Servizio completo in officina
di
Nic83
genere
tradimenti
Avevo organizzato una bella giornata per oggi, con la mia amica Cecilia, alla spa, solo per noi due. Cecilia è una bellissima ragazza, 23 anni, sposata da pochi mesi, troia quanto me, se non di più. "Andiamo alla spa e facciamo drizzare qualche cazzo" mi aveva detto tempo fa. Ed io l'ho presa in parola, quando si tratta di fare la troia sono sempre al primo posto. Avevo già organizzato tutto ma la macchina ha voluto abbandonarmi proprio questa mattina. Non ne voleva sapere di partire. Chiamo Cecilia e le dico che tarderò perché sto aspettando il carroattrezzi. Quando arriva, rimango colpita dall'uomo che scende da camion, 40 anni non di più, rasato, occhi scuri come la notte , fisico scolpito ma normale non di quelli esagerati. Carica la macchina e mi dice di salire a bordo in cabina che andiamo in officina. Dopo un'analisi veloce sulla mia macchina mi dice che ne avrà per una giornata e che però gli devo pagare l'uscita del carroattrezzi. Non ero preparata a questa cosa. Cerco di convincerlo a farmi pagare l'indomani con il totale dei lavori ma lui è irremovibile. Inizio a fare l'oca o meglio la puttana che poi è quello che mi riesce meglio. Il mio abbigliamento di certo aiuta, porto una minigonna di jeans e una canottiera nera ovviamente senza intimo. Sono seduta nella sua sala d'attesa con le gambe accavallate, chiamo Cecilia e le dico di venirmi a prendere dal meccanico tra una ventina di minuti che poi andiamo alla spa. Nel frattempo che sono al telefono abbasso la voce, in modo sexy e sensuale e dico a Cecilia "dai che poi ci divertiamo con quei cazzi alla spa" mentre faccio ondulare il piede con il sandalo. E apro le cosce mettendo in mostra al tizio una bella fica rasata. Metto giù il telefono e mi avvicino al tipo, "senti, facciamo così, ti pago tutto domani ok? Prometto che ti darò anche di più ma adesso ho qualcosa di urgente da fare, prendere o lasciare" ma mentre gli dico così sono chinata sul bancone e metto in vista le mie tette. Con un dito abbasso anche la canottiera. "Se poi accetti altro, ti assicuro che sarai accontentato e ben felice di aver accettato". Lui si porta la mano sul cazzo e se lo tasta, è già duro lo vedo dai pantaloni. Passo dietro al banco e senza pensarci mi chino e glielo tiro fuori, wow penso, che gran bel cazzo, largo, gonfio con quelle vene che pulsano. Ci passo la lingua sopra, poi lo ingoio nella mia bocca, tiro fuori le tette, lo succhio senza mani, lentamente fuori e dentro, starei lì tutto il giorno, altro che spa ma lui mi prende per la gola, mi allontana, sputa sulla mia lingua e poi mi spinge giù, ancora qualche pompata poi mi fa alzare, mi sbatte violentemente sul bancone e tira su la gonna. Ha davanti a sé il ben di dio, e sono sicura che non ha mai avuto tanto bene di dio così. Mi sditalina con tre dita mentre un dito me lo infila nel culo, poi appoggia la cappella sul buco del culo e spinge. Godo come una puttana, mi sento piena, sento il suo fisico su di me, il cazzo che mi sbatte il culo e le palle che schiaffano sulle chiappe. Lui mi sculaccia, sono sicura che mi sta lasciando i segni ma questa sensazione di dolore e godimento mi fa uscire di testa. Lo toglie dal culo e lo mette in fica, sono fradicia, tre colpi poi di nuovo nel culo, e così ad alternanza tra culo e fica fino a quando sento una voce che mi chiama. Cecilia! Cazzo come faccio a smettere? Cecilia entra in sala d'attesa e rimane a bocca aperta. "Sei arrivata al momento giusto tesoro, adesso arriva io bello" mi sfilo e mi inchino davanti al cazzo che ormai è pronto per riempirmi di sborra. Cecilia si avvicina a me, prende il cazzo in mano e lo sega con la cappella all'interno della mia bocca. Uno schizzo potente mi arriva in gola, poi due e poi tre, non smette più di sborrare, ho la bocca piena e la lingua impastata di sborra, dio quanto mi piace...un po' ingoio poi guardo Cecilia che capisce al volo e viene verso di me, ci baciamo e le passo la sborra. Ingoia anche lei. Mi ricompongo, guardo il tizio "guai a te se domani mi fai pagare un euro di più" e ce ne andiamo facendogli l'occhiolino. La giornata è ancora lunga e sono sicura che con Cecilia ci sarà da divertirsi
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