Il Padrone celato - settima parte
di
Serena Rossi
genere
dominazione
Il giorno successivo durante le ore che mi separavano dalla cena continuava in me il pensiero della immagine di Enzo che chiudeva frettolosamente la chat. È un tarlo che mi accompagno' per tutto il giorno, la curiosità era tanta come la consapevolezza di non volerlo mettere alle strette, desideravo anzi che lui si potesse sentire rilassato, solo così senza metterlo sulla difensiva avrei capito quanto fosse realmente sincero.
Per questo durante il pasto assecondando la sua curiosità che non era mai venuta meno volli raccontargli di una delle serate "particolari" del mio passato con Andrea.
Le sorprese con Master non mancavano mai…ma-di quella di ieri sera ne porto ancora il vivo ricordo, caldo e dolorante ricordo, sia nella memoria che nel, sul mio corpo.
Un giorno ricevetti un pacco, il solito pacco, per modalità e forma.
Oramai sapevo riconoscere il mittente…il mio Padrone.
Un pacco che conteneva soltanto un invito e un paio di mutandine.
La lingerie era di pizzo nero e di dimensioni small. Un capo davvero minimale che aveva come caratteristica di essere aperto sul didietro. Lasciava il sedere, il buchetto e il perineo senza copertura, mentre il davanti era di fatto una mutandina normale.
Il biglietto invece era un invito formale ad una degustazione di vini, di bollicine in particolare, con le indicazioni del luogo e della data. Soltanto un post scriptum vergato a mano da Andrea specificava la destinazione di quel capo: da indossare….
Come sempre queste convocazioni mi lasciavano un misto di tensione ed eccitazione. La curiosità dell’evento, che non dovevo mai sottovalutare, unita alla perplessità dell’evento stesso mi fecero stare in quei due giorni come su un ottovolante dalle emozioni ballerine. Preoccupazione si alternava a sicurezza, fantasie si accostavano ad altre esperienze già vissute…l’eccitazione mi avvolgeva tutta, dalla pelle alla fica, dai capezzoli ai capelli…ero io che mi guardavo dal di fuori e non riuscivo a capire perché in certi momenti neanche mi riconoscevo, sembravo una Troia vittima del calore, una Troia in calore.
Arrivai in perfetto orario. Addirittura uscii dal lavoro in anticipo per passare da casa per sistemarmi al meglio.
Il locale era pieno, ma quell’invito era per un party privato che si stava tenendo in una parte riservata della struttura.
Fui introdotta alla seduta di degustazione da un cameriere come spesso succedeva durante le chiamate del Master: “La Troia è arrivata…” rivolgendosi ad Andrea…il quale mi prese per mano e mi presentò alla stessa maniera ai partecipanti…”Camilla è arrivata…” e facendomi accomodare prosegui “ possiamo cominciare …
Oltre a me e al Master c’erano altre cinque persone…nessun altro.
Andrea ci descrisse il primo spumante, un “Alta Langa” di quasi 10 anni d’invecchiamento e versò in ogni calice la dose corretta.
Proseguì con il secondo vino…uno Champagne demisec…stesse modalità e stessa somministrazione.
I partecipanti al panel esprimevano ognuno il parere che i vini stimolavano, e la serata si stava, stranamente, sviluppando su una sospetta normalità.
Solo allora mi accorsi che sul tavolo era presente il programma di quell’avvenimento: i due vini menzionati e al terzo punto in scaletta soltanto un nome: Camilla.
Andrea gestiva al meglio i commenti e le riflessioni che nascevano e nel breve si passò da un assaggio ad una vera e propria degustazione, dove al posto di poche gocce i calici venivano riempiti e svuotati rapidamente.
Fu in quel frangente che il Master mi venne a sollevare e portandomi verso un divano di fronte alla tavolata cominciò ad illustrare il terzo assaggio della serata: Camilla, cioè io.
In effetti non pronunciò il mio nome, che tutti immagino oramai conoscevano, ma disse semplicemente: “adesso tocca alla Troia…” e fermandosi un attimo a guardarmi negli occhi “--anzi, diccelo Tu cosa vuoi che facciamo…”
Rimasi un secondo in attesa, mi presi quegli istanti- per riflettere, fintamente riflettere…e gli dissi “Assaggiatemi…assaggiate una vera Troia…”
Andrea fece un sorriso di compiacimento, e diede inizio alla terza degustazione.
