva preso a bere…
Complice l'alcol e problemi alla prostata, aveva cominciato a soffrire di impotenza, come avevo scoperto origliando nelle riunioni di famiglia che si tenevano nelle domeniche d’inverno a casa nostra.
In quegli anni vedevo gli zii e i cuginetti solo a qualche comunione o battesimo, dove la presenza di Graziana scatenava sempre i pettegolezzi acidi delle altre zie per il suo fare disinvolto e l’abbigliamento con scollature e spacchi che lasciava poco spazio all’immaginazione e al sottoscritto largo spazio alle… seghe a raffica!
In realtà che ricordi nessuno poteva dire di averla mai “pizzicata” a cornificare il povero zio, ma che lui fosse un gran cornuto era dato per scontato da tutti.
Mi affascinava soprattutto fantasticare su come lei riuscisse a soddisfare le sue voglie senza farsi mai cogliere sul fatto, lasciando zie, cognate e cugine a spettegolare senza prove…
Da brava troia tutta "casa e chiesa", la zietta era anche un’abile manipolatrice: la prima estate trascorsa insieme (i miei e gli zii affittavano a mezzi una villetta bifamigliare con i giardini comunicanti) ricordo lunghe chiacchierate con lei distesa languidamente sul lettino in spiaggia fumando una sigaretta dopo l’altra e sfogliando le sue immancabili riviste di sexy-gossip mentre mi eccitava con le sue forme generose in bella vista a malapena coperte dai micro-bikini che “indossava” (si fa per dire!) soprattutto quando non c’era mio zio...
Si descriveva come una mammina affettuosa e mogliettina integerrima, innamoratissima del marito nonostante fosse minidotato e impotente (quando lo ricordava riusciva perfino a farsi spuntare una lacrimuccia, con tanto di teatrale "ma io lo amo lo stesso!!!"), concupita da tanti uomini ma sempre fedele alla famiglia, etc. etc.
Nella mia ingenuità, in quelle prime settimane trascorse insieme al mare mi stavo convincendo davvero che in fondo fosse “tutto fumo e niente (o comunque poco) arrosto”, cioè che alla fin fine la moglie di mio zio fosse solo una bella milfona esibizionista che godeva a eccitare i maschi e niente più…
Nel mio caso poi lo faceva sicuramente con un pizzico di sadismo, facendomi chiaramente capire che… “guardare e non toccare”!
Il “doppio cassetto” dei costumi era un esempio di come Graziana riusciva a gestire abilmente in famiglia la sua troiaggine: avevo infatti scoperto che aveva un "cassetto famiglia" con bikini moderatamente osé ma al limite della decenza per una mogliettina e mammina integerrima, da indossare quando c’erano mio zio e i miei o magari parenti venuti a trovarci, e quello che chiamavo “cassetto sporcacciona” per gli altri giorni (e per la mia goduria!) con un assortimento di tanga e microbikini il cui top non riusciva a coprire neppure le areole dei suoi capezzoloni e dal cui perizoma spuntavano i peli pubici nonostante si depilasse!
Una volta ricordo che mentre scendevamo in spiaggia con la famiglia al completo si era accorta di aver dimenticato a casa il costume di ricambio, mi ero offerto di tornare indietro a prenderlo e, ingenuamente, avevo scelto di proposito dal “cassetto sporcacciona” un tanga rosso assolutamente indecente che aveva sfoggiato in settimana facendomi segare come un pazzo tutto il giorno!
Quando gliel'avevo dato già pregustando le seghe che mi sarei fatto l'aveva subito fatto sparire nella borsa sussurrandomi imbarazzata "ma sei matto?!? Questo non mi copre manco l'anima!!!" per non farsi sentire da mio zio che giocava con i pupi sotto l'ombrellone, così ero dovuto tornare a casa a prenderle un bikini dal cassetto “famiglia”!
A distanza di tanti anni sono convinto che quelle sue provocazioni seguite immancabilmente da parte mia da una raffica di seghe che mi lasciavano vistose occhiaie avevano anche lo scopo (pienamente raggiunto!) di rendermi suo devoto scudiero, difatti ben presto aveva cominciato a usarmi a suo piacimento per mollarmi i cuginetti quando con varie scuse cornificava mio zio, come avrei scoperto presto…

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