Il Padrone celato - epilogo
di
Serena Rossi
genere
dominazione
Raggiungo Enzo al momento della chiusura del bar. Mi aspetta pieno di curiosità dal primo pomeriggio, da quando è stato avvertito del mio passaggio.
Mi guarda in tralice sempre più impaziente.
"Enzo è per dopodomani".
"Va bene Camilla, ti accompagno io se vuoi".
"È impossibile amico mio, viene a prendermi un suo collaboratore. Ho preteso di essere prelevata qui al bar, visto anche l'outfit che dovrò "indossare", se così possiamo chiamarlo. Ho dunque bisogno di te, del tuo aiuto, potrai seguirci a distanza grazie a un rilevatore gps che porterò con me, pensi di potercela fare?"
"Ma certamente Camilla!"
"Bene Enzo, ci vediamo allora dopodomani verso quest'ora, cerca di chiudere un pochino prima.."
Quando due giorni dopo torno al bar la mia mente è fredda e determinata, so di giocarmi tutto, se fallirò sarà una condanna senza appello, mi aspetterà la dannazione trascinando con me anche il mio amico penso con un velo di tristezza.
Estraggo dalla trolley che porto con me il necessario, nella stessa custodirò i miei abiti che serviranno dopo.
Finito di spogliarmi guardo la valigia aperta su un tavolo.
"Enzo guarda, il gps è cucito all'interno del collare, proprio dietro la scritta SLUT, come vedi dallo stesso partono delle catene con quattro pinze con chiusura a vite. Io metto quelle sui capezzoli, tu per favore occupati delle grandi labbra".
Io ho già finito quando ancora lui armeggia con mano tremante e ampia sudorazione del viso.
"Stai tranquillo Enzo siamo in buono anticipo, fai con calma, stringi bene le viti come ho fatto io con i capezzoli".
Lo accarezzo sul viso, lui mi sorride goffamente, ha una erezione più che evidente che spinge sul pantalone.
Mi piego appoggiando il busto su un tavolo chiedendogli di infilarmi il plug.
"Enzo ho dimenticato il lubrificante, tu non hai nulla per aiutarmi?"
"Tranquilla Camilla, ci penso io".
Con la coda dell'occhio lo vedo chinarsi, sento afferrare i miei glutei e poi divaricarli, la sua lingua calda appoggiarsi sulle mie creste anali.
Inizia un rimming delizioso che non solo è utile a rilassarmi ma ad eccitarmi fortemente.
Termina a malincuore infilandomi con facilità il plug.
Adesso la sua erezione è completamente fuori controllo.
Qualche minuto è rimasto penso mentre gli sbottono il pantalone.
"Ssss Enzo, ho bisogno di abbassare la tua tensione, è necessario tu sia lucido ed anche io". Gli dico proprio prima di ingoiarlo completamente.
La sua grande eccitazione mista alla mia voracità fanno si che venga molto presto.
Lo trattengo ancora un po' dopo il suo orgasmo per raccogliere le ultime gocce.
"Enzo, mi raccomando tieni una certa distanza, ricorda la valigia con i miei vestiti e intervieni solo quando mi senti urlare forte BASTA!"
Rimaniamo in silenzio fino a quando non giunge l'auto. Esco completamente nuda traballante su tacchi impossibili da camminare.
Viaggio bendata con il cuore in tumulto, penso a cosa mi attende, a Enzo che non perda il segnale, mi domando come mi stia guardando il giovane uomo che guida.
Dopo un tempo impossibile da poter definire vista la mia condizione alienante sento l'auto fermarsi e poco dopo la mia portiera aprirsi.
Sotto braccio faccio alcuni passi e mi trovo all'interno di uno spazio in cui percepisco una temperatura più alta.
Vengo sbendata, ci sono luci tenui di faretti che lasciano ampi spazi di penombra.
Guardandomi attorno colgo la spartanita' di questa ampia sala riscaldata da degli split.
Al centro una gogna, davanti alla stessa una grande poltrona in pelle imbottita, ed eccolo.....
Andrea!
Vederlo dopo tanto tempo mi procura sentimenti contrastanti, non è solo odio no, sento che l'enorme legame che mi aveva unito a lui è ancora un sentimento vivo, mi spavento e temo che questo mini la mia lucidità.
È nudo e altrettanto in ginocchio lo è una giovane e bellissima ragazza intenta in un e lento e costante pompino che tiene fieramente eretto quel cazzo che non riesco a dimenticare.
