Il mio amante maturo.

di
genere
corna

Mi chiamo Lucrezia, ho 23 anni, sono di media statura, bionda dai capelli lunghi, occhi chiari, seno non eccessivamente grosso, una terza misura, ventre piatto ed un culetto che rappresenta l'attrazione particolare dei maschi, perché alto, tondo e sodo; anche le mie cosce sono belle e ben tornite. Ero una studentessa universitaria in ginecologia. Per frequentare l'università, mi ero trasferita in un'altra città ed alloggio in un palazzo, dove avevo una stanza tutta mia, condividendo l'appartamento con altre tre studentesse. Erano simpatiche e, spesso e volentieri, si divertono ad uscire con dei ragazzi, poi, quando tornavano, si vedeva chiaramente che avevano scopato, fino allo stremo; al contrario, per me il sesso rappresenta qualcosa di particolare. Avevo appena compiuto 18 anni, quando durante la prima estate al mare da maggiorenne, mentre ero in vacanza con la mia famiglia, sono rimasta affascinata da Paolo, uno splendido maschio cinquantenne, proprietario del lido dove avevamo affittato l'ombrellone. Già nel secondo giorno, ero cotta di lui: mi piaceva il suo aspetto di uomo maturo, abbronzato, con gli occhi chiari, i capelli bianchi ed un fisico abbastanza bello e prestante. La terza sera, son uscita con lui; mi ha portato in un piccolo appartamento sul mare e lì, per la prima volta, ho scoperto il sesso. È stato qualcosa di magnifico, perché mi ha fatto godere tantissimo prima con mani e bocca, e poi, quando mi ha fatto scivolare il suo splendido membro nella vagina, ho sentito solo un lieve fastidio simile ad una puntura e, subito dopo, ho provato un piacere sconvolgente. Per dodici giorni, sono stata la sua amante: mi ha insegnato tutto. Ho imparato a succhiar bene e ingoiare la sua sbroda; mi ha sverginato anche il culetto e, devo dire, che è stato un lavoretto fatto alla perfezione, perché, ancora oggi, godo molto a prenderlo dietro. Da quel momento in poi, il piacere, per me, consiste nel fatto di poter godere insieme ad un maschio maturo. Ho avuto altri due amanti, tutti cinquantenni, e mi hanno veramente fatto impazzire di piacere. Quando mi son trasferita in questa città, non avevo amanti e non ho accettato la compagnia dei miei coetanei. Lo scorso anno, quando mi son trasferita in questo nuovo alloggio, ho scoperto che, due piani sopra quello che occupo io, abita Alberto, un bel maschio cinquantenne. L'ho incontrato un paio di volte in ascensore ed ho sentito i suoi occhi indugiare sul mio culetto, facendomi bagnare le mutandine. Era sempre in compagnia di una signora, probabilmente sua moglie, e quindi non abbiamo fatto altro che scambiarci uno sguardo. Poco dopo le feste di Natale, sono riuscita a scambiare alcune parole con lui, oltre ad ottenere un contatto telefonico e, da allora, abbiamo cominciato a comunicare sempre via sms. All'inizio erano messaggi carini, poi son diventati sempre più spinti e, alla fine, piuttosto erotici. Mi ha sconvolto quando mi ha mandato una foto del suo membro: lungo, grosso, dritto con una splendida cappella rossa e delle palle enormi, sicuramente piene di crema prelibata, che ho desiderato assaporare. Mi son masturbata furiosamente osservando quella foto. Dopo una settimana mi ha mandato un messaggio, dicendo che sua moglie sarebbe stata fuori per due giorni e voleva trascorrere una serata con me. Ero elettrizzata ed ho deciso che avrei goduto con lui senza riserve. Ho indossato uno splendido completo intimo, reggiseno e perizoma sottile, una minigonna con uno spacco laterale, tenuta chiusa solo da un bottone e, sopra, una camicetta bianca piuttosto semplice, autoreggenti, tacchi alti; ho coperto tutto, con un lungo cappotto e son salita fino al suo piano, quando ho bussato alla sua porta, mi tremavano le gambe. Appena aperta la porta, mi son trovata davanti un bell'uomo vestito con dei pantaloni ed una semplice camicia; una volta entrata, mi ha abbracciato e mi ha baciato in bocca; in quel momento ho sentito le mie gambe sciogliersi per l’emozione.
«Finalmente! Morivo dalla voglia di averti tra le braccia!»
