Lei mi tradisce con una donna e io mi scopo la suocera.

di
genere
incesti



Mi chiamo Luca, un bel trentacinquenne di media statura, occhi scuri, capelli castani tenuti molto corti, fisico abbastanza muscoloso, asciutto e tonico, ma non palestrato. Aggiungo che "Madre Natura" è stata abbastanza generosa con me, regalandomi una bella dotazione fra le gambe, sia in lunghezza che circonferenza. Sono sposato da tre anni con Viviana, una bella donna, che ha la mia stessa età. Lei è alta, bionda con gli occhi azzurri, una quarta di seno ed un bel culo tondo e sodo. Mentre lei lavora come impiegata in comune, io svolgo la professione di rappresentante di apparecchiature mediche e, a volte, capita di dovermi assentare anche per alcuni giorni da casa. Da quando siamo sposati, abitiamo in una palazzina a tre piani e, mentre noi stiamo al secondo piano, i miei suoceri abitano al piano superiore. Il mio rapporto con loro è quanto di più cordiale ci possa essere. Giulia, mia suocera è una bella donna, che ha cinquanta sette anni, un fisico ben modellato, un culo favoloso, e le tette sono sicuramente almeno una quinta piena. Le piace vestire elegante e sempre perfettamente coordinata. Indossa immancabilmente i suoi tacchi, che ne slanciano la figura ed evidenziano il suo splendido culo. Vasco, mio suocero, è più grande di lei di circa quindici anni, ed è un tranquillo pensionato che ha lavorato come tipografo e adesso conduce una vita molto semplice, monotona quanto abitudinaria. Ha sposato mia suocera perché era rimasta incinta e, in ogni caso, è sempre disponibile ad assecondare il suo volere. Lo si potrebbe definire un tranquillo sottomesso, in considerazione del carattere autoritario di lei. Un pomeriggio che sono rientrato prima dal mio giro di lavoro, mentre ero nel mio studio a riordinare i dettagli del mio lavoro, sento bussare alla porta e, quando apro, mi trovo davanti Giulia, mia suocera. Appena entrata, l’ho fatta accomodare sul divano e le ho offerto una tazza di caffè, che lei ha rifiutato. Sono rimasto un attimo in silenzio cercando di capire il motivo della sua venuta e lei, dopo un attimo d’imbarazzo, con la voce un po’ triste, mi ha guardato negli occhi ed è venuta subito al dunque.
«Luca, lo sai che ti voglio bene come ad un figlio e questo son sicura che lo sai, anzi, più che ad un figlio. Adesso promettimi che, dopo quello che sto per dirti, starai calmo. Non so se faccio bene a dirtelo, ma mi sembra doveroso che tu lo sappia. Quello che devo dirti è una cosa che riguarda un po’ tutti noi, ma soprattutto te e mia figlia Viviana.»
L’ho guardata con una certa preoccupazione, ero impaziente di capire, di sapere e lei ha continuato a parlare.
«Certi giorni, soprattutto quando tu resti fuori per lavoro, la moglie del fratello di mio marito, la zia Maria, per intenderci, viene a trovare tua moglie, si intrattiene qualche ora con lei e poi va via!»
La guardo sbigottito. Non avrei mai pensato che mia moglie potesse avere una tresca con sua zia. Mi aspettavo le corna con un maschio, ma, cazzo, con una donna, come faccio a competere? Le chiedo se ne sia davvero certa.
«Certo che lo sono, altrimenti non te ne avrei parlato. Ne ho parlato anche con tua moglie, convincendola che tra madre e figlia non devono esserci segreti e così mi ha confessato che, all’inizio, era in un momento di crisi e si è lasciata sedurre, ma poi ha continuato ad andarci a letto, perché lei la fa sentir davvero donna. Mi ha confidato che Maria è da sempre lesbica. Ha sposato lo zio Pasquale, perché ha l’arnese piccolino ed a lei piacciono cosi. Non vuole un cazzo grosso, ma uno piccolo, perché le sembra un piccolo clitoride e non la penetra mai a fondo. Questa cosa è piaciuta tanto anche a mia figlia, che ha asserito che il tuo, essendo molto grosso, quando fate l’amore, lei sente male, invece fra le sue braccia gode tantissimo e prova solo piacere.»
L’ho guardata allibito. Non sapevo cosa pensare, ma soprattutto cosa fare. Non te lo aspetti di esser fatto cornuto da una donna! Giulia, mi guarda e vedo nei suoi occhi il dispiacere per quello che mi ha rivelato.
