La sorpresa
di
danny
genere
incesti
Nel 1980 facevo il militare a Roma, una sera ero in libera uscita ho soccorso un tenente che aveva avuto un incidente stradale, nulla di straordinario soltanto la mia presenza con la domanda se potevo fare qualcosa per lui. Il giorno successivo mi ha convocato nel suo ufficio per comunicarmi che mi una licenza premio di cinque giorni. Mi sono organizzato, la mia famiglia abitava a meno di trecento chilometri, sono partito nel tardo pomeriggio. Ho deciso di fare una sorpresa ai miei, non li ho avvisati, ed il ritardo in una coincidenza ha fatto in modo che arrivassi a casa dopo mezzanotte.
Arrivo a casa apro con la chiave che portavo sempre con me evitando di far rumore, accendo la luce dell’ingresso, vado verso la camera e per poco non ci rimango secco, tre corpi nudi sul letto, accendo la luce vedo mamma, papà ed un altra persona a me sconosciuta che dormivano tranquillamente. Fingo un colpo di tosse, si sveglia mamma, mi vede cerca di coprirsi con un lenzuolo, intanto si sveglia anche papà, mi vedono, diventano bianchi, anche l’altro si sveglia, nessuno riusciva a parlare. Forse nervosamente mi viene da ridere, questo è sufficiente per allentare la tensione, mamma si giustifica dicendo che l’iniziativa è stata sua a volere un altro uomo nel letto perché
papà da solo non le bastava ed in questo modo hanno risolto tutti i problemi
perché papà, che prima perdeva qualche battuta, da quando è arrivato Giobbe ha riacquistato la virilità. Ho giustificato la presenza in quella casa parlando della licenza premio e siccome avevo sonno, ho augurato la buona notte a tutti e sono andato in camera mia. Mi sono spogliato, ho fatto la doccia mi sono messo sul letto. Contrariamente al sonno che aveva qualche minuto prima, ora non riuscivo a chiudere occhio. Sentivo un vociare provenire dalla camera, evidentemente commentavano la figura, ho chiuso gli occhi rivivendo quella scena, mi sono eccitato pensando a mamma che riusciva a gestire due cazzi, la sega, mia compagna in caserma è stata la mia solita soddisfazione. Mi stavo pulendo, si apre la porta ed entra mamma completamente nuda. A quel tempo aveva trentasei anni ed era una figa con la effe maiuscola, ha visto la sborra sulla pancia, si piega,
con la lingua in un attimo pulisce tutto, mi ha rimproverato perché lei era l’unica in quella casa di far sborrare i maschi, non solo voleva che andassi sul letto insieme agli altri. Sessualmente al momento stavo bene, volevo riflettere, ho preferito rinunciare. Cinque giorni erano lunghi da passare, ho perfino valutato la possibilità di tornare subito in caserma, alla fine sono rimasto ed ho saputo che papà e Giobbe lavoravano assieme, la verità cruda è arrivata da mamma che ha confessato che era stato papà
a proporle di fare l’amore in tre, che Giobbe era l’amico di papà, che tra loro c’era qualcosa in più dell’amicizia. Un intreccio coinvolgente che al rientro dal lavoro papà ha confermato il racconto di mamma, ha detto pure che in quel momento loro vivevano benissimo così soprattutto mamma che aveva trovato il suo equilibrio sessuale. Certo che le abitudini rispetto a prima che partissi erano cambiate, questi porci giravano nudi in casa ed ogni occasione era buona per bagnare i loro cazzi nella figa di mamma. La sera in tre, senza che opponessi alcuna resistenza, mi hanno portato sul letto. La promessa di mamma è stata mantenuta, era lei l’unica autorizzata a farci sborrare, ma ho dovuto ricredermi perché mentre scopavo con mamma papà faceva un pompino a Giobbe, non un pompino normale, uno di quelli che tolgono il respiro, lo faceva con una passione ed un coinvolgimento particolare che portava Giobbe a gemere come un agnellino. Anche la figa di mamma parlava, avevano acquistato una padronanza dei loro apparati sessuali da
fare invidia ad un regista di film porno. Purtroppo i cinque giorni sono volati, non vedevo l’ora di rientrare definitivamente in quella casa.
Arrivo a casa apro con la chiave che portavo sempre con me evitando di far rumore, accendo la luce dell’ingresso, vado verso la camera e per poco non ci rimango secco, tre corpi nudi sul letto, accendo la luce vedo mamma, papà ed un altra persona a me sconosciuta che dormivano tranquillamente. Fingo un colpo di tosse, si sveglia mamma, mi vede cerca di coprirsi con un lenzuolo, intanto si sveglia anche papà, mi vedono, diventano bianchi, anche l’altro si sveglia, nessuno riusciva a parlare. Forse nervosamente mi viene da ridere, questo è sufficiente per allentare la tensione, mamma si giustifica dicendo che l’iniziativa è stata sua a volere un altro uomo nel letto perché
papà da solo non le bastava ed in questo modo hanno risolto tutti i problemi
perché papà, che prima perdeva qualche battuta, da quando è arrivato Giobbe ha riacquistato la virilità. Ho giustificato la presenza in quella casa parlando della licenza premio e siccome avevo sonno, ho augurato la buona notte a tutti e sono andato in camera mia. Mi sono spogliato, ho fatto la doccia mi sono messo sul letto. Contrariamente al sonno che aveva qualche minuto prima, ora non riuscivo a chiudere occhio. Sentivo un vociare provenire dalla camera, evidentemente commentavano la figura, ho chiuso gli occhi rivivendo quella scena, mi sono eccitato pensando a mamma che riusciva a gestire due cazzi, la sega, mia compagna in caserma è stata la mia solita soddisfazione. Mi stavo pulendo, si apre la porta ed entra mamma completamente nuda. A quel tempo aveva trentasei anni ed era una figa con la effe maiuscola, ha visto la sborra sulla pancia, si piega,
con la lingua in un attimo pulisce tutto, mi ha rimproverato perché lei era l’unica in quella casa di far sborrare i maschi, non solo voleva che andassi sul letto insieme agli altri. Sessualmente al momento stavo bene, volevo riflettere, ho preferito rinunciare. Cinque giorni erano lunghi da passare, ho perfino valutato la possibilità di tornare subito in caserma, alla fine sono rimasto ed ho saputo che papà e Giobbe lavoravano assieme, la verità cruda è arrivata da mamma che ha confessato che era stato papà
a proporle di fare l’amore in tre, che Giobbe era l’amico di papà, che tra loro c’era qualcosa in più dell’amicizia. Un intreccio coinvolgente che al rientro dal lavoro papà ha confermato il racconto di mamma, ha detto pure che in quel momento loro vivevano benissimo così soprattutto mamma che aveva trovato il suo equilibrio sessuale. Certo che le abitudini rispetto a prima che partissi erano cambiate, questi porci giravano nudi in casa ed ogni occasione era buona per bagnare i loro cazzi nella figa di mamma. La sera in tre, senza che opponessi alcuna resistenza, mi hanno portato sul letto. La promessa di mamma è stata mantenuta, era lei l’unica autorizzata a farci sborrare, ma ho dovuto ricredermi perché mentre scopavo con mamma papà faceva un pompino a Giobbe, non un pompino normale, uno di quelli che tolgono il respiro, lo faceva con una passione ed un coinvolgimento particolare che portava Giobbe a gemere come un agnellino. Anche la figa di mamma parlava, avevano acquistato una padronanza dei loro apparati sessuali da
fare invidia ad un regista di film porno. Purtroppo i cinque giorni sono volati, non vedevo l’ora di rientrare definitivamente in quella casa.
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