Vedo nel suo sguardo la solita eccitazione mista ad una perversione introvabili, ma c'è anche tanto altro. Delusione, stanchezza, rabbia e un rancore livoroso.
Senza nemmeno dover dare l'ordine il suo collaboratore mi assicura alla gogna, ora (a meno che io non chiuda gli occhi il mio sguardo è fisso nel suo. Per un attimo l'unico rumore che si percepisce e l'osceno risucchio provocato dalla fellatio. E poi Lui parla...
"Grandissima Troia eccoti qui, ci tenevo per un' ultima volta a guardare negli occhi la mia più grande scoperta e la più grande delusione. Ti avevo plasmata come nessun altra, mai, mai nessuna aveva avuto il tuo mercato.
C'erano uomini che venivano da altri continenti con i loro jet privati e disposti a spendere migliaia di euro per una notte con te.
Nessuna puttana mi aveva reso così tanto, nessuna. Non saresti mai finita per una strada tu.
Avevo appena concluso la trattativa con un emiro che avrebbe pagato un milione per averti nel suo harem, avevo già incassato il primo acconto, ma poi il tuo cornuto mi ha denunciato alla DIA.
Sono dovuto scappare e nascondermi come un appestato.."
Trasecolo interrompendolo.
"Master ma io non ho mai saputo nulla, pensavo fossi morto e lo pensava anche mio marito."
"Taci Troia! Il cornuto sapeva benissimo che non ero morto o forse lo sperava per paura. Ho dovuto far credere al mondo intero fosse così per salvarmi, braccato come ero come un cane.
Sono sopravvissuto con l'unico intento di vendicarmi ed è stato facile come pensavo. È bastato lanciare l'amo perché tu abboccassi, troppo forte il richiamo della voce del Padrone perché tu non ci cascassi, vero Troia??"
Un piccolo cenno al suo collaboratore ed ecco spuntare un vero e proprio toro da monta, un energumeno di muscoli e nervi di oltre cento chili con un cazzo spaventoso, una sorta di priapo in salsa moderna.
Il terrore si dipinge sul mio viso, ma si specchia riflesso nei suoi che all'opposto si accendono diabolicamente.
"L'ho fatto imbottire di viagra, ti devasterà per ore..."
"No Andrea, ti prego, mi ucciderà, fammi almeno lubrificare..."
Il demonio si è impossessato di lui, ha uno sguardo perso, adesso impone alla povera ragazza un ritmo accelerato della bocca sul suo cazzo.
Urlo, urlo BASTA, una due tre volte, invano...
Avrà perso il segnale? Sarà stato ucciso? Mi ha tradita ed è d'accordo con lui?
Mi sento perduta mentre la bestia incomincia a spingere. Morirò qui, stasera, penso quando perdo presto i sensi.
Vengo risvegliata da uno sparo che mette sul chi va là i presenti e sento un forte odore ferroso di sangue segno della mia lacerazione.
"Vai a vedere che succede" dice Andrea al suo collaboratore.
Appena apre la porta sento uno sparo ancora più forte anche se dalla mia posizione non posso ancora capire cosa succeda, almeno fino a quando entra nel mio campo visivo il volto di Enzo che sta puntando l'arma contro il bull freddandolo all'istante. Parte del sangue schizzato dal suo corpo sporca il mio viso.
Tenendo sotto tiro un allibito Andrea e la ragazza che strilla mi libera dal giogo.
Mi affretto a mettermi vicino alla sventurata colpendola con uno schiaffo per calmarla e successivamente le dico di fuggire dicendole di dimenticare di averci mai visti.
"Eccoci qua caro Master ti dico io ora.." anche se lui imperturbabile non perde il suo aplomb.
"Immagino che tu non ti sia mai chiesto quanto io ti abbia amato, è corretto? Per te sono stata un affare, probabilmente più lucroso di altri, ma sempre solo un affare, un veicolo per i tuoi traffici lucrosi. Che peccato Andrea, che peccato....
Passami la pistola Enzo, lui lo finisco io."
Ancora pieno di spocchia, sicuramente incredulo osserva mentre gli sparo un colpo ravvicinato.
Lui muore e una parte di me fa altrettanto.
Non voglio guardare mentre Enzo cosparge il luogo di benzina per poi dargli fuoco. All'esterno vedo il corpo a terra di un pitt bull e capisco così l'entrata in scena in ritardo di Enzo.
Mentre mi accascio sul sedile poco prima di perdere conoscenza gli chiedo di portarmi in ospedale prima possibile per essere medicata.