«Aggiungo che sono molto dispiaciuta per tutto questo. Capisco che è una cosa davvero anomala e, se vuoi, ci posso porre rimedio io. Anche tuo suocero ha il cazzo piccolo, si vede che è una dote ereditaria, quando ancora facevamo l’amore ci restavo un po’ male, perché non riuscivo mai a raggiungere il piacere e ti confesso che, in più di una occasione, l’ho cornificato con il lattaio, che ogni giorno passava a portarci il latte appena munto. Adesso son quasi una decina d'anni che non scopiamo e, se ti posso confidare una cosa, a me piacciono gli arnesi grossi, proprio come il tuo.»
Ero fuori di testa, ma le parole di mia suocera erano un chiaro invito ad offrirle il mio cazzo e la sua idea di poter sostituire sua figlia, mi rincuorava un poco e, nello stesso tempo, mi intrigava tanto. Era una cosa cui non avrei mai pensato. Ho fatto una riflessione ad alta voce.
«Adesso che faccio? Divorzio? Oppure do una bella ripassata di botte a tua figlia? Non so. Mi sento confuso, tradito e, nello stesso tempo, titubante.»
«No, Luca, sta calmo! Non far sciocchezze di cui potresti poi pentirti. È inutile rovinarsi per questa cosa, cui possiamo trovar un rimedio. Ti suggerisco io una possibile soluzione, anche perché c'è dell’altro, che ancora non ti ho detto. Ho raccontato tutto a tuo suocero, che sapeva del fatto che mi lasciavo scopare dal lattaio e, poiché questa cosa a lui piaceva molto e si eccitava tantissimo, quando poteva assistere a delle vere e proprie monte a cui il tizio mi sottoponeva almeno tre o quattro volte al mese, ha convenuto con me che nostra figlia si sta comportando nei tuoi confronti da vera troietta e che tu non ti meriti questo che, se pur con una donna, sempre corna sono. È una cosa che non riesce a perdonare, soprattutto perché è sua nipote. Mi ha suggerito di dirti che, se vuoi render la pariglia a quelle due, lui è disponibile ad accettare che io mi sacrifichi e salviamo le apparenze!»
L’ho guardata meravigliato. Era incredibile! Mio suocero, che avevo conosciuto come una persona corretta, mi dichiara che, se voglio fottermi la moglie, a lui sta bene e che vuole, se possibile, assistere mentre me la scopo! Di colpo la mia collera ed il senso di smarrimento andavano a placarsi con la prospettiva di andare a letto con la suocera, che avevo sempre ammirato come donna, anche se non avevo mai, per rispetto, avuto nessuna fantasia su di lei. L’ho guardata ed ho chiesto il suo parere.
«Io, mamma, non so cosa dire! Che devo fare? Mi sembra ingiusto che voi vi dobbiate sacrificare per il comportamento scorretto di Viviana e tua cognata.»
Lei mi ha detto che questo non solo non era importante, ma non era nessun sacrificio per lei aiutarmi in un momento cosi particolare.
«Capisco che io non sono come tua moglie. Lei è giovane, bella e tu ne sei davvero innamorato, ma sono così dispiaciuta che mi sento in dovere di offrirti tutto quello che ho e senza nessuna riserva. A tuo suocero piace vedermi scopata da altri maschi e ti assicuro che, qualche volta, ho fantasticato un po’ su di te, da quando lui non mi scopa più, ed io mi sento a disagio ad andare a cercar fuori altri maschi. Sarei molto felice di poter esser la tua puttana. Sì, hai capito bene, la tua puttana!»
Ero commosso. Mi son sentito davvero lusingato da tutto questo e l’ho abbracciata. Lei mi ha stretto dolcemente ed anch’io la stringevo, abbracciato a lei. Eravamo abbracciati in piedi ed io ero davvero emozionato. Mi parlava dolcemente:
«Luca, non ti preoccupare: c'è una soluzione per ogni cosa. Vedrai che si sistema tutto. ti aiuterò io.»
Mi strinse ancora di più, affettuosamente e restammo cosi per un po’. Stretto a lei ho sentito il desiderio di scaricare la tensione accumulata e, essendo ancora stretto alle tette di mia suocera, pensai che quella era una cosa che avevo da sempre desiderato, così mi venne il cazzo duro e glielo spinsi tra le cosce. Lei si è subito spinta contro la mia verga, ormai durissima. Mi fa piacere che hai deciso di accettare la nostra proposta. Sono felice di sapere che ti ecciti con tua suocera, che ha vent’anni più di te! Adesso seguimi, andiamo a casa mia, che tuo suocero ci aspetta e ti vuol vedere mentre mi scopi.»
