Gli ha dato il culo!
di
pennabianca.
genere
corna
Mi chiamo Mauro, ho 24 anni, sono alto, moro, occhi scuri, fisico normale. Da tre anni sono fidanzato con Cinzia, mia coetanea. È una bella ragazza alta quanto me, bionda dai capelli a caschetto, un bel fisico snello, il seno di una quarta misura piena ed il culetto è qualcosa che te lo fa drizzare solo a guardarlo per quanto è alto, sodo, tondo ed eccitante. Anche le sue cosce sono belle, molto lunghe e ben tornite. Sessualmente parlando, è una ragazza abbastanza calda. In passato ha avuto delle esperienze con altri ragazzi, che l'hanno iniziata ai piaceri del sesso e, devo dire, tutto sommato scopare con lei è sempre qualcosa di fantastico. È abbastanza brava con la bocca, le piace molto tenere il mio membro in bocca e le piace esser ricambiata con leccate infinite e masturbata a lungo prima di esser scopata, in maniera intensa e profonda. Non mi ha mai dato il culetto, anche se l’ho desiderato fin dal primo istante che l'ho visto, ma lei, con me, è sempre stata molto restia ad usare il secondo canale. Le cose, però, son cambiate allorché, un pomeriggio, si è verificato un fatto che mi ha portato a guardar la mia fidanzata con occhi diversi. Eravamo al centro commerciale e mi aveva chiesto di accompagnarla in una di quelle boutique eleganti per donna, dove doveva lasciare un vestito da aggiustare, avendolo comprato lì poco prima. Mi ha chiesto di aspettare alla cassa, mentre si inoltrava nel retro per consegnare il vestito. Quando siamo entrati nel negozio era di buon umore, allegra, vivace e spensierata, ma, al suo ritorno, sembrava distratta e nervosa.
«Il proprietario del negozio è il Signor Alberto, un amico dei miei genitori, e mi ha detto che se vado un attimo con lui di sopra, nell'atelier, mi prende le misure in modo da poter modificare l'abito in base alla mia conformazione fisica!»
Mi ha detto che sarebbe tornata poco dopo, per cui dovevo attenderla; subito dopo è sparita di nuovo verso il retro del negozio. L’ho guardata e son giunto alla conclusione che era davvero una gran bella ragazza. Una di quelle che si possono definire “una ragazza per bene", dolce e modesta, non incline a comportamenti strani o sfacciati. Non indossava quasi mai abiti scollati, orecchini vistosi o trucco marcato. In più c'era che le esperienze fatte prima di incontrare me, non la facevano certo considerare una poco di buono, ma una ragazza con una vita assolutamente normale. Non indossava bikini minuscoli in spiaggia, né le piaceva mettersi in mostra; insomma non l'avevo mai vista fare nulla di sconveniente in pubblico, prima d'ora. Eppure sotto questa sua apparente normalità, covava ben altro che aveva a che fare con il suo bel corpo. Il seno era qualcosa che mi sorprendeva sempre quando lo toccavo: capezzoli grossi e ritti, una bocca ampia e carnosa. Il sedere era perfettamente proporzionato al resto, con una fessura liscia e ben marcata a dividere le sue natiche rotonde; tutto ciò mi avevano portato a riflettere che ero fortunato ad avere una così bella ragazza tra le mie braccia, quindi, adesso, cercavo di capire il suo repentino cambio d'umore. Così, tanto per passare il tempo, ho deciso di raggiungerla e mi sono diretto verso il retro del negozio; ho visto una scala e son salito al piano superiore, dove su un piccolo corridoio si affacciavano due porte: una era chiusa e l’altra accostata. Sono entrato in quella semiaperta un po' nervoso ed in punta di piedi, sperando di non imbattermi in qualche donna seminuda e di non beccarmi un solenne rimprovero. Non ho sentito la voce di Cinzia; ho visto che il locale si allungava sulla sinistra e poi girava a destra: ho immaginato che la sartoria fosse in fondo. Cinzia era lì? Ho girato l'angolo. C'era un laboratorio con dei tavoli e brandelli di vestiti sparsi un po' ovunque. Il posto era in disordine e non avvertivo la presenza di nessuno. Ho preso a farmi strada tra il disordine. Poi mi è sembrato di sentire un rumore, tipo respiro affannoso di qualcuno e ho udito un mormorio sommesso, come se qualcuno parlasse a bassa voce. Era la voce di un uomo, che chiedeva qualcosa o sollecitava qualcosa. Improvvisamente, e in modo perfettamente chiaro, sentito la voce di Cinzia.