Ero così emozionata, che quasi non riuscivo a parlare.
«Anch'io avevo tanta voglia di te; sono così emozionata, che...»
L'ho baciato ancora e poi ci siamo guardati per un attimo negli occhi; lui mi ha preso per mano e mi ha portato direttamente in camera da letto. Mi ha spogliato lentamente, osservando con ammirazione il mio corpo.
«Lucrezia, sei bellissima! Sei un fiore di donna, che intendo cogliere; desidero sentire a lungo il tuo profumo dentro di me.»
Mi son bagnata nel sentire le sue parole. Anche lui si è spogliato nudo e, finalmente, ho potuto vedere dal vivo quel meraviglioso membro, che appariva ancora più bello; mi ha fatto sdraiare sul letto ed ha iniziato a succhiarmi i capezzoli, mordendoli un po' tra i denti, mentre le sue mani passavano ripetutamente all'interno delle mie cosce, fino a sfiorare la mia intimità, senza mai affondarvi dentro. Poi ha preso a far scorrere la sua bocca sul mio corpo e la sua lingua è andata a giocare anche con la mia intimità. Ha preso a leccarmi ed a raccogliere il nettare che sgorgava come un fiume in piena, ho avuto un orgasmo quasi all'istante.
«Così mi fai godere! Così mi fai godere subito! Oh no, vengo! Alberto, vengo!»
Mi ha leccato in una maniera sconvolgente, poi ha sollevato lo sguardo e mi ha fatto una domanda, che mi ha sorpreso non poco.
«Hai mai ricevuto un bacio nero?»
L'ho guardato senza capire e lui ha sorriso, mi ha fatto girare e mettere in ginocchio davanti a lui; ha incollato la sua bocca contro il mio buchetto e la sua lingua è andata a giocare tra le pieghe del mio fiorellino; allora ho capito a cosa si riferiva. Mentre la sua lingua giocava con il mio buchetto molto palpitante, le sue dita hanno preso ad accarezzare la mia vagina, che gocciolava in una maniera indecente. Naturalmente, per una come me, che ama il rapporto anale, sentire quella lingua che andava lentamente ad insinuarsi dentro il mio buchetto, era qualcosa di sconvolgente. Ho avuto un altro orgasmo e lui ha raccolto i miei succhi e li ha spinti con la lingua dentro il mio buchetto; poi si è sollevato, ha posizionato la punta del suo membro contro quella rosetta grinzosa ed ho sentito i miei muscoli aprirsi al passaggio del suo fallo che mi veniva spinto dentro, delicatamente. L'ha fatto con calma, senza fretta ed io, nel sentirmi riempire il culo da quella spranga enorme, ho avuto un orgasmo all'istante.
«Mi fai impazzire, così! Adoro prendere il cazzo nel culo e voglio sentire il tuo tutto dentro, fin in fondo! Dammi solo un po' di tempo per far abituare i miei muscoli alle tue dimensioni e poi scopami senza ritegno!»
Alberto è rimasto quasi immobile. Ho sentito il suo membro pulsare dentro di me e questo mi ha eccitato ancora di più. Dopo un po' di tempo ha cominciato a muoversi lentamente, scivolando piano avanti/indietro e, ogni volta che entrava, me ne spingeva ancora un po' all'interno. Lentamente me lo ha infilato tutto nel culo. Quando ho sentito aderire il suo inguine alle mie chiappe, ho avuto un orgasmo istantaneo.
«Vengo! Alberto… vengo!»
Nonostante l'orgasmo provato, lui è rimasto quasi immobile, tutto dentro di me ed ho sentito che le pareti dell'ano si adattavano per effetto del piacere che mi dava. Poi ha cominciato a muoversi, prima lentamente, poi con un movimento sempre più veloce e profondo. All'inizio, ho provato una sensazione strana, perché mi sentivo veramente riempita, ma, ben presto, ho preso ad assecondare il movimento, spingendo il mio corpo indietro, andando incontro al suo membro, che ora mi entrava tutto dentro e, quando arrivava in fondo, mi dava un colpo secco, provocando un urlo. Era sconvolgente il ritmo con cui mi montava: ha afferrato i miei capelli usandoli come briglie e mi ha cavalcato veramente alla grande. Mi ha montato dicendo che ero la sua giovane puledra.
«Così! Così si monta una giovane giumenta come te! Sei una cavallina tutta da domare!»