Mi legò le mani davanti, con un nastro di seta e con uno simile mi cinse la testa, gli occhi in particolare. Era un assaggio “Blind” spiegò agli ospiti, c’era da indovinare…
Mentre mi faceva alzare davanti a tutti e presentava l’assaggio il mio stato d’eccitazione era salito di livello. Sentivo i capezzoli e i seni esplodere dentro al reggipetto e un calore dilatarsi dentro me, calore e umidità che nascevano nella fica.
Mi sollevò la gonna in grembo, ancora davanti a tutti, sapevo cosa stavano guardando…tutti.
Quelle mutandine…
E quando mi fece girare, di schiena, ecco che un mormorio di sorpresa ed eccitazione si sollevò. Quel capo aveva colpito, e non poco.
Mi fece accomodare in ginocchio sul divanetto, a novanta, alla pecorina, con le mani appoggiate alla spalliera e il sedere ben in alto, ben in evidenza ai loro sguardi e alle loro, immagino, eccitazioni.
Andrea allora si mise a spiegare le modalità di quella terza sessione:
“La Troia dovrà indovinare quale sarà di Voi cinque colui che la toccherà, e quando indovinerà la persona sarà eliminata dal giro, cosi fino a quando rimarrà uno solo che sarà il vincitore. Se la Troia non indovina sarà sottoposta ad una piccola penitenza…”
Mi sentivo tutta eccitata… le uniche parole che ricordavo erano “toccherà” e “penitenza”.
Andrea proseguì con le regole di quel momento: “adesso ognuno di Voi si farà conoscere da Camilla, in modo che Lei dopo vi possa Ri-conoscere durante gli assaggi…” e sorridendo prosegui ”venite davanti alla sua bocca e fatevi fare un pompino alle dita della mano, decide voi quali e quante….. Tu Camilla memorizza, potrebbe esserti molto utile…”
Il tempo sembrava essersi fermato, pensavo di aver capito male o di non aver capito, ma invece…
Il primo fu un tale Carlo che mi infilò in bocca prima l’indice, poi il medio, seguirono, più o meno alla stessa maniera Luigi, Franco, Massimo e Ottavio.
Il Master torno da me con un calice di Champagne che mi invitò a bere prima di iniziare ufficialmente l’assaggio, il mio assaggio…
Lo sentii mettersi di fianco a me e dare l’Ok al primo.
Non sapevo cosa aspettarmi ma ci vollero veramente un paio di secondi per capirlo.
Sentii un dito penetrarmi, cosi, senza preavviso. Ero si bagnata ed eccitata, ma non me lo aspettavo. Mi sfuggi' anche un mugolio ma Andrea mi corresse immediatamente… “concentrati Troia” con un leggero schiaffo sulla natica.
Il dito si muoveva avanti e indietro cercando un proprio piacere personale e stimolando nel contempo uno mio, ma senza una logica e senza una reale capacità di far godere.
La mia eccitazione nasceva dall’essere li, col mio Master e con gli occhi di tutti i presenti addosso.
E nonostante tutto l’orgasmo mi stava montando. Lo sentivo salire dalle gambe e scendere dal petto, concentrarsi nella fica, ma Andrea fu rapido nell’interrompere tutto.
Fece uscire quelle dita da me e mi chiese chi poteva essere quella prima “toccata”…
Ci pensai qualche secondo, ma senza una reale cognizione. Buttai li “Massimo”…ma la risposta fu accolta con una serie di risate e di commenti che mi fecero capire subito dell’errore.
“Prima penitenza…” disse allora Andrea e, da bendata sentii arrivare qualcuno davanti a me e il suo cazzo appena dopo si faceva strada nella mia bocca.
Non era un approccio da pompino, la persona mi mise il cazzo in bocca e iniziò a scoparmi, senza darmi il tempo di reagire.
Soltanto qualche colpo però, Andrea lo fermò e diede il là al secondo.
Sentii altre dita, prima approcciarsi al mio clitoride e poi farsi spazio dentro alla mia fica…fino in fondo,
prima una e poi, come prima, due dita, con una terza che mi accarezzava il buchetto.