«Va bene, ma facciamo in fretta!»
Lo ha detto con un tono normale, non sotto voce o qualcos'altro. La sua voce proveniva dalla mia destra, da dietro un enorme scaffale colmo di abiti, oltre il quale mi era inibita la vista. Mi son spostato in silenzio ed ho avuto subito un’ottima visuale. Per un attimo, non mi è stato chiaro cosa stessi vedendo. Ciò che vidi era un uomo, di mezza età, con i capelli scuri ed un'elegante camicia bianca; dev'esser il sarto, ho pensato; era privo di pantaloni. Le sue gambe erano leggermente divaricate e, inginocchiata davanti a lui, c’era Cinzia. I suoi capelli biondi si muovevano ritmicamente, mentre succhiava il cazzo duro, lucido ed umido dell'uomo. Dopo un po', lui si è detto soddisfatto.
«Va bene così! Dai, preparati!»
Cinzia si è alzata e, girata verso di me, che per non farmi vedere mi son abbassato un po', potendola scorgere tra alcuni vestiti; in quella posizione ho avuto una maggior visuale, ma, soprattutto lei, difficilmente avrebbe potuto vedermi. Si è portata una mano alla bocca e si è asciugata una traccia di saliva dal mento. Aveva messo un po' di rossetto prima, ma ora era tutto sbavato. Cinzia si è voltata dandomi le spalle, si è sollevata la gonna corta e si è abbassata le mutandine fino alle caviglie, poi si è chinata e se le è tolte. Le ha poggiate con cura accanto a sé, sul lungo bancone di legno. Si è sollevata meglio la gonna, scoprendo il suo splendido culetto nudo e si è chinata sul bancone. Allungando la sua mano destra, sulla quale brillava il nostro anello di fidanzamento, lei ha allargato delicatamente le natiche. Potevo vedere le pieghe sottili e delicate della sua vagina, circondate dai peli pubici corti e ben curati. Mi son girato un attimo a guardare lui ed ho visto che si stava menando il cazzo, spalmandovi sopra una sostanza oleosa. Ho notato che aveva un cazzo davvero grosso, spesso e turgido, mentre lubrificava il glande con la punta delle dita. Il sarto, in piedi dietro Cinzia, le ha messo una mano sulla schiena. Da dove mi trovavo, potevo vederlo perfettamente. Ha guidato quel grosso membro verso il sedere di Cinzia, posizionando il glande tra le sue natiche e facendo pressione sulla rosetta dell'ano. Poi, lentamente e senza alcuna esitazione, quest'uomo lo ha spinto fin in fondo, nell'ano della mia ragazza. Cinzia non ha emesso alcun suono. Lui invece mostrava di esser molto soddisfatto di quanto stava facendo ed esser riuscito a penetrare quel culetto meraviglioso.
«Ah, che meraviglia, farti il culo! È sempre stato un piacere immenso poter avere questo tuo meraviglioso culetto da sfondare per bene!»
Quando tutto il cazzo è entrato completamente dentro di lei, con i suoi fianchi pelosi appoggiati saldamente contro le natiche bianche di Cinzia, ha iniziato a muovere lentamente il cazzo dentro/fuori, avanti/indietro nel sedere della mia fidanzata. Le ha messo le mani sui fianchi per tenerla ferma ed ha iniziato ad accelerare, spingendo sempre più in profondità dentro il suo ano. Non ho potuto far a meno di immaginare il suo cazzo gonfiarsi, mentre la penetrava ripetutamente, diventando ancor più duro e lungo, man mano che procedeva nell'amplesso; di sicuro, ad ogni spinta, quel cazzo la dilatava e sfondava sempre più. Incredibilmente, mi son ritrovato a cazzo duro come il marmo e, senza neanche rendermene conto, me lo son trovato in mano e mi segavo, mentre ora vedevo Cinzia che iniziava a gemere di piacere.