Le ferite passeranno, le cicatrici (soprattutto nell'anima) rimarranno a ricordare ciò che fu, ciò che poteva essere e ciò che è successo al di là dei rimpianti.
Mi guarda in tralice sempre più impaziente.
"Enzo è per dopodomani".
"Va bene Camilla, ti accompagno io se vuoi".
"È impossibile amico mio, viene a prendermi un suo collaboratore. Ho preteso di essere prelevata qui al bar, visto anche l'outfit che dovrò "indossare", se così possiamo chiamarlo. Ho dunque bisogno di te, del tuo aiuto, potrai seguirci a distanza grazie a un rilevatore gps che porterò con me, pensi di potercela fare?"
"Ma certamente Camilla!"
"Bene Enzo, ci vediamo allora dopodomani verso quest'ora, cerca di chiudere un pochino prima.."
Quando due giorni dopo torno al bar la mia mente è fredda e determinata, so di giocarmi tutto, se fallirò sarà una condanna senza appello, mi aspetterà la dannazione trascinando con me anche il mio amico penso con un velo di tristezza.
Estraggo dalla trolley che porto con me il necessario, nella stessa custodirò i miei abiti che serviranno dopo.
Finito di spogliarmi guardo la valigia aperta su un tavolo.
"Enzo guarda, il gps è cucito all'interno del collare, proprio dietro la scritta SLUT, come vedi dallo stesso partono delle catene con quattro pinze con chiusura a vite. Io metto quelle sui capezzoli, tu per favore occupati delle grandi labbra".
Io ho già finito quando ancora lui armeggia con mano tremante e ampia sudorazione del viso.
"Stai tranquillo Enzo siamo in buono anticipo, fai con calma, stringi bene le viti come ho fatto io con i capezzoli".
Lo accarezzo sul viso, lui mi sorride goffamente, ha una erezione più che evidente che spinge sul pantalone.
Mi piego appoggiando il busto su un tavolo chiedendogli di infilarmi il plug.
"Enzo ho dimenticato il lubrificante, tu non hai nulla per aiutarmi?"
"Tranquilla Camilla, ci penso io".
Con la coda dell'occhio lo vedo chinarsi, sento afferrare i miei glutei e poi divaricarli, la sua lingua calda appoggiarsi sulle mie creste anali.
Inizia un rimming delizioso che non solo è utile a rilassarmi ma ad eccitarmi fortemente.
Termina a malincuore infilandomi con facilità il plug.
Adesso la sua erezione è completamente fuori controllo.
Qualche minuto è rimasto penso mentre gli sbottono il pantalone.
"Ssss Enzo, ho bisogno di abbassare la tua tensione, è necessario tu sia lucido ed anche io". Gli dico proprio prima di ingoiarlo completamente.
La sua grande eccitazione mista alla mia voracità fanno si che venga molto presto.
Lo trattengo ancora un po' dopo il suo orgasmo per raccogliere le ultime gocce.
"Enzo, mi raccomando tieni una certa distanza, ricorda la valigia con i miei vestiti e intervieni solo quando mi senti urlare forte BASTA!"
Rimaniamo in silenzio fino a quando non giunge l'auto. Esco completamente nuda traballante su tacchi impossibili da camminare.
Viaggio bendata con il cuore in tumulto, penso a cosa mi attende, a Enzo che non perda il segnale, mi domando come mi stia guardando il giovane uomo che guida.
Dopo un tempo impossibile da poter definire vista la mia condizione alienante sento l'auto fermarsi e poco dopo la mia portiera aprirsi.
Sotto braccio faccio alcuni passi e mi trovo all'interno di uno spazio in cui percepisco una temperatura più alta.
Vengo sbendata, ci sono luci tenui di faretti che lasciano ampi spazi di penombra.
Guardandomi attorno colgo la spartanita' di questa ampia sala riscaldata da degli split.
Al centro una gogna, davanti alla stessa una grande poltrona in pelle imbottita, ed eccolo.....
Andrea!
Vederlo dopo tanto tempo mi procura sentimenti contrastanti, non è solo odio no, sento che l'enorme legame che mi aveva unito a lui è ancora un sentimento vivo, mi spavento e temo che questo mini la mia lucidità.
È nudo e altrettanto in ginocchio lo è una giovane e bellissima ragazza intenta in un e lento e costante pompino che tiene fieramente eretto quel cazzo che non riesco a dimenticare.
Vedo nel suo sguardo la solita eccitazione mista ad una perversione introvabili, ma c'è anche tanto altro. Delusione, stanchezza, rabbia e un rancore livoroso.