“Franco” dissi appena quelle dita si staccarono da me, ma le solite risate mi fecero capire che non era la risposta esatta.
“Seconda penitenza”…e questa volta senti le stesse dita ritornare alla mia fica, e poi una terza aggiungersi e una quarta che tentava di seguire le altre. Un fisting o quasi…
Io bagnata come non mai, un lieve dolore per l’inaspettata dilatazione, ma tanta eccitazione che ancora stava montando per uscire come lo spumante dalla bottiglia quando si agita.
Ma ancora Andrea fermò tutti e tutto…
“Ti piace Troia?” mi domandò. “Ti devi impegnare di più…
Arrivò un altro e proprio dietro si fece conoscere.
Sentii che si metteva il dito in bocca e dopo percepii lo stesso dito farsi strada nel mio culo.
Un movimento lento ma deciso, fino in fondo.
Per istinto cercai di sottrarmi, ma Andrea mi tenne ben stretta.
“Falle sentire il suo odore prima che indovini…” e quel dito mi fu messo sotto al naso.
“Franco” dissi ancora mentre effettivamente sentivo sulla mano che mi era vicina quello che da sempre mi accompagna, il profumo di femmina, il mio profumo che riconoscerei fra mille.
Nessuna risata, soltanto il Master che certficò la risposta esatta con una dolce manata ancora sul gluteo.
“Brava Troia….ottimo intuito…”…
Il gioco stava proseguendo. Sentii altre dita lubrificarsi nella mia fica e poi entrare nel mio culo, subito…
Stavo godendo, avevo la pelle d’oca e le cosce imbrattate dai miei umori che colavano.
“Franco…” dissi ancora accorgendomi un secondo dopo di aver sbagliato ….
“Lo fai apposta?” disse Andrea sorridendo….”scatta comunque una penitenza…
Sentii una presenza davanti a me, il Master che mi prendeva il viso e tenendolo fermo lo fece avvicinare al sedere di qualcuno…
“Lecca Troia, lecca bene cosi la prossima volta non sbagli…”
Mi ritrovai a leccare il buco del culo di qualcuno appoggiato a me, che si schiacciava contro di me.
“Lecca, lecca bene….”…
Altre dita e altra risposta.
Ottavio e Massimo li indovinai quasi per caso.
Ne rimanevano due, il 50 per cento di probabilità di indovinare.
Ero stanca ed eccitata come non mai.
Sentii altre dita farsi largo fra le labbra della mia fica e poi essere risucchiate. Mi aveva assaggiata. E poi affondare di sorpresa nel mio culo, con dito medio…questo lo riconoscevo…
“Luigi…” risposi proprio mentre stava uscendo da quella ispezione anale.
Un secco “No” di Andrea…e un “vai con la penitenza…” furono le parole che sentii prima della penetrazione. Non col dito o con le dita…
Fui inculata cosi, a secco…senza preavviso.
Trattenni il respiro un pochino per il dolore…e soprattutto per la grande sorpresa.
“Vai vai…alla Troia piace…” sentivo Andrea incitare chi stava violando il mio sfintere, ed effettivamente stavo godendo…e non poco.
Soltanto qualche colpo e mi lasciò cosi, con tanta voglia ancora ma senza nulla di fatto.
Sentii proseguire il gioco.
Ancora sul mio culo.
Prima un dito…poi due e poi un terzo.
Il movimento era gentile ma costante e penetrativo.
Sentii anche un quarto dito approcciarsi al mio deretano mentre Il Master mi teneva ben aperta e dilatata.
Non ebbi dubbi…era Carlo….quello con le dita più sottili dei cinque…
“Carlo…” gridai…e un applauso accolse la mia risposta.
“Bene…” disse Andrea…” il gioco è finito…un panel complicato ma che vedo è piaciuto un pochino a Tutti…” e cosi facendo mi stava accarezzando fra le gambe dopo avermi abbassato le mutandine.
“Adesso il brindisi finale…allora”…
Mi liberò le mani e gli occhi, mi fece sedere con le gambe larghe e mi invitò a masturbarmi.
I cinque commensali erano intorno ame che si stavano masturbando a loro volta…e Andrea, di lato, che osservava la scena.