«Oh sì! Muoviti più in fretta! Mi piace! Mi piace, dai che vengo!»
Godeva quella troia della mia fidanzata nel farsi pompare il culo da questo maschio più dotato di me e la sentivo realmente gemere ad ogni spinta, proprio quando il cazzo dell'uomo la riempiva in tutta la sua consistenza. Improvvisamente il sarto ha portato le mani fino alle spalle di Cinzia ed ha iniziato a dare colpi sempre più forti. La pompava con vigore e lo tirava fuori quasi del tutto, per poi infilarlo dentro di colpo con forza, quasi a volerla davvero sfondare tutta. Ho capito che stava per venire, infatti glielo ha detto.
«Cinzia, ci sono! Finalmente posso ancora sborrare dentro questo tuo culo meraviglioso! Tieni, puttanella, prendi tutto il succo delle mie palle! Cinzia, sborro!»
In quel momento, son venuto anch'io, sebbene fossi assalito da sensazioni contrastanti. Ho immaginato il suo sperma bianco e denso schizzare dentro il sedere di Cinzia ed immaginavo quanto percepisse quel pene pulsare e gonfiarsi nel suo culetto, ormai sfondato e riempito di sbroda. L'ha bloccata con le sue mani appoggiate sulle spalle ed ho visto che ha tirato il corpo di Cinzia con forza più verso di sé, cercando di spingere quel grosso cazzo quanto più a fondo possibile, nell'ano della mia ragazza. Per un attimo è rimasto così, tenendola stretta e bloccata.
«Cinzia, il tuo culo mi ha sempre fatto impazzire! Nessuna femmina mi ha mai fatto godere tanto, come quando riesco a sfondare questo tuo meraviglioso culetto!»
Poi si è rilassato, ha fatto un passo indietro e l'ha lasciata libera; quando l'ha tirato fuori, ho potuto vedere quel grosso membro che aveva perso un po' di consistenza e, nell'estrarlo ha sparato un ultimo schizzo proprio sul buchetto di Cinzia, che ho visto ridotto ad una vera voragine: ero sconvolto! In quel momento ho realizzato che forse era il caso di andarmene, perché sicuramente Cinzia sarebbe tornata presto di sotto in negozio e non volevo certo farmi trovare lì. Durante il breve tragitto, avevo la mente come spenta; non riuscivo a credere come la ragazza che fino ad oggi mi era sembrata dolce e ingenua, un po' timida in certe situazioni, si fosse lasciata sfondare il culo con quella infinita disinvoltura. Ma la cosa ancor più incredibile, era che non si era trattato della prima volta. Il porco aveva detto che era sempre un piacere quando gli pompava il culo e quindi... cazzo! Non ero neanche sposato e già ero cornuto? Son tornato rapidamente nel negozio e mi sono confuso tra le tante persone che vi erano all'interno. Ora, come avrei dovuto comportarmi con lei? Non ho avuto il tempo di darmi una risposta, perché Cinzia è arrivata, ha preso a dirigersi verso di me con passo svelto, mi ha sorriso ed ho notato che il suo rossetto ora non era più sbavato; tutto sembrava assolutamente nella norma! Mi ha preso per mano, poi, insieme, siamo usciti dal negozio.
«Scusami se ti ho fatto un po' aspettare, ma questo vestito deve esser perfetto perché lo indosserò al matrimonio di tua cugina! Fortunatamente, mi ha assicurato che sarà pronto a breve e devo venirlo a ritirare tra tre giorni.»
L'ho guardata per un attimo, senza cercare di dissimulare una certa curiosità; ho visto che lei aveva un'aria assolutamente tranquilla, normale, come sempre e nulla lasciava immaginare che in realtà si era fatta rompere il culo da un cazzo molto grosso ed ora, probabilmente, aveva le mutandine inzuppate della sborra che il porco le aveva riversato nell'intestino. Siamo usciti dal centro commerciale e poi ci siamo diretti verso casa e, poiché la mia era libera (i miei genitori erano al lavoro), con una scusa l'ho portata a casa e, appena entrati, Cinzia mi ha detto che aveva bisogno di andare in bagno.