Senza nemmeno dover dare l'ordine il suo collaboratore mi assicura alla gogna, ora (a meno che io non chiuda gli occhi il mio sguardo è fisso nel suo. Per un attimo l'unico rumore che si percepisce e l'osceno risucchio provocato dalla fellatio. E poi Lui parla...
"Grandissima Troia eccoti qui, ci tenevo per un' ultima volta a guardare negli occhi la mia più grande scoperta e la più grande delusione. Ti avevo plasmata come nessun altra, mai, mai nessuna aveva avuto il tuo mercato.
C'erano uomini che venivano da altri continenti con i loro jet privati e disposti a spendere migliaia di euro per una notte con te.
Nessuna puttana mi aveva reso così tanto, nessuna. Non saresti mai finita per una strada tu.
Avevo appena concluso la trattativa con un emiro che avrebbe pagato un milione per averti nel suo harem, avevo già incassato il primo acconto, ma poi il tuo cornuto mi ha denunciato alla DIA.
Sono dovuto scappare e nascondermi come un appestato.."
Trasecolo interrompendolo.
"Master ma io non ho mai saputo nulla, pensavo fossi morto e lo pensava anche mio marito."
"Taci Troia! Il cornuto sapeva benissimo che non ero morto o forse lo sperava per paura. Ho dovuto far credere al mondo intero fosse così per salvarmi, braccato come ero come un cane.
Sono sopravvissuto con l'unico intento di vendicarmi ed è stato facile come pensavo. È bastato lanciare l'amo perché tu abboccassi, troppo forte il richiamo della voce del Padrone perché tu non ci cascassi, vero Troia??"
Un piccolo cenno al suo collaboratore ed ecco spuntare un vero e proprio toro da monta, un energumeno di muscoli e nervi di oltre cento chili con un cazzo spaventoso, una sorta di priapo in salsa moderna.
Il terrore si dipinge sul mio viso, ma si specchia riflesso nei suoi che all'opposto si accendono diabolicamente.
"L'ho fatto imbottire di viagra, ti devasterà per ore..."
"No Andrea, ti prego, mi ucciderà, fammi almeno lubrificare..."
Il demonio si è impossessato di lui, ha uno sguardo perso, adesso impone alla povera ragazza un ritmo accelerato della bocca sul suo cazzo.
Urlo, urlo BASTA, una due tre volte, invano...
Avrà perso il segnale? Sarà stato ucciso? Mi ha tradita ed è d'accordo con lui?
Mi sento perduta mentre la bestia incomincia a spingere. Morirò qui, stasera, penso quando perdo presto i sensi.
Vengo risvegliata da uno sparo che mette sul chi va là i presenti e sento un forte odore ferroso di sangue segno della mia lacerazione.
"Vai a vedere che succede" dice Andrea al suo collaboratore.
Appena apre la porta sento uno sparo ancora più forte anche se dalla mia posizione non posso ancora capire cosa succeda, almeno fino a quando entra nel mio campo visivo il volto di Enzo che sta puntando l'arma contro il bull freddandolo all'istante. Parte del sangue schizzato dal suo corpo sporca il mio viso.
Tenendo sotto tiro un allibito Andrea e la ragazza che strilla mi libera dal giogo.
Mi affretto a mettermi vicino alla sventurata colpendola con uno schiaffo per calmarla e successivamente le dico di fuggire dicendole di dimenticare di averci mai visti.
"Eccoci qua caro Master ti dico io ora.." anche se lui imperturbabile non perde il suo aplomb.
"Immagino che tu non ti sia mai chiesto quanto io ti abbia amato, è corretto? Per te sono stata un affare, probabilmente più lucroso di altri, ma sempre solo un affare, un veicolo per i tuoi traffici lucrosi. Che peccato Andrea, che peccato....
Passami la pistola Enzo, lui lo finisco io."
Ancora pieno di spocchia, sicuramente incredulo osserva mentre gli sparo un colpo ravvicinato.
Lui muore e una parte di me fa altrettanto.
Non voglio guardare mentre Enzo cosparge il luogo di benzina per poi dargli fuoco. All'esterno vedo il corpo a terra di un pitt bull e capisco così l'entrata in scena in ritardo di Enzo.
Mentre mi accascio sul sedile poco prima di perdere conoscenza gli chiedo di portarmi in ospedale prima possibile per essere medicata.
Le ferite passeranno, le cicatrici (soprattutto nell'anima) rimarranno a ricordare ciò che fu, ciò che poteva essere e ciò che è successo al di là dei rimpianti.
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