Mi ha preso per mano e siamo andati a casa sua. Lui mi ha accolto cordialmente.
«Bravo, Luca! Sono sicuro che non ti pentirai di aver fatto questa scelta. Vieni e divertiti, senza badare a me.»
Lei mi ha abbracciato e subito baciato in bocca. La sua lingua ha subito intrecciato una danza con la mia. Le sue mani hanno stretto in mio cazzo e, dopo averlo tirato fuori, si è girata verso di lui.
«Guarda che bel cazzo grosso e duro, tutto per me! Forse ha ragione mia figlia a pensare che è troppo grosso! Stupida lei, che non lo sa apprezzare! Adesso però me lo godo io!»
Ci siamo spogliati e subito mi ha trascinato sul letto. Distesa ho preso a leccarla fra le cosce, lei ha preso a gemere di piacere. Lui intanto ci guardava ed ho visto che si teneva il suo cazzetto in mano.
«Dai, Luca, falla impazzire! Sapessi che troia è tua suocera! Le piace così tanto il cazzo grosso, che ne ha mangiato a quintali! Quando se la scopava il lattaio, a volte, portava anche un amico e, insieme, se la fottevano; lei li mungeva e si beveva quello che definiva “latte di toro”. Ha ingoiato tanta di quella sborra, che nemmeno lei lo sa!»
Lei si avventa sul mio cazzo e se lo infila in gola. Lo succhia mentre io lecco il nettare che sgorga dalla sua fica fradicia. Gode a bocca piena e poi si gira, si inginocchia davanti a me, mentre guarda lui, e mi fa cenno di scoparla. Mi metto dietro di lei e glielo affondo piano nella fica fradicia e bollente che si ritrova. Lei geme subito di piacere.
«Sì, dai, spingilo dentro! Cazzo, come mi stai aprendo! Sì, mi piace, spingi!»
Le entro dentro e mi rendo conto che si sta aprendo e mi riceve sempre più in profondità. Quando arrivo in fondo, sta già godendo.
«Vengo! CAZZO! Mi sfonda! Dai, non ti fermare.»
La scopo come un pazzo. Lui ci osserva con il cazzo in mano, si sega piano e poi si avvicina a lei, che glielo succhia.
«Bravo sfonda questa vacca che, quando ha capito che sua figlia era finita fra le braccia di quella troia di mia cognata, ha iniziato a bagnarsi al solo pensiero di poter aver dentro! Su, dai, scopala forte, falla urlare!»
La sbatto e sfondo. Lei gode in continuazione, mentre succhia e beve la sborra del marito, che anche lui schizza rapidamente. Sono all’apice e, quando lei se ne rende conto, mi chiede di sborrarle in bocca.
«Dai, schizzami in gola, che ho sete, poi la faccio sentire a lui!»
Mi sfilo e subito lei lo prende in bocca. Mi succhia molto avidamente e, in breve, le inondo la gola.
«Bevi, zoccola! Ingoiala tutta!»
Serra le labbra e non ne fa uscire nemmeno una goccia! Poi, soddisfatta, me lo pulisce alla perfezione. Si gira verso di lui che si era seduto sul letto per osservala mentre le riempivo la bocca di sborra. Lei lo attira a sé e lo bacia con passione. Limonano e poi si girano verso di me. Lui mi sorride, mentre abbraccia lei.
«Bravo! Da questo momento, puoi venire a scoparla ogni volta che ne hai voglia, anche se io non ci sono. Non ti preoccupare per tua moglie, vedrai che troverò il modo per punirla. Quando lei è rimasta incinta, io già le permettevo di scopare in libertà e, quindi, non son sicuro che sia realmente mia figlia, ma farò in modo che abbia una punizione per averti mancato di rispetto e poi puniremo anche quella zoccola di mia cognata. Per lei ci vorrebbe una bella sfondata di cazzo! Se avrai pazienza, avrai le tue brave soddisfazioni. Per il momento, accontentati di scopare lei.»
Lo guardo e gli rispondo che son davvero felice di questa soluzione.