Ho avuto due orgasmi sconvolgenti, a distanza molto ravvicinata. Lui mi ha spinto in avanti distesa sul letto ed ha continuato a montarmi con dei colpi sempre più forti: sentivo il suo membro affondare alla grande nel mio culo, che era da tempo che non provava tanto piacere. Poi, all'improvviso, ha preso a sborrare nel culo e me ne ha scaricata dentro tantissima: ad ogni schizzo, mi dava un colpo secco e lo sentivo arrivare ancora più in fondo.
«Tieni meravigliosa, puttanella! Lo senti come ti riempio questo culetto meraviglioso?»
Ho avuto un altro orgasmo, mentre sentivo che mi sborrava dentro. È rimasto un po' sopra di me, poi è scivolato fuori ed io son corsa in bagno, perché sentivo colare tanta sborra dal mio culetto ben dilatato. Mi sono svuotata, mi son data una bella pulita e, quando sono tornata a letto, lui era appena tornato, perché aveva fatto lo stesso nel doppio servizio. Mi ha abbracciato e mi ha coccolato coprendomi di baci; poi, dopo una decina di minuti, ho sentito ancora forte il desiderio di scopare con lui, così mi son abbassata ed ho preso il suo membro in bocca, che nonostante la recente sborrata, non aveva perso molto della sua consistenza. L'ho succhiato con amore, leccato e segato e me lo son spinto in gola, quasi a soffocarmi; ben presto è tornato ad esser duro come l'acciaio. Mi son sdraiata di lato, a cosce aperte e, sorridendo, l'ho invitato a chiavarmi ancora.
«Adesso scopami forte! Come hai appena fatto al culo, mi devi sfondare la figa!»
Si è inginocchiato, ha appoggiato quel cilindro di carne contro il mio spacchetto ed ha sollevato le mie gambe, fino ad appoggiare i talloni sul suo petto; poi, con una spinta decisa, lo ha spinto tutto dentro di me! Ho inarcato il corpo per reggere il colpo e l'ho sentito arrivare fin in fondo; la punta ha sbattuto con forza contro la bocca dell'utero ed ho provato una specie di dolore nel percepire quel colpo forte, che ha avuto il pregio di eccitarmi ancora di più. Mi teneva entrambe le gambe bloccate tra le sue braccia e mi scopava con dei colpi fortissimi, che mi arrivavano sempre più in fondo e, anche in questo caso, il numero di orgasmi raggiunto è stato incalcolabile. Ha mostrato d'esser un vero toro da monta: mi ha spaccato la fighetta con la stessa intensità di come mi aveva sfondato il culo! Dopo l'ennesimo orgasmo, improvvisamente è rimasto immobile ed ho sentito un'ondata di calore riempire completamente la mia vagina. Mi ha schizzato dentro un torrente di sborra bollente, che mi ha fatto godere fuori misura. Siamo rimasti abbracciati e ci siamo addormentati così. Non era neanche sorto il sole, che mi stava di nuovo penetrando con il suo magnifico membro; io, nonostante sentissi il mio corpo dolorante e la vagina completamente irritata, ho risposto ai suoi colpi, spingendo il mio corpo in avanti, fin quando lui non mi ha riempito di nuovo con un'altra generosa sborrata. Mi ha baciato, poi son andata in bagno, mi son lavata e l'ho raggiunto in cucina, dove abbiamo fatto colazione. Ho recuperato i miei vestiti e, nell'istante in cui uscivo, dalla porta accanto è uscito il figlio del suo vicino, un ragazzo carino, timido, con due piccoli occhiali tondi, che mi ha guardato un attimo, poi ha guardato anche lui ed ha salutato con un cenno della mano: per un attimo è rimasto immobile. Ero decisamente in imbarazzo, ma mi son diretta verso l'ascensore ed anche lui è entrato con me. Appena partito l'ascensore, Luca, così si chiamava il ragazzo, che avevo già incontrato altre volte, sia nel fabbricato che fuori, mi ha sorriso e mi ha detto: "Buona giornata, Lucrezia!" Quando la porta dell'ascensore si è aperta al mio piano, lui l'ha bloccata per un attimo e mi ha guardato dritto negli occhi.
«Io non ho visto niente e non mi interessa quello che fai con lui, ma… mi piacerebbe offrirti una pizza!»
