Gianna - I episodio "la puttana della famiglia"
di
sexydurex
genere
incesti
La mia famiglia, una come tante altre:
Dino, mio padre. Operaio in un’azienda di manutenzione ascensori
Concetta, mia madre. Casalinga
Serena, mia sorella. Insegnante di scuola media a Bologna
Omar, il marito di Serena, mio cognato. Operaio in un’azienda di elettronica a Bologna
Mina, la sorella di mia madre, mia zia. Casalinga
Menotti, il marito di Mina, mio zio
Nicola, il fratello di mia madre, mio zio
Concetta, la moglie di zio Nicola
Mariagrazia, la sorella di mio padre, mia zia
Rita, la sorella di mio padre, mia zia
Gianni, il marito di zia Rita, mio zio
Emanuele, il figlio di zio Nicola, mio cugino
Federica, la figlia di zio Nicola, mia cugina
Aurora, la figlia di zia Mina e zio Menotti, mia cugina
Roberta, la figlia di zia Mina e zio Menotti, mia cugina
Giuseppe, il marito di Roberta, mio cugino acquisito
Bruno, il fratello di mio padre, mio zio
Antonella, la moglie di Bruno, mia zia
Piero, il cugino di mio padre, affettuosamente l’ho sempre chiamato zio
Luigia, la moglie di zio Piero, anche lei l’ho sempre chiamata zia
Moris, il figlio di zio Piero e zia Luigia, l’ho sempre considerato un cugino
Angela, la figlia di zio Piero e zia Luigia, un’arpia, consideriamola mia cugina
Gianluca, il marito di Angela, obeso, antipatico, riluttante, consideriamolo mio cugino
Giampiero, il figlio di zio Bruno e zia Antonella, mio cugino
Non ci crederete, ma gli uomini della famiglia, alla fine di questa storia, me li sono scopati tutti, anzi, forse è più esatto dire che loro hanno scopato tutti con me. Cominciamo dalla fine, anzi dalla metà della storia.
Ero carponi sul mio letto, indosso solo le autoreggenti, il reggicalze ed ai piedi, ancora, le scarpe décolleté classico, tacco12 (era, praticamente, diventata la mia divisa).
Così a quattro zampe, sul letto di casa mia, davanti, uno specchio, che copriva un’anta dell’armadio, a tutta parete.
Mio zio Nicola dietro di me, mi afferrava per i fianchi ed affondava il proprio cazzo nel mio culo, lo sentivo completamente dentro. Avrei voluto urlare di piacere, se non fosse che lo zio Menotti mi aveva infilato il proprio cazzo in bocca; ai lati, zio Bruno e zio Gianni, ognuno da una parte, che si stavano facendo segare dalle mie mani.
“Sei una vacca; sei una troia; sei la nipote più zoccola che esista”
Mi insultavano continuamente e fu allora che lo vidi.
Dietro l’uscio della porta della camera da letto, al buio nel corridoio, che stava osservando quella scena pazzesca, io alle prese con i miei quattro zii, mentre mi prendevano in ogni modo.
Lui era in piedi, completamente nudo, sudato, si menava il cazzo e si piegava sulle ginocchia.
Era mio padre.
Lo zio Menotti mi afferrò per i capelli e mi sputò in faccia, quindi mi ordinò
“Dillo cosa sei, sei una vacca?”
“Si, sono la vostra vacca da monta, sono la pulisci cazzo della famiglia”
Continuarono così per tutta la sera; papà rimase fermo, nell’angolo buio; ogni tanto mi giravo verso di lui, era sempre più paonazzo e sudato.
Mi fecero stendere sul letto, con la testa piegata all’indietro fuori dal bordo; a turno si sedettero sulla mia bocca, facendosi leccare il culo; allargavo le chiappe per leccare a fondo il culo di ognuno di loro: culi sudati, sporchi, puzzolenti
“Senti la lecca merda come usa la lingua”
“Usa la bocca come un cesso”
“La prossima volta le cago in bocca”
Mi voltai un attimo e vidi papà, sempre nell’ombra, con una mano menarsi il cazzo e con l’altra asciugarsi la fronte
Continuarono a prendermi in tutti i modi immaginabili, terminando, come spesso ormai accadeva, con una violenta doppia anale. Lo zio Nicola e lo zio Gianni mi incularono insieme, facendomi, prima urlare e poi godere come una pazza
“Siiiiiiiiiiiiiii continuate, rompetemi il culo, siiiiiiiiiiii, dioooooo, godoooooo”
Lo zio Menotti mi prese per i capelli e mi sborrò in faccia, subito seguito dallo zio Bruno.