«Scusami, amore, ma ho bisogno un attimo di andare in bagno!»
Ho sorriso e non ho replicato; appena lei ha percorso il corridoio per andare in bagno, io sono uscito dal salone; l'appartamento è munito di un ampio terrazzo che gira intorno alla casa e giunge fino alla finestra del bagno; son andato proprio lì ed ho visto Cinzia seduta sul water: si stava svuotando il culo da tutto lo sperma che quel porco le aveva schizzato dentro. Questa cosa mi ha fatto tornare il cazzo immediatamente duro. Son tornato nel salone e poi, dopo qualche minuto, lei è tornata raggiante da me; ci siamo seduti sul divano e, dopo averla baciata, l'ho guardata fissandola dritto negli occhi.
«Amore, sai bene quanto ti amo, ma ora ho bisogno di chiarire qualcosa con te!»
Mi ha guardato e mi ha sorriso, poi mi ha dato un bacio ed io, dopo aver fatto un respiro forte, ho continuato.
«Amore, ho bisogno di farti una domanda, ma desidero una risposta chiara e sincera. Da quanto tempo ti fai sfondare il culo dal sarto?»
Per un attimo mi ha guardato un po' sbalordita, poi ha cercato di negare.
«Mauro io... ma che stai dicendo: io non...»
Le ho messo la mano sulla bocca per farla tacere.
«Cinzia, non voglio troncare la nostra relazione, ma voglio semplicemente che tra noi le cose siano chiare e, soprattutto, ci sia reciproca fiducia; per raggiungere questo traguardo, ho bisogno che tu risponda chiaramente a questa domanda. Oggi ti ho visto quando ti ha sfondato a fondo il culo e ti ho anche visto qualche minuto fa, mentre te lo svuotavi di tutta la sborra che ti aveva pompato dentro. Cinzia, ti amo, ma voglio la verità!»
Ha abbassato gli occhi e poi mi ha risposto.
«Da sempre. Alberto frequenta la nostra casa da tanto tempo, è vedovo e la sua defunta moglie era la migliore amica di mia madre; io… fin da ragazzina, sono stata attratta da lui, ma… solo quando ho compiuto 18 anni e lui era rimasto vedovo, sono riuscita… vedi lui aveva paura di… all'epoca, ancora non usavo precauzioni e, quindi, per non rischiare una gravidanza, ha preferito farmi il culo e… Mauro, mi dispiace, ma quando lo fa, io godo in una maniera pazzesca! Ti ho mentito sul fatto che ho avuto altri fidanzati prima di te; in realtà è stato lui che mi ha fatto diventar donna e poi… poi sei arrivato tu ed io… amore, perdonami! So bene di averti tradito e…»
Non ha aggiunto altro, si è alzata in piedi e si è avviata verso la porta, ma io l'ho raggiunta e bloccata.
«Dove vai? Allora non hai recepito quelle che erano le mie parole? Ti ho detto che ti amo e non intendo troncare la nostra relazione, ma… capisci che in questo momento, sono incerto su cosa fare!»
Mi ha abbracciato e baciato in bocca, poi si è stretta a me. Ha sentito il mio cazzo duro ed ha allungato una mano, lo ha stretto con forza da sopra i pantaloni.
«Forse la cosa giusta è che tu, ora, me lo metta a tua volta nel culo, così da verificare se riesci a farmi godere come lui! Mauro, ti amo, ma… ti confesso che con lui ho goduto tanto, è un maschio molto vigoroso e… quando me lo mette nel culo, vado in delirio!»
L'ho messa in ginocchio sul divano, le ho abbassato le mutandine, che ho trovato completamente inzuppate del succo di quel maschio, ho appoggiato il mio membro sul suo buchetto ed è bastata una leggera pressione per ritrovarmi tutto infilato dentro di lei, fin in fondo. Cinzia ha stretto i muscoli anali ed ho sentito il mio membro letteralmente massaggiato, mentre la pompavo avanti/indietro, quasi con rabbia. Ha avuto un orgasmo quasi istantaneo.