“Brindate a questa serata…tutti insieme…”
Io inizia a toccarmi il bottoncino, era duro con le labbra gonfie di voglia e desiderio.
La fica era un lago di umori e il vedere quei cinque che si segavano col mio corpo come acceleratore fece esplodere il godimento che stavo covando da tanto.
Un paio vennero mentre stavo venendo anch’io, gli altri pochi istanti dopo.
Sembravamo brindare a un qualcosa, ma senza calici, solo con un nettare naturale a fare da collante…
Andrea mi lasciò soltanto qualche minuto, poi mi fece rimettere quelle mutandine e abbassare la gonna.
Chiamò il cameriere per farmi accompagnare all’uscita.
“La troia va via…puoi accompagnarla passando dal salone principale?”
Non ero più fresca come quando ero arrivata, lo sapeva e voleva che tutti i presenti, non soltanto quelli della stanza lo vedessero.
È passato molto tempo ma il vivo ricordo che ho ancora addosso non riesco a controllarlo.
Finito il racconto Enzo ha gli occhi e la bocca spalancati, rosso in viso e con una erezione impossibile da celare.
Attendo qualche istante utile alla sua ripresa, cerca di simulare un ritrovato controllo per poi chiedermi insistentemente quali siano i miei piani per il futuro.
Gli rispondo che purtroppo vorrei tanto conoscere quelli di Andrea, perché ne sono certa ogni oltre ragionevole dubbio che sia lui il padrone celato.
"Caro Enzo di una cosa sono sicura, che tornerà presto a farsi vivo alzando la posta. Se tu vorrai potresti essere colui che può darmi una mano a chiudere per sempre questo giogo."
"Ma io lo voglio!"
"E perché sei così sicuro di volerlo Enzo?.."
"Perché io ti amo dal primo momento che ti ho vista Camilla, anche se tu non te ne sei mai accorta.."
"Ti terrò aggiornato Enzo, ora portami a casa che sono molto stanca e ho bisogno di riposare."
Giunti a destinazione vedo nel suo viso la frustrazione per doversi alienare da me senza un proseguimento fisico.
Mi sfilo le mutandine che hanno raccolto molta della mia eccitazione rilasciata durante il racconto. Le appoggio sul cruscotto congedandomi.
"Fanne buon uso Enzo, a presto."
Per questo durante il pasto assecondando la sua curiosità che non era mai venuta meno volli raccontargli di una delle serate "particolari" del mio passato con Andrea.
Le sorprese con Master non mancavano mai…ma-di quella di ieri sera ne porto ancora il vivo ricordo, caldo e dolorante ricordo, sia nella memoria che nel, sul mio corpo.
Un giorno ricevetti un pacco, il solito pacco, per modalità e forma.
Oramai sapevo riconoscere il mittente…il mio Padrone.
Un pacco che conteneva soltanto un invito e un paio di mutandine.
La lingerie era di pizzo nero e di dimensioni small. Un capo davvero minimale che aveva come caratteristica di essere aperto sul didietro. Lasciava il sedere, il buchetto e il perineo senza copertura, mentre il davanti era di fatto una mutandina normale.
Il biglietto invece era un invito formale ad una degustazione di vini, di bollicine in particolare, con le indicazioni del luogo e della data. Soltanto un post scriptum vergato a mano da Andrea specificava la destinazione di quel capo: da indossare….
Come sempre queste convocazioni mi lasciavano un misto di tensione ed eccitazione. La curiosità dell’evento, che non dovevo mai sottovalutare, unita alla perplessità dell’evento stesso mi fecero stare in quei due giorni come su un ottovolante dalle emozioni ballerine. Preoccupazione si alternava a sicurezza, fantasie si accostavano ad altre esperienze già vissute…l’eccitazione mi avvolgeva tutta, dalla pelle alla fica, dai capezzoli ai capelli…ero io che mi guardavo dal di fuori e non riuscivo a capire perché in certi momenti neanche mi riconoscevo, sembravo una Troia vittima del calore, una Troia in calore.
Arrivai in perfetto orario. Addirittura uscii dal lavoro in anticipo per passare da casa per sistemarmi al meglio.