In quel momento ero un po' preoccupata, così per cercare di capire cosa avrei dovuto aspettarmi da lui, ho accettato e la sera dopo siamo andati a cena in pizzeria. È stato molto carino e dolce, abbiamo parlato di tante cose, tranne del fatto che mi aveva visto uscire dalla porta dell'appartamento di Alberto. Dopo la pizza siamo andati in centro a vedere gli addobbi di Natale; in quel frangente, lui ha preso la mia mano e ci siamo messi a camminare come due fidanzati. Ad un tratto, davanti a una vetrina di intimo, mi ha detto che il modello che era esposto in vetrina, gli sarebbe piaciuto vederlo addosso a me!
«Lucrezia, io so di non esser molto bello e neanche prestante, ma… vedi io… tu mi piaci molto e… sono innamorato di te. Ho 25 anni, lavoro come impiegato ed ho un buon reddito; non mi dispiacerebbe, fidanzarmi con te, per poi sposarti!»
Sono rimasta sbalordita dalle sue parole e così ho cercato in qualche modo di sviare il discorso, mentre invece ho scoperto una realtà che non conoscevo.
«Luca, tu sei un gran bravo ragazzo, mi sei anche simpatico, ma… voglio dire: non ci vuole molta fantasia per capire cosa ero andata a fare in casa di Alberto, quindi, capisci che non sono proprio quella che si può definire una brava ragazza?»
La sua risposta mi ha lasciato senza parole.
«Guarda che io non voglio una brava ragazza! Ti ho sentito godere con lui per tutta la notte e mi son tirato più di una sega, immaginando quanto sarebbe stato bello poterti vedere, mentre ti facevi scopare; la mia camera è proprio a ridosso del muro della sua e io sento tutto anche quando scopa sua moglie, che, quando gode, mugola intensamente, mentre tu hai proprio goduto a voce piena. Mi eccita l'idea che lui ti monti e mi piacerebbe vederti scopata da lui! Lucrezia, io voglio una donna come te!»
Ammetto di esser rimasta veramente a bocca aperta. Mi son fatta ripetere le sue parole, che lui ha confermato in ogni singolo dettaglio. Gli ho detto che ci avrei pensato ed ammetto di non aver dormito per niente quella notte. Abbiamo cominciato a frequentarci un po' e mi son anche fatta scopare da lui; devo dire che, anche se non ha la dotazione di Alberto, comunque mi ha fatto divertire abbastanza. Ho raccontato questa cosa ad Alberto e quando gli ho detto che a Luca sarebbe piaciuto vedermi godere con lui, ha detto che era una cosa che si poteva fare. Lo abbiamo fatto il sabato successivo, a casa di Luca. Alberto mi ha abbracciato e baciato davanti a lui, poi mi ha spogliato e mi ha fatto godere molto con bocca e mani, mentre Luca si teneva il cazzo in mano e si segava lentamente. Era una situazione assolutamente incredibile per me, mai provata e, nello stesso tempo mi sentivo un po' in imbarazzo, ma anche molto eccitata! Quando Alberto ha appoggiato il suo membro contro il mio buchetto e me lo ha spinto dritto nel culo, avevo il cazzo di Luca in bocca e lui ha sborrato all'istante; Alberto se n'è accorto ed ha sorriso, e in un momento in cui eravamo soli Alberto mi dato un prezioso consiglio,
«Lucrezia, un ragazzo così, devi sposarlo all'istante, senza pensarci su due volte! È già un cornuto perfetto; sposalo e vedrai che per l'intera tua esistenza, potrai godere con tutti i cazzi che vorrai, perché uno così, se non li trovi tu, te li va a cercare lui!»
Sono stata fidanzata con lui per tre anni, durante i quali Alberto ha continuato a montarmi alla grande e Luca ha anche imparato a venire a leccare i miei buchi, una volta riempiti alla grande da lui. Appena laureata, ci siamo sposati e, la prima notte di nozze, è stato Alberto che mi ha scopato davanti a lui e mi ha spruzzato dentro tanta di quella sborra, che Luca ha faticato un po' a raccoglierla tutta. Da tre mesi porta la gabbietta, perché Alberto vuole avere l'esclusiva a sborrare nella mia figa. Da un mese lavoro in una clinica privata, dove c'è il primario che è un bel maschio maturo, che ha già, per un paio di volte, allungato una mano sul mio culo e quando ha visto che gli ho sorriso, mi ha fatto sentire la consistenza del suo pacco. Purtroppo non ci posso far niente: quando vedo un maschio maturo che mi intriga, immediatamente affiora in me la gran troia che sono.


scritto il
2026-07-26
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