Il corso di recupero punti - prima parte

scritto il 2026-10-19 tempo di lettura 6 min

di
genere
trio
cura
A

La patente di Paolo era appesa a un filo, solo quattro punti erano rimasti dopo una serie di multe per eccesso di velocità accumulate correndo tra un supermercato e l'altro della catena. Per un responsabile direttivo sempre in movimento, la prospettiva di una sospensione era un vero incubo professionale. Doveva iscriversi urgentemente al primo centro disponibile per completare il corso di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale.
La scena era stata predisposta fin dall'inizio: due giorni consecutivi, dalle 8:30 alle 16:30, in una normale stanza di un hotel di periferia. La regola d'oro, stabilita fin da subito, era ferrea: cellulari spenti e riposti in borsa, pena l'immediata esclusione senza convalida dei punti.
Nella stanza, diciassette persone formavano un microcosmo eterogeneo e prevalentemente maschile. Il gruppo era composto da quindici uomini e due donne. I loro profili erano vari e distinti: tassisti esperti, un'infermiera indaffarata, camionisti abituati a lunghi viaggi e alcuni giovani autisti un po' ansiosi.
Nel bel mezzo di quell'incontro, Paolo si distinse immediatamente. In ottima forma fisica, elegante, con una presenza naturale esaltata da un abbigliamento curato, attirò l'attenzione non appena si mosse.
Di fronte a loro c'erano le due facilitatrici incaricate di condurre queste sedici ore di seminari, che incarnavano due stili diametralmente opposti.
La prima, l'esperta di sicurezza stradale, sfoggiava un look sportivo molto casual: una valchiria biondo platino in abbigliamento da palestra che accentuava la sua figura tonica e scolpita.
La seconda, la psicologa, emanava un fascino più discreto ma dirompente: una giovane donna minuta di origini mediterannee, il viso incorniciato da eleganti occhiali, un sorriso perenne, una bocca particolarmente espressiva e un seno generoso sotto il top aderente.
Fin dai primi minuti e dalle prime presentazioni, l'atmosfera era carica di una tensione palpabile.
Le simulazioni e gli esercizi di gruppo promettevano di essere lunghi, ma gli sguardi intensi che si scambiavano le due donne e Paolo lasciavano intendere che quei due giorni sarebbero stati ben più di una semplice revisione del Codice della Strada.
Alle 12:30, la pausa pranzo fu accolta come una liberazione da tutto il gruppo. Liberi dall'obbligo del silenzio, i tirocinanti hanno lasciato rapidamente la stanza per recarsi nei ristoranti vicini o alle proprie auto.
Paolo, avendo previsto come si sarebbe svolta la giornata, preferì rimanere lì. La sua insalata, preparata quella stessa mattina, gli risparmiò la folla delle trattorie locali.
Si accomodò su una sedia in un angolo appartato della stanza, nascosto dietro una grande bacheca e un espositore di volantini sulla sicurezza stradale. Invisibile dalla porta d'ingresso, iniziò a consumare il suo pranzo in tutta tranquillità, nella ritrovata serenità.
Pochi minuti dopo, il rumore della porta che si apriva ruppe il silenzio. Le due relatrici entrarono nella stanza, con i rispettivi pranzi in mano. Convinte di essere sole nel locale deserto, abbandonarono immediatamente la riservatezza professionale e il tono accademico che avevano mantenuto per tutta la mattinata.
Spostarono due sedie al centro della stanza e si sedettero.
"Questo gruppo non è male, sono piuttosto energici... soprattutto uno di loro, vero?" iniziò la psicologa, togliendosi gli occhiali e appoggiandoli sul tavolo. "L'hai notato anche tu?" replicò l'altra con un pizzico di divertita esitazione.
"Il famoso Paolo... non sono sposata, ma lui, l'avrei mangiato vivo. Ha una presenza incredibile."
Nascosto dietro il suo schermo improvvisato, Paolo si immobilizzò, con la forchetta sospesa a pochi centimetri dalla bocca. Ascoltò ogni parola con un'attenzione improvvisamente maggiore.
"È vero, è affascinante", aggiunse la seconda relatrice. "Ha questo lato molto sicuro di sé che è piuttosto attraente. È assolutamente irresistibile."
La conversazione assunse un tono più intimo man mano che l'atmosfera si rilassava, convinte di essere completamente al riparo da orecchie indiscrete.
"Dimmi, hai mai tradito tuo marito?" chiese la terapista con tono più confidenziale.
"Sì, è successo, ma mai per molto tempo. A volte ho degli impulsi che non riesco a controllare... Proprio ora, per esempio, sarei capace di fare un pompino a questo tizio, proprio qui."
Scoppiarono in una risata maliziosa e soffocata.
Nello stesso istante, Paolo, sorpreso dalla franchezza dell'osservazione, si strozzò con il sorso d'acqua. Un forte e involontario attacco di tosse risuonò in tutta la stanza.
Le risate delle due donne si interruppero bruscamente. Calò immediatamente un pesante silenzio.
«C'è qualcuno?» esclamò la psicologa, mettendosi in piedi di scatto, con lo sguardo fisso sul fondo della stanza.
Paolo si alzò lentamente dalla sedia e aggirò la bacheca per uscire alla luce. Un leggero sorriso gli increspò le labbra mentre guardava le due donne perplesse, posò la bottiglia d'acqua e ruppe il silenzio imbarazzante con una voce perfettamente calma e diretta:
"Sì, scusa... Sono io, Paolo. Abbiamo ancora 40 minuti di pausa. Se vuoi divertirti e mantenere la promessa che hai appena fatto, sono completamente disponibile."
Colte di sorpresa dalla franchezza della proposta e dall'audacia della situazione, le due donne si scambiarono un rapido sguardo imbarazzato, prima che il divertimento e il desiderio prendessero il sopravvento.
"Bene... andiamo allora", disse la psicologa, alzandosi per prima.
Lo raggiunsero al centro della stanza, al riparo delle finestre che davano sul corridoio.
La sua esitazione era svanita, sostituita dall'urgenza del momento e dal rischio di essere scoperti. Paolo si slacciò la cintura e si abbassò i pantaloni.
Le due donne si inginocchiarono davanti a lui. Senza ulteriori indugi, una iniziò il contatto stimolando la base, mentre l'altra prese il sopravvento, avvolgendo il suo pene con una suzione calda e costante.
Alternavano il ritmo con fluida sincronia, scambiandosi i ruoli a seconda delle sensazioni, sfruttando appieno la situazione improvvisata.
Con l'avvicinarsi della fine della pausa, l'intensità aumentò rapidamente. Paolo guidò il movimento fino al punto di non ritorno, rilasciando la sua eiaculazione direttamente nella bocca della psicologa.
Senza interrompere il contatto, lei si alzò e baciò immediatamente la collega, condividendo il fluido in un bacio appassionato.
La calma tornò con la stessa rapidità con cui era svanita.
Le due presentatrici si ricomposero con pochi rapidi movimenti per cancellare ogni traccia di imbarazzo. La psicologa si rimise gli occhiali e si sistemò la maglietta.
"Bene, dovremo riprendere la sessione tra cinque minuti... Grazie Paolo", concluse con un tono al contempo divertito e professionale.
Il pomeriggio dedicato alla sensibilizzazione sulla sicurezza stradale stava assumendo un carattere completamente diverso.
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