Il locale era pieno, ma quell’invito era per un party privato che si stava tenendo in una parte riservata della struttura.
Fui introdotta alla seduta di degustazione da un cameriere come spesso succedeva durante le chiamate del Master: “La Troia è arrivata…” rivolgendosi ad Andrea…il quale mi prese per mano e mi presentò alla stessa maniera ai partecipanti…”Camilla è arrivata…” e facendomi accomodare prosegui “ possiamo cominciare …
Oltre a me e al Master c’erano altre cinque persone…nessun altro.
Andrea ci descrisse il primo spumante, un “Alta Langa” di quasi 10 anni d’invecchiamento e versò in ogni calice la dose corretta.
Proseguì con il secondo vino…uno Champagne demisec…stesse modalità e stessa somministrazione.
I partecipanti al panel esprimevano ognuno il parere che i vini stimolavano, e la serata si stava, stranamente, sviluppando su una sospetta normalità.
Solo allora mi accorsi che sul tavolo era presente il programma di quell’avvenimento: i due vini menzionati e al terzo punto in scaletta soltanto un nome: Camilla.
Andrea gestiva al meglio i commenti e le riflessioni che nascevano e nel breve si passò da un assaggio ad una vera e propria degustazione, dove al posto di poche gocce i calici venivano riempiti e svuotati rapidamente.
Fu in quel frangente che il Master mi venne a sollevare e portandomi verso un divano di fronte alla tavolata cominciò ad illustrare il terzo assaggio della serata: Camilla, cioè io.
In effetti non pronunciò il mio nome, che tutti immagino oramai conoscevano, ma disse semplicemente: “adesso tocca alla Troia…” e fermandosi un attimo a guardarmi negli occhi “--anzi, diccelo Tu cosa vuoi che facciamo…”
Rimasi un secondo in attesa, mi presi quegli istanti- per riflettere, fintamente riflettere…e gli dissi “Assaggiatemi…assaggiate una vera Troia…”
Andrea fece un sorriso di compiacimento, e diede inizio alla terza degustazione.
Mi legò le mani davanti, con un nastro di seta e con uno simile mi cinse la testa, gli occhi in particolare. Era un assaggio “Blind” spiegò agli ospiti, c’era da indovinare…
Mentre mi faceva alzare davanti a tutti e presentava l’assaggio il mio stato d’eccitazione era salito di livello. Sentivo i capezzoli e i seni esplodere dentro al reggipetto e un calore dilatarsi dentro me, calore e umidità che nascevano nella fica.
Mi sollevò la gonna in grembo, ancora davanti a tutti, sapevo cosa stavano guardando…tutti.
Quelle mutandine…
E quando mi fece girare, di schiena, ecco che un mormorio di sorpresa ed eccitazione si sollevò. Quel capo aveva colpito, e non poco.
Mi fece accomodare in ginocchio sul divanetto, a novanta, alla pecorina, con le mani appoggiate alla spalliera e il sedere ben in alto, ben in evidenza ai loro sguardi e alle loro, immagino, eccitazioni.
Andrea allora si mise a spiegare le modalità di quella terza sessione:
“La Troia dovrà indovinare quale sarà di Voi cinque colui che la toccherà, e quando indovinerà la persona sarà eliminata dal giro, cosi fino a quando rimarrà uno solo che sarà il vincitore. Se la Troia non indovina sarà sottoposta ad una piccola penitenza…”
Mi sentivo tutta eccitata… le uniche parole che ricordavo erano “toccherà” e “penitenza”.
Andrea proseguì con le regole di quel momento: “adesso ognuno di Voi si farà conoscere da Camilla, in modo che Lei dopo vi possa Ri-conoscere durante gli assaggi…” e sorridendo prosegui ”venite davanti alla sua bocca e fatevi fare un pompino alle dita della mano, decide voi quali e quante….. Tu Camilla memorizza, potrebbe esserti molto utile…”
Il tempo sembrava essersi fermato, pensavo di aver capito male o di non aver capito, ma invece…
Il primo fu un tale Carlo che mi infilò in bocca prima l’indice, poi il medio, seguirono, più o meno alla stessa maniera Luigi, Franco, Massimo e Ottavio.