«Sì, amore, così mi piace! Sentirlo nel culo mi fa impazzire! Dai, Mauro…. scopami bene anche tu e poi vieni!»
L'ho pompata solo per qualche minuto, ma ero troppo eccitato e troppo sconvolto, così me ne son venuto come un pivello.
«Cinzia, amore... cazzo ti sto sborrando anch'io nel culo! Amore, ti adoro perché sei una puttana rotta in culo!»
Nel sentire il calore della mia sbroda, lei ha avuto un altro orgasmo.
«Sì, Mauro, sborrami nel culo! Riempi il culo a questa puttana della tua fidanzata che va matta per sentirsi riempire il culo! Hai ragione: sono davvero una puttana rotta in culo!»
Ho schizzato non so quanto dentro di lei, poi mi son tirato indietro e, per la prima volta, è successa una cosa che con lei non era mai avvenuta: si è inginocchiata, mi ha preso il cazzo in bocca e me lo ha succhiato con forza. Sarà stata questa novità, l'eccitazione o tutta la faccenda messa insieme, ma il mio cazzo era ancora duro e così l'ho sdraiata sul divano e gliel'ho infilato davanti, trovandola bagnata fradicia. L’ho scopata come un pazzo furioso! Lei teneva le cosce aggrappate ai miei fianchi ed ha assecondato ogni colpo; mentre godeva mi incitava a trattarla ancor più da troia.
«Così, amore, mi devi trattare! Da vera puttana! Da troia! Amore, voglio esser la tua troia!»
Le sue parole hanno incendiato i miei sensi, come benzina sul fuoco e, poco dopo, ho sborrato dentro di lei e siamo rimasti abbracciati. Anche in questo caso, quando l'ho estratto, me lo ha preso in bocca e mi ha guardato con aria maliziosa.
«Mauro, vorrei... amore, voglio dirti una cosa, ma, se pensi che questo ti possa in qualche modo ferire, allora chiudimi la bocca e non permettere che parli!»
Le ho dato un bacio ed ho avvertito tra le sue labbra il mio stesso sapore; poi le ho detto che poteva parlare liberamente.
«Amore, vorrei… lo so che è pazzesco quello che sto per dirti, ma... amore, mi piacerebbe scopare con te ed Alberto insieme! Tu sei la persona che amo di più al mondo e lui è il maschio che mi ha reso donna, mi ha iniziato al piacere del sesso e… scusami, ti sembro troppo spudorata?»
Ho sorriso e le ho detto che la cosa si poteva fare; così ci siamo messi ad elaborare un piano per poter realizzare questo progetto e, casualmente, è stata proprio una telefonata di Alberto che ci ha suggerito la soluzione più adeguata. Quando ha comunicato che il vestito era pronto, Cinzia gli ha riferito che avrebbe avuto piacere a passar a casa sua per ritirarlo. Naturalmente Alberto non ha sospettato per niente quale fosse il nostro reale intendimento, è così, quando ci siamo presentati entrambi alla sua porta, è rimasto a bocca aperta, ma, dopo un attimo, ci ha fatto entrare e, appena dentro, dopo aver consegnato l'abito a Cinzia, lo ha poggiato su una sedia e si è avvicinata a lui; senza dire una sola parola, si è inginocchiata davanti a lui, che la guardava con aria sconvolta. Anch'io mi son avvicinato e mentre Cinzia prendeva il suo cazzo in bocca ancora moscio, io le ho presentato il mio perfettamente rigido. Poi mi son girato verso di lui e gli ho spiegato la situazione.
«Spero che la cosa non ti dia fastidio, ma… considerando che sei stato tu a farla donna e ad iniziarla ai piaceri del sesso, spero che mi darai una mano per farle provare un'esperienza che desidera molto: scopare con entrambi!»
È nata così la nostra storia a tre! Ora siamo sul volo che ci porta in luna di miele, perché io e Cinzia ci siamo sposati e Alberto ha cucito i nostri abiti, ma, soprattutto, ha legato la nostra storia alla sua vita e, in più, mi ha reso complice e cornuto di una donna, che quando glielo mettono nel culo va in delirio.
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