Zio Nicola e zio Gianni si sfilarono dal culo e si segarono, sborrandomi sui capelli.
“Entra, Dino”, disse imperativamente, lo zio Nicola.
Ero in ginocchio, completamente coperta dalle quattro sborrate; cercai di aprire gli occhi, vidi papà avanzare timidamente, completamente nudo, il cazzo in tiro
“Ti piace guardare come usiamo tua figlia?”
Papà era muto, completamente inebriato da ciò che aveva visto
“Se vuoi, puoi sborrarle in faccia, mentre noi ci mettiamo a pisciare.
Papà si avvicinò, segandosi vicino alla mia faccia; i quattro zii si misero intorno ed iniziarono a pisciarmi addosso.
Trasudavo piscio, mi alzai sui tacchi; ero sfinita.
Gli zii si ricomposero e si preparano per andare via; rimasi in casa da sola con papà.
Senza dire una parola, ci stendemmo sul letto e ci abbracciammo; gli sfiorai il cazzo, ormai moscio, papà cercò le mie labbra e ci baciammo.
Mi stesi su di lui, ancora piena di piscio, mi strusciai con la figa sul suo cazzo; lo sentii reagire
“Scopami Papi”
Allungai la mano verso il suo cazzo e me lo infilai nella figa. Gli poggiai le mani sul petto e mi alzai a stura candela
“Siiiii…siiii….continua….fottimi….siiiii….dio….siiiii…godooooooo”
Grugnì e lo sentii sborrare dentro di me; godemmo insieme; mi accasciai su di lui…lo baciai…lo guardai e gli dissi:
“Papà, sono la puttana della famiglia…mi scopano tutti, anche i miei cugini, anche Omar”
“Lo so, mi rispose”
Dino, mio padre. Operaio in un’azienda di manutenzione ascensori
Concetta, mia madre. Casalinga
Serena, mia sorella. Insegnante di scuola media a Bologna
Omar, il marito di Serena, mio cognato. Operaio in un’azienda di elettronica a Bologna
Mina, la sorella di mia madre, mia zia. Casalinga
Menotti, il marito di Mina, mio zio
Nicola, il fratello di mia madre, mio zio
Concetta, la moglie di zio Nicola
Mariagrazia, la sorella di mio padre, mia zia
Rita, la sorella di mio padre, mia zia
Gianni, il marito di zia Rita, mio zio
Emanuele, il figlio di zio Nicola, mio cugino
Federica, la figlia di zio Nicola, mia cugina
Aurora, la figlia di zia Mina e zio Menotti, mia cugina
Roberta, la figlia di zia Mina e zio Menotti, mia cugina
Giuseppe, il marito di Roberta, mio cugino acquisito
Bruno, il fratello di mio padre, mio zio
Antonella, la moglie di Bruno, mia zia
Piero, il cugino di mio padre, affettuosamente l’ho sempre chiamato zio
Luigia, la moglie di zio Piero, anche lei l’ho sempre chiamata zia
Moris, il figlio di zio Piero e zia Luigia, l’ho sempre considerato un cugino
Angela, la figlia di zio Piero e zia Luigia, un’arpia, consideriamola mia cugina
Gianluca, il marito di Angela, obeso, antipatico, riluttante, consideriamolo mio cugino
Giampiero, il figlio di zio Bruno e zia Antonella, mio cugino
Non ci crederete, ma gli uomini della famiglia, alla fine di questa storia, me li sono scopati tutti, anzi, forse è più esatto dire che loro hanno scopato tutti con me. Cominciamo dalla fine, anzi dalla metà della storia.
Ero carponi sul mio letto, indosso solo le autoreggenti, il reggicalze ed ai piedi, ancora, le scarpe décolleté classico, tacco12 (era, praticamente, diventata la mia divisa).