«Sono io che ringrazio voi! Non avrei mai pensato di giungere a tutto questo e ti assicuro che lei non è per niente un ripiego, anzi, è davvero una femmina stupenda: godere con lei mi fa davvero impazzire di piacere. Stai tranquillo che sarà mia premura fotterla il più possibile, anzi, già mi torna duro! Per il resto hai carta bianca, mi fido del tuo operato.»
Giulia sorride e mi succhia ancora il cazzo, poi se lo fa infilare nel culo. Gode, mentre lui la masturba ed io le sfondo il culo, incitato da lui che ha gli occhi che brillano di gioia. Alla fine le vengo in culo con sommo piacere di tutti. Una settimana dopo, abbiamo sorpreso mia moglie con la zia a farsi delle belle leccate. Lei è diventata subito rossa dalla vergogna e si è buttata ai miei piedi, chiedendo perdono.
«Ti prego, scusami! Ho sbagliato, ma son disposta a tutto, pur di farmi perdonare da te!»
Chi invece è rimasta di stucco, è stata Maria che, trovandosi davanti i miei suoceri, non sapeva che pesci prendere. Ha cercato di evitare l'umiliazione che gliene poteva derivare e, su questo, mio suocero è stato davvero unico.
«Non vuoi che si sappia in giro che sei una lesbica? Non si deve sapere che hai quasi rovinato la famiglia di mia figlia? Va bene, non diremo nulla a quel fesso di mio fratello, che, se lo sapesse, ti caccerebbe via di casa, ma dovrai accettare una punizione cui non potrai sottrarti, per nessun motivo.»
Lei ha cercato di capire e allora mia suocera l’ha fatta mettere carponi e, dopo aver leccato un po’ il suo culo, mi ha fatto cenno di sfoderare il cazzo e di incularla. Lei, alla vista del mio paletto, ha avuto dei ripensamenti che, però, sono stati tutti inutili.
«No! Cazzo! No! Ti prego sei troppo grosso! Mi sfondi il culo! No, dai: ti faccio un bocchino!»
Ma mio suocero la teneva stretta per i fianchi e le ha dato due belle pacche sulle chiappe, per poi intimarle di tacere.
«Zitta, troia! Adesso te lo prendi tutto e poi, quando ti brucerà il culo, ricorderai di star lontana da mia figlia! Dai, Luca, sfonda questa zoccola!»
Ho spinto con un solo colpo tutto il cazzo in quel culo decisamente stretto. Ho sentito cedere i muscoli anali e sono affondato tutto, fino in fondo. Lei ha emesso un grido di dolore, ma mia moglie la masturbava e, ben presto, mentre io le limavo il buco, lei ha smesso di lamentarsi e, incredibilmente ha preso a godere. Assecondava le mie spinte e, alla fine, mi ha chiesto di spingere più forte.
«Sì, cazzo! Non me lo ricordavo quanto fosse bello un cazzo in culo! Dai, spingimelo tutto dentro! Dai, che vengo! Godo!»
Ho guardato mio suocero che rideva soddisfatto e poi, alla fine, le ho riversato in culo una copiosa sborrata e, quando me ne sono uscito, mia suocera ha intimato a mia moglie di andare a leccare tutto quello che sgorgava da quel foro, oscenamente dilatato.
Dopo tutto questo, una sera che ero casa dei miei suoceri, con mia moglie presente che, assieme a suo padre mi guardava scopare mia suocera, incitandomi a sfondare quella vacca di sua madre, abbiamo sentito suonare alla porta. Era Maria con il marito: sono entrati e lei, con un certo imbarazzo, ci ha rivolto una richiesta quanto mai strana.
«Posso avere un po’ di quel meraviglioso cazzo di Luca nel culo? Sapete, mio marito non è convinto che io mi sia fatta scopare il culo da lui e vorrebbe assistere alla monta.»
Ho guardato gli altri che se la ridevano di gusto e poi mia suocera le ha risposto per tutti.
«Caro mio, adesso sì che dovrai fare gli straordinari! Hai tre zoccole che vogliono solo il tuo cazzo! Per me l’unica cosa importante è che io abbia sempre la mia razione quotidiana e poi, il resto, lo decidi tu!»
All’inizio è stato un po’ complicato, ma, alla fine, le ho messo a giro tutte e tre. Oggi mi scopo regolarmente tre zoccole che mi trattano come un re ed i rispettivi mariti si complimentano di come regni l’armonia nella famiglia.
Che si può desiderare di più?

scritto il
2026-08-31
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