Il Master torno da me con un calice di Champagne che mi invitò a bere prima di iniziare ufficialmente l’assaggio, il mio assaggio…
Lo sentii mettersi di fianco a me e dare l’Ok al primo.
Non sapevo cosa aspettarmi ma ci vollero veramente un paio di secondi per capirlo.
Sentii un dito penetrarmi, cosi, senza preavviso. Ero si bagnata ed eccitata, ma non me lo aspettavo. Mi sfuggi' anche un mugolio ma Andrea mi corresse immediatamente… “concentrati Troia” con un leggero schiaffo sulla natica.
Il dito si muoveva avanti e indietro cercando un proprio piacere personale e stimolando nel contempo uno mio, ma senza una logica e senza una reale capacità di far godere.
La mia eccitazione nasceva dall’essere li, col mio Master e con gli occhi di tutti i presenti addosso.
E nonostante tutto l’orgasmo mi stava montando. Lo sentivo salire dalle gambe e scendere dal petto, concentrarsi nella fica, ma Andrea fu rapido nell’interrompere tutto.
Fece uscire quelle dita da me e mi chiese chi poteva essere quella prima “toccata”…
Ci pensai qualche secondo, ma senza una reale cognizione. Buttai li “Massimo”…ma la risposta fu accolta con una serie di risate e di commenti che mi fecero capire subito dell’errore.
“Prima penitenza…” disse allora Andrea e, da bendata sentii arrivare qualcuno davanti a me e il suo cazzo appena dopo si faceva strada nella mia bocca.
Non era un approccio da pompino, la persona mi mise il cazzo in bocca e iniziò a scoparmi, senza darmi il tempo di reagire.
Soltanto qualche colpo però, Andrea lo fermò e diede il là al secondo.
Sentii altre dita, prima approcciarsi al mio clitoride e poi farsi spazio dentro alla mia fica…fino in fondo,
prima una e poi, come prima, due dita, con una terza che mi accarezzava il buchetto.
“Franco” dissi appena quelle dita si staccarono da me, ma le solite risate mi fecero capire che non era la risposta esatta.
“Seconda penitenza”…e questa volta senti le stesse dita ritornare alla mia fica, e poi una terza aggiungersi e una quarta che tentava di seguire le altre. Un fisting o quasi…
Io bagnata come non mai, un lieve dolore per l’inaspettata dilatazione, ma tanta eccitazione che ancora stava montando per uscire come lo spumante dalla bottiglia quando si agita.
Ma ancora Andrea fermò tutti e tutto…
“Ti piace Troia?” mi domandò. “Ti devi impegnare di più…
Arrivò un altro e proprio dietro si fece conoscere.
Sentii che si metteva il dito in bocca e dopo percepii lo stesso dito farsi strada nel mio culo.
Un movimento lento ma deciso, fino in fondo.
Per istinto cercai di sottrarmi, ma Andrea mi tenne ben stretta.
“Falle sentire il suo odore prima che indovini…” e quel dito mi fu messo sotto al naso.
“Franco” dissi ancora mentre effettivamente sentivo sulla mano che mi era vicina quello che da sempre mi accompagna, il profumo di femmina, il mio profumo che riconoscerei fra mille.
Nessuna risata, soltanto il Master che certficò la risposta esatta con una dolce manata ancora sul gluteo.
“Brava Troia….ottimo intuito…”…
Il gioco stava proseguendo. Sentii altre dita lubrificarsi nella mia fica e poi entrare nel mio culo, subito…
Stavo godendo, avevo la pelle d’oca e le cosce imbrattate dai miei umori che colavano.
“Franco…” dissi ancora accorgendomi un secondo dopo di aver sbagliato ….
“Lo fai apposta?” disse Andrea sorridendo….”scatta comunque una penitenza…
Sentii una presenza davanti a me, il Master che mi prendeva il viso e tenendolo fermo lo fece avvicinare al sedere di qualcuno…
“Lecca Troia, lecca bene cosi la prossima volta non sbagli…”
Mi ritrovai a leccare il buco del culo di qualcuno appoggiato a me, che si schiacciava contro di me.
“Lecca, lecca bene….”…
Altre dita e altra risposta.
Ottavio e Massimo li indovinai quasi per caso.
