Io lavoravo con papà, mia sorella con mamma.

di
genere
incesti

Papà è stato previdente mi ha trovato il lavoro prime che mi diplomassi nella stessa impresa in cui lavorava lui, che siccome era oberata di commesse, dalla maturità all’inizio del lavoro è trascorsa solo una settimana. Ci aveva messo impegno papà, non potevo deluderlo. Il lunedì siamo partiti alle 4 alle 7,30 dovevamo stare in cantiere con la prospettiva che saremmo tornati a casa ogni 15 giorni per stare con mamma e mia sorella. Come primo giorno avrei dovuto solo assistere per quelle che dovevano essere le mie mansioni, invece siccome papà quando tornava a casa mi raccontava tutto, ho iniziato subito col lavoro vero e proprio, Stavo a al suo fianco come sempre, a lui voglio molto bene, so io quando è partito la prima volta cosa ho passato, mi mancava la terra sotto i piedi, ora finalmente ci eravamo riuniti e stavamo insieme tutti i giorni e tutte le
notti. Non mi è parso difficile o diverso rispetto a quando andavo a scuola, per me era una novità bellissima. Alle 12,30 siamo andati a pranzo nella mensa dell’impresa che altro non era che un prefabbricato che veniva spostato ogni volta che si iniziava un nuovo cantiere. Sapevo che a lui non piaceva dormire nel prefabbricato dell’impresa, aveva affittato un mini, ma proprio mini appartamento dove c’era una camera con un letto
ad una piazza e mezza, già sapevo che avremmo dormito insieme. Papà aveva il doppio dei miei anni, insieme a mamma ha fatto un capolavoro. Lo raccontava sempre /è stata troppo bella quella scopata per tirarlo fuori/ ero il frutto di quel pensiero e poi ancora mi diceva che ha scopato con mamma con le dovute precauzioni fino ad una settimana prima che venissi al mondo, ci ricamava anche sopra, meno male che eri protetto dalla placenta altrimenti saresti affogato nella sborra. Questo era il linguaggio di papà, non parliamo di mamma che era mille volte peggio, mia sorella li superava ad entrambi. Alle 18 finito il nostro turno di lavoro, siamo tornati a casa, subito abbiamo fatto la doccia, prima lui dopo io, siamo usciti in accappatoio, abbiamo sistemato i ricambi della quindicina, siamo andati nella pizzeria in cui cenava lui, abbiamo mangiato un’ottima pizza, siamo
tornati subito a casa, ci siamo spogliati e messi sul letto a goderci la nostra
vicinanza. Gli ho preso la mano, l’ho baciata /papà ti voglio bene/ /anch’io te ne voglio / ho messo la testa sul suo petto, lui con un braccio mi teneva stretto, il corpo di papà era duro formato con i muscoli del lavoro / Papà sei duro come il marmo/ /Ci diventerai anche tu con questo lavoro/ in quella posizione abbiamo parlato fino alle dieci circa, abbiamo parlato di mamma e di Camilla, soprattutto di mamma che lo vedeva ogni due settimane dicendo tranquillamente che la donna ha bisogno di un uomo, è arrivato a dire che sperava si fosse fatta un amante per soddisfarla sessualmente. Questo discorso ci ha appena eccitati, si vedeva chiaramente che i nostri cazzi erano i fase di crescita. /Ora dormiamo altrimenti domani dormiamo sul lavoro/ Nonostante il caldo ci siamo
addormentati come eravamo con la testa sul suo petto. La mattina successiva prima al bar a fare colazione poi in cantiere, la routine era sempre la stessa, pranzo alle 12,30 ripresa del lavoro fino alle 18. Volevo chiederlo io di fare la doccia insieme, mi ha preceduto, papà mi ha sempre anticipato, come se fosse nella mia testa. Abbiamo fatto
una lunghissima doccia dove ci siamo massaggiati a vicenda col bagnoschiuma, ci siamo appena asciugati, nudi come eravamo siamo andati sul letto. Mi sono messo subito sopra di lui /Papà ieri sera quando ho detto che ti volevo bene ho mentito/ mi ha guardato in modo interrogativo, ho continuato il discorso /Papà io ti amo/ la reazione si può intuire ci siamo dati un bacio lunghissimo sulle labbra, i cazzi erano prossimi allo scoppio, ci siamo messi a sessantanove ma è stato cortissimo, eravamo eccitati da morire. Siamo stati mezz’ora per recuperare, ci siamo puliti, vestiti ed andati in pizzeria. A casa qualche timido approccio l’avevamo avuto, ma ora era successo quanto di più bello ci potesse accadere. Tutte le sere la stessa storia fino al ritorno a casa dopo la seconda settimana, durante il percorso di ritorno abbiamo parlato di tutto ma a nessuno è passato in testa di tenere nascosto l’amore tra me e papà, lo avremmo detto tranquillamente come di fatto è avvenuto. Quello che non ci aspettavamo è che anche Camilla e mamma si adattavano con rapporti sessuali tra loro. Eravamo una famiglia con un disagio mentale? Questo ci chiedevamo, è stata mamma stessa a rispondere /Chissà in quanti vorrebbero avere questo disagio mentale/ Il venerdì ed il sabato notte il nostro letto, se avesse potuto parlare avrebbe raccontato cose incredibili, eravamo proprio una famiglia dedita al sesso. La domenica sera era dedicata al riposo perché il lunedì mattina si ripartiva presto. Io e papà, mamma e Camilla non avevamo la necessità di tradire come papà aveva ipotizzato, il tutto avveniva all’interno della nostra famiglia.
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2026-08-21
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