Così a quattro zampe, sul letto di casa mia, davanti, uno specchio, che copriva un’anta dell’armadio, a tutta parete.
Mio zio Nicola dietro di me, mi afferrava per i fianchi ed affondava il proprio cazzo nel mio culo, lo sentivo completamente dentro. Avrei voluto urlare di piacere, se non fosse che lo zio Menotti mi aveva infilato il proprio cazzo in bocca; ai lati, zio Bruno e zio Gianni, ognuno da una parte, che si stavano facendo segare dalle mie mani.
“Sei una vacca; sei una troia; sei la nipote più zoccola che esista”
Mi insultavano continuamente e fu allora che lo vidi.
Dietro l’uscio della porta della camera da letto, al buio nel corridoio, che stava osservando quella scena pazzesca, io alle prese con i miei quattro zii, mentre mi prendevano in ogni modo.
Lui era in piedi, completamente nudo, sudato, si menava il cazzo e si piegava sulle ginocchia.
Era mio padre.
Lo zio Menotti mi afferrò per i capelli e mi sputò in faccia, quindi mi ordinò
“Dillo cosa sei, sei una vacca?”
“Si, sono la vostra vacca da monta, sono la pulisci cazzo della famiglia”
Continuarono così per tutta la sera; papà rimase fermo, nell’angolo buio; ogni tanto mi giravo verso di lui, era sempre più paonazzo e sudato.
Mi fecero stendere sul letto, con la testa piegata all’indietro fuori dal bordo; a turno si sedettero sulla mia bocca, facendosi leccare il culo; allargavo le chiappe per leccare a fondo il culo di ognuno di loro: culi sudati, sporchi, puzzolenti
“Senti la lecca merda come usa la lingua”
“Usa la bocca come un cesso”
“La prossima volta le cago in bocca”
Mi voltai un attimo e vidi papà, sempre nell’ombra, con una mano menarsi il cazzo e con l’altra asciugarsi la fronte
Continuarono a prendermi in tutti i modi immaginabili, terminando, come spesso ormai accadeva, con una violenta doppia anale. Lo zio Nicola e lo zio Gianni mi incularono insieme, facendomi, prima urlare e poi godere come una pazza
“Siiiiiiiiiiiiiii continuate, rompetemi il culo, siiiiiiiiiiii, dioooooo, godoooooo”
Lo zio Menotti mi prese per i capelli e mi sborrò in faccia, subito seguito dallo zio Bruno.
Zio Nicola e zio Gianni si sfilarono dal culo e si segarono, sborrandomi sui capelli.
“Entra, Dino”, disse imperativamente, lo zio Nicola.
Ero in ginocchio, completamente coperta dalle quattro sborrate; cercai di aprire gli occhi, vidi papà avanzare timidamente, completamente nudo, il cazzo in tiro
“Ti piace guardare come usiamo tua figlia?”
Papà era muto, completamente inebriato da ciò che aveva visto
“Se vuoi, puoi sborrarle in faccia, mentre noi ci mettiamo a pisciare.
Papà si avvicinò, segandosi vicino alla mia faccia; i quattro zii si misero intorno ed iniziarono a pisciarmi addosso.
Trasudavo piscio, mi alzai sui tacchi; ero sfinita.
Gli zii si ricomposero e si preparano per andare via; rimasi in casa da sola con papà.
Senza dire una parola, ci stendemmo sul letto e ci abbracciammo; gli sfiorai il cazzo, ormai moscio, papà cercò le mie labbra e ci baciammo.
Mi stesi su di lui, ancora piena di piscio, mi strusciai con la figa sul suo cazzo; lo sentii reagire
“Scopami Papi”
Allungai la mano verso il suo cazzo e me lo infilai nella figa. Gli poggiai le mani sul petto e mi alzai a stura candela
“Siiiii…siiii….continua….fottimi….siiiii….dio….siiiii…godooooooo”
Grugnì e lo sentii sborrare dentro di me; godemmo insieme; mi accasciai su di lui…lo baciai…lo guardai e gli dissi:
“Papà, sono la puttana della famiglia…mi scopano tutti, anche i miei cugini, anche Omar”
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