Ne rimanevano due, il 50 per cento di probabilità di indovinare.
Ero stanca ed eccitata come non mai.
Sentii altre dita farsi largo fra le labbra della mia fica e poi essere risucchiate. Mi aveva assaggiata. E poi affondare di sorpresa nel mio culo, con dito medio…questo lo riconoscevo…
“Luigi…” risposi proprio mentre stava uscendo da quella ispezione anale.
Un secco “No” di Andrea…e un “vai con la penitenza…” furono le parole che sentii prima della penetrazione. Non col dito o con le dita…
Fui inculata cosi, a secco…senza preavviso.
Trattenni il respiro un pochino per il dolore…e soprattutto per la grande sorpresa.
“Vai vai…alla Troia piace…” sentivo Andrea incitare chi stava violando il mio sfintere, ed effettivamente stavo godendo…e non poco.
Soltanto qualche colpo e mi lasciò cosi, con tanta voglia ancora ma senza nulla di fatto.
Sentii proseguire il gioco.
Ancora sul mio culo.
Prima un dito…poi due e poi un terzo.
Il movimento era gentile ma costante e penetrativo.
Sentii anche un quarto dito approcciarsi al mio deretano mentre Il Master mi teneva ben aperta e dilatata.
Non ebbi dubbi…era Carlo….quello con le dita più sottili dei cinque…
“Carlo…” gridai…e un applauso accolse la mia risposta.
“Bene…” disse Andrea…” il gioco è finito…un panel complicato ma che vedo è piaciuto un pochino a Tutti…” e cosi facendo mi stava accarezzando fra le gambe dopo avermi abbassato le mutandine.
“Adesso il brindisi finale…allora”…
Mi liberò le mani e gli occhi, mi fece sedere con le gambe larghe e mi invitò a masturbarmi.
I cinque commensali erano intorno ame che si stavano masturbando a loro volta…e Andrea, di lato, che osservava la scena.
“Brindate a questa serata…tutti insieme…”
Io inizia a toccarmi il bottoncino, era duro con le labbra gonfie di voglia e desiderio.
La fica era un lago di umori e il vedere quei cinque che si segavano col mio corpo come acceleratore fece esplodere il godimento che stavo covando da tanto.
Un paio vennero mentre stavo venendo anch’io, gli altri pochi istanti dopo.
Sembravamo brindare a un qualcosa, ma senza calici, solo con un nettare naturale a fare da collante…
Andrea mi lasciò soltanto qualche minuto, poi mi fece rimettere quelle mutandine e abbassare la gonna.
Chiamò il cameriere per farmi accompagnare all’uscita.
“La troia va via…puoi accompagnarla passando dal salone principale?”
Non ero più fresca come quando ero arrivata, lo sapeva e voleva che tutti i presenti, non soltanto quelli della stanza lo vedessero.
È passato molto tempo ma il vivo ricordo che ho ancora addosso non riesco a controllarlo.
Finito il racconto Enzo ha gli occhi e la bocca spalancati, rosso in viso e con una erezione impossibile da celare.
Attendo qualche istante utile alla sua ripresa, cerca di simulare un ritrovato controllo per poi chiedermi insistentemente quali siano i miei piani per il futuro.
Gli rispondo che purtroppo vorrei tanto conoscere quelli di Andrea, perché ne sono certa ogni oltre ragionevole dubbio che sia lui il padrone celato.
"Caro Enzo di una cosa sono sicura, che tornerà presto a farsi vivo alzando la posta. Se tu vorrai potresti essere colui che può darmi una mano a chiudere per sempre questo giogo."
"Ma io lo voglio!"
"E perché sei così sicuro di volerlo Enzo?.."
"Perché io ti amo dal primo momento che ti ho vista Camilla, anche se tu non te ne sei mai accorta.."
"Ti terrò aggiornato Enzo, ora portami a casa che sono molto stanca e ho bisogno di riposare."
Giunti a destinazione vedo nel suo viso la frustrazione per doversi alienare da me senza un proseguimento fisico.
Mi sfilo le mutandine che hanno raccolto molta della mia eccitazione rilasciata durante il racconto. Le appoggio sul cruscotto congedandomi.
"Fanne buon uso Enzo, a presto."
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